////04 – I TRE GRADI DELL’UNIONE DEL CRISTO CON LA SFERA DELLA TERRA E IL LORO RIFLESSO NELLE FESTE DI PASQUA, ASCENSIONE E PENTECOSTE

04 – I TRE GRADI DELL’UNIONE DEL CRISTO CON LA SFERA DELLA TERRA E IL LORO RIFLESSO NELLE FESTE DI PASQUA, ASCENSIONE E PENTECOSTE

I tre gradi dell’unione del Cristo con la sfera della Terra e il loro riflesso nelle feste di Pasqua, Ascensione e Pentecoste

Il corso dell’anno come via di iniziazione – Pasqua, Ascensione, Pentecoste.


 

Concludendo l’esame di Pasqua, Ascensione e Pentecoste, le tre principali feste cristiane durante il periodo di espirazione della Terra, dobbiamo ricordare una loro peculiarità, e cioè il loro legame con il macrocosmo. Tutte e tre sono feste mobili, in quanto le seconde due sono dipendenti dalla Pasqua e cadono nel giorno ricavato annualmente dalla scrittura celeste, cioè la posizione reciproca di Sole, Luna e stelle fisse. Questa caratteristica ci dà modo di considerare queste feste una totalità finita in sé stessa, all’interno del complessivo corso dell’anno. Anch’esse possono essere correlate ai tre motti rosicruciani, così ordinati nel ciclo dell’anno:

Ex deo nascimur – Natale; in Christo morimur – Pasqua;

per spiritum sanctum reviviscimus – Pentecoste.1

 

Tuttavia i motti acquistano un significato un poco diverso in relazione alle feste mobili, in quanto il loro contenuto riguarda direttamente il destino dell’entità del Cristo nella sfera della Terra. Una chiave di lettura può essere trovata nelle seguenti parole di Rudolf Steiner:

▸ «Dobbiamo considerare il mistero del Golgota, cioè la morte di Gesù, come la nascita terrena del Cristo; dobbiamo quindi cercare l’effettiva vita terrena del Cristo dopo il mistero del Golgota, allorché il Cristo stette con gli apostoli mentre questi si trovavano come in un altro stato di coscienza. Questo avvenne dopo la vera nascita dell’entità del Cristo e quel che per il Cristo furono l’Ascensione e la successiva effusione dello Spirito, corrisponde a quel che per l’uomo sono la morte e l’ingresso nei mondi spirituali. Dobbiamo poi paragonare l’ulteriore vita del Cristo nella sfera della Terra dopo l’Ascensione e la Pentecoste a quello che l’anima umana sperimenta nel cosiddetto devachan o mondo spirituale».2

 

Questo passo ci mostra le tre tappe attraversate da ciascun uomo nel ciclo della propria esistenza (nascita terrena, morte e risveglio a una coscienza superiore nel devachan) e trovano il loro riflesso nei tre motti rosicruciani,3 per l’entità del Cristo nelle tre tappe della sua unione con la vita della Terra:

il mistero del Golgota – ex deo nascimur;4 l’Ascensione – in Christo morimur (nel Cristo la morte diventa vita); Pentecoste – per spiritum sanctum reviviscimus (il Cristo porta le forze del devachan superiore e del mondo del Buddhi nell’esistenza terrena e in virtù di ciò l’anima umana diventa libera di «ridestarsi ai pensieri universali dello spirito»).

 

Se in queste tre sentenze abbiamo le tre tappe dell’unione dell’entità del Cristo con l’esistenza terrena, si pone ora la domanda di quale realtà spirituale si celi dietro questi tre avvenimenti. Ne abbiamo già accennato in precedenza e ora vorremmo scendere nei dettagli.

Come punto di partenza possiamo prendere i risultati dell’indagine spirituale moderna esposti da Rudolf Steiner nella tredicesima conferenza del ciclo Il vangelo di Giovanni in relazione… In quella conferenza Rudolf Steiner attribuisce al mistero del Golgota un significato particolare per le conseguenze derivatene per tutta l’evoluzione terrestre. Da essa si ricava un quadro preciso dei tre gradini di questa grandiosa metamorfosi cui venne sottoposta a quell’epoca tutta l’esistenza della Terra.

 

Il primo grado di tale metamorfosi fu lo stesso mistero del Golgota, in virtù del quale venne posto nell’essere della Terra il seme di una vita cosmica superiore, di un progressivo divenire nuovo Sole della Terra:

▸«Allora, quando la croce venne innalzata sul Golgota e il sangue sgorgò dalle ferite del Cristo Gesù, venne creato un nuovo centro dell’universo (…) Così nascono nuove formazioni cosmiche! (…) Dobbiamo comprendere che osservando il Cristo morente, assistiamo all’inizio della formazione di un nuovo Sole. Il Cristo sposa la morte che diventa sulla Terra il volto dello Spirito-Padre. Il Cristo va al Padre e si unisce con la morte, espressione del Padre. L’immagine della morte si mostra così menzognera, perché la morte è ora il seme di un nuovo Sole nell’universo. Cerchiamo di sentire in noi questo fatto: l’immagine della morte non è più vera, essa è divenuta un nuovo seme dal quale scaturirà un nuovo Sole».5

Questo fu il primo grado della metamorfosi.

 

Ad esso se ne aggiunse direttamente un secondo:

▸ «Ma per il fatto che la Terra allora [al tempo del Mistero del Golgota] venne compenetrata dai raggi di una nuova forza e che fu posta la base affinché la Terra divenisse un nuovo Sole, venne data la possibilità che tale forza compenetrasse anche gli uomini.

Venne dato così il primo impulso per l’irradiare della forza del Cristo nel corpo eterico dell’uomo. E mediante ciò che astralmente poteva irradiare in esso, il corpo eterico umano potè cominciare ad accogliere una nuova forza di vita, quale gli occorre per l’avvenire.

Se dunque immaginiamo un determinato tempo dopo l’evento del Golgota, e lo paragoniamo al periodo nel quale quell’evento si verificò, se dunque confrontiamo uno stato futuro dell’umanità con il momento in cui si svolse l’evento del Golgota, allora possiamo dire: quando avvenne l’intervento del Cristo, la Terra era ancora tale che di per se stessa non poteva più irradiare nulla nei corpi eterici degli uomini. Qualche tempo dopo invece i corpi eterici degli uomini che si erano posti in relazione con l’impulso del Cristo ne furono irradiati, essi accolsero in sé (se hanno capito il Cristo) la forza che da allora irraggia dalla Terra, la nuova forma luminosa della Terra. Essi hanno accolto nel corpo eterico la luce del Cristo! La luce del Cristo fluisce nei corpi eterici degli uomini [vale a dire la sostanza dell’amore, poiché “luce è amore”].

Ma visto che da quel tempo nei corpi eterici degli uomini vi è sempre una parte della luce del Cristo, cosa succede ora? Che cosa avviene di quella parte del corpo eterico dell’uomo che ha accolto in sé la luce del Cristo? Che cosa ne è dopo la morte? Che cosa penetra a poco a poco nel corpo eterico umano a seguito dell’impulso del Cristo?

È qualcosa che l’impulso del Cristo ha portato e immesso nel corpo eterico, qualcosa che da allora può essere presente nel corpo eterico umano e che prima non c’era. Da allora venne data al corpo eterico dell’uomo la possibilità di acquisire un elemento nuovo, quale effetto della luce del Cristo; qualcosa che respira vita, di immortale, che non può soggiacere alla morte. (…)

Da allora in poi vi è dunque qualcosa nel corpo eterico dell’uomo che non partecipa alla morte, che non soggiace alle forze mortali della Terra. Questo quid che non partecipa alla morte, che gli uomini conquistano a poco a poco mediante l’impulso del Cristo, ritorna a fluire, scorre verso lo spazio cosmico e, a seconda della misura della sua misura nell’uomo, costituisce una forza che scorre in tal modo verso lo spazio cosmico. Tale forza formerà una sfera attorno alla Terra che è in via di divenire ‘sole’; si forma intorno alla Terra una sorta di sfera spirituale dai corpi eterici divenuti viventi».6

 

È questo il secondo gradino della grandiosa metamorfosi al quale si aggiunge il terzo, che completa il processo generale:

▸ «La luce del Cristo irradia dalla Terra, e abbiamo una specie di riverbero di questa luce nella sfera circostante la Terra. Ciò che qui viene rispecchiato quale luce del Cristo e che è sorto in conseguenza dell’evento del Cristo, è ciò che il Cristo stesso chiama Spirito Santo [è la terza tappa della metamorfosi].

La Terra comincia la sua esistenza solare con il Golgota [primo grado];

da allora in poi diventa creatrice e comincia a formare attorno a sé un anello spirituale [eterico]

che più tardi diverrà a sua volta una specie di pianeta attorno alla Terra [secondo grado della metamorfosi]».7

 

Cosicché nel processo descritto abbiamo tre grandi tappe:

1 – il mistero del Golgota, inizio del divenire Sole della Terra;

2 – la vivificazione dei corpi eterici umani

      i quali dopo la morte formano progressivamente un anello eterico intorno alla Terra;

3 – il riflesso della luce spirituale (astrale) emanata dal Cristo dalla sfera della Terra

     attraverso l’anello eterico e la comparsa in tale riflesso dello Spirito Santo.8

 

Ora non è difficile trovare la relazione fra queste tre tappe e le tre festività esaminate: Pasqua, Ascensione e Pentecoste.

 

• Il primo gradino è il mistero del Golgota,

che per il Cristo costituì il momento della nascita nella sfera della Terra (ex Deo nascimur) mentre per gli uomini

fu la sorgente della salvezza del corpo fisico, grazie alla resurrezione del suo fantoma nel terzo giorno.

Si può affermare che con la resurrezione è data la nascita di un nuovo corpo fisico per l’uomo.9

 

Il secondo grado è il risultato dell’evento dell’Ascensione,

che per il Cristo fu un’esperienza paragonabile a quella che per l’uomo comune è la morte

ed il successivo distacco del corpo eterico: in Christo morimur, nel Cristo la morte diventa vita!

A questo secondo grado l’elemento della nuova vita cosmica si immerge nel corpo eterico dell’uomo

il quale se non accogliesse in sé la forza del Cristo,

nel post-mortem sarebbe condannato al totale dissolvimento nell’etere cosmico;10

questo fatto impedirebbe all’uomo di raggiungere, alla fine dell’eone Terra, quel grado di spiritualizzazione

che gli sarà indispensabile per il regolare trapasso verso la futura vita di Giove.11

L’elemento di morte introdotto nel corpo eterico dell’uomo dal peccato originale,

fu vinto dal Cristo per mezzo del suo effondersi nel corpo eterico stesso,

come ci mostra la comprensione esoterica dell’Ascensione.

 

Rudolf Steiner disse in proposito:

▸ «Il corpo eterico [dopo la morte] viene staccato dal corpo fisico come una sorta di secondo cadavere, ma in un certo senso viene comunque conservato dall’impulso del Cristo che deriva dal mistero del Golgota: non si dissolve, viene conservato.»113

 

Di conseguenza l’elemento di morte contenuto nel corpo eterico così preservato, venne trasformato in un elemento di vita, conferendo così al corpo eterico la possibilità di tornare col tempo al suo stato originale, vale a dire lo stato che gli era proprio prima del peccato originale, prima di esser compenetrato dalle forze di morte; ritrovare cioè la condizione che fino al mistero del Golgota era stata garantita per il corpo eterico di un solo essere umano: l’anima natanica.

Cosicché l’evento dell’Ascensione rende possibile in ogni uomo il risveglio della natura natanica,

del corpo eterico umano primigenio non tocco dal peccato originale.12

Infatti è solo grazie alla vittoria riportata sull’elemento di morte insinuatosi nel corpo eterico dell’uomo,

che le parti che hanno accolto le forze del Cristo non si allontanano più dalla Terra,

non si dissolvono più nelle lontananze eteriche del macrocosmo,

ma rimangono nei pressi della Terra formando l’anello eterico descritto.13

L’iniziato può già oggi osservarne la progressiva formazione, con l’ausilio della conoscenza immaginativa impregnata di ispirazioni.(1)

 

Infine il terzo grado è il risultato dell’ultimo atto del Cristo,

che si è manifestato nella Pentecoste con la discesa dello Spirito Santo.

Per il Cristo questa terza tappa dell’unione con l’esistenza della Terra fu paragonabile a quella che per l’uomo comune

è l’ascesa al devachan dopo la morte, fino al raggiungimento della frontiera con il mondo del Buddhi.14

Ma il Cristo non ascende al devachan;

al contrario egli porta le forze del devachan e del mondo del Buddhi (degli archetipi) verso il basso,

nella sfera della Terra, e ne fa dono alle anime

quale sostanza cosmica del sé spirituale proveniente da oltre il mondo stellare.

 

Questo processo è l’archetipo macrocosmico del motto: per spiritum sanctum reviviscimus,

l’anima si risveglia nello spirito ai pensieri universali.

 

In questo contesto l’anima è il corpo astrale dell’uomo che si risveglia e che tende verso la Sofia, verso la comunione coi pensieri universali della saggezza dello spirito, grazie all’avvenuta fecondazione dell’io umano da parte della «sostanza dell’io spirituale del cosmo».

 

Ecco perché

• l’evento della Pentecoste è il simbolo di una vera salvezza dell’io15 e del corpo astrale dell’uomo,

• così come l’Ascensione rappresenta la salvezza del corpo eterico

• e la Pasqua (il mistero del Golgota) la salvezza del corpo fisico.16

 

Da quanto detto possiamo constatare che le tre tappe dell’unione del Cristo con l’esistenza terrestre,

che sono il risultato della sua azione nel mistero del Golgota, nell’Ascensione e nella Pentecoste,

sono contemporaneamente il percorso di salvezza

delle quattro parti costitutive dell’uomo: corpo fisico, eterico, astrale e io.

 

Inoltre, dal punto di vista esoterico, il contenuto del terzo gradino si esprime nel fatto che l’anello eterico apparso al secondo grado nella sfera circostante la Terra e consistente dei corpi eterici umani impregnati della forza del Cristo, questo anello eterico acquisisce la capacità di riflettere la luce del Cristo che, dall’epoca del mistero del Golgota, agisce sulla vita della Terra.

 

Ai nostri giorni essa è visibile per lo sguardo spirituale dell’uomo quale luce astrale.17

In futuro, approssimandosi al suo fine ultimo, quello di diventare nuovo Sole,

la Terra diventerà una luce eterica e infine, ancora più tardi, apparirà sotto forma fisica:

Il sacrificio del Golgota compenetrò la Terra di una luce astrale

che diventerà a poco a poco luce eterica e quindi fisica (…)

 

Il primo passo verso il divenire nuovo sole venne fatto allora, quando sul Golgota sgorgò il sangue dalle ferite del Redentore. Allora la Terra cominciò a risplendere, dapprima astralmente e perciò visibile solo al chiaroveggente. Ma in avvenire la luce astrale diverrà luce fisica e la Terra sarà un corpo che splende di luce propria, un sole.18

Ed è precisamente questa luce del Cristo che al presente agisce solo in modo astrale, che alla Pentecoste cominciò a riflettersi per mezzo dell’anello eterico formatosi attorno alla Terra quale risultato dell’evento dell’Ascensione e che, come abbiamo visto, è composto dai corpi eterici umani che hanno accolto l’impulso del Cristo.

Il grado di penetrazione dell’impulso del Cristo nei corpi eterici si manifesta nella loro maggiore o minore capacità di riflettere la luce del Cristo che diffonde nell’ambiente terrestre. Ciò significa consentire in minore o maggior misura allo Spirito Santo di vivere nell’ambiente terrestre, quello Spirito Santo che oggi (a partire dal XX secolo) ci ridesta alla nuova esperienza immaginativa del Cristo eterico.19

 

 


 

Note tra parentesi:

(1) – A quanto detto occorre aggiungere che in futuro la conoscenza dei misteri dell’anello eterico servirà di fondamento a una nuova ‘ecologia spirituale’, che sarà la sola atta a risolvere realmente i problemi che si ergono davanti a tutta l’umanità in merito allo stato fisico-eterico dell’ambiente.

 

Note:

1 O.O. 236, 4.6.1924

2 – O.O.148, 3.10.1913

3 – O.O.153, 13.4. 1914

4Nella conferenza del 11.10.1911 (O.O. 131) Rudolf Steiner dice: «La resurrezione [del Cristo] è il parto di un nuovo membro della natura umana: un corpo incorruttibile».

5 – O.O.112, 6.7. 1909

6 – Ibidem

7 – Ibidem

8 – Nelle parole citate più sopra, Rudolf Steiner parla dello Spirito Santo come di un «riflesso», ma altrove dice che questo riflesso è solo il mezzo «in cui» e «per cui» entra e opera lo Spirito Santo, vale a dire «il sé spirituale dell’universo» proveniente dalla sfera oltre le stelle fisse. Ma possiamo accostare questi due «concetti» perché il riflesso citato è di natura astrale così come il «sé spirituale» dell’universo (sé spirituale: corpo astrale trasformato). Similmente troviamo equiparati in molte conferenze di Rudolf Steiner i concetti ‘Sofia’ e ‘Spirito santo’. Anche questo diventa comprensibile se ricordiamo che con «Sofia» nel cristianesimo esoterico si indicava il corpo astrale purificato e spiritualizzato, e con «Spirito Santo» il principio del sé spirituale che lo compenetra (cf. le parole di Rudolf Steiner a pag. 179 e pag. 244, nonché le conferenze del 2.12.1906 e 3.2.1907, O.O. 97).

9 – Cf. nota 4

10 – Vedi le parole di Rudolf Steiner nella nota 4

II O.O. 112, 5.7.1909 e O.O. 104, 30.6.1908

12 O.O. 114, 26.9.1909, nonché O.O. 15, cap. 1

13 – Si può anche dire che le forze spirituali superiori si preoccupano dopo la morte dell’uomo di dissolvere il suo corpo eterico quanto più rapidamente possibile. Infatti se le parti del corpo eterico ancora non compenetrate dal Cristo non si dissolvessero correrebbero il rischio di venire usurpate da Lucifero o Arimane e quindi subire il destino di cui si parla nell’ultima parte di questo libro (vedi anche conferenza del 20.11.1914, O.O. 158 e 28.12.1915.

O.O. 165).

14 – Cf. Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri, capitoli 3 e 5

15 – Nota 11, parte VIII

16 – Riguardo al rapporto tra le parti costitutive dell’entità umana e le feste di

Pasqua, Ascensione e Pentecoste, cf. le parole di Rudolf Steiner a pag. 2.11 e segg.

17 – A una tale azione della luce astrale nell’esistenza terrestre fanno riferimento anche i seguenti versi della terza parte della Pietra di fondazione:

«Dove le eterne mete degli Dei

affinché possa volere in libertà donano all’io proprio

la luce dell’essere universale»

Vedi anche il capitolo ‘La Pietra di fondazione’ nel libro Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri.

18 – O.O. 112, 6.7.1909

19 – Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri.

 

 

By | 2018-12-04T19:48:05+01:00 Dicembre 4th, 2018|PASQUA, ASCENSIONE, PENTECOSTE|Commenti disabilitati su 04 – I TRE GRADI DELL’UNIONE DEL CRISTO CON LA SFERA DELLA TERRA E IL LORO RIFLESSO NELLE FESTE DI PASQUA, ASCENSIONE E PENTECOSTE