///03 (d) – IL MISTERO DEL TRIPLICE IO E L’EVOLUZIONE MACROCOSMICA

03 (d) – IL MISTERO DEL TRIPLICE IO E L’EVOLUZIONE MACROCOSMICA

03 (d) Il Mistero del triplice Io e l’evoluzione Macrocosmica. (L’essere del Mistero di Michele)

Il mistero di Michele


 

Per ragioni di completezza, a quando detto vanno aggiunti ancora due aspetti che, mediante il comune agire dell’intelligenza e della libertà sulla via qui descritta, conducono al supremo amore e alla sua sorgente nel Cristo.

 

Un aspetto risulta dal confronto dei quattro gradi di sviluppo del pensare sopra descritti con il contenuto del libro La soglia del mondo spirituale (O.O. 17).

In questo libro Rudolf Steiner collega le singole parti costitutive dell’uomo con il Mistero del triplice Io,88 come pure con le diverse sfere del mondo spirituale con le quali l’uomo (anche se dapprima ancora inconsciamente) è collegato durante la sua vita sulla Terra.

 

• Il primo grado corrisponde al corpo umano nel suo ambiente fisico-sensibile.

Là l’uomo sviluppa il primo grado dell’intelligenza a sua disposizione, che qui è ancora completamente astratta.

Con ciò abbiamo a che fare con il pensare legato al corpo e con la coscienza dell’Io terrestre presente in esso.

 

•Nel secondo grado si tratta del corpo eterico collegato con tutto il mondo elementare della Terra.

In esso l’uomo sviluppa il secondo tipo di pensare, il pensare morfologico.

 

• L’uomo sviluppa poi il pensare spirituale quale terza forma nel suo corpo astrale,

che si trova in un diretto rapporto con il mondo spirituale.

In questo grado il pensare può essere portato oltre la soglia, nell’ambito in cui esso conduce all’altro Sé,

ossia all’Io superiore dell’uomo, che opera nel corso delle diverse incarnazioni, collegandole tutte ad una unità.

 

• Nel quarto grado infine, in cui l’uomo nel modo descritto entra con il suo pensare e la sua libertà

in un diretto rapporto con il Cristo per pensare ed essere libero insieme a Lui,

egli raggiunge un cosciente rapporto con l’intimo nucleo del suo proprio essere,

vale a dire con il suo vero Io, che è collegato con il mondo sopraspirituale.89

 

Nella descrizione di tale via, però,

non ci si può fermare soltanto al   p e n s a r e   e al suo sviluppo unilaterale,

poiché allora in realtà non si oltrepasserebbe il primo grado, il pensare comune.

 

• Il secondo grado in questo cammino viene già raggiunto quando il pensare si unisce alla sfera del sentire umano e con ciò percepisce coscientemente le forze formatrici della natura.90 Possiamo anche dire che in questo grado si tratta dell’intelligenza umana, del tutto compenetrata dal sentire divenuto cosciente. Infatti il sentire, che solitamente può essere paragonato soltanto alla condizione di sogno, ora diviene una cosciente, nuova forza di conoscenza nell’uomo, compenetrata dal pensare.

 

• La stessa cosa avviene nel terzo grado con il volere. Nell’uomo comune questo si trova in una profonda condizione di sonno quando tuttavia esso viene compenetrato dal pensare trasformato del terzo tipo, la volontà giunge alla condizione di completo risveglio. Una tale volontà, che da questo momento in poi può essere usata quale organo di conoscenza, fa trovare all’uomo il proprio Io superiore, che alla sua nascita dal mondo spirituale non è disceso nel corpo fisico (vedi O.O. 165, 19.12.1915).

• Infatti, l’unica forza dell’anima con la quale l’Io superiore rimane in collegamento anche durante l’incarnazione terrestre è la volontà umana. Quando nella disciplina essa viene risvegliata pienamente, diviene anche libero il cosciente accesso all’Io superiore. E l’Io superiore vive nel mondo spirituale come un essere spirituale tra altri esseri spirituali. Perciò ora all’uomo diventano percepibili le gerarchie. E poiché egli ha percorso questo cammino nei mondi superiori in modo del tutto cosciente, vale a dire nel segno di Michele, in questo grado diventa possibile l’incontro con lo Spirito del tempo.

 

La sfera del vero Io tuttavia si trova ancor più in alto,

e cioè al di là dell’ambito di azione del pensare, sentire e volere.

Perciò Rudolf Steiner lo caratterizza nelle seguenti parole: ▸«Il ‘vero Io’ in un ambiente s o p r a – s p i r i t u a l e . In questo l’uomo si ritrova come essere spirituale, perfino quando tutte le esperienze del mondo dei sensi, del mondo elementare e di quello spirituale [al quale appartiene l’Io superiore], cioè tutte le esperienze dei sensi, del pensare, del sentire e del volere sono cadute in preda all’oblio» (0.0. 17; corsivo di Rudolf Steiner).

• Soltanto in questo grado è raggiungibile

un cosciente rapporto, sì, persino la completa congiunzione con l’essere del Cristo.

 

• L’essere umano sperimenta Lui quale Io Universale, al quale il vero Io dell’uomo è affine sin dal principio,

• e se stesso quale micro-Logos che porta in sé le forze spirituali del Logos Universale

dalle quali anche l’uomo stesso può divenire creatore nel cosmo.

 

Osservato dal punto di vista della moderna iniziazione, al triplice essere dell’Io qui descritto appartengono anche le diverse qualità del tempo.

• Mediante il corpo fisico nell’Io terrestre sperimentiamo tutto spazialmente, così anche il tempo.

Il vero essere del tempo si manifesta soltanto innalzando la coscienza dell’Io al corpo eterico (secondo tipo di pensare).

• Con il passaggio della coscienza dell’Io nel corpo astrale l’uomo giunge già al di là della soglia, al graduale risveglio nel suo Io superiore. Questo vive nel mondo spirituale nella corrente del tempo spirituale, che scorre incontro all’uomo dal futuro e non è collegata con l’evoluzione terrestre, bensì con quella «occulta-astrale».91

Mediante il terzo tipo di pensare è possibile riconoscere questo superiore tipo di evoluzione. Quando perciò nella già citata conferenza pubblica del 26 novembre 1921 (O.O. 79) Rudolf Steiner dice che il terzo tipo di pensare appartiene ad una «realtà che si trova al di là dello spazio e del tempo», allora con ciò egli intende ancora il tempo comune, dalla cui corrente ora si esce per giungere alla corrente del tempo occulto, che osservata dal punto di vista terreno si trova veramente al di là dello spazio e del tempo.

• Infine, mediante l’unione con il vero Io, l’iniziato entra in contatto con un tipo di tempo ancora più alto, portato sulla Terra dal Cristo alla svolta dei tempi e che scorre «da eternità a eternità» (0.0. 236, 4.6.1924).92 Ciò significa che questa corrente del tempo ha la sua origine nell’eternità (o ambito della «durata»), che precedette il grado di evoluzione dell’antico Saturno.93

 

• Il secondo aspetto si riferisce maggiormente all’evoluzione macrocosmica e al suo rapporto con le gerarchie spirituali che la guidano.

Per rendere possibile sulla Terra la libertà umana, queste si sono ritirate gradualmente dal cosmo che circonda l’umanità.

 

• Nei tempi primordiali erano presenti in esso  e s s e n z i a l m e n t e .

• Nel successivo grado poterono svilupparsi ancora soltanto le loro   m a n i f e s t a z i o n i .

• Dopo un ulteriore ritiro, nel terzo grado esse lasciarono unicamente le loro svariate  a z i o n i , soprattutto nei più diversi ambiti della natura.

 

Ma tutto ciò non bastava per far giungere l’uomo alla sua libertà individuale.

Per cui le gerarchie intrapresero un quarto passo.

• Ora si ritirarono nella loro attività

sino al punto che per gli uomini rimase raggiungibile soltanto ancora la loro o p e r a .

E questo è il nostro cosmo odierno che la scienza moderna indaga in ogni direzione secondo misura, numero e peso.94

 

• Ciò che un tempo si è compiuto sul piano macrocosmico,

nella disciplina occulta deve essere percorso dagli uomini nella direzione opposta in forma microcosmica

e nel pieno possesso della loro libertà e del loro pensare individuale.

Appunto questo accade nel senso dello sviluppo del pensare umano, come già descritto prima.

• Nel grado del pensare ordinario o deduttivo

l’uomo vive e discerne soltanto nell’ambito dell’ o p e r a  lasciatagli dagli Dei.

• Con il pensare vivente o morfologico

egli è in grado di afferrare lentamente in se stesso e nella natura che lo circonda le viventi  a z i o n i  degli Dei.

• Nel terzo grado, trovandosi già al di là della soglia, in virtù del suo Io superiore

l’uomo sperimenta nel suo pensare le  m a n i f e s t a z i o n i  delle gerarchie.

• E nel quarto grado egli vive queste manifestazioni dal suo vero Io nella loro « e n t i t à   o r i g i n a r i a » (ibidem).

• E qui l’uomo riconosce che al suo vero Io appartiene inseparabilmente il supremo amore.

 

Infatti, in realtà esso non è soltanto un sentire, come spesso sperimentato dagli uomini sulla Terra,

ma è una forza che va molto oltre il pensare, sentire e volere,95

per divenire un ponte,96 il solo che può congiungerci con l’essere del Cristo.

Allora, mediante l’unione con il Cristo nel quarto grado,

per l’uomo la forza dell’amore diviene la suprema potenza creatrice.

 

Ora egli entra nell’ambito degli Dei (gerarchie)

quale essere libero (determinante se stesso) e intelligente (pensante in autonomia),

che dalla Terra porta incontro alle gerarchie la libertà e l’amore

in una qualità del tutto nuova, sinora a loro completamente sconosciuta,

arricchendo con ciò immensamente il loro mondo.

O in altre parole, egli porta loro incontro le qualità fondamentali dell’umanità,

quale futura decima gerarchia della libertà e dell’amore.

 

In questo modo nel cammino micheliano al Cristo l’uomo raggiunge il grado di iniziazione accennato da Rudolf Steiner riguardo a Benedetto nel Quadro Terzo del primo Dramma-Mistero La porta dell ’iniziazione:

«Quando, sul sentiero del pellegrinaggio dell’anima,

Raggiunsi quel gradino d’evoluzione

Che mi conferì la dignità

Di servire col mio consiglio nelle sfere degli Spiriti …»  (O.O. 14)

Solo un iniziato che può pensare insieme al Cristo ed essere libero insieme a Lui,

è in grado di portare alle gerarchie superiori qualcosa dalla Terra

che esse non possiedono nei mondi spirituali, ma di cui hanno assolutamente bisogno

per continuare a guidare l’umanità nel senso della sua vera destinazione.

Quanto spiegato può essere illustrato nel seguente schema:

 

 

Un tale iniziato arricchirà anche Michele.

Ancor più quando, su alto incarico del Cristo,

dalla Sua sfera spirituale egli agisce sulla Terra compenetrato dalla forza del Mistero del Golgota,

la cui piena conoscenza è accessibile soltanto agli uomini sulla Terra,

allora sono anche le gerarchie e Michele stesso che si pongono al servizio di un tale iniziato.

 

Alla fine della sua vita, in un dialogo personale con Ita Wegman, Rudolf Steiner accennò a un tale fatto. Più tardi lei ricordò: ▸ «E così nacque il Mistero che continuò a estendersi sulla vita e l’agire di Rudolf Steiner sino al periodo della sua malattia. Non solo Michele si esprimeva attraverso di lui, potenze molto più elevate si rivelavano; Michele divenne il servitore del suo Spirito» (An die Freunde / Agli amici, Articolo del 20 settembre 1925, Arlesheim 1968).

Con ciò è indicato anche il grado di iniziazione raggiunto da Rudolf Steiner soprattutto dopo il Convegno di Natale. Esso consisteva anche nel fatto che egli potè pensare insieme al Cristo ed essere libero insieme al Cristo.

Al più tardi a questo punto, in riferimento alla prospettiva qui abbozzata, nel lettore può nascere la domanda del tutto giustificata: Come raggiungere l’ideale qui descritto? Non siamo oggi infinitamente distanti da esso? O questa meta è riservata soltanto a iniziati del rango di Rudolf Steiner?

 


 

Note: 

88 – Vedi dettagli in S. O. Prokofieff, Das Ràtsel des menschlichen Ich. Eine anthroposophische Betrachtung (L’enigma dell’Io umano. Una osservazione antroposofica), Dornach 2013. In questo libretto si trovano ulteriori esposizioni di Rudolf Steiner riguardanti questo tema. – Che con l’essere dell’Io sia collegata esistenzialmente anche la libertà umana, risulta pure dalla seguente esposizione di Rudolf Steiner: «L’azione ‘libera’ può compiersi soltanto partendo dall’‘Io’» (O.O. 26, Articolo «La missione di Michele nell’epoca della libertà umana», 9 novembre 1924).

89 – Nel libro La soglia del mondo spirituale questi quattro gradi in riferimento all’essere umano e ai mondi spirituali che lo circondano, vengono riassunti come segue:

«I – Il corpo fisico nel mondo-ambiente fisico-sensibile. Per suo mezzo l’uomo si riconosce come essere autonomo (Io)…

II – Il tenue corpo eterico nel mondo-ambiente elementare. Per suo mezzo l’uomo si riconosce come parte del corpo vitale della Terra …

III- Il corpo astrale in un puro mondo-ambiente spirituale. Per suo mezzo l’uomo fa parte di un mondo spirituale. Nel corpo astrale si trova l’“altro sé” dell’uomo, che si esprime in successive vite terrene. …

IV – Il ‘vero Ioin un ambiente sopraspirituale. In questo l’uomo si ritrova come essere spirituale …» (O.O. 17, corsivi di Rudolf Steiner).

90 – Perciò Goethe, che era del tutto padrone di questo secondo grado del pensare, non scrisse la sua Metamorfosi della pianta in prosa, ma in forma di versi.

91 – Della piena chiarezza sull’essere del tempo occulto, che egli aveva raggiunto già nella sua gioventù, più tardi, nel volgere lo sguardo indietro, Rudolf Steiner scrisse: • «In quel periodo [intorno ai suoi 18 anni di età] cadde … la piena chiarezza sulla concezione del tempo … Fu la conoscenza che esiste un’evoluzione che va a ritroso, interferendo in quella che va in avanti, e cioè l’evoluzione occulta-astrale. Tale conoscenza è la condizione per il vedere spirituale» (O.O. 262, Manuskript von BarriManoscritto di Barr-I).

92 – Vedi in merito anche S. O. Prokofieff, Il Mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofìa, cap. II, «La Pasqua, l’Ascensione e la Pentecoste alla luce dell’Antroposofia», Widar Edizioni 2010.

93 – Vedi O.O. 13, cap. «L’evoluzione del mondo e dell’uomo».

94 – «L’avvenire dell’umanità e l’attività di Michele» (O.O. 26,25.10.1924) Rudolf Steiner descrive questo ritiro delle gerarchie dal cosmo in quattro gradi.

95 – Vedi 0.0. 121, 11.6.1910. – Perciò Goethe nella sua Fiaba del serpente verde e la bella Lilia l’ha nominata la misteriosa quarta forza.

96 – Anche questa immagine del ponte quale conseguenza del sacrificio del serpente è contenuta nella Fiaba di Goethe.

 

 

By | 2020-02-13T00:15:53+01:00 Settembre 21st, 2019|IL MISTERO DI MICHELE|Commenti disabilitati su 03 (d) – IL MISTERO DEL TRIPLICE IO E L’EVOLUZIONE MACROCOSMICA