05 – LA QUARTA PARTE DELLA MEDITAZIONE

La quarta parte della meditazione

Possano udirlo gli uomini


 

La quarta parte della meditazione

è suddivisa in TRE SEZIONI che si riferiscono una dopo l’altra

all’azione dell’impulso del Cristo nel passato, nel presente e nel futuro dell’umanità.

 

Nella PRIMA SEZIONE si tratta della preparazione all’apparizione del Cristo alla svolta dei tempi.

Qui Rudolf Steiner usa quattro volte la parola «luce»:

• «La luce dello spirito universale»

• «La chiara luce del giorno»

• «Luce, che riscalda i poveri cuori dei pastori»

• «Luce, che illumina i capi sapienti dei re».

 

Secondo F.W. Zeylmans van Emmichoven40 queste quattro parole «luce» indicano l’azione dei due esseri cosmici e dei due esseri terreni che parteciparono direttamente alla preparazione degli eventi in Palestina: Sofia e Michele e il Gautama Budda e Zarathustra. Quest’ultimi, quali grandi iniziati, appartenevano ai due misteri precristiani più importanti,41 custoditi un tempo per millenni entro le correnti di migrazione del sud e del nord provenienti dall’antica Atlantide. Alla svolta dei tempi entrambi gli iniziati parteciparono direttamente alla preparazione dell’apparizione del Cristo, il Gautama Budda agì dal mondo spirituale attraverso la corrente dei pastori (l’impulso del calore del cuore) e Zarathustra attraverso la corrente dei re (l’impulso della luce della saggezza o del capo). Dopodiché entrambi gli impulsi si unirono nel globale mistero del Cristo, del Logos solare, che si incorporò sulla terra. Da allora l’immagine primordiale dell’unione delle due correnti dei misteri apparsa alla svolta dei tempi vuole essere realizzata come libero atto interiore da parte di ogni anima umana per accogliere così in sé il Cristo-Sole.

 

Nel ciclo di Natale del 192042 Rudolf Steiner descrive questo processo in modo approfondito. Qui, egli illustra come l’uomo, seguendo l’immagine primordiale donata dal Cristo, può unire gradualmente nella sua anima l’impulso dei pastori con l’impulso dei re. E questo significa percorrere coscientemente il cammino dell’evoluzione interiore, nel quale i re devono diventare pastori e i pastori devono diventare re.

 

In questo lavoro Sofia e Michele sono aiutanti cosmici e ispiratori dell’uomo.

Sofia partecipa a questo processo perché in origine essa era la guida di entrambe le correnti nei mondi superiori:

• «Attraverso la manifestazione ai poveri pastori sul campo, attraverso la manifestazione

ai magi provenienti dall’oriente agiva la divina Sofia, la celeste saggezza»   (O.O. 202, 24.12.1920).

 

E Michele si collega ora con questo lavoro come spirito del tempo, affinché a partire dalla sua attuale epoca di reggenza l’agire della Sofia possa essere percepito dagli uomini con maggiore coscienza. Grazie alla discesa dell’intelligenza cosmica dalla sua sfera sulla terra e alla successiva spiritualizzazione di essa, oggi è possibile una tale cooperazione di Michele come «spirito diurno» (O.O. 194, 22.11.1919) a cui si riferisce la meditazione della Pietra di Fondazione con le parole:

La chiara luce del giorno

Irraggiò nelle anime umane.

Michele e Sofia aiutano quindi l’uomo da due lati.

• Il primo è collegato maggiormente con la luce del capo umano e la seconda con il calore del cuore umano.

Di conseguenza Michele stimola prevalentemente il processo di trasformazione dei pastori in magi

e Sofia quello dei magi in pastori,

affinché entrambe le correnti possano alla fin fine unirsi in armonia nell’unico mistero solare del Cristo.

 

La SECONDA SEZIONE della quarta parte della meditazione

indica questo grande compito del presente nella forma di una preghiera al Cristo-Sole,

la preghiera di illuminare il capo dell’uomo e di colmare di calore il suo cuore

per conseguire l’unione delle due correnti.

 

• Soltanto nella loro armonica unione nell’umanità

può essere posto il fondamento per l’attività spirituale della «volontà del Cristo»

di cui parla la seconda parte della meditazione:

Poiché la volontà del Cristo domina all’intorno

Nei ritmi universali dispensatrice di grazia alle anime.

 

Accanto a questo significato generalmente umano dell’unione delle due correnti, esiste inoltre un rapporto del tutto particolare con il Movimento antroposofico, il cui compito è mostrare all’umanità l’esempio odierno di una tale unione sulla base di conoscenza delle leggi del Karma e della reincarnazione. Ciò deve avvenire come risultato del comune lavoro delle due correnti karmiche principali delle quali Rudolf Steiner parlò in modo approfondito nelle conferenze sul Karma nell’anno 1924, e grazie all’unione dei platonici con gli aristotelici, in futuro il loro collegamento spirituale deve servire per il risplendere del Cristo-Sole che unisce tutte le contrarietà nell’evoluzione della terra.

Il fondamento tuttavia per raggiungere questa meta è rappresentato dalla Pietra di Fondazione della quale sin dall’inizio sono propri sia il calore del cuore dei pastori, sia la luce di saggezza dei magi. Possono colmare ogni anima che vuole posare la Pietra di Fondazione nel proprio cuore. E il risultato di tale unione delle due correnti nell’uomo viene illustrato da Rudolf Steiner nell’ULTIMA SEZIONE della quarta parte della meditazione, dove egli parla della nascita del vero bene nel mondo dalle azioni degli uomini («Affinché diventi buono, ciò a cui noi…») i cui cuori e capi sono colmati dalla luce e dal calore del Cristo-Sole che agisce mediante loro.

 

Qui tocchiamo di certo il mistero più profondo collegato all’essere della Pietra di Fondazione.

Poiché nell’istante in cui l’uomo ha assolto la condizione principale per la sua radicazione nel cuore

e inizia a sperimentare non solo la luce derivante da essa, bensì anche il calore,

il quale ora compenetra tutta la sua anima,

la Pietra di Fondazione può divenire per egli la porta all’esperienza del Cristo eterico.

 

In una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Natale del 1914, egli rilevò che in futuro la scienza dello spirito da lui fondata deve diventare portatrice di un involucro soprasensibile del Cristo eterico.

• «E creiamo nelle nostre anime la fiducia nell’adempimento di questa promessa: la fiducia affinché ciò che oggi noi percepiamo come bambino che vogliamo adorare – questo bambino è la nuova comprensione del Cristo43 – cresca, viva e in un tempo non troppo lontano la crescita sia tale da potersi incorporare in esso il Cristo eterico, così come il Cristo potè incorporarsi nel corpo di carne nel periodo del Mistero del Golgota» (156, 26.12.1914).

E immediatamente dopo il suo riferimento alla prossima incorporazione eterica del Cristo, Rudolf Steiner rilevò la necessità che gli antroposofi colmino le loro anime con la luce e con il calore come condizione basilare, affinché possa avverarsi tale evento:

• «Compenetriamoci con la luce, che attraverso la fiducia in questa promessa può illuminarci fino nella più profonda interiorità dell’anima, compenetriamoci con il calore, che può pervadere di pulsazioni il nostro cuore!»

Questa luce e questo calore nell’uomo che ha posto la Pietra di Fondazione nel proprio cuore, sono in esso uniti in modo inseparabile con il suo stesso essere. Per un tale uomo, la Pietra di Fondazione, nella misura in cui egli continua a lavorare con essa, diventa a poco a poco il portatore delle forze del Cristo eterico, la nuova dimora nella sua anima, in cui l’incontro con Esso diviene veramente possibile. E così per l’evento, del quale Rudolf Steiner nell’anno 1914 parlò ancora come di un evento che possa avverarsi «in un tempo non troppo lontano», all’incirca dieci anni dopo venne creato il fondamento nel Convegno di Natale.

 

Ciò chiarisce anche il perché Rudolf Steiner creò la Pietra di Fondazione

come Pietra di Fondazione doppia, una microcosmica e una macrocosmica.

• La motivazione sta nel fatto, che dal cuore di ogni uomo

non fluisce soltanto la corrente microcosmica del suo sangue eterico,

bensì anche la corrente macrocosmica del sangue eterizzato del Cristo,

che mediante il Mistero del Golgota è penetrato nel cuore umano.

• Queste due correnti fluiscono parallele in una direzione – dal cuore alla testa.

E solo la cosciente unione di esse può condurre l’uomo nel nostro tempo

alla percezione del Cristo eterico (vedi 0.0. 130, 1.10.1911).

 

La doppia forma della Pietra di Fondazione, immersa nel cuore eterico dell’uomo,

vuole servire in esso come ponte tra queste due correnti

e costituire con ciò una via reale all’esperienza del Cristo eterico.44

• Per questo motivo nella quarta parte della meditazione della Pietra di Fondazione

viene ricordata per tre volte la direzione dal cuore al capo,

vale a dire la direzione delle due correnti eteriche.

 

Così, la Pietra di Fondazione creata da Rudolf Steiner quale quintessenza della scienza dello spirito

(ciò che si può vedere con particolare chiarezza

nella meditazione della Pietra di Fondazione, che è veramente la sua quintessenza),

è chiamata a diventare nell’uomo un involucro del Cristo eterico, la sua nuova dimora nel nostro cuore.

• E in questo può aiutarci il nostro cosciente collegamento con Sofia e Michele,

i rappresentanti cosmici del calore del Cristo e della luce del Cristo.

 

Che il raggiungimento dell’unione con il Cristo eterico, quale sole spirituale del mondo,

si trovasse sin dall’inizio al centro del contenuto esoterico del Convegno di Natale

è testimoniato dal fatto che Rudolf Steiner lo concluse

con le parole della seconda sezione della quarta parte della meditazione, le parole che si riferiscono al presente,

vale a dire all’attuale epoca dell’apparizione del Cristo nel corpo eterico.

*

Rudolf Steiner parlò di questo processo dell’evoluzione spirituale anche in una delle sue prime lezioni esoteriche, da egli tenute quasi due anni prima dell’annuncio del Cristo eterico:

• «Nell’uomo prima agisce la saggezza come luce di conoscenza, noi ci troviamo ancora immersi in questo lavoro. Quando l’uomo sarà del tutto compenetrato dalla luce della saggezza, essa lo guiderà a compenetrarsi di calore con la forza dell’amore. La saggezza infiammata dall’amore sarà la vera conoscenza del Cristo nel futuro. E questa, anche nella vita sociale comune, condurrà l’uomo a compiere azioni che costruiranno il futuro» (0.0. 266/1,14.3.1908).

Ma ciò che nell’anno 1908 era soltanto una meta lontana, nell’atto cultico di Posa della Pietra di Fondazione divenne un reale conseguimento e troviamo quattro gradi dell’unico processo spirituale contenuti nelle parole citate anche in esso:

 

In un primo momento l’uomo raggiunge la «luce del pensiero» o «luce della saggezza» della Pietra di Fondazione,

• poi – nel secondo grado – il calore della Pietra di Fondazione, che fluisce dalla «volontà compenetrata d’amore,

volontà di portare insieme il volere antroposofico attraverso mondo» (0.0. 260),

• dopodiché nel terzo grado avviene la culminazione: la «saggezza infiammata dall’amore» o detto altrimenti,

la luce compenetrata di calore conduce l’uomo alla vera conoscenza del Cristo e del Mistero de Golgota.

 

Nell’atto cultico di Posa della Pietra di Fondazione

a questo grado corrisponde la «consacrazione» della Pietra di Fondazione

che si compie nella congiunzione di essa con gli eventi alla svolta dei tempi.

 

Nelle parole conclusive sopra citate della lezione esoterica udiamo infine come una «vera conoscenza del Cristo» porterà frutti reali nella vita sociale dell’umanità; infatti essa è vera conoscenza soltanto in questo caso.

 

E nell’atto di Posa della Pietra di Fondazione

• questo quarto grado corrisponde alla fondazione della Società Antroposofica

quale «vera unione di uomini per Antroposofia» (O.O. 260).

 

Anche oggi in questo grado conclusivo, del quale parleremo più avanti, abbiamo ancora la possibilità di iniziare con la realizzazione di uno dei più importanti ideali del futuro:

Creare un involucro sociale per esseri soprasensibili in modo cosciente e libero mediante la comune azione.

*

Mentre egli consegnò agli antroposofi riuniti nel Convegno di Natale le parole mantriche della quarta parte della meditazione, collegando con ciò il processo della Posa di Fondazione con le forze della primigenia Notte Santa, Rudolf Steiner consacrò la Pietra di Fondazione da lui creata direttamente dalla sorgente del Cristo-Sole. Con ciò il calore microcosmico e la luce microcosmica della Pietra di Fondazione vennero colmati e rafforzati dal calore macrocosmico e dalla luce macrocosmica del Cristo. Nel testo della Posa della Pietra di Fondazione queste due qualità della Pietra di Fondazione vengono nominate «calore dell’anima» e «luce dell’anima». Queste vengono ora colmate dal calore spirituale e dalla luce spirituale derivanti dal Mistero del Golgota. Così il calore e la luce della Pietra di Fondazione nella loro nuova qualità spirituale raggiunsero la possibilità non solo di agire nelle anime degli uomini che la hanno posta nel proprio cuore, bensì di agire anche «nelle tenebre» del mondo esteriore, vale a dire entro la civiltà odierna.

 

«E la luce splende nelle tenebre…» (Gv 1,5).

D’ora in poi la Pietra di Fondazione consacrata dal Cristo-Sole

è il fondamento dei Nuovi Misteri cristiani.

• Il motivo centrale della luce nella quarta parte della meditazione,

collegato direttamente con l’azione del Cristo-Sole nell’intera evoluzione della terra,

raggiunge la sua massima intensificazione nella seconda sezione.

• Perciò qui dobbiamo occuparci in modo più profondo con il suo contenuto.

Zeylmans van Emmichoven collega la prima riga «Luce divina»

con l’azione dell’anima natanica nel cosmo e sulla terra,

l’anima sorella di Adamo rimasta nello stato originario paradisiaco.

Secondo l’indagine scientifico-spirituale di Rudolf Steiner

quest’anima non attraversò il peccato originale e conseguenti incarnazioni fisiche,

ma venne custodita dalle gerarchie nei mondi spirituali

fino alla sua unica apparizione sulla terra nella figura del Gesù di Nazareth,

il quale poi, nel battesimo al Giordano, accolse in sé il Cristo.

• L’unione dell’entità del Cristo cosmico con gli involucri terreni del Gesù natanico

raggiunse la sua culminazione nel Mistero del Golgota.

 

Questo evento centrale tuttavia,

fu preceduto da una lunga preparazione nei mondi soprasensibili,

durante la quale l’anima natanica, per la salvezza dell’umanità terrena,

nei cosiddetti gradi preparatori al Mistero del Golgota,

venne compenetrata dal Cristo-Sole per tre volte (vedi O.O. 152, 149 e 148).

 

In diverse conferenze, là dove Rudolf Steiner illustra questi tre eventi cosmici, egli caratterizza l’anima natanica come entità sovrumana definendola di continuo simile ad un Angelo o persino ad un Arcangelo e ciò significa che in un certo senso essa si trovava già in un grado evolutivo divino (gerarchico). Così, per esempio in una conferenza del 5 marzo 1914 egli disse:

• «Questa parte del divino Essere umano che si trattiene nei mondi spirituali, questo Essere spirituale è disceso per la prima volta in un corpo fisico come Bambino Gesù natanico» (0.0. 152).

 

Questa caratterizzazione dell’anima natanica corrisponde esattamente alle parole sulla svolta dei tempi nella Posa della Pietra di Fondazione, «in cui dall’oscurità della notte e dall’oscurità del sentire morale dell’umanità, irrompendo come luce del cielo, è nato l’Essere divino divenuto Cristo, l’Essere spirituale entrato nell’umanità”.

Questo «Essere spirituale» che è «divenuto Cristo», vale a dire che ha accolto in sé il Cristo, è l’anima natanica simile ad un Angelo, la quale come «Essere spirituale» fu custode della originaria figura dell’uomo nei mondi superiori.45

 

La ragione per cui Rudolf Steiner con l’entità del Cristo qui nomina anche il suo portatore terreno e nel passato anche cosmico, è da vedere nel fatto, che all’«intensificazione» citata del calore e della luce della Pietra di Fondazione da parte del calore e della luce del Cristo-Sole partecipa anche l’anima natanica, la quale dal Mistero del Golgota avvolge l’entità divina del Cristo con la sua aura luminosa, colmata dalla divina luce di resurrezione:

Luce divina,

Cristo-Sole,

Riscalda I nostri cuori,

Illumina I nostri capi.

 

Come essere divino-spirituale, sebbene microcosmico (vale a dire simile all’uomo)

anche dopo il Mistero del Golgota l’anima natanica rimane unita al Cristo,

il quale, secondo la testimonianza di Rudolf Steiner, dopo la sua resurrezione dai morti

ha preso l’anima natanica «come proprio involucro animico [astrale],

attraverso cui egli poi continua ad agire» (0.0. 142, 1.1.1913).

 

Poiché tuttavia le parole della meditazione della Pietra di Fondazione si riferiscono all’azione del Cristo-Sole nel presente, esse nel contempo significano che l’anima natanica accompagna il Cristo come aura luminosa anche nella sua attuale apparizione eterica,46 Così essa partecipa anche con il Cristo eterico alla consacrazione della Pietra di Fondazione del Convegno di Natale.

È possibile osservare la presenza spirituale dell’anima natanica nel Convegno di Natale ovunque laddove si parla dell’armonizzazione dei diversi processi e delle diverse forze animiche. Già le tre azioni cosmiche del Cristo mediante l’anima natanica sopra indicate avevano lo scopo di armonizzare in primo luogo i dodici organi sensoriali del corpo fisico dell’uomo, poi i sette processi vitali del suo corpo eterico e infine le tre forze fondamentali del suo corpo astrale (pensare, sentire e volere). Dopodiché, nel Mistero del Golgota, mediante l’azione del Cristo negli involucri terreni dell’anima natanica (del Gesù di Nazareth) non avvenne soltanto l’armonizzazione, bensì la salvezza dell’io umano.

 

• Nell’apparizione eterica del Cristo nel presente, quale quinto grado dell’illustrata metamorfosi dell’impulso del Cristo47, dopo aver passato questo impulso attraverso il Mistero del Golgota un completo rinnovamento, prosegue la ripetizione del terzo grado di metamorfosi, con la differenza fondamentale, che d’ora in poi l’io umano deve essere partecipe coscientemente al processo.

 

Se nel terzo grado di metamorfosi l’armonizzazione del pensare, sentire e volere degli uomini della terra

avvenne dall’esterno, grazie all’Io cosmico del Cristo che agì attraverso l’anima natanica,

oggi, grazie al suo collegamento con le forze che fluiscono nell’evoluzione della terra dal Mistero del Golgota,

l’uomo deve creare esso stesso quest’armonizzazione delle diverse forze nel suo corpo astrale.48

 

E questo può avvenire soltanto se l’io individuale rafforzato dall’impulso del Cristo

porta l’intero essere umano tripartito ad un’unità armonica sulla base della vera conoscenza di esso.

• Un archetipo di questo processo è dato nella meditazione della Pietra di Fondazione,

in cui le prime tre parti che riproducono la costituzione tripartita dell’uomo e del cosmo,

nella quarta parte si trasformano in una superiore unità armonica (in un insieme unitario).

 

Solo tenendo presente questo, possiamo comprendere le parole espresse da Rudolf Steiner, subito dopo aver letto la quarta parte della meditazione:

• «Questo rivivere col sentimento la primigenia Notte Santa ci può dare la forza per riscaldare il nostro cuore, per illuminare il nostro capo, di cui abbiamo bisogno per praticare in giusta maniera, operando antroposoficamente, quanto può scaturire dalla conoscenza tripartita dell’uomo, armonicamente ricomponentesi a unità».

 

La forza menzionata in queste parole,

l’unica in grado di unire in base alla vera conoscenza dell’uomo su tutti i piani

la triade in una superiore unità, è la forza dell’io individuale dell’uomo,

salvato dal Cristo nel Mistero del Golgota per l’intera evoluzione futura.

 

La quarta parte della meditazione della Pietra di Fondazione parla di questa salvezza,

ma quale risultato abbiamo dinanzi a noi l’intera meditazione

come un organismo composto di quattro parti costitutive,

il quale nella sua costituzione rappresenta l’archetipo dell’uomo terreno nelle sue quattro parti costitutive:

Prima parte – sistema delle membra – corpo fisico (volere o vivere)

Seconda parte – sistema del cuore e del polmone – corpo eterico (sentire)

Terza parte – sistema nervoso, del capo – corpo astrale (pensare)

Quarta parte – io. 49

 

Se lavoriamo con la meditazione della Pietra di Fondazione, partendo dall’io possiamo perciò armonizzare

• tutti i tre sistemi dell’organismo fisico da questa parte della soglia

• e dall’altra parte di essa le forze del pensare, sentire, volere

stabilendo così una giusta cooperazione di tutti e tre gli involucri,

quale necessaria condizione per entrare coscientemente nel mondo spirituale.

Le parole citate di Rudolf Steiner sulla tripartizione che deve essere condotta ad una unità armonica, rendono più comprensibili i motivi esoterici della sua esposizione in merito alla necessità di un carattere «unitario» nella costituzione della Società Antroposofica Universale fondata durante il Convegno di Natale (vedi cap. 1).

 

Essa infatti deve avere il suo fondamento nell’unione armonica:

• di Libera Università di Scienza dello Spirito con le sue diverse sezioni,

nella quale vive un elemento spirituale (come scuola di Michele sulla terra,

essa sta sotto la diretta guida dello spirito del tempo);

• di Società Antroposofica Universale, nella quale secondo il paragrafo 1 del suoi statuti,

sul terreno dell’attuale conoscenza dello spirito vuole essere coltivata soprattutto la «vita dell’anima» dei suoi soci;

• e infine dell’associazione registrata giuridicamente che porta lo stesso nome,

la quale costituisce l’involucro corporeo per l’insieme

e attraverso la quale entrano direttamente nella civiltà del presente

sia la Libera Università, sia la Società Antroposofica.

 

E così come lo spirito e l’anima dell’uomo hanno bisogno d’un corpo fisico per entrare in contatto con il mondo materiale e si servono di esso come instrumento per poter assolvere il loro compito spirituale sulla terra, così nella costituzione della Società Antroposofica Universale, derivante dall’essere esoterico del Convegno di Natale, della Libera Università e della Società Antroposofica, doveva essere «in senso vero e proprio» anche collegata un’associazione che porta lo stesso nome, affinché queste, con l’aiuto di tale associazione, possano assolvere il loro compito entro la civiltà moderna.50 L’attività unitaria o «l’uniformità» della struttura tripartita nella globalità garantisce in linea di massima la possibilità a tutti i soci della Società di partecipare in tutte le tre istituzioni, anche se in forme diverse e con condizioni diverse.

 

Com’è noto, la coscienza individuale nel processo evolutivo può essere risvegliata

soltanto mediante l’incorporazione dell’io nel corpo fisico.

• Grazie al seguente sviluppo della vita interiore, a poco a poco l’anima consegue una tale maturità,

da poter accogliere in sé l’impulso spirituale e con l’aiuto di esso iniziare ad operare nella direzione opposta.

• Allora l’io, dalla raggiunta unione con lo spirito, mediante l’armonizzazione delle forze animiche,

può trasformare l’anima in Sofia microcosmica e con il suo aiuto

operare di nuovo attraverso gli organi del corpo nel mondo esteriore;

sarà un operare colmo di saggezza per la graduale spiritualizzazione del mondo.

 

In modo simile ogni socio della Società Antroposofica dovrebbe appartenere idealmente a tutti e tre gli ambiti e collaborare attivamente in essi, nell’ambito spirituale come in quello animico e corporeo e portarli così, mediante la sua collaborazione, sempre a nuovo ad una armonica cooperazione, partendo dalle forze della Pietra di Fondazione nel suo cuore.

 

Dopo aver consacrato la Pietra di Fondazione con la luce dello spirito della primigenia Notte Santa

e svelato anche il mistero dell’azione armonizzante e unificante

della quarta parte della meditazione sulla triade dell’essere umano,

che viene ad espressione nelle tre parti microcosmiche,

Rudolf Steiner passò al prossimo grado e in un certo senso grado decisivo.

 

In un primo momento egli ripetè brevemente il compito

che sta all’inizio dell’intero atto cultico di Posa della Pietra di Fondazione:

il rinnovamento dell’autoconoscenza dell’uomo secondo spirito, anima e corpo

e poi Rudolf Steiner pose la domanda centrale, tuttavia non in parole, bensì mediante l’azione occulta,

una domanda, ora rivolta al mondo spirituale stesso.

• Era la domanda che chiedeva al mondo spirituale come ora il cosmo spirituale avrebbe risposto

a tutto ciò che fino a quell’istante fu compiuto da un uomo libero.

 

Come già descritto nel primo capitolo, Rudolf Steiner, dopo aver deciso di eseguire il Convegno di Natale e dopo averlo anche condotto fino a questo punto, non sapeva comunque come il mondo spirituale sotto la guida dello spirito del tempo avrebbe accolto la sua azione. Rudolf Steiner dopo il Convegno di Natale ritornò ripetutamente a questo tema in un’intera serie di conferenze e non si stancò nel testimoniare che il mondo spirituale aveva accettato la sua azione e che le rivelazioni delle potenze spirituali, che guidano il Movimento antroposofico dai mondi superiori, da quel tempo divennero ancora più ricche e più intense (vedi O.O. 260a).

 

Nell’atto cultico di Posa della Pietra di Fondazione è possibile identificare con esattezza l’istante decisivo

in cui all’azione di Rudolf Steiner seguì la risposta affermativa del mondo spirituale.51

• Fino a quell’istante aveva parlato un uomo, e le sue parole

furono reali azioni creative nel mondo terrestre e nel mondo spirituale.

• Adesso toccò allo spirito del tempo stesso.

 

Dopo che l’uomo in un primo momento aveva pronunciato la sua parola creativa

in qualità di rappresentante della decima gerarchia e mediante questa parola creativa

venne creata dalle supreme forze del nostro cosmo

e consacrata dalla luce del Mistero del Golgota la Pietra di Fondazione, doveva parlare il mondo spirituale.

Ed esso parlò, diede la sua risposta!

 

Qui abbiamo l’evento centrale del Convegno di Natale, che lo innalza al rango di un vero «fatto mistico»:

esso non è più soltanto un evento terrestre, bensì anche un evento cosmico.

• E questo evento non si compì in un tempio dei misteri nascosto, ma apertamente davanti a tutta l’umanità.

• Per cui il significato storico universale delle parole esteriormente così semplici

con le quali Rudolf Steiner descrisse questo evento, in senso spirituale non può essere sottovalutato.

 

Anzitutto Rudolf Steiner indicò ancora una volta (adesso per la quarta volta)

la vera e propria meta della Posa della Pietra di Fondazione,

che consiste nel completo rinnovamento del processo di autoconoscenza dell’uomo,

per pronunciare subito dopo le seguenti parole decisive:

• «E pertanto sia ancora una volta portato a sintesi davanti alla nostra anima

ciò che segue dalla reale comprensione

del ‘Conosci te stesso quale spirito, anima e corpo’,

sia posto davanti alla nostra anima così come esso opera nel cosmo…»

 

Durante l’intero processo finora svoltosi aveva parlato un uomo mediante le sue azioni creative spirituali. Adesso, quale risposta a queste azioni parla l’intero mondo spirituale («come esso opera nel cosmo»).

E continuò, con ancora più concretezza, in modo ancor più diretto («Chi ha orecchie, oda!»):

• «…Affinché sulla nostra Pietra, che ormai abbiamo immerso nel terreno dei nostri cuori,

da ovunque parli dentro l’essere umano, dentro la vita umana e dentro l’agire umano

ciò che il mondo all’essere umano, alla vita umana e all’agire umano ha da dire».

E ciò che il cosmo spirituale rispose alla libera azione di un uomo che aveva creato la Pietra di Fondazione,

furono le tre parti macrocosmiche della meditazione della Pietra di Fondazione,

che adesso Rudolf Steiner lesse per la prima volta e ogni volta in collegamento con le parti microcosmiche,

con le quali aveva dato inizio all’atto cultico di quella mattina.

• D’ora in poi ogni uomo che ha posto la Pietra di Fondazione nel proprio cuore,

con il suo aiuto («sulla nostra Pietra») può sperimentare questo collegamento

del microcosmo con il macrocosmo, che significa l’inizio di una nuova «alleanza»

fra gli Dei e gli uomini (O.O. 260a, pag. 236).

 

Chi infatti ha immerso la Pietra di Fondazione nel proprio cuore e con tutto suo essere interiore poggia su di essa in modo irremovibile, ripete con ciò creativamente al mondo spirituale la domanda posta per la prima volta mediante il processo di creazione della Pietra di Fondazione. Sì, creiamola sempre a nuovo, inserendola nel terreno del nostro cuore, coltivandola senza stancarci, ripetendo in piccolo l’atto centrale del Convegno di Natale e compiamo ciò a cui poi il mondo spirituale può rispondere con tutta la forza del contenuto delle parti microcosmiche e macrocosmiche unite della meditazione della Pietra di Fondazione.

 

Per sentire con maggiore intensità il carattere mantrico delle parole espresse

è necessario osservare il susseguirsi dei tre stadi

Essere dell’uomo    • Vita dell’uomo     • Attività dell’uomo

 

Qui il fatto che il mondo spirituale inizia a parlare proprio all’uomo (a rispondergli),

che ha posto la Pietra di Fondazione nel proprio cuore, viene rafforzato con particolare chiarezza.

 

Poiché

• la parola «essere» si riferisce alla sostanza d’amore di cui consiste la Pietra di Fondazione;

• la parola «vita» si riferisce alla vita in movimento, pulsante, ritmica

delle immaginazioni,52 dalle quali nasce la sua forma;

• e la parola «attività» è connessa a ciò che l’uomo compie coscientemente nella sua vita,

quando si lascia guidare dalla luce dei suoi pensieri.

• Nel contempo tutti e tre i gradi indicano di nuovo il cammino che conduce

dall’«attività» alla «vita» (a vivere la manifestazione) e poi all’ «essere».

 

Su questo cammino l’uomo deve entrare nel processo di autoconoscenza,

risalendo nella giusta successione dal corpo all’anima e allo spirito53, come descritto sopra.

Ciò che il mondo spirituale (il cosmo)

attraverso le tre parti macrocosmiche della meditazione della Pietra di Fondazione

dice all’uomo, può essere caratterizzato come un impulso che discende dalle più alte sfere dello spirito

e il quale deve diventare il centro dei Nuovi Misteri fondati sulla Pietra di Fondazione.

 

Anzitutto si manifestano all’uomo le forze della Trinità,

«il Padre-Spirito», «la volontà del Cristo» e «i pensieri universali dello Spirito»,

che costituiscono la più elevata sorgente non creata della creazione.

• L’attività di queste supreme forze viene poi descritta nella meditazione in tre diverse direzioni

(dall’alto al basso, nei dintorni, dal basso all’alto)

le quali formano la croce che sta alla base dell’intera creazione.

 

Dal centro di essa, quale manifestazione della divina Persona del Figlio,

risuona la Parola universale che si rivolge all’intera creazione ed è un mediatore fra il creatore e la sua creazione.

• Dopodiché in questo discorso della Parola universale entrano una dopo l’altra, tutte le nove gerarchie

(vedi la descrizione della Mezzanotte cosmica nel prossimo capitolo),

le quali rappresentano le forze della Trinità entro il cosmo creato.

 

• La prima gerarchia rappresenta le forze del Padre,

• la seconda gerarchia le forze del Figlio (del Cristo)

• e la terza gerarchia le forze dello Spirito Santo.

• Ciò che nel primo grado della manifestazione universale

era ancora un’esperienza d’essere, sostanziale, puramente intuitiva

• nel secondo grado gerarchico diventa un’esperienza ispirativa:

La Parola universale inizia a risuonare nel coro di tutte le nove gerarchie.

 

Poi, alla svolta dei tempi la Parola universale diviene carne.

E la sua azione terrestre si incide nel triplice motto rosicruciano,

che porta ad espressione la vera e propria essenza del cristianesimo esoterico.

 

Gli esseri elementari della terra, la cui coscienza dimora nel mondo immaginativo,

sono i primi a sperimentare questo mistero centrale dell’evoluzione terrestre,

per cui essi diventano i primi testimoni di come la terra, grazie al Mistero del Golgota,

inizia a divenire un nuovo sole.

• Possano ora udire, sentire gli uomini chiamati dal loro Karma

questa loro rivelazione centrale nei Nuovi Misteri fondati durante il Convegno di Natale.

 

La risposta del macrocosmo all’azione creativa di Rudolf Steiner

è perciò composta di cinque gradi, che in una visione globale la Parola universale rivolge all’uomo:

• La Trinità universale – La Parola universale

• Le nove gerarchie – La Mezzanotte cosmica

• Il motto rosicruciano – La sfera solare

• Gli spiriti elementari – La sfera lunare

• Gli uomini – La terra54

 

Per l’uomo, la risposta articolata in cinque parti alla sua azione creativa,

proveniente dalla Parola universale è dunque una risposta che significa

l’inizio della fondazione dei Nuovi Misteri cristiani sulla terra.

 

Nella meditazione della Pietra di Fondazione la citata unione delle sue parti microcosmiche e macrocosmiche descrive il confluire delle due principali correnti dei misteri dell’umanità precristiana, quale conseguenza del Mistero del Golgota, della corrente del sud e della corrente del nord, in cui gli iniziati cercavano l’accesso ai mondi superiori o mediante l’immersione nella propria anima o uscendo nel cosmo.

Le due correnti in relazione all’attività dei pastori e dei magi, dei quali si parla nella quarta parte della meditazione, vennero già illustrate prima in questo capitolo.

 

Qui tuttavia va indicato ancora un ulteriore aspetto, e cioè che l’essere interiore dei due tipi di iniziazione,

nella nuova forma completamente metamorfosata è corrispondentemente presente

nelle tre parti microcosmiche e nelle tre parti macrocosmiche della meditazione.

• E se consideriamo che l’iniziato nei misteri del sud immergendosi nelle profondità della propria anima

incontrava il piccolo guardiano della soglia

e l’iniziato dei misteri del nord nell’unione con il cosmo esteriore incontrava il grande guardiano della soglia

(vedi O.O. 124, 19.12.1910),

allora nella globalità delle parti microcosmiche e macrocosmiche della meditazione

abbiamo quel cammino – divenuto possibile soltanto dopo il Mistero del Golgota –

della sintesi descritta ne L’iniziazione come un processo della moderna iniziazione cristiano-rosicruciana,

in cui avviene prima l’incontro con il piccolo guardiano della soglia e dopodiché con il grande guardiano.

 

Perciò il lavoro interiore con la meditazione ci può preparare all’incontro

sia con il piccolo, sia con il grande guardiano della soglia

(meditando conseguentemente le sue parti microcosmiche e macrocosmiche)

e condurci infine all’esperienza del Cristo stesso dietro il grande guardiano della soglia,

come descritto ne La scienza occulta nelle sue linee generali (quarta parte della meditazione).

 


 

Note:

40 – Vedi la sua opera, La fondazione della Società Antroposofica, Cap. «La stella a cinque punte e il Cristo-Sole», Ed. Antroposofica, Milano.

41 – Nei misteri del sud gli iniziati cercavano l’accesso al mondo spiritual ‘ attraverso la porta interiore dell’anima e nei misteri del nord attraverso la porta della natura esteriore (vedi 0.0. 113, 124 e altre).

42 – 0.0. 202, La ricerca della nuova Iside, la divina Soia.

43 – Prima nella stessa conferenza Rudolf Steiner disse: «Nella nostra scienza dello spirito che sta appena iniziando oggi abbiamo veramente ancora un bambino. Per cui la festa di Natale è proprio la giusta festa per noi».

44Vedi precisazioni sulla Pietra di Fondazione e l’esperienza del Cristo eterico nell’articolo di S.O. Prokofieff «L’apparizione del Cristo nell’eterico e l’essere della Pietra di Fondazione del Convegno di Natale 1923/24» nella raccolta Wege zum Erleben des Christus (Vie all’esperienza del Cristo), vol. III, Dornach 1991.

45 – Qui le parole di Rudolf Steiner si riferiscono specialmente all’anima natanica, poiché l’individualità di Zarathustra, quale più grande inizia” umano e più importante preparatore delle venuta sulla terra del Cristo abbandonò gli involucri del Gesù di Nazareth direttamente prima d battesimo nel Giordano. L’anima natanica tuttavia conseguì la possibilità di accogliere in sé il Cristo, soltanto grazie ai 18 anni di lavoro dell’Io di Zarathustra ai suoi involucri. Vedi in merito O.O. 131, 12.10.1911, come pure S.O. Prokofieff, Rudolf Steiner e i maestri del cristianesimo esoterico.

46Vedi precisazioni sulla relazione dell’anima natanica con l’apparizione eterica del Cristo in S.O. Prokofieff, Il corso dell’anno come via di iniziazione…, parte XII, «I misteri del Cristo eterico nel presente». In quest’opera viene osservata anche la sua missione cosmico-terrestre. Vedi anche l’articolo citato nella nota 44.

47 – Rudolf Steiner parlò di globalmente sette metamorfosi, di cui la sesta e la settima avranno luogo in futuro (vedi O.O. 130 e O.O. 152).

48 – Per questo motivo Rudolf Steiner nominò i maestri del cristianesimo esoterico «maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti», vale a dire coloro i quali hanno già raggiunto la piena armonia di tutte le forze del corpo astrale, trasformandolo con ciò nella Sofia microcosmica (vedi O.O. 103, 31.5.1908).

49 – In una conferenza dell’ 11 giugno 1910 (O.O. 121) Rudolf Steiner disse che il passaggio dal numero tre al numero quattro rappresenta il mistero fondamentale dell’eone terrestre. Si tratta della quarta forza, la quale, partendo dall’io umano è in grado di guidare le altre tre. Rudolf Steiner definisce questa forza amore. Partendo dalla tradizione rosicruciana Goethe nella sua «Fiaba del serpente verde e della bella Lilia», parla di esso come del «quarto segreto».

50 – Più avanti in questo capitolo parleremo dello Spirito entrato nella Società Antroposofica mediante il Convegno di Natale, dal cui impulso avvenne la registrazione della Società Antroposofica come associazione.

51 – Qui il fatto che il mondo spirituale abbia dato una risposta è già di per sé una risposta positiva, poiché nel caso di una risposta negativa, gli esseri del mondo spirituale buono tacciono (vedi più avanti).

52 – Nella conferenza del 13 giugno 1915 (O.O. 159/160) Rudolf Steiner parlò del fatto che le forze vitali del corpo eterico sono collegate direttamente con le immaginazioni fluenti in esso dal cosmo.

53 – In questo senso il cammino ascendente dell’uomo è opposto al cammino discendente del cosmo che conduce dallo spirito (la sostanzialità) all’anima (la manifestazione o la vita) e infine al corpo (l’attività) fino all’arresto nel mondo dell’opera morta.

54Vedi maggiori chiarimenti su questa sequenza nel capitolo 3. Qui risulta determinante che Rudolf Steiner, quando a questo punto per la prima volta egli si rivolse agli spiriti della natura, gli nominò «spiriti degli elementi», nel sesto ritmo (31 dicembre) e l’ultimo giorno del Convegno di Natale (1° gennaio 1924) egli parlò poi di «spiriti elementari». Nella versione pubblicata della meditazione (13 gennaio) egli usò la parola «spiriti» per essi. Da ciò risultano tre gradi di approfondimento esoterico: «spiriti» – «spiriti degli elementi» – «spiriti elementari» Vedi dettagli nella descrizione del sesto ritmo, cap. 3.

 

 

By | 2020-01-16T21:09:45+01:00 Gennaio 16th, 2020|LA PIETRA DI FONDAZIONE|Commenti disabilitati su 05 – LA QUARTA PARTE DELLA MEDITAZIONE