////03 – MISTERI INTORNO AL LUOGO DI NASCITA DI RUDOLF STEINER

03 – MISTERI INTORNO AL LUOGO DI NASCITA DI RUDOLF STEINER

Misteri intorno al luogo di nascita di Rudolf Steiner

Del rapporto con Rudolf Steiner


 

Il luogo di nascita

In un dialogo privato una volta Rudolf Steiner si espresse sull’incarnazione di Mani, attesa nel XXI secolo, il fondatore del manicheismo, il quale nel IX secolo era incarnato come il Re del Gral Parzival: ▸ «Mani non si incarnerebbe in questo secolo; egli intenderebbe farlo nel prossimo secolo, premesso che riesca a trovare un corpo adatto» (O.O. 264, pag. 240).

In tale contesto Rudolf Steiner dice inoltre che in futuro sarà un compito importante della pedagogia Waldorf rendere possibile le incarnazioni di Spiriti molto evoluti:

▸ «L’educazione comune non offrirebbe nessuna possibilità per l’evoluzione di Mani, la offrirebbe soltanto l’educazione Waldorf» (ibidem).

 

Considerando quanto detto possiamo presagire che la questione riguardo le adeguate possibilità di incarnazione si riferiva anche a Rudolf Steiner stesso. Le seguenti esposizioni vogliono illuminare alcune circostanze in merito e renderle più comprensibili.

 

Rudolf Steiner è nato il 25 febbraio 1861 nel paese di Kraljevec (che tradotto significa «sede reale») che oggi appartiene alla Croazia. Il 27 febbraio ebbe luogo il battesimo con il nome Rudolf Joseph Lorenz nella chiesa cattolica del vicino paese Draskovec. Allora la regione apparteneva all’Ungheria, era tuttavia abitata prevalentemente da croati cosicché la lingua che il bambino udiva soprattutto nei suoi dintorni accanto al tedesco era una lingua slava.

I genitori provenivano dall’Austria centrale. Entrambi sono nati nella zona boschiva della bassa Austria a nord del Danubio. Il padre Johannes Steiner proveniva da Geras, la madre Franziska, nata Blie, era originaria di Horn. Arrivando da Geras a Horn, Johannes Steiner svolgeva la sua attività come cacciatore al servizio del conte Hoyos. Già nella sua patria aveva spesso rapporti con i monaci premostratensi molto eruditi. Con loro egli sperimentò il significato dell’educazione ed era suo desiderio renderla possibile ai suoi futuri figli.

 

Quando Johannes Steiner voleva sposare Franziska Blie, che aveva conosciuto al servizio del conte, questo gli venne negato dal conte. Di conseguenza Johannes Steiner che amava la libertà, si licenziò, imparò la professione di capostazione presso le nuove Ferrovie dell’Austria del sud e andò con la sua giovane moglie all’estero.

In un primo momento Johannes Steiner venne mandato in una stazione, il cui nome non è rimasto conservato, il luogo si trovava tuttavia nella Stiria del sud (presumibilmente tra Marburg sulla Drau, oggi Maribor, e Laibach, oggi Ljubljana).

 

Questo era ancora nell’estate del 1860.17 Soltanto poco prima della nascita di Rudolf Steiner, all’incirca nel gennaio del 1861, suo padre fu trasferito dalla Direzione delle Ferrovie a Kraljevec. Là egli venne al mondo come il primo di tre bambini. (La sorella di Rudolf Steiner: Leopoldine, 1864-1927 e suo fratello Gustav, 1866-1941, sono nati a Pottschach.) Riguardo le ulteriori esposizioni in merito al luogo di nascita di Rudolf Steiner non è privo di importanza il fatto che i suoi genitori si trattennero in questa particolare regione d’Europa non solo nel periodo della nascita, ma anche prima, durante tutta la gravidanza.

 

Per queste circostanze Rudolf Steiner venne al mondo molto lontano dalla vera patria dei suoi genitori e tra estranei. Così, sin dall’inizio della sua vita si mostra il motivo dell’essere «senza patria», oggi proprio in modo crescente a molti uomini in relazione allo sviluppo dell’anima cosciente.

 

Nel discorso per i russi tenuto da Rudolf Steiner l’11 aprile 1921 a Helsinki, egli indicò queste particolari condizioni con le seguenti parole: ▸ «Coloro che erano i portatori esteriori … del sangue dal quale io provengo, provenivano da zone tedesche dell’Austria; là io non potei nascere. Io stesso sono nato in una zona slava, in una zona completamente estranea all’intero ambiente e all’intera caratteristica dai quali provengono i miei antenati» (O.O. 158).

 

Appena nato, il bambino era molto delicato e debole e si temeva che non vivesse a lungo. Perciò nonostante le condizioni invernali si voleva farlo battezzare al più presto possibile. Poiché la levatrice aveva fasciato male il neonato, subentrò un’emorragia di cui non ci si accorse subito. Il bambino sanguinò per più ore, finché le sue fasce furono completamente rosse. Questa grande perdita di sangue apparteneva così alle primissime esperienze terrene del bambino.

Nato al confine del popolo slavo-germanico dell’allora Austria-Ungheria (dal punto di vista scientifico-spirituale al confine della cultura dell’io e del sé spirituale del presente e del futuro), in questa costellazione di nascita per Rudolf Steiner stava già nascosto il futuro compito dell’Antroposofìa: trovare il passaggio dall’io individuale al sé spirituale e con ciò fondare un nuovo cosciente rapporto con il mondo spirituale.

 

• Solo nell’io libero dell’uomo può essere acceso il fuoco interiore che rende possibile l’evoluzione spirituale in ascesa dal basso all’alto.

• Tramite il sé spirituale invece, con la mediazione dell’elemento della luce, la manifestazione spirituale fluisce dall’alto al basso. Perciò più tardi Rudolf Steiner parlò della sua indagine spirituale e delle manifestazioni spirituali come di due sorgenti dell’Antroposofia.

 

Così egli doveva le forze per lo sviluppo dell’io alla sua origine austriaca e la manifestazione dello Spirito mediante la luce potè accoglierla dai dintorni eterici del suo luogo di nascita.

Kraljevec si trova sulla cosiddetta isola di Mur, una penisola che si assottiglia verso est, formata dai fiumi Mur e Drau, che dopo la loro confluenza fluiscono nel Danubio. Il terreno piano con sabbia fine in questa zona, rende la natura particolarmente ricettiva all’efficacia eterica della luce. La penisola che giace sotto il cielo aperto custodisce in sé anche qualcosa come un ricordo della Terra delle due correnti, la cui configurazione qui si ripete come in piccolo, tuttavia coperta da rigogliosa vegetazione e da molti boschi.

 

Accanto all’elemento germanico e slavo18 in questa zona è presente come terzo elemento quello celtico. Infatti, già molti secoli fa questa zona, come pure la Stiria nel nord erano popolate dai celti. Perciò Marie Steiner più tardi potè scrivere dell’origine di Rudolf Steiner: «Il carattere tedesco immerso nel carattere slavo entro la forza di origine celtica.»19

 

Secondo l’indagine spirituale di Rudolf Steiner, l’Arcangelo celtico, dopo aver assolto particolarmente bene il suo compito per il popolo celtico, non ascese al grado superiore di Arché, ma continuò a rimanere con sacrificio al grado di Arcangelo. Come tale egli agì poi quale guida spirituale e ispiratore del cristianesimo esoterico e in esso soprattutto dei Misteri del Gral (vedi O.O. 121, 12.6.1910-11).

Così non è da meravigliarsi che si siano verificati essenziali episodi riguardanti la corrente del Gral in questa zona, dove più tardi doveva nascere Rudolf Steiner.

 

I Misteri del Gral nell’isola di Mur

Il contenuto di questo capitolo si basa ampiamente sul meritevole articolo di Viktor Stracke di Graz: «Luoghi del Gral nell’antica Austria. La via di Trevrizent.»20

 

Nei suoi molti viaggi il grande poeta del Gral Wolfram von Eschenbach giunse anche ad Aquileia, non lontano dalla costa nord del mare Adriatico. Il suo protettore Wolfger von Leuprechtskirchen, dal 1191 al 1204 vescovo di Passau e amico di Walther von der Vogelweide, più tardi venne nominato patriarca di Aquileia. Nel suo patriarcato viveva ancora la tradizione del cristianesimo libero irlandese-scozzese e con questo una maggiore indipendenza da Roma. Perciò Wolfram von Eschenbach poteva visitare il suo amico e protettore ad Aquileia senza incorrere in pericoli. A quel tempo presumibilmente i primi otto libri del grande poema di Parzival erano già completati. E molto fa presumere che Wolfram abbia scritto il successivo, nono libro ad Aquileia o nelle vicinanze. Perciò in esso troviamo una esatta descrizione della zona che si estende da nord-est di Aquileia fino all’isola di Mur.21

 

 

Nel IX libro viene illustrato il viaggio che intraprende Trevrizent per recarsi dal suo amico Gahmuret, il futuro padre di Parzival. Su questa visita si erano accordati nella Siviglia spagnola ed ora Trevrizent intraprende il viaggio con la nave fino ad Aquileia per poi continuare, accompagnato dal giovane cavaliere Ither, il suo percorso a cavallo fino alla sede originaria di Gahmuret. Questa si chiamava Gandin secondo il nome del padre di Gahmuret che allora era pure proprietario di questa zona appartenente alla Stiria del sud.22 (Nel IX libro Wolfram nomina la Stiria per cui questa zona può essere identificata con chiarezza.)

 

A cavallo attraversarono il Friuli, a nordest di Aquileia, poi continuarono lungo il fiume Sava fino alla città di Cilli, oltre il monte Wotsch23 con la città Rohitsch che si trova ai suoi piedi, sempre avanti verso est fino al luogo «in cui il torrente Grajena sfocia nella Drau» («Parzival», libro IX). Questo luogo nominato Gandin o Haidin si trovava sulla riva sud della Drau, di fronte alla città e al castello di Pettau (oggi Ptuj) che si innalza ancora oggi con magnificenza sulla collina nel lato nord del fiume.

 

A sud del fiume invece, dove già allora si trovava una colonia romana, doveva trovarsi il castello di famiglia di Gandin, il padre di Gahmuret.24 Dopo la morte di suo fratello Galoes, più vecchio di lui, Gahmuret come suo successore divenne signore di questa regione, inclusa l’isola di Mur.25 In questo periodo Gahmuret era già da molto tempo che non viveva più a Gandin, ma viveva nel castello di Ankenstein (Bori), lungo il fiume in discesa, ad est di Pettau. Come allora usuale, egli lasciò il castello di suo padre già come giovane cavaliere e acquistò il castello Ankenstein come propria residenza, ovvero lo fece persino costruire per se stesso. Dopodiché nel suo stemma con la pantera (che è raffigurata anche nello stemma della Stiria) egli inserì anche un’ancora, corrispondente al nome del nuovo castello.

 

Nei suoi numerosi viaggi Gahmuret, presumibilmente mediante i cavalieri di Re Artù, conosce la regina francese Anflise che gli consegna un bambino ancora molto piccolo proveniente dalla generazione di Re Artù, con il nome di Schionatulander, quale futuro giullare. (Lo racconta Albrecht von Scharfenberg nel suo poema «Il giovane Titurel».)

 

Gahmuret e Herzeloyde accolgono il bambino che cresce con loro come un figlio e viene iniziato in tutte le arti cavalleresche. Più tardi non solo giullare ma anche intimo amico di Gahmuret egli lo accompagna sempre nei suoi viaggi. Così al giovane Schionatulander, tocca anche il difficile compito che tuttavia testimonia il suo legame con Gahmuret, di dare a sua moglie Herzeloyde incinta di Parzival, la notizia della sua morte in Oriente.

 

Anche Sigune la nipote di Herzeloyde, dopo la morte di sua madre, deceduta alla nascita della bambina, dall’età di 5 anni vive nel castello con Gahmuret e Herzeloyde. Così i due bambini crescono insieme e sin dall’inizio hanno un rapporto intimo. In questo modo Schionatulander entra in diretto contatto con importanti rappresentanti della generazione del Gral, poiché sia l’allora Re del Gral Amfortas, sia Trevrizent e la madre di Sigune sono fratelli di Herzeloyde.

 

Un destino del tutto particolare unisce tuttavia Schionatulander non solo con i genitori di Parzival, bensì anche con il futuro Re del Gral. Un giorno, mentre Sigune e Schionatulander si trovano davanti alla loro tenda, passa un cane che porta un meraviglioso collare con segni misteriosi. Prima che Sigune possa osservare attentamente questi segni, il cane si libera e scappa. Ora Sigune è così desiderosa di leggere questi segni, da chiedere al suo amato cavaliere di portarle di nuovo il cane con il prezioso collare. (Qui non può essere approfondito il significato occulto di questo episodio, come pure dell’iscrizione sul collare.)

 

In questa ricerca Schionatulander incontra il cavaliere Orilus che pieno di rabbia sta cercando Parzival, il quale poco prima, all’insaputa e senza colpa aveva baciato la moglie di Orilus, Jeschute e le aveva portato via il fermaglio e l’anello. Ora egli vuole vendicarla e uccidere Parzival. Nel bosco egli incontra tuttavia Schionatulander, e nella sua rabbia non lo riconosce, ritenendolo Parzival lo uccide.

 

In questo modo nasce un legame karmico del tutto speciale fra Schionatulander e il futuro Re del Gral. Per la sua mancanza verso Jeschute qui a dire il vero avrebbe dovuto morire Parzival, con tutte le conseguenze risultanti profondamente tragiche e non prevedibili per il destino dei Misteri del Gral sulla Terra. Le potenze superiori permettono tuttavia che un altro, compiendo un sacrificio muoia per Parzival e salvi così il futuro dei Misteri del Gral. Così possiamo dire: Schionatulander, senza esserne cosciente, mediante la sua prematura morte conserva la corrente principale del cristianesimo esoterico per l’umanità.

 

Per questo motivo l’incontro con Sigune e il suo sposo deceduto sulle ginocchia, a Parzival in un primo momento fa un’impressione così inspiegabilmente forte. Infatti davanti ai suoi occhi viene compianto colui che è morto al suo posto e per lui.

A partire da questo incontro comincia a risvegliarsi a poco a poco la coscienza spirituale di Parzival ed ha inizio il suo lungo cammino di iniziazione ricco di prove, verso il regno del Gral.

 

A questa illustrazione, dalle ricerche di Viktor Stracke deve essere aggiunto che nel popolo venivano raccontate, ancora fino all’inizio del XX secolo, leggende sulla zona nei dintorni del monte Wotsch26 che ricordavano molto le leggende intorno a Lohengrin. Secondo quanto detto sopra questo è possibilissimo, poiché Lohengrin quale figlio di Parzival e per cui pronipote di Gandin, avrebbe potuto ritirarsi a periodi anche lui nel castello di famiglia dei suoi antenati per essere chiamato da là, tramite il Gral, ad aiutare Elsa von Brabant.

 

Come noto, dopo il periodo di Lohengrin, il Santo Gral venne definitivamente ritirato nel mondo spirituale per essere custodito dagli Angeli sotto la protezione dell’Arcangelo celtico di allora. Nella conferenza del 23 luglio 1922 Rudolf Steiner dice che uomini prescelti, che nella loro vita avevano potuto compiere qualcosa di importante al servizio del mondo spirituale, dopo la loro morte diventano per un po’ di tempo custodi del Gral accanto agli Angeli nei mondi soprasensibili.

▸ «Morti viventi particolarmente prescelti vennero nominati custodi del Santo Gral. E non sarà mai possibile comprendere completamente la leggenda del Gral se non si sa chi erano i custodi del Gral» (O.O. 214).

 

In questo senso Schionatulander non solo aveva rapporti intimi con molti appartenenti alla generazione del Gral (di certo egli stesso, come più tardi Parzival, si trovava nel cammino dal cavalierato di Re Artù al cavalierato del Gral), ma causò senza averne l’intenzione la salvazione dei Misteri del Gral. Così, dopo la sua morte sacrificale era preparato ad entrare nel cerchio dei custodi del Gral umani nel mondo spirituale e a giungere così accanto all’Arcangelo del cristianesimo esoterico che più tardi divenne anche l’ispiratore della corrente rosicruciana (vedi O.O. 121, 12.6.1910-11).

 

Durante il Convegno di Natale27 Rudolf Steiner rilevò il rapporto esoterico fra i Misteri ibernici che hanno la loro radice nei celti, i successivi Misteri del Gral ed i Misteri dei veri rosacroce apparsi ancora più tardi, i quali nei tempi più moderni erano diventati successori spirituali della corrente del Gral.28 È una conseguente evoluzione dei Misteri che stava, come già menzionato, sotto la guida e la protezione dell’Arcangelo celtico di allora. E queste anime umane o questi «morti viventi» agivano quali ispiratori soprasensibili anche in quelle correnti esoteriche.

 

Nella stessa conferenza Rudolf Steiner indica anche che Lohengrin apparteneva all’«ordine» occulto «dei cavalieri dei cigni», i cui membri, tramite la loro particolare iniziazione, si fecero «involucro esteriore» dei custodi del Gral che vivevano nel mondo spirituale. Infatti, «all’ordine dei cigni si sono dedicati quelli che volevano che i cavalieri del Gral, mediante loro, potessero agire qui nel mondo fìsico», per guidare i destini spirituali dell’Europa.

A questi custodi spirituali del Gral che, mediante i cavalieri dei cigni, agivano sulla Terra apparteneva anche l’individualità di Schionatulander. Perciò non dobbiamo meravigliarci che nella regione in cui egli trascorse la sua gioventù nacquero leggende simili a quella di Lohengrin.

 

Una decisiva stazione intermedia nella biografia karmica di Rudolf Steiner

Nella conferenza del 14 agosto 1924 Rudolf Steiner accenna solo un’unica volta che nella serie di incarnazioni di Aristotele e del suo allievo Alessandro, da lui prese come paradigma per le conferenze sul Karma del 1924, ebbe luogo un’incarnazione intermedia dei due nel IX secolo intorno ai Misteri del Gral.

▸ «Siccome il loro Karma li aveva riportati nella vita terrena … essi vissero, a dire il vero, da persone sconosciute e inosservate che morirono ancora giovani, in un angolo dell’Europa tuttavia importante per l’Antroposofia, ma appunto … solo per breve tempo, come guardando da una finestra alla civiltà occidentale, accogliendone impressioni e impulsi, ma senza dare in qualche modo impulsi importanti; dovettero riservarsi di farlo in tempi posteriori» (O.O. 240, pag. 205).

 

Da comunicazioni di Rudolf Steiner a Ita Wegman risulta che l’incarnazione qui descritta di Schionatulander fu una delle incarnazioni di Rudolf Steiner.29 Inoltre in dialoghi che, accanto a Ita Wegman, egli tenne anche con Elisa von Moltke e Walter Johannes Stein riguardo la storia del Gral nel IX secolo, mise in rilievo che l’incontro di Parzival con Sigune, che compiangeva il suo sposo defunto, ebbe luogo nella zona dell’Ermitage ad Arlesheim. Ne consegue che anche la morte di Schionatulander attraverso la mano di Orilus deve essere avvenuta in questa zona.

 

Abbiamo così una meravigliosa corrispondenza fra il luogo di nascita e il luogo di morte di Rudolf Steiner. A Kraljevec, poco lontano dal luogo in cui Schionatulander aveva trascorso la sua gioventù e i suoi anni di noviziato come giullare di Gahmuret, egli era nato. ’0 E a Dornach vicino ad Arlesheim, curato e accompagnato dalla sua amica medico fino alla morte, egli morì il 30 marzo 1925, nelle immediate vicinanze del luogo in cui nel IX secolo Schionatulander venne ucciso e compianto e sepolto da Sigune.

 

Da quanto detto diventa anche comprensibile perché nella biografia karmica di Rudolf Steiner, questa breve incarnazione intermedia nel IX secolo era di un significato talmente determinante per la futura fondazione dell’Antroposofia quale «scienza del Gral» (O.O. 13).

Infatti, perché i rapporti karmici nell’esistenza dopo la morte possano far maturare i loro frutti, devono essere assolutamente allacciati sulla Terra. A questi appartennero soprattutto i più diversi legami di Schionatulander con gli uomini che nel IX secolo erano in un più stretto collegamento con i Misteri del Gral.

E dopo che questi legami karmici furono rafforzati ancor più dalla sua morte sacrificale per Parzival, l’anima di Schionatulander potè seguirli e ulteriormente svilupparli nei mondi soprasensibili.

 

È possibile che fu l’anima che accompagnò e ispirò, aiutando dal mondo spirituale Parzival nel suo lungo cammino di prove per diventare Re del Gral. Se fosse stato così, l’individualità di Schionatulander avrebbe partecipato spiritualmente anche all’iniziazione di Parzival, che Rudolf Steiner definisce quale «ideale dell’iniziazione rinnovata. in quanto questa rinnovata iniziazione dipende dall’anima cosciente» (O.O. 144,7.2.1913).

Schionatulander dopo la sua morte portò tutto questo nell’immediata vicinanza dell’Arcangelo del cristianesimo esoterico, come pure nel cerchio dei custodi del Gral soprasensibili e più tardi fece di esso un importante ispiratore del vero rosicrucianesimo.

 

Come conseguenza nel XX secolo Rudolf Steiner potè rappresentare la moderna scienza del Gral nel suo libro La scienza occulta e così rendere accessibile a tutti gli uomini di buona volontà, il cammino di iniziazione di Parzival in una forma adeguata ai nostri tempi. Infatti, ▸ «La via verso i mondi soprasensibili di cui abbiamo descritto in questo libro i primi gradini, conduce alla ‘scienza del Gral’» (O.O. 13, pag. 330).

 

Su questo fondamento Rudolf Steiner, quale iniziato guida del Gral nel nostro tempo, non rimase solo a quanto già illustrato, ma poco dopo la conclusione di questo libro egli andò molto più avanti nella rivelazione dei Misteri del Gral.

Nelle forme del primo Goetheanum, quale castello del Gral sulla Terra nel presente, Rudolf Steiner potè rendere visibile a tutti la «scienza del Gral» per poi consegnare agli uomini Tessere del Gral stesso, in forma della Pietra di Fondazione durante il Convegno di Natale, per la sua cura e protezione.31

Con ciò Rudolf Steiner rivelò la sua missione nei Misteri del Gral, come pure il suo vero nome misteriosofico quale custode del Gral nella nostra epoca. 32

 

Dalla sua profonda unione con l’Arcangelo del cristianesimo esoterico Rudolf Steiner fu in grado di rinnovare anche il vero rosicrucianesimo sulla Terra e di congiungerlo inseparabilmente con i Misteri del Gral. Lo testimonia il fatto che ne La scienza occulta egli caratterizza i sette gradi dell’iniziazione rosicruciana anche come iniziazione del Gral, e definisce gli uomini che oggi percorrono questo cammino rosicruciano, e con ciò anche se stesso, iniziati del Gral. 33

Così Rudolf Steiner indicò la sua posizione centrale entro il cristianesimo esoterico, le cui radici karmiche dobbiamo vederle nella sua breve incarnazione del IX secolo e nelle sue conseguenze dopo la morte.

La descrizione di Wolfram von Eschenbach

In conclusione qui vanno citati i testi di Wolfram von Eschenbach stesso. Fanno parte dei rari punti nel «Parzival», in cui i nomi geografici vengono riportati con molta precisione e questo, come abbiamo visto risale soltanto al fatto che Wolfram stesso conosceva bene questa zona, vale a dire che l’aveva già girata a piedi.

 

Da questa esperienza Wolfram fa raccontare a Trevrizent il suo proprio viaggio come segue:

Quella volta che passai

Per cercare avventura sotto il Rohitz

M’uscì incontro a tenzone

Valorosa gente venedica.

Da Sevilla corsi

Intorno intorno, tutto il mare;

E da Aquileia,

Traverso il Friuli Venni fino a Cilli.

Ahi, ahi, e ancora ahi, ché allora

Io vidi tuo padre [Gahmuret].

Allorché feci il mio ingresso in Sevilla

Il valoroso Angioino vi aveva già,

Prima di me, preso quartiere.

                                                                            IX 1907-1917

 

Egli poi mi lasciò per scudiero il nipote suo

Ither, quel re di Kukumerland,

Cui il cuore reggeva sì

Che ogni falsità, in lui, veniva meno.

Non ci fu dato di sottrarci più a lungo

Al nostro viaggio; così dovemmo partirci

L’uno dall’altro.

Egli si diresse alla volta del Baruc,

Io verso il Rohitz.

«Lasciata Cilli cavalcai verso il Rohitz,

Dove battagliai per tre lunedì consecutivi.

Quando mi parve di avervi combattuto abbastanza,

Al più presto me ne venni a cavallo

Nell’ampia Gandin, da cui ebbe il suo nome

Il tuo avo Gandin.

Qui Ither si fece conoscere.

Questa città si stende

Là dove la Grajena si getta nella Drau

Un’acqua ricca di oro.

Qui Ither fu amato:

Egli vi trovò tua cugina

Che era signora sopra quella Terra.

Gandin di Angiò ve l’aveva chiamata

Perché vi fosse regina:

Lammire era il suo nome;

Stiria è chiamato il paese.

Oh, sì, chi vuole portare scudo di cavaliere

Ha da correre per molti paesi.»

                                                                 IX 1964-199034

 

Possiamo vedere che in questo estratto tutti i nomi geografici si riferiscono esattamente ai luoghi sino ad oggi esistenti.

Rohitz corrisponde al monte Rohas o Rohitsch, nominato anche monte Wotsch,

Cilli corrisponde alla Celje slovena (nell’antichità Celeia),

• dell’antica Aquileia, una città portuale nell’antichità, che allora si trovava

sulla costa nord del mare Adriatico, ancora oggi sono rimaste alcune rovine,

• il Friuli si trova a nordest di Aquileia e a sud delle alpi Giulie,

• il Kukumerland si trova ad est del Friuli, tra i fiumi Save (Sava) a nord

e Gurk (Krka) a sud,

Gandin o Haidin in periferia di Pettau (oggi Ptuj, nell’antichità Petovio),

che si trova sulla riva destra del fiume Drau, di fronte alla collina con il castello,

• il torrente Grajena, ai margini della città Ptuj da nord sfocia nella Drau,

• il fiume Drau a sud dell’isola di Mur, che ha «un’acqua ricca di oro»,

corrisponde altrettanto alla realtà: nel medioevo nella Drau veniva lavato l’oro,

• la Stiria, oggi la parte sud dell’Austria, nel periodo di Wolfram si estendeva ancor più verso sud. Venne nominata anche regione di Lammire, secondo la figlia di Gandin, la sorella di Gahmuret.

 

L’ultimo quesito in merito, del quale si occupò Viktor Stracke ancora fino alla sua morte era la discendenza di «Angiò» o «Anschau» menzionata nella parte citata di Wolfram von Eschenbach, in Wolfram «Anschouwe», che spesso erroneamente viene tradotta «Anjou». La relazione viene stabilita, mettendo in connessione la discendenza degli Angiò (Anschau) con la zona intorno alla città francese Angiò, che è collegata al casato Anjou.

 

Già anni fa alcuni ricercatori antroposofi, per esempio Ernst Uehli, misero tuttavia in dubbio questo collegamento. Infatti, proprio i grandi Stauffer, Federico Barbarossa, Federico II e Corradino, considerati anche fautori della corrente del Gral, stavano in potenti conflitti con i rappresentanti del casato Anjou (Carlo di Anjou fece decapitare Corradino). Perciò un collegamento del casato Anjou è quasi impossibile con la discendenza di Parzival.

 

Poco prima della sua morte Viktor Stracke giunse alla risoluzione dell’enigma. Nelle vicinanze del monte Rohitz si trova fino ad oggi un castello dal nome sloveno Poglet, che tradotto dallo sloveno in tedesco significa esattamente «Anschau»: «Po» per »An», «glet» per «schau». Il castello odierno è degli inizi del XVII secolo, tuttavia non è escluso che le sue fondamenta risalgano a tempi molto più remoti (come per esempio anche nel castello di Ptuj). Non potrebbe essere che qui nel IX secolo o forse anche prima, dimorasse la discendenza degli «Anschau», la famiglia paterna di Parzival?35

Naturalmente con queste indicazioni il quesito non è ancora chiarito definitivamente, forse tuttavia è stato possibile indicare la direzione per una possibile soluzione.

 

Sulla data di nascita di Rudolf Steiner

Dopo l’uscita di questo articolo, diverse persone mi posero la domanda circa l’esatta data di nascita di Rudolf Steiner. Dal breve testo autobiografico non datato e scritto a mano da Rudolf Steiner, che o non fu portato a termine da Rudolf Steiner, o la sua continuazione non si è conservata, consegue con tutta chiarezza che Rudolf Steiner è nato il 25 febbraio 1861 a Kraljevec: «La mia nascita cade il 25 febbraio 1861. Due giorni dopo io venni battezzato».

 

Questo testo* venne pubblicato per la prima volta a Pasqua del 1975 nei «Contributi all’Opera Omnia di Rudolf Steiner» in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Rudolf Steiner.

* (Qui non è stato possibile riprodurre il testo originale in tedesco)

 

In questa edizione appaiono inoltre due lettere di Eugenie von Bredows, dalle quali emerge che tra il mese ili febbraio 1920 e il mese di febbraio 1921, deve aver appreso da Rudolf Steiner l’esatta data di nascita, poiché gli inviò gli auguri per iscritto. Così Eugenie von Bredows scrisse nella sua lettera del 25 febbraio 1921: «Oggi, nel giorno che, a dire il vero, doveva essere il giorno della nascita della Sua individualità in questa incarnazione, mentre fino ad ora avevamo considerato sempre il 27 febbraio …».

 

Nel XIX secolo soprattutto nelle zone di campagna isolate, cattoliche, non di rado avveniva che nei registri delle chiese ossia nei certificati di nascita, il giorno del battesimo quale segno della nascita spirituale, veniva registrato al posto della data della nascita corporea. Il perché Rudolf Steiner più tardi non abbia provveduto a correggere questa inesattezza e continuò a mantenere persino una «tradizione» così formatasi per molti anni, per esempio nella sua autobiografia La mia vita, cap. 1, rimane a tutta prima un enigma, sebbene possono essere indicati diversi motivi.

Prima di tutto poiché non è nemmeno da escludere un errore di registrazione nel libro della chiesa, si potrebbe pensare che Rudolf Steiner più tardi, quando si accorse di tale imprecisione, riconoscesse in questo un chiaro segno dal mondo spirituale. Infatti, così in seguito egli venne protetto da ogni possibile uso improprio della sua vera data di nascita, che avrebbe potuto essere praticato dall’impuro ambito occulto. Era il primo iniziato dei tempi moderni, che agiva del tutto apertamente e in pubblico e i pericoli in merito non erano da sottovalutare.

 

Osservato da un punto di vista superiore, tale intervento del destino potrebbe anche corrispondere assolutamente alla verità. Infatti, come già menzionato sopra, Rudolf Steiner è nato il 25 febbraio come un bambino molto debole e si temeva che non sarebbe sopravvissuto. Dopo due giorni tuttavia, il pericolo principale era passato e si poteva contare sul fatto che il bambino continuasse a vivere.

 

Dal punto di vista spirituale questa situazione significa che sino al battesimo il 27 febbraio, era ancora aperta la domanda se l’entelechia di Rudolf Steiner potesse rimanere in questo corpo o si dovesse ritirare nel mondo spirituale. Soltanto due giorni dopo la nascita la sua entelechia prese la decisione definitiva di incarnarsi essendo ora pronta ad afferrare il corpo fisico, quale suo futuro instrumento terreno. Perciò più tardi a ragione Rudolf Steiner potè parlare del 27 febbraio (sebbene non nel senso fisico), come del giorno della sua nascita.

 

Alla vita di un iniziato elevato, come lo era Rudolf Steiner, non possono essere applicati criteri soltanto comunemente umani, troppo generalmente umani, come sarebbe assolutamente giustificato per un uomo comune. La vita terrena di un vero iniziato è un Mistero, che forse si può manifestare pienamente soltanto ai suoi simili del cerchio degli iniziati guida della Terra.

 

 


 

Note:

17 – Vedi Ch. Lindenberg, Rudolf Steiner. Etne Biographie (Rudolf Steiner. Una biografia), volume I, Stoccarda 1996.

18 – E significativo che secondo il professore Alfred Castelliz, già nei secoli del Gral (ottavo fino al nono secolo) nella zona di Pettau – una della città più grandi nei pressi di Kraljevec – vivevano tribù slave; lo testimoniano i loro resti tombali nel lato ovest del monte del castello. Questa zona è forse l’unica in cui gli slavi entrarono in contatto con la corrente del Gral, con la quale, secondo Rudolf Steiner, il loro futuro sarà unito in modo più intimo (vedi O.O. 185, 3.1 1.1918). – Il professore A. Castelliz stesso, dal quale provengono molte indicazioni che Viktor Stracke riporta nel suo articolo (vedi sotto), proveniva dalla Stiria del sud di allora, dalla zona nei dintorni di Cilli. Egli studiò architettura a Vienna e visitò a Dornach il primo Goetheanum. Era rimasto così impressionato da questo edificio che divenne allievo di Rudolf Steiner. Più tardi Rudolf Steiner lo incaricò di progettare un edificio scolastico e gli fece una visita ancora durante il suo ultimo soggiorno a Vienna nel settembre del 1923.

19 – Marie Steiner, Die \nthroposophie Rudolf Steìners. Gesammelte Vorworte zu Erstveròffentlichungen von Werken Rudolf Steìners (L’Antroposofia di Rudolf Steiner. Raccolta di prefazioni alle prime edizioni di opere di Rudolf Steiner), Dornach 1967. Prefazione alla prima edizione del ciclo Polarità fra Oriente e Occidente (O.O. 83).

20 – Ricevetti tempo fa questo articolo da Viktor Stracke (☩ 29.10.1991 ). Costituisce il primo capitolo del suo libro «Vom Schicksalsnetz Europas. Einzelne Erscheinungen aus dem Kulturleben im Zusammenhang mit dem Ort ihres Auftretens betrachtet» (La rete del destino dell’Europa. Singoli aspetti della vita culturale osservati in connessione al luogo della loro apparizione), dattiloscritto non pubblicato.

21 – Nel «Parzival» di Wolfram von Eschenbach c’è un punto in cui i dettagli geografici sono indicati con straordinaria precisione. Probabilmente egli non soggiornò soltanto ad Aquileia, ma secondo le indagini di A. Castelliz, soprattutto nel castello di Montpreis – che per un periodo è appartenuto ai templari – presso la città Planina e i cui resti sono rimasti conservati fino ad oggi. Da quanto tramandato, nel castello Montpreis dovrebbe persino essere nata una essenziale parte del «Parzival» (soprattutto il nono libro del poema). Da là Wolfram avrà effettuato il viaggio a Pettau sull’antica via romana, altrimenti sarebbe impensabile che egli potesse sapere del piccolo torrente Grajena vicino a Pettau, nominato nel suo poema e che è così piccolo che nemmeno gli abitanti della città (oggi Ptuj) lo conoscono.

22 – In quel tempo il cavaliere Gandin in questa regione doveva possedere una vastissima zona, altrimenti non avrebbe potuto lasciare in eredità a sua figlia Lammire l’intera Stiria del sud di allora e dare a Ither il Kukumerland (la zona a sudovest della Drau) presso Lehen. La vastità dei suoi possedimenti fa presumere che fosse anche proprietario dell’isola di Mur. – Il riferimento alla corrente del Gral nella Stiria del sud di allora che si trova nel IX libro del Parzival di Wolfram, non contraddice la presenza di questa corrente nella Spagna del nord di cui raccontano la maggior parte delle tradizioni conosciute. Indica piuttosto la sua estensione geografica e nel contempo i suoi confini est-ovest.

23 – Questo nome: Mont-Sal-Wotsch – Mont-Zal-Voc, scritto più in germanico o più in slavo, ricorda sorprendentemente il Mont Salvatsch (Munsalvaesche) dei Misteri del Gral, e ciò non esclude che monti con questo nome potevano essere trovati nell’intera urea della loro estensione come definizione dei luoghi di soggiorno terreno dei Misteri del Gral (vale a dire dalla Spagna del nord alla Stiria).

24 – Una questione non chiarita del tutto è quella riguardo l’esatta localizzazione del castello di famiglia di Gandin, il nonno di Parzival. Da un lato si potrebbe cercarlo a Haidin (nel linguaggio affine a Gandin). Questo sobborgo di Pettau si trova tuttavia sulla riva destra piana della Drau. Nel periodo romano in quel luogo si trovava una guarnigione di legionari nominata Petovio, della quale testimoniano anche i resti di diverse mitrie. È difficile tuttavia immaginarsi che in questa pianura ci fosse stato un castello, poiché sulla riva nord delia Drau si innalza una meravigliosa collina che sovrasta tutta la zona, sulla quale oggi si può vedere il magnifico castello di Pettau. Si potrebbe anche supporre che su questa collina, in origine si trovasse un luogo santo celtico. Infatti, le mura dell’odierno castello poggiano su possenti blocchi quadrati dei quali è difficile identificare l’età e che non erano usuali nel medioevo. Inoltre il torrente Grajena, proveniente da nord sfocia nella Drau e ciò lascia supporre che il castello di famiglia Gandin si fosse trovato veramente sulla collina di Pettau. Qui Gahmuret è nato e qui egli è anche cresciuto.

25 – Gandin diede alla sorella di Gahmuret, Lammire, la regione a nord di Pettau, la Stiria del sud e la regione ad ovest di Cilli la ricevette più tardi Ither, che sposò Lammire. Wolframi nominò questa terra Kukumerland, poiché si trovava nei pressi del fiume Gurk (Kukuma), che sfocia nella Sava.

26 – Viktor Stracke cita da un libro in cui vengono seguite le radici slave del monte del Orai «Mont-Sal-Wotsch». Secondo ciò la traduzione di questo monte è il «Grande o imponente monte Wotsch», che in slavo è nominato Boc.

27 O.O. 233, 31.12.1923.

28 – Sul rapporto dei rosacroce con i Misteri del Gral vedi O.O. 112, 24.6.1909.

29 – Vedi Margarete e Erich Kirchner-Bockholt, Die Menschheitsaufgabe Rudolf Steiners und Ita Wegman (Il compito di Rudolf Steiner e Ita Wegman nell’umanità), Dornach 1981, cap. «Il periodo del Gral». – Secondo il racconto di Viktor Stracke a suo tempo, Ita Wegman sapendo di questi retroscena spirituali da Rudolf Steiner, cercò di acquistare per il Movimento Antroposofico il castello Bori.

30 – In tale conteso è significativo che Rudolf Steiner da aprile a giugno del 1911 poco lontano da questa zona (Trieste-Portorose) abbia trascorso insieme a Marie von Sivers le «ferie» forse più lunghe della sua vita.

31 – Vedi Sergej O. Prokofieff, Rudolf Steiner e la fondazione dei Nuovi Misteri, cap. 7 «L’epoca di Michele e il nuovo evento del Gral», Ed. Arcobaleno, Oriago (Ve), 1991.

32 – Vedi la nota precedente

33 – Vedi anche O.O. 99.

34 – Citato secondo Wolfram von Eschenbach, Parzival, Ed. TEA, Milano, 2001.

35 – Le indicazioni sul luogo Poglet-Anschau sono state tratte dalla lettera di Heinrich Stracke: «Indicazioni sulla discendenza degli ‘Anschau’», Nachrichtenblatt (Notiziario) 21/2006.

 

 

By | 2018-12-12T09:27:35+01:00 Dicembre 12th, 2018|I - DEL RAPPORTO CON R. STEINER|Commenti disabilitati su 03 – MISTERI INTORNO AL LUOGO DI NASCITA DI RUDOLF STEINER