///04 – IL GRANDE GUARDIANO NELLA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ

04 – IL GRANDE GUARDIANO NELLA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ

04 – Il grande Guardiano nella Filosofia della libertà

Il Guardiano della Soglia e «La filosofia della libertà» – I


 

Nella Filosofia della libertà

possiamo trovare anche il rapporto con il grande Guardiano della Soglia.

Rudolf Steiner scrive che l’incontro con esso

avviene «poco dopo» l’incontro con il piccolo Guardiano (O.O. 13, pag. 316).

 

Il gesto spirituale fondamentale del secondo Guardiano però è del tutto diverso.

• Se il primo Guardiano apre al discepolo dello Spirito

i cammini nel «regno della vita eterna», vale a dire nell’oggettivo mondo spirituale,

• il secondo Guardiano indica la direzione opposta: dai mondi spirituali di ritorno alla Terra.

 

Qui è significativo il fatto che

il primo Guardiano mostra all’uomo

soprattutto i lati della sua natura interiore che non sono ancora liberi,

che l’uomo deve superare mediante il lavoro a se stesso ossia a questo Guardiano.

Questi lati non liberi, legati al corpo o dipendenti dal corpo dell’essere umano

sono le conseguenze delle sue vite terrene trascorse.

 

Per cui il piccolo Guardiano può essere definito il conservatore del passato,

che tuttavia indica all’uomo le condizioni della libertà umana e i cammini per raggiungerla.

Nel linguaggio moderno qui si tratta effettivamente dell’afferrare la «scienza della libertà»,

la quale, realizzata nella pratica fino nella sua ultima conseguenza,

conduce al cosciente incontro con il piccolo Guardiano della Soglia.

 

Se ora, nel senso della Filosofia della libertà

cerchiamo di immaginarci il passaggio dal piccolo al grande Guardiano,

possiamo farlo nel seguente modo.

 

In base alla prima parte del libro, si accede al cammino di conoscenza

che libera il pensare dell’uomo dal suo legame con il corpo fisico

e con ciò sfonda ogni limite di conoscenza.

Dal raggiunto grado del pensare libero dal corpo o pensare puro

l’ulteriore cammino della sua trasformazione conduce alla nuova facoltà

di accogliere là intuizioni concettuali.

 

Con ciò l’uomo ha raggiunto il grado del pensare intuitivo.

Questo, nel suo ulteriore sviluppo, lo condurrà alla Soglia del mondo spirituale

e cioè anzitutto alla porta dinanzi alla quale si trova il piccolo Guardiano.

Per trovare poi, a partire da esso, l’accesso al grande Guardiano

bisogna seguire l’ulteriore metamorfosi del pensare nell’intuizione.

 

Infatti, alla Soglia del mondo spirituale

ogni intuizione concettuale si trasforma come da sé in intuizione morale.

Ciò avviene per il fatto che nel mondo spirituale

le legittimità morali agiscono con la stessa necessità come le leggi logiche in un giusto pensare.

Per cui tutto ciò che penetra nel mondo spirituale o deriva da esso possiede sempre un carattere morale.

 

E esattamente là, dove alla Soglia l’intuizione concettuale diventa intuizione morale,

avviene l’incontro dell’uomo con il grande Guardiano.

A partire da quel momento le intuizioni morali agiscono nella direzione opposta

e nella via di ritorno verso la Terra nell’uomo esse diventano immagini della fantasia morale,

dalle quali scaturiscono le sue libere azioni, eseguite per amore dell’oggetto.

 

Possiamo anche dire che l’ascesa al mondo spirituale nel senso della Ia Parte della Filosofia della libertà

nel contempo è il cammino della spiritualizzazione dell’intelligenza umana,

che l’intelligenza cosmica è diventata nella sua discesa sulla Terra (vedi O.O. 240, 19.7.1924).

 

Corrispondentemente il cammino dal mondo spirituale (II Parte),

che conduce alla redenzione, ossia liberazione degli altri esseri,

è anche il cammino nel quale in modo crescente il Cristo può collaborare quale Signore del Karma.

 

Per il nuovo rapporto con Michele che viene così a costituirsi

in una delle sue conferenze Rudolf Steiner utilizza una meravigliosa immagine,

che corrisponde completamente alla realtà qui descritta.

• Se raggiungiamo veramente il grado del pensare puro

e con ciò superiamo tutto ciò che nel pensare è «spaziale», vale a dire tutto ciò che è legato ai sensi,

come avviene anche mediante il vero studio dell’Antroposofia,

allora è come se allungassimo le «mani» spirituali a Michele «dal basso all’alto»,

«per afferrare le mani tese di Michele dall’alto al basso.

Infatti, così può essere creato il ponte tra gli uomini e gli Dei» (0.0. 219,17.12.1922).

 

Dopodiché, quale risposta a tale azione,

dal mondo spirituale ci vengono incontro in abbondanza intuizioni morali

che in noi diventano ideali morali, con i quali possiamo compenetrare la nostra volontà,

per portare i loro impulsi nel mondo fisico-sensibile, spaziale,

dove normalmente domina soltanto la causalità naturale.

 

Ora tuttavia, mediante le nostre azioni, in mezzo al vecchio mondo che ci circonda,

poniamo i fondamenti per un nuovo cosmo.

• «Il mondo cioè che noi conosciamo come causalmente necessario ci appare nella sua caducità,

e conosciamo invece il mondo, che noi costruiamo sulla base dei puri ideali morali,

come quello che ora sorge sul terreno di quell’altro mondo che va morendo» (0.0. 78, 5.9.1921).

 

Con ciò, mediante le nostre libere azioni nel mondo della natura, nasce un nuovo mondo e

• «conosciamo ora le relazioni intercorrenti fra l’ordine morale e l’ordine fisico-causale del mondo» (ibidem).

 

Se compenetriamo la nostra volontà con le intuizioni morali provenienti dal mondo spirituale

e la rendiamo così una «pura volontà morale»,

che unicamente è in grado di effettuare sulla Terra azioni per «amore dell’oggetto»,

allora nel mondo che ci circonda è avvenuto qualcosa del tutto reale.

Il prcesso di trasformazione che ha avuto inizio nella nostra coscienza – come nella luce di Michele –

ora è diventato una parte dell’essere, ha afferrato e cambiato l’esistenza stessa, sì, ha persino «vinto» qualcosa in essa.

 

Con ciò dalla sfera d’azione di Michele siamo entrati nella sfera d’azione del Cristo.

 

Rudolf Steiner caratterizza nel seguente modo ciò che è stato «vinto»:

• «Nella pura volontà morale abbiamo nell’essere umano qualcosa

che, nell’uomo e di conseguenza per tutto il mondo, vince la stessa causalità» (ibidem).

Dove tuttavia la causalità del mondo materiale viene spezzata in questo modo,

così che da ciò nasca un nuovo Karma, è presente e attivo il Cristo, quale Signore del Karma.

 

Della causalità che domina ovunque, Rudolf Steiner dice ancora:

«Chi onestamente pensa alla spiegazione causale della natura, nel campo della natura stessa non trova nel mondo alcun posto in cui tale spiegazione non valga. E poiché essa è valida, deve esistere una potenza che annulli la sua validità; questa potenza è il mondo morale.

Il mondo morale riconosciuto in base alla natura complessiva dell’uomo, contiene in sé la forza di spezzare la stessa causalità della natura, peraltro non attraverso effetti miracolosi, ma mediante un processo evolutivo» (ibidem).

 

Nell’uomo un mondo morale esisteva anche prima dell’apparizione del Cristo sulla Terra.

E azioni morali vennero effettuate anche in tempi antichi.

Tuttavia solo attraverso la resurrezione del Cristo, ad ogni uomo che in libera volontà si riallaccia alla realtà di essa

è diventato possibile generare una forza morale individuale per la trasformazione del Karma,

per spezzare la causalità del mondo e divenire così un collaboratore del Cristo, quale Signore del Karma.1

 

Infatti, nel momento in cui la causalità dominante ovunque nella natura

viene spezzata mediante le libere azioni morali dell’uomo,

nell’ambito del Karma nasce qualcosa del tutto nuovo che libera e redime il mondo.

• In questo modo si impara a comprendere giustamente

quale è la vera destinazione dell’uomo sulla Terra e con ciò la sua vera dignità.

 

Questa suprema dignità tuttavia può essere compresa dagli uomini e raggiunta

mediante il libero collegamento con le forze della resurrezione

soltanto quale conseguenza del Mistero del Golgota.

 

Così la forza di resurrezione del Cristo agisce nell’uomo verso due parti profondamente collegate l’una con l’altra:

• Essa crea in lui la nuova materia2

• e nel contempo vince la causalità della natura modificando il Karma del mondo nel senso del Cristo.

 

Questo tuttavia è soltanto possibile quando l’uomo, come descritto nella Filosofia della libertà,

raggiunge la libertà individuale nel puro pensare e poi agisce con amore dalle sue intuizioni morali.

• In questa duplice azione delle forze di resurrezione nell’uomo diventa inoltre comprensibile da tutt’altro lato,

come l’essere della transustanziazione, nella quale nasce la nuova materia,

è collegato con l’agire del Karma nel mondo,

quando viene trasformato dagli uomini nel senso del Cristo, quale Signore del Karma.3

 

Con ciò la comunione spirituale ottiene il suo intero significato,

ancorata già nell’opera iniziale di Rudolf Steiner quale «percezione dell’idea»

che poi viene ulteriormente sviluppata nella Filosofia della libertà fino alle «osservazioni animiche».

E nella fondazione dei Nuovi Misteri questa comunione spirituale

viene creata per tutti gli uomini del presente e del futuro dalla sfera della resurrezione,

quale coronazione del cammino della Filosofia della libertà. 4

• Con ciò la conoscenza stessa a poco a poco diventa comunione spirituale (vedi dettagli nel capitolo 10).

 

E se già l’inizio del cammino consiste nel fatto

che «la percezione dell’idea» diventa «la vera comunione dell’uomo» (O.O. 1, pag. 105),

allora il suo pieno sviluppo va compreso solo come un vero «servizio agli Dei».

• Allora «l’acquisire conoscenza deve essere un servizio agli Dei» (O.O. 170, 7.8.1916).

 

Qui abbiamo a che fare con la completa metamorfosi del conoscere e del sapere.

Infatti, come nei tempi precristiani tutto il vero sapere perveniva agli uomini dagli Dei,

così oggi l’uomo divenuto libero deve fare l’opposto e offrire tutte le conoscenze da lui acquistate agli Dei.

Il fatto che ciò sia diventato possibile è altrettanto una conseguenza dell’azione del Cristo:

«Ma sorse anche la possibilità di trovare la via per trasformare il sapere in un servizio divino

quando il Cristo venne sulla Terra con il suo annunzio» (ibidem).

 

Ma se questo non avviene nel nostro-periodo

e l’uomo continua ad acquistare e a trattare le sue conoscenze e il suo sapere come lo ha fatto sinora,

allora, che lo voglia o no, le consegna ad Arimane, al Signore della morte.

Infatti oggi, soprattutto nella sfera della conoscenza, ogni uomo deve scegliere tra il Cristo e Arimane.

 

Rudolf Steiner caratterizza tale situazione di fatto nel seguente modo:

• «Il sapere che non viene posto al servizio divino viene però afferrato da Arimane,

passa al servizio di Arimane e costituisce il potere di Arimane» (ibidem).5

 

Per spezzare questo crescente potere di Arimane,

l’uomo deve accedere alla via verso il Cristo anche nell’ambito della conoscenza

e questo è raggiungibile soltanto diventando essa un vero «servizio agli Dei» sino in tutti i dettagli.

Infatti, è il Cristo stesso che mediante la sua azione sul Golgota ha creato la possibilità,

«che l’uomo nel suo sentimento per la guida divina del Cristo,

potesse fare del sapere un servizio divino, dirigendolo [in libera volontà] al Cristo» (ibidem).

 

E «nella misura in cui l’umanità comprenderà sempre di più che il Cristo rende divina la vita sulla Terra,

essa imparerà anche a fare del sapere un servizio agli Dei» (ibidem).

 

Con ciò l’umanità sarà in grado di collaborare in modo cosciente e libero a questa grande opera del Cristo,

in un primo momento mediante la spiritualizzazione delle proprie forze di conoscenza

sul piano della coscienza, sino alle vere intuizioni morali e ai veri ideali morali,

poi tuttavia anche in modo crescente sul piano dell’essere,

iniziando con libere azioni d’amore derivanti dalla conoscenza.

 

«Avviene allora nella vita dell’uomo il fenomeno poderoso che tali ideali morali,

tali intuizioni morali, vengono compenetrati da ciò che altrimenti è l’amore,

avviene che noi possiamo diventare uomini che agiscono liberamente,

muovendo dall’amore che emana dalla nostra individualità» (O.O. 78, 5.9.1921).

 

Soltanto così un giorno verrà raggiunta anche l’ultima meta dell’evoluzione terrestre,

formulata nelle seguenti parole di Rudolf Steiner alla fine del suo libro La scienza occulta:

• «Si vede che dalla ‘conoscenza del Gral’

risulta il più alto ideale dell’evoluzione umana che all’uomo sia dato di concepire:

la spiritualizzazione che l’uomo conquista per opera propria» (O.O. 13, pag. 335).

 

In base a quanto detto è possibile caratterizzare ancora nel seguente modo

la descritta collaborazione di Michele con il Cristo.

• Chi oggi segue veramente Michele, riceve da lui la nuova conoscenza del fatto

che dopo il Mistero del Golgota «sin nelle minime particelle del mondo

la sostanza è permeata dallo Spirito del Cristo» (O.O. 15, cap. III).

Oppure in altre parole:

• «La materia è costituita nel modo come a poco a poco l’ha disposta il Cristo» (ibidem; corsivo di Rudolf Steiner).

 

Riconoscere questo e spingere scientificamente persino alla nascita di una nuova chimica e fisica «spirituale» (ibidem)

è il grande compito dell’attuale epoca di Michele.6

Mediante il cosciente collegamento con il Cristo, reso oggi accessibile agli uomini da Michele,

in modo crescente sarà possibile non solo comprendere questo Mistero della materia,

bensì partecipare anche al processo della sua formazione

per dare inizio così alla spiritualizzazione della Terra mediante la propria azione.

 

Riassumendo possiamo ancora dire:

Così come oggi Michele agisce nell’uomo trasformando la coscienza e superando definitivamente ogni materialismo,

così a partire dal nostro tempo il Cristo, quale Signore del Karma

agisce sino nell’esistenza materiale dell’uomo e della Terra,

vale a dire sino in quella sfera dell’esistenza universale, in cui nasce la nuova materia;

e la causalità della natura stessa, che custodisce in sé la causa della morte, viene distrutta.

Là oggi ogni uomo può trovare il Cristo e diventare un collaboratore di Michele-Cristo in piena modestia.

Quanto esposto viene illustrato in modo chiaro nel disegno a pagina 26.7

 

 

Riguardo il disegno può essere ancora detto:

• La prima parte del cammino (sino al pensare intuitivo)

scorre del tutto nel senso della comune corrente del tempo, proveniente dal passato.

• Nella seconda metà invece, a partire dalle intuizioni morali, già derivanti dal mondo spirituale,

agisce la seconda corrente del tempo, quella esoterica, che fluisce dal futuro, ossia dai mondi superiori

e vuole trovare la sua espressione nelle libere azioni umane che conducono alla nuova creazione (al cosmo futuro).

 

Possiamo anche aggiungere a quanto detto:

• Il primo cammino pone dinanzi agli uomini compiti

che possono essere assolti soltanto individualmente da ogni singolo uomo.

• I compiti invece risultanti dal secondo cammino,

possono essere assolti soltanto nel comune agire sociale degli uomini.

 

Entrambi i cammini, quello della conoscenza e quello dell’amore,

sono congiunti profondamente l’uno con l’altro, come lo sono anche le due parti della Filosofia della libertà.

Essi formano il terreno sul quale nel nostro tempo

può aver luogo il comune agire di Michele e del Cristo (vedi dettagli nell’Epilogo).

 

Nel possente discorso del grande Guardiano della Soglia

come portato ad espressione in parole del linguaggio umano da Rudolf Steiner

nell’ultimo capitolo del libro L’iniziazione,

quale motivo conduttore del futuro risuona sempre di nuovo la parola «redento»,

che nella continuazione del discorso diviene «redentore».

• Questo è il compito, la cui luce viene incontro all’uomo non dal passato, bensì dal futuro

e con esso è collegata la completa «realtà della libertà».

 

Anche se alcuni capitoli nella seconda parte della Filosofia della libertà

si riferiscono ancora alla disputa con il piccolo Guardiano, per principio possiamo comunque dire:

• la sua prima parte nel complesso è orientata principalmente al piccolo Guardiano della Soglia

• e la seconda parte invece soprattutto al grande Guardiano della Soglia e alle mete da Lui poste.

 

Nel linguaggio del libro L’iniziazione possiamo anche dire:

• Finché l’uomo si occupa soltanto della sua propria redenzione

egli agisce in senso del piccolo Guardiano della Soglia.

• Se tuttavia, dopo aver afferrato la sua libertà individuale, compie il successivo passo

e da redento diviene redentore degli altri esseri,

allora egli opera già su incarico del grande Guardiano.

 

Ciò diventa particolarmente visibile nel XII capitolo «La fantasia morale»,

che in certo qual modo costituisce il nucleo interiore dell’intero libro.

Esso inizia con la definizione dell’uomo libero:

• «Lo Spirito libero agisce secondo i propri impulsi, sono intuizioni,

che vengono scelte mediante il pensare dal complesso del suo mondo di idee» (corsivo di Rudolf Steiner).

 

In questo capitolo viene inoltre descritto come nel concreto compimento

l’uomo liberato, nella sua vita può giungere a libere azioni.

Tale processo consiste in tre gradi:

• Dal «regno della vita eterna» l’uomo preleva le intuizioni morali

• che egli poi individualizza mediante la forza della sua fantasia morale e armonizza con la situazione di vita datagli.

• Dopodiché, nel terzo grado, egli attua la sua facoltà di tecnica morale

per realizzare veramente il suo impulso nel mondo.

 

Poiché il punto di partenza di questo processo è la libertà vissuta nel pensare intuitivo,

il carattere di libertà rimane inerente all’intero ulteriore cammino

e realizzato nel mondo mediante la fantasia morale e la tecnica morale,

diventa anche la sorgente della redenzione di altri esseri.

Infatti, con ogni libera azione dell’uomo, nell’universo vengono intensificate e moltiplicate le forze della libertà.

 

L’ulteriore cammino alla luce del grande Guardiano della Soglia

per l’uomo significa un cammino di sacrificio preso su di sé.8

• Dopo essere asceso al mondo spirituale

(o nella terminologia della Filosofia della libertà al mondo delle intuizioni morali)

come singolo redento, che in un primo momento ha raggiunto la libertà soltanto per se stesso,

egli decide in libera volontà di lasciarlo e di ritornare sulla Terra.

 

In senso della Filosofia della libertà possiamo dire:

• l’uomo dopo essersi, corrispondentemente alla sua prima parte,

inoltrato nel piano superiore dell’intuizione all’esperienza della libertà individuale,

• ora in base alla seconda parte, dall’intuizione mediante la fantasia morale e la tecnica morale

discende nuovamente sulla Terra, quale redentore degli altri esseri.

 

E l’uomo compie questo cammino dall’alto al basso del tutto nel senso delle parole del grande Guardiano della Soglia:

«Tu sei arrivato al gradino attuale del tuo perfezionamento

per mezzo delle capacità che hai potuto sviluppare nel mondo dei sensi, fino a quando ancora avevi bisogno di esso.

Ora deve però cominciare per te un periodo in cui

le tue forze liberate lavoreranno ulteriormente in questo mondo dei sensi.

Fino ad ora hai liberato soltanto te stesso,

ora, da libero, puoi lavorare alla liberazione di tutti i tuoi compagni nel mondo sensibile.

Fino ad oggi i tuoi sforzi sono stati soltanto individuali.

Ora inserisciti nel tutto, in modo da portare nel mondo soprasensibile

non soltanto te stesso, ma anche tutto ciò che esiste nel sensibile.

Potrai una volta unirti alla mia figura, ma io non posso essere felice finché vi siano ancora degli infelici» (0.0.10).

 

Questo cammino, sul quale può avvenire la liberazione degli altri uomini nel mondo fisico-sensibile,

è descritto con precisione nella Filosofia della libertà.

Avviene per il fatto che l’uomo liberato continua ad operare nel mondo

soltanto nel puro «amore per l’oggetto» (0.0. 4, corsivo di Rudolf Steiner).

 

Quando l’uomo può dire a se stesso con onestà:

• «Non riconosco alcun principio esteriore per la mia azione,

perché ho trovato in me stesso il motivo dell’azione, l’amore per l’azione» (ibidem)

ed è anche in grado di agire sulla Terra da tale esperienza,

allora egli compie le sue azioni del tutto nel senso del grande Guardiano della Soglia.

 

Se questo avviene sempre più spesso, allora il grande Guardiano della Soglia

si manifesta all’uomo come ciò che Egli è in realtà, come il Cristo che oggi agisce nell’umanità (vedi O.O. 13),

il quale alla svolta dei tempi nel Mistero del Golgota ha dato il più grande esempio per tali azioni.

 

Quale Dio Egli è venuto nell’umanità unicamente con un tale «amore per l’oggetto»,

vale a dire con il più puro amore per l’umanità errante.

Ed Egli compì la sua possente azione di redenzione nel Mistero del Golgota altrettanto con puro «amore per l’azione».

Così, Egli ha «compiuto tale azione in libera volontà, vale a dire per amore …,

affinché la Terra e l’umanità possano raggiungere la loro meta» (0.0. 131, 14.10.1911).

 

Questa è la meta dell’umanità, quale decima Gerarchia della libertà e dell’amore.

E nella Filosofia della libertà troviamo un fondamento per la sua realizzazione.

 

Così il passaggio dalla prima alla seconda parte corrisponde

all’avanzare del discepolo dello Spirito dal piccolo al grande Guardiano della Soglia

e con ciò alla giusta comprensione della parola che dice:

«Possiamo diventare esseri liberi grazie ad un atto di amore divino.

Come uomini possiamo dunque sentire che siamo esseri liberi, ma non dobbiamo

mai dimenticare che dobbiamo tale libertà all’atto d’amore di Dio» (ibidem).

 

E mediante le azioni per amore dell’oggetto, che unicamente possono essere definite libere azioni,

ci esercitiamo a compiere nel mondo microcosmicamente

ciò che fu fatto macrocosmicamente dal Cristo alla svolta dei tempi

e di cui ci annunzia il grande Guardiano alla Soglia del mondo spirituale superiore.

 


 

Note:

1  – Come rilevato da Rudolf Steiner, qui non si tratta di miracoli, vale a dire di spezzare le causalità del mondo, quale annullamento delle leggi naturali, bensì della loro trasformazione nel senso, che in mezzo a tale causalità del mondo vengono creati spazi interni, nei quali non agiscono più le attuali leggi naturali, ma agisce una nuova moralità che crea formando sostanza e dalla quale viene costruito il futuro cosmo. Per cui le reali conseguenze di tale annullamento della causalità saranno visibili soltanto nel corso dell’evoluzione nel futuro. «Infatti acquista significato soltanto nei mondi futuri ciò che, entro l’uomo singolo, nei riguardi della causalità si pone come qualcosa che annienta» (ibidem).

2  – Vedi S. O. Prokofieff, Antroposofia e «La filosofia della libertà», cap. 2 «La filosofia della libertà e il Mistero della Resurrezione», Widar Edizioni, Venezia-Marghera 2007.

3  – Nella conferenza dell’11 settembre 1924 (O.O. 346) Rudolf Steiner parlò del collegamento fra il Karma e la transustanziazione.

4  – Vedi S. O. Prokofieff, Possano udirlo gli uomini. Il Mistero del Convegno di Natale, cap. 9, «La Meditazione della Pietra di Fondazione. Karma e Resurrezione», voi. IlI, Widar Edizioni, Venezia-Marghera 2005.

5  – In riguardo vedi anche l’importante esposizione di Rudolf Steiner sulla gioventù che verrà, pubblicata nell’Appendice del libro: S. O. Prokofieff, Del rapporto con Rudolf Steiner. Il Mistero della Posa della Pietra di Fondazione, Widar Edizioni, Venezia-Marghera 2008.

6  – Nello stesso libro (O.O. 15, cap. III) Rudolf Steiner comunica che oggi sono soprattutto le entità della terza Gerarchia unite al Cristo nel mondo spirituale a portare nell’umanità questo Mistero della nuova materia. Come queste entità siano collegato a Michele è illustrato in S. O. Prokofieff, Del rapporto con Rudolf Steiner. Il Mistero della Posa della Pietra di Fondazione, Parte II, cap. 4, «Il lavoro con le nuove anime di gruppo», Widar Edizioni, Venezia-Marghera 2008.

7  – II cammino descritto nel disegno può essere percorso anche nella direzione opposta, la sua descrizione tuttavia esulerebbe dalle presenti esposizioni. Rudolf Steiner indica questo cammino opposto quando dice come «l’amore purificato al massimo nello spirito» diventa capace di accogliere in sé le intuizioni morali. «Là dove questo amore diventa spirituale, ivi esso succhia in sé le intuizioni morali» (O.O. 78, 5.9.1921).

8  – Vedi precisazioni sul rapporto interiore fra libertà e sacrificio in S. O. Prokofieff, Possano udirlo gli uomini. Il Mistero del Convegno di Natale, cap. 7, «La filosofia della libertà e il Convegno di Natale», vol. III, Widar Edizioni, Venezia-Marghera 2005.

 

 

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