03 – LA VOLONTÀ DI COLLABORARE CON LO SPIRITO

03 – La volontà di collaborare con lo Spirito

L’incontro con il male


 

Come un monito risuonano le parole di Rudolf Steiner, affinché tutte le forze vengano impiegate per far sì che l’impulso spirituale del Convegno di Natale «penetri realmente nelle profondità del cuore e dell’anima di ogni antroposofo, nella sua stessa coscienza morale», e venga così preservato per l’evoluzione terrestre: «Vogliamo operare insieme allo Spirito inteso nel Convegno di Natale in modo che non abbia mai a finire l’impulso di questo Convegno di Natale che agisce fra antroposofi che si sforzano di riconoscere correttamente le condizioni della vita antroposofica; […] che questo convegno di Dornach, attraverso ciò che antroposofi faranno di esso in ogni parte del mondo, in effetti non abbia mai a finire» (o.o. 260a, 6.2.1924). Proprio questo doppio «mai» testimonia che abbiamo qui una delle più importanti condizioni di vita affinché l’antroposofia possa continuare ad esistere sulla Terra.

 

Ma affinché l’azione dell’impulso del Convegno di Natale non si esaurisca, è innanzitutto necessario assolvere il compito centrale, poiché solo se questo verrà assolto potranno essere realizzati anche gli altri compiti: che il più ampio numero possibile di soci possano posare nel proprio cuore eterico la pietra di fondazione quale fondamento spirituale della nuova comunità dei micaeliti e dei servitori dell’essere vivente Antroposofia.

 

► «Allora qui costituirete una vera unione di uomini per Antroposofia». (o.o. 25.12.1923) Con queste parole Rudolf Steiner si riferì al fatto profondamente significativo, che la Società Antroposofica Universale da lui fondata non era solo per gli uomini, bensì anche per l’essere spirituale di cui già in precedenza aveva più volte parlato, specialmente nelle conferenze dell’anno 1923, prima del Convegno di Natale (0.0. 258).

 

Tutto ciò getta una nuova luce anche su un ulteriore compito della Società Antroposofica, che Rudolf Steiner descrisse nel seguente modo: ► «Dobbiamo sapere che proprio la nostra società avrà il compito di unire la massima vita pubblica che si possa pensare con il reale, vero esoterismo» (0.0. 260, 25.12.1923).

 

In base alle sue parole, gli antroposofi possono assolvere questo compito solo nel loro cuore («dobbiamo risolvere questo problema fondamentale nei nostri cuori») vale a dire nel proprio cuore nel quale posare la pietra di fondazione creata da Rudolf Steiner nel Convegno di Natale.

 

Così, LA POSA DELLA PIETRA DI FONDAZIONE NEL PROPRIO CUORE

• non solo è il fondamento esoterico per il corretto sviluppo della Società Antroposofica, • bensì anche un pegno per l’adempimento del suo compito principale: l’unione di tutta la vita pubblica (exoterismo) con lo sviluppo di un nuovo esoterismo sociale.87

 

Come primo presupposto per l’adempimento di questo compito va considerato il fatto che Rudolf Steiner ha unito la Società Antroposofica con il movimento antroposofico, schiudendo così a ogni socio la possibilità di partecipare correttamente e coscientemente a questo processo nel periodo successivo. Infatti Rudolf Steiner formò la pietra di fondazione dalla sostanza del movimento antroposofico, e la sua posa nei cuori degli antroposofi quale pietra di fondazione della Società Antroposofica, è anche garanzia dell’unione di questa con il movimento antroposofico.

 

Si può dire la stessa cosa anche in merito alla culminazione dell’antroposofia alla svolta del secolo. Essa avverrà solo se un sufficiente numero di membri della Società Antroposofica avrà immerso nel proprio cuore la pietra di fondazione e riuscirà a conservarla per mezzo di un intenso lavoro interiore compiuto con l’aiuto della meditazione della pietra di fondazione. In altri termini: solo attraverso un lavoro continuo alla pietra di fondazione, la Società Antroposofica riuscirà a conservare l’unione con il movimento antroposofico, altrimenti la culminazione non potrà essere raggiunta.

 

Ne consegue che l’attenersi irremovibilmente alla pietra di fondazione è la condizione principale per la culminazione del movimento antroposofico alla svolta del secolo (o eventualmente nel periodo successivo), e se questo non avviene, tutti i provvedimenti esteriori sono destinati a fallire.

 

Non dovremmo dimenticare che LA PIETRA DI FONDAZIONE

È IL FONDAMENTO ESOTERICO DELLA SOCIETÀ ANTROPOSOFICA,

e senza questo fondamento sarebbe solo una forma esteriore alla quale non potrebbe dare un contenuto nessuna «costituzione», per quanto ideale, nessuno statuto, poiché senza la pietra di fondazione la Società Antroposofica non avrebbe futuro in senso esoterico.

 

Il lavoro intenso alla pietra di fondazione può però d’altra parte creare nell’anima un tale legame intenso con il mondo spirituale da riuscire con il tempo a vedere nella giusta luce i problemi terrestri e infine a risolverli, tutto il mondo, bensì in accordo con lo Spirito da essa riconosciuto, cioè in modo veramente antroposofico.

 


 

Note:

87 -Qui va sottolineato che Rudolf Steiner parlando di esoterismo, in questo caso non intendeva la Libera Università di Scienza dello Spirito, a cui diede inizio con la prima classe un mese e mezzo dopo il Convegno di Natale (la prima lezione ebbe luogo il 15 febbraio 1924), bensì l’esoterismo particolare della Società Antroposofica (eccitazioni successive).

 

 

By | 2019-12-03T16:25:13+01:00 Dicembre 3rd, 2019|L'INIZIO DEL XXI SECOLO E I COMPITI DELLA SOCIETÀ ANTROPOSOFICA|Commenti disabilitati su 03 – LA VOLONTÀ DI COLLABORARE CON LO SPIRITO