02 – LO SVILUPPO DELLA CELESTE SOFIA

Lo sviluppo della celeste Sofia

La celeste Sofia e l’essere Antroposofia


 

Vi sono anzitutto due aspetti essenziali da considerare

in merito all’azione della celeste Sofia nel periodo dell’antico Sole.

 

• In primo luogo, dalla continua e comune azione di due sue parti costitutive polari, una superiore e una inferiore, rappresentate dagli Spiriti della saggezza e dagli Spiriti del fuoco (arcangeli), nasce in essa la luce quale portatrice e manifestazione esteriore della sostanza della saggezza che si cela in essa.

Qui tuttavia non si tratta ancora della luce visibile in senso fisico che abbiamo sulla Terra, ma di una luce che si avvicina maggiormente a ciò che può essere definita luce di coscienza, la quale risveglia la vita interiore dell’uomo all’azione cosciente.

 

Le parole che Rudolf Steiner dà ai suoi allievi quale contenuto meditativo: «La saggezza del mondo risplende nella luce»20 (e secondo le sue parole il lavoro interiore con tale contenuto ci conduce alla seguente esperienza: «Ci sentiamo ispirati dall’emanazione della saggezza») ci portano entro il mistero dell’azione della Sofia nel nostro cosmo.

• Così, un aspetto di questa azione consiste nel risveglio di una nuova e più elevata luce di coscienza; è ciò che avviene attraverso la Sofia, entro la sfera di coscienza di tutti gli esseri che possiedono o che cercano un tale legame con essa. In tal modo questo aspetto della sua azione è più affine ai processi che si svolgono nel tempo.

 

• Il secondo aspetto riguarda l’azione della Sofia non rivolta alla vita interiore degli esseri che ne fanno parte, bensì rivolto alla conformazione del cosmo esteriore. Attraverso questa azione la Sofia crea lo spazio dalla corrente del tempo cosmico.

 

La nascita dello spazio, non come astrazione geometrica quale l’intendiamo oggi,

bensì quale essere vivente fin dall’origine,

è il secondo importante aspetto dell’azione della Sofia.

Infatti solo questo secondo aspetto della sua azione

ha reso possibile la conformazione esteriore del nostro cosmo

nella forma che rappresenta il fondamento della libertà umana.

 

Il mondo, che altrimenti sarebbe rimasto nella corrente del mero tempo (spirituale) quale oggi ci appare soltanto dopo la morte o nel sonno privo di sogni, ricevette così dalla Sofia la propria esistenza spaziale e con ciò la possibilità di manifestarsi e di apparire nella molteplicità delle forme spaziali esteriori; soltanto nella trasformazione e nella graduale spiritualizzazione di queste forme l’uomo raggiungerà in futuro la sua vera destinazione.

• La conformazione dello spazio da parte della Sofia iniziò nell’epoca dell’antico Sole e proseguì nell’epoca lunare e nell’epoca terrestre; durante quest’ultima la sua sorgente e punto focale è rappresentato dal Sole, il quale costituisce anche la principale sfera d’azione della seconda gerarchia, e cioè di kyriotetes, dynamis ed exusiai (Spiriti della saggezza, del movimento e della forma).21

 

Rudolf Steiner nelle sue conferenze osservò più volte che il Sole per propria natura interiore

non appartiene al mondo dello spazio, ma a quello del mero tempo,

e ancor più che il Sole con la propria vita interiore

non dimora soltanto al di fuori dello spazio, bensì addirittura lo genera.

 

• Questa constatazione scientifico-spirituale,

per cui l’attuale Sole non irradia soltanto la luce(4) ma anche lo spazio,

è uno dei risultati più importanti dell’indagine scientifico-spirituale.23

 

Questa capacità di diffondere non soltanto la luce ma anche lo spazio, che ha consentito la creazione e la guida dell’intero sistema solare, il Sole potè acquisirla solo grazie alla propria lunga evoluzione, innalzandosi a poco a poco nel proprio sviluppo o per meglio dire, nell’evoluzione dei suoi esseri (solari) più elevati, dal grado planetario in cui si trovava durante l’antica epoca solare, al grado di stella fissa,24 che consentì di effondere all’esterno ciò che prima si trovava soltanto all’interno.

 

Poiché in questo lavoro non possiamo approfondire l’osservazione del processo evolutivo del Sole da pianeta a stella fissa, attraverso le tre epoche consecutive della sua esistenza cosmica, l’epoca dell’antico Sole, dell’antica Luna e della Terra, vogliamo occuparci soltanto di alcuni aspetti inerenti all’evoluzione dell’essere cosmico della Sofia, seguendo il nostro tema vero e proprio.

Come abbiamo visto uno dei suoi compiti principali sull’antico Sole fu la creazione della luce quale essere vivente spirituale, in un primo momento ancora quale medium completamente soprasensibile, al servizio della rivelazione della sostanza della saggezza cosmica verso l’esterno.

 

Totalmente diverso fu il suo compito nell’eone dell’antica Luna, quando avvenne la separazione del pianeta lunare dal Sole, il quale a poco a poco ascese al grado di stella fissa. In conseguenza di questa separazione il pianeta lunare e gli esseri che lo abitavano furono privati dell’afflusso delle forze vitali necessarie per la loro ulteriore evoluzione.

Per superare questa difficoltà gli esseri rimasti sul Sole generarono le parti costitutive della celeste Sofia, che possiamo definire un’ideale anima del Sole(5) o il suo nuovo involucro animico, diventando così per il pianeta lunare la sorgente delle forze vitali che ne vivificarono l’esistenza globale.

 

Quest’anima del Sole creata dalla Sofia era al contempo un’espressione del secondo grado evolutivo del Sole nel suo cammino da pianeta a stella fissa.

Così

• nell’eone dell’antico Sole abbiamo la nascita della luce,

• nell’eone lunare la vita autosufficiente del Sole

• e sulla Terra il principio dell’amore.25

 

Quest’ultimo fu creato dalla Sofia durante l’eone terrestre, nuovamente sul Sole che si stava separando dalla Terra, in opposizione alle forze di morte, le quali penetrarono nel mondo terreno mentre la Terra si condensava fino alla solidificazione minerale. Questo amore emanato dal Sole si rivelò quale manifestazione del suo più intimo involucro spirituale che intanto si andava formando.

 

Di conseguenza il Sole nell’eone terrestre si elevò al grado di stella fissa,

apparendo nel nostro cosmo come un essere costituito da tre involucri creati dalla Sofia:

un corpo di luce che colma l’intero universo di correnti di luce,

un’anima solare che custodisce in sé l’archetipo cosmico della vita,

• e uno spirito solare portatore delle forze dell’amore che vince la morte,

che si rivela esteriormente ogni primavera nella natura terrestre.

• Questi tre involucri dovrebbero servire quali involucri celesti per il Logos solare, l’io spirituale del Sole, il Cristo.

 

La conoscenza di questo mistero del triplice Sole quale triplice veste del Cristo cosmico, che un tempo costituiva uno degli insegnamenti centrali di molti misteri precristiani, si spense definitivamente soltanto nel IV secolo d.C., perpetuandosi solo nella confraternita degli iniziati del Santo Graal e più tardi nelle piccole cerchie dei veri rosicruciani.26

 

Abbiamo considerato l’ascesa del Sole da pianeta a stella fissa dal punto di vista della partecipazione dell’essere Sofia. Contemporaneamente anche quest’ultima ha subìto un’ulteriore evoluzione, collegata a un ampliamento del proprio campo di azione sia verso ‘l’alto’, cioè in direzione delle entità gerarchiche maggiormente evolute, sia verso ‘il basso’ comprendendo nel proprio essere, e cioè nel proprio campo d’azione, tutte le nuove categorie degli esseri in via di sviluppo.

Ma in che cosa consiste l’evoluzione della celeste Sofia nel corso degli eoni dell’antico Sole, dell’antica Luna e della Terra? Vogliamo dapprima osservare l’evoluzione verso ‘l’alto’.

 

Come abbiamo visto, la categoria più elevata degli spiriti appartenenti direttamente all’essere-Sofia, quella degli Spiriti della saggezza, potè accedere alla creazione dell’esistenza dell’antico Sole soltanto grazie alla visione del sacrificio compiuto dai troni sull’antico Saturno. In modo simile, gli Spiriti del movimento appartenenti all’essere della Sofia sull’antica Luna, poterono diventare guide dell’evoluzione dell’antica Luna soltanto innalzandosi alla visione della relativa azione dei cherubini nel cosmo delle stelle fisse.27 Infine durante l’eone terrestre, quelli che ne furono i creatori e le guide spirituali, vale a dire gli Spiriti della forma (gli elohim della Bibbia), si innalzarono alla visione dell’azione stellare della più elevata gerarchia » spirituale, i serafini. Così la Sofia in virtù del legame con i cherubini o Spiriti dell’armonia, potè colmare l’intero cosmo dell’antica Luna con l’elemento della saggezza, che anche oggi troviamo ovunque in natura; tuttavia in virtù del legame costituitosi nell’epoca terrestre con i serafini o Spiriti dell’amore universale, la Sofia può lavorare alla trasformazione di questo cosmo di saggezza in cosmo d’amore, vale a dire dell’eone terrestre nel futuro eone di Giove.28

 

Tutto ciò si può illustrare anche nel seguente modo:

• così come l’uomo dal suo io innalza lo sguardo verso i gradi superiori della propria evoluzione, rappresentati dalle parti costitutive spirituali del proprio essere, il sé spirituale, lo spirito vitale e l’uomo spirito,

• così la celeste Sofia guarda al suo più alto ideale, alla prossima possibilità, di unirsi completamente con le entità della prima gerarchia, i troni, i cherubini e i serafini nel corso dei futuri eoni di Giove, Venere e Vulcano.

 

Nel periodo dell’eone terrestre la Sofia accoglie nel proprio essere soltanto la rivelazione di queste sublimi entità che esplicano la funzione di mediatori tra lei e la massima divinità esistente oltre le gerarchie, quella che nel cristianesimo viene chiamata la Trinità di Padre, Figlio (Logos) e Spirito.

 

Così possiamo dire che la celeste Sofia possiede sia una vita esteriore, sia una vita interiore. Nella prima si rivolge all’umanità ‘verso il basso’, le rivolge in certo qual modo il suo volto cosmico. In questo caso l’uomo può ricevere rivelazioni da tutte le entità gerarchiche appartenenti direttamente al regno della celeste Sofia, iniziando dagli angeli fino alle sue più elevate parti costitutive, rappresentate dagli Spiriti della saggezza.

 

Un ulteriore motivo per cui l’uomo nel suo odierno ciclo evolutivo può percepire soltanto queste sei categorie gerarchiche di spiriti appartenenti alla celeste Sofia, sta nel fatto che queste nel loro complesso portano in sé tutte le parti costitutive affini alle diverse parti costitutive dell’essere umano. Così la parte costitutiva più bassa degli angeli è il corpo eterico, quella degli arcangeli il corpo astrale, quella delle archai ciò che nell’uomo corrisponde all’io (perciò vengono denominati anche Spiriti della personalità).

Andando oltre, le parti costitutive più basse della trinità superiore degli Spiriti della Sofia, gli Spiriti della forma, del movimento e della saggezza, corrispondono al sé spirituale, allo spirito vitale e all’uomo spirito, che l’uomo odierno possiede soltanto in germe.29

 

Per quanto riguarda invece gli spiriti ancora più elevati della prima gerarchia, i troni o Spiriti della volontà, che sono quelli più vicini all’uomo, essi possiedono come parte costitutiva più bassa qualcosa di cui l’uomo odierno risulta ancora privo.

Questo significa che essi stessi non hanno accesso all’essere umano, poiché nell’odierno ciclo di evoluzione nell’uomo non si trova nulla che sia affine al loro elevato essere macrocosmico, e di conseguenza si servono di spiriti di grado inferiore per agire sull’uomo.

 

La parte costitutiva più elevata della celeste Sofia ancora collegata all’uomo raggiunge dunque il grado degli Spiriti della saggezza. Per questo essa nella sua totalità è stata denominata la divina saggezza universale.

Questo chiarisce i multiformi aspetti che della Sofia si possono incontrare nella letteratura.

 

 

Alle persone con predisposizione mistica il suo essere si può manifestare nelle più diverse forme, sia come un’entità singola appartenente a una delle sopracitate gerarchie, sia nella loro azione comune nelle più diverse connessioni; così ad esempio, attraverso l’arcangelo che la rappresenta potrebbe agire direttamente uno Spirito della saggezza (come in molte rivelazioni di Michele), attraverso un angelo che la rappresenta potrebbero agire uno Spirito della forma oppure uno Spirito del tempo (e talvolta entrambi insieme) e così via. Questo è anche il motivo per cui molti filosofi e teologi che descrissero la Sofia si trovarono in difficoltà nel risolvere il quesito se si trattasse di una hypostas e cioè di una ‘persona’ oppure no. Infatti in alcuni casi essi sperimentavano la Sofia come un essere unitario, in altri invece percepivano maggiormente le manifestazioni delle singole entità gerarchiche appartenenti ad essa, che rivelavano all’uomo l’uno o l’altro aspetto particolare.

 

Tuttavia, per quanto riguarda la vita interiore della Sofia, che consiste nel suo rivolgersi ‘verso l’alto’ alle entità della più elevata (prima) gerarchia, soltanto l’iniziato può conquistarsene una reale immagine. Infatti questo aspetto dell’azione della Sofia non si rivolge all’uomo e alla sua evoluzione terrestre, bensì alla sfera dalla quale essa stessa percepisce gli impulsi per la propria opera creativa. Questa sfera è rappresentata nel nostro cosmo dai troni, dai cherubini e dai serafini, i quali inviano alla Sofia gli impulsi provenienti dalla sublime Trinità collocata al di sopra delle gerarchie.

 

Questo significa che

la celeste Sofia nei confronti della prima gerarchia presenta un principio passivo, percettivo o anche riflettente,

• mentre attraverso la seconda e la terza gerarchia essa si manifesta nel nostro cosmo in modo creativo e attivo,

in qualità di «artista celeste» che realizza i pensieri creativi divini,

che partecipa direttamente alla creazione dell’eone terrestre, come descritto da Mosè nel libro della Genesi.

 

Tutti e tre gli aspetti gerarchici della celeste Sofia

vengono rappresentati in immagine all’inizio del dodicesimo capitolo dell’Apocalisse, dove

• le dodici stelle che le circondano il capo indicano le forze della prima gerarchia che la illuminano dall’alto,

• il Sole che la avvolge rappresenta le forze della seconda gerarchia, le quali costituiscono il centro del suo essere,

• e la falce lunare che la sostiene si riferisce alla sfera d’azione della terza gerarchia.30

Questi due princìpi della Sofia:

• quello passivo-rappresentativo nei confronti delle gerarchie più elevate,

• e quello creativo-attivo verso i gradi dell’esistenza cosmica a lei sottostanti

con i suoi esseri, vengono ad espressione anche nelle parole di Salomone.

 

Salomone caratterizza

• una volta il principio passivo della Sofia, quale «splendore [o riverbero] della luce eterna», quale «specchio immacolato della forza divina», quale «immagine [ritratto] della bontà divina»,

• mentre in un altro libro caratterizza il principio attivo della Sofia, denominandola «architetto» presso Dio, il quale esisteva «dal principio, prima della terra» ed è costantemente rivolto verso l’umanità. Così la Sofia stessa parla nei Proverbi di Salomone: «Mi dilettavo sul globo terrestre [cioè nell’eone terrestre] ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo» (8, 23; 30-31).

 

Il graduale avvicinamento della celeste Sofia all’umanità in conseguenza della propria evoluzione ‘dall’alto al basso’ avviene in due fasi, rispettivamente durante gli eoni dell’antica Luna e della Terra.

• Sull’antica Luna questa evoluzione avvenne mediante la creazione di una nuova parte costitutiva gerarchica da parte della Sofia entro il proprio essere. In tal modo nel periodo dell’evoluzione lunare una nuova categoria di entità potè raggiungere un’autocoscienza individuale (come abbiamo visto soltanto esseri siffatti possono diventare parte costitutiva del corpo gerarchico della Sofia).

Queste entità erano gli angeli, i quali allora si innalzarono al grado ‘umano’ e durante l’ulteriore evoluzione lunare poterono quindi essere avvolti dall’essere della celeste Sofia e diventare a poco a poco la sua sesta parte costitutiva (considerata dall’alto verso il basso).

 

L’evoluzione della celeste Sofia prosegue anche durante l’eone terrestre.

Ora essa deve creare la settima e in un certo senso ultima parte costitutiva del proprio essere,

per realizzare in sé la pienezza (pleroma) della costituzione settemplice,

che le permetterà di divenire l’archetipo dell’uomo terrestre.

 

(Questa costituzione settemplice della Sofia è stata illustrata in modo approfondita nel libro Le dodici notti sante e le gerarchie spirituali al capitolo ‘L’aspetto cosmico dell’essere Sofia’).

Questa ulteriore evoluzione tuttavia si compie sulla Terra in modo particolare, si può anche dire: in modo profondamente misterioso.

 

Infatti per formare la sua settima parte costitutiva,

la celeste Sofia deve entrare essa stessa direttamente nell’evoluzione terrestre

per unirsi spiritualmente e animicamente all’umanità,

così come per formare la sesta parte costitutiva sull’antica Luna si era unita alla gerarchia degli angeli.

 

Per questo motivo nell’evoluzione dell’umanità sulla Terra

deve entrare un particolarissimo essere soprasensibile,

un essere che da un lato somiglia a un essere umano terreno

e dall’altro lato è l’ultima, conclusiva (la settima) parte costitutiva della Sofia.

In virtù delle sue particolarità questo essere dovrà divenire

il più importante mediatore tra la celeste Sofia e l’umanità della Terra.

 

 


 

Note tra parentesi:

(4) – Anche la luce emanata dal Sole è un essere spirituale (come già indicato da Goethe) e perciò in realtà invisibile. Tuttavia le azioni della luce che diventano visibili, lo diventano solo attraverso l’influsso di Lucifero.22

(5) – Questa «ideale anima del Sole» può essere vista anche in qualità di archetipo di quella parte costitutiva che l’essere umano ricevette sull’antica Luna e cioè il corpo astrale. Lo spirito del Sole invece è collegato alla sorgente di quella sostanza cosmica dalla quale l’uomo, nel perìodo lemurico dell’evoluzione terrestre, fu dotato dell’io. Per quanto riguarda il Cristo tuttavia, questo porta in sé l’archetipo di quella che può essere definita l’essenza interiore dell’io individuale, la sua scintilla divina, oppure anche il vero io, che deve essere distinto dalla sostanza spirituale dell’Io, o io superiore (0.0.17). Per accogliere entro l’io umano questa scintilla divina o questo vero io, le gerarchie dovettero rivolgersi agli ambiti spirituali al di sopra dei serafini, vale a dire al di sopra dell’intero cosmo gerarchico (0.0.122,22.8.1910); esse poterono raggiungere tali ambiti superiori, soltanto tramite la guida del Cristo, quale rappresentante dell’io universale.

 

Note:

20 – O.O. 152, 1.5.1913 e la seguente citazione

21 – In merito al rapporto della seconda gerarchia con il Sole, O.O. 236, 27.6.1924

22 – O.O. 136, 14.4.1912 e O.O. 202, 24.12.1920

23 – O.O. 236, 4.6.1924

24 – O.O. 102, 27.1.1908

25 O.O. 121, 11.6.1910

26 – Sui rosicruciani quali successivi custodi dei misteri del Graal, O.O. 112, 24.6.1909

27 – Nella conferenza del 15.4.1909-II (0.0.110) Rudolf Steiner mette in connessione l’attività delle sette gerarchie (dagli angeli fino ai troni) con i sette pianeti. Ne consegue che gli Spiriti dell’ottava gerarchia, i cherubini, appartengono già al cosmo stellare (zodiaco).

28 – O.O. 13, cap. «Presente e futuro dell’evoluzione cosmica e umana»

29 – O.O. 102, 27.1.1908

30 – Sul rapporto della terza gerarchia con la sfera lunare e della seconda gerarchia con la sfera solare vedi 0.0. 227, 29.8.1923

 

 

By | 2020-01-24T02:04:46+01:00 Novembre 24th, 2018|PARTE II°|Commenti disabilitati su 02 – LO SVILUPPO DELLA CELESTE SOFIA