03 – L’IMMAGINAZIONE DEL CRISTO ETERICO

L’immaginazione del Cristo eterico

Il corso dell’anno come via di iniziazione – Il Cristo eterico


 

Abbiamo esaminato il ruolo delle tre entità spirituali nel principale evento soprasensibile del nostro tempo.

Per concludere vogliamo ora considerare nella sua totalità, come in una grandiosa «immaginazione cosmico-umana», quanto sta verificandosi oggi nel mondo spirituale adiacente alla Terra. In tal modo chiariremo anche il legame intercorrente fra la seconda venuta e il tema fondamentale di quest’opera, cioè il significato esoterico del corso dell’anno.

 

Abbiamo dunque tre entità spirituali che salgono tre rispettivi gradini

in preparazione alla propria missione nell’evento soprasensibile del Cristo:

• l’anima natanica, di natura umano-divina,

che con il suo quinto sacrificio consegue in certa misura il grado angelico;163

• l’angelo Widar, che attorno al 1879 assume il titolo di arcangelo solare;

• infine Michele che nella stessa epoca si eleva al rango di archai o Spirito del tempo.163a

 

Perché potesse realizzarsi la nuova venuta nel XX secolo, era dunque necessario che nei mondi spirituali

• un essere umano divenisse angelo,

• un angelo divenisse arcangelo

• e un arcangelo divenisse archè.164

 

Rudolf Steiner descrive questa triplice ascesa nella conferenza del 27.8.1924.

Qui egli dice che l’anima natanica si unì con il SÉ SPIRITUALE del Cristo

dopo aver sacrificato per gli uomini la coscienza del Cristo, che essa portava in sé dal mistero del Golgota.

Grazie a quest’unione la coscienza dell’anima natanica potè risorgere.

 

Nella stessa conferenza Rudolf Steiner parla anche dello SPIRITO VITALE del Cristo,

che egli lasciò nell’atmosfera eterico-spirituale circostante la Terra  al momento di scendere su di essa.

Nell’anno 869 questi due princìpi si incontrarono nel mondo spirituale prossimo alla Terra.

 

Nella conferenza citata si dice di come il principio dello spirito vitale

operi da allora nella zona spirituale limitrofa alla Terra:

▸ «Dietro le quinte della storia si svolge qualcosa di grandioso. Da occidente viene il cristianesimo pagano, quello di Artù, che assume anche altri nomi e altre forme; da oriente il Cristo penetra nel cuore degli uomini. Ed ecco l’incontro: il Cristo, l’autentico, quello disceso sulla Terra, vede la propria immagine farglisi incontro da ovest verso est.165 L’incontro avviene nell’anno 869. Fino ad allora vi erano state due correnti nettamente separate: una proveniente da nord sull’Europa centrale, portatrice del Cristo quale eroe solare, ancorché sotto il nome di Baldur o altri ancora; (…) la seconda radicata nel cuore, destinata a divenire la corrente del Gral».166

 

Nel citato è particolarmente importante l’accenno al nesso tra lo spirito vitale del Cristo e il nome di Baldur, così come il fatto che i popoli germanici adoravano quello stesso spirito vitale con altri nomi e in altre forme, come ad esempio nella cerchia di re Artù dove tale culto avveniva con l’intermediazione dello stesso arcangelo solare Michele. E fra queste altre divinità dobbiamo annoverare innanzi tutto Widar, il «fratello» di Baldur, l’angelo che però già allora nascondeva in sé natura di arcangelo (cioè di spirito vitale) e che, fra tutti gli Dei germanici era particolarmente collegato alla sfera di Michele, vale a dire dello spirito vitale del Cristo.

 

Solo nel 1879, dopo un lungo tempo di attesa e preparazione, Widar entrò nella schiera degli arcangeli, prendendo il posto di arcangelo solare lasciato vacante da Michele.

Grazie a ciò Widar potè unirsi definitivamente alle forze dello spirito vitale del Cristo e diventare fino a un certo grado il suo rappresentante nel nostro cosmo, prerogativa che era stata fino allora di Michele. Così egli potè legarsi al Cristo al punto da essere in grado di realizzare il compito assegnatogli dalla direzione universale nella nuova apparizione del Cristo: creare per Lui, nel mondo spirituale limitrofo alla Terra, la figura eterica entro la quale egli può accostarsi all’umanità.

 

E infine Michele, che si eleva al grado di archè solare, portatore quindi del perfetto «uomo spirituale solare» e perciò legato in modo speciale all’uomo spirituale del Cristo, quello che, secondo la conferenza del 27.8.1924, fu abbandonato dal Cristo medesimo sul Sole. È proprio grazie a questo speciale legame che Michele, nella sua nuova epoca di reggenza, è potuto diventare il vero «rappresentante del Cristo sul Sole» ed essere per il mondo il «volto» del nuovo Signore del karma, lo spirito che porta ordine nei nessi karmici umani.

 

Possiamo allora dire: per prendere parte alla nuova apparizione del Cristo,

ciascuna delle tre suddette entità doveva avanzare di un grado nella propria evoluzionedivenendo portatrice:

• l’anima natanica del sé spirituale del Cristo;

Widar del suo spirito vitale167

• e Michele dell’uomo spirituale del Cristo rimasto sul Sole.

 

Ora siamo pronti ad abbracciare con lo sguardo interiore

la grande immaginazione umano-cosmica del ritorno del Cristo nei suoi due aspetti macro e microcosmico.

• Consideriamo prima l’aspetto microcosmico umano.

 

Qui contempliamo l’attuale azione dei tre servitori del Cristo nell’interiorità umana.

• Vediamo così l’anima natanica, che durante il XIX secolo «si spegne»

per creare col proprio sacrificio un ponte fra la luce astrale del cosmo

e la luce eterica del corpo vitale (eterico) degli uomini.

 

Possiamo dire che L’ANIMA NATANICA si sacrifica entro l’uomo

per accendere in lui la luce della nuova coscienza del Cristo,

e risorge poi in rinnovata gloria ricolma del sé spirituale del Cristo,

come era già risorta alla svolta dei tempi compenetrandosi del suo io.

 

Dimorando ormai nei mondi superiori unita al sé spirituale del Cristo,

essa creerà progressivamente (e lo fa già da ora) una nuova veste di luce per il Cristo eterico,

intessuta con i pensieri umani che salgono ai mondi spirituali

grazie alla presenza nell’uomo della nuova coscienza del Cristo.168

 

• Nell’interiorità umana agisce poi Widar, che è in grado

di rafforzare la luce della coscienza del Cristo fino a conferirle carattere immaginativo.

Questo condurrà nel tempo alla piena vivificazione del corpo eterico

(per il corpo eterico le immaginazioni significano vita).

 

«È ormai necessaria una rivitalizzazione del corpo eterico, e questa è in relazione con il ritorno del Cristo nell’eterico. Dalla contemplazione del Cristo il corpo eterico trae nuova vita. Dunque vediamo: deve avvenire una vivificazione, una rivitalizzazione del corpo eterico».169

 

Questo è il compito di Widar, che «procedendo dall’entità del Cristo Gesù [cioè dal Cristo e dall’anima natanica]

può portare all’umanità il nuovo messaggio di gioventù».170

Possiamo comprendere ancor meglio questo processo di ringiovanimento

se ricordiamo le parole di Rudolf Steiner (cf. pag. 336)

sulla ripetizione spirituale del mistero del Golgota nel XIX secolo,

che doveva portare «a nuova vita la coscienza del Cristo

in precedenza nascosta nelle anime degli uomini sulla Terra».

 

Quel «in precedenza nascosta» significa che tale coscienza operava segretamente

fin dall’epoca del Golgota nelle profondità subcoscienti di ogni uomo. Ma in che modo operava?

 

La risposta sta nella conferenza sulla «eterizzazione del sangue»,

dove si dice che in ciascun uomo, accanto alla corrente del proprio sangue eterizzato che va dal cuore alla testa,

sale parallelamente una corrente di sangue eterizzato del Cristo.

• Prendere coscienza di questo, attraverso l’unione delle due correnti,

conduce all’esperienza contemplativa (percezione chiaroveggente) del Cristo eterico.171

 

Ecco che allora si apre al nostro sguardo, come in un sublime quadro,

il processo che si svolge oggi nel corpo eterico nell’uomo:

il sangue eterizzato del Cristo che agisce nell’uomo

e che manifesta la sua sostanza come purissimo amore sacrificale,

viene progressivamente afferrato, come in una certa formadalle immaginazioni172 risvegliate da Widar

e ‘adombrato’ dalla luce di pensiero della coscienza del Cristo,

la luce di pensiero che si diffonde dal sangue eterizzato nel cuore come luce eterica

e accesa dall’anima natanica con il suo quinto sacrificio.

• Sullo sfondo di questo processo sta l’immagine dello Spirito di Michele

impressa nel corpo eterico che respinge il drago arimanico dalla regione del cuore

(ove si svolgono gli eventi descritti) nel distretto metabolico-motorio.

 

• E se questo processo interiore, microcosmico,

raggiungerà un giorno nell’uomo un’intensità tale da poter penetrare anche nella sua coscienza di veglia diurna,

allora a un siffatto uomo si svelerà nella sua esperienza personale il grande processo macrocosmico

che si svolge nel mondo spirituale obiettivo, quale corrispettivo di quello descritto.

 

Dinanzi all’uomo apparirà l’immagine del Cristo eterico, portatore divino della sostanza dell’amore cosmico,

che oggi viene incontro all’uomo nella forma (immaginativa) eterica creatagli da Widar

dalle più pure e spiritualizzate forze eteriche,173

e sarà avvolto in un’aura splendente intessutagli dall’anima natanica

con la luce dei pensieri più spirituali degli uomini.

 

In tale fulgore si manifesterà progressivamente all’umanità il Cristo.

Tutto questo processo si svolgerà sullo sfondo della globale attività

dello Spirito di Michele che avanza davanti al sole d’amore

e «combatte per purificare l’orizzonte spirituale»174 dai corpi eterici ’non dissolti’

che tendono ad alterare l’immagine eterica del Cristo e si preparano a far parte del seguito dello «spettro arimanico».

 

Così il Cristo eterico passa oggi nel mondo e davanti a lui passa dall’ultimo terzo XIX secolo

lo spirito che designiamo con il nome di ‘Michele’, pioniere dello spirito solare.175

Effettivamente Michele si presenta oggi in seno all’umanità come la grande guida verso il sole d’amore.

 

Infatti egli è figlio di Sofia,176 legato «sin dal principio» con la luce della saggezza celeste177

e quale volto del Cristo e dell’amore cosmico

porta da oggi agli uomini questo amore nella sua forma più elevata e altruistica:

▸ «Michele con tutta la serietà del suo essere col suo atteggiamento e la sua azione passa per il mondo con amore. Chi lo segue coltiva l’amore nel rapporto col mondo esterno. E tale amore deve prima svilupparsi per il mondo esterno se non vuole diventare amore di sé. E se questo amore è presente quale amore micheliano, di riflesso potrà irraggiare nel proprio io l’amore per il prossimo. L’uomo potrà amare senza amare se stesso. E sulla via di un tale amore si può trovare nell’anima umana il Cristo.»178

 

E sulla base della scienza dello spirito ad orientamento antroposofico noi possiamo oggi dire:

le cose più importanti che il Cristo porta oggi nel mondo sono la luce, la vita e l’amore;179

cosicché per la sua nuova apparizione eterica,

• l’anima natanica porta la luce del Cristo;

• l’arcangelo Widar la vita e l’immaginazione del Cristo;

Michele, lo Spirito del nostro tempo, l’amore del Cristo.180

 

Ma che relazione ha tutto questo con il corso dell’anno?

Consideriamo la metà ‘micheliana’ dell’anno, il periodo che va dal solstizio d’estate fino a Natale.

 

Come abbiamo visto è qui caratteristica l’azione di Michele nella zona limitrofa alla Terra,

alla quale si aggiunge ora anche quella del suo «fratello minore», l’arcangelo Widar.

• Il primo estende la sua azione fino ai fondamenti soprasensibili dell’esistenza fisica,181

• il secondo prevalentemente nelle sfera eterica.

 

Rudolf Steiner ci parla del significato di tale partecipazione per il corso dell’anno nei seguenti termini:

▸ «Durante l’espirazione dell’estate, la Terra viene arimanizzata. Se la nascita di Gesù avvenisse in questa Terra arimanizzata ne deriverebbe sventura. Prima che il ciclo dell’anno sia di nuovo compiuto e si avvicini dicembre, la Terra che ‘inspira’ di nuovo la sua anima deve essere purificata dal drago, dalle forze arimaniche.»182

 

Questo è compito di Michele.

• Egli purifica i dintorni della Terra dagli spiriti arimanici camminando ogni anno avanti al Cristo;

egli vince per lui il drago così che il Cristo, scortato dall’anima natanica

possa penetrare correttamente nell’esistenza terrestre.

• Al fianco di Michele sta Widar che combatte contro il lupo Fenris

vincendo in lui il rappresentante della chiaroveggenza crepuscolare

che mira a sedurre le anime attraverso una falsa esperienza spirituale (in special modo durante l’avvento).

 

L’opera di Fenris si oppone alla corretta contemplazione della nascita dell’anima natanica (25 dicembre) e della nascita del Cristo (6 gennaio). Alla fine del periodo di Natale il Cristo e l’anima natanica continuano però il cammino attraverso la seconda metà dell’anno, così come era avvenuto alla svolta dei tempi allorché dopo il battesimo al Giordano il Cristo e l’anima natanica camminarono insieme sulla Terra fino al mistero del Golgota e più oltre nei mondi spirituali attraverso Ascensione, Pentecoste fino ad apparire insieme a Paolo sulla via di Damasco.

Anche Michele e Widar nel corso della seconda metà dell’anno si mantengono strettamente collegati con il Cristo e l’anima natanica, solo che ora anziché precederli li seguono.183 In tal modo vediamo che tutto il ciclo dell’anno, preso nella sua interezza, contiene nel più profondo significato il segreto della nuova apparizione del Cristo e così pure il segreto del rapporto tra questa nuova venuta e questi sublimi spiriti deputati dalla direzione universale a prendervi direttamente parte.

 

Nell’antichità remotissima, all’epoca della chiaroveggenza atavica, l’uomo era ancora collegato al mondo soprasensibile con tutte le forze dell’anima. Questo legame si esprimeva particolarmente nella sua comunione viva e spirituale con i misteri dell’anno, attraverso la cui esperienza l’uomo trovava la via verso il macrocosmo esteriore, la via alle gerarchie superiori nella sua patria spirituale originaria. Successivamente per permettere lo sviluppo della libertà e dell’autocoscienza individuale fu necessario che per un certo tempo l’uomo si staccasse dai mondi soprasensibili e perdesse di conseguenza la retta comprensione dell’essenza spirituale dell’anno.

 

• Oggi però,

mentre camminiamo nel periodo più oscuro della nostra evoluzione,

possiamo tuttavia cominciare, muniti di un io sviluppato e rafforzato,

il cammino di ritorno alla nostra patria, il macrocosmo, e di conseguenza

conquistare un nuovo rapporto cosciente e profondamente cristiano

con il corso dell’anno, quale via

che conduce alla rivelazione dei misteri contemporanei del Cristo vivente:184

« Luce divina / Cristo – Sole / riscalda / i nostri cuori / illumina / le nostre menti ».

 

 


 

Note:

163 – Circa l’anima natanica occorre aggiungere quanto segue. Nell’antichità, prima del peccato originale, l’anima natanica giaceva ancora totalmente entro il flusso dell’evoluzione umana generale. Successivamente, all’epoca della tentazione di Lucifero essa venne trattenuta nel mondo soprasensibile dove divenne custode delle forze immacolate del corpo eterico originario dell’umanità primigenia. Tn tal modo l’«esperienza della Terra» che coinvolse la restante umanità rimase sconosciuta all’anima natanica. È per questo che, sebbene grazie alla sua purezza originaria c al suo legame diretto con le gerarchie superiori essa appare nel mondo spirituale come un’entità simil-angelica o simil-arcangelica, ella non poteva conseguire lo stato di angelo nel senso pieno del termine. Difatti il raggiungimento di tale gradino pie suppone il compimento dell’esperienza terrena umana. In altri termini: il conseguimento dell’esistenza angelica deve essere preceduto dallo stato umano, vale a dire l’esistenza sulla Terra in quanto io individuale umano. Fu così che anche l’anima natanica dovette attraversare quest’esperienza, seppure per lei sarebbe bastata una sola incarnazione. Infatti grazie alfa iuto del Buddha c di Zarathustra e attraverso l’unione con l’io macrocosmico del Cristo, quell’unica incarnazione fu sufficiente per colmare la mancanza di esperienza terrestre dell’io individuale e per incamminarsi sulla via che porta alla realizzazione di tutto l’eone-Terra, la via sulla quale essa costituisce da allora in poi l’archetipo dell’evoluzione per l’intera umanità. Così subito dopo il mistero del Golgota l’anima natanica, sperimentato lo stato umano, intraprese l’ascesa verso la sfera angelica e compì una tappa fondamentale di tale ascesa all’epoca della nuova apparizione del Cristo, all’inizio del XX secolo.

164 – C’è un altro aspetto comune alle tre entità: l’anima natanica vince il sei pente pitone nel suo terzo sacrifico (la cui ripetizione è il quinto sacrificio di oggi) che allora lottava contro la corretta evoluzione quale entità astiale (vedi O.O. 149, 30.12.1913) Il pitone è quello che nella mitologia germanica c denominato «serpente di Midgard». Quindi Widar entra in lotta contro il lupo Fenris che opera quale entità eterica. Infine Michele combatte il drago che dopo il 1879, essendo stato precipitato dai mondi soprasensibili, «vive» nei sostrati soprasensibili del mondo fisico (vedi O.O.215, 15.10.1922 e O.O.223, 27.9.1923).

165 – Nella stessa conferenza Rudolf Steiner caratterizza lo spirito vitale del Cristo che da ovest cammina verso est, come «corrente del Cristo precristiana eterizzata», come «immagine eterica spirituale» e come «immagine cosmica» (O.O.240, 27.8.1924).

166 – Ibidem

167 – Il nuovo rapporto tra sé spirituale e spirito vitale del Cristo instauratosi dopo il loro incontro nel 869, può illuminare da un’altra angolatura il tatto che Widar, dopo essere diventato nel 1879 il portatore dello spirito vitale del Cristo, ha preso su di sè anche la missione di proteggere l’amina natanica (vedi cap. ‘Il mistero di Widar’) che a quel tempo conseguì un rapporto particolarmente intimo con il sé spirituale del Cristo.

168 – Questa ascesa dei pensieri umani spiritualizzati nel macrocosmo avverrà sulla via che l’anima natanica ha preparato con il suo quinto sacrificio e che conduce dalla luce eterica alla luce astrale (vedi nota 94)

169 – O.O. 254, 19.10.1915

170 – O.O. 150, 21.12.1911

171 – O.O. 130, 1.10.1911

172 – Queste immaginazioni vengono risvegliate per il fatto che Widar sconfigge Fenris. Esse si baseranno sulla coscienza del Cristo e condurranno alla nuova chiaroveggenza «illuminata dalla ragione e dalla scienza», che agirà in senso contrario alle ataviche forze di chiaroveggenza alimentate da Fenris. Queste ultime forze si diffonderanno tra gli uomini come avvolte nell’oscurità senza essere compenetrate dalla luce della coscienza del Cristo. Ecco perché nella mitologia nordica il lupo ingoia il sole (vedi nota 98)

173 – Sulla base del suo legame con lo spirito vitale del Cristo, Widar gli crea la «forma eterica» come descritto a pag. 352

174 O.O. 174a, 3.12.1914

175 – O.O. 174a, 3.12.1914

176 – Vedi cap. ‘La ricerca di Iside-Sophia e la ricerca del Cristo’.

177 – Cf. il cap. ‘Michele, festa dell’illuminazione’.

178 – O.O. 26

179 – O.O. 221, 2.2.1923 Si può anche dire che il Cristo ha portato nella sfera terrestre il «triplice sole»: «Sulla base della conoscenza intuitiva in ogni tempo si è parlato di un triplice sole: il sole quale sorgente di luce, di vita e di amore. Questa qualità è effettivamente contenuta nel Sole» (O.O. 208, 29.10.1921), vedi anche O.O. 211, 24.4.1922

180 – Se ricordiamo che già i Rosacroce medievali consideravano il processo di solubilizzazione come un segno dell’amore di Dio nel mondo (vedi conferenza del 28.9.19011, O.O. 130) allora diventa chiaro con quale arma Michele lotta per il rapido dissolvimento dei corpi eterici arimanizzati nei dintorni della Terra (vedi pag. 371). Egli lotta con l’arma dell’amore del Cristo, di cui oggi egli c il portatore.

181 – Nella conferenza del 21.8.1924 (O.O. 240) Rudolf Steiner dice: «L’odierna reggenza di Michele che è cominciata da poco e durerà dai tre ai quattro- cento anni significa che le forze solari cosmiche penetrano definitivamente nel corpo fisico ed eterico», (vedi anche nota 99)

182 – O.O. 223, 31.3.1923

183 – Durante la metà dell’anno «micheliana» Michele conduce, procedendo davanti al Cristo, anche una speciale lotta contro i corpi eterici arimanizzati che formano un contro-anello eterico nelle parti solide e liquide dei sostrati terrestri. Nell’altra metà invece, quando Michele segue il Cristo (cf. O.O. 223, 31.3 1923), egli lavora anzitutto alla formazione e al rafforzamento dell’anello eterico attorno alla Terra. E l’arcangelo Widar gli sta al fianco per aiutarlo.

184 – In relazione a questi sci versi della quarta parte della Pietra di fondazioni si può dire anche quanto segue. Secondo Zeylmans van Emmichoven (vedi La fondazione della società antroposofica) il primo verso si riferisce all’anima natanica, mentre gli ultimi quattro, con le parole «Luce / che riscalda / poveri cuori dei pastori / che illumina / i capi sapienti dei re» si riferiscono alle figure di Buddha e di Zoroastro e perciò anche ai loro ispiratori Widar e Michele (Widar fu l’angelo guida del Gautama Buddha e Marduk Michael, uno dei massimi ispiratori di Zoroastro, soprattutto durante la sua incarnazione in Caldea quale Zaratos). Questo significa che nell’antichità le forze di Widar operavano più nella corrente dei pastori e quelle di Michele nella corrente dei re. Successivamente le correnti si invertono, quale risultato del compimento del mistero del Golgota (vedi cap. ‘La nuova via dei pastori e la nuova via dei re’). Al nostro tempo si aggiunge a questo che Michele dall’inizio della sua reggenza non vuole più operare prevalentemente nella testa dell’uomo, come in passato, ma vuole penetrare nel cuore degli uomini (vedi O.O. 26 e specialmente O.O. 240, 21.8.1924). l‘azione sulla testa la lascia ora al suo «fratello minore» l’arcangelo Widar, che oggi deve risvegliare negli uomini la vera «chiaroveggenza della testa” (vedi O.O. 161, 27.3.1915) vale a dire la chiaroveggenza illuminata dalla ragione e dalla scienza.

Così in questi sei versi con i quali Rudolf Steiner concluse il Convegno ili Natale la sera del 10 gennaio 1924, appare l’intero essere dei nuovi misteri del Cristo eterico e delle entità spirituali che lo servono.

 

 

By | 2018-12-06T14:48:41+01:00 Dicembre 5th, 2018|IL CRISTO ETERICO|Commenti disabilitati su 03 – L’IMMAGINAZIONE DEL CRISTO ETERICO