///03 (a) – IL MISTERO DI MICHELE NEL COSMO E SULLA TERRA COSTITUISCE IL FONDAMENTO ESOTERICO DI TUTTA L’ANTROPOSOFIA.

03 (a) – IL MISTERO DI MICHELE NEL COSMO E SULLA TERRA COSTITUISCE IL FONDAMENTO ESOTERICO DI TUTTA L’ANTROPOSOFIA.

03 (a) – Il Mistero di Michele nel cosmo e sulla Terra costituisce il fondamento esoterico di tutta l’Antroposofia. (L’essere del Mistero di Michele)

Il mistero di Michele


 

Se seguiamo con coerenza l’opera di Rudolf Steiner e lo sviluppo dell’Antroposofia, risulta che anzitutto in primo piano si trova l’impulso rosicruciano, l’impulso del cristianesimo esoterico che Rudolf Steiner aveva già sviluppato sin dall’inizio all’interno della Società Teosofica.

Perché all’interno della Società Teosofica? Perché anche questa Società fondata a New York nel 1875 derivò da un’ispirazione rosicruciana, e soltanto più tardi deviò verso impulsi non cristiani, persino anti-cristiani, dell’occultismo orientale.30 E così Rudolf Steiner arrivò in questa Società per ricondurla alle sue sorgenti originarie, che si trovano nel cristianesimo esoterico.

 

• Ma come stanno le cose con la seconda sorgente ispirativa,

con il messaggio dello Spirito del tempo, Michele?

Nell’esaminare questa domanda ci accorgiamo che la manifestazione dei Misteri di Michele nell’Antroposofia avanza con una graduale separazione dalla Società Teosofica. Quanto più questa distanza cresce, con tanta più intensità Rudolf Steiner inizia a mettere in primo piano l’impulso micheliano. Nelle conferenze iniziali del 1905/1906 il Mistero dell’epoca di Michele viene sfiorato appena con poche parole – e ancora in una nettissima cerchia di ascoltatori (vedi O.O. 93a, 3.11.1905).

Nel 1907 poi, nello sfondo del Congresso di Monaco, ha luogo qualcosa che non è assolutamente di minore importanza della nascita dell’arte antroposofica ivi posta in primo piano, e cioè la concordata separazione della Scuola Esoterica di Rudolf Steiner dalla Scuola teosofica di Annie Besant). La Scuola occidentale cristiana-rosicruciana sulla Terra, guidata da Rudolf Steiner e ispirata dal mondo spirituale dai due grandi Maestri del cristianesimo esoterico, Christian Kosenkreutz c Maestro Gesù, si separa definitivamente dalla Scuola orientale, guidata da Annie Besant in una direzione sempre più unilaterale, non cristiana e ispirata da due Mahatma orientali.31

 

Che cosa avviene dopo questa separazione a Pentecoste del 1907 nella Scuola Esoterica ora divenuta libera e di puro orientamento cristiano, sotto l’unica guida di Rudolf Steiner? Già in autunno dello stesso anno nell’ambito di questa Scuola egli tiene alcune Lezioni esoteriche dedicate al Mistero di Michele,32 delle quali purtroppo sono rimaste conservate soltanto circa due pagine e mezza di appunti. Possiamo tuttavia immaginarci che Rudolf Steiner in una tale occasione tenesse quasi sempre una conferenza intera, spesso della durata di un’ora e mezza.

Allora, sicuramente in una tale dimensione di comunicazioni fu anche data la prima rappresentazione, forse ancora introduttiva, del Mistero di Michele del presente.

 

Ma la separazione continuò. Com’è noto, nel 1912 Rudolf Steiner e i suoi amici vennero espulsi dalla Società Teosofica. Questo per lui stesso fu un grande sollievo e una liberazione. Così, a Natale del 1912 a Colonia potè essere fondata una Società Antroposofica indipendente. Poi, all’inizio di maggio del 1913, Rudolf Steiner si recò a Londra, ora non più in qualità di funzionario della Società Teosofica, ma quale libero rappresentante dell’Antroposofia – nell’uso della parola di allora veniva detto ancora teosofia rosicruciana -, dove in quel periodo si trovava la roccaforte dei vecchi teosofi, orientati ancora particolarmente verso H. P. Blavatsky.

Non sappiamo esattamente a quale auditorio egli parlò allora e quante persone erano presenti a queste due conferenze l’1 e il 2 maggio 1913. Tuttavia, nella seconda conferenza, che fa parte delle sue più straordinarie e più possenti conferenze in assoluto, Rudolf Steiner parlò del Mistero di Michele del presente33 in connessione con il Mistero del Golgota soprasensibile che ebbe luogo nel mondo spirituale adiacente alla Terra nella seconda metà del secolo XIX e la cui conseguenza è l’apparizione del Cristo eterico a partire dal secolo XX.

 

La prima comunicazione del secondo Mistero del Golgota (quello spirituale) era inseparabilmente collegata, sì, pienamente inserita nel tema di Michele: Michele che, quale volto del Cristo e Suo «tramite» e «messaggero», ora porta all’umanità la conoscenza del Mistero del Golgota soprasensibile.34 Sulla nuova rivelazione di Michele nel presente all’umanità, alla fine della menzionata conferenza Rudolf Steiner comunica: ▸ «E anche se molti non vorranno riconoscere questa nuova rivelazione di Michele, tuttavia essa si diffonderà nell’umanità» (O.O. 152, 2.5.1913).

Poi, riguardo agli antroposofi aggiunge: ▸ «E sebbene, nel complesso dell’umanità, la nostra sia soltanto una piccola Società che si sforza di comprendere questa nuova verità circa il [secondo] mistero del Golgota, questa nuova manifestazione di Michele, noi creiamo tuttavia una forza che non dipende dal nostro credere in queste manifestazioni, ma dalle manifestazioni stesse, dalla loro verità» (ibidem).

Ciò significa che essa può e deve essere accolta del tutto nel senso del vero rosicrucianesimo.35

 

Questo eccezionale collegamento di Michele con il Mistero del Golgota soprasensibile ha come conseguenza per lui stesso la diretta collaborazione all’apparizione del Cristo nell’eterico a partire dal secolo XX.

 

In una conferenza dell’anno 1914, Rudolf Steiner comunica in merito che

oggi Michele lotta in certo qual modo per la purezza dell’orizzonte spirituale,36

affinché il Cristo eterico non appaia in una immagine falsa,

deformata dai demoni arimanici, ma possa divenire visibile e accessibile

a sempre più uomini in una, vorrei dire, pura immaginazione micheliana.

 

Letteralmente Rudolf Steiner dice:

Questo evento dell’apparizione del Cristo, come accennato da Teodora [nel primo Dramma-Mistero], può compiersi soltanto quando la reggenza di Michele si estende sempre di più.37 Questo è ancora un processo nel mondo spirituale.38 Sul piano adiacente al nostro mondo Michele lotta, per così dire, per l’avvicinarsi del Cristo [eterico| … Cosicché nel mondo spirituale possiamo proprio guardare a una sorta di spedizione di conquista di Michele per l’avvicinarsi del Cristo» (0.0. 158, 9.11.1914).

 

E Rudolf Steiner caratterizza il motivo di questa lotta nel seguente modo:

▸ «Affinché Egli [il Cristo] non appaia nella figura falsa, in immaginazione umana soggettiva, Michele deve condurre la lotta che ho accennato affinché Egli appaia nella giusta immagine» (ibidem).

 

Nelle parole citate particolarmente importante è che il ritorno eterico può avvenire nel modo giusto soltanto se l’impulso di Michele si estenderà sufficientemente nell’umanità.

Perché questo punto è particolarmente importante?

Perché dopo tutto, come già osservato giustamente da alcuni antroposofi, nella seconda metà del suo operare antroposofico Rudolf Steiner parla più spesso di Michele che del Cristo. (Si potrebbe essere quasi dispiaciuti che le grandi osservazioni cristologiche del periodo dal 1908 al 1913, riassunte in più cicli di conferenze, negli anni successivi appaiano come messe da parte.)

Dall’ultima frase citata, tuttavia, diventa chiaro che ogni parola pronunciata da Rudolf Steiner riguardo al Mistero di Michele è in realtà collegata con il ritorno del Cristo, perché nell’attuale civiltà deve prima affermarsi l’impulso di Michele, affinché nell’umanità possa apparire il Cristo eterico.

 

È per questo che sino alla fine della sua vita Rudolf Steiner si impegnò con così tanta e instancabile forza per l’impulso di Michele e per la nuova civiltà di Michele sulla Terra.39 Infatti, nello sfondo di questo impegno vi fu sino alla fine la dura lotta per rendere possibile l’apparizione del Cristo eterico nell’umanità, e cioè nel modo giusto, micheliano.

Perciò possiamo dire: Ogni parola pronunciata sino alla fine della sua vita da Rudolf Steiner sul Mistero di Michele indica nel contempo il Mistero del Cristo nella sua forma eterica attuale. E per Rudolf Steiner stesso, nella sua indagine e conoscenza soprasensibile, si trattava sempre soltanto del Mistero «Michele-Cristo».

 

A quanto sinora detto appartiene ancora quanto segue. Già alla fine della sua seconda conferenza di Londra Rudolf Steiner non parla soltanto della «nuova» manifestazione di Michele a partire dal 1879, ma anche della sua «seconda» manifestazione che ha luogo nel presente: ▸ «Per mantenersi saldi occorre solo che oggi ci ricordiamo che l’attuale periodo è quello della seconda manifestazione di Michele» (O.O. 152, 2.5.1913).

Nel 1913 Rudolf Steiner ha menzionato soltanto queste due manifestazioni di Michele. Quasi sette anni dopo invece egli le definisce in modo molto più preciso ed esauriente. Nella conferenza del 22 novembre 1919 egli caratterizza le due manifestazioni in una frase lapidaria:

▸ «L’incarnazione della Parola è la prima rivelazione di Michele,

la spiritualizzazione della carne deve essere la sua seconda rivelazione» (O.O. 194).

 

Nella stessa conferenza le formula anche in modo in po’ diverso: ▸ «Com’è vero che nel Vangelo è detto: “in principio era la Parola, e la Parola si è fatta carne ed ha abitato tra di noi” [Gv 1,1; 14] , altrettanto è infatti vero che noi dobbiamo alla [seconda] rivelazione aggiungere: “e la carne dell’uomo deve di nuovo venir spiritualizzata, per divenir capace di abitare nel regno della Parola, per contemplare i Misteri divini”» (ibidem).

 

Perciò, con questa seconda rivelazione di Michele è collegato anche il fatto che

• a partire dal nostro tempo ad ogni uomo, partendo dal suo Io libero,

diviene accessibile il cammino attraverso le superiori parti costitutive spirituali della sua entità

– Sé Spirituale, Spirito Vitale sino all’Uomo Spirito.

 

Infatti, la trasformazione del corpo fisico (della «carne» nel linguaggio biblico) nella Parola spirituale

è possibile soltanto con e dalla forza dell’Uomo Spirito.

Perciò nell’Immaginazione di Michele Rudolf Steiner parla del «tempo universale dell’Uomo Spirito»

che ha inizio nel presente (vedi nel cap. 4 di questo libro).

 

Anche in un’altra meditazione, scritta per Marie Steiner,

Rudolf Steiner menziona tale agire delle forze dell’Uomo Spirito già per il nostro tempo:

«Stelle parlarono un dì agli uomini,

Il loro ammutolire è destino cosmico;

La percezione di tale ammutolire

Può dar dolore all’uomo terreno;

Ma nel muto silenzio si matura

Ciò che gli uomini dicono alle stelle;

La percezione del loro dire

Può diventare forza per l’Uomo Spirito». (O.O. 40. 25.12. 1922)

 

Come ulteriormente mostrato in questo capitolo, il parlare degli uomini alle stelle, vale a dire agli Spinti delle gerarchie superiori, è direttamente collegato con il Mistero di Michele nel presente.

• Infatti la trasformazione dell’intelligenza umana

affinchè possa essere riportata nel regno celeste di Michele,

è appunto il moderno cammino nel quale oggi l’uomo

può imparare a parlare coscientemente alle gerarchie,

e da ciò, a poco a poco, cresce in lui la forza dell’Uomo Spirito.

 

A quanto detto deve essere ancora aggiunta l’indicazione di Rudolf Steiner che

la Terra stessa può rendere possibile all’uomo soltanto l’evoluzione del suo Io,

• il Cristo tuttavia, soprattutto nell’attuale presenza in forma eterica,

è in grado di condurlo al di là dell’Io, alle parti costitutive superiori

Sé Spirituale, Spirito Vitale e Uomo Spirito.40

 

Nei tempi passati soltanto i più elevati iniziati o «Maestri» potevano operare coscientemente

alla trasformazione e spiritualizzazione del corpo fisico grazie alle forze dell’Uomo Spirito.

 

Nella conferenza del 28 ottobre 1906 Rudolf Steiner descrive come

• oggi tutta la civiltà terrena operi alla trasformazione del corpo astrale in Sé Spirituale,

soprattutto nei suoi più eminenti rappresentanti;

i discepoli dello Spirito (Chelas) invece, mediante i loro esercizi spirituali

iniziano già adesso a trasformare il corpo eterico in Spirito Vitale.

• Soltanto i Maestri raggiungono il grado di evoluzione spirituale

nel quale grazie alle forze dell’Uomo Spirito possono già operare

alla spiritualizzazione del loro corpo fisico.

 

▸ «Quando l’io accoglie in sé l’Uomo Spirito, consegue la possente forza di compenetrare di esso il corpo fisico. … Del corpo fisico è diventato Uomo Spirito appunto quel tanto che è stato spiritualizzato» (O.O. 9, cap. IV, «Corpo, Anima e Spirito»).

Rudolf Steiner riassume così gli ultimi due gradi:

▸ «L’operare cosciente nel corpo eterico è il grado di discepolo dello Spirito.

     L’operare cosciente nel corpo fisico è il grado di Maestro» (0.0. 94).41

 

• Con l’apparizione del Cristo nell’eterico, tuttavia, per tutti gli uomini che si uniscono coscientemente con la forza del Cristo si rende possibile non solo il lavoro al corpo astrale e al corpo eterico, ma anche l’iniziale trasformazione del corpo fisico.

▸ «Tuttavia, per questo abbiamo bisogno della compenetrazione dello Spirito-Cristo. Per questo abbiamo bisogno di tutta la fede nello Spirito-Cristo nel suo vero senso, della convinzione che lo Spirito-Cristo è qualcosa che noi dobbiamo unire a noi come esseri umani, qualcosa che ci porta al di là della Terra, che ci rende uomini completi, aiutandoci a sviluppare Sé Spirituale, Spirito Vitale e Uomo Spirito» (O.O. 197, 22.1 1. 1920).

 

• Anche qui Michele, quale servitore cosmico e aiutante, precede di nuovo il Cristo, perché le sue forze, nel periodo in cui egli guida l’umanità quale Spirito del tempo, dal mondo spirituale agiscono altrettanto sino entro il corpo fisico dell’uomo.

▸ «Gli impulsi di Michele sono forti, sono vigorosi, e dallo Spirito agiscono su tutto l’essere umano: agiscono sullo Spirito, dallo Spirito nell’animico e dall’animico nella corporeità» (0.0. 237, 3.8.1924).

 

Che Michele possieda una tale forza spirituale è collegato con il fatto che, quale essere gerarchico che oggi si trova al grado di un Arché, ha la sua coscienza dell’Io nell’Uomo Spirito, e da questo può condurre gli impulsi spirituali sino nel mondo fisico, imprimendoli in esso.

 

Ora possiamo continuare a seguire l’ulteriore impulso micheliano nell’opera di Rudolf Steiner.

Nell’autunno del 1917 egli parla della nuova, possente azione di Michele.

Adesso siamo arrivati al punto che il mondo spirituale deve essere definitivamente liberato dalle potenze oppositrici che cercano di impedire l’avvicinarsi del Cristo eterico. E chi Lo precede è Michele, non più con la bilancia, come spesso raffigurato in tempi antichi, ma con la spada.

Tuttavia, con questa spada egli non indica più il drago, ma in alto, la natura superiore (l’Io) dell’uomo,42 unicamente dalla quale è possibile un cosciente rapporto con il Cristo.

Quale Spirito del coraggio che non accetta compromessi con ciò che è arimanico, oggi egli si presenta davanti all’umanità. Michele è uno Spirito serio, severo, che abbraccia sì tutto il mondo, ma che allo Spirito arimanico del presente non concede nulla e agisce soltanto quale supremo rappresentante della «volontà universale», che è la volontà del Cristo stesso.43

 

Nell’autunno 1917 questi avversari del Cristo eterico, nominati anche Spiriti delle tenebre, vengono precipitati da Michele sulla Terra.44 E si riconosce subito dove, in questo periodo, si annidino tra gli uomini. Infatti, nello stesso anno in Russia vanno al potere i bolscevichi con il loro spaventoso regime per più di sett’antanni. Rudolf Steiner definisce inoltre questi Spiriti delle tenebre come Spiriti arimanici che nel nostro periodo diffonderanno nell’umanità, come un’epidemia, il razzismo e il nazionalismo. E dove ritroviamo questa epidemia nell’oscura storia del secolo XX? Nel nazionalsocialismo. Come i Bolscevichi, così anche i Nazionalsocialisti sono invasi da questi demoni anti-micheliani. E da allora questi Spiriti arimanici hanno il loro campo d’azione sulla Terra.

Ora gli uomini devono venirne a capo, vale a dire che devono vincerli con le proprie forze. Nel Cielo tuttavia, nel mondo spirituale, sono già stati vinti da Michele, per cui la via per il Cristo eterico è stata pulita e così si è liberata.

Su questa via micheliana il Cristo entra nell’umanità.

 

Già nell’anno successivo, 1918, Rudolf Steiner indica un’ulteriore caratteristica del comune agire fra il Cristo e Michele. Contemporaneamente alla sua ascesa dal grado di Arcangelo a quello di Spirito del tempo tra il 1841 e il 1879, dal Sole Michele discese negli immediati dintorni spirituali della Terra per dimorare da allora nei cuori degli uomini sulla Terra.

Imitando tale cammino cosmico, nel quale il Cristo era disceso sulla Terra, nel secolo XIX Michele lo seguì nell’ambito degli uomini per collegarsi con loro ancor più profondamente sulla Terra in modo soprasensibile. ▸ «L’Arcangelo Michele dovette prepararsi a discendere sulla Terra stessa, a rivivere in certo qual modo il grande processo del Cristo Gesù stesso, a rivivere questo grande processo: di stabilire qui sulla Terra il punto di partenza e di continuare ad agire dal punto di vista della Terra» (O.O. 174a, 17.2.1918).

 

In seguito verrà caratterizzato in che cosa consiste questa attività «terrena» di Michele. Qui è soprattutto importante constatare che Michele, nel suo percorso dal Sole alla Terra, ha scelto la stessa via intrapresa dal Cristo insieme all’anima del futuro Gesù di Nazareth nei cosiddetti «gradi preparatori» cosmici del Mistero del Golgota.45

Con ciò. Michele stesso voleva nuovamente riallacciarsi a queste azioni cosmiche dell’entità del Cristo, per poter assolvere il suo compito, soprattutto riguardo all’apparizione del Cristo nell’eterico a venire. Infatti, il Suo ritorno nel presente, visto cosmicamente in relazione al Mistero del Golgota che si trova al centro dell’evoluzione del mondo, non è altro che l’immagine riflessa del terzo «grado preparatorio» del Mistero del Golgota, al quale Michele ha partecipato in modo particolarmente attivo.46

 

L’attuale collaborazione di Michele con il Cristo viene inoltre descritta da Rudolf Steiner con le seguenti parole: ▸ «Nella nostra epoca Michele è destinato sempre più a diventare un’entità che serve il Cristo. Cosicché il dire che la reggenza di Michele comincia a mettere ordine nei destini umani, significa al tempo stesso dire che deve avverarsi la parola: la signoria del Cristo deve diffondersi sulla Terra. – Michele porta, per così dire, davanti la luce della conoscenza spirituale. Dietro, il Cristo porta l’esigenza dell’amore umano universale» (O.O. 218, 19.11.1922).

 

In questa citazione la parola «destini umani» mette in rilievo che nel nostro periodo Michele agisce anche insieme al Cristo quale Signore del Karma, e di ciò rendono testimonianza le successive conferenze sul Karma, tenute in virtù della diretta ispirazione di Michele.

L’indicazione secondo cui il Cristo porta nell’umanità l’impulso dell’«amore umano universale» oggi si trova in diretto rapporto con il Suo ritorno eterico. Infatti, il corpo eterico nel quale appare il Cristo è nel contempo un «corpo d’amore» (O.O. 130, 2.12.191 l ), al quale conduce Michele mediante la diffusione della luce della conoscenza spirituale tra gli uomini.

 

Seguendo ulteriormente il motivo dell’agire di Michele nell’opera di Rudolf Steiner, giungiamo all’anno particolare dopo l’incendio del primo Goetheanum, in cui nella Società Antroposofica tutto minacciava di disfarsi. E agli ascoltatori che per le conferenze nella falegnameria dovevano passare davanti alle macerie del Goetheanum, nella sua conferenza introduttiva al Convegno di Natale Rudolf Steiner disse che quelle macerie erano anche un segno delle condizioni mondiali (vedi O.O. 260, 24.12.1923).

Quelle macerie tuttavia erano ancor più un simbolo per le condizioni nella Società Antroposofica stessa di allora. In quell’anno di decisioni, di che cosa parla Rudolf Steiner ai soci? Egli parla delle feste dell’anno, di ciò che può unire spiritualmente gli uomini in modo intenso, e pone loro l’eccezionale compito di fondare per la prima volta nella storia dell’umanità una nuova festa, partendo da se stessi, e non dalla guida degli Dei dall’alto. Dalla piena libertà e sul fondamento dell’Antroposofia deve nascere una tale Festa di Michele sulla Terra.

 

Già nel maggio 1913 a Londra Rudolf Steiner disse ai membri della Società Teosofica che

• l’intera Scienza dello Spirito non è altro che il «dono di Michele» all’umanità (O.O. 152, 2.5.1913).

 

Ed è proprio questo il fondamento per la nuova Festa di Michele. Ma la fondazione di essa può avvenire soltanto a partire dalla libertà umana e diventa per ciò un moderno cammino verso Michele, perché «Michele [è] … lo Spirito che opera nel senso più eminente con la libertà degli uomini» (0.0. 174a, 17.2.1918).

In questo si trova anche la sua inseparabile unione con l’Antroposofia, che ha le sue radici già nel contenuto de La filosofia della libertà (0.0. 4), in tale eccezionale cammino, descritto soltanto in quel libro, dell’interiore trasformazione di tutto l’uomo partendo dalla spiritualizzazione del suo pensare.47

 

Infine, come già menzionato sopra, con gli impulsi esoterici pervenuti nella Società Antroposofica mediante il Convegno di Natale vennero messi a tacere i demoni anti-micheliani, e così Rudolf Steiner potè accingersi alla piena rivelazione del Mistero di Michele. Alcuni elementi li aveva già spiegati prima. Ora tuttavia egli era in grado di condurla molto più avanti, in una dimensione assolutamente non presagita dai soci, e in grande profondità.

 


 

Note:

30 – Vedi S. O. Prokofieff, La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo e le forze occulte di opposizione, Widar Edizioni 2002.

31 – Vedi la Lezione esoterica del 1° giugno 1907 (O.O. 266/1).

32 – Lezioni esoteriche del 9,18,23 ottobre e 5 dicembre 1907 (O.O. 266/1).

33 – Il fatto che ora Rudolf Steiner all’interno della Scuola Esoterica da lui guidata nella sua Sezione simbolico-cultica non parli più come prima di un «Servizio di Misraim», ma del «Servizio di Michele» (O.O. 265, pag. 155 e 170 e seg. dell’originale), dimostra quanto fondamentale fosse tale rivolgersi ai Misteri di Michele a partire dal 1913.

34 – «Quello a cui ho potuto accennare solo con poche parole [del secondo Mistero del Golgota], penetrerà a poco a poco nelle anime umane; ed il tramite, il messaggero ne sarà Michele, che oggi è l’inviato del Cristo» (O.O. 152, 2.5.1913).

35 – Steiner esprime questa fondamentale caratteristica del vero rosicrucianesimo nelle seguenti parole: • «Io prego … di non accettare per fede o per autorità nulla di ciò che posso aver detto o che dirò in seguito. … Non temo di nulla, perché quanto proviene dalle fonti del rosicrucianesimo può essere vagliato con tutti i mezzi» (O.O. 121, 17.6.1910).

36 – «E così vediamo lo Spirito Michele … che lotta per la purezza dell’orizzonte spirituale» (O.O. 174a, 3.12.1914). Infatti, il ritorno eterico del Cristo può avvenire soltanto se «nel mondo spirituale si opera, per così dire, alla pura configurazione del Cristo eterico che apparirà in futuro e che deve apparire all’uomo quale figura eterica. Ma per questo è necessario che Michele, colui che avanza davanti allo Spirito solare, conduca una lotta nel mondo spirituale» (ibidem).

37 – O in un’altra conferenza Rudolf Steiner dice: «È Michele che in certo qual modo deve preparare l’apparizione del Cristo quale entità eterica» (O.O. 174b, 14.2.1915).

38 – La vera e propria apparizione del Cristo in forma eterica ha avuto inizio nell’umanità soltanto nella metà degli anni Trenta del secolo XX, vale a dire che nel 1914 questo periodo si trovava ancora nel futuro. Rudolf Steiner dice che esso durerà ancora tremila anni (vedi O.O. 130, 17.9.1911).

39 – Sulla civiltà di Michele vedi O.O. 194, 30.11.1919.

40 – Questo cammino cristiano alle tre parti costitutive spirituali che a partire dal nostro tempo diventa possibile mediante l’unione con il Cristo eterico, poiché le cose sono complicate e complesse, deve essere distinto dal cammino luciferico che conduce ad esse, descritto nella conferenza del 9 gennaio 1912 (O.O. 130).

41 – Vedi anche O.O. 93a, 24.10.1905 e O.O. 94, 29.5.1906. – Il qui menzionato lavoro alle tre parti costitutive spirituali dell’uomo, entro l’eone terrestre ha tuttavia i suoi limiti. Infatti, il completo sviluppo del Sé Spirituale, Spirito Vitale e Uomo Spirito sarà possibile soltanto nei futuri eoni, su Giove, Venere e Vulcano. La stessa cosa si riferisce anche alla menzione di queste tre parti costitutive dell’uomo più sopra in questo capitolo.

42 – «Ma egli [Michele] appare con la spada indicatrice, indicando con essa la natura umana superiore» (O.O. 229, 15.10.1923).

43 – Dell’aspetto cosmopolita di Michele Rudolf Steiner dice: • «Egli opera, quale essere, come un mondo, affermando se stesso soltanto con l’affermare il mondo, adducendo forze alla Terra da ogni luogo dell’universo» (O.O. 26, 16.11.1924; corsivo di Rudolf Steiner). Queste parole costituiscono una parte della descrizione dell’Immaginazione di Michele che nello stesso articolo Rudolf Steiner contrappone all’Immaginazione di Arimane. Ne consegue che Michele «afferma» soltanto «il mondo», dal quale è escluso tutto ciò che è arimanico.

44 – Vedi dettagli nel ciclo di conferenze La caduta degli Spiriti delle tenebre, O.O. 177.

45 – Nella conferenza del 30 marzo 1914 (O.O. 152) Rudolf Steiner parla del fatto che i tre gradi preparatori del Mistero del Golgota nel contempo erano i tre gradi della discesa del Cristo dal Sole alla Terra.

46 – Vedi 0.0. 152 e S. O. Prokofieff, L’apparizione del Cristo nell’eterico. Aspetti scientifico-spirituali del ritorno eterico, cap. 1, «La dimensione cosmica del ritorno eterico del Cristo», Ed. Antroposofica 2013.

47 – Vedi dettagli in S. O. Prokofieff, Antroposofia e ‘La filosofia della libertà ’. Antroposofia e il suo metodo di conoscenza. La dimensione cristologica e cosmico-umanitaria della ‘Filosofia della libertà Widar Edizioni 2007.

 

 

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