////01– LA SCRITTURA STELLARE COME CHIAVE ALLA CRISTOLOGIA

01– LA SCRITTURA STELLARE COME CHIAVE ALLA CRISTOLOGIA

La scrittura stellare come chiave alla cristologia

Le 12 notti sante e le Gerarchie Spirituali – Parte I (2a)


 

«E così per tutto ciò che generalmente avviene nel mondo spirituale,

fu provveduto in modo tale che realmente in cielo, nella scrittura stellare,

appare ciò che propriamente sono i fatti spirituali.»

Rudolf Steiner, 12 Dicembre 1910

 

Uno dei punti più significativi e, al tempo stesso, più enigmatici nel campo della cristologia antroposofica è la descrizione, contenuta nella conferenza di Rudolf Steiner del 27 Gennaio 1908 (O.O. 102), del Mistero de «L’Agnello Mistico», nella quale «il Cristo è … caratterizzato come appartenente all’intero Cosmo», in quanto Principio superiore del «Gran Sacrificio» cosmico.

 

 

Scopo dell’esame che segue è comprendere questo passaggio, estremamente importante, sulla base del contenuto del capitolo precedente, come pure esporre alcune prospettive che si aprono da tale comprensione nel campo della cristologia antroposofica.

Dapprima, tuttavia, è necessario citare interamente il passaggio corrispondente della suddetta conferenza.

In esso leggiamo:

 

▸ «Torniamo per un attimo a ciò che abbiamo detto oggi all’inizio della conferenza. Abbiamo detto che esistono forze ascendenti e discendenti, forze che ascendono verso lo Zodiaco e forze che ne discendono.

Grazie dunque a che cosa l’uomo è giunto al punto che da lui stesso qualcosa possa fluire verso l’alto? Cosa è accaduto dunque all’uomo, da far sì che da lui stesso, a partire dalla sua essenza, qualcosa possa fluire verso l’alto?

Egli è pervenuto a ciò grazie al fatto che, dapprima il suo Io fu lungamente preparato, e poi progredì sempre di più. Questo Io fu preparato assai lungamente. Poiché in fondo tutta l’esistenza della Terra allo stadio di Saturno, di Sole e di Luna, che servirono a formare gli involucri destinati ad accogliere l’Io è una preparazione per l’Io.

Allora altri Esseri formarono la dimora per l’Io. Ora sulla Terra la dimora è progredita a tal punto che l’Io può occupare il suo posto nell’uomo e da questo momento l’Io nell’uomo ha cominciato ad elaborare dall’interno gli involucri corporei esteriori. Il fatto che l’Io possa lavorare dall’interno ha determinato contemporaneamente l’insorgere di una eccedenza, un insieme di forze ascendenti e discendenti che va oltre la misura dell’equilibrio.

• Finché l’Io non poteva ancora lavorare nell’uomo, gradatamente le forze ascendenti si sono sviluppate fino alla metà (cioè alla Vergine);

• mentre quando l’Io entrò nell’uomo le forze erano avanzate abbastanza perchè le forze ascendenti e quelle discendenti potessero equilibrarsi le une con le altre.

L’ingresso dell’Io nell’uomo significa che le forze ascendenti e discendenti si bilanciarono reciprocamente e dipende ora dall’uomo stesso far evolvere nel giusto modo questo equilibrio.

Per questo motivo gli occultisti hanno sempre chiamato la costellazione nella quale si entrò nel momento in cui essa cominciò ad avvicinarsi all’Io: la Bilancia. Fino alla fine della «Vergine» i fatti dell’Io nella nostra evoluzione planetaria si preparavano sì, ma non si era arrivati ancora all’Io.

 

Dal momento della Bilancia l’Io cominciò a partecipare egli stesso,

così che l’Io potè conseguire un momento importante della propria evoluzione.

 

Pensate, dunque, che cosa significa il fatto che l’Io sia pervenuto a questo stadio di evoluzione: l’Io poteva da quel momento partecipare alle forze che appartengono allo Zodiaco, poteva agire nello Zodiaco.

E ciò è la verità: tanto più l’Io tende al punto supremo della sua evoluzione, tanto più egli lavora all’interno dello Zodiaco. Nulla avviene nella parte più intima dell’Io che non raggiunga con le sue conseguenze la parte più alta dello Zodiaco. Ciò è perfettamente vero.

E mentre l’uomo col suo Io, in qualità di uomo, pone propriamente la base per evolvere fino all’Atma o Uomo-Spirito, egli crea sempre più le forze che lo mettono in condizione di agire fino alla Bilancia dello Zodiaco. Ed egli raggiungerà il suo pieno potere su questa Bilancia dello Zodiaco, quando avrà fatto progredire il suo Io fino all’Atma o Uomo-Spirito. Allora egli sarà un essere che irradierà qualcosa, che passa dallo stato del tempo allo stato della durata, di Eternità.

Mentre l’uomo va in tal modo per la sua strada, esistono ancora altri Esseri, presso i quali ciò che nell’uomo è l’azione più alta, è in loro la più bassa. Cerchiamo ora questi Esseri presso i quali l’azione inferiore è la medesima che presso l’uomo la Bilancia dello Zodiaco.

Se inscriviamo l’uomo nello Zodiaco, troviamo che si estende fino alla Bilancia.

L’entità che col suo proprio essere appartiene interamente allo Zodiaco, le cui forze appartengono interamente allo Zodiaco e che si manifesta nella vita planetaria soltanto con il suo arto inferiore, designato dalla Bilancia – come nell’uomo l’arto inferiore [il corpo fisico] è designato dai Pesci – è quell’entità che, come vedete, diffonde la vita su tutto il nostro universo:

Come l’uomo assorbe la vita, così questa Entità irradia la Vita su tutto il nostro Universo. È quell’entità che è capace di portare il grande Sacrificio, e che è inscritta nello Zodiaco come l’Entità che si sacrifica per il nostro mondo.

Come l’uomo aspira verso lo Zodiaco, così questa Entità ci invia, a partire dall’Ariete, che le appartiene come all’uomo la Bilancia, il suo Dono Sacrificale. E come l’uomo rivolge il suo Io verso l’alto, alla Bilancia, così questa Entità irradia il suo Essere sulla nostra sfera in quanto Sacrificio. Questa Entità viene designata dunque come «Agnello mistico» che si sacrifica, poiché Agnello è la stessa cosa che Ariete; da qui la definizione dell’Agnello, o dell’Ariete che si sacrifica, usata per il Cristo.

Il Cristo è ora, dunque, a voi caratterizzato come appartenente a tutto il Cosmo. Il suo Io aspira all’Ariete; e l’Io irradia fino all’Ariete, così egli diventa il «Grande Sacrificio» stesso, ed ha in tal modo una relazione con tutta l’umanità e, in un certo modo, le entità e forze che sono sulla terra sono Sue creazioni. Egli dimora, secondo tutta la sua Entità; nel Sole e nelle Sue creazioni, è collegato alla Luna e alla Terra, e la Sua Forza si trova nella Costellazione dell’Agnello. Così le Forze, mediante le quali Egli potè diventare creatore di questi Esseri, si trovano nella costellazione dell’Ariete o dell’Agnello. La definizione di «Agnello sacrificale» o «Agnello mistico» viene dal cielo stesso.

Questo è uno degli aspetti, uno dei punti di vista, ai quali si perviene, quando, dalla nostra limitata esistenza, si leva lo sguardo verso lo spazio celeste e si vede come le Forze e gli Esseri celesti agiscano uno nell’altro nello spazio universale. E attraverso questo, le Forze che vanno da un corpo celeste all’altro, diverranno gradualmente forze pari a quelle che vanno da anima umana ad anima umana, come l’amore e l’odio. Vediamo le forze animiche andare e venire da stella a stella, e impariamo a riconoscere ciò che è scritto per noi nel cielo, ciò che da tali Forze viene prodotto e guidato nello spazio universale».

 

Così in questo passo si richiama la nostra attenzione su determinati caratteri di scrittura celeste, «tracciati per noi nel cielo», mentre da altre conferenze apprendiamo che il nostro compito più importante come antroposofi è: di imparare a leggere questi caratteri celesti.

▸ «Proviamo, miei cari amici, – dice a questo proposito Rudolf Steiner, – a diventare degni di imparare di nuovo a leggere questa scrittura stellare in modo nuovo, proviamo ad imparare a leggerla, come ci deve essere data oggi… Proviamo a cercare una saggezza, che possa svelarci nuovamente il legame del terrestre e del celeste, che possa svelare senza antiche tradizioni, così come noi cerchiamo di trovarla, come può esserci rivelata nel presente.» (O.O. 149, 2.1.1914).

 

Sforziamoci ora di leggere oltre, ciò che «è scritto per noi» nella scrittura stellare, ciò che è contenuto nel passo precedente sulla base delle indicazioni contenutevi per la sua comprensione. Ciò che colpisce fin dalla prima lettura, è il fatto che in essa si parla innanzitutto di due Entità:

• l’entità microcosmica dell’uomo, che evolve a partire dal basso

• e l’Entità macrocosmica del Cristo che discende dall’alto, come «Agnello mistico».

Inizieremo il nostro studio dall’entità microcosmica dell’uomo.

 

Secondo le indicazioni contenute nel passo citato, l’inizio dell’evoluzione dell’Io umano sulla Terra avviene a partire dalle forze della regione della Bilancia. Inizialmente ciò contraddice in parte il fatto che gli Spiriti, che donarono all’uomo nell’epoca lemurica la sostanza del suo Io, sono Spiriti della Forma, maggiormente legati alla regione dello Scorpione-Aquila, mentre alla Bilancia sono maggiormente legati gli Spiriti del Movimento, che donarono all’uomo sull’antica Luna il corpo astrale. Tuttavia questa «contraddizione» sparisce, se prendiamo in considerazione quanto segue.

 

Secondo Rudolf Steiner ciò che sull’antico Saturno spinse i Troni ad offrire il loro sacrificio universale nient’altro fu se non la contemplazione dei Cherubini presenti intorno a Saturno. Propriamente da questa contemplazione, come stimolati dai Cherubini, i Troni sentirono un impulso di volontà a sacrificarsi ai Cherubini.

▸ «Questa è l’ultima rappresentazione alla quale in genere perveniamo quando andando a ritroso ci avviciniamo a Saturno: gli Spiriti della Volontà che si sacrificano, che innalzano il loro sacrificio verso i Cherubini» (O.O.132, 31.10.1911).

 

Vediamo così che furono i Cherubini a fornire l’impulso di sacrificio ai Troni.

La stessa cosa si ripete sull’antico Sole.

▸ «Riceviamo così una immagine dell’antico Sole: pensiamo in certo qual modo ad un centro, dove si unifica ciò che proviene dall’antico Saturno: le azioni sacrificali dei Troni nei confronti dei Cherubini; nella contemplazione di queste azioni sacrificali sono immersi gli Spiriti della Saggezza. Attraverso la contemplazione di queste azioni sacrificali essi sono indotti ad irraggiare ciò che è il loro proprio essere: fluente, fluttuante Saggezza come virtù donatrice». (O.O. 132, 7.11.1911).

 

Un fenomeno analogo avviene anche sull’antica Luna.

Qui gli Spiriti del Movimento vengono spinti al loro sacrificio, dalla contemplazione delle conseguenze trasposte sull’antica Luna del Sacrificio degli Spiriti della Saggezza sul Sole.

 

E infine, tutto questo, sebbene ad un gradino inferiore, si ripete nuovamente sulla Terra.

Qui gli Spiriti della Forma che si sacrificano sono spinti a ciò dagli Spiriti del Movimento. Perciò sarà perfettamente corrispondente ai fatti occulti attribuire il primo impulso alla comparsa dell’Io individuale alla Bilancia, e non allo Scorpione-Aquila.

Anche Rudolf Steiner si esprime in questo punto con singolare precisione, mettendo in relazione con la costellazione della Bilancia solo l’inizio dell’evoluzione dell’io umano (▸ « … nel momento in cui essa cominciò ad avvicinarsi all’Io … Dal momento della Bilancia l’Io cominciò a partecipare egli stesso …»).

 

Così il primo impulso, il più primordiale, si può dire l’impulso risvegliatore, verso l’evoluzione dell’Io proviene dagli Spiriti del Movimento (Bilancia).40

In seguito, come risultato del sacrificio degli Spiriti della Forma, la sostanza dell’Io viene riversata nell’uomo (Scorpione-Aquila).

Dopo questo avvenimento, la sostanza dell’lo viene ulteriormente formata nell’uomo dagli Spiriti della Personalità (Sagittario); così le viene conferita come una forma definitiva.

 

La partecipazione degli Spiriti della Personalità al lavoro sull’Io umano è basata sul fatto che per gli Spiriti della Personalità (Archai), l’Io umano è l’arto inferiore della loro entità, cioè l’ultimo (dall’alto) arto dell’uomo al quale essi hanno ancora un accesso diretto.

Al contrario l’arto inferiore degli Spiriti della Forma corrispondente al Sè Spirituale umano e la sostanza dell’Io che essi ora sacrificano agli uomini viene portata da loro sulla Terra a partire dalla loro evoluzione sull’antica Luna, quando essi stessi erano ancora allo stadio di Archai e avevano la sostanza dell’Io come arto inferiore.41

 

Rudolf Steiner lo formula nel modo seguente:

▸ «Gli Spiriti della Forma provengono dalla Luna. Il loro arto costitutivo inferiore è l’Io; essi sacrificano questo Io e fecondano l’uomo nella sua predisposizione all’Io, in modo che l’io, come appare sulla Terra, sia una forza feconda, che irradia ora dagli Spiriti della Forma; e gli Spiriti della Forma trattengono come arto inferiore della loro entità il Sè Spirituale o Manas. Se noi li volessimo dunque descrivere, dovremmo dire: Al di sopra di noi regnano nel nostro ambiente circostante, nell’atmosfera terrestre, gli Spiriti della Forma. Il loro arto costitutivo inferiore è il Sè spirituale o Manas, là vivono e tessono, e hanno sacrificato ciò che avevano ancora sulla Luna, l’Io che agisce in tutte le direzioni. Esso è calato goccia a goccia dall’alto ed ha fecondato l’uomo.» (O.O. 102, 29.2.1908).

 

Abbiamo così nell’insieme tre stadi nel processo con cui l’uomo fu dotato del suo Io.

• Questo processo è provocato dagli Spiriti del Movimento,

realizzato dagli Spiriti della Forma

• e completato dagli Spiriti della Personalità.

(Nella scrittura stellare ciò è espresso nella progressione dalla Bilancia attraverso l’Aquila-Scorpione, fino al Sagittario).

 

Ora la sostanza dell’io vive già sulla Terra e deve gradatamente impregnare di sè gli involucri umani.

In questo lavoro l’uomo è aiutato da altre Gerarchie.

 

Così secondo Rudolf Steiner,

• verso la fine dell’epoca Lemurica le forze dell’Io impregnarono il corpo astrale,

• nell’Atlantide il corpo eterico,

• e verso la fine dell’Atlantide e nel corso dell’evoluzione postatlantica – il corpo fisico. (O.O. 102, 29.2.1908).

 

Inoltre, mentre le forze dell’Io impregnavano il corpo astrale e il corpo eterico, l’uomo possedeva ancora un alto grado di chiaroveggenza e nella sua coscienza sognante percepiva gli Arcangeli, che guidavano il suo Io nel corpo astrale, e più tardi gli Angeli, che guidavano il suo Io nel corpo eterico. E solo quando le forze dell’Io furono penetrate fino a comprendere il corpo fisico, la guida delle Gerarchie superiori cominciò gradatamente a ritirarsi dall’uomo.

È così che, nel tempo in cui l’Io cosciente si immerse definitivamente nel corpo fisico, l’uomo perse completamente la sua antica chiaroveggenza e si trovò lasciato unicamente a se stesso.42 Questo punto di massima discesa dell’io nella materia avvenne nella 5a epoca postatlantica.

 

Se ci rivolgiamo ora nuovamente alla scrittura stellare, tutta l’evoluzione descritta corrisponderà all’ulteriore progressione lungo lo Zodiaco dal Capricorno (Arcangeli) all’Acquario (Angeli) e, infine, ai Pesci (Uomo).43

• Ora solamente, nei Pesci, l’uomo vive il suo pieno isolamento dal mondo delle Gerarchie, ma contemporaneamente anche la sua piena libertà, in quanto nel suo corpo fisico il suo Io si manifesta unicamente nelle immagini, sfumate ed insussistenti, del pensiero astratto, che, proprio in forza del loro carattere di oggetto puramente riflesso non possono esercitare costrizione alcuna (O.O. 187, 28.12.1918).

D’altro canto, proprio a partire da questo punto inferiore, al presente per ogni uomo grazie all’Antroposofia, si apre la possibilità di prendere nelle sue stesse mani la propria evoluzione superiore iniziando la sua nuova ascesa verso i mondi superiori, ma stavolta in modo pienamente cosciente.

 

Dal punto di vista della scrittura stellare questo sarebbe un cammino a ritroso, a partire dai Pesci attraverso l’Acquario, il Capricorno, ecc. fino alla Bilancia e perfino fino alla Vergine. Dal punto di vista del cammino antroposofico di conoscenza una tale evoluzione corrisponderebbe al percorso dei sette gradini dell’Iniziazione cristiano-rosacruciana, come essi sono descritti ne «La Scienza Occulta» di Rudolf Steiner.

In questo caso,

• il primo gradino: lo studio dei dati della Scienza dello Spirito con l’aiuto della capacità abituale di giudizio, acquisita nel mondo fisico sensibile, corrisponderebbe al giusto rapporto con le forze provenienti dalla regione dei Pesci.

• Il secondo gradino, l’immaginazione, sarebbe legato all’ascesa verso le forze provenienti dalla regione dell’Acquario.

• Il gradino dell’ispirazione condurrebbe all’ascesa nella regione del Capricorno.

• L’intuizione alle forze del Sagittario.

• La conoscenza dei rapporti fra il microcosmo e il macrocosmo alle forze dello Scorpione-Aquila.

• In seguito, la fusione col Macrocosmo alle forze della Bilancia

• e, infine, la «beatitudine in Dio» alle forze della Vergine.44

 

Come esempio di tale ascesa, sia pure appartenente alle condizioni precristiane d’evoluzione e perciò recante un carattere essenzialmente diverso, possiamo prendere l’individualità di Gautama Budda.

 

Nel libro «Rudolf Steiner e i Misteri fondamentali del nostro tempo» si è già mostrato che l’Entità, che si trova al grado di Bodhisattva, lavora – certo soltanto entro determinati limiti, – alla formazione del suo Sè Spirituale. Quando il Bodhisattva diventa Budda, come accadde a Gautama nel sesto secolo dell’era precristiana, allora gli si apre contemporaneamente la possibilità di lavorare coscientemente alla formazione dentro di sè dei primi germi dello Spirito Vitale.

 

Parlando la lingua della scrittura stellare, ciò significa, che ciascun Bodhisattva raggiunge (sebbene per strade differenti da quelle attuali) un’esperienza diretta delle forze zodiacali fino alla regione dello Scorpione-Aquila compresa, il che corrisponde nella iniziazione cristiana rosacruciana, al quinto gradino, alla conoscenza cioè dei rapporti fra il micro e il macrocosmo.

 

Nel divenire Budda una tale individualità s’innalza ancora di più nello Zodiaco e raggiunge l’esperienza diretta delle forze della regione della Bilancia, il che nell’iniziazione cristiano-rosacruciana corrisponde al sesto gradino, alla fusione col Macrocosmo, cioè, nel caso del Budda, all’immersione nel Nirvana, dopo la quale, a partire dal suo Karma, egli non ha più bisogno di ulteriori incarnazioni sulla terra.

 

Se ora ricordiamo, che alla regione zodiacale della Bilancia è collegata la Gerarchia degli Spiriti del Movimento, possiamo comprendere allora ancor più a fondo le seguenti parole di Rudolf Steiner:

▸ «Con ciò questa individualità (il Gautama) da Bodhisattva era divenuta un Budda, cioè uno spirito che nel suo agire non viene ispirato dalla sfera terrestre, bensì … dal Cosmo. Egli era dunque rapito in estasi dalla sfera terrestre verso il Nirvana, nella regione dove la sfera terrestre non è più attiva … La cosa fondamentale qui è che, da quel momento, gli altri Spiriti delle Gerarchie inferiori si distaccarono, che egli (il Gautama Budda), potè, per così dire, direttamente pervenire a quegli Esseri, che si definiscono Spiriti del Movimento normalmente evoluti.» (O.O. 136, 13.4.1912).

 

Prima di passare dall’esame del cammino microcosmico dell’ascesa dell’uomo all’esame del cammino macrocosmico della discesa dell’Essere del Cristo, va ancora posta attenzione al cambiamento essenziale di luogo e di ruolo della regione zodiacale della Bilancia, avvenuto ad un certo momento dell’evoluzione terrestre.

Come punto di partenza ci può servire la comprensione delle forze zodiacali ascendenti e discendenti, delle quali Rudolf Steiner parla nel lungo passo sopracitato. Poco prima, nella medesima conferenza, egli rende queste forze ancora più concrete:

▸ «Se voi pensate dunque a tutto lo Zodiaco, dovete immaginarvi che da questo Zodiaco una parte di forze sale, una parte di forze discende. Noi raggruppiamo quelle forze che oggi si trovano in una evoluzione ascendente, poiché esse anche appartengono a queste costellazioni, sotto le costellazioni dell’Ariete, del Toro, dei Gemelli, del Cancro, del Leone, della Vergine, della Bilancia.

Queste sono le sette costellazioni che corrispondono alle forze ascendenti.

 

Cinque costellazioni circa corrispondono alle forze discendenti:

Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci» (O.O.102, 27.1.1908).

 

Già in queste parole il termine «circa» (etwa) può attrarre la nostra attenzione. Effettivamente la regione della Bilancia non sempre appartenne ai cosiddetti «segni luminosi», ma si aggiunse ad essi soltanto dalla metà dell’epoca atlantica.

▸ «… Dopo la metà della razza atlantica venne il tempo in cui, per la prima volta, per l’uomo ebbero inizio le condizioni per il prevalere dell’ascesa. Se volessimo misurare il rapporto fra forze ascendenti e discendenti nello Zodiaco prima della metà dell’epoca atlantica, dovremmo dire: vi è un equilibrio (Gleichmaß). Dovremmo allora parlare in altro modo e contare come forze ascendenti; Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine. Dovremmo contare la Bilancia nell’altra parte fra quelle che sono nello stadio discendente. (O.O. 102, 27.1.1908).45

 

Da quanto detto vediamo che il cosiddetto «Zodiaco luminoso» si formò definitivamente soltanto dopo il superamento della metà dell’evoluzione Atlantica, grazie al passaggio della regione della Bilancia nel gruppo di costellazioni legate alle forze zodiacali ascendenti.

 

Dal punto di vista dell’attività delle Gerarchie questo significa, che il gruppo maggiore degli Spiriti del Movimento ha fatto il suo ingresso sul cammino dell’ascesa progressiva al rango degli Spiriti della Saggezza. Tale evoluzione all’interno del mondo delle Gerarchie non ci deve particolarmente stupire, poiché da svariate comunicazioni della Scienza dello Spirito noi già sappiamo di tutta una serie di avvenimenti simili nei mondi superiori.

Per esempio, direttamente nella nostra epoca, tutta una serie di Spiriti appartenenti alla Gerarchia delle Archai, hanno intrapreso la via del divenire Spiriti della Forma (cioè, parlando il linguaggio stellare, essi cercano adesso di passare dalla regione zodiacale del Sagittario alla regione dello Scorpione-Aquila) e a questo mutamento è legato in misura significativa tutto il carattere dell’iniziazione contemporanea. (O.O. 187, 28-31.12.1918). Lasciamo tuttavia per ora senza commenti questo cambiamento nella regione della Bilancia. Vedremo in seguito quale significato esso ha per l’evoluzione di tutto il nostro Cosmo.

 

Dopo aver designato tutte le regioni, che appartengono alle forze ascendenti e discendenti dello Zodiaco, (sette e cinque costellazioni), Rudolf Steiner continua il suo pensiero nel modo seguente:

▸ «Vedete dunque qui, come dallo Zodiaco piovano e salgano forze, come alle forze ascendenti corrispondano sette costellazioni, mentre a quelle discendenti cinque. Le forze che ascendono, corrispondono anche nell’uomo agli arti costitutivi superiori della sua entità, alle sue caratteristiche più alte, più nobili. Quelle forze che si trovano in una evoluzione discendente, devono dapprima passare attraverso l’uomo, devono dapprima conquistare nell’uomo quel gradino, attraverso il quale anch’esse potranno diventare forze ascendenti» (O.O. 102, 27.1.1908).

 

Queste parole risultano certo più comprensibili se ci si rivolge all’immagine del Centauro, rammentando che, in una determinata misura, nel nostro tempo ciascun uomo medio porta dentro di sè, sebbene ciò sia visibile soltanto al chiaroveggente, questo essere (O.O. 145, 28.3.1913).

 

Dunque il Centauro è per metà uomo e per metà animale.

Se cerchiamo di descriverlo nel linguaggio stellare, otteniamo quanto segue.

• Dalla testa (Ariete) e fino al plesso solare (Vergine) il Centauro è uomo.

• Dagli organi della riproduzione fino ai piedi (cioè dallo Scorpione ai Pesci), è un animale.

Le sue anche (Bilancia) occupano appunto una posizione intermedia.

Esse cominciano in forma umana e proseguono in forma animale.

 

In altre parole: in esse l’uomo-centauro supera definitivamente la sua animalità. Se nella nostra epoca aggiungiamo la Bilancia ai segni luminosi, i cinque segni oscuri ci mostrano la natura dell’uomo ancora animale, cioè impregnata di forze discendenti. Proprio queste forze discendenti dovranno necessariamente «passare attraverso l’uomo», per ricevere dal contatto all’interno del suo Io con l’impulso del Cristo, le forze per la successiva evoluzione ascendente.

Per questo nella nostra epoca, ogni uomo che intraprenda coscientemente il cammino dell’Iniziazione contemporanea cristiano-rosacruciana, comincia a partecipare direttamente alla metamorfosi dello Zodiaco, alla trasformazione delle sue regioni oscure in regioni luminose.

 

Infatti, nella misura in cui l’uomo percorre il primo gradino di questo cammino, egli contribuisce al fatto che le forze cosmiche della regione dei Pesci, passando attraverso il suo Io, possano divenire forze luminose nel nostro Cosmo. Percorrendo il secondo gradino egli, allo stesso, modo trasforma la regione zodiacale dell’Acquario; al terzo gradino la regione del Capricorno e così via, fino a raggiungere e superare il sesto gradino, che esprime il punto più alto dell’evoluzione individuale dell’Io nella Bilancia. E quando un giorno tutta l’umanità terrestre avrà raggiunto questo gradino, tutto lo «Zodiaco oscuro» verrà allora definitivamente trasformato in luminoso, mentre l’umanità, che avrà in sè pienamente trasformato il principio planetario, sarà in grado di accingersi alla creazione puramente cosmica, stellare (settimo gradino).46

 

Rudolf Steiner dà testimonianza di questo gradino superiore con le seguenti parole:

▸ «Egli (l’uomo) raggiungerà il suo pieno potere su questa Bilancia dello Zodiaco quando avrà fatto progredire il suo Io fino all’Atma o Uomo-Spirito (Vergine). Allora sarà un essere che irradierà qualcosa, che passa dallo stato del tempo allo stato della durata, di Eternità».

 

Abbiamo qui un’indicazione estremamente importante per la sfera cosmica d’azione dell’Entità Anthropos-Sophìa. Se il primo gradino del moderno cammino di Iniziazione è legato alla regione dei Pesci, ovvero al principio stesso dell’Anthropos originario (vedi pag. 14), allora il suo settimo gradino, quello conclusivo, è legato alla regione della Vergine, alla Gerarchia degli Spiriti della Saggezza, che rappresentano nel nostro Universo le Forze della Sophia Cosmica.

Così l’uomo ascende su questo cammino dal presente gradino della sua evoluzione, attraverso la progressiva trasformazione nella sua interiorità delle forze di tutto il Cosmo planetario, verso la Saggezza superiore stellare, verso la divina Sophia, che forma nell’«Agnello Mistico» il suo ultimo arto stellare e che costituisce contemporaneamente le porte che si aprono sul regno cosmico del Cristo. Poiché in questo consiste la missione dell’Antroposofia nel mondo: aprire una via, che conduca l’uomo, dalla sua limitata esistenza terrestre, ad unirsi alla sfera dell’«Agnello Mistico», ad unirsi al Cristo cosmico.

 

▸ «Antroposofia è una via di conoscenza,

che vorrebbe portare lo spirituale che c’è nell’uomo verso lo spirito che si trova nell’Universo» (O.O. 26).

 

Come già rilevato, questa elevata prospettiva di evoluzione futura oggi è legata innanzitutto al percorso del cammino di iniziazione contemporaneo. Questo cammino è ora aperto a tutti, ma finora pochi soltanto prendono effettivamente questa strada. Tuttavia il resto dell’umanità non resta escluso dall’evoluzione positiva. Ed il fatto che sia così è riconducibile precisamente all’impulso del Cristo.

Poiché la percezione in se stessi delle verità cristiane nel corso del tempo trascorso dal Mistero del Golgota fino ai giorni nostri porta verso la trasformazione delle forze che agiscono nell’uomo a partire dalla regione dei Pesci, da forze discendenti in forze ascendenti.

 

La comparsa, che inizia nella nostra epoca, del Cristo nel corpo eterico a partire dalla sfera degli Angeli (O.O. 152, 2.5.1913), che sarà gradatamente colta dalle facoltà immaginative che si desteranno nell’uomo, porterà ad una analoga trasformazione delle forze che agiscono nell’uomo a partire dalla regione dell’Acquario.

In seguito, allo scadere di altri 3000 anni, davanti a tutta l’umanità si aprirà la possibilità di vivere, per mezzo dell’ispirazione, il Cristo nel suo corpo astrale nella sfera degli Arcangeli, e questo darà impulso nell’uomo alla trasformazione delle forze del Capricorno.

Infine, ancora più tardi, il Cristo si rivelerà attraverso l’intuizione, sotto forma dell’«Io» nella sfera delle Archai, il che darà la possibilità agli uomini di trasformare in sè le forze che provengono dal Sagittario.47

 

Ci diventa ora più comprensibile tutto il significato occulto di quel fatto, a cui si è già accennato nella nota 37, e cioè che a partire dall’epoca dei Pesci, per la prima volta l’evoluzione zodiacale-gerarchica sopra descritta inizia a coincidere con l’evoluzione zodiacale-storica.

 

• La percezione eterica del Cristo diverrà un fenomeno di massa solo nel 6° periodo di cultura, che sta sotto il segno dell’Acquario; la percezione astrale del Cristo, nel settimo periodo, che sta sotto il segno del Capricorno e, infine, la percezione del Cristo come «Io», solo dopo la «guerra di tutti contro tutti», in quella lontana epoca nella quale il punto dell’equinozio primaverile passerà nella regione del Sagittario.

 

 


 

Note:

40. A quanto detto va aggiunto ancora quanto segue. Approssimativamente a metà dell’Atlantide, l’uomo, per la prima volta, ricevette delle incrostazioni minerali nel suo corpo fisico e, come risultato di ciò, potè metter piede sulla «terra ferma»

(Ciò avvenne nel quarto periodo atlantico posto sotto il segno dello Scorpione-Aquila). Conseguenza di ciò fu che il suo Io, dopo aver penetrato il corpo eterico, potè avvicinarsi al confine del corpo fisico. Questo primo contatto dell’Io col corpo fisico fu la causa dell’apparire dei primissimi bagliori dell’Io cosciente individuale e terrestre nell’uomo, a partire dal quale egli potè poi iniziare a lavorare autonomamente dall’interno sui suoi involucri. Quest’ultimo fatto fu reso possibile a partire dal quinto periodo atlantico, che stava sotto il segno della Bilancia. (Quanto riportato non contraddice il fatto che, la piena immersione dell’Io umano nella materia, quindi la sua definitiva unione col corpo fisico, avvenne soltanto al tempo del quinto periodo postatlantico). A partire da quel tempo dunque ebbe inizio anche la preponderanza della parte luminosa dello Zodiaco su quella oscura. Prima di ciò, fino al quarto periodo atlantico compreso, corrispondente alla metà di tutta l’evoluzione, esisteva ancora un equilibrio di forze ascendenti e discendenti nello Zodiaco.

41. Perciò nello schema riportato a pag. 51 Rudolf Steiner, «inscrivendo l’uomo nello Zodiaco», mette in rapporto il suo Io con la regione del Sagittario lo collega all’attività degli spiriti della Personalità, e non agli Spiriti della Forma (regione dello Scorpione-Aquila). Ciò dipende dal fatto che in questo schema l’uomo è inscritto nel cosmo non dal punto di vista dell’uomo stesso, cioè del processo della sua creazione, ma dal punto di vista delle Gerarchie, che si esprime nella corrispondenza dei loro arti inferiori con quelli dell’entità umana. Da questo punto di vista «gerarchico» l’arto costitutivo «inferiore» e contemporaneamente il più antico dell’uomo è il suo corpo fisico; nell’Angelo è il suo corpo eterico, nell’Arcangelo il corpo astrale, negli Spiriti della Personalità (Archai) è l’Io umano, negli Spiriti della Forma è il Sè spirituale, negli spiriti del Movimento è lo Spirito Vitale, negli Spiriti della Saggezza è l’Uomo Spirito. Inoltre dal particolare legame dell’Io umano con gli Spiriti della Personalità deriva pure il suo rapporto col principio del pensiero, di cui le guide nel nostro ciclo evolutivo sono le Archai. (vedi pag. 22 e seguito)

42. In ciò che è stato abbiamo ugualmente l’indicazione del fatto che, nell’incarnazione planetaria della Terra, coloro che soprattutto hanno un rapporto con la comparsa e l’evoluzione dell’Io umano individuale sono gli Esseri delle Gerarchie a partire dagli spiriti del Movimento fino agli Angeli (dalla Bilancia all’Acquario). Le Entità superiori, dagli Spiriti della Saggezza (Vergine), non hanno più relazione diretta con questa evoluzione. Perciò Rudolf Steiner, nella lunga citazione su riportata (vedi pag. 47 e seguito), dice: «Fino alla fine della “Vergine” i fatti dell’Io nella nostra evoluzione planetaria si preparavano sì ma non si arrivava ancora all’Io».

43. Non va confusa l’evoluzione in questione con la progressione del punto dell’equinozio di primavera sullo Zodiaco, che determina il cambiamento dei differenti periodi di cultura. Poiché nel nostro esame noi partiamo innanzitutto dalla successiva partecipazione all’evoluzione dell’uomo delle diverse Gerarchie, che attingono le loro forze da quelle regioni dello Zodiaco, alle quali esse sono collegate. Tuttavia ha grande importanza anche il fatto che, a partire dal quinto periodo di cultura attuale, che sta sotto il segno dei Pesci, entrambe le correnti evolutive cominciano a convergere (Vedi a questo proposito più oltre).

44. Tutti questi collegamenti si sarebbero potuti sviluppare e motivare assai più dettagliatamente, ma in tal caso questo «complemento» si sarebbe trasformato in un lavoro autonomo. Perciò l’autore ha dovuto rinunciarvi in questa sede. Certi complementi possono essere rintracciati dal lettore in un’altra opera dello stesso autore, dove è data la correlazione fra i sette gradini dell’iniziazione cristiano-rosacruciana e i sette arti costitutivi dell’essere dell’uomo (vedi «Rudolf Steiner e i Misteri fondamentali del nostro tempo», cap. 5, Stoccarda 1986).

45. Questo stato di cose, appena avvertibile a partire dalla metà dell’epoca atlantica, ha acquisito soltanto ai nostri tempi una piena determinatezza: «Alla metà della nostra evoluzione eravamo proprio al centro dell’epoca atlantica»; e ciò che gli uomini hanno fatto fin dall’epoca atlantica è già, per un determinato tratto, al di là della metà della nostra evoluzione. Così possiamo dire che, in certo qual modo, già oggi nello Zodiaco le forze ascendenti sono di più di quelle discendenti (O.O. 102, 27.1.1908).

46. La «redenzione» dello Zodiaco oscuro qui descritta nel processo del passaggio da parte dell’uomo attraverso il Cammino di Iniziazione cristiano-rosacruciano, è anche direttamente collegato alla graduale redenzione e trasformazione delle forze del male nel nostro Cosmo (O.O. 113, 31.8.1909). Tuttavia un esame più approfondito di questo problema esula dai limiti della presente opera.

47. Vedi dettagli maggiori su queste tre Rivelazioni del Cristo in O.O. 130, 21.9. – 4.11. e 18.11.1911.

 

 

By | 2019-12-25T20:43:32+01:00 Novembre 30th, 2018|SCRITTURA STELLARE|Commenti disabilitati su 01– LA SCRITTURA STELLARE COME CHIAVE ALLA CRISTOLOGIA