////01 – L’ASPETTO COSMICO DELL’ESSERE SOFIA

01 – L’ASPETTO COSMICO DELL’ESSERE SOFIA

L’Aspetto cosmico dell’essere Sofia

Le 12 notti sante e le Gerarchie Spirituali – Parte II (1)


 

«Non è il Cristo che ci manca,

è la cognizione del Cristo, l’Iside del Cristo, la Sofia del Cristo che ci manca.»

Rudolf Steiner, 24 Dicembre 1920

 

Tutto quanto esposto nel capitolo secondo della presente raccolta relativamente all’Essere del Cristo nei confronti del Macrocosmo e della sua progressiva discesa sulla Terra attraverso i successivi ranghi delle Gerarchie e contemporaneamente attraverso le dodici sfere zodiacali, ci consente pure di tentare di rispondere alla domanda: qual è il rapporto dell’Essere del Cristo, dal punto di vista cosmico da noi esaminato, con quell’altro essere Spirituale, che ancora nel Vecchio Testamento90 e più tardi nell’antica Grecia e al tempo dell’antico Cristianesimo, fu chiamato Saggezza Divina o Santa Sofia.

 

Nella conferenza del 15 Febbraio 1909 intitolata «Il Cristianesimo nel processo di evoluzione della nostra umanità contemporanea. Individualità guida e Avatar», Rudolf Steiner analizza dettagliatamente dal punto di vista della Scienza dello Spirito orientata antroposoficamente l’insegnamento orientale degli Avatar, cioè l’insegnamento riguardante entità superiori, che per la loro propria evoluzione non hanno bisogno di incarnarsi sulla Terra in un corpo fìsico e che soltanto in casi eccezionali s’incarnano nell’umanità, per dare di tanto in tanto un impulso spirituale alla sua evoluzione.

 

Come «la più grande Entità-Avatar, che sia vissuta sulla Terra», «come Entità avatarica dal significato unico nel suo genere», Rudolf Steiner designa, nella conferenza qui ricordata, l’Essere Centrale di tutto il nostro Cosmo, l’Essere del Cristo. Questa alta entità Cosmica chiamata anche nelle cerchie del Cristianesimo esoterico «La Grande Offerta» o «L’Agnello mistico», il cui corpo spirituale nel cosmo stellare forma tutta la parte luminosa dello Zodiaco, che si estende dall’Ariete alla Bilancia (vedi schema a pag. 51), discese alla Svolta dei Tempi negli involucri di un uomo, Gesù di Nazareth, al 30° anno della sua vita, durante la scena che è descritta in tutti e quattro i Vangeli come il battesimo nel Giordano da parte di Giovanni.

Con ciò, e anche per il passaggio dell’Essere del Cristo attraverso il Mistero del Golgota, a tutta l’evoluzione umana fu data una nuova direzione, e alla Terra stessa il suo più alto senso spirituale.

 

Tuttavia, esaminando più attentamente tutti gli avvenimenti della Svolta dei tempi, troviamo in essi nella realtà non uno, ma due casi di penetrazione nell’esistenza terrestre di Entità-Avatar. Poiché, accanto alla piena discesa nel corpo umano dell’Essere del Cristo, abbiamo anche la discesa di un’altra Entità-Avatar in un determinato essere umano, un poco precedente come tempo, non così completa, anzi «sostitutiva», il cui compito era di preparare l’apparizione del Cristo sulla Terra.

 

Questo secondo Essere Cosmico, il più vicino all’Entità del Cristo di tutti gli «Avatar» che agiscono nei mondi spirituali, alla svolta dei tempi adombrò quel personaggio femminile che ci è noto dalle comunicazioni della Scienza dello Spirito come Maria secondo il Vangelo di Luca.

 

Emil Bock, nella sua opera «Infanzia e giovinezza di Gesù» rende testimonianza di questo profondo mistero della Maria di Luca con le seguenti parole: «Nella purezza e perfezione più immacolate si riflette, nel suo essere e nel suo viso, una immagine divina primordiale, che si libra nel mondo Spirituale al di sopra dell’umanità. Come nel bambino, che essa deve generare si riflette e si incarna l’immagine originaria del bambino e dell’essenza dell’infanzia – un punto focale di ogni esistenza infantile sulla Terra -, così la Maria di Luca è come l’immagine originaria, trasportata sulla Terra, di tutta l’essenza virginale della donna, il divenire dell’«eterno Femminino», la donna delle donne … In tutta la modestia esteriore là c’era un’anima completamente impregnata dall’Anima dell’universo librata sopra di lei, ed attraverso questa Anima, dalla pura Entità-Luce del Cosmo, che fu chiamata nel mondo antico Iside-Sofia e nel Cristianesimo, lo “Spirito Santo”».

 

Così nella Maria di Luca si leva dinanzi a noi un essere umano, che è stato degno di diventare alla Svolta dei tempi il portatore di uno delle Entità-Avatar più elevate dopo l’Essere del Cristo, quell’elevata Entità, che nelle prime comunità cristiane e nei circoli esoterici cristiani fu sempre chiamata col nome di «Santa Sofia».91

 

Questa elevata Entità-Avatar, avendo scelto come strumento della sua azione sulla Terra dapprima la Maria di Luca, e avendo agito più tardi per suo tramite attraverso la Maria della linea di Salomone, come il Cristo che scelse come suo strumento terreno Gesù di Nazareth, questa Entità, che per tutta la sua essenza appartiene al Macrocosmo, può essere perciò esaminata dallo stesso punto di vista, dal quale nel secondo capitolo del presente lavoro fu esaminata l’Entità del Cristo.

 

Si rivela con ciò quanto segue. Come l’Essere del Cristo ha come fonte delle sue irradiazioni spirituali nel nostro Cosmo la costellazione dell’Ariete «La sua forza si trova nella costellazione dell’Agnello», dice di Lui Rudolf Steiner (O.O. 102, 27.1.1908), e di là, diffondendosi nella serie delle sfere zodiacali discendenti, ne abbraccia sette fino alla costellazione della Bilancia, cosi l’Essere della Sofia ha la fonte delle sue irradiazioni spirituali nel Macrocosmo nella costellazione della Vergine dove queste irradiazioni si diffondono verso il basso, abbracciando ugualmente sette sfere zodiacali discendenti, fino alla costellazione dei Pesci:

 

Questa ripartizione eptadica del corpo spirituale della Sofia nel Macrocosmo era nota già nell’esoterismo degli antichi ebrei. Troviamo per esempio un eco di questa conoscenza nel libro dei Proverbi di Salomone, il cui capitolo 9 inizia con le parole: «La saggezza si costruì una casa, e ha tagliato sette colonne». Spesso così la Sofia veniva rappresentata anche sulle icone russe: assisa su un trono sostenuto da sette colonne. Queste sette colonne null’altro sono che correnti e impulsi spirituali, che si riversano su tutta l’evoluzione dell’umanità a partire dalle sette sfere zodiacali, che formano il corpo della Sofia (dalla Vergine ai Pesci).

 

Per questo stesso motivo Rudolf Steiner nella conferenza del 25 Novembre 1917 (O.O. 178) designa proprio le costellazioni della Vergine e dei Pesci come quelle direzioni cosmiche, dalle quali in futuro a tutta l’umanità perverranno forze spirituali particolarmente favorevoli per la sua futura evoluzione. Questa comunicazione di Rudolf Steiner può essere compresa in tutta la sua profondità soltanto se si prenda in considerazione che le costellazioni della Vergine e dei Pesci ci indicano le frontiere dell’azione della Sofia nel Macrocosmo.

 

Dal rapporto qui riportato dell’azione delle forze cosmiche del Cristo e della Sofia vediamo che le regioni zodiacali nelle quali le loro sfere spirituali si toccano l’una con l’altra, sono le regioni della Vergine e della Bilancia. Questa è quella regione cosmica della quale si parla nell’Apocalisse, come del «luogo» in cui avviene il matrimonio della Vergine (Sofia) e dell’Agnello,92 e precisamente: in quelle parti del regno solare dove si uniscono e agiscono insieme i flussi cosmici che provengono dalle regioni zodiacali della Vergine e della Bilancia.

 

Inoltre, le due regioni zodiacali indicate, che la Sofia Cosmica ha in comune con l’«Agnello mistico» appartengono alla parte luminosa dello Zodiaco, alle sue sette costellazioni luminose23 Come si è già detto nel secondo capitolo a pag. 61 e nella nota 66, in queste ultime agiscono soltanto leggi puramente stellari, non turbate da alcuna influenza proveniente dalle sfere planetarie.

 

Diversamente avviene nei cinque arti costitutivi inferiori del corpo cosmico della Sofia, che si collocano nello Zodiaco «al di sotto» della costellazione della Bilancia (dallo Scorpione-Aquila ai Pesci). Perciò nelle opere degli gnostici dei primi tempi cristiani si parlava non solo della Santa Sofìa, cioè dell’Entità celeste avente il centro delle sue forze cosmiche nelle regioni «luminose» o puramente «stellari» dello Zodiaco (Vergine) e che forma, in tal modo, un ponte fra l’umanità terrestre (Pesci) e la sfera cosmica d’azione del Cristo, ma anche della cosiddetta «Sofia Terrestre» o Achamoth, le cui forze non erano ancora pervenute alla regione dello Zodiaco «luminoso», all’unione con «L’Agnello mistico». In altre parole gli antichi gnostici, non avendo potuto giungere oltre i limiti dell’azione delle forze delle cinque costellazioni dello Zodiaco «oscuro», nelle loro percezioni chiaroveggenti del Cosmo spirituale parlarono, quindi, di Sofia (Achamot) come dell’Entità che, avendo perduto il legame con la regione cosmica dove dimora originariamente la vera Sofia, l’eterna Vergine-Sposa dell’Agnello, deve passare «attraverso l’uomo» per unirsi di nuovo con lei.94

 

Al contrario, la Santa Sofìa, come è sempre stata compresa e venerata nel cristianesimo esoterico, ed anche la sua rappresentante umana alla Svolta dei tempi – all’inizio Maria del Vangelo di Luca e poi Maria del Vangelo di Matteo – hanno sempre rivestito il ruolo di principale Intermediaria fra l’umanità terrestre e la sfera del figlio divino (del Cristo), costituendo, dal punto di vista cosmico, l’anello di congiunzione fra l’uomo-Anthropos (Pesci) e la sfera cosmica dell’«Agnello mistico», il cui arto costitutivo inferiore, puramente stellare, corrisponde alla regione zodiacale della Vergine.95

 

Tutto ciò che è stato detto può anche illuminare da un nuovo punto di vista il contenuto della conferenza del 3 Febbraio 1913, «L’entità dell’Antroposofia» (O.O. 250). In questa conferenza Rudolf Steiner riferisce come ancora all’inizio della quarta epoca postatlantica, all’alba dell’antica cultura greca, la Sofia fu vissuta dall’umanità come un essere spirituale reale e come in seguito essa sia diventata, in un’esperienza magari più personale ma anche più astratta, la «Filo-Sofia» (Io amo la Sofia!). Così, ciò che all’inizio fu un’entità obiettiva dei mondi spirituali si è unito gradatamente all’umanità e questo processo ha raggiunto la sua piena realizzazione all’incirca all’inizio dell’epoca dell’anima cosciente.

 

Con quanto detto tuttavia non si esaurisce questo processo, – esso andrà proseguito ulteriormente nella direzione che Rudolf Steiner descrive nel modo seguente:

▸ «Ma l’uomo ha appreso a riferire questa Sofia alla sua anima cosciente, a rapportarla direttamente all’uomo. Ciò accadeva nell’età dell’anima cosciente. Così questa Sofia è divenuta direttamente l’entità, che spiega l’uomo come tale.

Dopo essersi stabilita nell’uomo, ella deve portare con sè l’entità umana e nuovamente porla in modo obiettivo davanti all’uomo, da fuori. Ella si distaccherà di nuovo, ma porterà con sè ciò che l’uomo è, si collocherà in modo obiettivo ora non più semplicemente come Sofia, ma come Antropo-Sofìa in quanto Sofia che, dopo essere passata attraverso l’anima umana, attraverso l’entità dell’uomo, porta ormai in sè questa entità dell’uomo».

 

Nel linguaggio della scrittura stellare ciò significa che durante l’evoluzione terrestre e con la perdita progressiva delle forze dell’antica chiaroveggenza atavica per l’uomo si chiuse la possibilità di collegarsi direttamente a quelle regioni del mondo spirituale, che formano la sfera di azione delle forze della Sofia del Macrocosmo (dai Pesci alla Vergine). Tuttavia in rapporto al macrocosmo l’uomo è un vero microcosmo.

 

Perciò, essendo stato originariamente creato dalle Gerarchie

«ad immagine e somiglianza di Dio» (Genesi, 1,26-27), cioè dalle forze della Sofia, –

poiché la Sofia nel Cosmo null’altro è se non «l’immagine e la somiglianza (riflesso)»

del fondamento divino originario del sistema dell’Universo, –

l’uomo porta interiormente in sè, come microcosmo,

tutte le forze macrocosmiche originarie dell’entità Sofia.

 

Rudolf Steiner lo chiama il «passaggio della Sofia attraverso l’entità dell’uomo», e nella conferenza del 27 Gennaio 1908 testimonia di ciò, riportando nello schema da lui indicato, il rapporto delle sette regioni zodiacali, che formano il corpo cosmico della Sofia, con i sette arti costitutivi fondamentali dell’uomo:

 

 

Nella conferenza del 3 Febbraio 1913 menzionata in precedenza Rudolf Steiner dice ancora:

«Ciò che noi accogliamo attraverso l’Antroposofia è la nostra stessa entità, che prima si avvicinava all’uomo come librandosi, per mostrarsi come una dea celeste, con cui egli poteva stabilire un rapporto, che viveva come Sofia, come Filosofia, e che l’uomo farà di nuovo nascere all’esterno a partire da se stesso, ponendola davanti a sè come risultato di un’autentica conoscenza del sè; nell’Antroposofia.»

 

Quest’ultima cosa significa: se l’uomo nella nostra epoca aspira seriamente alla conoscenza di se stesso nel senso dell’Antroposofia, che effettivamente è possibile soltanto nel caso in cui egli lo realizzi nel senso di un sincero apprendistato spirituale, i cui sette gradini principali sono descritti da Rudolf Steiner nella «Scienza occulta», allora egli entra in tal modo sul cammino dell’ascesa spirituale cosciente nella sfera della Sofia nel Macrocosmo.

 

Il suo confine inferiore è il gradino dell’Antropos (Pesci)

– esso corrisponde «allo studio dei dati della Scienza dello Spirito» –

e il suo compimento è il settimo gradino della Sofia stessa (Vergine);

e tutto il cammino nel suo complesso è l’esperienza della Divina Sofia,

che agisce obiettivamente nel Macrocosmo, come Antropos-Sofia.

 

Nella terminologia dell’antica gnosi, si sarebbe potuto dire che nella «traversata dell’uomo», cioè sul cammino della discesa della Vergine ai Pesci, una parte delle forze della Sofia Celeste si è allontanata dalle sue fonti originarie (ciò che Rudolf Steiner una volta descrisse come l’uccisione della Sofia da parte di Lucifero (O.O. 202, 24.12.1920), il che ebbe per risultato che esse si sono trasformate nelle forze di Achamoth, nelle forze dell’Anima dell’umanità (O.O. 225, 15.7.1923). Questa Anima dell’umanità, dopo questo fatto è ricolma di una sola aspirazione: unirsi nuovamente alla fonte della forza della Sofia nel Macrocosmo, situata nella zona zodiacale della Vergine.

 

• Come è stato detto nel terzo capitolo, proprio l’ultimo gradino di questo passaggio, dalla regione della Bilancia alla regione della Vergine, fu letto da Rudolf Steiner a partire dalla costellazione celeste degli astri durante la posa della Pietra di fondazione del primo Goetheanum, e fu poi impresso nella sua architettura a due cupole, che testimonia della nuova unione – per mezzo della Antroposofia – dell’anima dell’umanità (Achamoth) con la Sofia celeste.

 

Da quanto detto risulta più comprensibile anche l’azione congiunta nel Macrocosmo del Cristo e della Sofia. Come «Agnello mistico» il Cristo estende l’ambito di azione delle sue forze cosmiche soltanto entro i limiti del Cosmo puramente stellare (parte «luminosa» dello Zodiaco), cioè fino alla regione della Bilancia, corrispondente nell’uomo al suo Spirito Vitale (vedi schema a pag. 51). Per questo motivo Rudolf Steiner, nelle sue prime conferenze, ha sempre di nuovo chiamato il Cristo Portatore del divino principio del Budhi o dell’Amore Cosmico.96

 

Da questa stessa regione della Bilancia, che forma l’arto inferiore dell’«Agnello mistico», il Cristo dà l’impulso iniziale a tutta l’evoluzione del principio dell’«Io» nell’umanità. Di questa evoluzione Rudolf Steiner parla nella conferenza del 27 Gennaio 1908: ▸ «L’ingresso dell’Io nell’uomo significa che le forze ascendenti e discendenti si bilanciarono reciprocamente e dipende ora dall’uomo stesso far evolvere nel giusto modo questo equilibrio. Per questo motivo gli occultisti hanno sempre chiamato la costellazione nella quale si entrò nel momento in cui essa cominciò ad avvicinarsi all’Io: Bilancia.

 

Fino alla fine della «Vergine» i fatti dell’Io si preparavano si, ma non si era arrivati ancora all’Io. Dal momento della Bilancia – l’Io cominciò a partecipare egli stesso, cosi che l’Io potè conseguire un momento importante della propria evoluzione». Tuttavia l’evoluzione dell’Io qui riportata in realtà ha un carattere ancora più complicato, poiché ogni individuo porta in sè, a dire il vero, non uno, ma tre «Io». Nel suo libro «La soglia del mondo spirituale» Rudolf Steiner li descrive come l’«Io» abituale, «l’altro Io» (vale a dire l’«Io superiore»), e «il Vero Io».

 

Nello schema a pag. 51 al primo «Io» corrisponde la regione zodiacale del Sagittario, il secondo «Io» è affine alla coscienza del Sè spirituale, e il terzo alla coscienza dello Spirito Vitale, vale a dire al luogo d’azione del Cristo Cosmico nell’essere umano:

 

 

Il Cristo si rivela pienamente nell’essere umano soltanto nel «Vero Io» (Bilancia) e di qua dà l’impulso a tutta l’evoluzione terrestre dell’Io. Poiché soltanto l’arto inferiore dell’«Agnello Mistico» può agire anche all’interno dell’evoluzione planetaria alla quale ancora appartiene l’umanità:

 

▸ «L’Entità che con il suo proprio essere appartiene interamente allo Zodiaco, le cui forze appartengono interamente allo Zodiaco e che si manifesta nella vita planetaria soltanto con il suo arto inferiore, designato dalla Bilancia – come nell’uomo l’arto inferiore è designato dai Pesci -, è quell’Entità che, come vedete, diffonde la vita su tutto il nostro universo» (27.1.1908)

Nelle parole citate abbiamo l’immagine di una determinata evoluzione cosmica nella direzione, per cosi dire, dall’alto verso il basso.

Incontro ad essa, risvegliata dall’azione del Cristo nell’umanità dopo il Mistero del Golgota, sorge la nuova evoluzione delle forze della Sofia, la cui rivelazione contempora-nea sta nella Via d’iniziazione eptadica, descritta nella «Scienza occulta».

 

Il suo scopo: attraverso un superiore sviluppo nell’anima umana delle forze della Sofìa, portare il discepolo spirituale all’esperienza cosciente del Cristo, come principio cosmico del Budhi, che si svela nel «Vero Io» dell’uomo e che ha la sua fonte nella «Bilancia» dello Zodiaco. In ciò risiede il senso più profondo delle parole di Rudolf Steiner:

 

▸ «Non è il Cristo che ci manca,

è la cognizione del Cristo, la Iside del Cristo, la Sofia del Cristo che ci manca»

(O.O. 202, 24.12.1920).

 

In altre parole: si tratta di raggiungere da parte dell’Io umano «il pieno potere sulla Bilancia dello Zodiaco», ma questo significa l’unione pienamente cosciente con la sfera del Cristo cosmico («Agnello mistico»).

• Tuttavia in ciò che riguarda l’evoluzione universale la questione sta così che, se l’uomo vuole non soltanto vivere un certo strato dell’esistenza universale ma anche ottenere potere sui processi che avvengono in essa allora gli è indispensabile sollevarsi di un gradino più alto, per avere la possibilità di agire sulla regione corrispondente con l’aiuto di forze ancora più elevate.

 

Rudolf Steiner ci segnala questo mistero con le seguenti parole:

▸ «Egli raggiungerà il suo pieno potere su questa Bilancia dello Zodiaco, quando avrà fatto progredire il suo Io fino all’Atma o Uomo-Spirito. Allora egli sarà un essere che irradierà qualcosa, che passa dallo stato del tempo allo stato della durata, di Eternità».97

 

«Atma o Uomo-Spirito» corrisponde nel Macrocosmo alla regione zodiacale della Vergine. In tal modo la piena conquista da parte delle forze dell’Io, oppure, il che è lo stesso, l’ascesa cosciente nella sfera del Cristo Cosmico, è possibile soltanto attraversando completamente il cammino che va dal primo gradino, quello dell’Anthropos (Pesci), al settimo della Sofia (Vergine), quindi tutto il cammino della Iniziazione contemporanea, che non costituisce allora null’altro se non la rivelazione più pura dell’essere della stessa Antroposofia cosmica.

 

A ciò che è stato qui esposto va aggiunto ancora un aspetto.

Nella nota 52 è già stato menzionato che l’incontro del Cristo Cosmico e dell’entità del Bodhisattva avviene nella regione spirituale che si trova sotto l’influsso diretto delle forze zodiacali dell’Aquila (Scorpione). Il Bodhisattva, in tal modo, può, a partire dalle sue proprie forze, percepire soltanto l’aspetto planetario dell’Essere del Cristo98. Nel momento del suo divenire Budda egli raggiunge contemporaneamente la possibilità di vivere l’Essere del Cristo in una regione spirituale ancora più elevata, situata sotto l’influsso delle forze zodiacali della Bilancia. Questa regione corrisponde già all’arto costitutivo inferiore dell’«Agnello mistico» e costituisce il primo gradino a livello del quale all’Iniziato si rivela non solo l’aspetto planetario, ma anche l’aspetto stellare dell’Essere del Cristo.

 

Questa rivelazione del Cristo come essere non solo planetario, ma anche stellare, cioè agente a partire dalle forze d’un aspetto non solo planetario ma anche stellare della Sua natura Solare, avviene, alla Svolta dei tempi, nella scena della Trasfigurazione sul Monte Tabor. Nel Vangelo di Matteo leggiamo: «e il suo viso risplendeva come il sole» (17,2). Inoltre Mosè ed Elia accanto al Cristo sono in un certo senso un’immaginazione «umanizzata» della «Bilancia», che esprime l’equilibrio delle forze discendenti ed ascendenti in tutta l’evoluzione umana (Le prime sono rappresentate da Mosè, le seconde da Elia).

 

Il grado d’evoluzione descritto fino ad un certo punto diviene accessibile anche al Budda nel momento della sua morte fisica. «Nella lingua degli iniziati» questo significa:

▸ «Budda è pervenuto fino al punto in cui nell’uomo comincia a brillare la luce divina. Egli è di fronte alla morte terrestre. Egli diviene la luce universale».

Le forze del Logos Solare (del Cristo) iniziano a risplendere nel suo essere al momento dell’illuminazione superiore:

▸ «Budda ha mostrato con la sua vita che l’uomo è il Logos, e che egli in questo Logos, nella luce, ritorna alla morte del suo terrestre.» – scrive in relazione a ciò Rudolf Steiner nel suo libro «Il Cristianesimo come fatto mistico».

 

Tuttavia dopo il mistero del Golgota, la possibilità di ascendere ai mondi Spirituali al gradino del Budda per l’iniziato umano non è esaurito. Infatti in un futuro che inizia già dalla nostra epoca, davanti all’umanità si apre la possibilità di raggiungere il gradino successivo, ancora più elevato, che in Oriente viene detto gradino del Dhyani-Budda” oppure – il che in senso esoterico è la stessa cosa – di Manu. Questo sarà il gradino dell’esperienza cosciente del Cristo Cosmico nella regione spirituale del Sole, che sta sotto l’azione diretta delle forze zodiacali della Vergine o delle forze della Sofia Cosmica.100

 

In epoca precristiana

l’uomo apparteneva ancora interamente all’evoluzione planetaria.

 

Perciò il gradino più alto che l’iniziato umano di allora poteva raggiungere era il gradino di Budda. Esso gli consentiva di elevarsi all’esperienza cosciente della regione della Bilancia dello Zodiaco, nella quale per la prima volta gli influssi planetari sono entrati in contatto e persino, in una certa misura, si sono compenetrati degli influssi delle sfere puramente stellari.

Il riflesso di questa situazione si rintraccia nelle seguenti parole di Rudolf Steiner:

▸ «Se noi inscriviamo – l’uomo nello Zodiaco, egli raggiunge la Bilancia» (27.1.1908).

 

In questo senso la regione dell’azione del Manu o Dhyani-Buddha è situata «al di sopra» della Bilancia, nella Vergine. Per questo motivo Rudolf Steiner più di una volta parla del fatto che tutti i Manu precedenti, che dovevano guidare il passaggio dell’umanità da una razza radicale verso la successiva, non appartenevano propriamente all’evoluzione umana, bensì all’evoluzione sovraumana; essi erano nel vero senso della parola «entità sovraumane», che avevano già raggiunto un gradino di evoluzione cosmica (cioè non «planetaria, ma stellare»).

In particolare ciò si riferisce all’ultimo Manu sovraumano, che guidò il passaggio dell’umanità dall’evoluzione atlantica a quella postatlantica.

 

Questa elevata entità si trovava in relazione col Cristo cosmico direttamente nella regione della Vergine o della Sofia Celeste. Nella «Scienza occulta» Rudolf Steiner lo definisce il più alto iniziato solare dell’Atlantide, guida del suo Oracolo centrale o «cristico», l’iniziato cristico. Tutte queste denominazioni sono legate al fatto che soltanto un iniziato che abbia raggiunto questo stadio superiore può afferrare nella sua coscienza tutta l’azione dell’essere del Cristo entro i limiti dell’esistenza solare, come essa si manifesta in lui per mezzo della seconda Gerarchia, o Gerarchia solare:

 

 

Poiché nella sua conoscenza del Cristo cosmico Manu abbraccia non soltanto il Suo aspetto planetario (Aquila-Scorpione), come Bodhisattva, e non soltanto l’altro suo aspetto, nel quale in ritmica alternanza agiscono le forze planetarie e stellari (Bilancia), come vi perviene il Budda, ma il suo aspetto ancora più elevato, già puramente stellare, in quanto esso si riflette all’interno della sfera solare stessa in unione con le forze cosmiche della Sofia (Vergine).

 

Come è già stato detto questa è quella regione cosmica dove secondo l’Apocalisse avviene lo sposalizio spirituale della Vergine-Sposa (Sofia) e dell’Agnello. Perciò Manu non è soltanto il più grande iniziato dell’oracolo centrale del Cristo in Atlantide, ma è anche la guida della «Loggia-Madre» dell’umanità (O.O. 18, 19.9.1909), che dirige le azioni della Sofia in tutta l’evoluzione terrestre, la fonte delle cui forze spirituali si trova nelle regioni superiori della sfera solare, sotto l’influsso diretto della regione zodiacale della Vergine (Spiriti della Saggezza).

 

Tuttavia come risultato del compimento sulla Terra del Mistero del Golgota e ancora, grazie alla possibilità che vi è a partire dal nostro tempo di un legame nuovo e pienamente cosciente con l’impulso del Cristo già nell’ambito della Terra, nell’umanità si prepara un’evoluzione, il cui risultato è che il gradino di Manu o Dhyani-Budda diverrà accessibile anche agli esseri che appartengono all’evoluzione dell’umanità e che ascendono al gradino in questione direttamente dal seno di questa.

 

Rudolf Steiner descrive questo importante passaggio nelle seguenti parole:

▸ «Ho già spesso ricordato che soltanto il Manu che apparirà nella prossima razza radicale sarà un vero fratello degli uomini, mentre i Manu precedenti erano sovraumani, una specie di entità divine. Soltanto ora l’umanità è maturata al punto di avere un proprio fratello umano come Manu» (O.O. 93, 11.11.1904).

E in un’altra conferenza:

▸ «La sesta razza radicale sarà la prima ad essere guidata da un fratello terrestre come Manu. I Maestri precedenti, i Manu degli altri mondi, cedono la guida dell’umanità al fratello della Terra.» (7.10.1904).

 

Quest’ultima cosa diverrà possibile grazie al fatto che un numero sempre maggiore di uomini conseguirà un rapporto cosciente col Corpo della Resurrezione o Fantoma, che si levò alla Svolta dei tempi dalla tomba del Golgota, e da allora agisce nelle sostanze spirituali della Terra a partire dalle forze affini al settimo arto costitutivo superiore dell’entità umana – il suo Uomo-Spirito.

 

In tal modo, alla fine del periodo postatlantico, per uno dei suoi iniziati guida evolutosi nel seno dell’umanità stessa diverrà possibile accogliere in sè, fino alle parti sopra sensibili del suo corpo fisico le forze del Fantoma del Cristo in misura tale da poter diventare, alla fine del settimo periodo di cultura, il nuovo Manu dell’umanità, la guida dalla quinta razza radicale alla sesta e, in senso più ristretto, dalla settima epoca postatlantica, nella quale sull’umanità si riverserà la sostanza dello Spirito Vitale, alla prima epoca dopo la grande catastrofe, dopo «la guerra di tutti contro tutti», quando nell’umanità si riverserà la sostanza dell’Uomo-Spirito. Egli guiderà allora l’umanità dallo Spirito Vitale verso l’Uomo-Spirito.102

 

Dal punto di vista della scrittura stellare abbiamo, di conseguenza, per il nostro tempo una tale correlazione:

 

 

Così noi vediamo che in fondo, tutte le aspirazioni fondamentali del Bodhisattva, del Budda e particolarmente del Dhyani-Budda sono indirizzate a collegarsi con le forze della Sofia Celeste, al fine di vivere coscientemente col loro aiuto l’aspetto superiore, puramente stellare del Cristo come «Agnello mistico».

 

In tal modo possiamo dire: il Bodhisattva, ascendendo alla regione spirituale dove agiscono le forze dell’Aquila (Scorpione), prende su di sè i doni spirituali della Sofia, come rivelazione dall’alto; il Budda, ascendendo fino alla regione della Bilancia, rientra già in certo qual modo nella sfera della Sofia, ma può unirsi in lei soltanto con le forze delle regioni inferiori. E soltanto il Dhyani-Buddha diventerà il vero portatore delle forze della Sofia, in misura tale da poterne dirigere l’azione in tutta l’evoluzione terrestre. In altre parole: egli diventerà allora la guida della «Loggia-Madre» situata nella sfera del sole.104

 

Quanto detto si può esprimere ancora con l’aiuto della seguente immagine. L’Entità del Bodhisattva sta davanti al tempio luccicante della Sofia nei mondi spirituali. Il Budda entra nel tempio, giungendo fino al Santo dei Santi. Manu o Dhyani-Budda agisce nel mondo direttamente a partire dal Santo dei Santi di questo tempio soprasensibile che, in un certo senso, è ciò che Rudolf Steiner chiama «Loggia Madre» della guida dell’umanità.

 

 


 

Note:

90. Vedi per esempio i Proverbi di Salomone, cap. 8 e 9; il libro di Giobbe, capitolo 28.

91. Più tardi nelle prime comunità cristiane con questo nome si chiamò anche la Maria della linea salomonica, in quanto nel momento del Battesimo di Gesù nel Giordano a lei si uni dai mondi spirituali l’Entelechia della Maria secondo Luca, aprendo così alla sua anima l’accesso diretto alla sfera cosmica della Sofia (O.O. 114, 19.9.1909).

92. Apocalisse, 21/2 e 9, 22/17.

93. Della posizione particolare occupata dalla regione della Bilancia in questa connessione si è già detto nel presente lavoro (vedi pag. 58).

94. Cfr. con le parole di Rudolf Steiner riportate a pag. 61. Un eco di questo insegnamento gnostico si trova già nel poema mistico «Anticlaudianus» di Alanus ad Insulis, dove si descrive come la dea Natura, per cercare un nuovo «uomo divino» invia, per cercare aiuto nelle sfere spirituali, la sua aiutante «Prudenza», la quale, entrando in queste sfere superiori, si trasforma nella Sofia.

95. Come già detto a pag. 63, nella regione della Bilancia, sebbene anch’essa appartenga già al corpo dell’Agnello mistico, ha luogo l’equilibrio delle forze planetarie e stellari. Cioè nella Bilancia agiscono ancora entrambe le leggi.

96. Vedi per esempio la conferenza del 4.11.1904 (O.O. 93) e la conferenza del 25.3.1907 (O.O. 96).

97. 27.1.1908 (O.O. 102) – Per questo motivo, nelle edizioni più tarde della «Scienza occulta», Rudolf Steiner non attribuisce al settimo e conclusivo gradino del cammino di iniziazione alcuna denominazione specifica, come invece nelle edizioni precedenti («Beatitudine in Dio»), ma lo caratterizza come l’azione cumulativa di quanto raggiunto in tutti i gradini precedenti: «Il vissuto d’insieme delle esperienze precedenti in quanto stato d’animo fondamentale».

98. Come risultato dell’aiuto prestatogli dagli esseri delle gerarchie il Bodhisattva, in modo naturale, può ricevere la Rivelazione delle sfere spirituali ancora più elevate.

99. In senso scientifico spirituale l’appellativo «Dhyani-Budda» può essere tradotto come Budda «sovraumano» o «divino». La traduzione letterale è «Budda puramente formato, attraverso la meditazione».

100. A questo rapporto di Manu con la regione zodiacale della Vergine rinvia in modo piuttosto indiretto anche il suo legame con le forze e gli esseri spirituali del pianeta della Saggezza, Giove. Questo legame si manifestò particolarmente durante la sua ultima incarnazione terrestre sotto il nome di Melchisedech. Rudolf Steiner descrive questa incarnazione in modo tale che in essa Manu non manifestò tutte le sue forze cosmiche, ma soltanto quella loro parte, che all’epoca poteva essere percepita da Abramo e dagli altri membri del popolo degli antichi ebrei (vedi O.O. 109/111,15.2.1909). E questo significa che nella sua incarnazione come Melchisedech egli utilizzò non le forze superiori, stellari della Saggezza, ma soltanto il loro riflesso nella sfera planetaria di Giove. Testimonia di questo fatto anche il suo stesso nome «Melchisedech» o «Malki-Zedek», che, tradotto dall’antico ebraico, significa contemporaneamente «Re della giustizia» e «Re del regno di Giove» (vedi anche nota 102).

101. Vedi il testo della Meditazione della Pietra di fondazione, O.O. 260.

102. Cfr. O.O. 103, 30.5.1908 (conferenza del mattino). – A quell’epoca, attraverso il primo «Manu umano», ma soltanto in senso inverso e su un altro piano, si realizzerà nuovamente un passaggio simile a quello che una volta compì l’ultimo «Manu sovraumano», guidando l’umanità nel passaggio dall’evoluzione Atlantica a quella postatlantica, e, in senso più ristretto, il passaggio dall’ultimo periodo di cultura dell’Antica Atlantide (il periodo mongolico), al primo periodo postatlantico (il protoindiano), o, dall’evoluzione del corpo fisico all’evoluzione del corpo eterico. Quest’ultima cosa avvenne in modo tale che Manu stesso, essendo stato dotato del principio dell’Uomo Spirito evoluto fino ad un certo punto (del corpo fisico trasformato), trasmise ai suoi discepoli più avanzati (i sette santi Risci) i sette corpi eterici più evoluti dell’Atlantide, realizzando in tal modo il passaggio dall’evoluzione «fisica» a quella «eterica». Qualcosa di simile realizzerà in futuro il primo «Manu umano», che condurrà tutta l’umanità dall’epoca situata sotto il segno della discesa dello Spirito Vitale (del corpo eterico trasformato), all’epoca che sta sotto il segno dell’Uomo-Spirito (del corpo fisico trasformato). Per questo motivo vi è un determinato parallelismo interiore fra le parole con le quali, nel corso dei primi secoli cristiani, parlavano di Melchisedech quelli che vedevano chiaramente nel mistero che si nascondeva dietro a questo nome dell’entità sovraumana (Manu) e le parole con cui Rudolf Steiner caratterizza quel gradino superiore dell’evoluzione umana, che dovrà essere un giorno raggiunto da uno degli iniziati terrestri, per divenire nel settimo periodo di cultura il primo «Manu umano» guida di tutta l’umanità dalla quinta verso la sesta razza radicale. Così, conoscendo il segreto spirituale di Melchisedech, l’apostolo Paolo, scrive di lui : (Colui che è) «senza padre e senza madre, senza genealogia, e che non ha nè principio di giorni nè termine di vita, che è fatto simile al Figlio di Dio, – colui rimane sacerdote in eterno» (Ebrei 7,3). E Rudolf Steiner parla dell’iniziato adatto, a partire dalle forze dell’Uomo Spirito, a conseguire il pieno potere sul suo Spirito Vitale e, attraverso questo, a condurre l’umanità dall’«epoca del Buddhi» all’«epoca dell’Atma», dall’epoca d’azione delle forze della Bilancia, verso l’epoca d’azione delle forze della Vergine: «Egli acquisirà il suo pieno potere sopra questa Bilancia dello Zodiaco, quando avrà spinto il proprio Io fino all’Atma o Uomo-Spirito (Vergine). Allora sarà un essere che irradia qualcosa, che passa dallo stato del tempo allo stato della durata, di Eternità» (27.1.1908).

103. La correlazione riportata parla anche del fatto che al gradino di Bodhisattva è legata una realizzazione parziale – già nei limiti della Terra – del principio del Sè Spirituale; al gradino del Budda, la parziale evoluzione dello Spirito Vitale; al gradino del Dhyani Budda (Manu), quella dell’Uomo Spirito.

104. A proposito del fatto che la «Loggia-Madre» della guida dell’umanità si trova nella sfera solare, vedi la nostra opera «Il ciclo dell’anno come cammino d’iniziazione all’esperienza dell’Essere del Cristo», parte I, cap. 3.

 

 

By | 2020-04-27T02:11:36+02:00 Novembre 30th, 2018|GOETHEANUM|Commenti disabilitati su 01 – L’ASPETTO COSMICO DELL’ESSERE SOFIA