////04 – LA CELESTE SOFIA E I MISTERI COSMICI DEL CRISTO

04 – LA CELESTE SOFIA E I MISTERI COSMICI DEL CRISTO

La celeste Sofia e i misteri cosmici del Cristo

La celeste Sofia e l’essere Antroposofia


 

Come illustrato sopra, questi eventi centrali dell’evoluzione terrestre

furono preparati in particolare attraverso due correnti di civiltà, l’antica ebraica e l’antica greca.

 

Questa duplice preparazione fu collegata a una continua lotta contro le potenze dell’ostacolo, e condusse infine alle due domande rivolte al mondo spirituale;(10) questi due quesiti centrali dell’evoluzione terrestre raggiunsero anche quell’entità che sola nell’intero cosmo poteva dare una risposta, vale a dire l’entità considerata in questo lavoro, che aiutò l’umanità ispirandola quale mediatrice tra l’umanità e la sfera solare del Cristo.

Essa infatti non è soltanto un’entità soprasensibile autonoma, profondamente connessa all’intera evoluzione umana ma, come abbiamo visto, al contempo anche dell’ultima parte costitutiva ‘umana’ della celeste Sofia, simile a una colonna di fuoco che collega l’umanità alla sfera del Cristo, la Terra al Sole quale dimora originaria del Logos solare.

 

Nell’attuale epoca terrestre il volto della celeste Sofia si rivolge all’umanità della Terra a cominciare dalla gerarchia dei kyriotetes e le appare nella triade superiore di Spiriti della saggezza, del movimento e della forma, appartenenti alla sfera solare ovvero del Cristo, nonché nella triade inferiore delle archai, degli arcangeli e degli angeli, i quali attraverso la sfera planetaria e la sfera lunare costituiscono il collegamento tra la triade solare e l’umanità. E se la prima triade, come indicato da Rudolf Steiner, rappresenta nel nostro cosmo gli impulsi del Figlio-Cristo, così la seconda rappresenta gli impulsi dello Spirito Santo,47 il quale collega l’umanità con la sfera del Cristo ovvero, sul piano gerarchico, con gli impulsi provenienti dalla seconda gerarchia, quella solare (la triade superiore della Sofia).(11)

 

• Tutta la multiforme attività di questi sei ranghi gerarchici quale globale rivelazione della celeste Sofia,

nel corso dell’evoluzione terrestre deve penetrare gradualmente nell’umanità,

nella coscienza dell’uomo individuale preparata ad accoglierla,

grazie all’azione di quel particolare essere soprasensibile che è la sua settima parte costitutiva o ‘umana’.

 

Ora comprendiamo meglio anche perché proprio questo essere potè divenire il mediatore tra gli uomini e la sfera solare del Cristo, e perché proprio esso potè portare i loro due quesiti alla sfera del Cristo. Infatti, profondamente unito all’intera umanità, questo essere soprasensibile si manifesta al contempo come l’ultima parte costitutiva della celeste Sofia, la cui sfera di azione va dagli Spiriti della saggezza o kyriotetes, che a loro volta rappresentano il più elevato aspetto dell’esistenza solare,48 fino alla gerarchia più vicina all’umanità, quella degli angeli, la quale agisce soprattutto nella sfera lunare adiacente alla Terra.49

 

E così possiamo immaginarci la celeste Sofia simile a una scala composta da sette gradini(12) che collega il Sole, il regno cosmico del Cristo, con la Terra. La base di questa scala celeste si radica nel divenire storico-spirituale dell’umanità, ed è costituita dall’essere da noi considerato che, facendo parte della celeste Sofia ed essendo collegato a tutte le sue rimanenti sei parti costitutive, appare per così dire come la sua rappresentante sulla Terra.

E non è ancora tutto. Infatti, la celeste Sofia è a sua volta unita in modo particolarissimo all’entità cosmica del Cristo, partecipando direttamente alla sua discesa dal Sole alla Terra per incarnarsi nei tre involucri del Gesù di Nazareth con il battesimo nel Giordano.

 

Nel libro Le dodici notti sante e le gerarchie spirituali abbiamo già descritto in modo dettagliato come il Cristo nella sua discesa dagli ambiti più elevati del mondo spirituale verso la Terra, attraversò tre diverse porte, che in realtà sono tre concrete entità spirituali appartenenti a diverse gerarchie. Queste tre porte possono essere caratterizzate come segue:

• il Cristo quale cosmico Signore-Kyrios passò dapprima dal cosmo stellare, che si trova oltre i confini del nostro sistema solare, alla sfera solare superiore, attraverso la porta dello Spirito guida della saggezza: di conseguenza questa intera gerarchia viene denominata delle kyriotetes (Dominazioni) vale a dire: spiriti che appartengono al Signore. Questa categoria di spiriti rappresenta l’aspetto più elevato o l’aspetto ‘stellare’ del Sole, essendo direttamente collegata all’intero cosmo stellare, nel quale agirono principalmente le entità della prima gerarchia.

 

Proseguendo nel suo cammino dal Sole alla Terra, il Cristo entrò poi nella sfera solare inferiore, che costituisce l’aspetto ‘planetario’ del Sole con il quale sono collegati anche gli spiriti che agiscono in qualità di guide dei singoli pianeti. Ma a questo aspetto ‘planetario’ del Sole sono collegati in modo particolare gli Spiriti della forma o elohim (mentre gli Spiriti del movimento costituiscono all’interno della vita solare il passaggio dall’uno all’altro aspetto).

 

All’inizio dell’eone terrestre, con l’aiuto delle forze ‘planetarie’ del Sole, sei degli elohim guida crearono il nostro pianeta Terra e su di esso l’uomo, come descritto da Mosè all’inizio della Genesi.50 Attraverso la porta di questi sei elohim solari, all’inizio del suo ulteriore cammino verso la Terra, il Cristo lasciò la sfera solare ed entrò nella sfera dei pianeti (che sono sei, compreso l’aspetto ‘planetario’ del Sole, corrispondenti al numero degli elohim solari).

 

In seguito, attraverso la porta dell’entità guida della gerarchia degli arcangeli, il Cristo scese nella sfera lunare adiacente alla Terra per incarnarsi, da quella sfera, nell’uomo Gesù di Nazareth.(13)

 

I passaggi del Cristo attraverso queste tre porte cosmiche nel suo cammino verso la terra possono essere considerati come tre nascite nelle diverse sfere del nostro cosmo, e ogni singola nascita avviene per mezzo della natura materna della celeste Sofia, mediante tre categorie di spiriti gerarchici ad essa appartenenti: gli Spiriti della saggezza, gli Spiriti della forma e gli arcangeli.

 

• Così sul Sole la celeste Sofia inizialmente partorisce il Cristo proveniente dalla sfera stellare (la sfera della zodiaco).(14)

Si può anche dire che lo concepisce nello spirito (cioè tramite lo Spirito Santo che agisce attraverso la prima gerarchia)

e lo partorisce poi nella sfera solare.

 

• Una seconda volta lo concepisce nello spirito del Sole

(in virtù dello Spirito Santo che agisce attraverso la seconda gerarchia) e lo partorisce nella sfera planetaria.

 

• Una terza volta lo concepisce nello spirito dei pianeti (nello Spirito Santo che agisce attraverso la terza gerarchia) e lo partorisce nella sfera lunare prossima alla Terra.

In questa terza nascita, oltre agli arcangeli, riveste un ruolo particolare anche l’eloah Jahve, collegato alla sfera lunare.

 

• Infine lo concepisce per l’ultima volta nello Spirito Santo che agisce in tutta l’evoluzione umana e in modo particolarissimo nell’evoluzione dell’antico popolo ebraico51 (e cioè attraverso tutte le 76 generazioni indicate nel vangelo di Luca), e lo partorisce nella sfera terrestre, al momento del battesimo al Giordano, che rappresenta la vera nascita del Cristo sulla terra.

A quest’ultima nascita, la più importante per l’umanità, partecipa anche l’essere soprasensibile da noi descritto come ultima parte costitutiva della celeste Sofia, quella più vicina al mondo dell’uomo. Si può dire che in questa nascita fu essa a costituire la porta soprasensibile attraverso la quale il Cristo discese negli involucri di Gesù di Nazareth.

 

L’ulteriore partecipazione della celeste Sofia all’evoluzione umana consiste ora nel risvegliare nell’umanità, attraverso l’essere soprasensibile che è la sua ultima parte costitutiva strettamente collegata all’umanità, una nuova coscienza spirituale (della Sofia), che conduce a una comprensione sempre più profonda della vita del Cristo sulla terra, del mistero del Golgota e degli eventi cosmico-tellurici ad esso connessi.

 

 


 

Note tra parentesi:

 (10) – Più tardi Gesù di Nazareth sperimentò nuovamente questi due quesiti, ora tuttavia in altra forma, come immagine di ciò che sarebbe successo all’umanità se il Cristo non fosse entrato nella sua evoluzione, quando Gesù, ancora prima del battesimo nel Giordano (durante le sue peregrinazioni in Palestina) conobbe il giudaismo e i culti pagani di allora.46

(11) – Per questo motivo non raramente in alcune opere la Sofia viene paragonata al Logos creatore e talvolta allo Spirito Santo (quest’ultimo errore è molto frequente).

(12) – A questo mistero della settemplice ‘costituzione’ delle celeste Sofia viene fatto riferimento anche nei ‘Proverbi’ di Salomone: «La sapienza ha costruito la sua casa, ha drizzato le sue sette colonne» (9,1). Nella sua visione della ‘scala’ che “appoggiata sulla terra, toccava con la punta il cielo”, (Genesi 28,12) Giacobbe potè vedere soltanto cinque dei suoi gradini o cinque dei gradi ascendenti delle gerarchie, dall’entità menzionata fino all’Eloah Jahve (Genesi 28,13). In realtà di questi cinque gradi egli potè contemplare direttamente tuttavia solo i primi tre, vale a dire fino alla gerarchia degli arcangeli, alla quale in quel tempo apparteneva anche l’arcangelo guida dell’antico popolo ebraico, Michele. Più tardi egli apparve a Giacobbe come «l’angelo di Dio», vale a dire come messaggero o il «volto» di Jahve e gli rivelò che nella contemplazione della “scala celeste” in cima non aveva contemplato Jahve stesso bensì soltanto il suo “volto”. “Io sono il Dio di Betel…” disse “l’angelo di Dio” a Giacobbe in una nuova visione. (Genesi 31,11-13).

(13) – Vedi precisazioni alla fonte citata parte I, 2 capitolo e parte II, capitoli 1 e 2. Qui sono riportate anche tutte le parole di Rudolf Steiner riguardanti questo tema.

(14) – Questa nascita è preceduta da un’altra di sommo grado: la nascita (la discesa) del Figlio (del Cristo) attraverso lo Spirito Santo, dall’ambito della divinità al di sopra delle gerarchie (la Trinità), nell’universo creato delle gerarchie oppure, per esprimersi in modo cosmico: la discesa del Cristo dall’ambito al di là dello zodiaco (oltre le stelle) nella sfera delle stelle fisse. Questa ‘nascita primordiale’ del Figlio entro l’universo creato, avviene tuttavia al di fuori dell’entità della celeste Sofia e senza la sua partecipazione, e per questo motivo non viene considerata nella presente descrizione.

 

Note:

31 – La conferenza del 3.2.1913 è stata pubblicata nella raccolta Schicksalszeichen aufdem Entwickelungswege der Anthroposophischen Gesellschaft (Segni del destino nel cammino evolutivo della Società Antroposofica), Dornach 1943; la conferenza del 10.1.1915 nell’O.O. 161, e la conferenza del 16.6.1923 nell’O.O. 258

32 – O.O. 161, 10.1.1915

33 – nell’O.O. 34 ‘L’educazione del bambino dal punto di vista della scienza dello spirito’

34 – 0.0. 123, 4.9.1910

35 – Ibidem

36 – O.O. 123, 3.9.1910 e le seguenti citazioni

37 – Questa immagine possiede anche un ulteriore significato, e cioè i discendenti di Abramo dovevano ritrovarsi nella sequenza delle generazioni in modo tale che i loro rapporti potessero diventare in misura crescente un riflesso dell’attività stellare. Questo fu necessario perchè il corpo del Messia, alla fine delle 42 generazioni, potesse portare in sé non soltanto leggi terrestri, bensì anche cosmiche. O.O.123, 4.9.1910

38 – O.O. 116, 25.10.1909

39 – O.O. 18, cap. ‘Die Weltanschauung der griechischen Denker’ (La concezione del mondo dei pensatori greci)

40 – O.O. 161, 10.1.1915

41 – Per questo risulta il carattere opposto dell’azione di Lucifero e Arimane nell’antica civiltà greca e nell’antica civiltà ebraica. Nella prima l’azione di Arimane si presenta maggiormente nell’evoluzione storica, vale a dire prevalen-temente nell’esteriorità, e l’azione di Lucifero nell’inconscio, vale a dire nell’interiorità. Nella seconda queste azioni si compirono in modo opposto: l’azione di Arimane maggiormente nell’interiorità e l’azione di Lucifero maggiormente nell’esteriorità. O.O.. 184, 5.10.1918

42 – O.O. 129, 22.8.1911

43 – O.O. 13, cap. ‘L’evoluzione del mondo e dell’uomo’

44 – O.O. 184, 5 e 6.10.1918

45 – nota 43

46 – O.O. 148, 5.10.1913

47 – nell’O.O. 260 il testo della pietra di fondazione

48 – Questo aspetto più elevato dell’essere del Sole comprende la sfera di tutti i tre pianeti superiori e si estende fino all’universo delle stelle fisse o dello zodiaco, O.O. 227, 28.8.1923

49 – note 21 e 27

50 – Per la creazione dell’uomo gli Elohim dovettero ricevere un impulso emanato dalla più elevata sfera della divina Trinità, la quale si trova «al di sopra» della gerarchia dei serafini, O.O. 122,22.8.1910.

51 – O.O. 123, 4.9.1910

 

 

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