////05 – IL TEMPO D’AVVENTO E LE QUATTRO VIRTÙ DEI MISTERI ANTICHI

05 – IL TEMPO D’AVVENTO E LE QUATTRO VIRTÙ DEI MISTERI ANTICHI

Il tempo d’avvento e le quattro virtù dei misteri antichi

Il corso dell’anno come via di iniziazione – L’avvento e l’anima natanica.


 

Considerando la storia dell’umanità-io dall’antica epoca lemurica al mistero del Golgota, vediamo che in tale periodo essa venne salvaguardata da quattro gravi pericoli grazie agli interventi cosmico-terrestri dell’entità solare del Cristo nonché di quell’entità che noi designiamo come ‘natanica’ che con i suoi quattro atti sacrificali consentì al Cristo di salvare l’umanità.

 

Il 25 dicembre di ogni anno

noi ricordiamo la nascita sulla terra dell’anima natanica,

la purissima anima primordiale di Adamo, il «figlio dell’umanità».

 

Alla vigilia invece, il 24 dicembre,

festeggiamo il giorno di Adamo ed Èva,

collegando in tal modo l’inizio e la fine

della storia celeste-terrestre dell’anima natanica.

 

Come abbiamo già visto, quello che va dalla festa autunnale di Michele (29 settembre) fino al Natale è un periodo di prova interiore. È questa l’epoca dell’anno che corrisponde alla preistoria cosmica dell’umanità, durante la quale si verificarono i tre eventi preparatori al mistero del Golgota che abbiamo descritto. In questo periodo la chiara luce solare si affievolisce sempre più, mentre il crescere delle forze notturne ricorda lo stato in cui l’umanità venne progressivamente a trovarsi fino al tempo degli avvenimenti di Palestina.

Rudolf Steiner caratterizza questo tempo dell’anno come il periodo della «tentazione del male». In quest’epoca infatti le potenze avverse luciferico-arimaniche si avvicinano con particolare veemenza all’uomo, sebbene in modo diverso che in precedenti epoche dell’evoluzione, allorché vennero respinte dall’intervento del Cristo tramite l’anima natanica.

 

• Ciò che aveva carattere esteriore,

sia nell’azione tentatrice esterna sia in quella salvifica proveniente dalle vastità del cosmo,

dopo il mistero del Golgota e particolarmente dopo l’avvento dell’anima cosciente

è divenuto un processo puramente interiore.

 

Oggi le forze tentatrici scaturiscono dall’interiorità, dalle più segrete profondità dell’entità umana,

ed è solo in piena libertà, facendo leva sulle proprie forze individuali,

che l’uomo può compiere dentro di sé quello che l’anima natanica compì un tempo dal cosmo per l’intera umanità.

In questo periodo dell’anno, attraverso una fortificazione delle proprie forze spirituali-morali

l’anima umana deve ripetere interiormente gli atti celesti dell’anima natanica.

 

L’antico motto dei misteri: « Guardati dal male »38 invita appunto a prepararsi alle tentazioni imminenti dell’epoca autunnale micheliana. In esso possiamo percepire la stessa voce di Michele che, all’inizio di questo periodo dell’anno ci richiama ad essere desti e responsabili. Ma le forze necessarie per superare le imminenti prove possono derivarci solo dalla corretta esperienza della festa di Michele, la cui verace atmosfera è descritta da Rudolf Steiner con le seguenti parole:

▸ «Nella festa di Michele l’uomo deve sentire con tutta l’anima: se non voglio dormire come in un sonno profondo e, nel periodo fra morte e nuova nascita, ritrovarmi con la coscienza del mio sé ottenebrata, se voglio al contrario attraversare la soglia della morte in piena chiarezza devo ridestare la mia anima mediante forze interiori, prima della morte.

• Prima il risveglio dell’anima, poi la morte,

affinché nella morte si possa poi attraversare quella risurrezione che l’uomo stesso celebra nel proprio intimo».39

 

Se vivifichiamo in questo modo il pensiero di Michele nella nostra anima, allora egli ci può conferire quella forza interiore di risurrezione che ci permetterà, durante la stagione in cui la natura esteriore muore, di mantenere pienamente desta la nostra coscienza e, su questa base, di trovare in noi le forze per compiere in forma nuova, nella nostra interiorità, ciò che fu compiuto un tempo dall’anima natanica nel cosmo. Così è lo stesso Michele che, al tempo della sua festa autunnale, ci chiama ad imitare interiormente e attivamente l’anima natanica.

 

• Ciò che un tempo avvenne senza la partecipazione dell’uomo

e soltanto con l’aiuto dei mondi superiori, nel macrocosmo,

deve oggi essere realizzato dall’uomo stesso per mezzo della propria evoluzione morale interiore.

 

Il male può essere davvero vinto solo attraverso lo sviluppo morale dell’anima,

e di conseguenza in questo periodo abbiamo il compito di sviluppare determinate qualità.

E dato che il periodo in esame riflette in un certo senso l’evoluzione ‘precristiana’ dell’umanità,40

dobbiamo allora cercare queste qualità nelle sedi dei misteri antichi.

Si tratta delle qualità che in epoca più tarda erano ancora note come le quattro ‘virtù platoniche’:

giustizia, misura (avvedutezza), coraggio (presenza di spirito) e sapienza.(1)

 

Con l’aiuto di queste quattro qualità animiche e afferrando il vero significato della festa di Michele, l’uomo deve oggi forgiarsi un’arma interiore contro le forze tentatrici che egli incontra in quest’epoca nei propri involucri, dove esse penetrano muovendosi come dall’esterno verso l’interno. Così questo processo è allo stesso tempo un processo di autoconoscenza: si profila l’incontro cosciente con il piccolo guardiano della soglia.

 

• Nel periodo che va da Michele a Natale si presentano all’anima dell’uomo quattro specie di tentazioni, e la loro efficacia sull’uomo è particolarmente forte durante l’avvento, allorché nella natura giunge al suo culmine la preponderanza delle forze dell’oscurità su quelle della luce.

 

• Così nella Prima Settimana d’avvento

i tentatori Lucifero e Arimane si avvicinano soprattutto al corpo fisico dell’uomo.

 

Essi vogliono ingannare i suoi sensi esteriori e interiori con l’ausilio delle ‘incontestabili’ prove del trionfo della morte e del processo minerale nella natura, per distruggere in tal modo il corretto rapporto fra l’uomo e il mondo. Se l’uomo cede a questa tentazione, è minacciato dal pericolo di perdere il senso della propria interiore indipendenza, di essere privato della ‘stazione eretta’ animica. Questo lo getterebbe nell’abisso di una sconfinata disperazione, una vera morte dell’anima. Così, per opporsi a questa prima tentazione, l’anima umana deve sviluppare in alto grado la virtù della giustizia: quella sottile ricettività interiore per le rette forze cosmiche che regnano ovunque nella natura e nell’uomo e che hanno la loro sorgente nelle dodici sfere dello zodiaco, nel circolo dei dodici iniziati cosmici, i grandi protettori della giustizia omnipresente che si manifesta nel karma universale dell’uomo e del mondo.41

Questa percezione puramente spirituale della giustizia universale che agisce ovunque quale rivelazione del karma macrocosmico, e che trova il suo riflesso microcosmico nel karma di ogni singolo individuo, non è collegata per caso al processo interiore dell’assunzione della stazione eretta. Infatti nell’evoluzione dell’umanità il karma individuale apparve contemporaneamente all’assunzione della posizione eretta. «Solo ora comincia il karma», dice Rudolf Steiner.

▸ «Il karma in quanto singolo destino umano divenne possibile solo allorché gli uomini poterono servirsi delle mani per il proprio lavoro. Prima non vi era alcun karma. L’uomo compì un passo importantissimo nella sua evoluzione allorché, da creatura orizzontale, divenne un essere verticale e per ciò stesso ebbe le mani libere».42

 

• Durante la Seconda Settimana d’avvento

le potenze tentatrici si accostano principalmente al corpo eterico dell’uomo

per risvegliare in esso le tendenze che portano a un accrescimento smodato ed egoistico dei desideri,

a una proliferazione avida delle forze vitali.

 

Quello che all’inizio dell’epoca atlantica era attinente ai processi fisiologici del nostro corpo,

viene oggi sperimentato nell’animico-eterico.

• In questo periodo gli istinti interiori vogliono dominare l’uomo in modo del tutto particolare.

L’egoismo non ancora superato, l’amore di sé che si annida nelle profondità nascoste del nostro carattere, nelle unilateralità del nostro temperamento, tutto ciò si risveglia in noi come una massa di piante velenose che si espande impetuosamente.

Le forze avversarie si accostano ora in special modo alla nostra facoltà di parlare e tentano di farne la loro arma; esprimendoci in immagini possiamo dire: esse tentano di trasformare la nostra lingua non nell’affilata spada a due tagli della verità, ma in un pungiglione velenoso.

 

• A questa pressione delle forze avverse sul nostro corpo eterico possiamo opporci solo sviluppando coscientemente e con tutte le nostre forze le virtù della misura e dell’avvedutezza.

Queste nobili virtù interiori sono particolarmente adatte a mantenere in equilibrio il nostro organismo vitale, così come i sette pianeti del nostro sistema solare si sostengono in armonia e misura vicendevole attraverso la reciproca forza di attrazione. Per questo nelle antiche sedi dei misteri ‘precristiani’, e fino al momento in cui la sostanza cosmica dell’amore si unì alla Terra sul Golgota diventando accessibile all’io umano, le virtù della misura e della avvedutezza erano l’unico mezzo a disposizione dell’anima nella lotta contro l’egoismo, fonte inesauribile di desideri e brame che premono continuamente sull’uomo. Inoltre lo sviluppo di queste due virtù permetteva al discepolo dei misteri di penetrare i segreti connessi alla formazione del linguaggio nell’organismo umano. Questo processo, che è in relazione alla nascita del linguaggio, è descritto da Rudolf Steiner a proposito dei misteri di Efeso:

▸ «Al discepolo di Efeso veniva insegnato questo: quando tu parli scaturisce dalla tua bocca una corrente di onde: fuoco, acqua… fuoco, acqua… Si tratta dell’ascesa della parola verso il pensiero e del suo stillare sul sentimento. Così nel linguaggio si intrecciano pensiero e sentimento, mentre la vivente onda aerea del parlare, ora si assottiglia in calore ascendente, ora si condensa in acqua stillante, e così in continua alternanza».

 

Prima, nella stessa conferenza, Rudolf Steiner aveva detto che questo «elemento acqueo» del linguaggio, si riversa nell’organismo umano come una sorta di secrezione ghiandolare.43 Questa descrizione indica la necessità di vincere sia le forze luciferiche che si insinuano nella parola legata al pensare, sia le forze arimaniche presenti nell’elemento che scende verso il sentimento, affinché la parola umana che si diffonde attraverso l’elemento aereo sia liberata dall’egoismo e divenga l’autentico riflesso del Logos universale.

 

• Per purificare l’elemento ascendente della parola, il discepolo dei tempi antichi doveva sviluppare la virtù della avvedutezza, mentre la purificazione dell’elemento discendente richiedeva la virtù della misura. Infatti solo nel perfetto equilibrio fra avvedutezza e misura la parola umana può progressivamente avvicinarsi al suo grande archetipo universale.

 

Nella Terza Settimana d’avvento

le potenze luciferico-arimaniche si accostano alla terza parte costitutiva dell’entità umana: il corpo astrale.

 

Esse cercano di risvegliare in esso ogni sorta di passione, di paura e di angoscia. L’avvicinarsi della soglia del mondo spirituale e del guardiano che la sorveglia, nonché la possibilità di uno smembramento della propria entità in pensiero, sentimento e volontà, gettano l’uomo in un terrore paralizzante. Egli teme non solo di perdere il proprio equilibrio interiore, ma anche di perdere interamente sé stesso avvertendo la spinta delle tre forze animiche a trasformarsi in bestie selvagge pronte a gettarsi su di lui e dilaniarlo: l’aquila rapace, il leone ruggente e il toro furioso. Se l’uomo non trova la forza interiore di andare incontro coscientemente a questi tre mostri che lo insidiano, questa paura che tutto divora sparisce nelle profondità subcoscienti, e la coscienza si illude sul suo proprio essere.

 

E questo ha oggi come conseguenza una aumentata tendenza alla menzogna. Poiché in fondo ogni menzogna sorge da una paura inconscia, mentre l’affermazione della più piccola verità esige dall’uomo un grande coraggio. Allo stesso modo ogni intolleranza verso i pensieri e le opinioni altrui deriva da questa inconscia vigliaccheria. Allora, per far fronte a questa minaccia, bisogna sviluppare la virtù del coraggio, del valore, ovvero in senso lato, della presenza di spirito, vale a dire la capacità di non smarrirsi in nessuna situazione, cosa che da un punto di vista esoterico significa mantenere in reciproca armonia e perfetto equilibrio le tre forze animiche di base: pensare, sentire e volere.

 

Ma per il discepolo dello spirito vi è ancora dell’altro, poiché la virtù del coraggio gli è indispensabile non solo per sopportare la scissione del pensare, del sentire e del volere alla soglia del mondo spirituale, ma anche per potersi orientare in modo giusto una volta entrato in questo mondo. Per questo motivo è per lui di particolare importanza acquisire il retto pensare già nel mondo fisico-sensoriale. Infatti solo una rigorosa disciplina del pensare nel senso della Filosofia della libertà di Rudolf Steiner, può sviluppare la capacità di distinguere la verità dall’errore anche nel mondo spirituale.44

 

La moderna iniziazione,

come ci si presenta realizzata nel corso della vita di Rudolf Steiner,

nonché come è descritta nelle sue opere L’iniziazione e La scienza occulta

può essere oggi conseguita solo se la luce del «pensiero libero dai sensi» controlla e illumina

le esperienze spirituali fatte attraverso l’immersione cosciente nella sfera del sentimento e della volontà

(elementi questi che, nella loro nascosta essenza, vivono già nel puro mondo spirituale).

Ecco perché la conquista di questo pensiero libero dai sensi può aiutarci a progredire verso i mondi spirituali

e la sua conquista è invero uno dei capisaldi dell’iniziazione moderna.45

 

Ne La Scienza Occulta Rudolf Steiner dice:

▸ «Il gradino della conoscenza immaginativa è conseguito correttamente se le meditazioni che abbiamo descritte poggiano su quella che possiamo chiamare ‘abitudine a un pensare libero dai sensi’, (…) La via più vicina e sicura per conseguire un tale pensare libero dai sensi, è quella di rendere un proprio bagaglio di pensiero le comunicazioni della scienza dello spirito riguardo ai mondi superiori.»46

E più avanti: ▸ «La via che porta ad un pensare libero dai sensi attraverso le comunicazioni della scienza dello spirito è particolarmente sicura. Ma ne esiste un’altra, più sicura e soprattutto più precisa, ma per ciò stesso per molte persone più difficile. È quella descritta nei miei libri Linee fondamentali di una gnoseologia della concezione goethiana del mondo e Filosofia della libertà.

Questi scritti mostrano ciò che il pensiero può elaborare allorché non si abbandona alle impressioni del mondo esteriore fisico-sensoriale ma si fonda solo su sé stesso. Allora il pensiero puro lavora come un’entità che ha vita indipendente (…) questi scritti stanno a un grado conoscitivo intermedio importantissimo tra la conoscenza del mondo fenomenico e quella del mondo spirituale (…) Chi è in grado di lasciar agire su di sé un siffatto grado intermedio, cammina su una via limpida e sicura».47

 

Vediamo dunque che allo stato attuale dell’evoluzione

per la moderna iniziazione è indispensabile lo sviluppo del pensiero,

poiché è solo nel proprio pensiero che l’uomo

può oggi conquistarsi una autentica libertà sulla Terra.

 

E in tale libertà egli deve poi forgiarsi autonomamente la spada micheliana del ‘pensiero libero dai sensi’

per respingere le forze arimanico-luciferiche che sorgendo dalle profondità della sua stessa anima

aggrediscono i fondamenti spirituali del sentimento e della volontà.

Il coraggio del pensiero, il coraggio di realizzare a pieno la propria libertà,

questa è la virtù con la quale si può compiere nell’interiorità il terzo sacrificio dell’anima natanica,

il sacrificio collegato alla grande immaginazione dell’arcangelo Michele ovvero di San Giorgio che vince il drago.

 

Nella Quarta e Ultima Settimana d’avvento,

le forze tentatrici si avvicinano alla più elevata e più interiore parte costitutiva dell’uomo: il suo io.

 

Per ogni uomo questo periodo che precede immediatamente il Natale e in cui, contrariamente al periodo estivo, egli è abbandonato dalla direzione superiore del cosmo e lasciato a sé stesso, rappresenta un momento di passaggio in cui gli si aprono da un lato la possibilità di una maggiore autoconoscenza e dall’altro il pericolo di soccombere a tutte le possibili illusioni proprio in questa autoconoscenza.

 

Già anticamente il periodo dell’anno che precede immediatamente il solstizio d’inverno era considerato il più ‘misteriosofico’ dell’anno, nel quale l’uomo si avvicina interiormente alla soglia del mondo spirituale e, cosa non accessibile alla coscienza ordinaria, incontra il piccolo guardiano della soglia.

Le forze luciferico-arimaniche cercano di impedire in ogni modo che quest’incontro avvenga in maniera cosciente o, in altri termini, cercano di impedire che l’uomo giunga ad una verace autoconoscenza. Lucifero cerca di dissolvere l’autoconoscenza dell’uomo in un misticismo nebbioso, in sogni e fantasie, mentre Arimane la vuole incatenare in pensieri e rappresentazioni aridi e duri, del tutto inadeguati a penetrare l’interiorità dell’uomo.

 

Così le forze tentatrici aspirano a nascondere all’uomo le deviazioni che esse stesse hanno introdotto nello sviluppo del suo io nel corso dell’attuale e di tutte le precedenti incarnazioni, e che durante una corretta disciplina devono ora apparire all’uomo obiettivamente nell’immagine del piccolo guardiano della soglia.

Si può anche dire ché in questo tempo dell’anno in cui si apre per ogni uomo la possibilità di accedere ai mondi superiori, Arimane fa di tutto per nascondere questa possibilità, mentre Lucifero vorrebbe lasciare entrare l’uomo nel mondo spirituale ma senza incontrare il guardiano della soglia. Di questa eventualità Rudolf Steiner dice:

▸ «Se l’uomo entrasse nel mondo animico-spirituale senza incontrare il guardiano della soglia, potrebbe cadere vittima di illusioni su illusioni».48

 

• Questa duplice tentazione può anche manifestarsi come uno stato interiore del tutto particolare, simile a una perdita di memoria, dal momento che il guardiano della soglia vuole innanzi tutto manifestare all’anima umana le conseguenze delle sue azioni passate, i ricordi oggettivi ed essenziali del karma individuale legati al suo io.

Infatti così come la cronaca dell’akasha è portatrice della memoria universale dell’intero cosmo,

così il guardiano della soglia è portatore della memoria universale di ciascun singolo uomo.

 

A questa memoria universale dell’uomo si oppone nella vita ordinaria il ricordare abituale.

Questa memoria ‘inferiore’ che è il fondamento della vita dell’io inferiore,

nel corso dello sviluppo spirituale deve venire superata dallo schiudersi della memoria universale,

collegata all’io superiore e immortale.49

A questo proposito Rudolf Steiner parla

di un normale calo della memoria inferiore nel corso di un corretto discepolato spirituale.

 

In questo senso il karma passato dell’uomo costituisce una parte essenziale del suo io superiore,

simile a una memoria profonda che bisogna riconquistare se si vuole acquisire una vera autoconoscenza.

Ed è per questo che l’incontro cosciente con il piccolo guardiano della soglia

esige dal discepolo grande coraggio e valore che egli, peraltro, avrebbe già dovuto acquisire in precedenza,

superando la paura al momento dello smembramento della sua personalità.

 

L’apparizione del guardiano della soglia è di fatto una conferma che questo processo di smembramento è già avvenuto;

▸«Solo attraverso questo incontro il discepolo diviene consapevole che pensare, sentire e volere in lui si sono sciolti dai loro insiti legami.»50

 

Così la presenza di spirito conquistata al grado precedente è per sua natura un primo sentore della presenza invisibile dell’io superiore dell’uomo, che gli può consentire di riarmonizzare le facoltà animiche disperse basandosi sulle proprie forze. A questo punto sono richiesti il coraggio animico e la forza di ricordare oggettivamente non solo gli avvenimenti e le esperienze dell’anno passato, ma tutta la vita trascorsa.

 

Per far questo è necessaria la quarta delle virtù platoniche, vale a dire la saggezza.

 

Come abbiamo già visto, nei giorni immediatamente precedenti il Natale l’uomo è abbandonato in massimo grado dalla guida cosmica, che nella natura a lui circostante si esprime soprattutto nelle forze del sole, che in tale periodo raggiungono il loro minimo influsso sull’uomo. Come non mai siamo abbandonati a noi stessi.

 

Si può affermare che in tale periodo dell’anno, per un breve lasso di tempo

dobbiamo assumerci in prima persona il compito del nostro sviluppo interiore,

poiché la saggezza cosmica prende da noi le distanze.

Siamo soli e dobbiamo proseguire il cammino poggiando solo sulle forze interiori

che il nostro io si è già conquistato quali forze di saggezza,

e attraverso cui siamo riusciti ad elevarci dall’io inferiore all’io superiore, immortale.

 

Così questo periodo si dimostra essere un punto chiave nello sviluppo spirituale; infatti l’uomo

deve ora rispondere alla domanda: sono in grado di assumermi la piena responsabilità del mio sviluppo spirituale?

posso continuare da solo il cammino, senza contare su alcun appoggio né interiore né esteriore?

All’approssimarsi del Natale, avvolto nell’impenetrabile tenebra della fredda notte invernale,

il guardiano della soglia parla a ciascun uomo, ancorché questi non ne sia generalmente cosciente:

▸ «Non varcare la mia soglia prima di essere certo che potrai tu stesso, da solo, farti luce nelle tenebre che ti stanno dinanzi; non fare un solo passo in più se non hai raggiunto la certezza di avere sufficiente olio nella tua lampada.»51

 

Al discepolo dello spirito che sperimenta l’incontro coscientemente il guardiano della soglia parla invece così:

▸ «Sono io l’entità che si è formata un corpo con le tue azioni, nobili e malvagie. La mia figura spettrale è tratta dal libro dei conti della tua vita. Mi hai portato invisibile in te fino ad ora. E questo è stato un bene per te, poiché la saggezza del tuo destino nascosto ha potuto per questo lavorare in te all’estinzione delle macchie brutte della mia figura. Ora che sono uscito da te, anche questa saggezza nascosta ti ha abbandonato. D’ora innanzi essa non si occuperà più di te. Affiderà il lavoro solo alle tue mani.

Io devo diventare una entità perfetta e splendida se mi voglio salvare dalla distruzione. Se quest’ultima avvenisse, trascinerei meco anche te, in un mondo oscuro e corrotto. Per scongiurare quest’evenienza, occorre che la tua personale saggezza diventi ora tanto grande da potersi sostituire alla saggezza che viveva in te nascosta e che ora ti ha abbandonato».52

 

Da queste parole risulta chiaro perché il rafforzamento della ‘saggezza personale’, quale massima virtù interiore, sia in relazione a questo periodo dell’anno. Infatti nell’essere umano il portatore della saggezza è il sé superiore. Tocca ora al discepolo, contando solo sulle proprie forze, affrontare il lavoro della purificazione del proprio karma negativo quale gli si è presentato obbiettivamente nell’immagine del piccolo guardiano della soglia.

 

▸ Questa entità «conferisce al discepolo un compito speciale, quello cioè di guidare e dirigere per mezzo del nuovo sé, il sé ordinario che gli appare in immagine (…) egli deve esaminare l’entità che gli si presenta come suo ‘doppio’, come ‘guardiano della soglia’, e confrontarlo col proprio sé superiore per constatare la differenza fra ciò che egli è e ciò che deve diventare. Ma durante questo esame il guardiano della soglia comincia ad assumere un aspetto del tutto diverso. Esso si presenta come immagine di tutti gli ostacoli che si oppongono all’evoluzione del sé superiore. Ci rendiamo allora conto di quale peso trasciniamo nel nostro sé abituale.»53

E questi ostacoli, questo ‘peso’ che ci trasciniamo dietro sulla via verso il sé superiore, sono il risultato della reale presenza in noi delle forze luciferiche e arimaniche che a questo punto si rivelano al discepolo.

 

Solo attraverso l’incontro con il guardiano della soglia

il discepolo può trovarsi faccia a faccia con le potenze avversarie.

Egli le contempla ora non già come forze tentatrici indeterminate, che sorgono dalle profondità dell’anima,

bensì come entità reali del mondo spirituale dotate di volontà e coscienza.

 

Rudolf Steiner descrive questo fatto nel quinto capitolo della Scienza occulta:

▸ «In questo ‘doppio’ si potevano percepire tutte le caratteristiche che il sé abituale dell’uomo possiede in seguito dell’influsso di Lucifero. Ma ora Lucifero ha introdotto un’altra forza nell’evoluzione dell’anima umana. È la forza di Arimane (…) Quello che l’anima dell’uomo è divenuta sotto l’influenza di tale forza si manifesta nell’immagine che si presenta al discepolo durante l’esperienza descritta, cioè quando il guardiano della soglia comincia ad assumere un aspetto del tutto diverso».54

 

Così a questo punto il guardiano della soglia rivela allo sguardo spirituale del discepolo il vero aspetto di Lucifero e Arimane, svelandogli il carattere del loro influsso sull’io dell’uomo e indicando le vie per cui essi aspirano a sedurre la quarta e più intima parte costitutiva dell’entità umana.

• Ma a questo punto del cammino spirituale non si conosce solo l’azione delle forze dell’ostacolo sugli involucri umani. Nessun uomo potrebbe superare correttamente questa difficile prova se da un altro lato non gli si venisse incontro qualcos’altro. Questo qualcos’altro è una sensazione del tutto nuova ed è in relazione con il primo apparire del sé superiore.

 

▸ «Il suo [del discepolo] sé inferiore gli è ora di fronte come in un quadro riflesso;

ma al centro di questo quadro appare la realtà del sé superiore.

Dall’immagine della personalità inferiore, diventa visibile la figura dell’io spirituale.»55

 

Si capisce pertanto perché è necessario essersi conquistati un corretto pensiero al grado precedente; infatti

▸ «a questo punto dell’evoluzione si mostra in modo affatto speciale ciò che è «sana facoltà di giudizio», disciplina chiara e logica (…) Nessuno può ‘partorire’ un sé superiore sano se nel mondo fisico non sa vivere e pensare in modo sano. Una vita naturale e ragionevole è la base di una autentica evoluzione spirituale (…) Sì, così dev’essere se vogliamo che [il sé superiore] venga al mondo ben formato.»56

 

E ancora, ne La Scienza Occulta:

▸ «È della massima importanza

che il discepolo abbia già raggiunto una determinata condizione animica

quando in lui sorge la coscienza di un io nato a nuovo.

Infatti l’uomo con il suo io guida le proprie sensazioni, sentimenti, rappresentazioni, impulsi, brame, passioni. Percezioni e rappresentazioni non possono essere lasciate a sé stesse nell’anima. Esse devono essere guidate dall’avvedutezza del pensiero. Ed è l’io che applica le leggi del pensiero e che per loro mezzo porta ordine nella vita di rappresentazione e di pensiero. Lo stesso avviene per brame, istinti, tendenze, passioni. I principi etici basilari diventano le guide di queste forze dell’anima».57

 

Queste parole mostrano quanto sia importante avere acquisito queste virtù interiori

prima della comparsa del sé superiore:

giustizia, misura, avvedutezza, coraggio del pensiero libero dai sensi, presenza di spirito e saggezza.

 

Queste virtùintroducono di fatto il discepolo già nel mondo soprasensibile.

È impossibile conseguire una corretta nascita del sé superiore nell’anima senza queste qualità.

 

 

 

 

 


 

Note tra parentesi:

(1) – Cf. Platone, La Repubblica, libro IV: sapienza, fortezza, temperanza, giustizia (NdT).

 

Note:

38 – O.O. 223, 8.4.1923

39 – O.O. 223, 1.10.1923

40 – Sulla corrispondenza fra il periodo che va dall’apice dell’estate al Natale con l’evoluzione dell’umanità precristiana, vedi per esempio la conferenza del 21.12.1913, O.O. 150.

41 O.O. 137, 12.6.1912

42 – O.O. 93a, 11.10.1905

43 – O.O. 232, 2.10.1923

44 – Sul significato della formazione del pensiero nell’apprendistato spirituale vedi anche O.O. 17, capitolo ‘Il guardiano della soglia e altre particolarità della coscienza soprasensibile’.

45 – L’importanza del pensiero per la moderna iniziazione deriva anche dal fatto che Rudolf Steiner, a differenza della via spirituale tradizionale che porta solo fino alla sfera della Luna, potè penetrare nelle sfere del Sole e di Saturno. Il 20.8.1924 (O.O. 243) egli dice che questo gli fu possibile perché poteva portare nel regno soprasensibile la facoltà di pensiero acquisita con l’esercizio del pensiero scientifico.

46 – O.O. 13

47 – Ibidem. Il termine «limpido» si trova nella sesta edizione, ma nella ventesima è stato cancellato da Rudolf Steiner.

48 – Ibidem

49 – Vedi per esempio O.O. 215, 13.9.1922

50 – O.O. 10

51 – Ibidem

52 – Ibidem

53 – O.O. 13

54 – Ibidem

55 – O.O. 10

56 – Ibidem

57 – O.O. 13

 

 

By | 2018-12-01T18:21:57+01:00 Dicembre 1st, 2018|L'AVVENTO E L'ANIMA NATANICA|Commenti disabilitati su 05 – IL TEMPO D’AVVENTO E LE QUATTRO VIRTÙ DEI MISTERI ANTICHI