/////02 – ANTICHI MITI NORDICI E PERSIANI

02 – ANTICHI MITI NORDICI E PERSIANI

Antichi miti nordici e persiani

O.O. 101 – Miti e leggende nordiche – 14.10.1907


 

Otto giorni fa abbiamo evocato, sulla base della leggenda germanica, le relazioni essenziali con il mondo astrale dell’organizzazione umana, della costruzione del corpo fisico. Abbiamo visto l’interessante rapporto fra le dodici paia di nervi cranici e le dodici correnti che i nostri antenati vedevano, grazie alla loro chiaroveggenza nel piano astrale, e la cui penetrazione nell’uomo è all’origine della costituzione delle sue dodici paia di nervi cranici. Abbiamo ugualmente visto che le parti cosiddette piú tenere dell’essere umano, che concernono la laringe, il cuore e gli organi inferiori, sono tutte in rapporto con le radici del frassino cosmico, come fenomeno astrale, mentre la formazione del cervello dell’uomo è in relazione con la cima e i rami dello stesso. Siamo penetrati in profondità nei rapporti esistenti fra il racconto del mito e quello che il nostro modo di conoscere ci permette di assimilare. Abbiamo anche visto che i segni e i simboli, come ce li presenta il mito, non sono un prodotto dell’immaginazione o della fantasia, ma corrispondono a reali osservazioni del mondo astrale. Non sottolineeremo mai abbastanza il fatto che tutti i propositi relativi ai simboli e ai segni basati sulla sola intelligenza o speculazione non sono di alcuna utilità. Perché i veri simboli aventi un senso per l’occultismo sono quelli che rappresentano un avvenimento o un’esperienza del Mondo spirituale.

 

Oggi penetreremo ancora piú profondamente in questo argomento. Abborderemo un capitolo che può essere evocato solo nel contesto di un gruppo di lavoro interessato a queste cose da abbastanza tempo. Ora, nuovi membri si aggiungono continuamente ai gruppi di lavoro esistenti. Hanno bisogno di abituarsi ad ascoltare delle cose che possono eventualmente scioccarli. Ma non progrediremmo se non fossimo pronti a parlare di soggetti che non si rivolgono solo ai piú progrediti di noi. Il termine di “progredito” non è riferito al livello di studi e di conoscenze, concerne i membri che, partecipando da lungo tempo a queste riunioni, hanno acquisito una certa sensibilità che permette loro di comprendere che si possa parlare di entità spirituali e di altri mondi come si fa delle cose e delle persone che s’incontrano sul piano fisico; con le quali, in certi casi, si potrebbe trattare e soffermarsi come con quelle che s’incontrano davanti alla porta, quando si esce di casa. Ecco cosa intendo quando parlo di persone “progredite”, quelle cioè che non sono scioccate quando si parla naturalmente dei mondi spirituali e degli esseri che vi soggiornano. Spero che i membri arrivati piú recentemente avranno la buona volontà di ascoltare queste cose e di accettarle senza preconcetti, come se fossero un racconto del consueto mondo sensibile. Come è stata composta la conferenza odierna sembrerà un po’ multiforme. Ma questo è senza importanza. Avremo uno sguardo d’insieme su un fondamentale capitolo del Mondo spirituale e sul suo rapporto con la nostra corporeità umana.

 

Come sapete, un secondo mondo che chiamiamo mondo astrale si stende in seno al nostro mondo sensibile; esso si presenta all’inizio sotto forma di un mare di luce, nel quale evolvono galleggiando colori e forme. Per il ricercatore della Scienza dello Spirito, le forme colorate del mondo astrale corrispondono ad entità precise, di cui egli sa che si tratta di entità astrali altrettanto reali che le piante e gli animali del mondo fisico. Poi, distribuendosi nel mondo astrale e in quello fisico, si trova il mondo del suono spirituale, dell’armonia delle sfere, il mondo del Devachan, che si può conoscere grazie alla chiaroudienza. Ne parleremo un’altra volta. Oggi ci limiteremo al mondo astrale e a qualche punto di vista che lo riguarda.

 

Coloro che studiano il mondo astrale con i mezzi che sviluppano progressivamente continuando la loro evoluzione, coloro che sono capaci di approfondire queste cose, queste persone dunque, constateranno che questo mondo è in realtà molto piú popolato del nostro mondo fisico. In effetti, il mondo astrale ha una proprietà che il mondo fisico non ha, e che in occultismo è designata come interpenetrabilità. Gli esseri astrali possono in effetti passare gli uni attraverso gli altri, cosa che non possono fare gli esseri del mondo fisico. Potete dunque già dedurne che il mondo astrale può essere molto piú popolato, può contenere molti piú esseri di quello fisico. Ed è proprio cosí.

 

Pensate all’epoca in cui un gran numero di persone senza alcuna formazione occulta, grazie alle sole loro disposizioni naturali, era ancora in grado di immergere lo sguardo nel Mondo spirituale. Questo vi farà dare un altro sguardo a molti quadri di pittori di altre epoche. A questo proposito vi ricordo solo “La Madonna Sistina” che si trova a Dresda. Anche se alcuni di voi non l’hanno vista dal vero, conoscono in ogni caso le notevoli riproduzioni di questo quadro. Avrete notato che in secondo piano l’atmosfera è piena di teste di angeli o di geni. Mentre normalmente la visione naturale fa apparire nel cielo delle forme di nuvole, qui ci sono delle sagome di angeli e di folletti. Non si tratta di pura fantasia, è una realtà per colui che sa vedere il mondo astrale. Il mondo astrale, che ci circonda come un mare di luce ondeggiante, è riempito di entità che scaturiscono in ogni punto dello spazio come un torrente infinito di vita. Ecco a cosa assomiglia il piano astrale: è la sede di un’animata vita spirituale. Questo però non significa che i pittori viventi al tempo di Raffaello avessero ancora nella sua integralità questo tipo di visione, sarebbe pretendere troppo. Ma grandi predecessori di questi pittori, le cui opere sono sparite da molto tempo, erano ancora in qualche modo dei veri veggenti. Ed è grazie alla loro chiaroveggenza che hanno mostrato la tradizione, e che un pittore come Raffaello, anche se non era veggente, sapeva come stavano le cose grazie a quanto gli era stato trasmesso, e poteva riprodurle fedelmente.

 

I quadri del XIII e XIV secolo sono ancora piú vicini alla realtà. Quando risalite nel tempo fino all’epoca del celebre pittore Cimabue, vedrete in quale maniera il fenomeno particolare dello sfondo dorato colpisca il vostro sguardo, e come ne escano quelle silhouette di angeli e di geni. Questo corrisponde completamente alla realtà della visione astrale, fino nell’oro dello sfondo del quadro. Perché effettivamente, quando arriviamo nelle regioni superiori del piano astrale, i fiotti di luce che brillano e sono illuminati da altri colori si trasformano in un mare ondeggiante che sembra infiammato d’oro.

 

Questo è reso molto bene in un quadro di Raffaello, l’affresco “La Disputa del Sacramento”, che fa pendant ad un altro affresco intitolato “La scuola di Atene”, titolo che detto fra noi sarebbe bene cancellare. Sulla “La Disputa del Sacramento” vedete completamente in basso degli uomini che stanno discutendo, almeno cosí si crede: i Padri della Chiesa, dei Papi, dei Dottori della Chiesa, c’è poi la zona degli Apostoli e dei profeti, poi s’inserisce la zona che Raffaello ha reso sotto forma di teste di geni, una zona che potremmo chiamare il piano astrale interiore. Sullo stesso quadro, ma molto piú in alto, c’è la zona del piano astrale superiore, reso in modo appropriato, fiammeggiante d’oro. Se i dipinti di questi grandi pittori del passato si esprimono con tanta convinzione, colui che conosce tali realtà vi ritrova la verità della visione interiore. Ma questi quadri hanno la stessa azione convincente su colui che non sa, perché egli può sentire nel suo subcosciente che tali cose sono state attinte da una verità profonda. Vi dico questo per attirare la vostra attenzione sul fatto che alcuni esseri di epoche anteriori avevano coscienza di queste realtà superiori e le hanno trasmesse con i loro dipinti.

 

 

Evocheremo oggi alcuni dettagli del mondo che quegli artisti hanno descritto nei loro quadri. Ci soffermeremo piú attentamente sulle entità precise che il chiaroveggente incontra nel mondo astrale, in parte nel mondo astrale inferiore e in parte in quello superiore. Esistono delle entità che hanno la forma di un corpo di uccello molto complesso, ma di un’immensa bellezza, dotato di potenti organi a forma di ali e con una testa simile a quella dell’uomo; tale è il loro aspetto e la loro forma. Queste sono realtà del mondo astrale. Gli eminenti dottori in teologia, che potevano penetrare con lo sguardo quei piani, conoscevano bene questo tipo di entità. E quando, molto tempo fa, cercavano di rappresentare queste entità – i Cherubini oppure i grifoni – non descrivendo questa realtà dell’aldilà con sufficiente precisione ma almeno fedele nell’intenzione, dipingevano allora queste silhouette curiose, a mezza strada fra genio e animale favoloso.

 

Se ci ricordiamo le antiche leggende, ci si può vedere il tentativo dell’uomo di riprodurre questi esseri superiori sotto forma di spiriti o geni. Appaiono sotto le forme piú diverse, e coloro che hanno frequentato le scuole di occultismo e li hanno incontrati, hanno in un certo modo caratterizzato un tale coro di spiriti. Questo tipo di entità si articola in sei categorie. Sei geni principali rappresentano sei reggenti, sei guide di questi gruppi. Questi sei geni principali del piano astrale superiore, che è color oro, hanno ricevuto diversi nomi. La dottrina segreta persiana li chiama Amesha Spenta e parla dei sei Amesha Spenta.

 

La seconda di queste categorie astrali, che appare in una regione un po’ piú bassa, ha un aspetto differente: non assomiglia per niente alle forme che s’incontrano qui sul piano fisico. Ma ci si può far capire, cercando di rendere tangibile il loro aspetto con l’aiuto di quello del piano fisico. È quanto hanno fatto gli istruttori della scienza occulta dando ai popoli una propria mitologia e l’arte che deriva dalla dottrina segreta di cui stiamo parlando. Non esistono figure con i tratti di questi esseri, per questo le possiamo descrivere dicendo che posseggono una specie di corpo umano e una testa d’animale, di ogni specie di animale. Gli Egizi, che conoscevano molto bene questo campo del piano astrale, come pure le entità spirituali di questa sfera, si sono sforzati di imitare precisamente questa categoria di spiriti del piano astrale nelle loro differenti rappresentazioni, come ad esempio quella con corpo di uomo e testa di sparviero, oppure con altre teste di animale. Non si tratta qui di fantasie arbitrarie, si tratta di entità con le quali si può entrare in relazione sul piano astrale, come lo si fa con uomini e animali sul piano fisico.

 

Poi esiste un terzo tipo di entità. Sono innumerevoli e non si può caratterizzarle confrontandole con il mondo degli uomini e degli animali; bisogna servirsi del regno vegetale o degli animali inferiori per definire i loro corpi, e della testa umana per la loro testa; ne risulta dunque un corpo di pianta oppure un corpo di pesce con una testa d’uomo. Ecco pressappoco l’immagine di queste entità che esistono sul piano astrale.

 

Come vi ho detto, esistono sei tipi di geni chiamati dai Persiani Amesha Spenta (Santi immortali). Adesso conoscete anche il secondo genere di entità, caratterizzate dalla loro forma di uomo con una testa di animale e di cui esistono le piú diverse forme. Se le si esamina, ne troviamo circa da ventotto a trentuno gruppi, e ciascuno di questi gruppi è a sua volta diretto da un reggente, in modo che sul piano astrale esistono anche da ventotto a trentuno entità reggenti. Gli istruttori della dottrina segreta persiana chiamavano questi reggenti i 28/31 Yazata.

 

Le entità della terza categoria che ho citato erano dei Fravashi. Sono innumerevoli, e se si volesse classificarle non si finirebbe piú. Oggi ci interesseremo degli Amasha Spenta e dei loro gruppi, nonché dei 28/31 Yazata e dei loro gruppi, perché hanno un significato del tutto particolare per l’insieme della vita umana. Colui che può penetrare con il suo sguardo nel Mondo spirituale, può rispondere alla seguente domanda: cosa fanno effettivamente queste entità del piano astrale, e come occupano il loro tempo? Sarebbe completamente sbagliato credere che questi geni e spiriti esistano solo per formare dei gruppi. Se ci si riferisce a certe descrizioni poetiche, si sarebbe portati a credere che sono gerarchizzati nelle diverse sfere per formare dei gruppi. Per questi spiriti l’esistenza sarebbe allora evidentemente molto noiosa. Il ruolo del Mondo spirituale non è di formare dei gruppi viventi. Tutte queste entità hanno il loro ruolo nel piano cosmico. Queste entità che i persiani chiamavano Amesha Spenta e Yazata erano ugualmente conosciute dai Germani, dagli antichi Celti e dai Druidi, ma il loro numero era diverso. Secondo certi testi trasmessi, erano 28, secondo altri 30 o 31. Vedremo per quale ragione il loro numero è incerto. Le entità che i persiani chiamavano Amesha Spenta sono delle entità spirituali superiori, che comandano e guidano le forze della Natura che ci circondano. Le forze naturali che contribuiscono alla crescita delle piante, alla fecondità degli animali, alla vita degli uomini, queste forze che ci circondano, che chiamiamo luce, calore, elettricità, magnetismo e cosí di seguito, influssi nervosi, energia del sangue, potenza della riproduzione, chiamatele come volete, queste forze non sono forze sprovviste di spiritualità. Essere di quest’avviso è superstizione. Queste forze sono la manifestazione esteriore di entità spirituali. Le grandi energie dell’esistenza, luce, aria, calore, elettricità, e anche le grandi energie chimiche che percorrono l’universo, sono tutte la manifestazione esteriore degli Amesha Spenta e delle loro truppe in azione. Sono i vettori dell’azione di queste entità. Se posso usare un’espressione banale: mettono l’universo in ebollizione. Per la visione dei sensi si tengono dietro le quinte. Ma potete immaginarvele se pensate per esempio ad un marionettista, che non è visibile, ma che si può riconoscere dal suo modo di tirare i fili e i cordoni. Le entità spirituali stanno dietro le forze naturali, come l’animatore all’opera nel suo teatro di marionette. Il materialismo superstizioso vede purtroppo solo le marionette e non prende coscienza delle entità spirituali che sono dietro le forze naturali.

 

Questa è l’attività degli Amesha Spenta, di questi sei grandi geni che, come insegna la dottrina religiosa persiana, stanno a fianco di Ahura Mazdâ o Ohrmazd. I 28 Yazata sono subordinati a queste divinità. Qual è il loro significato? Non si può saperlo meglio che con la diretta osservazione chiaroveggente quando li si studia giorno dopo giorno. Mi capirete facilmente se vi parlo di questi 28 Yazata. La struttura del nostro Universo non sarebbe quella che è, se i 6 Amesha Spenta preposti alla luce, all’aria, al calore ecc. agissero senza l’aiuto degli Yazata. L’edificazione di questo universo implica il concorso di un’assistenza inferiore. C’è bisogno di spiriti che eseguono, subalterni. E qui si tratta dei 28 Yazata. E a proposito di loro, si osserva una gerarchia del tutto particolare. Se giorno dopo giorno si studia il modo con cui agiscono, si vede che i 6 grandi gruppi, gli Amesha Spenta, si attivano instancabilmente, senza sosta e in maniera regolare. Sono instancabili. Mentre i 28 Yazata hanno un tempo dedicato al lavoro considerevolmente ridotto. In effetti, essi si danno il cambio in tal modo, che un giorno si osserva una loro categoria all’opera in quanto ausiliari, il giorno dopo se ne vede un’altra, il terzo giorno un’altra ancora e cosí di seguito. È in questo modo che l’universo riesce a progredire. In primavera, quando una specie vegetale esce dalla terra, è opera degli Amesha Spenta. Pur essendo tutti infaticabili, uno di essi assume la direzione durante una determinata durata, e allora è lui ad essere il piú attivo. Beninteso, anche gli altri lo sono, ma non sono responsabili della direzione. Dopo un certo tempo, la direzione è trasmessa a qualcun altro.

 

Dunque, quando in primavera una specie vegetale spunta dalla terra, gli Amesha Spenta entrano in azione come grandi forze della natura, mentre le forze inferiori, per esempio gli Yazata, agiscono in modo che un dato giorno tutto concordi e sia coordinato. Per esempio, è una categoria di Yazata a fare in modo che il clima sia quello che deve essere, che un dato giorno la temperatura sia buona. La crescita delle piante non potrebbe continuare se il giorno seguente non ci fosse un’altra categoria di Yazata che entra in ballo. Ma alla fine di 28 giorni, è la prima categoria che ritorna, e cosí di seguito. In effetti, si tratta dell’organizzazione spirituale all’opera dietro le quinte della Natura. Penetriamo cosí con lo sguardo negli ingranaggi e nel funzionamento del piano astrale.

 

Ricordiamo quello che abbiamo detto otto giorni fa. Abbiamo detto che la parte del mito germanico, che allora evocavamo, si riallaccia a quel piccolo gruppo di eletti emigrati vicino all’attuale Irlanda, che una volta faceva parte di Atlantide e il cui popolo piú evoluto era emigrato verso Est. La razza piú evoluta degli Atlantidi ha fondato le civiltà orientali. Il mito del “frassino cosmico” esprime il divenire del nuovo uomo, come a quell’epoca era rappresentato nel mondo astrale. Si vedeva come le dodici correnti che abbiamo descritto l’ultima volta siano scese a fiotti dal Nord, incanalandosi nel corso di lunghi periodi di tempo. Ancor oggi, queste dodici correnti esistono realmente sul piano astrale. Se seguite la traiettoria delle dodici paia di cordoni nervosi che partono dalla vostra testa e prolungate queste linee nell’universo, queste raggiungono tutte le dodici correnti fondamentali esistenti sul piano astrale. Queste correnti penetrano veramente attraverso i sei orifizi della testa: i due occhi, le due orecchie e le due narici. All’interno, si trasformano nuovamente, due a due, in dodici correnti. E chi le fa penetrare cosí all’interno? Dirigendo la luce e l’aria, che agiscono all’esterno in quanto forze della Natura, è al massimo stadio della formazione dell’essere umano che i sei Amesha Spenta inviano queste dodici correnti nella nostra testa per formarvi i nervi del cranio.

 

Ecco cosa hanno visto gli istruttori della scienza occulta a proposito dei sei Amesha Spenta. Hanno visto i sei spiriti dirigenti introdurre le dodici correnti nella testa dell’uomo, affinché acquistasse la facoltà di percepire il mondo con l’aiuto del suo sistema nervoso. Potete perciò vedere la testa umana attaccata a questi sei geni come con una specie di collegamento telefonico o telegrafico. È dunque ad essi che dobbiamo la nostra capacità di percezione con l’aiuto dei nostri sensi. L’uomo in quanto microcosmo, in quanto piccolo universo, si trova cosí collegato con il grande Universo, il macrocosmo.

 

E cosa fanno gli spiriti di livello gerarchico inferiore, i 28 Yazata? Vedete, prima che l’uomo fosse maturo per accogliere in sé le forze dei sei Amesha Spenta, egli aveva già la maturità sufficiente per assimilare le energie degli Yazata, che si manifestano nei suoi nervi inferiori. Come le correnti menzionate prima penetrano nei nervi cranici per costituirli, le correnti dei 28 Yazata penetrano nell’abbozzo del corpo umano che era stato creato ben prima della testa. Il torso dell’uomo era capace di integrare gli influssi dei 28 Yazata prima di poter accogliere le forze degli Amesha Spenta, e partendo da esse poter dare forma alla testa. Adesso, porta ancora in sé le energie di questi Yazata.

 

Se esaminiamo il midollo spinale dell’uomo, constatiamo che questo percorre la colonna vertebrale con la forma di un cordone nervoso, composto all’esterno da una materia biancastra e all’interno da una grigia, mentre nel cervello la sostanza interiore è bianca e quella esteriore è grigia, vale a dire esattamente l’inverso. Questo ha un significato particolare. Fatto interessante: su tutta la lunghezza della colonna vertebrale, dal midollo spinale partono dei cordoni nervosi che alimentano le funzioni inferiori del corpo fisico. Partono dall’alto verso il basso e si propagano per innervare l’insieme del corpo. Qual è il numero di questi circuiti nervosi? Se vogliamo capire qual è questo numero dobbiamo prima di tutto rispondere alla domanda: da dove vengono? Si tratta infatti dei cordoni che sono stati formati dalla penetrazione degli influssi dei 28 Yazata; per questo ci sono da 28 a 31 paia di cordoni nervosi che partono verso destra e verso sinistra.

 

Sapete che prima della sua formazione terrestre l’uomo è passato da uno stadio di formazione lunare. A questo stadio lunare, sono stati abbozzati solo 28 cordoni nervosi. Poi, quando la Luna è evoluta fino allo stadio terrestre, se ne sono aggiunti due/tre. Per questo il numero iniziale di 28 Yazata, che sull’antica Luna erano al servizio dei geni superiori, è stato portato a 31. Per preparare l’elaborazione superiore dell’uomo, che doveva aver luogo sulla Terra, è stato necessario includere 3 Yazata supplementari. Questi tre ultimi Yazata sono degli spiriti che agiscono esclusivamente sull’uomo, non hanno alcuna altra missione da effettuare nella Natura. È molto interessante osservare questo fenomeno.

 

Ma quello che è veramente interessantissimo, è seguire tutti questi fenomeni osservandoli non soltanto nell’uomo, ma anche all’esterno, nella grande Natura. Perché l’uomo è stato creato progressivamente, in funzione delle costellazioni dell’insieme della natura. Se la nostra Terra non si fosse trovata nella zona del Sole, che compie una rotazione completa in un anno, la Luna, che in un mese compie una successione di quattro fasi, non sarebbe nella sua zona e l’uomo sarebbe differente, perché tutte queste cose sono strettamente collegate fra loro. La luce e l’aria hanno un’azione differente a seconda che il Sole illumini la Terra partendo da un certo punto del cielo oppure da un altro. Per quale ragione è cosí? Perché la corsa del Sole dipende appunto dal fatto che gli Amesha Spenta si scambiano alla direzione delle energie. Di mese in mese, durante sei mesi, gli Amesha Spenta si danno il cambio alla direzione. Questo è legato al passaggio del Sole nei dodici segni dello zodiaco. Alla fine dei sei mesi, un Amesha Spenta riprende il suo turno, in modo che si ha un periodo di reggenza degli Amesha Spenta durante i mesi d’estate e un altro durante quelli d’inverno. Nel corso di un anno, un Amesha Spenta entra in gioco due volte per un mese, e durante la sua reggenza gli Yazata si scambiano durante le fasi della Luna. Per questa ragione la Luna ha bisogno di 28 giorni per tornare alla sua forma iniziale. La rotazione della Luna corrisponde all’organizzazione del lavoro degli Yazata, la corsa del Sole corrisponde all’organizzazione della reggenza degli Amesha Spenta.

 

Dunque, la formazione del cervello umano e delle sue dodici paia di nervi è cosí legata alla corsa annuale del Sole e ai dodici mesi. I dodici mesi all’esterno della natura corrispondono in noi alle dodici paia di nervi cranici, i 28 giorni lunari all’esterno corrispondono ai nostri 28 nervi spinali. E poiché era necessario che, partendo dal suo precedente stato lunare, fosse istituito un nuovo ordine dell’evoluzione della nostra Terra, si sono aggiunti tre Yazata che hanno contribuito a questo nuovo ordine nel quale i mesi variano e comportano ora trenta o trentuno giorni. L’attuale suddivisione astronomica non è del tutto esatta, perché i tre Yazata in soprannumero agiscono specificamente sull’uomo e meno nella natura esteriore. Se i mesi avessero sempre 31 giorni, i trentuno Yazata agirebbero effettivamente sull’uomo ciascuno al proprio turno. Essi regolano le funzioni degli organi del corpo al di sotto della testa, ed è per questo che tali funzioni dipendono effettivamente dalle differenti reggenze degli Yazata, anche se succede loro di spostarsi da un individuo a un altro. All’origine esse dipendevano dall’organizzazione della natura cosmica.

 

Voi penetrate cosí piú profondamente nei legami dell’interiorità dell’uomo con il Mondo spirituale del piano astrale. Nelle diverse opere popolari teosofiche si parla di “scultori”. Li vedete all’opera, vedete il modo in cui agiscono in voi e vi edificano; constatate ugualmente la complessità della struttura umana, che per la sua costruzione necessita dell’intervento di un gran numero di entità.

 

Sei categorie di spiriti sono indispensabili per far nascere una testa capace di comprendere il mondo, e ci vuole il concorso di 28/31 spiriti inferiori per realizzare il busto e tutte le sue funzioni interiori. Ecco una meravigliosa interattività tra l’uomo e il Mondo spirituale. Adesso potete capire che per afferrare la relazione dell’uomo con l’infinito, non basta divagare ripetendo continuamente che l’uomo deve la sua esistenza alle forze provenienti dal Mondo spirituale. Bisogna al contrario studiare con pazienza “come” questo avviene. L’occultismo è in grado di indicare per ogni organo umano quali sono le entità che hanno presieduto dall’esterno alla sua creazione. Si tratta di una anatomia occulta, che vi porta dagli effetti nel mondo dei sensi alle cause nel Mondo spirituale. Colui che con i suoi sensi contempla il mondo senza pregiudizi, può vedere gli effetti; quanto alle cause, si può conoscerle solo con l’occultismo. Potete dunque concludere che i nostri sforzi non sono basati sul mettere in evidenza delle prove astratte, assortite da ogni specie di deduzioni logiche in favore del Mondo spirituale. Perché tutto quello che può essere provato può anche essere ricusato. Si può trovare un obiettivo per ogni cosa. Ma non è quello che ricerchiamo. Se però si mettono insieme, pezzo per pezzo, le diverse conoscenze, in modo che le cose coincidano con gli effetti constatati nel mondo sensibile, si può allora arrivare a riconoscere realmente quello che percepisce l’occultista, vale a dire che l’essere umano ha effettivamente le sue origini nel Mondo spirituale. Ai Persiani non è venuta l’idea di contare i 28 cordoni nervosi del midollo spinale perché hanno visto all’opera i 28 Yazata. Nelle mitologie e nelle leggende potete trovare per intero tutto l’uomo. È quanto rende affascinante il vero studio occulto del mondo delle leggende e lo rende cosí interessante.

 

Ovunque, nelle scuole occulte della Persia fino nell’Europa Centrale presso i druidi, troverete questi fenomeni che stiamo studiando. L’essenziale non è il nome attribuito allo Spirito supremo che comanda gli Amesha Spenta, Ahura Mazdâ, Ohrmazd o Huu, come viene chiamato nelle scuole druidiche. Si conoscevano i nomi delle entità spirituali dati agli uomini dalle mitologie. Le differenti divinità e spiriti non sono delle invenzioni dell’immaginazione popolare. Ognuno ha il diritto di parlare di immaginazione popolare, ma l’immaginazione non si trova in coloro che hanno donato questi personaggi ai popoli; è piuttosto presente negli eminenti eruditi contemporanei che evocano una immaginazione popolare, che all’occorrenza non esiste affatto. Spesso l’erudizione è una superstizione ben peggiore di quella che questa stessa erudizione qualifica come superstizione. Nei miti e nelle leggende si trova spesso una saggezza ben piú profonda, perché si risale alle origini delle cose che si situano dietro l’aspetto sensibile, nel dominio dell’invisibile.Quando ci si mette a fare questo tipo di osservazione, è come se l’uomo smettesse di sentirsi rinchiuso nella sua pelle e che il suo essere si allungasse dall’interno verso l’esterno, si familiarizza con queste entità che abitano il Mondo spirituale; è ad esse che deve la sua costituzione e può entrare nuovamente in relazione con loro. Perché si tratta di entrare veramente in contatto con queste entità; ci riusciamo grazie al cammino di conoscenza che dà accesso ai mondi superiori. Grazie ai sensi, ci eleviamo dagli effetti visibili alle cause sovrasensibili, invisibili. Prendendo questo cammino di conoscenza, si diventa nuovamente uno con l’universo.

 

Potremo abbordare un gran numero di temi che vanno in questa direzione; ma per non dilungarci troppo in questo studio odierno, lo concluderemo con un fatto della mitologia germanica che vi mostrerà come le cose si svolgano nell’evoluzione dell’umanità da una parte e dall’altra come gli avvenimenti siano raccontati nel mito, e in quale maniera certi dettagli siano conservati nella semplicità della credenza popolare.

 

Quello che oggi è fisico, era molto tempo fa interamente spirituale. Prima che si costituissero le dodici paia di nervi cranici, c’erano solo le correnti astrali che vi penetravano, e prima che si formassero i 28 cordoni nervosi del midollo spinale, sul piano astrale esistevano già le corrispondenti correnti. Come si posizionano dunque i nervi nell’uomo? Nel modo seguente: immaginate che all’origine si fosse un liquido acquoso, una massa fangosa. Immaginatevi il cervello in questa maniera. Potete constatarlo ancora sulla parte del cervello che è rimasta liquida, acquosa; quando ce n’è in eccesso, questo dà origine all’idrocefalo. Partendo da questo tipo di consistenza acquosa, il nostro cervello è diventato in seguito come di una sostanza colloidale, gelatinosa. Dapprima, le correnti astrali venute dall’esterno hanno percorso da ogni parte questa massa acquosa gelatinosa che si è organizzata lungo di esse; poi si è solidificata, e cosí i nervi si sono formati. Sul tragitto attuale dei nervi si trovavano all’origine le correnti astrali, poi quelle eteriche, che sono diventate infine i nervi fisici. Rappresentatevi l’uomo che si solidifica progressivamente. La massa era appena gelatinosa quando apparve il primo abbozzo della colonna vertebrale. La struttura ossea era ancora molle. A destra e a sinistra penetravano le correnti dell’astrale, che in seguito sono diventate i nervi spinali. Gettiamo uno sguardo retrospettivo a un’antichissima epoca, nella quale i 28 Yazata hanno cominciato a far penetrare nell’uomo le loro correnti, dapprima astrali.

 

Anche i 28 Yazata avevano una guida, un Maestro che aveva un certo rango fra loro e gli Amesha Spenta; era una specie di Grande Architetto, un essere divino-spirituale. Se immergiamo il nostro sguardo in quelle antichissime epoche, vediamo che la sua azione consisteva nel comandare i 28 Yazata affinché dirigessero le correnti astrali verso l’interiorità dell’uomo. La Terra stessa era circondata dalla sfera astrale, e come oggi i venti percorrono l’atmosfera terrestre, le correnti astrali penetravano nei corpi fisici umani. Gli antichi chiaroveggenti vedevano realmente le correnti che passavano nelle teste e nelle colonne vertebrali degli umani dell’epoca atlandidea. Ne avevano una immagine astrale vivente. Quando si sono progressivamente costituiti i nervi fisici, quest’immagine è sparita, il che significava allo stesso tempo che la loro origine spariva; ci si dimenticò il modo con cui le correnti erano state dirette all’interno dei corpi fisici.

 

La Guida dei 28 Yazata comandava prima di tutto le energie naturali nella loro attività quotidiana. Nel grande ciclo dell’anno, ogni azione si svolgeva ritmicamente e armoniosamente. Nel ciclo quotidiano, nell’azione c’era un po’ di irregolarità. Lampi terribili, colpi di tuono e temporali agitavano l’aria attorno alla Terra, che era ancora interamente immersa nel mare astrale. Poi la divinità, la Guida degli Yazata, che aveva agito dall’esterno, cambiò il suo luogo di attività e interiorizzò la sua azione nei 28 circuiti nervosi del midollo spinale. Lasciò l’ambiente spirituale terrestre per infine dedicare le sue energie all’uomo. Il mito germanico denomina questo dio Thor, o Donar. Secondo la visione germanica, è lo stesso dio che nella mitologia romana sarà chiamato piú tardi Giove. È veramente venerato come il dio del tuono e del fulmine all’origine delle tempeste. Lo si considera anche come marito di Sif, l’atmosfera terrestre astrale. Queste due divinità hanno una figlia dal significato del tutto particolare. Com’è nata questa figlia? Per il fatto che Thor si è ritirato nell’interiorità dell’uomo, dove agisce tramite i 28 cordoni nervosi. Tramite i 28 cordoni nervosi gli uomini non possono, generalmente, percepire l’astrale all’esterno, salvo in alcuni casi eccezionali, come per esempio lo stato di sonno animato da sogni, nel quale questo diventa loro possibile. Coloro che avevano delle particolari disposizioni per la percezione, dicevano allora: «È Thrud che mi opprime» e Thrud non è altro che la figlia di Thor. In quell’epoca, la gente sapeva ancora che Thrud è nata nel posto dove soggiornano Thor e la sua sposa, e che logicamente si chiama “Thrudheim”.

 

Cosí, come vedete, le leggende popolari sono strettamente collegate con delle verità occulte. Si riesce dunque ad immergere a poco a poco il proprio sguardo nel piú profondo di questa meravigliosa opera che costituisce l’essere umano, costruito da cosí tante entità. Come ci appare puerile e limitata la scienza materialista, che vorrebbe interpretare questo meraviglioso edificio in modo tanto semplicistico!

 

Nelle epoche molto antiche, tutte queste cose erano inoltre percepite in modo del tutto differente. A quei tempi, si esprimeva con il sentimento quello che la scienza attuale ha appreso grazie alla conoscenza. E quando il poeta di quei tempi guardava attorno a sé, e fra le creature che si trovavano sul piano fisico, sentiva fino a che punto l’essere umano è una meravigliosa costruzione compiuta, l’opera di una quantità infinita di entità, poteva lecitamente pronunciare queste parole grandiose che ci rendono emozionalmente una tale profonda verità:

Molte meraviglie vi sono al mondo

ma [nel dominio del visibile]

nessuna meraviglia è pari all’uomo.(1)

 

(1)Versi tratti dal Coro dell’Antigone di Sofocle.

L’aggiunta fra parentesi è di Rudolf Steiner. 

 


 

Dalle annotazioni di uditori presenti alla conferenza di Rudolf Steiner.

Berlino, 14 ottobre 1907 ‒ O.O. N° 101. Traduzione di Angiola Lagarde.

R. SteinerSimboli | Anno 23 n.05 – Maggio 2018 – L’Archetipo

 

 

By | 2018-11-07T09:17:26+01:00 Novembre 7th, 2018|MITOLOGIA NORDICA|Commenti disabilitati su 02 – ANTICHI MITI NORDICI E PERSIANI