/////05/b – IL PRINCIPIO DI CONTRADDIZIONE NELL’EVOLUZIONE COSMICA ED UMANA – II

05/b – IL PRINCIPIO DI CONTRADDIZIONE NELL’EVOLUZIONE COSMICA ED UMANA – II

Il principio di contraddizione nell’evoluzione cosmica ed umana – II


 

La contraddizione è il principio motore

non solo dell’evoluzione soggettiva dell’anima, ma pure di ogni processo evolutivo che avviene nella natura.

Ciò fu già visto e rivelato da Giordano Bruno e da Goethe con la sua legge della polarità.

 

Vogliamo considerare ora la contraddizione che, come fatto obiettivo, opera nella natura.

Sappiamo che, secondo una concezione antichissima e profonda che nei suoi ultimi bagliori vive ancora, per esempio, in Brunetto Latini e dell’insegnamento della Scuola di Chartres, a base della natura fisica e materiale stanno quattro elementi, che sono: la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco. A ognuno di questi quattro elementi corrisponde, come controparte eterico-spirituale, uno speciale etere, dimodoché tutti i processi della natura sono in ultima analisi determinati dal reciproco gioco dei quattro elementi e dei corrispondenti quattro eteri. Vogliamo indicare questa corrispondenza tra elementi ed eteri così come l’abbiamo appreso dalla Scienza dello Spirito.

 

TERRA                                 ETERE DELLA VITA

ACQUA                                ETERE DEL SUONO O CHIMICO

ARIA                                    ETERE DELLA LUCE

FUOCO                                ETERE DEL CALORE

 

Diciamo subito che tra elementi ed etere, nonostante la loro strettissima relazione,

vi è una polarità assoluta, una contraddizione stridente.

 

La genesi degli elementi e degli eteri, così come ci viene descritta dal Dottore nelle sue opere, ci permette di comprendere questo grande contrasto della natura. Durante l’antico stato di Saturno, c’era un solo etere: quello del calore; e un solo elemento: il fuoco. Allora la distinzione tra etere ed elemento non era ancora netta e precisa. Possiamo parlare di una specie di miscuglio fuoco-calore, ma alla base di questo elemento misto ed indistinto stava già l’impulso della polarità, della contraddizione, come lievito di tutta l’evoluzione futura.

 

Nell’elemento fuoco viveva una tendenza del tutto opposta a quello che si celava nell’etere del calore.

• Il fuoco tendeva alla densificazione,        • il calore alla sottilizzazione.

• Ciò si rivela appieno durante l’evoluzione solare,

allorché appare un elemento più denso del fuoco, cioè l’aria, e un etere più sottile del calore, cioè la luce.

Questo processo si continua anche durante i due successivi stati planetari.

• Sulla Luna, l’aria si densifica in acqua e la luce e si eleva a forza plasmatrice chimica.

• Sulla Terra avviene la massima densificazione elementare e l’acqua diventa terra,

mentre l’etere chimico ascende a un grado superiore e si trasforma in forza vitale.

 

Questo specchietto facilita la comprensione di quanto andiamo esponendo.

 

 

Possiamo dunque osservare che quanto più procede l’evoluzione,

tanto più cresce il divario tra il nuovo elemento che sorge e l’etere che gli corrisponde.

Assistiamo al graduale crescere della polarità e della contraddizione tra gli elementi e gli eteri

e tale fatto dinamizza sempre più i processi fisico-eterici che si svolgono nella natura.

Possiamo naturalmente solo accennare a questo fatto sul quale si potrebbe scrivere un intero trattato;

il nostro tema è vastissimo e dobbiamo procedere innanzi in fretta.

 

La costituzione dell’uomo, del quale ci occuperemo ora, ci rivelerà un’altra grande contraddizione.

L’uomo è un essere duplice. Egli è costituito dalla corporeità e dalla animicità.

In queste due parti è immerso il suo essere spirituale cosciente, ma in un modo del tutto particolare.

Lo spirito è cioè in relazione con l’animico in modo da poterlo dominare,

• mentre è in rapporto con il corporeo solo nel senso che può essere influenzato da esso

senza poterlo a sua volta in alcun modo influenzare.

 

Il corpo appartiene all’uomo come qualcosa di assolutamente reale, ma che cosa può il vero essere dell’uomo, cioè il suo spirito cosciente, sul corpo? Assolutamente nulla! Tutti i processi fisiologici si svolgono senza la partecipazione della coscienza umana. Il cuore batte, il sangue circola, i polmoni respirano, lo stomaco digerisce, gli intestini assimilano, i nervi trasmettono le sensazioni, senza che l’uomo partecipi in alcun modo a questa continua e intensa attività del suo corpo. Vi è dunque nell’uomo qualcosa di assolutamente reale senza che l’uomo abbia su di esso alcun potere o influenza.

 

Lo spirito cosciente ritrova se stesso nell’animicità.

Nei pensieri, nei sentimenti e negl’impulsi volitivi l’uomo trova se stesso quale essere spirituale cosciente

e riferendosi appunto a questa sua vita interiore può dire a se stesso: Io.

Sarebbe assurdo che dicesse Io riferendosi al suo cuore, o al suo stomaco, o i suoi occhi, ecc.

perché dei suoi organi e strumenti corporei egli non sa proprio nulla.

 

Ora facciamoci questa domanda: «Che realtà ha la vita animica interiore rispetto a quella esteriore del corpo?».

Assolutamente nessuna.

 

Il corpo è reale, proprio come l’albero che cresce nel bosco,

il monte che s’eleva verso il cielo, il Sole che domina nello spazio.

• Invece i pensieri, i sentimenti e gli impulsi volitivi dell’anima

sono semplici ombre e vivono d’una vita spettrale.

 

Insomma, quando l’uomo dice Io a se stesso, egli in verità si riferisce a un puro fantasma senza alcuna realtà obiettiva. L’uomo può dire Io non al suo essere reale, ma solo al fantasma irreale che da esso sorge. Questa è una contrapposizione che vorrei definire addirittura esplosiva. Essa può essere espressa da questo concetto paradossale, ma assolutamente corrispondente alla realtà: Io sono ciò che non sono. Ciò che veramente sono, non sono Io.

 

L’uomo è dunque nello stesso tempo un essere reale e un essere irreale.

Reale è come corpo,   • irreale è come anima.

Però solo nell’anima, cioè nella irrealtà può elevarsi a una esistenza cosciente.

Questa è la contraddizione base della natura umana.

Cerchiamo di comprenderla in tutto il suo significato,

perché questa comprensione ci premetterà anche di intuire alcuni profondi misteri della creazione divina.

 

In alcuni Misteri dell’antichità veniva posto dinanzi all’anima degli uomini l’immagine del pellicano, come simbolo della realtà cosmica. Sappiamo che il pellicano nutre la sua prole in modo del tutto speciale. Esso col becco si strappa la carne dal petto ed offre questo sanguinante brandello al suo nato. Il pellicano nutre dunque i figli con il sacrificio di se stesso.

Proprio per tale fatto il pellicano può venir considerato il simbolo del modo con cui gli Esseri spirituali creatori hanno chiamato all’esistenza l’umanità.

 

Il Dottore ci dà a questo proposito concetti chiari e precisi.

Egli ci dice che la creazione è un atto sacrificale degli Dei.

 

• Su Saturno i Troni hanno strappato da sé, proprio come fa il pellicano, una parte del loro proprio essere e con questo brandello hanno foggiato il corpo fisico dell’uomo,

• similmente sul Sole le Dominazioni hanno sacrificato una parte del loro proprio essere

per dotare l’uomo del corpo eterico.

• Sulla Luna è stata la volta delle Virtù a sacrificarsi per l’uomo,

per opera di questo nuovo sacrificio divino, ha ricevuto il corpo astrale.

 

Dobbiamo dunque dire che il corpo fisico dell’uomo è una parte dell’essere dei Troni, il corpo eterico è una parte distaccata dell’essere delle Dominazioni e il corpo astrale è una parte sacrificata dell’essere delle Virtù.

Per comodità di comprensione, vogliamo anche questa volta tracciare un piccolo specchietto esplicativo di tale fatto.

 

Corpo fisico                    –                    Sostanza dei TRONI

Corpo eterico                 –                    Sostanza delle DOMINAZIONI

Corpo astrale                 –                    Sostanza delle VIRTÙ’

 

Gli Dei, quando creano, strappano da sé con atto sacrificale un lembo del loro proprio essere. La sostanza divina sacrificale che c’è nell’uomo determina la piena realtà della sua esistenza. L’uomo è dunque un essere reale nel triplice involucro della sua corporeità: quello fisico, quello eterico, e quello astrale. Perciò poco prima abbiamo detto che l’uomo è reale soltanto come corpo. Ora siamo in grado di comprendere tale fatto. La realtà viene all’uomo dal fatto che il suo corpo è consustanziato della carne e del sangue, se questa espressione è lecita, degli Esseri creatori divini.

 

A questo punto s’impone una distinzione. Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che alla creazione umana partecipano tutti gli ordini gerarchici e numerosissime categorie di esseri spirituali. Non tutti questi Esseri spirituali, non tutte queste Entità gerarchiche agiscono naturalmente nello stesso modo. Certi sono maturi al sacrificio e la loro sublime elevatezza spirituale permette loro di creare cedendo alla creatura la sostanzialità di cui sono costituiti. Questo è il caso, come abbiamo visto, dei Troni, delle Dominazioni, delle Virtù. Altri Dei invece non sono ancora capaci di tanto. Essi si limitano a partecipare alla creazione con la loro attività pensante.

 

Non dobbiamo però confondere il pensiero umano con il pensiero divino.

• Il pensiero umano è soltanto un’ombra della realtà,

• invece i pensieri degli Dei sono esseri che vivono di una vita propria e indipendente.

Certi Dei partecipano dunque alla creazione dell’uomo con i loro pensieri.

Questi pensieri divini costituiscono appunto quella parte dell’uomo che abbiamo definito irreale,

cioè la sua vita animica interiore.

 

Ora possiamo dire con maggior precisione:

l’uomo è un essere costituito di sostanza divina e di pensiero divino.

Da tale fatto ha origine la contraddizione della natura umana.

I termini di questa contraddizione sono rappresentati

• da una parte dal corpo con i suoi processi organici e fisiologici

• e dall’altra dall’anima con la sua vita di rappresentazione.

 

Dagli antichi Misteri greci ci viene anche una seconda immagine rivelatrice di questi segreti della natura umana. È l’immagine di Narciso che contempla la sua figura riflessa nello specchio dell’acqua e s’innamora di se stesso. Cioè s’innamora non di se stesso, ma di una irrealtà, di una pura immagine riflessa. Narciso è però in tal senso il simbolo della parte irreale dell’uomo, dell’anima, che vive di contino nelle illusioni delle immagini e delle rappresentazioni che riceve dal reale mondo esterno.

 

Reale è l’albero che sorge nel mondo e non l’immagine interiore che l’anima se ne forma. L’anima però deve vivere nell’immagine altrimenti non potrebbe mai realizzare in sé la continuità della coscienza, che non è altro che il modo d’essere dell’Io. L’Io vive nel ricordare cioè nel portare continuamente con sé come immagine interiore le sue momentanee esperienze oggettive. Possiamo così vedere che la coscienza dell’Io s’accende a contatto con le realtà, ma vive soltanto nella irrealtà dell’immagine.

 

L’uomo come essere cosciente vive in un mondo di immagini illusorie. Solo l’incoscienza umana vive nella realtà. La realtà dell’essere umano è, come abbiamo visto, il corpo. Per conservare il corpo, l’uomo deve mangiare. L’uomo però non sa nulla, proprio nulla, dei processi che avvengono nel suo corpo quando egli inghiotte un pezzo di pane. Il pane lo sostenta e gli permette di vivere, ma egli non può seguire questo processo con la sua coscienza.

 

Nel Vangelo troviamo una frase sublime, che viene però di solito interpretata in modo banalissimo: «Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

Ciò significa che l’uomo non ha da nutrire solo la parte reale del suo essere, cioè la corporeità fisica, eterica ed astrale, ma anche la parte irreale del suo essere, il mondo interiore delle sue immagini e delle sue rappresentazioni.

Ora questo nutrimento della vita illusoria interiore è ben più importante che il primo, perché più alto è il suo significato. Le parole del Vangelo vogliono dire che l’uomo è destinato a portare la sua coscienza dalla vita irreale alla piena vita reale. L’uomo, per realizzare ciò, deve nutrire, cioè consustanziare di realtà le vuote immagini riflesse che vivono nella sua anima. Questo nutrimento spirituale, questo pane divino che fa di tutto l’uomo un essere reale, è però il Cristo stesso. Egli stesso ce lo dice ripetutamente, soprattutto nel Vangelo di Giovanni. Il Cristo è il grande pellicano cosmico che nutre di se stesso con continuo atto sacrificale tutti gli esseri.

 

• Se l’uomo rifiuta di mangiare il pane cristico condanna se stesso ad essere in perpetuo un essere spettrale, un fantasma. Tale rifiuto può derivare in gran parte dalle cosiddette tentazioni luciferiche. Le nostre precedenti considerazioni possono costituire un’utile premessa per comprendere l’essenza delle entità luciferiche.

Abbiamo visto che l’uomo è un essere duplice perché costituito da sostanza divina e da pensiero divino. Questo significa che due grandi categorie di Esseri spirituali hanno partecipato in modo diverso alla sua creazione. Certi spiriti creatori hanno dato all’uomo la loro propria sostanza, certi altri gli hanno dato il loro pensiero. Abbiamo visto di sfuggita la ragione di tale fatto.

 

• La sostanza divina dà all’uomo la realtà dell’esistenza,

• ma l’immagine mentale di pensiero datagli da altri Dei gli assicura la continuità della coscienza,

l’evoluzione di un Io individuale.

 

• Ora dobbiamo ammettere che vi siano nel cosmo

anche Esseri costituiti in modo del tutto diverso da come è costituito l’uomo.

L’uomo ha in sé sostanza divina e pensiero divino.

Alcuni Esseri spirituali sono costituiti invece solo di pensiero divino.

 

Questi puri esseri di pensiero sono appunto le Entità luciferiche. La particolare costituzione della loro natura fa considerare importanti alle Entità luciferiche soltanto le immagini riflesse delle realtà che vivono nell’anima dell’uomo. Lucifero non conosce e non può conoscere nessuna forma d’esistenza che non sia quella delle immagini riflesse che per il fatto di essere durature assicurano all’uomo la continuità della coscienza.

 

Raffiguriamoci un uomo che ammiri la bellezza di una rosa e provi un senso di profondo piacere. Lucifero gli s’avvicina e gli dice: ▸«La rosa che tu osservi è solo una forma effimera destinata a un rapido perire; se tu vuoi restare attaccato ad essa, il piacere che ora provi si trasformerà ben presto in dispiacere e dolore. Ma l’immagine della rosa che tu porti nell’anima è eterna e da ora in poi ti accompagnerà sempre. Immergiti in essa e vivrai perpetuamente nella bellezza e nella beatitudine».

Questo è il senso della tentazione luciferica che induce l’uomo a dar valore soltanto alla parte cosciente, ma del tutto irreale e illusoria del suo essere. Se l’uomo ascoltasse solo l’invito luciferico, diverrebbe un essere sempre più cosciente e nello stesso tempo sempre più irreale e fantomatico.

 

L’azione di Lucifero è di ordine cosmico.

La contraddizione tra essere e immagine, tra realtà e coscienza, tra sostanza e pensiero che riscontriamo nell’uomo

è in realtà d’origine cosmico-spirituale.

Anche questa è una verità ch’era ben nota agli antichi greci.

Essi di fatto parlavano di due sfere della realtà divino-spirituale: quella superna e quella infera.

Nella prima abitavano gli Dei superi, nella seconda gli Dei inferi.

 

Secondo l’insegnamento di Rudolf Steiner,

gli Dei inferi sono Entità sostanziali che costituiscono le fondamenta, le profondità dell’universo.

Tra queste Entità vanno annoverati, per esempio, i Troni.

Gli Dei superi sono invece pure entità di pensiero,

senza sostanza nel loro essere, le quali formano la volta celeste, le altezze dell’universo.

A queste ultime entità appartengono, come abbiamo visto, gli spiriti luciferici.

 

 

Il mondo divino-spirituale è dunque diviso in due grandi sfere d’esistenza

e queste due sfere, quella della realtà sostanziale e quella del pensiero cosciente, sono tra loro in contrasto.

Questa è la contraddizione cosmico-primordiale, origine di ogni altra contraddizione nell’universo e nell’uomo.

 

Ora, con l’aiuto della conoscenza che ci offre Rudolf Steiner, dobbiamo tentare di acquistarci una comprensione del perché dell’esistenza degli Dei di pensiero che si contrappongono agli Dei sostanziali. Diciamo subito che gli Dei di pensiero costituiscono la irrealtà, la parvenza, la maya del mondo spirituale. Qual è la loro origine?

Abbiamo già visto quali sono le basi della coscienza umana e della sua continuità. Queste basi sono costituite dalle cosiddette rappresentazioni mnemoniche. Un uomo di 50 anni sa di aver vissuto anche 10, 20, 30, ecc. anni fa. Egli sente la continuità della sua coscienza e della sua vita perché porta in sé come immagine di ricordo le esperienze per le quali è passato durante gli anni trascorsi della sua vita. Vive nel 50° anno, ma ciò che ha esperimentato nel 20° continua a vivere nella sua anima come immagine. L’uomo porta tutto il suo passato con sé in immagini e queste immagini assicurano la continuità della sua coscienza.

Ed ora domandiamoci: «Su che cosa si basa la continuità della coscienza dei sublimi Esseri creatori del mondo?».

 

• La coscienza dell’uomo è costituita dalle immagini del passato.

• Mentre la coscienza degli Dei è formata dal loro stesso essere

come si è espresso ed è stato nelle fasi antecedenti della loro evoluzione.

 

Ciò è naturalmente difficile da comprendere, ma in qualche modo speriamo di poterci acquistare un concetto almeno approssimativo di questo fatto.

Pensiamo, per esempio, a un’entità sublime, a un essere appartenente alla gerarchia superiore dei Troni. Naturalmente anche questo Essere sublime è passato per un’evoluzione e ha esperimentato stati inferiori dell’esistenza. Perciò, guardando indietro nel suo passato, questo spirito dell’ordine gerarchico dei Troni può dire: «Ora io appartengo al 7° gradino della scala evolutiva della gerarchia celeste. Sulla Luna però mi trovavo sul 6° gradino, quello sul quale si trovano oggi le Dominazioni. Sul Sole sono passato per il 5° gradino che è oggi quello delle Virtù. Al principio dell’evoluzione terrestre, cioè su Saturno, mi trovavo appena sul 4° gradino, sul quale stanno oggi le Potenze. Guardando indietro al mio passato io contemplo una serie di esseri di diversa evoluzione e di differente altezza gerarchica. Questa serie d’esseri sono io stesso».

 

Lo spirito appartenente all’ordine dei Troni, cioè il 7° gradino gerarchico, può riferire il suo Io anche ad esseri del 6°, 5° e 4° gradino. Ciò costituisce la continuità della sua coscienza cosmica. Possiamo immaginare che dietro ad ogni Trono ci siamo altri tre esseri d’evoluzione digradante. Questi tre esseri sono le immagini della passata evoluzione del Trono, ma non sono delle semplici rappresentazioni mnemoniche come quelle che sperimenta l’uomo. Sono immagini sì senza sostanza, ma pur essendo immagini, vivono d’una vita cosciente e costituiscono dei veri e propri Esseri spirituali.

 

Tutto ciò per l’uomo è quasi inconcepibile, perché l’uomo esperimenterà appena su Vulcano ciò che costituiva per il Trono su Saturno un gradino già superato d’evoluzione. Il Trono su Saturno è già dotato di una coscienza superspirituale creativa. Ciò significa che ogni suo atto di volontà, ogni suo sentimento, ogni suo pensiero si trasforma in un essere vivente. E il complesso di questi esseri costituisce il suo Io, la sua Entità. Ma appunto perché questi esseri vivono, lo accompagnano sempre.

 

Possiamo quindi dire che il Trono è accompagnato dalle immagini viventi del suo passato.

Il Trono è naturalmente un’altissima entità sostanziale,

ma dietro di lui sta l’immagine mentale di una Dominazione,

dietro a questi l’immagine mentale di una Virtù

e dietro a questi ancora l’immagine mentale di una Potenza.

Queste immagini, abbiamo già visto, sono esseri viventi e coscienti.

Il Trono dice naturalmente Io non solo a se stesso, ma anche alle immagini viventi che lo accompagnano,

allo stesso modo con cui l’uomo poggia la sua coscienza sulle rappresentazioni mnemoniche del passato.

 

Con ciò abbiamo toccato il mistero di ciò che è, in senso lato, secondo l’insegnamento di Rudolf Steiner, l’essenza della lucifericità del mondo.

 

• Gli Dei sostanziali, cioè gli Dei inferi, sono accompagnati dalle immagini mentali viventi del loro passato.

• E queste immagini viventi costituiscono gli spiriti luciferici, i cosiddetti Dei Superiori.

 

L’uomo conosce il passato solo come qualche cosa che non esiste più, come qualcosa che si è dissolto nel nulla e di cui è rimasto soltanto un vago ricordo nell’anima. Ma per il mondo spirituale non è così. Per il mondo spirituale il passato è vivente ed esiste sempre. E ciò che esiste come un passato presente, ciò che esiste insomma come attualità del passato, forma nel suo grande insieme la sfera d’esistenza degli spiriti luciferici. Tutto il passato dell’universo, se guardato nel presente, è luciferico.

 

L’evoluzione terrestre, attraverso la fasi successive di Saturno, Sole e Luna, non è certamente un’evoluzione luciferica e tale non fu nemmeno quando nel lontanissimo passato realmente si svolse, ma tutto ciò che di questa evoluzione è rimasto nella coscienze delle gerarchie che vi hanno partecipato vive indubbiamente nella sfera di Lucifero.

 

Lucifero è in fondo un puro fatto di coscienza.

Perciò il Dottore dice che tutto ciò che promuove nell’uomo un accrescimento di coscienza proviene da Lucifero.

 

L’antitesi tra la sfera della sostanzialità in cui dominano gli Esseri delle gerarchie normalmente evoluti e la sfera della coscienza sottoposta all’impero di Lucifero costituisce la contraddizione dei mondi spirituali. E questa contraddizione dello spirito è piena di drammaticità, è satura di un’atmosfera di tragedia. A ciò si riferisce il Dottore quando dice: ▸«Il mondo spirituale è in declino. Sempre più difatti tende ad allargarsi nel mondo spirituale la sfera dell’influenza luciferica. Questo è però un cocente dolore per gli Esseri delle gerarchie».

 

Cerchiamo ancora una volta d’immergerci nella coscienza d’un Trono. Questo Spirito sublime, quando considera la sua altissima evoluzione, deve dirsi che ha svolto la sua opera più intensa a vantaggio dell’avvenire dell’umanità in un’epoca remotissima, cioè sull’antico pianeta Saturno. Ciò che ha fatto allora non è andato naturalmente perduto per il suo essere, anzi sussiste tuttora nella sua coscienza. Esiste dunque come un essere vero, ma nella sfera luciferica della irrealtà spirituale. Tale fatto dà naturalmente un senso di profondo dolore nell’essere del Trono, perché egli deve avvedersi come la sua opera più alta sia divenuta un possesso di Lucifero.

 

Noi esperimentiamo ciò con le nostre parole umane e con i nostri concetti dell’intelletto logico e sappiamo che il nostro modo di espressione adombra appena la verità del mondo spirituale. E tuttavia, finché non saremo dotati di facoltà conoscitive superiori, dobbiamo ricorrere a queste vie traverse per avvicinarci a un qualche modo alla comprensione dei fatti spirituali.

 

Possiamo dire che nella sfera luciferica gli Dei reali vedono la forma imperfetta del loro passato. E ciò costituisce la tragedia del mondo spirituale, perché quanto più procede l’evoluzione cosmica, quanto più di conseguenza s’allarga il passato, tanto più aumenta la potenza di Lucifero e cresce la sfera della irrealtà. Il mondo spirituale anela perciò alla redenzione.

 

Ora chiediamoci: «Come si svolgerà nelle sue linee generali il futuro dell’evoluzione umana?».

Lo abbiamo già visto.

Sappiamo che l’essere umano consiste di due parti ben distinte,

che, alla luce delle nostre odierne considerazioni, possiamo chiamare realtà e coscienza.

• La realtà è data dal corpo (fisico, eterico ed astrale) che è sostanziale, ma incosciente.

• La coscienza è data dall’anima (pensiero, sentimento e volontà) che è bensì consapevole di se stessa, ma irreale.

 

Questa contraddizione della natura umana verrà superata nel corso della futura evoluzione.

Questa si svolgerà in modo da portare la coscienza nella realtà e la realtà nella coscienza.

Ciò significa che in un lontano futuro

• i processi fisiologici del nostro corpo saranno altrettanto coscienti

come lo sono ora i procedimenti logico-intellettuali della nostra mente

• e che i nostri pensieri saranno altrettanto sostanziali e reali

come lo sono oggi la nostra carne e il nostro sangue.

 

Il nostro passato umano è rappresentato da tre gradini:

• Corpo fisico Sostanza dei TRONI

• Corpo eterico Sostanza delle DOMINAZIONI

• Corpo astrale Sostanza delle VIRTÙ

 

Il passato rappresenta dunque la piena realtà dell’uomo. Per l’uomo Saturno, Sole e Luna sono ancora entità reali perché egli le trova in sé nel suo corpo fisico, nel suo corpo eterico e nel suo corpo astrale. Non così naturalmente è la cosa per i Troni, le Dominazioni e le Virtù, perché questi Spiriti sublimi hanno volontariamente sacrificato parte della loro sostanzialità in vantaggio dell’uomo, ed ora devono considerare con tristezza come le loro azioni passate vivano nella sfera luciferica.

Perciò diciamo: il   p a s s a t o   è la realtà dell’uomo e la irrealtà degli Dei.

 

Il nostro presente è rappresentato dall’Io

che crea con il suo lavoro sulla corporeità l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente.

 

• IO

• Corpo astrale = Anima senziente: il sentimento come immagine del c. astrale

• Corpo eterico = Anima razionale: il pensiero come immagine del c. eterico

• Corpo fisico= Anima cosciente: la volontà come immagine del c. fisico

 

Il presente rappresenta la irrealtà dalla quale l’uomo può liberamente elaborare la sua coscienza.

• Viceversa per gli Dei il presente è l’assoluto reale, nel quale essi manifestano la pienezza del loro essere.

 

Il futuro dell’uomo si svolgerà attraverso altri tre gradini, come viene prospettato dallo schema che segue.

Sé spirituale = Corpo astrale cosciente + Sentimento reale

Spirito vitale = Corpo eterico cosciente + Pensiero reale

Uomo spirituale = Corpo fisico cosciente + Volontà reale

 

Questa evoluzione futura dell’umanità, in cui la coscienza vivrà nella realtà e la realtà nella coscienza,

si svolgerà però solo in virtù e per grazia dell’impulso del Cristo.

 

L’uomo deve moltissimo alle gerarchie e a Lucifero.

Le gerarchie creatrici gli hanno dato la corporeità sostanziale, ma incosciente.

Lucifero gli ha dato la coscienza ma solo in un mondo di immagini irreali.

Se il Cristo non fosse intervenuto

• il corpo dell’uomo avrebbe sempre più seguito la legge del declino che è in atto nel mondo degli Dei

• e la coscienza si sarebbe sempre più nebulizzata in immagini arbitrarie.

Si può dire che ciò è evidente e che lo abbiamo giorno per giorno sotto gli occhi.

 

L’impulso del Cristo è però solo all’inizio della sua azione.

Il Cristo è assai più forte delle Gerarchie e di Lucifero.

• Egli darà all’uomo un corpo nuovo che per il fatto di vivere nella coscienza, sarà imperituro.

• Ed egli darà all’uomo anche una coscienza nuova, ben diversa da quella luciferica.

• La coscienza luciferica è sostenuta dalle immagini riflesse della realtà.

• La coscienza che ci darà il Cristo sarà reale.

 

L’uomo odierno non può neanche immaginare il significato di tale fatto.

L’uomo d’oggi, quando pensa ad un albero, se ne forma tutt’al più una rappresentazione,

cioè un’immagine mentale come puro riflesso dell’oggetto esterno.

L’uomo del futuro invece, dotato della coscienza reale che promana dall’impulso e dalla grazia del Cristo,

quando penserà ad un albero lo creerà realmente.

Il suo pensiero dell’oggetto, sarà l’oggetto stesso.

 

La coscienza dell’uomo futuro sarà reale proprio come oggi è irreale ed illusoria. Ciò per grazia del Cristo. L’uomo, che non si abbandoni ad illusioni sul proprio conto, deve ammettere che la sua esistenza è puramente illusoria. Perciò Soloviev dice: «L’uomo che non ha fede nel Cristo, annienta se stesso». Questa è una grande verità.

 

Il Cristo è il supremo realizzatore del Cosmo.

Egli trasforma in piena realtà

ciò che le Gerarchie pongono all’esistenza come immagini non sostanziali del loro proprio essere.

 

L’uomo del futuro è dunque destinato ad essere una entità reale;

reale come corpo e reale come essenza interiore di pensiero, sentimento e volontà.

Con ciò s’intende già che, in tal modo,

l’uomo verrà completamente sottratto alla sfera luciferica della decadenza spirituale.

Questo fatto è d’importanza non solo umana, ma cosmica.

 

Abbiamo visto oggi che il mondo spirituale è diviso dal contrasto tra la sfera della realtà e la sfera luciferica delle immagini mentali, e che questo contrasto determina il suo graduale declino. Orbene, nella sfera della Terra, verrà lentamente all’esistenza l’uomo reale anche nel contenuto della sua coscienza.

 

L’uomo irreale, cioè l’antico Adamo, è un prodotto di Lucifero.

L’uomo reale, cioè il nuovo Adamo, nasce dal Cristo.

 

Tutto il mondo spirituale guarderà al nuovo Adamo cristico come a un suo altissimo ideale.

E ciò perché questo nuovo Uomo completamente compenetrato dalla potenza del Cristo, avrà già redento in sé la sfera di Lucifero. Egli sarà con ciò la pietra d’angolo, sulla quale potrà venir costruito un nuovo mondo spirituale. Ecco perché nella Apocalisse di Giovanni vien detto che la nuova Gerusalemme celeste verrà costruita secondo la misura dell’uomo. L’uomo sarà il modello del nuovo mondo spirituale.

 

Alcune antiche correnti esoteriche raffigurano l’uomo con gli arnesi del costruttore, la squadra, la cazzuola, ecc., e lo chiamano l’Architetto del Mondo. Oggi possiamo comprendere il significato di tale fatto. Questa comprensione ci permette però di vedere come solo il Cristo sia il vero Architetto del Mondo.

 

Perché è il Cristo che costruisce il nuovo Adamo, cioè l’uomo reale,

si servirà di esso come d’una pietra d’angolo per costruire anche il nuovo Cielo, cioè il mondo spirituale reale.

 

Le Gerarchie spirituali procedono nel loro cammino evolutivo dal passato al futuro.

Tutto il passato viene assorbito dalla sfera luciferica

e ciò rende gran parte del mondo spirituale irreale e decadente.

Ma il Cristo cammina in senso inverso. Egli va dal futuro al passato.

Per lui l’inizio è ciò che per gli altri è il raggiungimento.

Egli ci viene sempre incontro e porta con sé l’avvenire.

 

Il passato appartiene al dominio di Lucifero che vi raccoglie le immagini imperfette di tutti gli Esseri

che anelano all’avvenire per arrivare alla meta della loro perfezione.

Il passato è dunque l’imperfetto da cui s’origina il perfetto del futuro.

Per il fatto che esiste anche il passato l’universo deve portare le forme perfette accanto alle forme imperfette.

Ciò costituisce in un certo senso la menomazione luciferica dell’universo.

Ma il Cristo entra nel passato e per ogni passo che avanza l’imperfetto si trasforma in perfetto,

l’immagine in realtà, l’idea in sostanza.

 

Da questo doppio moto delle Gerarchie e del Cristo, scaturisce l’eternità,

in cui il principio e la fine sono la stessa casa, in cui la forma iniziale è così perfetta come la forma ultima.

Si potrebbe dire che allora l’evoluzione non ha senso né scopo.

Appunto per questo ha senso e scopo, appunto perché l’inizio è così perfetto come il punto d’arrivo.

Con questa differenza però. Il fine raggiunto è perfetto per merito degli sforzi dell’essere che si è evoluto.

L’inizio è perfetto per grazia del Cristo che ha redento il passato e le sue imperfezioni.

 

Il Cristo entra nella sfera superna degli Dei di pensiero, cioè degli Dei luciferici irreali

e per tale fatto Lucifero vien redento. Che cosa significa che Lucifero viene redento per opera del Cristo?

Significa che Lucifero non è più una semplice Entità divina mentale, non è un Dio irreale.

Con ciò tutto l’universo diventa reale e il principio di contraddizione viene definitivamente superato.

 

Il Cristo è oggi in Terra, con gli uomini. Perciò l’umanità è già redenta.

Gli Dei luciferici, dalle altezze spirituali, guardano pieni di speranza al Cristo terrestre

e attendono che giunga l’ora anche della loro redenzione.

 

Trieste, 7 giugno 1947

 

 

By | 2020-01-13T19:08:07+01:00 Gennaio 8th, 2019|I|Commenti disabilitati su 05/b – IL PRINCIPIO DI CONTRADDIZIONE NELL’EVOLUZIONE COSMICA ED UMANA – II