05 – LA PREPARAZIONE

05 – La preparazione

O.O. 10 – L’Iniziazione – (I gradini dell’iniziazione)


 

La preparazione consiste in un’educazione ben determinata della vita del sentimento e del pensiero. Mediante tale educazione il corpo dell’anima e quello dello spirito vengono dotati di strumenti sensori superiori e di organi superiori di attività, come le forze della natura traggono dalla informe materia vivente gli organi di cui hanno provveduto il corpo fisico.

 

Occorre cominciare col dirigere l’attenzione dell’anima su determinati processi del mondo che ci circonda; da un canto sulla vita germogliante, crescente e fiorente, e dall’altro su tutti i fenomeni connessi cori l’appassire, lo sfiorire e il morire. Ovunque l’uomo volga lo sguardo, questi processi gli si palesano simultaneamente; e dappertutto destano in lui naturalmente dei sentimenti e dei pensieri. Ma nelle circostanze ordinarie l’uomo non si dedica abbastanza a questi sentimenti e pensieri; corre con troppa fretta da un’impressione all’altra. Occorre che con piena coscienza egli diriga intensamente la sua attenzione su quei fatti.

Quando l’uomo percepisce un determinato genere di crescita e di rigoglio, deve eliminare dall’anima tutto il resto, e abbandonarsi per breve tempo soltanto a quell’unica impressione. Allora constaterà che un sentimento, che prima in un caso simile si sarebbe appena affacciato alla sua anima, ora si fa grande e assume forma forte ed energica. Egli deve poi permettere che questa forma di sentimento risuoni tranquillamente in lui. Egli deve nel frattempo fare il completo silenzio nella sua interiorità. Deve astrarsi dal rimanente mondo esteriore, e seguire soltanto ciò che la sua anima gli dice in ordine al fatto della fioritura e della crescita.

 

Non bisogna però credere che si arrivi lontano attutendo i sensi nei riguardi del mondo. Bisogna anzi osservare prima le cose con la maggiore intensità ed esattezza possibili, e soltanto dopo abbandonarsi ai sentimenti che si destano nell’anima e ai pensieri che sorgono. Ciò che importa è di dirigere la propria attenzione sopra entrambi, con completo equilibrio interiore. Se si raggiunge la calma necessaria e ci si abbandona a ciò che sorge nell’anima, dopo un dato tempo si sperimenterà quanto segue: si vedranno sorgere nella propria interiorità nuovi generi di sentimenti e di pensieri, prima sconosciuti.

Quanto più spesso si dirigerà in tal modo la propria attenzione alternativamente sopra ciò che è in via di crescita, di fioritura, di prosperità, e poi su ciò che è in via di appassire, di morire, tanto più questi sentimenti diventeranno vivaci. E dai sentimenti e dai pensieri che nascono in tal modo, si vengono a costituire gli organi della chiaroveggenza, come gli occhi e le orecchie del corpo fisico vengono costruiti dalla sostanza vivente per opera delle forze della natura. Una forma ben determinata di sentimenti si connette col crescere e col divenire; un’altra parimenti determinata con l’appassire e il morire; ma soltanto quando tali sentimenti vengano coltivati nel modo descritto.

È possibile dare una descrizione approssimativamente giusta di questi sentimenti. A chiunque è dato procurarsene una rappresentazione completa, attraversando queste esperienze interiori. Chi abbia diretto spesso la sua attenzione sul processo del divenire, dello svilupparsi, del fiorire, sentirà qualcosa di lontanamente somigliante all’impressione che desta lo spuntare del sole; e il processo dell’appassire, del morire, desterà in lui un’esperienza che allo stesso modo si può paragonare al lento alzarsi della luna sull’orizzonte. Questi due sentimenti sono due forze che, se coltivate giustamente ed elaborate in modo sempre più vivo, possono condurre ai più importanti effetti spirituali.

Chi si abbandona reiteratamente in modo sistematico e deliberato a questi sentimenti, vede schiudersi un nuovo mondo. Il mondo delle anime, il cosiddetto piano astrale, comincia ad albeggiare dinanzi a lui. Il crescere e l’appassire non sono ormai più per lui dei fatti che gli producono le impressioni indeterminate di prima. Essi prendono forma piuttosto di linee e figure spirituali di cui prima egli non aveva sentore. Tali linee e figure hanno forme differenti, a seconda dei diversi fenomeni. Un fiore sbocciato evoca nella sua anima una linea ben determinata, così come un animale che sta crescendo, o un albero in via di morire. Il mondo delle anime (il piano astrale) gli si squaderna lentamente dinanzi. Nulla di arbitrario vi è in queste linee e in queste figure. Due discepoli dell’occultismo, che si trovino al medesimo grado di sviluppo, vedranno in un medesimo processo sempre le medesime linee e figure.

Come due uomini dotati di vista sana vedranno che una tavola rotonda è tonda, e non sembrerà a uno tonda e all’altro quadrata, così con uguale certezza la vista di un fiore sbocciato palesa a due anime la medesima figura spirituale. Come le forme delle piante e degli animali vengono descritte nei libri di storia naturale, così l’occultista descrive o disegna le forme spirituali dei processi del crescere e del morire, ripartendole per genere e specie.

 

Quando il discepolo è progredito al punto di poter vedere tali forme spirituali di fenomeni che si palesano al suo occhio esteriore anche fisicamente, egli non è più lontano dal gradino in cui potrà vedere cose che non hanno esistenza fisica, cose che perciò devono rimanere completamente nascoste (occulte) per chi non abbia ricevuto alcun insegnamento della dottrina occulta.

 

Va sottolineato che il discepolo non deve perdersi in riflessioni sul significato di questa o di quella cosa. Un tale lavoro intellettuale non può che allontanarlo dalla strada giusta. Egli deve osservare il mondo sensibile con perspicacia, con freschezza d’impressioni e con buon senso, e poi abbandonarsi ai suoi sentimenti. Non deve speculare con la sua mente per cercare di intendere ciò che le cose significano, ma se Io deve far dire dalle cose stesse.

 

Altro elemento importante è quello che la scienza occulta chiama l’orientamento nei mondi superiori. Lo si consegue se ci si compenetra interamente della coscienza che sentimenti e pensieri sono cose altrettanto reali, quanto le tavole e le sedie lo sono nel mondo fisico-sensibile. Nel mondo animico e in quello dei pensieri, sentimenti e pensieri agiscono reciprocamente gli uni sugli altri, come le cose sensibili in quello fisico.

Finché non si è vivamente permeati da questa coscienza, non si vorrà credere che un pensiero errato che si sia avuto possa esercitare un’azione altrettanto distruttiva sugli altri pensieri che riempiono lo spazio dei pensieri, quanto una palla da fucile sparata alla cieca sugli oggetti fisici che colpisce. Forse non ci si permetterebbe mai di compiere un’azione fisica visibile che si reputasse irragionevole; non ci si asterrà invece dall’albergare pensieri o sentimenti errati, perché questi sembrano innocui per il resto del mondo. Però nella scienza occulta non si può progredire, se non sorvegliando i propri sentimenti e pensieri con la medesima cura con cui si bada ai propri passi nel mondo fisico.

Se qualcuno vede una parete, non cerca di passarci attraverso; vi gira intorno. Si regola appunto secondo le leggi del mondo fisico. Ora, leggi simili esistono anche per i mondi del sentimento e del pensiero. Soltanto che in questi esse non possono imporsi all’uomo dal di fuori. Devono fluire in lui dalla vita stessa della sua anima. Vi si arriva se ci si proibisce sempre di albergare sentimenti e pensieri errati. In quei momenti ci si deve astenere da ogni vagare arbitrario del pensiero, da ogni incerto fantasticare, da ogni accidentale fluttuare di sentimenti. Non per questo si diventa affettivamente aridi. Ben presto ci si accorge anzi che ci si arricchisce di sentimenti e di vera fantasia creativa soltanto se si regola in tal modo la propria interiorità.

Al posto di meschini sentimentalismi e di superficiali associazioni di idee, sorgono sentimenti importanti e pensieri fecondi. Questi sentimenti e questi pensieri conducono l’uomo ad orientarsi nel mondo spirituale. Egli si mette in giusta relazione con le cose del mondo dello spirito. Ne risulta per lui un effetto ben determinato. Come egli, quale uomo fisico, trova la sua via fra le cose fisiche, così ora il suo sentiero lo conduce attraverso i fenomeni del crescere e del morire, che egli ha imparato a conoscere lungo la via indicata. Egli segue allora tutto ciò che cresce e si sviluppa, e dall’altra parte tutto ciò che appassisce e muore, nel modo più proficuo per sé e per il mondo.

 

Il discepolo dell’occultismo deve inoltre dedicare una speciale cura al mondo dei suoni. Occorre distinguere fra il suono prodotto dalle cose cosiddette inanimate (un oggetto che cade, una campana, o uno strumento musicale), e quello che proviene da un essere vivente (un animale o un uomo). Chi ode una campana, ne percepisce il suono e ricollega ad esso un sentimento gradevole; chi ode il grido di un animale, oltre a quel sentimento sentirà nel suono anche la manifestazione di un’esperienza interiore dell’animale, di piacere o di dolore. Di quest’ultimo genere di suoni deve occuparsi il discepolo. Egli deve concentrare tutta la sua attenzione affinché il suono gli comunichi qualcosa che, risiede al di fuori della sua propria anima. E deve immergersi in questo elemento estraneo. Deve collegare profondamente il proprio sentimento con il dolore o il piacere che gli vengono rivelati dal suono, non curandosi di ciò che il suono è per lui, se piacevole o spiacevole, gradito o sgradito; la sua anima deve riempirsi soltanto di ciò che si svolge nell’essere dal quale proviene il suono.

Chi esegue sistematicamente e deliberatamente tali esercizi acquisterà così la capacità di fondersi, per così dire, con l’essere dal quale proviene il suono. Un’educazione siffatta della propria vita affettiva riuscirà più facile a chi è dotato di senso musicale che ad altri. Non si deve però credere che il senso musicale sostituisca tale educazione. Al discepolo dell’occultismo occorre imparare a sentire in questo modo nei riguardi dell’intera natura. Si viene a sviluppare così una nuova facoltà nel mondo del sentimento e del pensiero. L’intera natura comincia con i suoi suoni a sussurrare dei segreti all’uomo. Ciò che fino allora era per la sua anima un frastuono incomprensibile, diventa a quel modo un linguaggio significativo della natura. E dove prima, al risuonare delle cosiddette cose inanimate, non udiva che suoni, ora egli si accorge di un nuovo linguaggio dell’anima. Se continua a progredire più oltre in tale educazione dei suoi sentimenti, si avvede ben presto che può udire ciò di cui prima non sospettava l’esistenza. Egli comincia a udire con l’anima.

 

A questo deve aggiungersi dell’altro per poter arrivare al sommo della vetta raggiungibile in questo campo. Di particolare importanza per l’educazione del discepolo è il modo in cui egli ascolta gli altri uomini quando parlano. Deve abituarsi, quando ascolta, a far tacere completamente la propria interiorità. Quando qualcuno esprime un’opinione, e un altro lo ascolta, nell’interiorità di quest’ultimo sorge in generale un sentimento di approvazione o di opposizione. Molti si sentiranno subito spinti a esternare il loro consenso e soprattutto la loro opinione contraria. Il discepolo deve mettere a tacere ogni simile approvazione ed opposizione. Non si tratta per lui di modificare a un tratto il suo modo di vivere, per cercare continuamente di conseguire tale completo silenzio interiore. Egli dovrà principiare con l’esercitarsi in alcuni casi da lui deliberatamente scelti. Lentamente e gradatamente, di per se stesso, questo nuovo modo di ascoltare si insinuerà nelle sue abitudini.

Nell’indagine spirituale questa disciplina viene praticata sistematicamente. I discepoli si sentono in dovere di esercitarsi, in determinati momenti, ad ascoltare i pensieri più contraddittori, astenendosi da qualsiasi approvazione e soprattutto da ogni giudizio sfavorevole. Si tratta di mettere a tacere non soltanto ogni giudizio razionale, ma anche ogni sentimento di dissenso, di negazione o anche di approvazione. Il discepolo deve specialmente sorvegliarsi con cura per osservare se tali sentimenti, pur non affiorando alla superficie, perdurino nondimeno nell’interiorità più profonda della sua anima. Egli deve per esempio ascoltare il parere di uomini che, per un aspetto qualsiasi, siano molto inferiori a lui, facendo tacere in sé ogni sentimento della propria superiore conoscenza o capacità. È utile per tutti ascoltare in tal modo i bambini. Anche l’uomo più saggio può imparare moltissimo da essi. L’uomo riesce in tal modo ad ascoltare le parole degli altri con perfetta imparzialità, facendo completa astrazione dalla propria persona, con le sue opinioni e col suo modo di sentire.

Se si esercita così ad ascoltare senza critica, anche quando viene esposta un’opinione completamente opposta alla sua, anche quando si svolgono dinanzi a lui le cose più sbagliate, egli impara a poco a poco a fondersi completamente con l’essere di altre persone, a penetrare completamente in esso. Ode allora attraverso le parole l’anima dell’altra persona. È soltanto con un esercizio prolungato di questo genere, che il suono diventa il mezzo giusto per percepire l’anima e lo spirito. Indubbiamente occorre per questo una severissima autodisciplina. Ma essa conduce a un’alta mèta. Se cioè questi esercizi vengono eseguiti unitamente agli altri già descritti che riguardano i suoni nella natura, si sviluppa nell’anima un nuovo udito. Essa diventa capace di percepire dal mondo spirituale comunicazioni che non trovano espressione nei suoni esteriori percepibili per l’orecchio fisico. Si desta la percezione della « parola interiore ». Delle verità sì rivelano gradatamente al discepolo dal mondo spirituale. Egli ode che gli si parla in modo spirituale.

 

Per mezzo di tale « comunicazione interiore » si conseguono tutte le verità superiori. Gli insegnamenti che potremo ricevere da ogni vero occultista sono stati da lui sperimentati a quel modo. Questo non significa che prima di essere noi stessi capaci di intendere a quel modo le « comunicazioni interiori » sia inutile occuparsi delle opere che trattano di scienza occulta. Al contrario, leggere tali scritti, e ascoltare gli insegnamenti degli occultisti, sono mezzi per arrivare noi stessi alla conoscenza diretta. Ogni frase della scienza occulta, che l’uomo ode, è diretta a volgere la sua mente verso ciò che egli deve raggiungere, se la sua anima deve sperimentare un vero progresso.

A tutto ciò che è stato detto converrà aggiungere lo studio intenso di quanto gli occultisti comunicano al mondo. In ogni educazione occulta occorre un siffatto studio preparatorio. Chi volesse adoperare ogni altro mezzo non arriverebbe mai allo scopo, se non accogliesse in sé gli insegnamenti degli occultisti. Tali insegnamenti, per il fatto di essere tratti dalla « parola interiore » vivente, dalla « comunicazione vivente », posseggono infatti essi stessi vita spirituale. Non sono semplici parole. Sono forze viventi. E mentre tu segui le parole di un occultista, mentre leggi un libro che deriva da una vera esperienza interiore, agiscono nella tua anima forze che ti rendono chiaroveggente, come le forze della natura hanno formato i tuoi occhi e le tue orecchie dalla sostanza vivente.

 

 

By | 2018-10-15T11:44:17+02:00 Ottobre 15th, 2018|(L') INIZIAZIONE|Commenti disabilitati su 05 – LA PREPARAZIONE