/////01/a – L’ANTICO TESTAMENTO / LA NATURA DELL’ANTICO TESTAMENTO

01/a – L’ANTICO TESTAMENTO / LA NATURA DELL’ANTICO TESTAMENTO

L’Antico Testamento / La natura dell’Antico Testamento

L’aurora della rivelazione


 

Ciò che colpisce prima di tutto un lettore spregiudicato della Bibbia, il libro più conosciuto e misconosciuto del mondo, è che essa parli dall’inizio alla fine di un rapporto con il mondo spirituale. È un documento che testimonia ai posteri di un rapporto con il mondo spirituale mantenuto per migliaia di anni, e delle sue conseguenze. La Divinità (Jahvè-Elohim) parla all’uomo, gli si rivela in visioni, angeli appaiono e parlano, profeti vedono il futuro e odono messaggi da parte di entità sovrasensibili – questi fatti sono talmente noti che anche il conoscitore più superficiale della Bibbia dovrà ammettere che essa parla di un rapporto costante dell’uomo con entità spirituali.

In un rapporto con entità spirituali consiste propriamente il contenuto e la pratica degli antichi misteri.

 

I misteri dell’antichità, infatti, non si fondavano su una ‘fede’, bensì su un rapporto cosciente con entità spirituali superumane, le quali erano spiritualmente vedute, udite e accolte nell’intimo. In questo modo fluirono nell’umanità le rivelazioni da cui sorsero le grandi civiltà. Tali rivelazioni furono custodite e tramandate, costituendo nel loro insieme la sacra saggezza dei misteri, la scienza spirituale i cui metodi variano di epoca in epoca, ma che si perpetua ininterrottamente fino ai nostri giorni.

 

La scienza che si fonda su un rapporto cosciente con il mondo spirituale, ossia su esperienze sovrasensibili, è designata in Occidente col termine ‘occultismo’. Nel presente lavoro useremo questa espressione, sperando che il lettore non vi associ per ora altro significato se non quello di un sapere fondato su esperienze sovrasensibili coscienti.

 

Considerata da questo punto di vista, la Bibbia è un libro che descrive fatti pertinenti all’ambito dell’occultismo. Non contiene invero insegnamenti di occultismo, bensì i fatti da cui derivano gli insegnamenti dell’occultismo. Il rapporto con il mondo spirituale descritto nella Bibbia non è infatti una dottrina occultistica: è un fatto su cui le dottrine si basano. Così, ad esempio, la Bibbia non contiene una dottrina relativa al karma e alla reincarnazione, tuttavia attesta con evidenza il fatto del karma e del riapparire sulla terra delle medesime individualità. Mostrare che sia effettivamente così, è il proposito delle presenti ‘considerazioni’.

 

Per prendere confidenza con i fatti contenuti nella Bibbia, dobbiamo dunque servirci dei mezzi che ci offre l’occultismo. Né un’indagine storico-letteraria, né una astrattamente filosofica possono esserci di grande aiuto in questa impresa, ma solamente un occultismo concreto. Nella nostra epoca l’accesso all’occultismo concreto è stato dischiuso a cerchie più ampie grazie all’opera di Rudolf Steiner.

Ciò è avvenuto per il fatto che egli ne ha resa pubblica una parte considerevole sotto la forma di una scienza dello spirito di orientamento antroposofico.

 

L’antroposofia, così come si presenta negli scritti e nei cicli di conferenze stampati, non è ancora propriamente occultismo concreto. Diventa tale solo nell’anima di coloro che non si limitano a riconoscerne le verità, ma ne hanno anche una conoscenza sperimentale.

 

L’occultismo concreto esiste soltanto là ove esistono occultisti viventi: altrimenti diventa un insieme di mere convinzioni religiose, filosofiche, scientifiche o estetiche di orientamento antroposofico. L’occultismo concreto non consiste nel coltivare simili convinzioni, bensì nella conoscenza sperimentale dei fatti, dei nessi e delle entità del mondo sovrasensibile che le generano, e nell’adempimento dei doveri e dei compiti che ne risultano.

 

Se concepiamo l’occultismo in tal modo, ci troviamo di fronte a una triade.

Alla triade dell’uomo corrisponde infatti una triade dell’occultismo.

 

Come l’uomo è articolato in spirito, anima e corpo,

così l’occultismo lo è in un aspetto eugenetico, uno igienico e uno meccanico.

 

E come l’uomo triarticolato costituisce un’unità, lo stesso vale per i tre grandi ambiti dell’occultismo.

L’antroposofia, quale si presenta nei suoi scritti, rende possibile l’accesso a questi tre ambiti dell’occultismo concreto. 1

I tre ambiti dell’occultismo si distinguono sia per i loro compiti che per i loro metodi.

 

L’occultismo meccanico ha come compito la regolazione delle forze esteriori della natura,

in modo tale che siano conformi alla vera destinazione dell’uomo.

L’occultismo igienico compie la stessa cosa rispetto alle forze dell’organismo umano.

L’occultismo eugenetico ha invece il compito di stabilire un giusto rapporto tra le forze spirituali e l’uomo,

ossia di regolare il karma di quest’ultimo mediante la nascita e la morte.

 

• L’occultismo meccanico riguarda quindi in particolare le forze extraumane che operano nella natura;

• l’occultismo igienico ha come oggetto la stessa natura umana;

• l’occultismo eugenetico si occupa infine dei rapporti dell’uomo

con i compiti assegnatigli dal mondo spirituale superumano, ossia del suo destino.

 

Naturalmente i tre ambiti dell’occultismo sono sempre rappresentati da personalità viventi, che ne costituiscono le rispettive guide. Esse sono le maggiori autorità del sapere spirituale nell’umanità, e, di regola, operano in silenzio per il bene e la salute dell’umanità. I personaggi di Benedetto, Teodosio e Romano, che nei drammi-mistero di Rudolf Steiner appaiono come i tre sommi iniziati, sono appunto designati a rappresentare i tre ambiti dell’occultismo. È facile riconoscere a quale dei tre ambiti dell’occultismo ciascun personaggio corrisponda. Nei drammi-mistero la risposta a tale domanda si dà a scorgere in modo inequivocabile.2

 

La Bibbia stessa non è meno chiara nel mostrarci la cooperazione dei tre occultismi mediante tre entità ad essi preposte. Nei capitoli 18 e 19 della Genesi sono descritti l’incontro di Abramo con i ‘tre Angeli’ nella valle di Mamre e la distruzione di Sodoma.

Se ci raffiguriamo l’intero episodio, così come si può fare con l’aiuto della scienza dello spirito, saremo in grado di comprenderlo come un aspetto di quella cooperazione tra i più alti iniziati dei tre occultismi.

 

Abramo ha un’esperienza spirituale nell’ordinaria coscienza di veglia, cioè senza abbandonare il corpo fisico, come invece avviene durante il sonno. Egli sperimenta la presenza di Jahvè-Elohim. Ad un certo momento la visione svanisce, ed egli si trova al cospetto di tre uomini, che riconosce come messaggeri, la cui venuta era stata preannunziata dall’esperienza sovrasensibile. Sono messaggeri della Divinità che egli ha appena contemplato.

L’esperienza sovrasensibile trapassa dunque in un’esperienza sensibile. Dove prima Dio parlava, vi sono ora tre uomini. Abramo prova per i tre messaggeri di Dio lo stesso sacro timore che aveva provato nei confronti di Dio. Con reverenza offre loro ospitalità. I tre uomini l’accettano e mangiano con lui. Uno dei tre lo informa quindi che entro un anno Sara gli darà un figlio. Sara ode il messaggio, ma le sembra incredibile a causa dell’età avanzata di lei e di suo marito. Colui, però, che conosce i segreti dell’occultismo eugenetico, ribadisce la promessa, che alla fine si avvera. Se si rispettano le leggi dell’occultismo eugenetico, esso rende possibile nascite anche ad un’età che la scienza moderna ‘depositaria di un sapere esclusivo’ riterrebbe impossibile. In un futuro non molto lontano, tuttavia, essa sarà condotta dai fatti a sottoporre a revisione le proprie conclusioni.

 

La missione del primo dei tre è così compiuta. Essi allora si separano e gli altri due si recano a Sodoma. Loro compito, come essi stessi riconoscono, è di prendere una decisione riguardo al destino di questa città. Si trattava propriamente di decidere a che grado di malattia fosse giunto questo centro di civiltà, e se esso fosse ancora in grado di vivere. La questione era dunque, se Sodoma fosse ancora risanabile, oppure, come focolaio di contagio, dovesse essere distrutta.

Nello svolgimento ulteriore della vicenda – di cui non è necessario riportare i dettagli – colui che rappresentava l’occultismo igienico ebbe molte occasioni di diagnosticare la condizione di Sodoma, constatando che essa era moralmente incurabile. Conformemente a questa diagnosi intervenne allora il rappresentante dell’occultismo meccanico, e Sodoma fu distrutta dalla potenza dell’elemento del fuoco, dopo che Lot e la sua famiglia l’ebbero lasciata.

 

I ‘tre Angeli’ che visitano Abramo a Mamre, descritti al tempo stesso come ‘uomini’ che prendono il cibo con lui, e si recano a Sodoma, dove passano la notte nella casa di Lot, sono invero i tre più alti iniziati delle tre branche dell’occultismo, la cui cooperazione era richiesta per decidere del destino di Sodoma.

Non si potrà neanche comprendere il significato dell’adorazione del bambino Gesù da parte dei ‘tre saggi venuti dall’Oriente’, qual è descritta nel Vangelo di Matteo, se non si scorge come essa alluda al fatto che l’occultismo bianco in quel tempo salutava, mediante i suoi tre rappresentanti, l’avvento della suprema Individualità.

 

Questi fatti dovrebbero essere considerati con la massima serietà dagli antroposofi. Non si dovrebbe solo ammettere teoricamente che vivono sempre tre iniziati sulla terra, ma anche sentire in modo a ciò adeguato. Nella Società Antroposofica dovrebbe vigere di continuo una disposizione morale esprimibile nel modo seguente: “I più grandi iniziati sono qui; essi hanno discepoli attraverso cui possono parlare; vi è una saggezza ancor più profonda e una disciplina ancor più elevata di quelle presenti negli scritti che possediamo; chiunque vi aspiri e ne sia degno può accedervi”.

Si dovrebbe dare il giusto peso alle parole di Rudolf Steiner contenute nel suo libro L’iniziazione:

▸“Vi sono due verità da tener presenti: anzitutto chi aspira seriamente alla conoscenza superiore non paventerà nessuna fatica, nessun ostacolo, per cercare un iniziato che lo possa guidare nei segreti superiori del mondo. D’altra parte ognuno può anche essere sicuro che in qualunque caso l’iniziazione gli giungerà, purché vi sia in lui seria e degna aspirazione alla conoscenza”. 3

 

Se ogni persona degna che cerchi seriamente, può trovare un iniziato, ciò significa che ci devono sempre essere iniziati. Se Rudolf Steiner fosse l’unico iniziato, e dopo di lui non ce ne fossero altri, le frasi sopra riportate non sarebbero vere. Eppure lo sono, nonostante che l’atteggiamento interiore di molti antroposofi sia nel presente quello di dubitare della loro verità, ossia non considerare la possibilità che possano comparire nuovi conoscitori [Wissende]. In verità non è una semplice possibilità, ma una necessità. Riconoscerlo fa parte dei doveri di ogni antroposofo, cui sia più importante la realtà delle cose che i propri desideri personali.

 

Dopo questa necessaria digressione, ritorniamo alla questione relativa alla natura della Bibbia. Se intendiamo l’Antico Testamento come un’esposizione di fatti occulti, ci troviamo posti naturalmente di fronte alla seguente domanda: quale dei tre ambiti dell’occultismo è peculiare della Bibbia? In altre parole: la Bibbia è un testo di occultismo meccanico, igienico oppure eugenetico?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo abbracciare per una volta con lo sguardo l’intera Bibbia.

 

L’Antico Testamento contiene la storia della realizzazione di un compito nel corso di circa quindici secoli, in base ad un patto stretto tra una comunità umana e il mondo spirituale. È la storia di un patto tra un gruppo di uomini e un’entità divino-spirituale.

 

Tutti gli avvenimenti, le prove, le rivelazioni e i destini descritti dalla Bibbia

sono contessuti nel filo unitario di questo patto.

Il contenuto del patto stretto con Abramo e rinnovato ai tempi di Mosè, di Davide e della cattività babilonese,

può essere espresso in due proposizioni: “Io-sono è il Signore”; “Il Signore si farà uomo e nascerà dalla stirpe di Israele”.

La prima proposizione contiene l’impegno della comunità di Israele nei riguardi del mondo spirituale;

la seconda contiene la promessa del mondo spirituale alla comunità di Israele.

 

• L’impegno a professare l’Io-sono determina il carattere fondamentale della corrente spirituale ebraica nella storia. Questa corrente spirituale si distingueva da tutte le altre che la circondavano, per il fatto che essa sola doveva il proprio contenuto esclusivamente alle forze dell’Io presenti nell’uomo.

• Mentre ad altri popoli lo spirituale si rivelava mediante il corpo astrale nella natura e nelle stelle, a quelle personalità poste a guida della corrente spirituale ebraica, lo spirituale dell’universo si rivelava solo mediante l’Io.

 

In Israele il più grande peccato contro l’impegno di attenersi all’Io era visto nelle cerimonie di culto della natura, o delle stelle – luoghi alti, boschi sacri, e simili -, che per gli altri popoli costituivano la componente principale della vita religiosa. Quelle cerimonie miravano infatti ad un rapporto con il mondo spirituale mediante le forze del corpo astrale, con esclusione dell’Io. Il rapporto con lo spirito che Israele era chiamato a coltivare era invece possibile solo escludendo le forze del corpo astrale, le forze subconscie, onde, senza ostacoli, l’Io potesse diventare il tramite del rapporto con il mondo spirituale.

 

Grazie a questo tipo di rapporto fu creata e tenuta in vita la civiltà di Israele. Gli uomini in grado di praticare coscientemente questo rapporto erano i profeti, i quali furono molti di più di quelli menzionati nella Bibbia. Ci fu infatti una linea ininterrotta di trasmissione del profetismo da Abramo a Malachia. Questa trasmissione profetica fu possibile per il fatto che esisteva una disciplina spirituale profetica, in virtù della quale ogni profeta poteva preparare un successore.

 

La disciplina dei profeti era simile, sotto molti aspetti, a quella della moderna scienza dello spirito. Escludeva anch’essa ogni influenza subconscia, proveniente dal corpo, indirizzandosi esclusivamente alle chiare forze della coscienza. In piena tranquillità, escludendo qualunque moto impulsivo, i discepoli dei profeti eseguivano i loro esercizi, per disporsi ad un silenzio profondo di fronte al mondo spirituale. Quando questo silenzio aveva raggiunto un certo grado, il mondo spirituale iniziava a parlare. Ciò che il profeta percepiva in tal modo, lo comunicava ad altri. Così fu guidata verso la sua meta la comunità di Israele.

 

Questa meta consisteva nell’adempimento della promessa, ossia nella nascita santa del Messia. Tutto nella vita di Israele era regolato in modo che potesse sorgere dopo molte generazioni un corpo adatto all’operare di Cristo. Si comprendono rettamente gli innumerevoli dettagli dei precetti contenuti, ad esempio, nei libri di Mosè – riguardanti l’alimentazione, l’igiene, le relazioni tra i sessi, e così via -, se li si considera non come una forma di ascetismo – non vi era infatti ascetismo del corpo in Israele, così come non esiste oggi ascetismo del corpo per i discepoli e gli iniziati del vero occultismo cristiano -, bensì un ordinamento della vita volto a consentire la nascita futura del corpo destinato al Cristo.

 

Anche la straordinaria importanza attribuita nella Bibbia al giusto matrimonio e alla giusta nascita, non può essere compresa, se non si considera a fondo il fatto che la storia di Israele era la storia della preparazione del corpo di Gesù.

In essa vediamo l’applicazione cosciente delle leggi dell’ereditarietà, alla quale restano subordinati i destini delle singole personalità.

 

La Bibbia è la descrizione della preparazione di una nascita santa.

Essa è l’unica grande opera di occultismo eugenetico esistente al mondo.

 

Non esiste al presente alcuno scritto che contenga più misteri relativi all’occultismo eugenetico della Bibbia. I profondi nessi tra la nascita e il karma – con i relativi compiti – valevoli nel corso di molte incarnazioni – possono essere riconosciuti nel modo più evidente sulla base della Bibbia. Questo è vero in special modo per l’Antico Testamento.

 

L’Antico Testamento è il più prezioso documento di occultismo eugenetico conservatosi nell’umanità dal passato.

Il Nuovo Testamento (i quattro Vangeli) ha invece, rispetto all’occultismo concreto, un significato differente. Sebbene esso narri fatti che rappresentano la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova nella storia dell’occultismo eugenetico, il centro di gravità non si trova più nell’ambito di tale occultismo. Esso narra di fatti che conducono alla conoscenza dei più profondi misteri dell’occultismo igienico. A prescindere dalle molte guarigioni del corpo, dell’anima e dello spirito descritte nei Vangeli, l’evento principale, che sta al centro delle loro narrazioni, il Mistero del Golgota, può e dev’essere inteso prima di tutto come la suprema azione risanatrice della più profonda malattia umana.

 

I quattro Vangeli contengono ciò che di più importante l’umanità può sapere intorno all’occultismo risanatore [Heilokkultismus]. Non vi è alcun documento conservatosi nell’umanità dal passato, che contenga più misteri relativi all’occultismo risanatore dei Vangeli.La Bibbia consiste però, nel suo insieme, di tre parti. L’Apocalisse di Giovanni, infatti, si distingue nettamente dai Vangeli, quanto questi dai libri dell’Antico Testamento.

 

• Come l’Antico Testamento descrive la preparazione all’evento del Cristo nella storia terrena,

• e i Vangeli l’evento stesso,

• così l’Apocalisse descrive le conseguenze che risultano da quell’evento.

 

L’Apocalisse non contiene alcuna storia di generazioni, come l’Antico Testamento, né la descrizione della vita e della passione di una singola entità, come il Vangelo, bensì descrive eventi futuri riguardanti l’umanità intera e il cosmo. Essa mostra le conseguenze cosmiche dell’Incarnazione di Cristo.

Tali conseguenze non sono solo di carattere morale-spirituale, ma concernono altresì gli eventi della natura. L’Apocalisse mostra quale effetto eserciterà in futuro l’elemento morale-spirituale sulle forze della natura.

 

Modificazioni degli strati costituenti l’interno della Terra, o di quelli, eterici intorno ad essa, vengono descritti dall’Apocalisse di Giovanni in modo esatto, come effetti di cause morali. Il dramma cosmico dell’Apocalisse non riguarda solo il combattimento per il riscatto dell’umanità, ma anche quello per il riscatto della natura. Essa allude dunque a fatti estranei all’ambito dell’occultismo igienico ed eugenetico. L’azione dell’elemento spirituale umano sull’elemento naturale extraumano costituisce l’oggetto dell’occultismo meccanico. L’occultismo meccanico contiene il sapere relativo all’azione dello spirituale che è nell’uomo sulle forze esteriori della natura. In tal senso l’Apocalisse è l’unico documento autorevole conservatosi nell’umanità, riguardante l’occultismo meccanico.

 

Non è intenzione dell’autore di questi studi scrivere intorno all’occultismo igienico, e tanto meno intorno all’occultismo meccanico. Egli si limiterà dunque a considerare l’Antico Testamento quale documento dell’occultismo eugenetico, ricorrendo alle altre due parti della Bibbia solo in quanto è impossibile, sia per la Bibbia, che per i tre ambiti dell’occultismo, porre una separazione netta.

 

La Bibbia forma un’unità indivisibile, proprio perché contiene le principali verità intorno ai tre ambiti dell’occultismo, i quali costituiscono del pari un’unità indivisibile.

Come non si può comprendere l’Antico Testamento senza i Vangeli, così non si possono comprendere i Vangeli senza l’Apocalisse. L’Antico Testamento è infatti la storia della preparazione degli eventi descritti nei Vangeli, e l’Apocalisse mostra a qual fine tali eventi abbiano avuto luogo.

 

Egualmente inseparabili sono i tre ambiti dell’occultismo, quali si presentano nella vita. Non si può guarire una persona, senza tener conto della sua condizione karmica ed ereditaria; e neanche, d’altra parte, senza i medicamenti, i quali possono essere prodotti solo con l’aiuto dell’occultismo meccanico. Questo è solo un esempio. Se ne potrebbero addurre molti altri per mostrare come i tre ambiti dell’occultismo costituiscano un’unità, e come solo mediante la cooperazione possano adempire i loro compiti.

 

Nelle presenti considerazioni si cercherà nondimeno di trattare un solo ambito dell’occultismo, sulla scorta dell’Antico Testamento, poiché ciò è richiesto dal tema. L’autore invita in ogni caso i lettori a tenere presente che, illustrando queste cose, dovrà esser fatta loro quasi una sorta di violenza. Ciò è doloroso, ma inevitabile al giorno d’oggi.

 

Ci occuperemo dunque dell’Antico Testamento quale documento dell’occultismo eugenetico.

Prima, però, di addentrarci nei dettagli di questo documento, occorre rispondere a una domanda di carattere generale, quella cioè relativa al ‘popolo eletto’ con cui fu stretto il patto di cui abbiamo parlato.

Che cos’è il ‘popolo eletto’ e in che cosa consiste la natura della ‘elezione’?

 

 


 

Note:

1 – La nozione dei tre occultismi è presentata dallo stesso Steiner in una conferenza tenuta a Dornach il 1° dicembre 1918, raccolta nel volume Esigenze sociali dei tempi nuovi (O.O.n.186)

2 – I drammi-mistero di R. Steiner (O.O.n.14) sono pubblicati in italiano con i seguenti titoli: La porta dell’iniziazione, La prova dell’anima, Il guardiano della soglia, Il risveglio delle anime.

3 – R. Steiner, L’iniziazione (O.O.n.10), 10 ed. it. 1999, p.16

 

 

By | 2018-12-15T10:39:16+01:00 Dicembre 13th, 2018|L’AURORA DELLA RIVELAZIONE|Commenti disabilitati su 01/a – L’ANTICO TESTAMENTO / LA NATURA DELL’ANTICO TESTAMENTO