/////01 – SULLA NECESSARIA DISTINZIONE FRA LE FORZE FORMATRICI ETERICHE E LE VARIE SPECIE DI ETERI

01 – SULLA NECESSARIA DISTINZIONE FRA LE FORZE FORMATRICI ETERICHE E LE VARIE SPECIE DI ETERI

01 – Sulla necessaria distinzione fra le forze formatrici eteriche e le varie specie di eteri


 

La scienza moderna non conosce i quattro elementi: Fuoco, Aria, Acqua e Terra.

• Gli stati di aggregazione della materia, solido, liquido, gassoso, non sono gli elementi.

 

La conoscenza che i Greci avevano della natura poggiava sulla loro comprensione dei quattro elementi. Ad essi veniva ad aggiungere, in un qualche modo, come quinto, l’etere, di cui Aristotele diceva: • ” È ciò che differisce dalla Terra, dall’Aria, dall’Acqua e dal Fuoco, e che, eterno, eternamente circola ” (De Caelo).

 

Questa scienza della natura, derivata dagli elementi, scomparve all’inizio dei tempi moderni. Quando “l’azzurra volta del cielo” non venne più considerata come il limite del mondo, come una pelle eterica che riunisce l’universo in un tutto (in un organismo in cui ogni cosa ha il suo posto), e quando comparve la conoscenza che comprenderà il mondo composto da un’infinità di particolarità, l’idea degli elementi, concepita a partire dall’intero, si perdette anch’essa. Il mondo veniva ormai presentato come una specie di aggregato.

 

Con un piccolo cambiamento, si potrebbe dire: • ” L’aggregato è una somma, l’elemento il risultato dell’esperienza. Giungere a ciò (all’aggregato) richiede la ragione, afferrare l’elemento richiede l’intelletto. “ (Goethe, Massime in prosa).

 

L’idea di etere sopravvisse più a lungo nel campo scientifico. Non fu abbandonata che nel corso del nostro secolo. Come controparte, altre entità cosmiche si intromisero nella luce della scienza e della pratica: l’elettricità, il magnetismo ed oggi la forza che sta alla base dei fenomeni atomici, ecc…, ciò che Rudolf Steiner chiamò gli ” eteri una volta corrotti “.

 

Con l’antroposofia, Rudolf Steiner diede le basi per una nuova conoscenza della natura. Il suo primo atto, la cui importanza non può essere sufficientemente afferrata, fu quello di rifondare la conoscenza dei quattro elementi. Tutta la sua opera è pervasa da indicazioni sempre nuove sulla natura degli elementi, le loro relazioni reciproche ed il loro sviluppo. Ma nello stesso tempo creò una nuovissima scienza degli eteri. L’etere unico dei Greci gli apparve come quadruplo, sotto forma di etere di calore, della luce, del suono e della vita. Egli spiegò la loro natura, i loro legami con il mondo e la loro origine.

 

Ma cos’è l’etere?

Differisce ancora totalmente da terra, aria, acqua e fuocoma è legato ad essi tramite delle leggi.

 

Rudolf Steiner ha percepito e descritto la nascita degli elementi e degli eteri

a partire dal calore dell’antico Saturno. Essi appaiono a coppie.

 

Ad ogni tappa evolutiva della Terra, si forma una nuova coppia:

• con Saturno etere di calore e calore ( fuoco ),
• sull’antico Sole etere di luce ed aria,
• sull’antica Luna etere del suono e acqua,
• sulla Terra l’elemento terra e l’etere di vita.

 

Quattro coppie di fratelli dalla stessa origine,

ogni volta un fratello superiore ed uno inferiore, uno celeste ed uno terrestre,

• si compenetrano intimamente, collaborano nel vivente,

• si separano nell’inanimato, e tuttavia non completamente nei fatti della natura.

 

Come gli elementi fisiconaturali, così i corrispondenti eteri sono ben caratterizzati e diversi

sia per il loro carattere che per il loro comportamento e il loro operare.

 

Se si contrappongono come totalità gli uni agli altri, gli eteri e gli elementi fisici,

• i primi rappresentano il superiore, il leggero, quello che abbraccia,

• e i secondi l’inferiore, il pesante, il particolare.

 

• Gli elementi hanno il loro fondamento, per così dire, dal centro,   • gli eteri dalla periferia:

• gli uni sono centrali, particolari,    • gli altri periferici, universali, generali.

 

Volendo usare termini matematici, si può dire che si comportano, l’uno in rapporto all’altro,

come positivo e negativoNella loro totalità essi formano in unità il corpo del mondo e il corpo umano.

 

Il corpo dell’uomo è fisico, eterico, e si può parlare di un corpo fisico e di un corpo eterico.

• Ricerchiamo gli elementi nel corpo fisico.

 

Dapprima non c’è nessuna difficoltà, per esempio, ad attribuire le ossa ed i denti all’elemento terra,

il sangue, la linfa, il liquido cefalo-rachidiano all’elemento acqua.

• Poiché il solido, il cristallizzato, è espressione dell’elemento terra,

• così come il liquido è manifestazione dell’acqua“.

(Nelle pagine seguenti gli elementi verranno scritti tra virgolette).

 

Ma in questo modo diviene evidente una cosa sorprendente:

sia il sangue, che la linfa, che il liquido cefalo – rachidiano sono “acqua”.

Allo stesso modo, l’acqua piovana, il latte, la benzina sono anch’esse “acqua”.

Ogni liquido è qualcosa di diverso, di determinato.

 

• Ma in che cosa consiste “l’acqua”, prima di apparire sotto l’aspetto di una sostanza particolare?

Non la si può trovare nel mondo sensibile.

“L’acqua” in sé, nuda,

senza una determinazione caratteristica distinguibile, specificante o individualizzante non c’è.

 

La stessa cosa vale per gli altri elementi.

Come principi puri, gli elementi non si trovano in nessun luogo.

Compenetrano tutto ciò che è fisico, sono alla base di tutto, rendono possibile tutto, sono la sua esistenza

ma non il suo essere così.

Bisogna che un fattore supplementare si aggiunga loro, per creare la realtà nella sua specificità.

Allo stesso modo del corpo dell’uomo, il mondo fisico ci viene incontro in una sostanzialità differenziata.

 

La “terra” in sé non è capace di far comparire dell’oro, del quarzo, della sostanza dentaria od ossea.

L’”aria”, ugualmente, non produce l’ossigeno, l’anidride carbonica, il profumo della rosa.

Bisogna che qualcos’altro si aggiunga perché, a partire dai quattro elementi,

le sostanze particolari, determinate, siano generate. Di che cosa si tratta?

 

Rudolf Steiner ha risposto anche a questa domanda.

Ha mostrato come le stelle siano suscitatrici delle singole sostanze.

Le forze stellari creano a partire dalle possibilità dapprima indeterminate degli elementi

le singole sostanze.

Rudolf Steiner ha rappresentato questo per i pianeti:

Marte è il suscitatore del ferro, Saturno del piombo, il Sole dell’oro, ecc.

 

Le forze stellari possono anche agire congiuntamente: l’antimonio è apparso per la cooperazione dei pianeti al di sotto del sole. Anche le costellazioni dello Zodiaco sono formatrici di sostanze: le forze dell’Ariete creano la silice, quelle del Toro l’azoto. Le indicazioni di Rudolf Steiner in merito allo Zodiaco non sono molto numerose, ed esso rimane un vasto campo di ricerche per l’antroposofia. La direzione è stata data:

le sostanze sono azioni stellari condensate, trattenute e consolidate negli elementi.

 

Quando si osserva il corpo umano, ma anche un rosaio, o un capriolo,

non si trovano solo delle sostanze diverse, ma anche una moltitudine di differenti forme e strutture:

la forma individuale dell’uomo, la forma delle orecchie e del naso,

la forma del piede e dello zoccolo, la forma della foglia e del fiore, ecc…

Da dove provengono queste forme? Dagli elementi? Dalle sostanze?

 

Gli elementi rendono possibile la comparsa della sostanza, ma non hanno essi stessi alcuna forza formativa.

Tutt’al più si potrebbero concepire le forme cubica o lunare

come le espressioni dell’elemento terra e dell’elemento acqua;

tuttavia, queste forme sono piuttosto un simbolo dell’attività di questi elementi.

 

La chimica, la fisica e la cristallografia danno informazioni sulla forza formatrice delle diverse sostanze.

Mostrano chiaramente che, in circostanze precise

alle sostanze sono proprie forme-determinate nella misura in cui cristallizzano.

Le formazioni che compaiono in quei casi sono del tutto differenti da quelle osservate nel corpo umano, nel rosaio, ecc…

 

• Né le singole sostanze, né le loro combinazioni sono le suscitatrici delle formazioni e delle forme naturali.

Dove si trova, allora, la loro origine?

Un’indicazione di R. Steiner ci permette di andare avanti:

egli ha chiarito le manifestazioni del corpo in quanto ha trovato che

• il corpo eterico è l’architetto e il costruttore del corpo fisico.

 

Che cosa fa l’architetto?

Abbozza i progetti e determina le forme della costruzione, che sarà edificata dagli operai con i materiali di costruzione.

Il corpo eterico è il formatore ed il costruttore del corpo fisico,

e proprio in lui dobbiamo cercare il suscitatore delle forme e delle strutture.

 

Che con questo ragionamento noi siamo sul cammino giusto, ci viene confermato dal fatto c

he, secondo le ricerche di Rudolf Steiner, il corpo eterico è allo stesso tempo un corpo di forze formatrici.

• Che cosa significa ciò? Cos’è una forza formatrice?

 

I quattro eteri in quanto tali sono già i produttori della forma e dunque forze formatrici?

No! Da soli, essi non possono creare nessuna formaaltrettanto poco come gli elementi fisici.

Ciò che viene ascritto ad essi nei libri di Wachsmuth (Forma cubica o lunare, ecc.) non è loro azione.

 

Quando si considera nell’insieme tutto ciò che, secondo le indicazioni di Rudolf Steiner,

può essere conosciuto riguardo ad ogni singolo etere,

non risulta in nessun luogo da ciò l’essere di una forza formatrice.

 

Egli non li chiama mai forze formatrici e distingue molto accuratamente i tipi di eteri e le forze formatrici.

• Per trasformare gli eteri in forze formatrici bisogna che qualcosa si aggiunga,

così come qualcosa deve aggiungersi perché i quattro elementi divengano delle sostanze concrete.

Come gli elementi, gli eteri non sono che delle possibilità,

le basi, per le forze formatrici. Ma che cosa si deve loro aggiungere?

 

Dobbiamo, per gli eteri, seguire lo stesso ragionamento impiegato per la conoscenza degli elementi e delle sostanze. Anche se non possediamo la facoltà di percezione per l’osservazione diretta degli eteri, per la quale è perlomeno necessaria almeno la conoscenza immaginativa, possiamo egualmente ottenere, con il pensiero concettualmente, un’idea sufficiente e sicura a questo proposito, a condizione che ci rendiamo conto del collegamento e dell’opposizione generale fra il fisico e l’eterico, fra il mondo positivo e quello negativo.

 

Proprio come gli elementi non appaiono mai puri in nessun luogo,

ma ogni volta sotto un vestito sostanziale determinato, così è anche per gli eteri.

Nessun etere appare “nudo”. È avvolto da una forza formatrice.

Teniamo dapprima ciò come ipotesi,

approfondiamola in tutte le circostanze e confrontiamola con i fenomeni della realtà.

Proprio come le sostanze sono collegate a delle forze stellari, così lo sono anche le forze formatrici.

 

Rudolf Steiner ha confermato la visione istintiva secondo la quale la forma del corpo umano scaturisce dalle forze dello Zodiaco. A titolo d’esempio, l’Ariete forma la fronte e la testa, i Gemelli formano la coppia delle spalle e delle braccia, i Pesci i piedi. I pianeti formano gli organi interni, Venere i reni, Mercurio i polmoni, ecc.

Tutto ciò non viene prodotto direttamente dalle forze stellari nel fisico (poiché in esso queste diverrebbero sostanze) ma sulla via del corpo eterico.

 

• Le stelle suscitano nell’eterico la forza formatrice che in seguito crea la forma che appare fisicamente.

Ma come otteniamo la conoscenza e l’accesso ad ogni forza formatrice eterica?

Per dare una risposta corretta, richiamiamo l’attenzione su quanto segue: nella sua ultima conferenza di Pentecoste

Rudolf Steiner descrive l’azzurra volta celeste come i confini dell’etere cosmico.

 

Fino al firmamento si estende il mondo eterico, il mare dei quattro eteri. Essi portano in seno i quattro elementi.

Ai confini della volta celeste appaiono le stelle.

Forze di esseri spirituali penetrano tramite esse nel mondo delle manifestazioni. Si tratta di forze astrali e spirituali.

Quando le forze astrali introducono i loro effetti tramite i luoghi stellari (o, all’origine del mondo li introducevano)

esse stimolano gli eteri e creano e agiscono a partire da essi.

Le forze spirituali si introducono più profondamente negli elementi  e generano in essi le sostanze.

 

Rudolf Steiner descrive la totalità di queste forze come il Verbo cosmico, che risuona nelle e attraverso le stelle.

Egli ha studiato e fatto conoscere i singoli suoni di questo Verbo

e ha rivelato il rapporto tra i suoni della parola umana e le stelle.

Le consonanti sono legate alle forze dello Zodiaco, la B con la Vergine, la M con l’Acquario, ecc.

 

Le vocali sono imparentate con i pianeti, la O con Giove, la I con Mercurio.

Una cosa simile egli l’ha indicata per il mondo del suono.

Tutto ciò può essere totalmente compreso e sperimentato,

e diventa la chiave del mondo delle forze formatrici grazie all’euritmia.

 

I movimenti euritmici sono movimenti del corpo eterico divenuti visibile attraverso il corpo fisico,

il quale durante l’esercizio di euritmia scivola, per così dire, nel corpo eterico e lo segue totalmente.

• È oggi possibile, tramite l’euritmia (ed in misura minore anche tramite le altre arti della parola e del suono),

afferrare e ritrovare nella natura le singole forze formatrici.

Una scienza naturale futura non sarà più possibile se non con queste conoscenze.

 

Tutte le forme della pianta, la formazione della foglia, del calice, del fiore, del frutto ecc. tutte le forme dell’uomo e dell’animale, la forma esteriore, la formazione dell’occhio, della pelle, dei reni, ecc. fino al minimo dettaglio, le forme dell’acqua, le onde, l’infrangersi, le gocce, ecc. divengono decifrabili e concepibili come modi di attività delle forze formatrici.

Nella formazione del frutto, del glomerulo, dell’occhio, si manifesta la forza della B (Vergine); nella formazione della foglia di un lago, del petto (seno) si manifestano quelle dell’Acquario.

Sono indicazioni che devono attirare l’attenzione sulla possibilità di differenziare le forze formatrici e di riconoscerle dai loro effetti.

 

A questo punto ci si può chiedere: quante forze formatrici esistono dunque?

Provvisoriamente si può rispondere a ciò solo in modo approssimativo. La chimica conosce circa 90 sostanze fondamentali, elementi “chimici” (a parte i transuranici). Quando si radunano tutti i movimenti di base dell’euritmia (verbale e musicale) se ne ottiene circa lo stesso numero.

 

Da questo percorso di pensiero, risulta che le sostanze materiali e le forze formatrici sono nate dalle stelle

le une come fisiche, le altre come eteriche.

• Ciò che così separiamo mentalmente ci appare riunito nella realtà, per esempio nel corpo umano, nella rosa.

 

Gli oggetti della natura portano in sé in unità forma e sostanza, sono materia modellata.

• La forza formatrice eterica è come discesa nel mondo dei sensi e vi produce la forma.

• Ciò che, nel proprio campo è pura forza e movimento diventa qui forma in riposo.

• La forma di un capriolo, di un guscio di lumaca, è forza formatrice giunta a quiete.

 

 

Esiste anche per la sostanza qualcosa di corrispondente, che possa farla risalire nella regione delle forze della periferia? Si! Anche la sostanza è una condensazione proveniente dalle sfere stellari, verso le quali può nuovamente dirigersi. Allora essa diventa un processo. Rudolf Steiner descrive: L’oro metallico che vede è un processo “oro” giunto a quiete. Il processo – oro riempie l’universo ’ fino alla volta celeste. Ma allo stesso modo il fegato, organo fisico, è un processo fegato giunto a quiete. Il processo fegato impregna tutto l’organismo ed anche l’universo. Così ogni sostanza deve essere riconosciuta come un processo giunto a quiete.

 

 

Nella natura, sostanza e forma si incontrano solo congiunta.

Allora si deve scrivere:

 

Ciò che riunisce la quadruplicità ( forza formatrice – processo – forma – sostanza)

in una unità di volta in volta determinata,

è ciò che nel senso proprio delle categorie può venir denominata sostanza (es. oro – arnica).

 

Una tale considerazione ha anche una conseguenza pratica? Si!

La distinzione tra tipi di eteri e forze formatrici è una necessità indispensabile

se non si vuole incorrere in errore nei riguardi delle conoscenze antroposofiche dell’uomo e dell’universo.

Il libro di Wachsmuth, Le forze formatrici (tomo 1), non tratta delle forze formatrici, ma delle specie di eteri.

 

Rudolf Steiner separa costantemente e chiaramente le specie di eteri (o forze eteriche) e le forze formatrici. Nel primo corso per medici egli descrive, ad esempio, come certi organi siano dei centri per un particolare etere. Il polmone è il centro dell’etere di vita. La forma del polmone non viene creata dall’etere della vita, ma da una speciale forza formatrice del polmone che scaturisce, del tutto nuova, dalla cooperazione di parecchie forze formatrici (da almeno una forza vocalica ed una forza consonantica). Non si può venire a capo di questi dati senza distinguere le specie di etere dalla forza formatrice.

 

Leggendo il corso per i medici, si può notare che, nel descrive le forze di guarigione di una pianta, Rudolf Steiner richiama l’attenzione quasi esclusivamente sul carattere sostanziale, come le sostanze amare, le mucillagini e certi sali o altre sostanze chimiche. Egli non da alcuna signatura formale (di forma) bensì una sostanziale. Perché ciò? Quando si tratta della preparazione di un medicamento, ci si muove nella polarità sostanza – processo. Ma quando si vuoi curare qualcuno tramite l’euritmia curativa, lo si fa ricorrendo alle forze formatrici e ci si muove così nella polarità forze formatriciforma.

 

L’affermare che gli elementi compaiono solo nella veste di una sostanza, e gli eteri sotto di una forza formatrice, non deve condurre all’opinione che la conoscenza e la manipolazione dei semplici elementi e degli eteri allo stato puro siano superflui o impossibili. La fisica ne tratta sotto forma di termodinamica, di aerodinamica, di meccanica, ecc; la tecnica, la medicina, l’agricoltura ed altre, manipolano gli elementi.

 

La fisica è la scienza degli elementi e, speriamolo, presto degli eteri.

La chimica è la conoscenza delle sostanze;

l’organica, come scienza del vivente, è prima di tutto conoscenza delle forze formatrici e dei processi.

 

La figura è la designazione per risultato totale,

la manifestazione totale della cooperazione dei quattro fondamenti della realtà ……….

 

Nessuno dei quattro principi,  • forza formatrice,  • forma,   • processo,   • sostanza,

si incontra isolato in natura.

 

Processo e forza formatrice sono legati come, nel mondo dei sensi, lo sono la forma e la sostanza.

Ma ai fini della conoscenza è indispensabile riconoscere chiaramente ognuno di essi.

“Chiarezza nel particolare, profondità nel tutto, sono le due esigenze più importanti della realtà “

(Rudolf Steiner : “Introduzione agli scritti scientifici di Goethe”).

 

Così come, volendo trattare l’argomento degli elementi terra ed acqua, non verrebbe in mente a nessuno di parlare di oro, di calcare, di latte o di vino e di confrontarli con essi, allo stesso modo non si dovrebbe parlare di forze formatrici quando si tratta di specie di eteri.

Dall’appartenenza assieme di sostanza e processi mai si dovrebbe dire che sono processi ritmici. Rudolf Steiner evita questa espressione e parla di procedimenti ritmici, (solo in rari passi egli dice: processi ritmici, perché proprio la lingua non si presta sufficientemente a differenziare chiaramente questo stato di cose).

 

Quando si ha davanti a sé un uomo, una foglia di rosaio, o un rene, li si può contemplare dal punto di vista delle forze formatrici, delle forme, delle sostanze e dei processi. Ogni volta che li si osserva se ne scopre un altro aspetto.

 

• Se si parla di corpo eterico e corpo delle forze formatrici allora si tratta di due aspetti della stessa cosa.

Vale altrettanto: “Il pensare deve condurre l’osservazione in modo conforme alla natura”

(Rudolf Steiner, “Introduzione agli scritti scientifici di Goethe”).

 

L’insieme delle quattro partiforza formatrice, forma, processo e sostanza,

costituisce la base di una conoscenza della natura e dell’uomo secondo la scienza dello spirito.

Queste quattro parti sono di nuovo come quattro elementi, quattro basi. Sono le quattro realtà prime.

 

 

 

 

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