03 (g) La scuola e il culto soprasensibili di Michele. (L’essere del Mistero di Michele)

Il mistero di Michele


 

Quando oggi guardiamo sia fuori nel mondo che dentro la Società Antroposofica e il Movimento Antroposofico (nelle loro iniziative pratiche), una grande preoccupazione può impadronirsi della nostra anima. Infatti, in molti luoghi possiamo sperimentare una ritirata dell’Antroposofia, e con ciò anche della sostanza micheliana. In questa lotta, tuttavia, non esiste alcun centro neutrale.

 

Dove la sostanza micheliana collegata con l’intelligenza umana non viene attivamente afferrata e portata incontro a Michele, essa scivola inevitabilmente nell’ambito arimanico, sia che ce ne accorgiamo oppure no. Di questo Michele è pienamente cosciente. Egli sa che già da secoli la sua intelligenza vive tra gli uomini senza la sua guida, e da quel tempo essa viene occupata in modo crescente da Arimane perché sin dall’inizio dell’attuale epoca di Michele egli non aveva più alcun diretto rapporto con essa sulla Terra. ▸ «Tanto che le potenze arimaniche gioivano già in molti corpi umani per il fatto che Michele non potesse più conservare la sua intelligenza cosmica caduta in Terra» (ibidem).

Dall’altro lato tuttavia, Michele è uno Spirito attivo che non ha soltanto la tendenza a stare a guardare come la sua intelligenza venga occupata da Arimane nelle anime umane sulla Terra. È vero che Michele non può influenzare questo processo dal mondo spirituale, ma egli aspirava a imporre una svolta in questo processo, là dove ancora possedeva la sua reggenza in piena misura e cioè nella sfera solare.

 

Nelle cerchie antroposofiche è noto ciò che egli ha intrapreso in merito, poiché dal secolo XV al XVIII nel mondo spirituale egli fondò e condusse la grande Scuola di Michele.

In essa Michele insegnava come in tutti i Misteri sin dal principio dell’evoluzione della Terra le anime degli uomini venissero preparate per comprendere la «volontà universale» nelle sue intenzioni e seguirla coscientemente.

Gli uomini dovevano divenire liberi collaboratori della «volontà universale» sulla Terra, che nel contempo è la volontà del Cristo, tuttavia nel cosmo, nella sfera solare, rappresentata da Michele.107 Il globale insegnamento nella Scuola soprasensibile di Michele può essere riassunto anzitutto in questo punto centrale.

 

Poi seguì il secondo grado in tale sviluppo. Intorno alla svolta tra il secolo XVIII e il XIX, nel mondo spirituale adiacente alla Terra Michele istituì un culto soprasensibile. Egli lo aveva introdotto, ma più tardi lasciò che continuasse a svilupparsi liberamente. Infatti, a quel tempo Michele stesso non era ancora disceso nei dintorni della Terra, dove ora si sviluppò questo culto, ma rimase ancora nella sfera solare. E che cos’era il contenuto di questo culto?

Ce lo dice un’essenziale comunicazione di Rudolf Steiner. Egli ripete spesso che, dalla sostanza micheliana elaborata nella Scuola soprasensibile di Michele, in questo culto venne poi fondato il nuovo cristianesimo.

 

E che cosa è questo nuovo cristianesimo?

• Esso comporta che l’uomo debba trovare un cosciente e completamente nuovo rapporto con il Cristo sul fondamento dell’intelligenza micheliana spiritualizzata, affinché oggi egli possa percepire direttamente la «Parola del Cristo».108

• E nel percepire, comprendere e riconoscere la Parola del Cristo, l’uomo giunge all’esperienza che il Cristo stesso, quale Logos, è presente in questa Parola del Cristo e vuole unirsi prima con le forze della conoscenza, poi con le forze del cuore e infine con tutte le forze della volontà, e questo significa dunque con tutto l’uomo.

 

Ora dobbiamo osservare più attentamente questi gradi soprasensibili di preparazione dell’Antroposofia nel mondo spirituale. Ciò dev’essere tuttavia preceduto dalla domanda: Perché nelle sue successive conferenze sul Karma Rudolf Steiner dà comunicazioni dei veri e propri contenuti della Scuola di Michele, e del culto che a essa fa seguito, in modo così prudente ed evidentemente riservatissimo? Perché egli ne accenna soltanto?

Il motivo sembra stare nel fatto che queste conferenze sul Karma dovevano accompagnare soprattutto il suo lavoro alla Prima Classe della Libera Università di Scienza dello Spirito. Come annunciato da Rudolf Steiner stesso durante l’ultima, diciannovesima Lezione di Classe nell’agosto 1924, nell’ulteriore sviluppo dell’Università egli intendeva avvicinarsi anche alle dirette comunicazioni dei contenuti della Scuola soprasensibile di Michele, come pure iniziare a riportare direttamente le immaginazioni del successivo culto cosmico.

 

È evidente che, parallelamente ai contenuti esoterici nell’ambito di una Seconda e Terza Classe dell’Università, anche ulteriori conferenze sul Karma, come prima in forma di pensiero, avrebbero accompagnato le corrispondenti comunicazioni sulla preparazione celeste dell’Antroposofia.

In ciò Rudolf Steiner avrebbe essenzialmente approfondito e ampliato nei contenuti quanto precedentemente soltanto accennato. Tuttavia questo non è avvenuto, perché a causa della sua malattia non ebbe luogo l’ulteriore sviluppo dell’Università. Per cui, anche in base alla presenza di molti nuovi membri, nel settembre 1924 Rudolf Steiner dovette limitarsi a ripetere in forma abbreviata ciò che aveva già dato, invece di poter iniziare, come inteso, la Seconda Classe. (Qui si tratta delle cosiddette Lezioni di ripetizione.)

 

Corrispondentemente, nelle conferenze sul Karma che accompagnano le Lezioni di Classe egli riafferrò in gran parte i temi già trattati precedentemente. Che sia stato espresso molto di nuovo non cambia nulla nel fondamentale dato di fatto che era subentrata una pausa nei riguardi della descrizione della storia celeste antecedente all’Antroposofia in connessione con la corrente soprasensibile di Michele.

 

Per comprendere ancor meglio quanto già illustrato in merito ai due menzionati gradi preparatori celesti dell’Antroposofia, va aggiunto ancora un terzo grado, che nel corso temporale tuttavia è il primo, del quale Rudolf Steiner ha parlato soltanto una volta e cioè nella conferenza del 28 luglio 1924 a Dornach. Si tratta del fatto che il vero e proprio insegnamento nella Scuola soprasensibile di Michele all’inizio del secolo XV fu preceduto da un «possente evento» entro i mondi spirituali (O.O. 237).

Rudolf Steiner lo definisce come una sorta di «tempesta universale», la cui origine si trova nell’attività della suprema gerarchia (Serafini, Cherubini e Troni). Allora essi trasferirono sulla Terra, nel regno degli uomini, la sostanza dell’intelligenza solare, che apparteneva all’ambito della seconda gerarchia (Kyriotetes, Dynameis ed Exusiai), per cui l’essere umano venne trasformato costituzionalmente, vale a dire sino entro i fondamenti spirituali del suo corpo fisico.

In una breve frase lapidaria Rudolf Steiner formula così ciò che allora fu causato nell’essere umano quale fondamentale cambiamento: ▸ «Prima l’uomo era in prevalenza uomo-cuore, poi divenne uomo-testa. L’intelligenza diviene ora sua, individuale. Vista dal mondo soprasensibile è cosa di somma importanza» (O.O. 237, 28.7.1924).

 

Allora tutto ciò era necessario, affinché l’uomo potesse mantenere anche i fondamenti corporei-fisiologici per riuscire nella nascente epoca dell’anima cosciente a elaborare con quest’ultima non solo le percezioni dei sensi trasmesse dal corpo, ma anche ad afferrare in sé coscientemente i pensieri spirituali per porre con essi il fondamento per una nuova civiltà spirituale sulla Terra.

Allora questa tempesta universale venne osservata attentamente da Michele e dai suoi discepoli umani nella Scuola soprasensibile di Michele dalla sfera solare, e compresa in tutto il suo significato che indica la futura Antroposofia e il suo agire sulla Terra. Per cui Rudolf Steiner dice che il ricordo di questa esperienza, se gli antroposofi oggi la scoprono nelle profondità della loro anima, può condurre al vero «entusiasmo» nei loro cuori e nelle loro anime per l’Antroposofia e la nuova civiltà spirituale con essa collegata (ibidem).

 

A tale agire universale della prima gerarchia seguì l’attività della Scuola di Michele che si sviluppò sul Sole, vale a dire nell’ambito della seconda gerarchia, la cui sostanza era stata impressa negli uomini sulla Terra mediante la tempesta universale. Alla Scuola soprasensibile di Michele, accanto a Michele quale sua guida, parteciparono anche numerose anime umane e diversi Spiriti elementari, ma anche entità della terza gerarchia, Angeli, Arcangeli e persino Arcai che nel mondo spirituale appartengono alla corrente di Michele (vedi O.O. 240, 27.8.1924).

 

Più tardi questa ampia attività della Scuola di Michele continuò nella sfera lunare, ossia nel mondo spirituale direttamente adiacente alla Terra.

Letteralmente, Rudolf Steiner dice che nel culto soprasensibile non vennero elaborati ulteriormente nient’altro che i contenuti della Scuola di Michele, ▸ «quando ciò che Michele aveva prima insegnato nella Scuola soprasensibile venne configurato in poderose immaginazioni» (O.O. 237, 28.7.1924).

Poiché la terza gerarchia è collegata con la sfera lunare, possiamo certamente supporre che a questo culto soprasensibile parteciparono soprattutto anche quelle entità che prima avevano già partecipato all’insegnamento della Scuola di Michele, insieme alle anime umane ad esse appartenenti.109

 

Da tutto ciò nasce una possente immagine della partecipazione di tutte le nove gerarchie alla preparazione cosmica dell’Antroposofia. Aggiungendo inoltre che secondo la Meditazione della Pietra di Fondazione le forze del Padre agiscono soprattutto attraverso la prima gerarchia, le forze del Figlio attraverso la seconda gerarchia e quelle dello Spirito Santo attraverso la terza gerarchia, possiamo fare un ulteriore passo nella conoscenza della corrente di Michele, le cui radici spirituali si trovano nell’agire delle forze del Padre nel nostro cosmo.

Rudolf Steiner comunica, infatti, che tali eventi come la tempesta universale all’inizio del secolo XV derivano dall’ambito della prima gerarchia e si ripetono soltanto a intervalli cosmici molto grandi.110 Essi, e soprattutto l’ultimo evento, hanno tuttavia un diretto rapporto con la corrente di Michele nel mondo spirituale, perché qui si tratta dell’agire dell’intelligenza cosmica con la quale Michele stesso è profondamente collegato.111

 

Nella sua Scuola solare soprasensibile si trattò poi della trasformazione dell’antico essere dei Misteri ancora precristiano, che è altresì radicato nella manifestazione primordiale del Padre, nel nuovo essere dei Misteri, che divenne possibile soltanto dopo il Mistero del Golgota e che conta pienamente sulla libera intelligenza degli uomini.

▸ «Poi [nella Scuola di Michele] venne anche indicato l’avvenire, che cosa i nuovi misteri dovevano diventare, tutto ciò che doveva penetrare negli animi in modo diverso dagli antichi misteri, poiché allora gli uomini sulla Terra non possedevano ancora l’intelligenza e perciò sperimentavano i mondi spirituali solo in forma sognante. Le anime vennero guidate verso i nuovi misteri che in campo antroposofico dobbiamo cominciare a comprendere, e che sono assolutamente in armonia con la piena intelligenza umana, con la chiara, luminosa intelligenza» (O.O. 237, 1.8.1924).

 

Così, nella Scuola di Michele si trattò in prima linea

della configurazione dei Nuovi Misteri che più tardi, mediante il Convegno di Natale

e le sue conseguenze, furono istituiti sulla Terra da Rudolf Steiner.

 

Dalle sue ulteriori parole che riportano il possente discorso di Michele nella sua Scuola soprasensibile in linguaggio umano, questo può essere sperimentato con ancor maggiore chiarezza: «Suscitiamo la grande dottrina iniziatica che un tempo scorreva al modo antico sulla Terra attraverso i misteri, e presentiamola alle anime di coloro che furono collegati con Michele in modo intelligente». (O.O. 240, 20.7.1924).

 Qui si tratta della fondazione puramente soprasensibile dei Nuovi Misteri, nei quali l’antica «saggezza iniziatica» doveva essere completamente rinnovata dalla sorgente del Mistero del Golgota per poi rifiorire «in modo nuovo» (ibidem) nelle anime degli uomini, anzitutto nel mondo spirituale e più tardi sulla Terra.

Nel contempo si trattava anche del nuovo cammino di iniziazione che dovrebbe condurre gli uomini al Cristo cosmico quale Logos solare creatore, come illustrato più tardi da Rudolf Steiner anzitutto nei suoi libri fondamentali Teosofia, L’iniziazione e La scienza occulta e poi nelle diciannove Lezioni esoteriche della Prima Classe della Scuola di Michele.

 

Ma come fu possibile questa trasformazione degli antichi Misteri del Padre

nei Nuovi Misteri cristiani o Misteri del Figlio, dapprima soltanto nella sfera solare e sotto la diretta guida di Michele?

 

Come già menzionato, questo potè avvenire soltanto in seguito al Mistero del Golgota, vale a dire soltanto potendosi riallacciare Michele stesso al Mistero del Golgota e le conseguenze di esso con tutta la sua attività cosmica.

▸ «E vi riesce mettendo la propria azione in perfetta armonia col Mistero del Golgota».112

Unicamente così si rese possibile il passo dagli antichi ai Nuovi Misteri

ossia il passaggio dall’antica saggezza del Padre alla nuova saggezza del Figlio.

 

E Michele stesso fu in grado di eseguire tale trasformazione dei Misteri nella sfera solare soltanto perché lui stesso, in seguito al Mistero del Golgota, aveva subito una decisiva trasformazione in tutto il suo essere, caratterizzata da Rudolf Steiner nel seguente modo: ▸ «Per lui [Michele] il Mistero del Golgota significa la trasformazione da Spirito notturno in Spirito diurno» (O.O. 194, 22.11.1919).

 

«Spirito notturno» significa che sino al Mistero del Golgota

Michele agiva soprattutto sull’ i n c o n s c i o  dell’uomo,

sul quale gli esseri gerarchici influiscono soltanto durante il sonno.

• A partire dalla svolta dei tempi, e specialmente con la discesa dell’intelligenza cosmica sulla Terra,

Michele potè manifestarsi agli uomini in modo sempre più cosciente;

un processo che nel nostro tempo raggiungerà il suo apice.

 

• Infatti, nella nostra epoca di Michele (per Michele stesso è la prima dopo il Mistero del Golgota), come abbiamo già visto, l’uomo può entrare in un rapporto completamente nuovo con Michele e il mondo spirituale.

E ciò avviene soprattutto sulla via di trasformazione del pensare umano, che ora è in grado di riportare a Michele l’intelligenza divenuta terrena affinché, a partire dal nostro tempo, divenga possibile un nuovo rapporto pienamente cosciente tra gli uomini e gli Dei.

Che il Mistero del Cristo quale elevato essere solare si trovasse al centro dell’insegnamento della celeste Scuola di Michele, risulta anche da molte esposizioni di Rudolf Steiner, nelle quali egli mette sempre di nuovo in rilievo che apparteneva e continua ad appartenere ai particolari compiti di Michele avvicinare agli uomini sulla Terra la conoscenza del Cristo quale elevato essere solare.113

In merito è significativo (questo va accennato qui tra parentesi) che già nel libro La scienza occulta, pubblicato nel 1910, il Mistero solare del Cristo si trova al centro, e ciò conferma che anche questo libro venne scritto dalla diretta ispirazione della Scuola soprasensibile di Michele.

 

Sulla Terra, mediante la Sua azione sulla collina del Golgota, il Cristo ha causato la liberazione dell’uomo dal peccato originale, che era stato ancora permesso dal divino Padre nel Paradiso.114

Così Michele, al seguito del Cristo, nella sua Scuola soprasensibile ha posto i fondamenti affinché l’uomo sulla Terra potesse disporre qualcosa di simile, ora tuttavia non nell’ambito dell’etere, ma sul piano della coscienza, dell’essere coscienti, e cioè il superamento del peccato originale dell’intelletto nell’ambito della conoscenza, che seguì l’originario peccato originale.115

 

Nel mondo spirituale già nel periodo di Aristotele – che nel contempo era il periodo della progrediente decadenza degli antichi Misteri – dal Sole risuonò la possente voce di Michele. ▸ «Il motto di Michele era allora: L’uomo deve arrivare alla pan-intelligenza: deve arrivare sulla Terra ad afferrare il divino in forma priva di peccato» (O.O. 237, 1.8.1924).

E’ per questo, comunica Rudolf Steiner, che nella Scuola di Michele il Mistero del peccato originale rivestiva un ruolo particolare. Infatti, il compito di Michele era condurre gli uomini sulla via del suo superamento grazie alle forze del Mistero del Golgota. Questa via inizia appunto sul piano della coscienza e continua sul piano dell’essere, un processo che troverà la sua conclusione con la rinnovata congiunzione della Terra con il Sole.

 

Alle «intimità dell’insegnamento di quella Scuola soprasensibile», così dice Rudolf Steiner, apparteneva anche quanto segue: ▸ «Intendo la dottrina del peccato, dell’uomo soggetto al peccato, dell’uomo che al principio dell’evoluzione umana sarebbe stato destinato a discendere nella materia meno profondamente di quanto vi discese.» (0.0. 237, 1.8.1924).

E il primo passo, anzitutto ancora sul piano della coscienza o del pensare, è l’accedere alla via micheliana, che alla fine conduce alla compenetrazione del pensare umano con la sostanza del Cristo («a pensare con il Cristo»).

Ciò divenne possibile a Michele, aprendo, nel suo ambito solare, alle anime umane con lui collegate le vie affinché l’Impulso-Cristo potesse penetrare nel pensare umano, ossia cristificare l’intelligenza umana. Con ciò nella Scuola di Michele venne data una risposta alla domanda con la quale era morto Tommaso d’Aquino nel 1274: «Come penetra il Cristo nel pensiero umano?» (0.0. 74, 23.5.1920).

 

• Ciò che Michele aveva disposto in questo modo nel mondo spirituale,

• più tardi venne condotto alla piena realtà sulla Terra da Rudolf Steiner nell’Antroposofia o Scienza dello Spirito.

Infatti, già nella sua principale opera iniziale, La filosofia della libertà, troviamo aperte le vie che conducono al superamento del peccato originale nel pensare (vedi ibidem). E alla fine della sua vita, nelle cosiddette Lettere di Michele (0.0. 26), Rudolf Steiner ha illustrato come questa via di superamento del peccato originale dell’intelletto sia collegata con i Misteri cosmici di Michele qui abbozzati.

 

Un particolare rapporto della Scuola di Michele con il Mistero solare del Cristo consiste nel fatto che, secondo un successivo risultato d’indagine di Rudolf Steiner, nella Sua discesa verso la Terra il Cristo ha lasciato sul Sole il Suo Uomo Spirito cosmico (vedi 0.0. 240, 27.8.1924).

Poiché tuttavia furono Michele e i suoi a sperimentare la profonda drammaticità del commiato del Cristo dal Sole, è di certo ovvio che fosse Michele ad essere collegato con ciò che il Cristo ha lasciato sul Sole come una sorta di testamento. Qualcosa fa pensare che Michele, quale reggente del regno solare, divenne anche il custode di questo Uomo Spirito cristificato.116

 

Come già accennato in un’altra opera,117 con le ispirazioni spirituali di questo Uomo Spirito cosmico sul Sole stava in stretta connessione soprattutto quell’individualità che sin dall’inizio era profondamente collegata con Michele e col destino della sua intelligenza cosmica: l’individualità di Aristotele.118

Se aggiungiamo le ulteriori comunicazioni di Rudolf Steiner nella stessa conferenza, cioè che il Cristo nell’ulteriore discesa sulla Terra aveva lasciato il Suo Spirito Vitale cosmico negli immediati dintorni della Terra, la cui azione poi servì per secoli ai cavalieri di Re Artù quale principale sorgente d’ispirazione, ed era arrivato sulla Terra con il Suo Sé Spirituale, le cui forze poi agirono nei Misteri del Gral (vedi ibidem), allora la seguente comunicazione di Rudolf Steiner sui contenuti della celeste Scuola di Michele nel loro pieno significato può essere compresa meglio: ▸ «Nelle regioni soprasensibili, nel mondo spirituale si formò una schiera di Michele [nella Scuola di Michele] che accolse le dottrine dei Maestri micheliani del tempo di Alessandro [le dottrine di Aristotele, che allora Alessandro diffuse ampiamente nel mondo], dei Maestri micheliani della tradizione del Gral e anche dei Maestri micheliani che seguivano impulsi come quello di Artù» (0.0. 240, 21.8.1924).

• Se consideriamo inoltre che riguardo a queste tre correnti nella Scuola di Michele si trattava degli sfondi cosmici di essa (infatti, nella stessa conferenza Rudolf Steiner li definisce «un cristianesimo cosmico»), allora diventa comprensibile che alle dottrine essenziali della Scuola di Michele appartenessero gli ulteriori destini dell’Uomo Spirito, dello Spirito Vitale e del Sé Spirituale del Cristo nel rapporto di essi con l’agire terreno dell’aristotelismo, della corrente di Re Artù e della corrente del Gral.

 

Nella Scuola di Michele era soprattutto l’impulso aristotelico a rivestire un ruolo centrale.

Infatti, già nel quarto secolo precristiano, mediante la fondazione della scienza del pensare (della logica), Aristotele aveva formato una sorta di coppa spirituale in cui, più di mille anni dopo, l’intelligenza micheliana potè essere accolta nelle anime degli uomini sulla Terra.119 Questo era il motivo per cui Aristotele divenne il precursore dello sviluppo dell’anima cosciente a venire. Sino ad oggi, e molto più avanti nel futuro, il pensare dell’umanità è stato e sarà configurato nel modo già descritto da Aristotele nei suoi scritti logici migliaia di anni fa.120

E fu altresì Aristotele che all’inizio dell’epoca dell’anima razionale o affettiva, con la sua dedizione alla pura osservazione della natura, come nessun altro uomo di allora, aveva anticipato da questo lato la futura epoca dell’anima cosciente.

 

Queste due direzioni fondate da Aristotele, la direzione logica e quella della scienza naturale, che continuarono ad essere coltivate dai suoi più importanti allievi, Teofrasto e Alessandro Magno, nella Scuola di Michele rivestivano un superiore ruolo.

Infatti, da un lato la Scuola di Michele«riassumeva in nuova maniera e soprasensibilmente l’antica sapienza iniziatica, che elevava nelle anime umane a ciò predestinate nella vita tra morte e nuova nascita, nella coscienza intelligente, nell’anima cosciente, quanto anteriormente, negli antichi tempi era stata proprietà sapiente degli uomini nell’anima razionale o affettiva, nell’anima senziente …» (O.O. 240, 20.7.1924).

In altre parole, nella Scuola di Michele, in modo cosmico venne ulteriormente sviluppato e portato ad una sorta di culminazione quanto già molto tempo prima venne disposto sulla Terra da Aristotele. Per cui non ci sono dubbi che in tale contesto l’individualità di Aristotele rivestì un ruolo centrale.

Anche riguardo al secondo lato della dottrina aristotelica in collegamento con la Scuola di Michele può essere detta la stessa cosa. Ecco la testimonianza di Rudolf Steiner: ▸ «La saggezza di Michele, che un tempo era vissuta nei Misteri solari, rivisse nei mondi spirituali. In maniera grandiosa venne poi compendiato quello che era stato platonismo nel suo proseguimento aristotelico, e che da Alessandro Magno era stato portato in Asia e anche in Egitto» (O.O. 237, 28.7.1024).

 

Possiamo quindi dire che l’individualità di Aristotele rivestiva un ruolo guida anche in questa attività della Scuola di Michele. Ciò risulta ancora dalle ulteriori parole di Rudolf Steiner, le quali, nonostante la loro semplicità, devono essere prese nella loro pienezza.

È intesa la sua breve osservazione che ▸ «il cristianesimo illuminato dall’aristotelismo prendeva il suo principale sviluppo nel mondo soprasensibile nei secoli dal quattordicesimo al diciassettesimo e oltre [il periodo dell’operare della Scuola di Michele]» (O.O. 240, 27.8.1924).

 

Quanto detto forma le essenziali pietre per ciò che Rudolf Steiner definisce il compito centrale della Scuola di Michele: la fondazione, in un primo momento ancora nel mondo spirituale, del cristianesimo cosmico mediante la trasformazione degli antichi Misteri nei Nuovi Misteri attraverso l’Impulso-Cristo, come esso agisce nel mondo dopo il Mistero del Golgota.

• Così, questa Scuola soprasensibile di Michele nella sfera solare era la sorgente

per la vera comprensione dell’essere cosmico del Cristo e della sua azione nel Mistero del Golgota.

Infatti, la Sua morte e la Sua resurrezione in un nuovo corpo trasformato furono il massimo compimento di tutti i veri Misteri solari del passato. Ciò che in essi, ispirato per millenni da Michele, è stato eseguito soltanto simbolicamente, sulla collina del Golgota giunse alla sua piena realtà quale massimo sposalizio della Terra con il Sole, quale fluire dell’evoluzione solare in tutta l’evoluzione terrestre.

Questi collegamenti della Scuola di Michele con il Mistero solare del Cristo e la Sua azione nel Mistero del Golgota dovevano tra l’altro costituire il contenuto delle ulteriori conferenze sul Karma che avrebbero accompagnato la fondazione della Seconda e Terza Classe della Libera Università.

 

Il successivo, terzo passo nell’evoluzione celeste dell’Antroposofia consisteva nel culto soprasensibile, nel quale, come dice Rudolf Steiner, furono posti i fondamenti per il «nuovo cristianesimo» (0.0. 240, 18.7.1924).

Anche a questo culto, accanto alle anime umane disincarnate e a numerosi Spiriti elementari, parteciparono diverse entità delle gerarchie superiori, ma soprattutto della terza gerarchia, vale a dire quegli Angeli, Arcangeli e Arcai che sin dall’inizio appartenevano alla corrente di Michele nel mondo soprasensibile.121 Tuttavia, a differenza della Scuola di Michele, nella quale le anime degli uomini (eccetto quelle più progredite) furono soltanto ascoltatori, tenendo conto che nel mondo spirituale l’«udire» è qualcosa di assolutamente attivo, nel culto soprasensibile esse stesse divennero creative.122 Insieme alle gerarchie superiori esse operavano alle «poderose immaginazioni cosmiche» (ibidem) che formarono profondamente tutto il loro essere sin entro i fondamenti della volontà.

 

E qui si trova il secondo passaggio, e cioè dai Misteri del Figlio a quelli dello Spirito.

Nel Nuovo Testamento ciò corrisponde alla vita degli Apostoli dopo l’evento della Pentecoste.

Dopo essere stati per tre anni discepoli del Cristo Gesù e in questo periodo aver accolto i Suoi insegnamenti, ora, colmati del Suo Spirito, è loro concesso di agire sulla Terra in propria responsabilità partendo dall’Impulso-Cristo. – In questo modo anche le anime collegate con Michele, dapprima ancora nel mondo spirituale, da «ascoltatrici» poterono diventare «collaboratrici», poterono diventare quegli uomini ai quali fu affidato il compito di prepararsi per operare sulla Terra nella loro prossima incarnazione (e in quelle successive) nel senso di Michele-Cristo.

Per questo l’Antroposofia è nominata anche Scienza dello Spirito. E cioè perché intraprende l’indagine del mondo spirituale rigorosamente secondo i metodi scientifici. Così, essa è di fatto la Scienza dello Spirito, che sulla via micheliana conduce al Cristo.

 

Per i motivi sopra citati, nelle conferenze sul Karma Rudolf Steiner parla molto poco del vero e proprio contenuto del culto soprasensibile. Là tuttavia egli mette essenzialmente in rilievo un’immagine molto più concreta di ciò che in tale contesto egli definisce il «nuovo cristianesimo». Si tratta del contenuto della Fiaba di Goethe, La fiaba del serpente verde e della bella Lilia. Infatti, quando Goethe la scrisse, nella sua anima si infiltrò qualcosa del contenuto del culto dal mondo spirituale adiacente alla Terra. ▸ «Goethe non conosceva le grandi e possenti immagini che si svolgevano lassù» tuttavia «elaborò le immagini in miniatura nella Fiaba del serpente verde e della bella Lilia» (O.O. 240, 19.7.1924).

 

Se qui ci ricordiamo nuovamente degli insegnamenti della Scuola di Michele e della loro continuazione nel culto soprasensibile, allora i principali motivi della Fiaba possono diventare per noi i primissimi accenni al contenuto del culto soprasensibile.

Così, nella trasformazione e nell’ergersi del tempio con tutto il suo simbolismo dall’occulto ad un agire pubblico, vediamo la già menzionata metamorfosi degli antichi Misteri in quelli Nuovi. La saggezza primordiale dell’umanità che venne custodita nel tempio, viene così rinnovata e per ciò ora è accessibile a tutti gli uomini di buona volontà.

L’aspirazione del giovane al suo essere superiore (Lilia) e la successiva morte e resurrezione sono intessuti nella Fiaba quali motivi centrali. Il risveglio del giovane a nuova vita diviene tuttavia possibile soltanto con il sacrificio del serpente verde, perché es