////03 – III° PASSO: SVILUPPARE UN SENTIMENTO DI RESPONSABILITÀ SEMPRE MAGGIORE NEI CONFRONTI DELLE NOSTRE AZIONI (VOLONTÀ).

03 – III° PASSO: SVILUPPARE UN SENTIMENTO DI RESPONSABILITÀ SEMPRE MAGGIORE NEI CONFRONTI DELLE NOSTRE AZIONI (VOLONTÀ).

III° passo: Sviluppare un sentimento di responsabilità sempre maggiore nei confronti delle nostre azioni (volontà).

La celeste Sofia e l’essere Antroposofia


 

Possiamo ora procedere nell’osservazione del terzo passo relativo allo sviluppo descritto,

e cioè del gradino in cui il processo dello studio afferra la volontà umana.

 

Per secoli i filosofi hanno dibattuto il quesito se l’uomo sia libero oppure no.

Rudolf Steiner tratta questo problema nel suo libro pre-antroposofico La filosofia della libertà,15

illustrando che la soluzione non è da ricercarsi in speculazioni teoriche,

bensì in un cammino che porta a una sfera in cui

la volontà si spoglia di qualsiasi tipo di dipendenza dal mondo dei sensi,

divenendo così la pura rivelazione del più intimo essere spirituale dell’uomo.

Soltanto in questo modo si consegue la vera libertà attraverso l’individualità stessa.

 

Già nella vita quotidiana un’osservazione disincantata ci mostra che in effetti la maggior parte delle nostre azioni non sono libere. A un esame più approfondito troveremo quasi sempre questo o quel motivo esterno a noi che ci ha condotto a fare questa o quell’azione. Sarà così finché le motivazioni delle nostre azioni scaturiscono dal mondo fisico-sensibile, dove causa ed effetto sono concatenati da ferrea necessità.

 

Vi è solo una sfera nel cui ambito oggi possiamo agire liberamente, una sfera in cui la nostra volontà può rimanere libera

da quanto ci circonda esteriormente e dalla nostra propria natura fisica: è la sfera della moralità, dell’etica.

• Se agiamo sulla base di impulsi morali propri, sorti dalla vera autoconoscenza e dalla vera conoscenza del mondo,

creiamo qualcosa che prima non esisteva nel mondo.

• Con ciò partecipiamo alla nascita di un nuovo cosmo futuro,

nel quale la moralità e la sua radice, l’amore, agiranno come legge universale,

allo stesso modo delle leggi naturali nel mondo odierno.

 

Rudolf Steiner scrisse di questo mistero nell’ultimo capitolo del suo libro La scienza occulta descrivendo la trasformazione del nostro cosmo attuale in un nuovo cosmo futuro.

E così come l’antico cosmo, attraverso gli eventi dell’antica Luna era compenetrato di saggezza e necessità, così il cosmo futuro, quello di Giove, nascerà dalla libertà e dall’amore.

Lavorare per la sua nascita, è la vera destinazione dell’uomo e dell’umanità.

 

Anche nella sua ultima conferenza tenuta nel primo Goetheanum il 31 dicembre 1922,16 Rudolf Steiner parlò di come l’intero cosmo visibile, nella sua grandiosità e bellezza, dalla più piccola pianta fino alle più lontane stelle del passato, appartenga all’evoluzione del mondo; di come soltanto nel nostro ‘io’ individuale, che riconosce se stesso, e nel corpo astrale purificato ad esso collegato, ci sia l’unica possibilità di formare la base per un nuovo cosmo.

 

Così attraverso lo studio serio e interiormente attivo dell’antroposofia,

svilupperemo un sentimento di responsabilità sempre maggiore soprattutto nei confronti delle nostre azioni,

poiché riconosceremo l’importanza dell’antroposofia

non soltanto in riferimento alla nostra vita, bensì anche per l’intero cosmo futuro.

 

In questo modo l’antroposofia

può condurci a una crescente e cosciente collaborazione con le entità spirituali,

con gli dei collegati alle mete dell’evoluzione umana e cosmica.

 

Soltanto le azioni non provocate da circostanze esteriori o desideri personali,

bensì sviluppate solo attraverso il nostro triplice accrescimento nella conoscenza della scienza dello spirito,

sono azioni derivanti da una volontà libera dai sensi, libere azioni umane.

 

Nella sua Filosofia della libertà Rudolf Steiner definisce questa attività interiore «fantasia morale»

e la caratterizza nel seguente modo:

▸ «Per realizzare le sue idee, per affermarle, lo spirito libero ha bisogno di fantasia morale.

Essa è la fonte per le azioni dello spirito libero».17

 

Così lo studio della scienza dello spirito conduce l’uomo

all’autonoma formazione di un proprio mondo delle idee nella propria anima,

indipendente dai sensi e dall’egoismo personale,

dal quale si possono poi attingere gli impulsi della fantasia morale.

 

▸ «L’uomo libero agisce moralmente perché possiede un’idea morale»,

e «gli individui umani con le loro idee morali, proprie al loro essere, sono la premessa dell’ordine morale universale».

 

Quando lo studio della scienza dello spirito raggiunge questo terzo gradino,

nella nostra anima ogni pensiero scientifico-spirituale diventa ‘idea morale’,

un vero ideale di vita che infiamma la nostra volontà.

 

E così ora noi, in base alla nostra esperienza, possiamo riconoscere la verità delle parole di Rudolf Steiner:

▸ «ogni idea (…) che diventa un ideale, crea in te forze vitali».18

 

Nel percorrere questo terzo gradino dello studio, che richiede sempre la forza della nostra volontà,

scopriremo inoltre prima o poi che la sfera animica dalla quale attingiamo tutti gli impulsi morali per le nostre azioni

è in stretta relazione con la sfera cosmica che dopo il mistero del Golgota

è divenuta la sfera in cui può essere trovata l’entità del Cristo.

 

Nel corso dello studio la nostra volontà inizia a destarsi sempre più

dal suo naturale stato di sonno senza sogni, privo di libertà,

sino a quando infine appare l’entità del Cristo stessa, quale archetipo cosmico della vera libertà umana.

 

Allora potremo comprendere il pieno significato delle parole di Rudolf Steiner:

▸ «Soltanto (…) attraverso l’atto del Golgota è divenuta possibile la libertà dell’uomo, la completa dignità umana.

La possibilità di essere creature libere la dobbiamo a un atto d’amore divino.

Come uomini possiamo sentirci creature libere, tuttavia non dobbiamo mai dimenticare

che siamo debitori di questa libertà all’atto d’amore di Dio.

Gli uomini non potrebbero essere capaci di afferrare il pensiero della libertà senza il pensiero della redenzione del Cristo.

Soltanto in questo senso il pensiero della libertà è legittimo.

Se vogliamo essere liberi, dobbiamo offrire al Cristo il ringraziamento

per averci donato la libertà! Soltanto allora potremo realmente percepirla».19

 

In questo modo l’uomo trova nel Cristo il «grande ideale umano terrestre»;20 infatti

▸ «non possiamo pensare fino in fondo l’idea dell’uomo,

senza giungere al libero spirito come la più pura espressione della natura umana».21

 

Questa altissima «idea dell’uomo» quale «spirito libero» corrisponde, nell’esperienza interiore, a ciò che può essere definito anche come «vera e reale umanità», di cui Rudolf Steiner alla fine della sua vita scrive:

▸ «In questo sentire, l’uomo sperimenterà e si congiungerà, con intimo calore d’anima, in Cristo e col Cristo,

e insieme sperimenterà la vera e reale umanità. ‘Cristo mi dà la mia essenza umana’,

questo sarà il sentimento fondamentale che compenetrerà l’anima».22

 

E con ciò è strettamente collegata un’ulteriore affermazione di Rudolf Steiner:

▸ «L’esatta interpretazione della parola antroposofia

non è ‘saggezza dell’uomo’, bensì ‘coscienza della sua umanità’».23

 

Il Cristo e l’antroposofia sono profondamente connessi:

• il primo conferisce all’uomo «la vera e reale umanità», • la seconda risveglia «la coscienza» nell’anima dell’uomo.

 

Detto con altre parole: il più alto ideale dell’uomo, in qualità di «libero spirito», l’ideale che è stato inserito nell’evoluzione umana attraverso l’azione del Cristo sul Golgota, non può essere afferrato coscientemente e portato a compimento dagli uomini senza l’antroposofia.

Infatti solo l’antroposofia può rivelare pienamente agli uomini ▸ «il significato dell’evento del Golgota, quale libera azione cosmica, che ha origine dall’amore cosmico e può essere accolta soltanto attraverso l’amore umano».24

 

Così nel mistero del Golgota si identifica il più alto archetipo di ciò che gli uomini sulla terra, a poco a poco, devono sviluppare come la capacità di agire liberamente, vale a dire meramente per amore dell’azione, per amore disinteressato per la cosa:

▸ «Soltanto se seguo il mio amore per l’oggetto sono io stesso che agisco (…).

Non riconosco alcun principio esteriore nel mio agire,

perché ho trovato in me stesso il motivo dell’agire, l’amore per l’azione.

Non esamino razionalmente se la mia azione è buona o cattiva; la porto a compimento perché la amo».25

Quanto più l’essere umano nell’evolversi si eleva con le proprie forze verso l’ideale di un libero spirito,

tanto più interiormente si sente essenzialmente simile alla natura dell’entità del Cristo.

 

Attraverso questa esperienza, a poco a poco, si presenterà dinanzi all’anima la più alta meta dell’evoluzione umana, quale imminente realtà: l’umanità quale decima gerarchia, la gerarchia della libertà e dell’amore,26 Questa meta può essere raggiunta soltanto grazie all’atto del Golgota.

 

Si presentano a noi le mete dell’evoluzione del mondo e dell’umanità, che accogliamo nella nostra coscienza attraverso l’antroposofia in forma di «idee morali». Successivamente cerchiamo di agire seguendo contemporaneamente le mete del Cristo. Allorché non saremo soltanto in grado di agire liberamente, bensì anche di sperimentare come la nostra libera volontà venga compenetrata sempre più dalla volontà universale del Cristo, allora comprenderemo la verità delle parole: «Poiché la volontà del Cristo domina all’intorno [della terra]»,27 parole che, nel loro più profondo significato, non contraddicono la libertà dell’uomo.

 

Così mediante l’antroposofia impareremo a riconoscere sempre meglio l’essenza dei sacrifici terreni del Cristo.

Potremo esprimere, nel cuore, in piena libertà, per puro amore verso il Cristo, la preghiera:

 

«Luce divina,

Cristo-Sole

Riscalda i nostri cuori;

Illumina i nostri capi.»28

 

In questo modo si svilupperà nella nostra anima un processo che può essere paragonato al sorgere di un sole interiore che colma le nostre azioni con il suo calore e la sua luce.

Rudolf Steiner descrive così questo processo interiore:

▸ «L’uomo è consapevole di una realtà quando si trova dinanzi al sole fisico accogliendone calore e luce. Così deve vivere dinanzi al sole spirituale, al Cristo, che ha unito la sua esistenza con l’esistenza terrestre, ricevendo da esso nell’anima, in modo vivente, ciò che nel mondo spirituale corrisponde al calore e alla luce».29

 

A questo terzo grado dello studio si avrà la seguente rivelazione:

se l’uomo fa sì che le sue azioni siano sempre più colme di questo ‘calore’ e di questa ‘luce’ del Cristo,

dell’amore per la cosa e per la sua conoscenza spirituale,

allora, senza essere iniziato, riuscirà ugualmente nella sua vita ad agire da iniziato.

Potrà a questo punto comprendere a nuovo anche i due precedenti gradini dello studio;

il primo gradino nel quale aveva sperimentato la conoscenza antroposofica in qualità di luce nel regno dei pensieri,

e il secondo gradino nel quale aveva imparato a sentire l’antroposofia con vero calore del cuore.

 

Passo dopo passo il discepolo dello spirito diviene cosciente di ciò che fin dall’inizio, nei primi due gradini, ha agito esotericamente attraverso la luce della conoscenza e il calore dell’amore: erano le delicate manifestazioni della luce e del calore, emanazioni del Cristo-Sole interiore che si rischiara gradualmente.

 

Sono comparabili ai tre gradi del sorgere del sole nella natura:

dapprima la luce riempie la volta del cielo con il suo chiarore, annunciando l’avvicinarsi del sole,

poi lentamente diffonde il proprio calore, e infine fa la sua comparsa.

 

Per il discepolo dello spirito, il risultato più importante di questo terzo gradino è il sentimento crescente di come le sue azioni vengano riempite sempre maggiormente dal Cristo-Sole, con la consapevolezza che soltanto tali azioni contribuiscono al raggiungimento delle mete terrestri. È realmente l’avverarsi delle parole:

 

«Affinché diventi buono,

Ciò a cui noi

Con i nostri cuori vogliamo dare fondamento,

Ciò che con i nostri capi

Vogliamo condurre

Diretto alla meta».30

 

Ora possiamo anche riconoscere chi attraverso la sua libera azione d’amore

ha inoculato il seme vivente del nuovo cosmo nelle nostre anime, nel nostro io individuale.

È stato il Cristo, che attraverso il mistero del Golgota ci ha donato la possibilità di creare un nuovo cosmo.

 

Riassumendo possiamo dire:

il sentiero dello studio, passo dopo passo libera il nostro pensare, sentire e volere dal condizionamento del corpo fisico

e ci conduce inizialmente a Christian Rosenkreutz, il più grande iniziato umano del cristianesimo esoterico,

da lui a Michele, lo spirito reggente del nostro tempo, e infine al Cristo, l’entità centrale del cosmo.

• Nel mondo spirituale essi rappresentano le forze che gli uomini sulla terra dovranno sviluppare sempre più

e che ne La filosofia della libertà vengono descritte come i tre gradini

della «tecnica morale», della «fantasia morale» e dell’«intuizione morale».

 

Christian Rosenkreutz e gli altri maestri che guidano il cristianesimo esoterico, sono anche i grandi insegnanti della «tecnica morale», cioè di come gli impulsi accolti dal mondo spirituale, possono essere realizzati nell’ambito terreno. Per questa ragione essi sono gli ispiratori della scienza dello spirito nel ventesimo secolo.

A un gradino molto più alto, Michele, in qualità di «eroe spirituale della libertà»31 rappresenta nel cosmo il principio della fantasia morale, la quale in sotto forma di arte regale trasforma le immaginazioni degli ambiti spirituali più elevati in impulsi per le libere azioni.

Infine possiamo vedere nel Cristo stesso la fonte originale delle intuizioni morali che agiscono dal cosmo e costituiscono la base dell’elemento religioso.

 

La vera intuizione morale è sempre connessa alle esperienze religiose più profonde.

Questo ci rivela il significato esoterico delle parole di Rudolf Steiner:

▸ «Così l’antroposofia ha inizio in tutti gli ambiti con la scienza,

vivifica i suoi concetti con l’arte e termina con l’approfondimento religioso».32

 

In quanto è stato detto possiamo vedere l’archetipo cosmico del cammino dell’individualità umana sulla terra, che conduce dalle intuizioni morali alla fantasia morale ed infine alla tecnica morale, connesso all’azione del Cristo, di Michele e dei «maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti»33 di cui Christian Rosenkreutz è la guida.

 

Possiamo trovare i tre corrispondenti elementi fondamentali anche nella pietra di fondazione del Convegno di Natale del 1923/1924: la luce del pensiero, la forza creatrice e formatrice dell’immaginazione e la sostanza dell’amore omnicomprensivo,34 che costituiscono la natura della scienza, dell’arte e della religione, come da sempre coltivate nelle cerchie rosicruciane.

 


 

Note:

1 – 0.0. 4

2 – 0.0. 219

3 – 0.0. 4, e la seguente citazione

4 – 0.0. 10

5 – 0.0. 131, 14.10.1911

6 – 0.0.13

7 – 0.0. 4

8 – 0.0. 26, capitolo ‘La missione di Michele nel periodo della libertà umana’. Dobbiamo divenire coscienti del fatto che il Cristo dona all’uomo la sua umanità quale fonte di tutti i suoi impulsi morali. Infatti il Cristo quale rappresentante dell’io cosmico è l’unica entità dell’universo che agisce contemporaneamente nel cosmo e nell’io dell’uomo. Per questo motivo tutti gli impulsi che l’io umano accoglie dalla sfera cosmica del Cristo possono essere sperimentati come impulsi propri: in futuro ciò renderà possibile all’io la crescita cosciente entro il cosmo spirituale.

9 – 0.0. 257, 13.2.1923

10 – 0.0. 26, massima 143

11 – 0.0. 4

12 – 0.0. 110,18.4.1909

13 – 0.0. 260

14 – Ibidem

15 – 0.0. 26, cap. ‘La missione di Michele nel periodo della libertà umana’

16 – 0.0. 260

17 – 0.0. 233a, 13.1.1924

18 – 0.0. 257, 30.1.1923

19 – In merito ai ‘maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti’ vedi dettagli in: S. O. Prokofieff, Die geistigen Aufgaben Mittel- und Osteuropas, cap. VII ‘Die Mysterien der sechsten Kulturepoche und die Individualitàten der groBen Meister des Westens’, Dornach 1993

20 – Vedi la descrizione della pietra di fondazione di Rudolf Steiner nell’O.O. 260, Die Weinachtstagung zur Begriindung der Allgemeinen Anthoposophischen Gesellschaft 1923/24, 4“ ed. 1985, Dornach

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