////02 – L’ASPETTO COSMICO DELL’ESSERE MICHELE

02 – L’ASPETTO COSMICO DELL’ESSERE MICHELE

L’aspetto cosmico dell’Essere Michele

Le 12 notti sante e le Gerarchie Spirituali – Parte II (2)


 

«E così parliamo d’una comprensione corretta dell’impulso del Cristo,

quando parliamo di una comprensione corretta dell’impulso di Michele nel nostro tempo.»

Rudolf Steiner, 20 Maggio 1913

 

Per avvicinarci alla comprensione dell’aspetto cosmico dell’Essere Michele, come può essere fatto sulla base di tutto quanto esposto nel presente lavoro possiamo scegliere come punto di partenza per questo nuovo esame, il Suo rapporto con la sfera, da noi già descritta, della Sofia nel Macrocosmo.

 

Un certo aspetto di questo rapporto è caratterizzato dettagliatamente da Rudolf Steiner nella conferenza del 10 Gennaio 1915 (O.O. 161), dove si parla del fatto che in tutta l’evoluzione sulla Terra della Filosofia, nel ritmo che abbraccia periodi di 700-800 anni, appare l’effetto della cosiddetta «legge solare», cioè della ripetizione nell’ambito della stessa Terra dell’attività soprasensibile che sull’antico Sole si era realizzata fra la Gerarchia degli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes) e la gerarchia degli Arcangeli, o, esprimendo ciò nel linguaggio della scrittura stellare, fra la regione zodiacale della Vergine e la regione zodiacale del Capricorno.

 

Proprio come risultato di questa attività congiunta degli Spiriti della Saggezza e degli Arcangeli, legata tuttavia nelle sue origini non con l’evoluzione terrestre, ma con quella dell’antico Sole, le forze cosmiche della Sofia discendono sempre più dal Cosmo sulla Terra:

▸ «… così che dalla nebbia della storia della Filosofia viene verso di noi un essere, verso il quale noi leviamo lo sguardo come verso una dea che discende dalle altezze divine coperte di nuvole.»

 

La discesa progressiva sulla Terra, indicata in queste parole, della «Dea Philo-Sophia» è legato anche ad uno dei Misteri centrali di Michele nel nostro Cosmo, derivante dal suo proprio rapporto con la sfera della Sofia. Si tratta della missione di Michele, come gerente di tutta l’intelligenza cosmica. Poiché in questa attività, che sotto la direzione degli Spiriti della Saggezza viene realizzata nel nostro Cosmo dagli Arcangeli, nel loro servizio votato alla sfera della Sofia, l’Arcangelo Michele occupa una posizione centrale e allo stesso tempo una posizione guida.105

 

Come già fu detto nel secondo capitolo (vedi pag. 69), lo Spirito guida della Saggezza nella regione solare è quello attraverso le cui porte l’Entità cosmica del Cristo discese un tempo sul Sole dalle altezze spirituali. E questa sua posizione guida fra gli altri Spiriti appartenenti alla medesima Gerarchia è suscitata precisamente dal suo rapporto particolare con l’Entità del Cristo.

Qualcosa di simile, ma corrispondente soltanto ad un altro piano cosmico, può essere detto anche dell’Arcangelo Michele. Anch’egli, essendo un Arcangelo solare fra tutti gli esseri a lui simili si trova nella connessione più diretta possibile con la sfera del Cristo.

 

Rudolf Steiner accenna a questa posizione del tutto particolare di Michele nel cerchio degli altri Arcangeli con le seguenti parole:

▸ «Egli, Michele, è l’Entità più eminente e più significativa nella gerarchia degli Arcangeli. Gli Antichi chiamavano Michele «Il Volto di Dio» (O.O. 152, 2.5.1913).

 

Rudolf Steiner, in un altro punto della stessa conferenza, lo caratterizza come

▸ «il più grande, il più potente, il più importante» nel cerchio degli Arcangeli.

In una conferenza più tarda, egli aggiunge:

▸ «È uno del rango degli Arcangeli, ma è, in una certa misura, il più evoluto … il più elevato della natura degli Arcangeli». (18.5.1913)

 

In altre parole: nella Gerarchia degli Arcangeli Michele occupa la medesima posizione centrale dello Spirito della Saggezza solare e guida nella Gerarchia delle Kyriotetes. Questo significa che di tutti gli essere spirituali, appartenenti alla Gerarchia degli Arcangeli, lo Spirito guida della Saggezza agisce in particolare attraverso l’essere di Michele, che, in un certo senso, è suo strumento diretto e suo intermediario per la gestione di determinati processi nell’evoluzione terrestre.

È precisamente dalle ispirazioni degli Spiriti della Saggezza che si trovano al di sopra di lui e che agiscono attraverso di lui, e particolarmente dal più evoluto di essi, che Michele attinge gli impulsi spirituali per compiere la sua missione fondamentale nel nostro Cosmo: la gestione di tutta l’intelligenza cosmica.

 

Rudolf Steiner scrive a questo proposito:

▸ «Michele non si è però mai appropriato dell’intellettualità. Egli la gestisce come forza divino-spirituale, mentre si sente legato alle potenze divino-spirituali.» (O.O. 26).

 

Con le parole «potenze divino-spirituali» si intendono innanzitutto entità appartenenti alla Gerarchia degli Spiriti della Saggezza.

Tuttavia, dopo che l’Entità del Cristo abbandonò il Sole per compiere sulla Terra il Mistero del Golgota nella regione spirituale, nella quale Michele doveva agire, avvenne un grande cambiamento consistente nel fatto che l’intelligenza cosmica da lui diretta – oppure, esprimendo ciò in un linguaggio più figurato, «la veste della Sofia Celeste» – gradatamente lasciò la sfera del Sole ed entrò sul cammino della discesa in direzione della Terra, per divenire su di essa la base per lo sviluppo del pensare proprio, individuale degli uomini (O.O. 240, 20.7.1924 e O.O. 237, 8.8.1924). Quest’ultimo fatto avvenne circa verso l’VIII secolo cristiano.

 

Nel linguaggio della scrittura stellare ciò significa che dalla regione zodiacale del Capricorno (sfera degli Arcangeli)106 la sostanza dell’intelligenza cosmica, passando attraverso la regione zodiacale dell’Acquario, verso l’VIII secolo raggiunse la sfera di attività dell’umanità, cioè del mondo materiale, terrestre (regione dei Pesci).

 

In questa regione inferiore essa si sviluppò in seguito dal IX al XIX secolo con le forze dei soli uomini, senza alcuna influenza su di essa da parte di Michele, sottomettendosi col tempo sempre più al pericolo di essere afferrata da un disegno puramente materiale.

La situazione che si era formata, completamente nuova per Michele lo spinse a prendere una decisione: verso l’epoca della sua successiva reggenza nell’umanità penetrare nuovamente in rapporto diretto con l’intelligenza divenuta terrestre, intraprendendo una sorta di «discesa spirituale» sulla Terra.

 

Rudolf Steiner descrive ciò con le seguenti parole:

▸ «Michele discese sulla Terra. Egli potè trovare solo sulla Terra ciò che nel frattempo aveva dovuto fare il proprio cammino affinchè gli uomini pervenissero all’intelligenza ed alla libertà, così da divenire Egli di nuovo, sulla Terra il signore dell’intelligenza, che ora però attualmente agisce all’interno dell’umanità». (O.O. 237, 28.7.1924)

Ed in un altro punto:

▸ «Per restare presso l’oggetto della sua gestione, Egli intraprese il cammino dal Cosmo verso l’umanità. Egli si trova su questo cammino dall’ottavo secolo dopo Cristo, ma è pervenuto veramente al suo compito terrestre nel quale si è trasformato quello cosmico soltanto nell’ultimo terzo del diciannovesimo secolo». (O.O.26)

 

Abbiamo così a che fare con un processo di graduale «discesa» di Michele nell’umanità, che ha inizio all’incirca nell’VIII secolo e che è terminato nel 1879. Ciò significa semplicemente l’estensione del potere di Michele oltre i limiti della regione delimitata dalla Vergine e dal Capricorno verso «il basso», come pure verso le regioni dell’Acquario e in particolare dei Pesci. Quest’ultima cosa appare possibile a Michele in senso spirituale soltanto come risultato della sua ascesa dal gradino di Arcangelo, al gradino di Spirito guida del nostro tempo o Archai.

 

Secondo i dati della Scienza dello Spirito contemporanea, l’Arcangelo è dotato di uno Spirito Vitale completamente evoluto, mentre un Essere del rango degli Archai è dotato di un Uomo-Spirito completamente evoluto,107 e attraverso queste forze Michele, come Archai, può agire su tutti i fatti terrestri fino agli elementi soprasensibili dello stesso mondo materiale:

▸ «L’Arcangelo Michele si appresta dunque a divenire poco a poco da semplice Arcangelo uno Spirito del Tempo, ed a conseguire un’evoluzione tale che egli possa incidere nella vita degli uomini non soltanto dal punto di vista del sovraterreno ma direttamente dal punto di vista del terrestre. L’Arcangelo Michele doveva prepararsi a discendere egli stesso sulla Terra, a vivere a posteriori per così dire il grande processo dello stesso Cristo Gesù, a vivere a posteriori questo grande processo: prendere qui sulla Terra il suo punto di partenza, e di continuare ad agire dal punto di vista della Terra.» (O.O. 174a, 17.2.1918).

 

In un’altra conferenza Rudolf Steiner vi accenna ancora con le parole seguenti:

▸ «Michele è in un certo senso il più forte degli Spiriti guida del Tempo che si succedono continuamente … Gli altri erano attivi di preferenza in modo spirituale nello Spirituale. Michele ha la forza per arrivare a spingere lo spirito fin nel mondo fisico». (O.O. 157, 19.1.1915).

Per questo motivo nella nostra epoca,

▸ «Michele ci deve impregnare, come forza potente che può svelare pienamente ciò che è materiale, in quanto vede contemporaneamente nel materiale lo spirituale, in quanto lo spirito può essere colto ovunque nel materiale.» (O.O. 194, 22.11.1919).

 

Dal punto di vista della scrittura stellare il processo descritto dell’ascesa interiore di Michele significa che dal 1879 Egli riceve la possibilità di attingere le forze spirituali nel Macrocosmo non soltanto dalla regione zodiacale della Bilancia, come un tempo (per questo motivo su molte immagini antiche Michele tiene nelle mani la Bilancia), ma anche dalla regione zodiacale della Vergine:

 

 

In tal modo, ascendendo nella regione della Vergine, Michele, come Essere che ha raggiunto il rango degli Spiriti del tempo, si mostra al tempo stesso in grado di introdurre i suoi impulsi in tutta l’evoluzione terrestre, fino alla realizzazione materiale stessa (Pesci).

 

Come risultato di ciò, Michele entra in una relazione del tutto nuova con la sfera della Sofia nel Macrocosmo.

Poiché se prima il suo rapporto con gli Spiriti della Saggezza solari e in particolare con il più evoluto di essi era una specie di «ricordo» dell’esistenza antica solare, il cui riflesso terrestre fu tutta l’evoluzione nell’umanità della filosofia, adesso questo rapporto diventa per lui presente.108 E questo significa che a partire dall’ultimo terzo del XIX secolo, Michele porta agli uomini le forze della Sofia in un modo completamente nuovo, che proviene non più dal passato, ma direttamente dalle fonti loro presenti nel Macrocosmo.

 

Possiamo anche dire: ciò che nella «Filo-Sofia» Michele dona all’umanità, come Luce spirituale del passato, diventa nell’Antropos-Sofia» la Luce spirituale del presente che risplende nella tenebra del crepuscolo materialista dello stato contemporaneo dell’umanità:

▸ «Michele può darci una nuova Luce spirituale, che noi possiamo considerare come una trasformazione di quella Luce che fu donata per mezzo suo al tempo del Mistero del Golgota, ed è consentito agli uomini del nostro tempo collocarsi in questa Luce.» (O.O. 152, 2.5.1913).

 

Inviando ora nell’umanità le forze cosmiche provenienti dalle regioni zodiacali dalla Vergine ai Pesci, Michele diventa, grazie a ciò, il Protettore del cammino eptadico, d’iniziazione contemporanea come è descritto direttamente dalle ispirazioni di Michele nella «Scienza occulta» di Rudolf Steiner (vedi da pag. 53).

▸ «È compito di Michele condurre nuovamente l’uomo sulle vie della volontà, là dove è venuto, poiché egli è disceso, sulla via del pensiero, dall’esperienza del soprasensibile verso quella del sensibile con la sua coscienza terrestre». (O.O.26)

E Michele può realizzare ciò grazie al fatto che egli

▸ «prende nuovamente verso l’alto il cammino che l’umanità ha preso verso il basso sui gradini dell’evoluzione spirituale, fino all’attività dell’intelligenza. Ora Michele condurrà verso l’alto la Volontà, in alto sulle vie che la Saggezza [le forze della Sofia] ha percorso verso il basso fino al suo ultimo gradino, l’intelligenza». (Ibid.)

 

E ciò significa che nel nostro tempo Michele, sulle vie della volontà, riconduce l’umanità dal mondo sensibile all’esperienza del mondo sovrasensibile.109 È il cammino dell’iniziazione della volontà che Rudolf Steiner più volte, particolarmente nelle sue prime conferenze, chiama precisamente il cammino cristiano-rosacruciano, esposto nella «Scienza Occulta» (O.O.104, 19.6.1908).

 

• Dal punto di vista della scrittura stellare ciò può essere espresso nel modo seguente: Dagli impulsi che provengono dalla regione della Vergine, fino agli impulsi provenienti dalla regione dei Pesci, l’umanità è discesa fino all’inizio del XIX secolo sulle vie della Saggezza. A partire dal 1879, Michele sulle vie della volontà vuole condurre l’umanità in senso inverso, dai Pesci alla Vergine, cioè attraverso tutti e sette i gradini dell’iniziazione contemporanea (vedi pag. 51).

 

Da un punto di vista leggermente diverso Rudolf Steiner richiama a questo processo anche nella conferenza del 30 Novembre 1919 (O.O. 194), descrivendolo come «processo d’anima luminoso» (Lichtseelenprozess), che è «la nuova volontà di Yoga», la cui graduale evoluzione nell’umanità, invece dell’antico Yoga, deve servire come base alla futura «Cultura di Michele» (Michael-Kultur).

 

«Chiara Luce del giorno

raggiò in anime umane»

– come Zeylmans van Emmichoven ci ha segnalato nel suo libro «La Pietra di fondazione» («Der Grundstein»), proprio i due versi riportati dalla quarta parte della Meditazione della Pietra di fondazione riguardano la Luce di quella nuova coscienza, che Michele vuole ora introdurre in tutta l’evoluzione umana.110

E questa nuova missione dell’Arcangelo guida solare nell’evoluzione terrena è legata direttamente a quel cambiamento che è avvenuto in tutta la sua posizione nel Macrocosmo come risultato del compiersi sulla Terra del Mistero del Golgota.

 

Rudolf Steiner caratterizza questo cambiamento con le seguenti parole:

▸ «Michele era il Rivelatore nella notte e deve diventare, nella nostra epoca il Rivelatore nel giorno. Michele deve divenire, da Spirito della notte Spirito del giorno. Per lui il Mistero del Golgota significa la trasformazione da Spirito della notte a Spirito del giorno.» (O.O.194, 22.11.1919).

Ma questo significa:

▸ «Come una volta si poteva parlare di Michele-Jahvè la guida del tempo, possiamo ora parlare di Michele-Cristo. Michele si è elevato ad un gradino superiore, da Spirito di Popolo a Spirito del Tempo, poiché da Messaggero di Jahve è divenuto Messaggero del Cristo.» (O.O. 152, 20.5.1913)

 

Possiamo penetrare ancora più profondamente nel significato di queste parole se prendiamo in considerazione il fatto che fino al Mistero del Golgota Michele, in quanto Spirito più avanzato della Gerarchia degli Arcangeli e in quanto essere recante in sè uno Spirito Vitale completamente evoluto, aveva esteso la sua attività cosmica fino alla Bilancia dello Zodiaco (vedi schema).

 

Di là egli, in quanto Volto di Jahvè o come «Spirito della Notte», sviluppò la sua attività «nel presente» elettivamente nella direzione della parte «oscura» o «notturna» dello Zodiaco, attingendo le sue forze principalmente dalle regioni che vanno dallo Scorpione (Aquila) al Capricorno e anche sino all’Acquario. In questo risiedeva a quel tempo un lato della sua missione cosmica, in primo luogo come Spirito-guida del popolo degli antichi Ebrei e preparatore sulla Terra del Mistero del Golgota.

 

 

Un lato completamente diverso della Missione di Michele ci si rivela considerando il suo rapporto con il popolo dell’antica Grecia, nel cui ambiente egli agì non soltanto a partire dalle tre regioni oscure, ma anche da due regioni luminose dello Zodiaco (Vergine e Bilancia). Tuttavia questa azione «diurna» si realizzò allora non a partire dagli impulsi del «presente», ma dagli impulsi del «passato», dai ricordi che Michele aveva dell’attività comune degli Arcangeli (regione del Capricorno) e degli Spiriti della Saggezza (Vergine) sull’Antico sole e della sua continuazione sulla Terra.

 

In seguito, già dopo il Mistero del Golgota e in particolare a partire dai secoli postcristiani VIII e IX, Michele progressivamente inizia il cammino per divenire, da Volto e Messaggero di Jahve, Volto e Messaggero del Cristo. Per lui stesso, come abbiamo visto, ciò è legato contemporaneamente all’ascesa della Gerarchia degli Arcangeli al rango più elevato di Gerarchia delle Archai o Spiriti del Tempo. Il processo di questa ascesa inizia nel IX secolo e si compie nel 1879.

 

Inoltre, una conseguenza assai importante di questa ascesa è la piena conquista da parte di Michele del principio dell’Uomo Spirito ed il raggiungimento attraverso di esso di un rapporto diretto con la regione Zodiacale della Vergine e con gli Spiriti della Saggezza che a partire da essa agiscono (le Kyriotetes hanno come loro arto costitutivo inferiore l’Uomo-Spirito), non più come «ricordo» dell’antico stato solare ma in quanto realtà «presente.». Quest’ultima cosa ha un significato molto importante per tutta la posizione di Michele nel nostro Cosmo.

Poiché, se prima lo sguardo spirituale di Michele nella sfera del Sole era più rivolto «verso il basso» a partire dalla regione della Bilancia, in direzione dello Zodiaco «notturno», ora, invece, il suo sguardo si rivolge maggiormente verso le sue regioni «diurne» (Vergine ed oltre).

 

In altre parole» dalla sua maggiore appartenenza in passato all’aspetto planetario del sole (come Volto di Jahve), Michele si eleva presentemente verso l’unione anche con il suo aspetto stellare111, grazie al quale egli entra direttamente nella sfera d’azione nel Macrocosmo «dell’Agnello mistico» e può, attraverso le porte dello Spirito-guida della Saggezza, percepire al presente la Rivelazione del Cristo Cosmico anche a partire dalle regioni Zodiacali che si trovano ancora al di sopra: Leone, Cancro, Gemelli, Toro ad Ariete.

Ecco l’aspetto macrocosmico delle indicazioni di Rudolf Steiner riguardanti Michele, che diviene gradatamente nella nostra epoca il Volto del Cristo, il Portatore della sua nuova rivelazione a tutti gli uomini della Terra, come può essere descritto ed espresso nel linguaggio della scrittura stellare.

 

La presente regione d’azione di Michele si estende dai Pesci alla Vergine.

▸ «Nella Vergine» egli riceve le rivelazioni delle regioni zodiacali ancora più elevate, fino all’Ariete,

vale a dire le rivelazioni della sfera stessa dell’«Agnello mistico».112

• Riportare a tutta l’umanità queste rivelazioni superiori diventa ora il suo compito principale,

e lo strumento terreno per portarlo a termine è l’Antroposofia.

 

Da quanto detto risulta chiaro perchè di tutti gli Esseri Arcangelici Rudolf Steiner porta proprio Michele in un tale esclusivo legame con l’essere cosmico dell’Essere del Cristo. Infatti l’esistenza di Michele nella nostra epoca si estende dalla regione dei Pesci alla regione della Vergine, permettendo alla sua coscienza di giungere fino all’Ariete dello Zodiaco, che è il centro dell’irraggiamento delle forze del Cristo nel nostro Cosmo.

Perciò Rudolf Steiner parla sempre di nuovo dell’«impulso di Michele che precede l’impulso del Cristo» (O.O. 240, 27.8.1924) o «della via di Michele che trova la sua continuazione nella Via del Cristo» (O.O.194, 23.11.1919), il che dal punto di vista della scrittura stellare significa: la via di Michele porta dai Pesci alla Vergine, trovando la sua continuazione nella via del Cristo, come «Agnello mistico», dalla Bilancia all’Ariete.

 

In un’altra conferenza Rudolf Steiner accenna all’epoca attuale, come all’epoca del «Regno di Michele-Cristo» e più oltre descrive come nel mondo spirituale ogni anima umana, immediatamente prima della sua nascita sulla Terra, venga illuminata «dalla Luce di Michele e dall’Amore del Cristo» che agiscono insieme (O.O.218, 19.11.1922), cioè

• dalla Luce Spirituale della Sofia

proveniente dalle regioni che vanno dai Pesci alla Vergine

• e dalla sostanza dell’Amore dell’«Agnello mistico»

che proviene dalle regioni che vanno dalla Bilancia all’Ariete.113

 

▸ «L’intermediario, il messaggero, l’inviato», chiama Rudolf Steiner Michele, che nella nostra epoca, che è quella dell’apparizione eterica del Cristo, ha come suo compito di preparare l’umanità a questo evento «affinchè essa diventi atta a vivere l’impulso risvegliatore della coscienza del Cristo a partire dallo stato incosciente verso lo stato della coscienza». (O.O.152, 2.5.1913),

poiché ora

▸ «il Cristo deve trovare la sua esplicazione, la sua esperienza nell’umanità in quanto essere solare, per mezzo dello spirito solare Michele» (O.O.240, 21.8.1924).

▸ Egli è «un pioniere dello spirito solare» (O.O.174a, 3.12.1914),

▸ che «alla destra del Cristo Gesù», lo accompagna attraverso tutto il ciclo dell’anno, precedendo nella sua metà discendente il nuovo Spirito della Terra, mentre in quella ascendente Lo segue in senso inverso nelle lontananze del Cosmo, per ristorare nuovamente le sue forze, consumate nella lotta contro il drago (O.O. 223, 31.3.1923).

 

Nell’epoca attuale Michele è l’ispiratore di tutta la scienza antroposoficamente orientata o spirituale114, in quanto prima aurora ascendente del futuro Cristianesimo Cosmico.

Perciò Rudolf Steiner dice:

▸ «Comprendere Michele significa oggi trovare la strada verso il Logos, che il Cristo vive sulla Terra fra gli uomini» (O.O.26).

 

Poiché lo stesso Cristo invia presentemente all’umanità attraverso il suo Volto, lo Spirito del giorno Michele, la nuova Rivelazione spirituale. E di questo testimoniano le stesse parole del Cristo, quelle con cui si rivolge a tutti gli uomini della Terra per bocca del suo inviato terrestre, l’iniziato-guida cristiano del nostro tempo:

▸ «Io non mi sono rivelato a Voi soltanto nei giorni in cui i Vangeli furono scritti; attraverso il mio Spirito del Giorno, parlerò sempre dentro di voi, se voi cercherete il cammino che conduce a me». (O.O.194, 22.11.1919)

 

Tuttavia questo rapporto esclusivo dello Spirito di Michele con l’Essere del Cristo non si esaurisce ancora con quanto detto. E noi possiamo approfondire ancor più la comprensione di esso, se ci rammentiamo, ancora una volta, del fatto che, secondo i dati dell’indagine spirituale antroposoficamente orientata, le forze puramente stellari agiscono nel Cosmo delle Gerarchie «dall’alto verso il basso» soltanto fino agli Spiriti della Saggezza; poi ad esse si uniscono le forze planetarie che agiscono fino agli Spiriti della Forma; poi si uniscono le «forze lunari», che si estendono fino alla sfera di azione degli Arcangeli, ed infine, le «forze terrestri», che seguono ad esse, che impregnano già lo stesso divenire dell’umanità della Terra.

 

Nell’insieme abbiamo di conseguenza la correlazione seguente:115

Impulso stellare: fino agli Spiriti della Saggezza (♈-♍) Impulso stellare e planetario:

fino agli Spiriti della Forma (♈- ♏)

Impulso stellare, planetario e lunare:

fino agli Arcangeli (♈-♑)

Impulso stellare, planetario, lunare e terrestre: fino agli uomini (♈-♓)

 

L’ultimo grado citato di questa correlazione, come rappresentante superiore di tutta l’umanità, attraverso i cui involucri sulla Terra, nel corso di tre anni, agì l’intero Cosmo spirituale dodecadico dall’Ariete ai Pesci, fu Gesù di Nazareth dopo il Battesimo nel Giordano.

Perciò Rudolf Steiner dice di lui:

▸ «Il Cristo (Gesù) restò sempre sotto l’influsso dell’intero Cosmo. Egli non compì un passo senza che le forze cosmiche agissero in lui. Ecco ciò che accadeva in Gesù di Nazareth … Ciò poteva essere soltanto così che l’intero corpo del Gesù nathanico è rimasto influenzabile riguardo alla totalità delle forze delle Gerarchie spirituali-cosmiche che guidano la nostra Terra … l’intero Spirito del Cosmo agiva nell’interiorità del Cristo Gesù …» (O.O. 15, cap. III)

 

Dalla correlazione citata consegue che sul cammino che va dalla fonte più alta delle Sue forze nel Macrocosmo (Ariete) fino al Suo incarnarsi sulla Terra negli involucri di Gesù di Nazareth (Pesci) l’Entità del Cristo dovette traversare le porte dello Spirito della Saggezza, attraverso le porte dello Spirito della Forma e le porte dell’Arcangelo. Attraverso le prime il Cristo discese nella sfera solare (Vergine), attraverso le seconde Egli la lasciò (Scorpione), unendosi con la sfera dei pianeti e infine attraversando le terze Egli entrò direttamente nell’ambiente spirituale della Terra. (Capricorno).

 

Inoltre per l’Entità del Cristo,

• lo Spirito guida solare della Saggezza servì da primo portale;

• il più avanzato di tutti gli Elohim solari, Jahve, servì da secondo portale,

Jahve che, avendo trasferito il campo della sua attività dal Sole alla Luna,

aprì con questo al Cristo che si avvicinava alla Terra il cammino della sfera solare fino alla sfera della Luna.

• Infine il Cristo abbandonò la sfera stessa della Luna attraverso il portale

di un ben determinato essere della Gerarchia degli Arcangeli,

per poi, sfiorando la Gerarchia degli Angeli (O.O.152, 1.6.1914)

incarnarsi sulla Terra negli involucri dell’uomo Gesù di Nazareth.

 

L’Arcangelo che servì da portale per la discesa dell’Entità del Cristo nell’ambiente spirituale più vicino alla Terra è l’Arcangelo solare Michele lo Spirito più evoluto fra tutti gli esseri che appartengono alla Sua gerarchia, che già nell’antichità si era trovato in contatto diretto con lo Spirito della Saggezza da un lato, e con l’Eloah Jahve dall’altro, vale a dire con i due esseri gerarchici che presero parte più direttamente al processo di discesa dell’Entità del Cristo dalle altezze spirituali verso il basso, in direzione della Terra.

 

Da quello stesso momento, quando il Cristo attraverso la sfera degli Arcangeli (regione del Capricorno) discese sulla Terra, lo stesso Michele entrò sulla via del divenire da Volto di Jahve – Volto del Cristo.116

In tal modo come lo Spirito guida della Saggezza si rivelò, già nell’antichità, come volto dell’«Angelo mistico» e come Jahve fu il Volto del Cristo fino al Mistero del Golgota117 così agisce nella nostra epoca Michele come terzo Volto dell’Entità del Cristo.

 

• In quanto Volto dello Spirito della Saggezza (Sofìa)

Michele agiva nell’antica Grecia ed in tutti i misteri solari del mondo antico

• e in quanto Volto di Jahve (del Dio «Io sono l’IO sono») nell’antica cultura ebraica.

 

In epoca moderna, essendosi elevato al grado di Archai, ed essendo entrato in una relazione presente con la regione cosmica della Vergine, Michele ha compiuto contemporaneamente il suo cammino in cui diventa Volto del Cristo, avendo accolto attraverso il portale dello Spirito guida della Saggezza le forze dell’«Agnello mistico» fino alla regione superiore dell’Ariete.

 

Tuttavia Michele porta nel suo essere anche le influenze di altri esseri spirituali.

Nel linguaggio della simbologia occulta dei numeri possiamo esprimerlo nel modo seguente:

 

«1» – Michele, protettore dell’Anima nathanica e donatore nella nostra epoca

della nuova Rivelazione spirituale (del Cristo) all’umanità.

«3» – Michele, l’Arcangelo più evoluto nella cerchia degli altri Arcangeli.

«5» – Michele, volto di Jahve, ed insieme Arcangelo solare,

quale rappresentante delle forze spirituali dei 6 Elohim solari118.

«7» – Michele, Volto dello Spirito guida della Saggezza

e reggente delle forze della Sofia nell’evoluzione terrestre119

«12»- Michele, Volto del Cristo (dell’«Agnello mistico»).120

 

Tutto quanto è stato detto viene confermato anche dalle numerose dichiarazioni di Rudolf Steiner a proposito dell’essere cosmico di Michele. Così descrive una delle sue immaginazioni nel modo seguente:

▸ «Egli cammina attraverso il corso del tempo portando essenzialmente la Luce del Cosmo in quanto suo essere; modellando il Calore del Cosmo in quanto rivelatore del suo proprio essere; egli cammina, in quanto essere, come un mondo affermandosi soltanto in quanto afferma il mondo, come portando verso la Terra forze provenienti da tutti i luoghi dell’Universo.» (O.O. 26).

 

Possiamo comprendere queste parole soltanto dopo aver preso in considerazione, che in esse

• per «Luce del Cosmo» si intendono le forze della Sofia che lo compenetrano,

• mentre per Calore del Cosmo

si intendono le forze dell’Amore Cosmico del Cristo che lo vivificano121

«Egli cammina in quanto essere come un Mondo»

poiché la sua coscienza, in quanto coscienza del Michele-Cristo abbraccia, tutto il Cosmo delle Gerarchie, così che esso appare in grado di «portare verso la Terra delle forze provenienti da tutti i luoghi dell’Universo» – cioè dalle 12 regioni zodiacali – come nuova Rivelazione del Cristo Cosmico.

E ancora un’altra caratteristica di Michele:

▸ «Michele porta in sé tutte le forze originarie dei suoi dei e quelle dell’uomo». (O.O.26).

 

Tornando alla «Scienza Occulta» vi troviamo: i creatori della Gerarchia degli Arcangeli sull’antico Sole furono gli Spiriti della Saggezza, così come i creatori dell’uomo sulla Terra sono gli Elohim o Spiriti della Forma. In tal modo nelle parole che abbiamo riportato si menziona il fatto che Michele porta in sè le forze dei sette Spiriti guida della Forma, i creatori dell’uomo(1), e le forze degli Spiriti della Saggezza in quanto Volto del loro Rappresentante guida.

 

«Michele è lo Spirito della Forza» (O.O. 194, 22.11.1919).

 

La sua forza, però, risiede non nella affermazione di se stesso, ma nel pieno dono di sè al Cristo Cosmico. Perciò egli è invincibile; per questo egli sempre e su tutti i piani dell’esistenza universale calpesta il drago: sia l’avversario luciferico, arimanico o asurico. Poiché egli agisce nel mondo non soltanto come Michele, cioè come un determinato essere spirituale appartenente ad un determinato grado gerarchico, ma come Michele-Cristo come Volto dello Spirito centrale di tutto il nostro Cosmo.

Ne consegue che Michele nella nostra epoca è l’essere delle Gerarchie più vicino all’umanità e attraverso di lui si rivelano tutte le altre gerarchie e operano le forze delle sfere spirituali che sono al di sopra di esse, che hanno il loro riflesso soltanto nelle regioni zodiacali superiori del Toro e dell’Ariete (vedi cap. 1 parte 1).

 

Già su certe icone dell’antica Russia Michele è spesso rappresentato come il Capo di tutte le milizie celesti e come Rappresentante scelto da loro nei confronti dell’umanità.

Anche Rudolf Steiner indica Michele come lo spirito delle Gerarchie il cui essere è «una espressione del Cosmo», «una espressione dell’essenza universale», «uno specchio del Cosmo» (O.O.26).

 

Poiché ciò che Michele regge nell’Universo – l’intelligenza cosmica – altro non è se non, secondo le parole di Rudolf Steiner, ▸ «le reciproche regole di condotta delle Gerarchie superiori. Ciò che esse fanno, il modo in cui esse si comportano le une verso le altre, il modo in cui sono le une verso le altre, ciò è l’intelligenza cosmica». (O.O.137, 8.8.1924).

 

• Così Michele nella nostra epoca è un ispiratore superiore di tutto l’insegnamento antroposofico a proposito delle Gerarchie, poiché egli non soltanto porta in sé, ma esprime con tutto il suo essere il segreto delle loro azioni cosmiche reciproche, i rapporti delle une nei confronti delle altre, e le loro azioni, volte a servire lo Spirito Cosmico del Logos- Cristo.

 

Tutto quanto è stato detto in questo capitolo a proposito della relazione del tutto particolare di Michele con l’Entità del Cristo, può essere esaminato non soltanto sotto l’aspetto «spirituale-spaziale», come è stato fatto prima, ma anche sotto l’aspetto «spirituale-temporale». Un tale nuovo punto di vista sull’attività spirituale di Michele nel nostro Cosmo, può rispondere ugualmente ad una domanda che sorge davanti a noi: da dove proviene questo legame esclusivo di Michele con l’Entità del Cristo, che si esprime nel fatto che, già fin dall’inizio dell’Eone della Terra, egli vi apparve come un Arcangelo solare o, il che è lo stesso, un Arcangelo del Cristo?

 

Poiché Michele ci si presenta in quanto tale fin dall’inizio dell’Eone terrestre dobbiamo cercare le fonti del grado di evoluzione da lui raggiunto a quel tempo nelle incarnazioni passate del nostro pianeta, e precisamente al tempo dell’antico Sole, sul quale gli esseri ora appartenenti alla Gerarchia degli Arcangeli passavano il loro stadio «umano» di evoluzione.

 

Soltanto un simile sguardo sullo stato dell’antico Sole può avvicinarci alla scoperta del segreto delle fonti originarie della relazione esclusiva di Michele con l’Entità del Cristo che abbiamo descritto, un mistero che possiamo esprimere approssimativamente nelle parole seguenti: al tempo dell’antico Sole l’Arcangelo Michele, che era allora il rappresentante guida «dell’umanità solare», si trovava, nei confronti dell’Entità del Cristo, nello stesso rapporto nel quale stava nei Suoi confronti sulla Terra Gesù di Nazareth durante gli avvenimenti di Palestina.

 

Ciò che Gesù di Nazareth (l’Anima nathanica) divenne per l’umanità terrestre alla Svolta dei tempi, quello divenne per «l’umanità antico-solare» – sebbene, naturalmente, in condizioni del tutto diverse, – quell’Entità che, nell’Eone terrestre, quando il Sole stesso si elevò dal grado di esistenza planetaria al grado di esistenza stellare, vi divenne l’Arcangelo guida che ha agito poi nell’evoluzione dell’umanità terrestre col nome di Michele.122

 

«L’iniziato degli iniziati», chiamò una volta Rudolf Steiner «il Gesù che ha portato in sé il Cristo» (O.O. 53, 16.3.1905). Per parlare con il linguaggio terrestre, la stessa cosa si potrebbe dire sulla posizione di Michele sull’antico Sole, che gli consentì di divenire fin dall’inizio dell’Eone terrestre l’Arcangelo guida solare e rinviato del Cristo Cosmico.123

 

Ora può divenire più comprensibile anche tutta la differenza tra Michele, in quanto rappresentante dell’intelligenza solare e tutti gli altri Arcangeli guida, che reggono l’intelligenza planetaria. Questi ultimi estendono «presentemente» la sfera della propria influenza solo fino alla Bilancia dello Zodiaco o, il che è lo stesso, fino agli Spiriti del Movimento che agiscono nel mondo dei pianeti: l’Arcangelo di Mercurio fino allo Spirito del Movimento di Mercurio, l’Arcangelo di Marte fino allo Spirito del Movimento del pianeta Marte, ecc.124 Per contro il loro legame con il Cosmo stellare, ed innanzitutto con le forze degli Spiriti della Saggezza che lo rappresentano, si realizza solo come «ricordo» dell’esistenza dell’antico Sole, quando ancora lo stesso Sole era non una stella, ma un pianeta.

 

In altre parole, a differenza di Michele, tutti gli Arcangeli ricordati, come rappresentanti dell’intelligenza planetaria, sono contemporaneamente limitati da quella esistenza planetaria alla quale essi appartengono e il cui risultato è che non godono di un accesso diretto alla Saggezza stellare.125

 

Proprio lo stato di cose da noi caratterizzato può illuminare da un nuovo punto di vista tutto il significato dell’opposizione nel nostro Cosmo, descritta da Rudolf Steiner, fra l’Intelligenza solare (Michele) e quella planetaria (gli altri sei Arcangeli). In particolare, già in epoca postcristiana, questa opposizione raggiunge la massima tensione, si potrebbe dire perfino il suo culmine massimo, che fu provocato dal principale «oppositore» di Michele nel coro degli Arcangeli, l’Arcangelo di Saturno, Orifiele.126 Infatti, in opposizione a Michele, Orifiele vuole limitarsi agli impulsi planetari, che si elevano fino agli Spiriti del Movimento, il che significa che egli vuole attingere i suoi impulsi soltanto dallo Zodiaco «oscuro» o «notturno», ove regnano le leggi «della ferrea necessità» (come regnavano in tutta l’evoluzione terrestre prima del Mistero del Golgota), e ricevere gli impulsi stellari soltanto dal passato cosmico del nostro Cosmo, dai ricordi dell’antica esistenza solare.

 

Al contrario, Michele-Cristo vuole ora condurre l’umanità oltre i limiti del mondo planetario, verso l’unione con tutto il Cosmo stellare, verso la percezione presente dei suoi impulsi direttamente dalla sfera degli Spiriti della Saggezza o dalla sfera della Sofia e, attraverso essa, verso l’unione cosciente con le forze dell’«Agnello mistico», rappresentate nel nostro Cosmo dalle sette regioni «luminose» o «diurne» dello Zodiaco.

 

Orifiele vuole condurre l’umanità indietro, verso la piena sottomissione alla necessità cosmica quale in passato fu rappresentata dal Dio Jahve; Michele, invece, vuole condurre l’umanità all’attività creatrice propria, a partire dall’esperienza interiore della libertà in senso veramente cristiano127, in quella sfera stellare del nostro Cosmo, dove l’uomo, impadronendosi delle forze della Bilancia dello Zodiaco a partire dalle forze dell’Uomo Spirito (Vergine), potrà diventare un essere «che irradierà qualcosa, che passa dallo stato del tempo allo stato della durata, di Eternità.» (O.O. 102, 27.1.1908).

 

In modo particolarmente significativo Rudolf Steiner parla di ciò nella conferenza del 1 agosto 1924 (O.O. 237). In essa egli testimonia del fatto che nel cerchio degli altri Arcangeli, che per così dire si rassegnarono al distacco dell’umanità dai mondi Spirituali, come risultato dell’azione delle forze di Lucifero ed Arimane,

▸ «unico e solo, Michele è colui che giustamente non volle … cedere» e che difende il punto di vista: «gli uomini possono elevarsi fino alla divinità», essi possono pervenire 138 «ad afferrare il divino sulla Terra in una forma pura (senza peccato)».128

«L’uomo non può!» questo era il punto di vista degli altri sei Arcangeli.

 

E a questo punto di vista si contrappone ora nel nostro Cosmo Michele, che, in base alle parole di Rudolf Steiner «protestò nel modo più vivo contro la caduta dell’uomo». Proprio questa fede nell’umanità, nel fatto che essa «può tuttavia elevarsi alla Divinità», è la testimonianza diretta del Suo legame con tutto il Cosmo stellare in contrapposizione agli altri Arcangeli, che desideravano restare soltanto nella sfera di azione dell’intelligenza planetaria. In quanto «visione immensamente sublime», in quanto «qualcosa di sbalorditivamente grandioso», Rudolf Steiner caratterizza la sopra descritta contrapposizione di Michele ai sei altri Arcangeli ed in particolare all’Arcangelo di Saturno – Orifiele.

Anche i nomi stessi di questi due Esseri spirituali testimoniano di tutta la diversità della loro attività spirituale nel nostro Cosmo.

 

Nella traduzione dall’antico ebraico «Orifiele» significa «la mia nuca (è) Dio». Poiché Orifiele, col suo volto è completamente girato verso il mondo planetario (verso il passato), mentre percepisce l’azione degli Spiriti stellari della Saggezza solo come «ricordo» dello stato di antico Sole attraversato dalla Terra; egli non è legato alla loro attività nel presente, così che di lui si può dire in verità: per lui Dio (le Gerarchie Stellari), agisce soltanto «da dietro», nella sua «nuca», cioè attraverso le forze della memoria.129

 

All’opposto di Orifiele, Michele è rivolto verso Dio (le Gerarchie stellari) con il suo «Volto». Egli non soltanto ricorda il passato, ma innanzitutto pone continuamente interrogativi sull’azione delle forze divine nel presente.

Nella traduzione dall’antico ebraico il nome «Michele» significa «Chi (è) come Dio?». In altre parole Dio si trova sempre davanti a lui ed egli Lo contempla continuamente, trovando in questa contemplazione l’elemento vitale della sua esistenza cosmica. La contemplazione di Dio «nel presente» porta con sé i semi e lo scopo di tutta l’evoluzione futura del mondo e dell’umanità. Perciò, a differenza di Orifiele, costantemente rivolto al passato, Michele, con tutto il suo essere è rivolto al futuro, al divenire, verso i divini scopi di tutta l’evoluzione universale.

«Dove le eterne mete degli Dei Luce di Essere Universale All’Io proprio Per il suo libero volere, Donano».

 

• In queste parole della terza parte, la parte «micheliana», della Meditazione della Pietra di fondazione,130 si rivela l’essenza stessa della missione universale di Michele, come personificazione delle «eterne mete degli Dei» e come intermediario fra essi e l’umanità.

 

È decisivo nella nostra epoca il rapporto dell’umanità con la Rivelazione di Michele. Poiché se i suoi impulsi nella presente epoca della sua reggenza non saranno accolti da un numero sufficientemente grande di anime, allora l’umanità nella successiva epoca del regno di Orifiele – che inizierà all’incirca intorno al 2400 – correrà come non mai il pericolo di soccombere al «paganesimo spirituale», di rivolgersi completamente alla vita planetaria che esclude qualsiasi libertà individuale e di respingere l’impulso stellare superiore portato sulla Terra dal Cristo e ora rappresentato da Michele, la possibilità cioè di una libera creazione cosmica.

 

Nei mondi superiori soltanto Michele, l’unico fra tutti gli Arcangeli guida, ha conservato con pienezza la fede nell’umanità terrestre. Poiché per lui essa è una incontrovertibile conseguenza del suo Servizio votato all’Essere cosmico del Cristo, che ha delegato a lui i suoi destini celesti come risultato del Mistero del Golgota.

 

Perciò nel nostro tempo la fedeltà all’Impulso di Michele, come esso ora appare sulla Terra nella scienza dello spirito antroposoficamente orientata, non è altro che la fedeltà all’impulso del Cristo stesso, nella forma in cui vuole agire nell’umanità proprio nell’epoca moderna. Ma le forze per compiere ciò che è giusto e il coraggio di guardare apertamente e intrepidamente oltre le forze dal potere sempre crescente che si oppongono alla vera evoluzione dell’umanità, devono essere rafforzate in noi a partire dalle forze e dal coraggio di Michele, che sempre e in tutte le sfere della sua attività cosmica calpesta il drago, poiché nella battaglia ingaggiata con lui egli non rappresenta se stesso, ma tutto il Cosmo delle Gerarchie, esprimendo in questa battaglia non la sua volontà, ma la Volontà di Colui, di cui è il Volto nell’Universo.

 

 


 

Note tra parentesi:

(1) – In quanto Arcangelo Solare, Michele è legalo ai sei Elohim sul Sole, mentre col settimo ha un legame per via della sua attività nell’umanità, in quanto Volto di Jahvè.

 

Note:

105. Per questo già nell’antica Babilonia, per via della conoscenza di questo profondo Mistero, Marduk-Michele era considerato il figlio della Sofia (O.O. 243, 11.8.1924).

106. Fino a che l’Intelligenza cosmica non discese sulla Terra, Michele la diresse nelle regioni zodiacali che vanno dalla Vergine al Capricorno.

107. Per questo motivo nella «Immaginazione di Michele», data da Rudolf Steiner alla fine del suo ultimo discorso, il 28.9.1924 (O.O. 238), egli parla «dell’epoca universale dell’Uomo-Spirituale», mentre negli abbozzi preparatori di questa meditazione si trovano ancora le seguenti parole:

«Egli annuncerà con seria Volontà

l’epoca nuova, luminosa,

come l’epoca del regno-dell’Uomo-Spirito».

Tuttavia dietro le parole qui riportate si cela un Mistero ancora più profondo. Poiché esse accennano non soltanto al principio dell’«Uomo-Spirito», raggiunto dallo stesso Michele come risultato della sua ascesa al rango di Archai, ma anche a quella relazione del tutto particolare che egli, come «Archai solare, acquisì grazie a questo fatto con l’Uomo-Spirito del Cristo, lasciato da Lui sul Sole, quando prese il cammino della discesa verso la Terra (O.O. 240, 27.8.1924). Vedi a questo proposito maggiori dettagli in «Il ciclo dell’anno come cammino di iniziazione all’esperienza dell’Essere del Cristo», parte XII, capitolo «L’immaginazione del Cristo eterico».

108. In certo qual senso un tale rapporto «presente» di Michele con gli Spiriti della Saggezza ebbe luogo ogni volta durante i periodi della sua reggenza sull’umanità, tuttavia finora mai nella misura in cui avviene nel periodo attuale della sua reggenza, la prima dopo il Mistero del Golgota. Il motivo di ciò risiede nel fatto che se prima Michele si era elevato al regno di Spirito del Tempo (Archai) soltanto nel corso della sua guida dell’umanità, alle soglie della sua guida presente la sua ascesa divenne definitiva. Quest’ultima cosa è confermata dal fatto che dal 1879 il posto di Michele fra le file degli Arcangeli è occupato da un altro essere, che ha raggiunto il grado di Arcangelo (O.O. 152, 18 e 20.5.1913).

109. Essendosi elevato al rango di Archai, Michele acquisisce anche un rapporto del tutto nuovo non soltanto con gli Spiriti della Saggezza, ma anche con gli Spiriti della Volontà. Da qui gli elementi del coraggio e della volontà nella sua deputazione (Vedi per esempio O.O. 223,1 e 2.4.1923). In relazione alla guida dell’umanità la Gerarchia delle Archai è l’intermediario fra esse e le forze del Padre cosmico (O.O. 175,20.2.1917), inserite nella nostra evoluzione dai Troni o Spiriti della Volontà ancora ai tempi dell’antico Saturno.

110. Rudolf Steiner ne parla nei seguenti termini: «Ciononostante molti uomini riconosceranno ciò che inizia ora ad alzarsi come un’aurora, che durante i secoli a venire si effonderà nelle anime umane come un sole, poiché Michele può sempre essere paragonato ad un Sole. E se pure molti uomini non riconoscessero questa nuova rivelazione di Michele, ciononostante essa si diffonderà sull’umanità (O.O. 152, 2.5.1913). A questa percezione, da parte di un numero quanto più possibile grande di uomini, della «Luce del giorno» spirituale, inviata ora all’umanità da Michele, è legata la possibilità di fondare in futuro nell’umanità la vera festa di Michele, della quale Rudolf Steiner parla più volte. Poiché «… il richiamo alla festa di Michele è il richiamo verso la Luce dello Spirito del giorno» (O.O. 223, 30.9.1923).

111. Con l’aspetto «stellare» del Sole Michele era veramente legato anche nel passato, ma indirettamente, attraverso le Gerarchie più elevate al di sopra di lui e attraverso di lui attive.

112. Ciò che Michele riceve nella Vergine, come superiore Rivelazione, è completamente differente da quel che riceve dalla regione della Vergine Manu, come è descritto nel cap. I della parte II della presente opera. Poiché Manu si trova su un gradino di evoluzione, sebbene abbia di gran lunga superato quello umano, che è ancora inferiore a quello di Angelo, tanto più dunque inferiore al gradino di Arcangelo o Archai. In tal modo quelle esperienze ed il vissuto che Manu può ricevere dalla regione zodiacale della Vergine, sono completamente diversi da quelli che da questa stessa regione può trarre per esempio un Arcangelo o un Archai.

113. Nel suo ultimo discorso (28.9.1924) Rudolf Steiner parla della necessità di «trasformare il Logos dell’Universo in Logos dell’Umanità» attraverso la forza dell’impulso di Michele. Questa indicazione si può comprendere se consideriamo che l’uomo, con i suoi sette principali arti costitutivi, si inscrive nello Zodiaco fino alla Vergine (vedi schema pag. 51). Con questa sfera di azione del «Logos dell’Umanità», penetrando ancora soltanto nella Vergine e in parte nella Bilancia, entra in contatto la sfera cosmica del «Logos dell’Universo» esteso al di sopra di essa o la sfera dell’Agnello mistico». Al confine fra i due, impersonificando il passaggio dalla regione della Bilancia a quella della Vergine (vedi contenuto del 3° capitolo), agisce Michele, donando ora all’umanità le forze per realizzare la trasformazione in questione.

114. Rudolf Steiner parla della «cognizione spirituale», in quanto «dono di Michele» nella conferenza del 2.5.1913 (O.O. 152).

115. Vedi O.O.135, 10 e 13.4.1912 e pag. 62 e seguito).

116. Esprimendo i gradini della discesa, che l’Essere del Cristo percorre attraverso il Macrocosmo nel linguaggio della simbologia occulta dei numeri, si può attribuire allo Spirito solare della Saggezza il numero 7 (il numero della Sofia), a Jahve il numero 5 (il numero dell’Io superiore) e a Michele il numero 3. Di Michele in quanto protettore della «Triade», Rudolf Steiner parla, per esempio nella conferenza del 2.4.1923 (O.O.223) e nella conferenza del 21.11.1919 (O.O.194).

117. Le espressioni «Jehova-Cristo» e «Cristo-Jehova» in rapporto all’evoluzione precristiana sono usate da Rudolf Steiner nella conferenza del 2.5.1913 (O.O.152). Per la caratteristica spirituale del nostro tempo egli parla di «Michele-Cristo» (O.O.26).

118. Su sei Elohim solari vedi O.O.103, 20.5.1908 e O.O.121, 12.6.1910.

119. Nel capitolo precedente a proposito dell’aspetto cosmico dell’essere Sofia si parlava anche dell’ultimo Manu come guida delle forze della Sofia nell’umanità. Da quanto detto in tal modo si pone in risalto il profondo legame, che esiste fra l’ultimo Manu e l’Arcangelo Michele. Questo legame viene

220 confermato anche dall’indicazione successiva di Rudolf Steiner. Nelle sue parole, l’azione reciproca dei sette antichi oracoli dell’Atlantide e delle sfere planetarie che li ispiravano, si realizzava grazie al fatto che i corpi eterici degli iniziati-guida degli oracoli erano impregnati delle forze degli Arcangeli dei corrispondenti pianeti. Rudolf Steiner testimonia di questo mistero con le parole seguenti: «Vi è una differenza considerevole fra un corpo eterico come lo avevano questi iniziati degli oracoli atlantici, e che era impregnato da un Arcangelo, ed un corpo eterico ordinario … Essi (i corpi eterici delle guide dei sette oracoli d’Atlantide) erano anche originariamente tessuti per il fatto che in questi corpi eterici avevano abitato degli Arcangeli» (O.O. 110, 16.4.1909). Ma questo significa che, per esempio, il corpo eterico dell’iniziato guida dell’oracolo di Giove era impregnato dalle forze dell’Arcangelo Zachariele, il corpo eterico dell’iniziato di Marte dalle forze dell’Arcangelo Samaele ecc., mentre il corpo eterico dell’iniziato più elevato dell’Atlantide e, contemporaneamente, guida del suo oracolo Solare centrale, era impregnato delle forze dello stesso Arcangelo solare Michele.

120. Sul significato occulto della sequenza numerica 1.3.5.7.12 vedi capitolo 2.

121. Confrontare con quanto è stato detto a pag. 130-131, e cioè; che nella nostra epoca Michele dona all’anima dell’uomo, prima della sua nascita sulla Terra, la Luce spirituale della conoscenza (cioè la Luce della Sofia), ed il Cristo, che sta dietro di lui, la sostanza dell’Amore.

122. Questo legame iniziale di Michele con il Sole è descritto nelle seguenti parole altamente significative di Rudolf Steiner: «E le Entità spirituali più essenziali che irradiano per cosi dire lo spirituale … a partire dal Sole, come irradia fisicamente o etericamente la luce solare, si raggruppano tutte intorno ad un certo Essere che noi… possiamo definire come l’Essere-Michele. Michele agisce dal sole. E ciò che il Sole ha da donare spiritualmente al mondo, si può anche chiamare: ciò che Michele con i suoi ha da donare al mondo» (O.O. 243, 18.8.1924).

123. Da qui diventa comprensibile anche tutta l’attività di Michele nel mondo spirituale come protettore spirituale dell’Anima nathanica fino al suo incarnarsi sulla Terra alla Svolta dei tempi. Vedi a questa proposito maggiori dettagli in: «Il ciclo dell’anno come cammino di iniziazione all’esperienza dell’Essere del Cristo», capitolo «Michele e l’anima nathanica».

124. Vedi anche nota 112.

125. Se i sei Arcangeli planetari cercano malgrado tutto di trovare un accesso alla Saggezza stellare, ma realizzano ciò «evitando il Sole», essi non possono farlo che aggirando la sfera del Cristo, cioè in modo luciferico. Essi non diventano per questo esseri luciferici, ma agiscono allora nel Cosmo per così dire in modo luciferico (vedi nota 121).

126. Rudolf Steiner parla di ciò ne! modo seguente: «Elettivamente, sotto la guida di Orifiele avvenne questa emancipazione dell’intelligenza planetaria dall’intelligenza solare. Si trattò di una separazione completa delle potenze universali che fino ad allora avevano proceduto insieme. L’intelligenza solare di Michele e le intelligenze planetarie giunsero, poco a poco, ad una opposizione cosmica reciproca (O.O.237, 8.8.1924). Questo significa che gli Arcangeli-guida dei pianeti, emancipatisi dall’intelligenza solare, si sono allontanati contemporaneamente anche dalla sfera cosmica del Cristo. Ciò che avvenne in seguito nel nostro sistema solare è un determinato grado di luciferizzazione dell’intelligenza planetaria le conseguenze della quale si percepiscono sempre di più in basso sulla terra negli eventi catastrofici del nostro tempo.

127. Sui rapporti della libertà umana con l’impulso del Cristo Rudolf Steiner parla nei termini seguenti: «Dobbiamo il fatto di essere liberi ad un atto di amore divino. Così noi abbiamo il diritto, come uomini, di sentirci esseri liberi, ma non abbiamo tuttavia il diritto di dimenticare che noi dobbiamo ringraziare di questa libertà l’atto d’amore del Dio». E più oltre: «Gli uomini non dovrebbero poter afferrare l’idea di libertà senza l’idea della redenzione del Cristo. Poiché soltanto allora l’idea della libertà è giustificata» (O.O. 131, 14.10.1911). E in una conferenza più tarda, caratterizzando Michele, egli annota: «Michele sarà l’effettivo eroe spirituale della Libertà» (O.O.233,13.1.1924), e in questa sua posizione profondamele si esprime anche per la nostra epoca la sua attività nell’umanità in quanto «Volto del Cristo».

128. In relazione a ciò un significato particolare assume il compito centrale dell’Antroposofia nel nostro tempo, proveniente direttamente dalla sfera di Michele, che Rudolf Steiner formulò nelle sue conferenze del 1923 come «vittoria riportata sulla caduta originale intellettuale attraverso l’elezione spirituale dal peccato» (O.O.220).

129. Da qui deriva anche il legame di Orifiele con il pianeta Saturno, che è portatore della memoria del nostro sistema solare (O.O.231, 17.11.1923).

130. Vedi «Rudolf Steiner e i Misteri fondamentali del nostro tempo», capitolo «Meditazione sulla Pietra di fondazione».

 

 

By | 2018-11-30T12:09:13+01:00 Novembre 30th, 2018|GOETHEANUM|Commenti disabilitati su 02 – L’ASPETTO COSMICO DELL’ESSERE MICHELE