/////03 – L’IRREGOLARE CONNESSIONE DELLE QUATTRO PARTI COSTITUTIVE DELLA NATURA UMANA

03 – L’IRREGOLARE CONNESSIONE DELLE QUATTRO PARTI COSTITUTIVE DELLA NATURA UMANA

L’irregolare connessione delle quattro parti costitutive della natura umana

O.O. 134 – Il mondo dei sensi e il mondo dello spirito – 29.12.1911


 

Sommario: Misteri della vita. Perturbazione dell’equilibrio a causa di interventi dominanti sin qui. L’irregolare connessione delle quattro parti costitutive della natura umana.

 

Dalla conferenza di ieri abbiamo potuto vedere come il corpo fisico dell’uomo sia connesso con ciò che chiamiamo il nostro mondo dei sensi. Abbiamo veduto che il corpo fisico umano è per così dire della stessa sostanza che troviamo nel mondo esteriore dei sensi e che ieri ci si è rivelata propriamente come volontà. Possiamo così dire che nel mondo esteriore dei sensi abbiamo volontà operante, che anche nel corpo fisico umano abbiamo anzitutto, secondo verità, volontà operante.

Infatti, il corpo fisico umano è anch’esso una parte del mondo esteriore dei sensi.

 

Dietro al mondo dei sensi abbiamo trovato il mondo del nascere e del perire, e in esso, come suo vero essere, abbiamo trovato ciò che possiamo chiamare saggezza operante. Dalla sostanza della saggezza operante è a sua volta formato ciò che chiamiamo il corpo eterico umano. Orbene, in questi due corpi umani, l’eterico e il fisico, sono inseriti quelli che chiamiamo il corpo astrale e l’io poiché

l’uomo in toto, quale ci appare sulla terra, è un complesso,

un complesso retto da leggi, di corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed io.

 

A questo punto dobbiamo inserire una considerazione che potrà essere alquanto difficile per il momento, ma che, una volta fatta, ci introdurrà straordinariamente a fondo nella comprensione del mondo e specialmente dell’essere umano come tale. Dovremo poter presupporre fin da principio che corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed io, siano connessi tra loro in una certa maniera.

 

• Chi, sulla base di una sviluppata chiaroveggenza, può darsi all’esame del complesso delle quattro parti costitutive della natura umana, riceve l’impressione — se considera l’uomo come è attualmente nel mondo, e noi vedremo quanto sia importante considerare una volta questa impressione — di come veramente queste quattro parti costitutive della natura umana siano irregolarmente connesse nell’uomo odierno.

 

Nell’uomo odierno esse sono connesse in modo da dover dire che in quel complesso deve essersi una volta prodotto del disordine. Investigando le quattro parti costitutive dell’entità umana, si ha dunque l’impressione che esse non siano veramente connesse come dovrebbero essere, ma in modo irregolare; devono una volta esser state messe in disordine. Tale è l’impressione. Nel toccare questo punto dei misteri della vita si potrà nuovamente vedere quali immense profondità siano contenute nei documenti religiosi occulti, giustamente compresi.

 

Vedremo infatti sempre meglio che ciò che s’intende parlando di tale disordine è espresso in modo meraviglioso nella Bibbia con le parole che Lucifero dice all’uomo quando lo vuol tentare e sedurre:

«I vostri occhi saranno aperti e voi distinguerete il bene ed il male».

 

In queste parole vi è una profondità incommensurabile; non vogliono dire soltanto:

i vostri occhi saranno aperti; gli occhi stanno qui a rappresentare i sensi in genere.

Se comprendiamo le parole di Lucifero nel giusto modo, possiamo tradurle così:

«Tutti i vostri sensi agiranno altrimenti di come veramente dovrebbero agire se voleste obbedire soltanto agli Dei e non a me»,cioè a Lucifero.

• Per l’influsso di Lucifero i sensi operano, per così dire, in un’altra forma di come opererebbero.

 

È certamente assai difficile per l’uomo attuale rappresentarsi come agiscano i sensi, e dovrò dire molte cose che parranno grottesche, volendo spiegare come i sensi agirebbero veramente se, per opera di Lucifero, non si fosse introdotto il disordine nella connessione delle quattro parti costitutive della natura umana. Si devono dir cose che paiono grottesche, perché gli uomini, quali sono, non possono affatto immaginarsi che, secondo l’origine, potrebbe esser giusto qualcosa di ben diverso da ciò che essi sperimentano ora.

 

Se si chiedesse agli uomini attuali: «Per che cosa sono fatti veramente gli occhi dell’uomo?», nulla sarebbe più naturale per loro che rispondere: «Naturalmente, per vedere!». E, in certo senso, si può dire che l’uomo avrebbe ragione di ritener matto chi affermasse che gli occhi non sono fatti per vedere. Ma in realtà, al principio dell’evoluzione umana, gli occhi dell’uomo non dovevano affatto servire a vedere; soltanto attraverso la seduzione di Lucifero essi sono giunti a esser tali da vedere così come vedono oggi.

 

Voglio dire che

quella che è veramente la forza visiva dell’uomo

non avrebbe dovuto attraversare l’occhio e andare verso l’esterno fino ai cosiddetti oggetti,

ma avrebbe dovuto giungere veramente solo fino all’occhio;

se le cose fossero andate secondo le intenzioni originarie degli Dei, l’uomo avrebbe dovuto veramente,

in ogni atto visivo, in ogni attività visiva, rendersi immediatamente cosciente del suo proprio occhio;

vale a dire, non avrebbe dovuto vedere un oggetto esteriore, ma avrebbe dovuto veramente sentire il suo occhio.

 

Avrebbe dovuto diventar cosciente dell’attività che si svolge nell’occhio come tale, mentre oggi egli non è cosciente dell’attività del vedere, ma è cosciente soltanto di ciò che avviene mediante l’attività dell’occhio; diventa cosciente di ciò che gli si presenta come oggetto esteriore. Ma assai prima che davanti all’oggetto l’uomo avrebbe dovuto afferrare se stesso nel suo vedere; avrebbe dovuto divenire cosciente di sé già nell’occhio, avrebbe dovuto sentire l’attività dell’occhio come tale.

 

• L’uomo d’oggi non è veramente in grado di mettersi in questo rapporto con l’occhio, sé non ha attraversato una speciale evoluzione occulta. Con la mano invece può farlo, perché almeno distingue se con la mano afferra un oggetto, oppure se si limita a muoverla liberamente senza mèta, in modo da rendersi conto soltanto dell’attività propria della mano. Se l’uomo dirige la sua forza visiva soltanto verso l’occhio, egli non vede nulla. Per l’uomo attuale è così, ma originariamente non era stato preordinato così; era stato invece preordinato che l’uomo, prendendo in considerazione il suo occhio o il suo orecchio, o uno qualunque dei suoi organi sensori, percepisse la volontà operante, e immerso in essa la riconoscesse dal modo particolare in cui il suo occhio ne sarebbe stato toccato.

 

Per l’occhio avrebbe dovuto essere lo stesso come è per la mano.

Afferrando qualcosa, si sente che l’oggetto è duro se si fa una certa fatica a piegarlo, che è molle se lo si piega con facilità. Si sente veramente ciò che si fa con la mano. Così sarebbe stato anche per l’occhio. Si sentirebbe soltanto l’occhio; si sentirebbe per così dire l’occhio come immediatamente collegato con la volontà operante, se il corpo eterico fosse inserito nel giusto modo entro il corpo fisico.

 

Se non che

il corpo eterico non è giustamente inserito nel corpo fisico.

E questo è solo un esempio del disordine che esiste nell’uomo.

Nessuna parte costitutiva dell’entità umana è inserita nelle altre in modo giusto;

tutto nell’uomo è in disordine.

 

Se l’influsso luciferico non fosse avvenuto al principio dell’evoluzione terrestre, ogni connessione tra le quattro parti costitutive dell’entità umana sarebbe stata diversa.

Oggi vogliamo appunto chiarire come sia avvenuto qualcosa di molto speciale a seguito del disordine nella connessione delle quattro parti costitutive della natura umana, attraverso l’influsso di Lucifero.

In un primo tempo mi aiuterò con uno specchietto.

 

 

Prendiamo anzitutto il nesso del corpo fisico col corpo eterico in esso inserito.

 

• Se il corpo eterico, com’era originariamente intenzione degli spiriti dirigenti,

fosse stato versato entro il corpo fisico in modo perfettamente regolare,

l’uomo sperimenterebbe tutto intorno a sé (è difficile trovar parole per queste cose perché così non è)

come un continuo fluire di volontà operante; percepirebbe dovunque volontà operante differenziata,

e negli effetti della volontà percepirebbe una certa differenza, a seconda che egli

divenisse cosciente di dirigere sul mondo gli organi dei suoi occhi, o dei suoi orecchi, o altri.

 

Questi organi, nella loro diversità, gli darebbero soltanto l’occasione di percepire in modi diversi la volontà, ma ovunque l’uomo sentirebbe volontà fluente. Ciò avverrebbe se, come abbiamo detto, il corpo eterico fosse inserito giustamente nel corpo fisico, com’era stato preordinato dagli spiriti dirigenti.

Ma non è così; il corpo eterico non è completamente penetrato nel colpo fisico umano; ha abbandonato per così dire a se stesso un pezzo del corpo fisico, di modo che non lo compenetra completamente; il corpo fisico ha così, per certi riguardi, un sovrappiù dì attività propria che non dovrebbe avere.

 

Vi sono dunque nel corpo fisico umano dei punti che non sono completamente compenetrati dal corpo eterico, come dovrebbero essere secondo le intenzioni originarie delle entità divino-spirituali che dirigono l’evoluzione terrestre.

• Tali punti, nei quali il corpo fisico non è completamente compenetrato dal corpo eterico, sono quelli dove si formano gli organi dei sensi. In seguito a ciò, gli organi dei sensi hanno preso la loro forma attuale; in ogni organo sensorio si trova così il fatto stranissimo che vi compaiono effetti meramente fisici; essi sono, per modo di dire, quasi esclusi dagli effetti vitali generali.

 

Si pensi che nell’occhio abbiamo qualcosa che si può paragonare agli effetti meramente fisici di una camera oscura, di un apparecchio fotografico. È come se una parte del corpo fisico fosse sottratta all’integrale compenetrazione da parte del corpo eterico. Infatti è così. E lo stesso è del singolare orecchio interno dove nel labirinto si ha come una tastiera.

Il corpo eterico è stato in certo modo respinto, e vi sono nel corpo fisico attività proprie, di natura fisica, le quali non vengono compenetrate in modo corrispondente dal corpo eterico; da ciò nascono quelle che chiamiamo sensazioni.

 

Noi sperimentiamo i colori per il fatto che per l’occhio il corpo eterico non compenetra in modo giusto l’organo, così che dentro l’organismo sono racchiusi effetti meramente fisici. Ed è così per tutti i sensi; in tutti il corpo fisico ha un sopravvento sull’eterico.

 

Possiamo dunque dire che in primo luogo

• abbiamo da fare col singolare rapporto fra corpo fisico e corpo eterico,

cioè con una preponderanza del corpo fisico sul corpo eterico.

 

Se non ci fosse questa preponderanza del corpo fisico, tutto il mondo dei sensi steso intorno a noi, così come è oggi, non esisterebbe, e l’uomo sarebbe collegato con tutto il mondo circostante in modo da percepire tutto come volontà fluente, operante.

Se non ci fosse una siffatta preponderanza del corpo fìsico sul corpo eterico, l’uomo non si sentirebbe affatto passivo, ma attivo, come si sente attivo quando stende la mano ad afferrare qualcosa. È dunque un fatto straordinariamente interessante, che risulta realmente a un’osservazione superiore occulta dell’entità umana:

tutto il mondo dei sensi si fonda sul fatto che, in questo modo,

il corpo eterico è stato respinto dagli organi dei sensi

e che così abbiamo in noi qualcosa che è mero mondo fìsico.

 

• Ora, in secondo luogo, veniamo al rapporto del corpo eterico col corpo astrale.

Anche il corpo astrale non compenetra nel giusto modo li corpo eterico,

ma anche qui c’è nella natura umana una preponderanza del corpo eterico sopra il corpo astrale.

 

Già con una piccola forza chiaroveggente si può presto scoprire una preponderanza del corpo eterico sul corpo astrale. Non ci vuol molto a vederlo: se cioè non ci fosse tale preponderanza, tra l’altro l’uomo non potrebbe piangere. Osservando un uomo che piange, che secerne dalle ghiandole degli occhi quel singolare liquido salato, si scopre che, allora, si svolge una troppo grande attività del corpo eterico rispetto all’inserita attività del corpo astrale.

• L’uomo non è in grado di sperimentare completamente entro il suo corpo eterico ciò che egli sperimenta astralmente; il corpo eterico ha una preponderanza sopra il corpo astrale, e questa preponderanza si esprime nel fatto che il corpo eterico agisce di rimbalzo sul corpo fisico e ne spreme fuori le lagrime.

 

Ma ciò avviene per tutte le secrezioni ghiandolari, e in genere per tutti i processi di secrezione ghiandolare che avvengono nel corpo umano; essi si fondano tutti sopra una preponderanza del corpo eterico sul corpo astrale; tale preponderanza, tale equilibrio turbato, con l’estendersi al corpo fisico, si manifesta appunto in modo che ne seguono le secrezioni delle ghiandole. Senza di ciò nell’attività ghiandolare non avverrebbe una secrezione, ma l’attività del corpo astrale, se coincidesse col corpo eterico, si esaurirebbe nella mobilità interiore e nell’attività interiore delle ghiandole. Le ghiandole non secernerebbero nulla, ma si esaurirebbero in se stesse; nessuna materia ne verrebbe spremuta fuori.

 

Vedete dunque che, dinanzi a un’osservazione occulta, appaiono assai rilevanti le conseguenze della seduzione luciferica. Se ad esempio nell’ordine universale non si fosse introdotto Lucifero, l’uomo non suderebbe mai; l’attività che così si esprime rimarrebbe nell’interno dei rispettivi organi, sarebbe un’attività che si esaurisce nell’interno, sarebbe movimento; le ghiandole nulla secernerebbero. Possiamo dunque dire che, in secondo luogo, abbiamo una preponderanza del corpo eterico sopra il corpo astrale.

 

Se deriviamo la vera natura del nostro mondo dei sensi dalla prima preponderanza,

e diciamo che

il prevalere del corpo fisico sul corpo eterico

è ciò che produce veramente il peculiare aspetto del nostro mondo dei sensi,

possiamo anche dire che

il prevalere del corpo eterico sopra il corpo astrale produce

quello che possiamo chiamare il nostro sentimento, la nostra sensazione di noi stessi.

 

La sensazione complessiva che l’uomo ha di sé, in quanto essa si esprime nel sentire il proprio corpo, deriva infatti dalla preponderanza del corpo eterico sopra il corpo astrale. Dunque la sensazione puramente corporea, il generale sentimento corporeo, è ciò che viene portato ad espressione soggettivamente da questa preponderanza.

 

Se ora vogliamo proseguire questa considerazione, non dobbiamo procedere schematicamente, perché chi ora volesse procedere schematicamente avrebbe facile gioco e potrebbe dire che come si è costruita una preponderanza del corpo fisico sopra il corpo eterico, poi una preponderanza del corpo eterico sopra il corpo astrale, ora, come terza, verrebbe una preponderanza del corpo astrale sopra l’io. Ma ciò sarebbe la costruzione di uno schema secondo principi puramente intellettuali, e così naturalmente non si arriva a nulla. L’esame non può venir proseguito in questo modo.

 

• Se qualcuno ci comunica qualcosa intorno a fatti occulti, e noi vogliamo poi proseguire schematicamente a ragionar con l’intelletto, di fronte alla realtà ci troveremo sempre fuori di strada. Non si può semplicemente proseguire con l’intelletto; alle volte si può andare avanti per un certo tratto, ma poi capita sempre qualcosa di diverso.

• Così qui, come terza, si deve riconoscere una preponderanza inversa, una preponderanza del corpo astrale sopra il corpo eterico.

In terzo luogo va di nuovo considerato il rapporto del corpo astrale col corpo eterico, e allora l’osservazione occulta scopre di nuovo una preponderanza del corpo astrale sopra il corpo eterico.

 

Questa preponderanza è addirittura il fatto più importante riguardo all’osservazione dell’uomo poiché, osservando l’uomo nel senso più grossolano, cioè proprio materialisticamente, egli potrebbe apparire quale è veramente descritto in molti libri materialistici: come un grande apparato digerente, come un apparato che mangia e digerisce, e costruisce il suo corpo con le sostanze che mangiando ha ingerite, ha elaborate nei modi più diversi e così via. Effettivamente, nelle concezioni materialistiche del mondo non si trova l’uomo descritto altrimenti che su per giù come un grande apparato ingerente e digerente; cioè un apparato che accoglie le materie da fuori e le assimila di dentro, riportandole nel modo più vario ai muscoli, alle ossa, ai tendini e così via.

 

• Quando si considera l’uomo, prescindendo da ciò ch’egli è per il fatto di percepire un mondo sensibile, e per il fatto che in una sensazione corporea generale egli ha e percepisce certe secrezioni ghiandolari; se si guarda soltanto alla materialità dell’alimentazione ed a ciò che avviene delle materie da quando vengono ingerite fino a quando sono elaborate in sangue, e messe in circolazione nel sangue; se si considera ciò che l’uomo è nel senso più grossolano, si ha il processo materiale che, in ultima analisi, è l’espressione fisica della preponderanza del corpo astrale sopra il corpo eterico.

 

• Ricordiamo bene che in genere, quando contempliamo spiritualmente il mondo, dobbiamo vedere dietro ad ogni elemento sensibile un elemento spirituale; il sensibile non è propriamente che la manifestazione esteriore; dietro a tutti i processi grossolani dell’alimentazione e dell’assimilazione dobbiamo vedere, come forze spirituali, la preponderanza del corpo astrale sopra il corpo eterico. Possiamo così dire che la preponderanza del corpo astrale sopra il corpo eterico si esprime nei normali processi vitali organici in quanto questi sono fìsici; vale a dire nei normali processi vitali fisico-organici.

 

Così abbiamo ottenuto un risultato molto singolare che va bene considerato. Cerchiamo di capire come ciò che il materialismo considera sovente come l’uomo intero, e che è cura principale per la maggioranza degli uomini, l’accogliere il cibo e portarne le sostanze ai diversi organi del corpo, esista unicamente per il fatto che una volta, a cagione dell’influsso luciferico, è avvenuto uno spostamento che ha prodotto una preponderanza del corpo astrale sopra il corpo eterico.

 

Vuol dire che

• se al principio dell’evoluzione umana non ci fosse stato Lucifero, e se questi non avesse spostato nel modo descritto il corpo astrale e il corpo eterico, l’uomo non mangerebbe, non digerirebbe, non assimilerebbe le materie così come fa oggi.

• Quello dunque che materialisticamente si considera come l’essenziale nell’uomo, è un’azione puramente luciferica, non è altro che il prodotto di uno spostamento tra corpo astrale e corpo eterico.

 

Per mezzo di Lucifero dunque il corpo astrale ha aumentato la sua attività, ha ottenuto una preponderanza sopra il corpo eterico. Ciò gli è stato dato da Lucifero, e per questo fatto veramente l’uomo ha cominciato ad accogliere in sé alimenti grossolani. L’uomo non era punto destinato per accogliere alimenti grossolani, ma avrebbe dovuto avere un modo e un grado di esistenza per cui non avrebbe avuto affatto bisogno di accogliere alimenti grossolani.

• Questo fatto ci palesa meravigliosamente che attraverso la seduzione di Lucifero è stato causato ciò che possiamo chiamare la cacciata dal paradiso.

Essere infatti in paradiso non vuole dire altro che essere un’entità spirituale, non aver bisogno di accogliere alimenti fisici e di elaborarli in sé.

Questa è la cacciata dal paradiso; è dunque ciò che alla maggior parte degli uomini materialistici appare come il sommo piacere.

 

Gli uomini non sono stati puniti soltanto dal fatto di dover accogliere e assimilare alimenti materiali; sono stati puniti doppiamente, perché ciò che nei simboli della Bibbia era apparso ai primi uomini come la massima perdita, il nutrimento fisico divenuto necessario dopo la cacciata dal paradiso, per la maggioranza degli uomini si è convertito nel massimo godimento. Gli uomini si sono cambiati al punto che l’esistenza fuori del paradiso è diventata per loro il massimo godimento. È certamente assai strano doverci render conto di queste cose, ma dobbiamo pur farlo!

 

• Finalmente arriviamo ad un quarto punto, cioè al rapporto dell’io col corpo astrale; e qui, a causa dello spostamento luciferico, ha luogo una preponderanza dell’io sopra l’attività del corpo astrale.

Vediamo così quello che non abbiamo: non abbiamo una vera preponderanza del corpo astrale sopra l’io. Essa appunto non c’è. Questi fatti non si devono guardare schematicamente; bisogna procedere secondo l’osservazione, e sapere che il rapporto tra il corpo astrale e il corpo eterico esiste in doppio modo, mentre qui si ha soltanto una preponderanza dell’io sopra il corpo astrale.

Vale a dire che

l’io non sta rispetto al corpo astrale

come era stato preordinato originariamente, prima che venisse l’influsso luciferico,

ma che è più egoistico, più egoico di quanto avrebbe dovuto essere.

Questo avvenne attraverso l’influsso luciferico.

 

• Per comprendere che cosa avvenne veramente affinché si stabilisse questa preponderanza, il quarto dei gradini da noi accennati, dobbiamo osservare quale sarebbe il rapporto giusto tra l’io e il corpo astrale.

Possiamo conoscere questo giusto rapporto, per così dire soltanto ristabilendolo perché, come l’uomo è oggi nel mondo, cioè sottoposto all’influsso luciferico, il rapporto tra l’io e il corpo astrale non è in ordine; l’io ha una preponderanza. L’uomo è più egoico di quanto dovrebbe essere. Abbiamo già considerato come in realtà l’io avrebbe dovuto essere.

 

• L’io diventa quale lo rende un rapporto regolare

quando l’uomo, con saggia, energica e paziente autodisciplina, si appropria le facoltà che abbiamo enumerate:

meraviglia, venerazione per ciò che si scopre, sentimento di saggia armonia, devozione.

La posizione che l’io assume allora di fronte al corpo astrale, ad una osservazione spassionata dà l’impressione che l’io abbia preso una posizione giusta, che l’io abbia annullato ciò che era penetrato mediante l’influsso luciferico.

Il rapporto originario può essere ripristinato soltanto sviluppando al massimo grado le dette quattro qualità dell’anima.

 

In che relazione sta allora l’io rispetto al corpo astrale?

Ecco il fatto singolare! Lo si potrà già scorgere seguendo con attenzione certi capitoli del mio libro L’iniziazione.

Nella condizione in cui l’uomo si trova oggi,

egli è di continuo intimamente impigliato nel suo pensare, sentire e volere.

 

Sarà ben difficile trovare nella coscienza esteriore una condizione in cui l’uomo sia solamente nel suo io, indipendentemente dal suo pensare, sentire e volere. Si provi per esempio ad afferrare il puro pensiero dell’io. Alcuni amici antroposofi ansimano quasi dalla fatica per afferrare il puro pensiero dell’io, quando Carl Unger insiste nel far realmente pensare il puro pensiero dell’io, prescindendo da tutto il nostro pensare, sentire e volere. Come si suol dire, ci si sente addirittura « mancare il fiato ».

Da ciò vedete la difficoltà di arrivare all’io anche solo come pensiero, senza dire poi della difficoltà di farlo realmente sgusciar fuori da pensare, sentire e volere.

 

Quando l’uomo vive nella sua anima nel modo solito, la sua anima viene percorsa

da estrinsecazioni di pensiero, sentimento e volontà; e anche di brame.

Allora l’uomo col suo io non è mai separato da pensare, sentire e volere.

Ciò che invece si raggiunge attraverso i quattro stati descritti è la capacità

di star fuori da pensare, sentire e volere, e di poterli guardare, come qualunque altra cosa, fuori di noi.

I nostri stessi pensieri

devono diventarci indifferenti quanto gli oggetti posti fuori di noi, se non diciamo più: « io penso »,

ma se il nostro pensare ci appare come un processo che veramente non ci riguarda affatto.

• Lo stesso deve accadere per il sentire e il volere.

 

Ogni persona che rifletta solo un poco sulle caratteristiche della sua anima, deve dirsi che possiamo figurarci qualcosa di simile come un ideale, come un ideale raggiungibile. Ma l’uomo è effettivamente così amalgamato col suo pensare, sentire e volere, che gli è straordinariamente difficile uscirne, e andare per il mondo col sentimento di andare per il mondo portando sempre con sé un secondo individuo che gli sta attaccato perché è cresciuto con lui, ma che gli appare come una specie di « doppione »; qualcuno che pensa, sente e vuole accanto a lui, mentre egli è un altro, è ciò che è nel suo io, e cammina accanto a ciò che porta in giro come una trinità, come tre sacchi, dei quali uno è riempito del suo pensare, l’altro del suo sentire e l’altro del suo volere.

Ma,

• finché non siamo arrivati a tradurre in pratica questa «teoria dei tre sacchi » non ci possiamo fare una giusta idea della posizione dell’io di fronte a pensare, sentire e volere, quale era originariamente intesa dagli esseri divini, prima che l’influsso luciferico si accostasse all’uomo.

L’uomo era destinato ad essere lo spettatore di se stesso, non a sperimentarsi interiormente.

 

In che cosa è consistita la vera e propria tentazione, la «tentazione originaria?

Diciamolo nel modo più familiare possibile: è consistita nel fatto che Lucifero (voglio ora un poco parafrasare) si è accostato all’io umano che l’uomo avrebbe dovuto mantenere nella sua purezza accanto al corpo astrale che gli era già stato dato sulla Luna, e ha detto:

• « Guarda un po’, o uomo, è ben noioso andare in giro così, con quest’unico centro “io-sono” e limitarsi a guardare tutto il resto; sarà molto più divertente se ti immergi nel suo corpo astrale! Io ti darò la forza d’immergerti nel tuo corpo astrale, e tu non resterai fermo, unilateralmente col tuo io, limitandoti a guardare il tuo doppione: ma ti immergerai in lui; di ciò che ti verrebbe a mancare, mentre ti immergi nel tuo corpo astrale, e che ti darebbe come il senso di annegare, ti risarcirò io dandoti un po’ della mia forza».

Allora l’io si immerse, e affinché non annegasse, gli fu inoculata la forza luciferica.

 

La forza luciferica che l’uomo ha accolto così, è la preponderanza dell’io sopra il corpo astrale,

è la maggiore egoità, propriamente un aspetto luciferico.

Ma che cosa è in realtà? Come ci appare nella vita?

 

A tutta prima questo aspetto luciferico, questa eccessiva egoità, ci appare nella vita per il fatto che siamo appunto amalgamati con i nostri pensieri, e poi anche con i nostri sentimenti e impulsi volitivi. Prima di tutto, coi nostri pensieri. Davvero l’uomo non sarebbe mai arrivato alla stramba idea (perdonate questa espressione, pazza per il mondo esterno, ma appropriata) di possedere una ragione in se stesso, di pensare i pensieri in se stesso; avrebbe invece saputo che i pensieri sono fuori di lui, che egli dunque ha da guardare il pensiero.

 

• L’uomo avrebbe sempre contemplato, finché il pensiero non gli fosse stato dato,

finché non gli fosse stato rivelato ciò che è inteso col pensare.

Questo è descritto, per esempio, nella mia Filosofia della libertà.

• L’uomo non sarebbe mai giunto all’idea di dover connettere insieme ogni sorta di pensieri,

  di dover giudicare in sé.

• Il giudicare in sé, indipendentemente da ogni rivelazione, è lucifericità in noi.

 

Così tutta la ragione, in quanto l’uomo la considera come sua proprietà, è in realtà un errore;

ed è solo conseguenza della seduzione luciferica il fatto che all’uomo sia venuta l’idea di possedere una ragione sua.

Ora si comprenderà che anche

la ragione umana è sorta, in certo modo, a causa di uno spostamento, e che

non può essere affatto competente per la comprensione umana della realtà.

 

Nelle conferenze di Karlsruhe (oo 131) feci osservare come appaia molto comprensibile che un uomo, il quale si appoggia sulla sua ragione, dica che se vuole comprendere la risurrezione nel mistero del Golgota, deve semplicemente cancellare la sua ragione, perché tutto ciò che la ragione dice è in contraddizione con la risurrezione. Così dice l’uomo del secolo XIX, così dice anche il teologo, in quanto è un teologo liberale del secolo XIX. Ma come può egli in genere aspettarsi che il mistero del Golgota, cioè un’azione che appunto non doveva essere intrecciata con elementi luciferici, che sta totalmente fuori della sfera di Lucifero, che è avvenuta per vincere la sfera del dominio luciferico, come può egli aspettarsi di poterla comprendere con ciò che gli viene da Lucifero, cioè con la sua propria ragione?

 

Nulla è più naturale del fatto che con la nostra ragione queste cose non si possano mai comprendere, perché essa è un dono luciferico e non è atta a comprendere le cose che non siano connesse con l’azione di Lucifero. Questo è il nesso più profondo di questo fatto.

• Se il mistero del Golgota fosse comprensibile con la ragione umana, allora non ci sarebbe stato bisogno che il mistero del Golgota avvenisse, sarebbe stato perfettamente inutile. Esso è avvenuto appunto per pareggiare di nuovo lo spostamento che si era prodotto a causa dell’influsso luciferico; cioè appunto per curare l’uomo da quella singolare presunzione, da quella strana superbia della ragione, che si estrinseca nel fatto che l’uomo vuol tutto comprendere con la sua ragione.

Questo è il punto che ci può far intendere come la ragione in quanto tale sia veramente limitata.

 

• Ho protestato spesso contro l’asserzione che la conoscenza umana sia limitata,

ma la ragione come tale è limitata.

Se ora osserviamo lo specchietto che così ci è risultato,

diremo che qui si riconosce da dove è veramente cominciato l’originario disordine.

Quale dev’essere stato il primo disordine nella seduzione luciferica ?

Naturalmente la preponderanza dell’io sul corpo astrale.

 

• Tutto l’influsso luciferico ha preso le mosse dal fatto che all’io venne aggiunta forza luciferica,

che l’io si mescolò impuramente con pensare, sentire e volere,

e ottenne poi la preponderanza luciferica sopra il corpo astrale.

Per questo, a sua volta, il corpo astrale

ottenne una sua propria preponderanza sopra il corpo eterico.

Ormai l’equilibrio nell’uomo era turbato.

 

È come se per opera dell’influsso luciferico fosse stato dato un colpo sul corpo astrale; questi a sua volta lo ha continuato e ha ottenuto la sua preponderanza sul corpo eterico. Ma qui il fenomeno non va più in là. Il corpo eterico non trasmette semplicemente il colpo, ma fa come quando si picchia sopra una palla elastica, e il colpo va solo fino a un certo limite, dopo il quale la palla rimbalza.

 

• Possiamo parlare di un sopravvento del corpo astrale sul corpo eterico,

ma poi la situazione si inverte.

Ora il corpo eterico rimbalza e ottiene una preponderanza sopra il corpo astrale.

Questa è la preponderanza invertita segnata al numero 2.

Poi viene la preponderanza del corpo fisico sopra il corpo eterico; ambedue rimbalzano.

Che cosa li fa rimbalzare?

Il fatto che mentre qui ha agito Lucifero per dare il colpo, dall’altro lato, nel corpo fisico e nel corpo eterico,

il colpo viene rimandato da Arimane.

 

Così che effettivamente nel centro, dove da un lato c’è la preponderanza del corpo eterico sopra il corpo astrale e del corpo fisico sopra il corpo eterico, e dall’altra c’è la preponderanza del corpo astrale sopra il corpo eterico e dell’io sopra il corpo astrale, Arimane e Lucifero vengono a cozzare insieme. In questo punto s’incontrano.

C’è nell’uomo un punto di mezzo, dove nella loro propria entità Lucifero e Arimane si incontrano. Ivi l’uomo ha occasione o di vibrare con Lucifero e di far penetrare il corpo astrale dentro il corpo eterico più di quanto sia bene, o di accogliere l’urto di Arimane e di far rimbalzare il corpo eterico più addentro nel corpo astrale di quanto non sia giusto e regolare. Con queste azioni di forze abbiamo a che fare.

 

• Ora dovremo renderci conto che ormai non abbiamo più a che fare se non con azioni di forze.

• Riconosciamo che in nessun luogo, tranne che in quell’unico punto

dove il corpo astrale ha una preponderanza sopra il corpo eterico,

e dove abbiamo trovato la elaborazione delle materie, l’ingestione dei cibi e l’assimilazione di essi,

in nessun altro luogo abbiamo riscontrato azioni materiali.

 

E qui ci viene incontro, per così dire, la necessità

di indagare una volta occultamente, da un certo punto di vista,

la natura di ciò che è veramente la materia, la sostanza.

 

E domani cominceremo le nostre considerazioni con questo problema.

 

 

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