04 – L’ESSERE ANTROPOSOFIA

L’essere Antroposofia

La celeste Sofia e l’essere Antroposofia


 

Considerando nell’insieme i tre gradi dello studio, possiamo ora porci la domanda:

chi ci ha guidati e accompagnati sin dall’inizio in questo cammino?

Chi si trovava accanto a noi, invisibile,

quando per la prima volta ci capitò nelle mani un libro di antroposofia e iniziammo a leggerlo?

 

Chi ci ha dato la possibilità di percorrere in piena libertà

questo cammino da Christian Rosenkreutz a Michele, e da Michele al Cristo?

È l’antroposofia stessa, ma non più in qualità di disciplina,

bensì in qualità di essere vivente del mondo spirituale, e cioè l’essere Antroposofia.

 

Rudolf Steiner ha utilizzato due volte questo nome per essa. La prima volta in una conferenza tenuta durante la prima assemblea generale della Società Antroposofica. Questa conferenza del 3 febbraio 1913 porta il titolo L’essere dell’antroposofia 35 e tratta dell’evoluzione occidentale quale sviluppo di un essere apparso sulla terra con il nome di Sofia, poi Filosofia e oggi Antroposofia, che vorrebbe condurre l’uomo alla vera autoconoscenza.

Rudolf Steiner usa questo nome per la seconda volta a Dornach durante la fondazione della Società Antroposofica Universale il 25 dicembre 1923, il giorno più importante del Convegno di Natale. All’inizio del suo discorso, fa presente che per ogni antroposofo è necessaria una vera «vivificazione del proprio cuore con Antroposofia».36

Poi alla fine del discorso ne parla nuovamente, accennando ora alla necessità di fondare «una vera comunità di uomini per Antroposofia».

 

Se connettiamo le due affermazioni di Rudolf Steiner al Convegno di Natale, possiamo vedere nella prima la condizione più importante per la seconda. Dalla conferenza del 1913 e dal discorso del 1923 emerge chiaramente che questo essere possiede un legame con il processo di evoluzione individuale del singolo antroposofo, come pure con l’intero cammino evolutivo della Società Antroposofica fin dal suo inizio.

 

Ma cosa vuol dire in senso esoterico «vivificare il proprio cuore» con un essere del mondo spirituale?

Non vuol dire altro, che trovare un reale accesso a questo essere nel mondo spirituale,

avere con lui una sorta di incontro soprasensibile.

 

Ora dobbiamo cercare di descrivere la via che può condurre a questa esperienza diretta dell’essere soprasensibile Antroposofia.

Anche qui vogliamo iniziare con un semplice esempio. Una persona, una sera, ha studiato intensamente un contenuto scientifico-spirituale, come descritto nei tre gradini; lo ha compenetrato con il pensare, trasformato in immagini, traendone impulsi per il proprio comportamento e per le proprie azioni morali. Poi è andato a dormire.

Può accadere che il mattino seguente si risvegli con questa sensazione, paragonabile a una decisione: «D’ora in poi voglio cambiare tutte le mie abitudini, il mio carattere, tutta la mia vita, per armonizzarla con ciò che ho ricevuto, attraverso lo studio della scienza dello spirito. Voglio cominciare una vita completamente nuova e voglio cercare di condurla in armonia con l’antroposofia» oppure, come formulato da Rudolf Steiner: «diventare un vero rappresentante della causa antroposofica».37

 

«L’antroposofia mi ha dato l’opportunità di conoscere la vera immagine dell’uomo,

e con ciò l’immagine del mio proprio essere;

ora voglio tendere con tutte le mie forze a divenire simile a questo archetipo».

 

La cosa più bella è che sentiamo questa decisione come completamente nostra, vale a dire totalmente libera. In effetti, di tutte le decisioni che mai abbiamo preso, questa è la più libera. Sicuramente non realizzeremo questo ideale in un giorno, al contrario, durante tutti gli impegni della giornata molto probabilmente in un primo momento lo dimenticheremo. Tuttavia può accadere che il mattino successivo, oppure un altro mattino, dopo avere studiato intensamente la sera prima, si ripeta nuovamente l’esperienza e forse anche una terza volta e così via. Infine, spinti da questa esperienza, giungeremo a porci la domanda: «Che cosa è accaduto di particolare durante la notte, tra lo studio intenso della sera e la decisione del mattino seguente?» Infatti nella nostra anima si rafforzerà la sensazione che durante il sonno sia accaduto qualcosa di straordinariamente importante, suscitato dal nostro studio intenso, qualcosa che possiamo paragonare soltanto a un incontro con un essere spirituale.

 

E poi, se cerchiamo di rafforzare questa esperienza cercando di realizzare coscientemente la nostra decisione, prima o poi riceveremo anche una risposta alla nostra domanda, la quale, formulata in parole terrene, potrebbe essere la seguente: ciò che durante la notte, nel mondo spirituale, ti ha condotto alla decisione sopra indicata, era l’incontro con l’essere vivente Antroposofia. Volgendo lo sguardo al suo sublime, elevato essere, tutta la nostra anima si è compenetrata di nostalgia e desiderio di somigliare ad essa.

 

Questa nostalgia, questo anelito colmo di volontà, appare il mattino come decisione di voler cambiare tutta la propria vita, in modo da voler diventare, da questo momento in poi e con tutte le forze dell’anima, un vero rappresentante del suo essere spirituale nel mondo moderno.

 

L’incontro con l’essere vivente Antroposofia nel mondo spirituale

è connesso allo stretto rapporto interiore con i tre gradini dello studio che abbiamo descritto.

Infatti in questo cammino abbiamo cercato di sviluppare un pensare, un sentire e un volere liberi dai sensi,

che possiamo portare nel mondo spirituale al quale accediamo ogni notte;

in questo modo siamo stati in grado di risvegliarci in esso e di percepire l’essere vivente Antroposofia.

 

Vediamo dunque la connessione dei due seguenti aspetti:

a ciò che, dal punto di vista exoterico, è lo studio,

corrisponde esotericamente l’avvicinarsi a poco a poco all’essere Antroposofia nel mondo spirituale,

sino al diretto incontro con essa.

Per questo motivo lo studio diventa già il primo grado dell’iniziazione.

 

Infatti, come tutti gli ulteriori gradini, anche questo conduce all’incontro soprasensibile con un essere spirituale.

L’ulteriore sviluppo consisterà nel cercare di allargare durante il giorno l’esperienza vissuta nella notte,

per innalzare questo incontro spirituale alla nostra coscienza diurna.

Questo è però raggiungibile soltanto tramite un’intensa attività meditativa.38

 

• Ciò nonostante lo studio della scienza dello spirito resta comunque la base anche per la nostra ricerca meditativa.

Soprattutto l’anelito a diventare un vero rappresentante dell’essere soprasensibile Antroposofia deve essere sempre sentito come condizione importante per un simile incontro. Così possiamo essere sicuri che prima o poi potremo sperimentare questo essere anche in piena coscienza. Sarà per noi come un reale incontro con un maestro spirituale qui sulla terra.

Da questo momento in poi l’essere Antroposofia stesso sarà la nostra guida nel mondo spirituale.

Ogni qualvolta ci porremo delle domande riguardanti la nostra vita e le nostre azioni, potremo chiedere consiglio a lei.

 

Rudolf Steiner descrive con le seguenti parole

lo stretto e personale rapporto che si potrà stabilire con questo essere così vicino all’essere umano:

 

▸ «L’Antroposofia è di per sé un uomo invisibile che si muove in mezzo a uomini visibili,

e di fronte al quale si ha la massima responsabilità che si possa pensare.

Questo deve essere considerato reale, in veste di uomo invisibile: (…)

deve essere considerato qualcosa di esistente, a cui dover chiedere nelle singole azioni della vita, che cosa ne dice,

di fronte ad esso noi siamo responsabili in ogni momento della nostra vita; (…)

è assolutamente necessario che tutto quello che avviene,

avvenga per così dire in seguito alle richieste dell’uomo-Antroposofia.

Fa parte delle condizioni dell’esistenza: considerare l’Antroposofia come un essere vivente (…);

ecco cosa si rende necessario: una grande serietà nel seguire l’uomo invisibile del quale ho appena parlato».39

 

Nel creare un simile rapporto con l’essere vivente Antroposofia, ci accorgeremo in breve che tutta la nostra vita cambierà, perché avremo trovato il nostro maestro spirituale. La cosa meravigliosa è che nel far questo l’essere Antroposofia ci lascia assolutamente liberi in tutto. Ma se siamo disposti a seguirlo ci condurrà, sul sentiero sopraindicato, alle conoscenze più elevate del cristianesimo esoterico. Infatti attualmente il suo compito più importante è quello di condurre gli uomini, secondo lo Spirito del tempo, a divenire coscienti dei grandi misteri cosmico-terrestri del Cristo vivente.

 

Questo cammino può essere anche caratterizzato da un altro punto di vista. In alcune conferenze, Rudolf Steiner fa notare che nei tempi successivi alla venuta del Cristo, in ogni incarnazione, poco prima di congiungersi al corpo fisico, l’anima incontra il Cristo, e che dall’inizio dell’epoca di Michele nell’anno 1879, anche Michele appare al suo fianco nella sfera spirituale attigua alla terra.40 Qui l’anima percepisce l’amore del Cristo e la luce di Michele, che le mostra le immaginazioni universali, “le immagini del mondo” nelle quali vivono «i misteri del Golgota».41 E così l’anima dell’uomo riceve gli impulsi per ricercare sulla Terra le manifestazioni di Michele e del Cristo, e servire poi l’attuazione delle loro mete.

 

Nel periodo attuale non è ancora possibile per tutte le anime sperimentare questo incontro in piena coscienza. In questo momento è tuttavia sufficiente un minimo grado di coscienza, che permetterà a Christian Rosenkreutz di guidare il destino di simili uomini in modo tale che si presenti loro l’occasione sulla terra di riallacciarsi a questa esperienza spirituale prenatale. Questo permetterà alle anime di ricordarla in piena coscienza per trovare la manifestazione di Michele-Cristo sulla Terra, così come essa vive nel movimento antroposofico, diventando così discepoli dell’essere vivente Antroposofia.

 

Nella conferenza del 28 settembre 1911, Rudolf Steiner descrive in modo dettagliato come Christian Rosenkreutz può chiamare oggi dal mondo spirituale una persona ad appartenere alla «sua comunità». Rudolf Steiner conclude tale descrizione con le seguenti parole: «Che l’uomo possa vivere un tipo di esperienza come quella descritta è dovuto al fatto che quest’uomo, nel periodo tra la sua ultima morte e la sua ultima nascita, si è incontrato nel mondo spirituale con Christian Rosenkreutz. In quel periodo Christian Rosenkreutz ha scelto noi, ha posto in noi un impulso volitivo che ora ci conduce a tali esperienze».42

 

Da quanto detto possiamo rilevare come il destino prenatale di un antroposofo lo conduca dal Cristo a Michele e da Michele a Christian Rosenkreutz; sulla terra invece il suo cammino procede al contrario, e cioè da Christian Rosenkreutz che chiama da oltre la soglia, per cercare in questa vita terrena la via che conduce a Michele e da Michele al Cristo.

 

Questo cammino da Christian Rosenkreutz a Michele e da Michele al Cristo, lo troviamo in forma archetipica nella vita di Rudolf Steiner, il più grande messaggero e servitore dell’essere vivente Antroposofia nel XX secolo. Dal suo incontro con il grande maestro rosicruciano a Vienna, egli giunge più tardi, durante il periodo di Weimar, all’esperienza soprasensibile di Michele e poi, alla fine del XIX secolo all’esperienza spirituale del Cristo.43

In tal modo abbiamo tre settenni determinanti che Rudolf Steiner trascorse a Vienna, a Weimar e a Berlino, durante i quali egli raggiunse il grado di maestro spirituale. Dal punto di vista esoterico essi stanno sotto il segno di tre incontri: l’incontro con il maestro rosicruciano, con lo Spirito del tempo Michele, e con il Cristo.

 

Il nostro studio ha generato frutti che ci permettono di giungere a sperimentare l’Antroposofia come un concreto essere vivente, quale nostro elevato maestro spirituale. Essa è divenuta per noi dispensatrice di ciò che è di massima importanza e sacralità, poiché ci dona la vera autoconoscenza, che diviene conoscenza del mondo e che cambia tutta la nostra vita.

 

Mossi da amore e da gratitudine per tutto quanto ci ha donato, ora possiamo chiederci: «Cosa sono in grado di fare per l’essere Antroposofia? Ci sono forse dei desideri, delle mete, per le quali io posso essere di aiuto?»

Ci rivolgeremo allora all’essere Antroposofia con queste domande, nella speranza di ricevere una risposta. Questa risposta potrebbe pervenirci al mattino al risveglio dal sonno, oppure sorgere dalle profondità dell’anima come una specie di ricordo, durante la nostra coscienza diurna.

 

Da questa risposta possiamo apprendere

che anche l’essere Antroposofia possiede effettivamente un anelito:

il desiderio di incarnarsi nell’umanità, sulla terra, in qualità di essere vivente.

Non vuole soltanto guidare gli allievi della scienza dello spirito dal mondo soprasensibile,

ma ha il profondissimo desiderio di essere presente spiritualmente sulla terra, per potere agire nell’umanità.

 

Naturalmente nei nostri tempi una simile incarnazione non può avvenire fisicamente e nemmeno etericamente;

è possibile solo in qualità di presenza interiore, nell’anima (corpo astrale) degli uomini.

E poi, ed è il secondo aspetto che emerge dalla risposta che otteniamo, iniziamo a comprendere

che questo essere cosmico non può incarnarsi in una singola anima, nemmeno in quella di un iniziato

e neanche in un gruppo di anime che appartengono a questo o a quel particolare popolo,

bensì soltanto in una società universale che sia in grado di essere rappresentante dell’intera umanità.

 

Questa è la Società Antroposofica Universale, fondata da Rudolf Steiner durante il Convegno di Natale e da lui posta il 25 dicembre 1923 sotto la diretta guida dell’essere Antroposofia. Di conseguenza si è formato un rapporto completamente nuovo con questo essere, che emerge anche nei princìpi (‘statuti’).

Rudolf Steiner li definì una volta come una ‘descrizione’ oppure ‘rappresentazione’.

In senso esoterico devono essere considerati la ‘descrizione’ oppure ‘rappresentazione’ delle condizioni necessarie per l’incarnazione di questo essere nelle anime di tutti gli uomini che operano quali suoi discepoli sulla terra.44

 

Perciò negli statuti (princìpi) della Società Antroposofica Universale è indicato come primo punto:

• «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini

che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana

sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale». (§ 1)

 

In altre parole tra gli uomini che si uniscono in libertà nel servizio comune per l’Anthropos-Sofia, sulla base della «vera conoscenza del mondo spirituale» da essa donata, può sorgere una «vita animica del tutto nuova» che potrà formare un involucro animico per l’incarnazione dell’Anthropos-Sofia.

 

Da quanto detto in questo capitolo, consegue che

soltanto attraverso lo studio della moderna scienza dello spirito

possiamo giungere ad un incontro personale con Antroposofia, in qualità di essere vivente,

l’entità che ha esistenza reale nel mondo spirituale,

per apprendere direttamente da essa

il significato esoterico e le principali mete della Società Antroposofica Universale.

 

Tali conversazioni animiche con questo essere spirituale, suscitano in noi un legame intimo, interiore e puramente spirituale con la società mondiale, del tutto indipendente dalle sue (necessarie) imperfezioni terrene. Impariamo a comprendere il compito spirituale che essa ha, e che consiste nel creare una coppa umana comprendente il tutto per l’essere Antroposofia sulla terra, attraverso il libero e fraterno lavoro dei suoi discepoli.

Allora anche il nostro anelito di adempiere questo compito, sarà una viva testimonianza dell’amore, della fedeltà e della gratitudine che sentiamo per questo essere spirituale, così importante per noi antroposofi.

 

Restano ancora le seguenti domande: Chi è questo ‘essere Antroposofia’, che abbiamo ora conosciuto e che ispira tutti i maestri cristiani, che opera con Michele e serve il Cristo? Come è nato questo essere? Come collocarlo nel cosmo gerarchico, e soprattutto: in che rapporto sta con la Celeste Sofia, la saggezza divina?

Per cercare di rispondere a queste domande dovremo fare altre considerazioni

 


 

Note:

1 – Vedi nota 11

2 – 0.0. 260

3 – 0.0. 240, 18.7.1924

4 – Rudolf Steiner descrive con più precisione questo inserimento delle esperienze notturne nella coscienza diurna, nella confernza del 21.7.1924 (0.0. 243)

5 – 0.0. 258, 16.6.1923

6 – O.O. 218, 19.11.1922, Rivista antroposofia 1961/62

7 – Di queste «immagini cosmiche» Rudolf Steiner scrive nella sua opera Gnosi e antroposofia (0.0.26) in connessione ai misteri del Graal, facendo rilevare che nei mondi soprasensibili, queste vengono protette da «esseri spirituali».

8 – 0.0. 130, 28.9.1911

9 – Vedi dettagli in: S.O.Prokofieff, Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri, cap. 3, Ed. Arcobaleno, Oriago 1991.

10 – 0.0. 260a, 13.1.1924, sui ‘Princìpi (statuti) della Società Antroposofica Universale; vedi anche 0.0. 260.

 

 

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