/////03 – ORGANI CHE STANNO SCOMPARENDO O CHE SI STANNO CREANDO NEL CORPO UMANO. LA FISIONOMIA DELLA MORTE

03 – ORGANI CHE STANNO SCOMPARENDO O CHE SI STANNO CREANDO NEL CORPO UMANO. LA FISIONOMIA DELLA MORTE

Organi che stanno scomparendo o che si stanno creando nel corpo umano.
La fisionomia della morte.

O.O. 101 – Miti e leggende nordiche – 21.10.1907


 

Considerando le conferenze precedenti che avevano per tema i miti e le leggende, avete potuto accorgervi che un sapere antichissimo del Mondo spirituale sopravvive nei racconti, nei simboli e altro ancora vivente nei popoli o che è stato trasmesso dallo Spirito umano. Conservata nei miti e nelle leggende, troviamo una certa forma di esistenza della sensibilità e delle sensazioni umane grazie alle quali l’umanità era ancora in possesso di un sapere ben superiore e ben lontano da quello che l’uomo può acquisire con lo spirito d’osservazione corrente indotto dai sensi esteriori. Qualche volta, partendo da brevi racconti leggendari, chi possiede un certo senso per queste cose può vedere brillare delle profonde verità.

 

Grazie alle diverse conferenze che ho tenuto in molte sedi, sapete che moltissimo tempo fa ha avuto luogo una grande migrazione dall’Ovest verso l’Est, e che una certa parte della popolazione di Atlantide si è spostata da Ovest ad Est portando il ricordo di precisi stati di esistenza dell’antica epoca e di tempi ancora piú remoti. Colui che con lo sguardo approfondito, dato dalla Scienza dello Spirito, esamina le vaghe indicazioni che figurano nei racconti leggendari trasmessi dai diversi popoli che si sono sedentarizzati qua e là, vede sorgere da queste leggende profonde conoscenze concernenti periodi antichissimi. Ed è allora che non soltanto i nostri pensieri, la nostra filosofia, ma anche la nostra sensibilità, profondamente marcati da queste verità, arrivano progressivamente a situarsi nell’ordine divino dell’universo. Perché piú la saggezza si dirige verso l’intelligenza, piú essa diventa fredda, sprovvista di sentimento; piú la saggezza si eleva verso le regioni superiori della vera vita spirituale e piú essa è calorosa e impregnata di sensibilità.

 

Chi potrebbe, di fronte a una teoria astratta della scienza materialista, anche se piena di osservazioni originali come il darwinismo, chi dunque potrebbe provare un sentimento vibrante di calore, una sensazione di entusiasmo? Chi potrebbe sentire il proprio cuore battere piú in fretta ascoltando i termini ereditarietà, adattazione e altri concetti simili? Essi non suscitano alcun sentimento in noi. Ma chi sente dire come la Terra sia passata attraverso gli stadi anteriori di evoluzione dell’antico Saturno, dell’antico Sole e dell’antica Luna, chi sente dire come l’umanità si sia evoluta dall’epoca della Lemuria all’epoca di Atlantide e cosí via, chi sente tutto questo e resta di marmo, ha uno stato d’animo disturbato. Questi racconti si incidono profondamente nel cuore di chiunque possegga un’apertura di spirito capace di assimilarli senza pregiudizi. Chi ascolta queste leggende e racconti, intuisce la profondità della saggezza che essi contengono grazie ai sentimenti che sono in lui suscitati.

 

Esiste un racconto molto semplice che circola fra i Mongoli dell’Asia e che è arrivato fino nell’Est dell’Europa, dove sussistono racconti e leggende mongole. Quando veniamo a conoscenza di questa leggenda mongola, non è possibile non sentire qualcosa di profondamente commovente, anche se non possiamo del tutto comprendere quale saggezza essa celi. Dice cosí: «C’era una volta una madre che aveva un solo occhio sopra la testa. Questa mamma percorreva il mondo, inconsolabile, perché aveva perduto il suo unico figlio. Percorreva il mondo in grande fretta, sollevando ogni pietra e portandola all’altezza della sua testa e del suo solo occhio per poi, delusa, gettarla per terra dove si frantumava in mille pezzi; lo faceva per essere sicura che non si trattasse del suo figliolo; e faceva la stessa cosa con tutti gli oggetti, perché in ogni oggetto pensava di ritrovare il suo figlio perduto. Prendeva l’oggetto, lo portava davanti al suo occhio, poi delusa lo gettava lontano. Cosí senza un attimo di respiro, percorreva il mondo, ripetendo instancabilmente il suo rituale». Questo racconto non è altro che il ricordo del popolo emigrato piú ad Est, che conosceva ancora l’esistenza dell’antica Atlantide, lo stato iniziale dell’umanità, quando l’uomo era piú vicino ai mondi spirituali nei quali poteva ancora immergere il proprio sguardo.

 

Come tutti sapete, dopo la nascita, le ossa del cranio del bambino si richiudono solo lentamente. Questo deriva dal legame che negli antichissimi tempi esisteva fra l’essere umano e il mondo esteriore. A quell’epoca, se si avesse avuto la stessa visione di oggi, da quel punto sulla testa si sarebbe potuto veder uscire un organo simile a qualcosa di luminoso, i cui raggi andavano oltre i limiti del corpo umano per sparire lentamente nel mondo esterno. Si sarebbe potuta vedere una specie di strana lanterna, che a torto si chiama occhio, perché quell’organo non era un occhio. Ma si trattava di un organo sensitivo di percezione che l’umanità possedeva in quell’epoca antichissima, e grazie al quale l’uomo poteva liberamente penetrare per contemplazione diretta in quello che chiamiamo mondo astrale; ma non vedeva solo i corpi, vedeva ugualmente le anime e quello che accadeva nelle anime attorno a lui.

 

Quest’organo si è ristretto fino alle dimensioni della ghiandola pineale, cosí si chiama, che è adesso ricoperta dal cranio. Ma come eredità di quell’antico organo che gli permetteva di fare l’esperienza dei mondi spirituali attorno a lui, l’uomo serba nella sua anima una cosa, e questa cosa è la nostalgia di quei mondi la cui porta, quella della sua propria testa, gli è stata chiusa. La nostalgia di quel mondo gli è rimasta, ma non la possibilità di potervi penetrare con lo sguardo. È nelle religioni che si affaccia questa nostalgia presente nell’anima umana. Se una volta l’essere umano vedeva nelle sfere spirituali delle entità animate da calore e da sentimenti, oggi, grazie ai suoi occhi, si vede circondato da forme fisiche dai contorni ben precisi.

 

Non vi sembra commovente quel racconto della donna, madre dell’umanità, che percorre il mondo alla ricerca di ciò che lenirà la sua nostalgia, e non lo trova in alcun oggetto esteriore perché non vede piú quello che una volta poteva percepire, quando funzionava ancora il suo unico occhio in cima alla testa? Non si può piú ritrovare la visione di una volta in tutti gli oggetti esteriori oggi accessibili all’uomo grazie ai suoi sensi. La voce del Mondo spirituale è la sola a parlare attraverso i racconti e le leggende, con una tale profondità che potremo comprendere il loro importante messaggio solo se lo poniamo nell’ottica della vera Scienza dello Spirito. Ascoltando un tale racconto potremmo credere che la sua spiegazione, centrata sul ricordo di una realtà effettiva concernente l’umanità, sia già sufficientemente profonda. Ma il significato di questo racconto è ancora piú profondo. In queste leggende, l’essenziale non è quello che è detto, ma la maniera in cui è detto. Quando si cerca di andare realmente a fondo nella saggezza di questi racconti, si constata che ne risulta un’apparente contraddizione. Perché potrebbe sembrare che ci sia una contraddizione fra il fatto che questa donna, che ha conservato il suo antico organo, tenga gli oggetti esteriori davanti a questo solo occhio per vederli e con questo riconoscerli, mentre si possono vedere le cose del mondo esteriore con i due occhi attuali. Ora, è precisamente là che sta la verità essenziale dei misteri, il che implica che solo se cerchiamo di afferrarla in tutta la sua profondità potremo gettare uno sguardo sugli avvenimenti nei quali è implicata l’umanità. Vediamo in che modo una verità, attinta nelle profondità della saggezza dei Misteri, può essere realizzata sul piano pratico, nella vita quotidiana.

 

Lo scienziato che in una sala di dissezione o altrove, con lo sguardo esteriore, studia l’uomo in funzione dei suoi componenti fisiologici e biologici, ha il sentimento che affronta con lo stesso stato d’animo ogni organo; che sia il cuore, il cervello, il fegato o lo stomaco che disseziona, egli mette gli strumenti nella stessa maniera. Pensa che si tratti unicamente di comprendere la natura dei componenti chimici alla base della costituzione e della forma di quegli organi. Non ha la minima idea del fatto che quegli organi sono fondamentalmente differenti a seconda dell’origine della loro costituzione. I nervi non esisterebbero se il corpo astrale non fosse stato integrato nell’uomo; è questa entità interiore che ha secreto il sistema nervoso e ha fatto della sostanza nervosa nella sua essenza qualcosa di differente dalle altre sostanze. Nel mondo astrale permangono e sono all’opera degli scultori, architetti della sostanza nervosa, che si danno da fare con saggezza, una grande saggezza. In certe sfere ancora piú elevate dell’esistenza spirituale, si trovano delle entità che sono identiche, della stessa natura, dell’entità umana dell’Io, e queste hanno permesso la formazione del sangue rosso. Potete leggerlo nel testo Il sangue è un succo molto peculiare. Le entità dell’Io sono gli scultori e gli architetti di questo sangue rosso. La loro azione è stata fatta dall’esterno, affinché l’Io potesse immergersi nell’uomo. Gli animali non sono ancora dotati di un Io individuale. Negli animali a sangue rosso vi sono entità che agiscono dall’esterno; gli animali sono ‘posseduti’ dal sangue rosso. L’uomo invece accede alla libertà per il fatto che ‘è posseduto’ da se stesso, dal suo proprio Io. È stato necessario che prendesse possesso di se stesso per acquistare la padronanza del suo sangue.

 

Il corpo eterico agisce negli organi di secrezione che chiamiamo ghiandole, in altri termini, in esso sono all’opera le entità della sfera eterica. Per capire queste ghiandole, dobbiamo sapere alcune cose. Se gli uomini avessero solo un corpo eterico e non anche un corpo astrale, solo le entità del mondo eterico agirebbero sul corpo umano, e nessun organo del tipo delle ghiandole potrebbe formarsi; avremmo solo degli organi simili a quelli che si trovano nel mondo vegetale. Perché è proprio il corpo eterico che abita le piante, e che si trova alla base della vita di ogni specie inorganica. Ogni nuovo principio, aggiungendosi ai precedenti, li trasforma. Il corpo astrale, penetrando nel corpo fisico dell’uomo e costruendo per lui stesso il sistema nervoso, reagisce ugualmente sul mondo dell’eterico e trasforma la struttura iniziale degli organi vegetali che diventano allora delle ghiandole.

 

È dunque possibile studiare gli organi umani nei loro differenti attributi, risalendo alle cause che si trovano nel Mondo spirituale. Constatiamo che il fegato, la bile, la milza ecc. sono tutt’altra cosa, quando si sa in quale maniera le differenti sfere hanno contribuito alla loro elaborazione, piuttosto che se ci accontentiamo di dissezionarle sul piano fisiologico con gli abituali strumenti della scienza. Sono elementi ereditati dal Mondo spirituale. Se vogliamo veramente comprenderne il significato, dobbiamo esaminare tutti gli organi dell’uomo partendo dalla loro origine spirituale. Ci orientiamo allora verso un modo di approccio del corpo fisico umano che avverrà nel futuro, quando si avrà coscienza dell’origine spirituale degli organi e che questa conoscenza sarà applicata nella medicina quotidiana. Si tratta di un processo che deve essere messo in opera lentamente e con pazienza. Non si può farlo dall’oggi al domani, ma questo si prepara e diventerà realtà in avvenire.

 

Una cosa è essenziale nell’osservazione del corpo fisico umano. Esso ha in sé degli organi che hanno preso la loro forma attuale relativamente tardi, mentre altri avevano la loro struttura già da tempi molto antichi. A causa della loro attuale costituzione, alcuni organi sono destinati a seccarsi progressivamente e a cadere, a staccarsi dal corpo umano; altri, che sono al loro stadio iniziale, sono destinati a perfezionarsi sempre di piú e ad avere in avvenire un ruolo determinante in tutti i fenomeni di cui l’uomo è la causa. Fra tutti gli organi che in avvenire svolgeranno un’attività creatrice si trova tutto quello che è legato al cuore e alla laringe dell’uomo. Questi organi sono al primissimo inizio del loro sviluppo, in futuro saranno organi di riproduzione. Il fenomeno è già abbozzato nel fatto che la voce di un giovane uomo cambia con l’avvicinarsi della maturità sessuale. Il cuore e la laringe si modificheranno, la loro struttura si perfezionerà nel corso del tempo, ed è da loro che piú tardi nasceranno degli esseri umani.

 

Per contro stanno scomparendo gli attuali organi di riproduzione; si sclerotizzeranno sempre piú e si staccheranno dal corpo fisico. Si può veramente comprendere il corpo umano solo se si sa che esso si compone di una parte in via di estinzione e di un’altra in progressiva evoluzione, e si comprende il rapporto fra queste due parti. Il corpo fisico dell’uomo comporta degli elementi che si avviano progressivamente verso la morte ed altri che si svilupperanno sempre piú per dar nascita ad una nuova vita. Osservando l’uomo dal punto di vista della scienza occulta, di ogni organo si può indicare se fa parte di quelli che rifluendo si dirigono verso la morte e che l’umanità non avrà piú in avvenire, o se invece appartengono agli elementi giovani che in futuro conosceranno una possente e continua evoluzione. Potete vedere quali sono gli organi il cui aspetto è già rimpicciolito, l’attività ridotta ed in secondo piano. La ghiandola pineale ne è un esempio. Una volta essa aveva un’attività molto importante, mentre ormai è ridotta ad essere un organo praticamente insignificante. Certi organi decadono quasi fino al punto di morte, per rinascere a nuova vita in un altro modo. Altri deperiscono completamente, la loro forma sparisce dal piano fisico per poi riapparire in un’altra struttura.

Osserviamo adesso il corpo fisico dell’uomo nelle parti che si trovano nettamente avviate sulla via della morte e in quelle dove sboccia una nuova vita. Le due s’interpenetrano. I piú importanti organi sono canalizzati in queste vie di evoluzione ascendente e discendente, cosicché essi partecipano alla vita come alla morte. Visto che sono significativi per la vita dell’uomo, li esamineremo con l’aiuto di un esempio significativo.

 

Discesa dell'Io

 

vete tutti già appreso dai miei precedenti interventi che l’uomo è costituito da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e da un Io. Sapete che in primo luogo l’Io lavora continuamente sul corpo astrale per trasformarne una parte. Se gettate uno sguardo retrospettivo fino all’epoca dell’evoluzione umana nella quale l’Io è, per cosí dire, disceso dal seno della divinità ed ha per la prima volta cominciato ad agire sul corpo astrale, percepirete che questo corpo astrale è stato a suo tempo un dono della divinità. Se vogliamo rappresentarci schematicamente l’uomo al momento in cui l’Io è stato impiantato in lui, diremo [Rudolf Steiner fa un disegno]: prima c’erano il suo corpo fisico, il suo corpo eterico e il suo corpo astrale. Dall’alto, l’Io si è inserito nel corpo astrale e comincia la sua azione nell’uomo strutturando una parte del corpo astrale. Questo corpo astrale si compone oggi di due elementi, di cui uno che possiede anche l’animale e l’altro proprio soltanto all’uomo, e che proviene precisamente dall’azione fatta dall’Io sul corpo astrale nel corso di innumerevoli incarnazioni. Quello che agisce nell’uomo è differente da ciò che agisce nell’animale, per questa ragione. Nel corpo dell’animale non c’è penetrazione nel corpo astrale da parte dell’Io. Il suo corpo astrale è costituito in un certo modo, ben definito, come l’ha ricevuto dalle potenze esteriori. Ora, tutto quello che viene dai mondi superiori agisce sull’insieme dell’organismo umano, lo modifica in maniera precisa e genera delle trasformazioni nei vecchi organi rimodellandoli.

 

Esaminiamo adesso da questo punto di vista il rapporto fra questi tre corpi. Il corpo fisico è composto da forze e sostanze simili a quelle che sono diffuse all’esterno nel mondo minerale, da sostanze e forze fisiche e chimiche. Se l’uomo possedesse solo queste sostanze ed energie, sarebbe un minerale, anche se realizzato con arte. Il corpo vitale o corpo eterico lo penetra da ogni parte. Qual è il ruolo di questo corpo eterico? Esso si oppone instancabilmente alla degradazione del corpo fisico, è lui che lotta contro la degradazione del corpo fisico. Se quest’ultimo fosse solo, sarebbe in preda alle forze materiali e si distruggerebbe progressivamente. Durante la vita, il corpo fisico e quello eterico sono legati, e il corpo eterico lotta in permanenza contro la degradazione del corpo fisico.

 

E qual è poi il ruolo del corpo astrale? Saperlo ha un’importanza capitale. Da un certo aspetto, il corpo astrale si attiva instancabilmente a far morire il corpo eterico durante la vita cosciente (non durante il sonno), esso si dedica a indebolire e attenuare le forze sviluppate dal corpo eterico. La vita del corpo astrale si manifesta per questo con la stanchezza, con l’apparizione, nella giornata, della stanchezza. Il corpo astrale esercita dunque in permanenza un effetto distruttore sul corpo eterico. Se non adempisse a questo ruolo, non ci potrebbe essere coscienza, perché la coscienza non può nascere senza una continua e progressiva distruzione della vita. Si tratta di un fenomeno estremamente importante. Questa attività spirituale, la vita nel mondo eterico, questo meraviglioso rinnovamento della vita nel mondo eterico, che si sviluppa sotto forma di superbi movimenti e ritmi, e con l’indebolimento costante di questo ritmo del corpo eterico da parte del corpo astrale, tutto questo è all’origine della nascita della coscienza, anche della piú elementare coscienza animale.

 

Questi fenomeni spirituali si esprimono nel mondo fisico in modo tale che dal momento in cui la coscienza fa in generale irruzione nella vita, fenomeni di indurimento e di ossificazione intervengono nel corpo fisico. Ci sono naturalmente dei fenomeni intermedi, come i molluschi ecc., ma questi ultimi sono giustamente dotati di una capacità di coscienza tutta particolare. La coscienza diventa veramente tale, per avvicinarsi sempre piú alla presa di coscienza di sé, solo quando le masse viventi organiche molli vedono apparire in sé delle zone d’indurimento e di ossificazione. È l’azione del corpo astrale su quello eterico che fa sí che molluschi, lumache, cozze ecc. secernano verso l’esterno le conchiglie dure, fatto che genera in questi animali la coscienza attenuata che è loro propria. Negli animali piú evoluti, la cui coscienza è piú forte, il corpo astrale ha come attività annessa a quella della formazione del sistema nervoso, di secernere tutto quello che è proprio all’ossificazione, all’indurimento. Man mano che la coscienza dell’Io si rinforza, dalla massa gelatinosa e molle si formano, nella stessa proporzione, gli elementi cartilaginosi e ossei. Negli animali superiori questa formazione è in un certo modo finita: il corpo astrale ha elaborato un sistema osseo che è quasi ultimato nella sua specificità.

 

Nell’uomo, si assiste a un fenomeno particolare a livello del corpo astrale. Ha luogo un nuovo impatto. Il corpo astrale subisce una parziale modificazione da parte dell’Io, e questo genera una trasformazione della tendenza iniziale all’ossificazione. Se l’uomo avesse lasciato il suo corpo astrale intatto e avesse continuato la formazione dello scheletro, sulla Terra non esisterebbe una civiltà umana. Tutto il progresso dell’evoluzione umana si basa sul fatto che certi elementi del corpo astrale sono stati isolati e sono passati sotto il dominio dell’Io. La parte del corpo astrale cosí isolata ha un ruolo preciso, generando a sua volta una nuova tendenza; questa ha la padronanza della formazione dello scheletro e dell’ossificazione.

 

E questo, come si manifesta? Con un fenomeno curioso. Mentre una volta la tendenza del corpo astrale si manifestava con un progressivo indurimento dell’essere, e segnava simultaneamente il punto finale, per cosí dire, dell’evoluzione del sistema osseo, il corpo astrale trattiene una parte della sua energia, assimilabile a una tendenza al rammollimento, in modo da permettere il proseguimento dell’evoluzione. Se le cose non andassero cosí, tutto quello che ha la tendenza a solidificarsi s’integrerebbe al sistema osseo dell’uomo e non ci sarebbe piú né progresso della specie umana, né civiltà. Il regno umano sarebbe come quello delle specie animali che non conoscono alcuna evoluzione (per esempio la specie del leone e della tigre sono portate a termine). Ma a causa di questa parte del corpo astrale, che l’uomo ha conservato grazie al suo Io, egli può disporre nuovamente di quello che si è indurito. Cosí, oltre alla tendenza all’indurimento, all’ossificazione, il corpo fisico ha la particolarità di conservare sempre in sé una parte di cui può disporre liberamente, e che permette la formazione di nuovi organi che non siano duri. Questa è un’osservazione molto importante che bisogna notare. Una tale tendenza non esiste nell’animale.

 

Studiamo adesso un essere umano nel piú profondo della sua vita, da una parte con la sua tendenza all’indurimento e dall’altra quella di esercitare una certa capacità di ritenzione. Vediamo queste due tendenze separarsi verso il settimo anno, quando l’essere umano ha la sua seconda dentizione. La tendenza a integrarsi all’ossificazione, a isolarsi nell’indurimento, si esprime con i denti che il bambino acquista verso il settimo anno. La parte isolata del corpo astrale fa in modo che l’essere umano, a differenza dell’animale, trattenga certe forze vitali per poter continuare la sua evoluzione. Fino all’età di sette anni, quanto si è manifestato è ciò che è collegato alla specie, al genere; a partire da questo momento, l’essere può impegnarsi nelle forme della civiltà del suo tempo e prendere coscienza dell’evoluzione di quest’ultima. È l’inizio della scolarità. Queste due cose sono legate, in sostanza: la tendenza all’indurimento, che si traduce con la dentizione, e la tendenza al rammollimento, che deve mantenere qualcosa in riserva e di cui il corpo eterico, che si libera verso il settimo anno d’età, ha bisogno per proseguire la sua evoluzione. Queste due tendenze sono strettamente legate l’una all’altra, e ciò appare senza ambiguità durante la vita umana.

 

Si constata spesso che è difficile stabilire un legame fra certi fenomeni dell’esistenza se non li si studia dal punto di vista della Scienza dello Spirito. Prendiamo il caso della febbre puerperale, spesso legata a denti in cattivo stato. Le donne che sono colpite da questo tipo di febbre hanno a volte una cattiva dentizione. Per quale ragione? Perché le due tendenze, l’una dell’indurimento, che si esprime con la formazione dei denti, e l’altra legata al proseguimento dell’evoluzione, all’apertura e all’eccesso, che si manifesta nella forza di riproduzione, queste due tendenze, dunque, sono interdipendenti. Se una è difettosa, lo è anche l’altra.

 

Nell’esistenza umana incontriamo ovunque queste due tendenze, l’una all’indurimento e l’altra al rammollimento di certi organi. È capitale che queste due tendenze si equilibrino. Bisogna stare attenti a organizzare la propria vita in modo che esse si compensino, perché considerando il contesto della civiltà nel quale l’uomo è posto, si assiste spesso a modificazioni molto importanti. Per esempio, se si spostano dei contadini dalla loro campagna, dalla loro vita in piena natura, da un ambiente nel quale vivevano già i loro antenati, per trasferirli in una città, dove lavoreranno in fabbriche ecc., questo cambiamento della loro condizione di vita fa loro perdere la propria coerenza, l’equilibrio fra indurimento e rammollimento. E quale ne è la conseguenza? Una delle due tendenze vincerà alla fine, quella delle energie di indurimento o quella del rammollimento. Queste sono le cause nel Mondo spirituale; potete constatarne voi stessi gli effetti nel mondo fisico. Supponete che le forze di rammollimento prendano il sopravvento, questo significa l’apparizione di malattie di civilizzazione, quali il rachitismo ed altre affezioni simili. Se al contrario sono le forze d’indurimento a dominare, cominciano curiosamente a sclerotizzarsi certi tessuti molli dell’organismo. Quando il processo di indurimento prevale in modo inappropriato, appare la tubercolosi. Non incontrerete queste malattie negli animali che vivono nella natura. Ma per esempio, se spostate delle scimmie lontano dal loro ambiente abituale, per metterle nel nostro, e inoltre le rinchiudete, esse prendono molto spesso la tubercolosi e muoiono a causa della loro cattività. La ragione è la predominanza delle tendenze all’indurimento che derivano quando la scimmia è trasferita in un ambiente per il quale non è fatta.

 

Vedete dunque l’incidenza delle forze spirituali sulla nostra esistenza fisica, e capite le ripercussioni fisiche esteriori legate a cause spirituali. Se volessi analizzare con maggiore precisione queste relazioni di causa ed effetto, dovrei parlarne ancora molto a lungo. Ma considerando che nel mio uditorio i medici sono pochi, penso che potrete accontentarvi di quello che vi ho indicato.

 

Riflettete adesso come tutto quello che ho evocato sia legato alla felicità o infelicità dell’uomo, perché è necessario, affinché ci sia equilibrio nell’insieme della vita umana, che gli organi abbiano preso la forma voluta in un determinato momento dell’evoluzione. Se un organo è rimasto ad uno stadio anteriore, il rammollimento o la sclerosi avverranno in modo irregolare, e la conseguenza sarà una vita infelice. Ogni organo deve pervenire all’elaborazione della forma definita per uno stadio determinato dell’esistenza. Se un vecchio organo si mantiene a uno stadio anteriore, non può risultarne che infelicità e sofferenza. Gli organi nascosti o non completamente visibili, possono anch’essi essere in ritardo o in anticipo rispetto a un determinato stadio. In avvenire, la tubercolosi non nuocerà piú all’uomo, perché si tratta semplicemente dell’apparizione prematura di uno stato che si risolverà da solo ulteriormente. Attualmente, questo stato è patologico, piú tardi sarà sano. Queste malattie di civilizzazione si distinguono dalle abituali malattie che si riscontrano anche nella vita animale.

 

Non vedete un’eco di questa verità nel racconto mongolo della donna che cerca invano il suo figliolo perduto? L’organo che aveva sulla testa è anacronistico. Le porta sventura. Percorre il mondo senza sosta, non trova quanto né ciò che le somiglia, né ciò che le è proprio. Nelle semplici leggende popolari le guide dell’umanità hanno sepolto, come per tenerla segreta, una grande saggezza.

 

Detto questo, possiamo continuare. Esaminate l’uomo come è oggi, composto di organi che si trovano sulla curva ascendente e quella discendente dell’evoluzione. L’uomo non ha sempre avuto un corpo astrale; questo si è incorporato solo progressivamente. Prima che avesse integrato l’uomo, quest’ultimo era dotato di organi simili a dei vegetali, di natura vegetale. Integrando in sé il corpo astrale, l’uomo ha incorporato la carne nell’insieme del suo organismo vegetale. Con questa incorporazione del corpo astrale in quello vegetale, quest’ultimo si è incarnato. Ma questo è accaduto poco a poco, l’evoluzione è avvenuta progressivamente, gli organi non sono stati tutti immessi simultaneamente in questo processo.

 

Se risaliamo nell’evoluzione dell’umanità prima di tutta l’epoca atlantidea e certe tappe di quella lemurica e ancora ben oltre, troviamo un corpo umano che portava ancora in sé alcuni organi nettamente vegetali. Certe parti del corpo erano già trasformate in carne, mentre altre erano ancora di una natura simile alle piante. Tutti gli organi del corpo umano, che erano meno fortemente portatori di desideri, sono stati incarnati per primi, e quelli che avevano un’inclinazione piú accentuata verso i desideri, gli organi sessuali, lo sono stati piú tardivamente. Essi sono stati per lungo, lunghissimo tempo di natura vegetale, e saranno i primi a ritornare alla natura vegetale. È stato solo dopo che l’Io aveva investito già molto largamente il corpo astrale, e che i desideri egoistici vi erano penetrati profondamente, che gli organi, una volta vegetali, sono mutati e sono diventati organi carnali.

 

La Scienza dello Spirito immerge lo sguardo nel periodo divino estremamente lontano in cui l’essere umano ignorava ancora tutto delle forze sessuali. Negli antichi Misteri si venerava un’immagine che rappresentava l’uomo ancora asessuato, i sessi non avevano ancora preso forma. Nel posto dove si trovano oggi gli organi sessuali, si potevano vedere degli organi vegetali, somiglianti a dei sarmenti, percorsi unicamente dal corpo eterico, ma che non portavano ancora in sé niente del corpo astrale. Ci troviamo di fronte all’ermafrodita dell’arte antica. La sua immagine corrisponde alla descrizione che si può fare dell’uomo di quell’epoca dal punto di vista della Scienza dello Spirito. Porta degli organi vegetali al posto di quelli di riproduzione attuali e dalla sua schiena partono delle forme vegetali che assomigliano a dei sarmenti. Adesso capiamo (in altra maniera dal modo puerile con il quale s’interpreta correntemente) i miti antichi e la storia biblica della foglia di fico: non è là per nascondere, velare qualcosa, ma per designare una realtà effettiva dell’evoluzione dell’umanità, cioè quello stato divino primordiale di cui gli anziani sapevano ancora che corrispondeva per l’uomo ad uno stadio superiore, quando in quel punto egli era ancora provvisto di organi di natura vegetale.

 

Ma andiamo ancora un po’ piú avanti. Possiamo osservare come l’uomo possa impadronirsi della tendenza all’indurimento ancora in un altro modo. Le scuole occulte se ne preoccupano in modo del tutto particolare. Quando dal seno della divinità l’Io dell’uomo è sceso sulla terra, questa tendenza all’indurimento ha dovuto essere conquistata dall’uomo. Esistono però altre creature che avevano raggiunto ben prima l’ultimo stadio delle loro evoluzione. Si tratta degli uccelli. Anche loro hanno un Io, ma di tale natura che esso vive piuttosto nel mondo esteriore. Per questo essi non hanno compiuto qualche cosa che è essenziale per l’evoluzione umana verso degli stadi superiori, per lo sviluppo occulto dell’uomo. Non hanno percorso la tappa evolutiva che si traduce con l’elaborazione di certe parti della costituzione ossea, del midollo osseo, nel piú profondo delle ossa. Gli uccelli hanno delle ossa molto piú cave dell’uomo e degli altri animali; essi hanno conservato uno stato molto anteriore. L’uomo ha superato quello stato, gli animali superiori ugualmente. L’uomo diffonde la forza del suo Io fino nel midollo delle sue ossa. Una buona parte dello sviluppo occulto consiste, con esercizi appropriati, a badare a trasformare in un’attività cosciente e vivente il rapporto passivo ed inerte che l’uomo intrattiene con il suo midollo spinale. Oggi egli può agire solo sul contenuto della sua calotta cranica, sul suo cervello. Ma un futuro stato dell’umanità si preparerà man a mano che l’uomo aumenterà la sua padronanza sull’elemento rinchiuso nelle sue ossa sotto forma di sostanza semi-liquida. L’edificazione delle ossa ha dato la sua forma strutturata all’uomo e agli animali terrestri. L’elaborazione delle ossa dell’uomo, come si presenta, gli ha permesso la sua attuale evoluzione. L’uomo dovrà acquisire in avvenire le forze che gli permetteranno d’animare le sue ossa di una certa forma di vita, di ridurre la loro tendenza all’indurimento, di trasformarla. L’uomo avrà la padronanza sul suo sangue, in modo che l’energia dell’Io vi penetrerà ben piú fortemente; questo sangue diventerà allora lo strumento che permetterà all’uomo di influire sulla trasformazione della sua sostanza ossea. Cos’è l’ossificazione se non una mineralizzazione? Quando l’uomo padroneggerà la tendenza al rammollimento, che si traduce ai nostri giorni, in modo inopportuno, con il rachitismo, quando padroneggerà il suo sangue al punto da poter agire sulla sostanza ossea, allora egli supererà la tendenza alla mineralizzazione, si strutturerà da se stesso, trasformerà il suo corpo fisico per portarlo al livello che noi chiamiamo Atma o Uomo-Spirito. Allora l’uomo avrà vinto il principio d’indurimento, o sclerosi, questo forte principio che conduce alla morte, la cui fisionomia si esprime nello scheletro umano.

 

Simboleggiare la morte con l’immagine dello scheletro rappresenta una piú che giusta intuizione. L’uomo dominerà la fisionomia della morte. Ne trionferà quando dominerà la sua struttura dall’interno con la forza dello Spirito, come la domina attualmente dall’esterno con la forza meccanica dei muscoli, e quando formerà lui stesso la sua struttura. Oggi l’uomo può solo veicolare dei pensieri fino nelle sue ossa; quando piú tardi i suoi sentimenti e piú oltre ancora la sua volontà, potranno agire a livello delle sue ossa, l’uomo avrà vinto la fisionomia della morte.

 

Pensate adesso che ruolo benefico avranno le scienze, per gli uomini chiamati a rappresentarle, quando sapranno nuovamente in quale maniera gli organi umani sono sottomessi ai princípi dell’indurimento e del rammollimento. È in questo senso che si può dire che le enunciazione della Scienza dello Spirito sono applicabili in pratica. Se queste cose sono applicabili e hanno un effetto nella vita, se le verità come quelle evocate nel racconto mongolo sono esaminate dal punto di vista della Scienza dello Spirito, questo permetterà di comprendere meglio il senso dei fenomeni, che per il momento sembrano misteriosi, di riconoscere il loro veridico carattere. Si osserverà il mondo con altri sensi e s’imparerà a capire il curioso fenomeno del volo degli uccelli. Quando inizia il freddo autunnale, gli uccelli seguono percorsi sorprendenti per andare dall’estremo Nord verso il Sud, e per ritornare in primavera seguendo altri tragitti. Abbiamo detto che gli uccelli sono una specie che è rimasta ad uno stadio anteriore dell’evoluzione. Come sapete, sulla Terra le cose hanno veramente cominciato a progredire solo quando la Luna si è staccata dal nostro pianeta. Prima, quando la Terra e la Luna formavano un solo corpo celeste, la Terra-Luna o la Luna-Terra, questo corpo celeste girava attorno al Sole seguendo una certa traiettoria, e in quel tempo gli mostrava sempre una sola faccia. Durante quel tempo, tutte le creature viventi facevano il giro della Luna per ricevere una volta gli effetti del Sole. Questo giro attorno al pianeta si è mantenuto fino ad oggi sotto forma del volo degli uccelli, perché a quell’epoca, prima che l’Io penetrasse nell’evoluzione della Terra, gli uccelli si sono separati dall’evoluzione che seguiva la Terra.

 

Un altro fenomeno è ancora piú curioso. Con la progressiva evoluzione fisica dell’uomo e degli animali superiori, il principio sessuale si è impadronito del corpo individuale. Questo desiderio che sta nel corpo fisico di ciascuno, che vive tutto intero negli organi sessuali, prima, non si trovava là, era una forza cosmica che affluiva dal Sole verso l’antica Terra-Luna. Essa era la causa di quei percorsi attorno al pianeta, che si compivano congiuntamente al modo di riproduzione. La migrazione degli uccelli in primavera non è altro che una specie di volo nunziale. In queste creature, il principio sessuale è ancora nell’ambiente, e l’energia cosmica è la forza direzionale che conduce il volo dall’esterno, mentre in altri esseri questa forza è stata incorporata ai corpi individuali. Le forze che agiscono all’interno dell’essere umano, nel suo corpo fisico e nel macrocosmo esterno sono le stesse. La stessa forza che fa incontrare due esseri umani e vive sotto forma di forza sessuale nel corpo umano, esiste negli uccelli, ma invece di essere all’interno delle creature, essa agisce dall’esterno e si traduce in questa migrazione degli uccelli attorno al pianeta.

 

Cosí, le forze che sono all’esterno penetrano all’interno delle entità per aver la possibilità, nell’uomo, di agire verso l’esteriore quando avrà conquistato la capacita di essere uno con il cosmo, il sovraterrestre. Le grandi verità che gli uomini traducono in modo avvincente negli antichi racconti e leggende (come nel racconto mongolo della donna ciclope), nell’umanità che verrà si esprimeranno sotto altre forme. La forza della visione spirituale sarà rianimata nell’uomo. Questa forza di percezione spirituale, che è una delle proprietà dell’occhio unico della leggenda mongola, non lascerà piú l’uomo insoddisfatto, quando porterà il suo sguardo sulle cose fisiche del mondo circostante, com’è il caso per quella donna della leggenda che respinge ogni essere che le si avvicina. Questa forza penetrerà l’entità attuale dell’essere umano, che non vedrà piú solo l’esteriore, l’aspetto fisico delle cose, ma l’aspetto spirituale che si esprime negli oggetti fisici. Quello che oggi è diventato materiale sarà per lui spirituale; il suo corpo fisico, attualmente in corso d’indurimento, di sclerosi, si spiritualizzerà. La donna della leggenda mongola rivivrà, e potrà aprire il suo sguardo sul mondo. Mentre oggi ella respinge gli esseri che le mostrano solo il loro aspetto sensoriale, perché non trova in loro ciò che cerca, l’uomo dell’avvenire riconoscerà di nuovo lo Spirito nella materia e troverà negli esseri quanto è anche della sua natura; potrà afferrarlo e stringerlo con amore sul suo cuore. Troverà negli esseri tutto lo spirituale dell’universo, quella parte che potrà stringere con amore.

 

L’evoluzione dell’essere umano si farà nel senso di una lenta ascesa verso l’identificazione con il cosmo. Questa evoluzione può essere solo molto lenta, non può essere conquistata precipitosamente. Se l’uomo non avesse la volontà di partecipare con pazienza a questa lenta evoluzione, la forza di quell’occhio centrale che avevano gli antichi non potrebbe né impregnare il suo essere nella sua totalità, né penetrare nell’insieme dei suoi organi sotto forma di fluido d’amore. Questa forza si esaurirebbe, e l’uomo, privato d’amore, sarebbe costretto a fermarsi al mondo esteriore, a disseccarsi. L’uomo è però chiamato a penetrare d’amore tutto quello che c’è sul suo pianeta, a portare con lui questo pianeta e ad assicurarne la redenzione. La redenzione interiore non può compiersi senza ciò che è all’esterno di noi. L’uomo deve compiere la redenzione del pianeta sul quale si trova contemporaneamente alla propria. E questa redenzione si può fare solo se l’uomo versa le sue energie nel cosmo, non deve essere soltanto colui che è stato riscattato, deve diventare lui stesso un redentore.

 


 

Dalle annotazioni di uditori presenti alla conferenza di Rudolf Steiner.

Berlino, 21 ottobre 1907 ‒ O.O. N° 101. Traduzione di Angiola Lagarde.

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