////05 – L’ESPERIENZA DEL CRISTO E DI MICHELE NEL TEMPIO INTERIORE DELL’ANIMA. I MISTERI MANICHEI DEL FUTURO

05 – L’ESPERIENZA DEL CRISTO E DI MICHELE NEL TEMPIO INTERIORE DELL’ANIMA. I MISTERI MANICHEI DEL FUTURO

05L’esperienza del Cristo e di Michele nel tempio interiore dell’anima.

I misteri manichei del futuro

L’incontro con il male


 

Vogliamo ora osservare più attentamente queste due possibilità di evoluzione. Per una migliore comprensione della prima prospettiva, quella positiva, vogliamo prendere in considerazione le seguenti parole di Rudolf Steiner:

► «La vita animica di noi uomini è veramente così, … che l’elemento luciferico si trova nella chiarezza del nostro capo, l’elemento arimanico si trova sotto, nella saggezza che permea la nostra volontà. Tra i due dobbiamo cercare l’equilibrio in un punto che, sulle prime, non ci sembra permeato da qualcosa» (o.o. 194, 28.11.1919).

 

Questo ambito «non permeato da qualcosa» è la sfera del cuore di cui si parlava sopra:

► «Come entra la saggezza in questa parte mediana dell’uomo? Come l’uomo si trova nel mondo, secondo la sua testa egli è retto da Lucifero, secondo la saggezza del suo ricambio e delle sue membra è retto da Arimane. Ma secondo il cuore, nella sfera mediana della nostra esistenza deve essere portato gradualmente un ordine altrettanto grande» come negli altri ambiti.

 

E Rudolf Steiner continua: ► «Da dove può venire nella parte mediana del nostro essere umano la logica interiore, la saggezza interiore, la capacità di orientamento?

Dall’lmpulso-Cristo, mediante quanto è trapassato nella civiltà terrena con il mistero del Golgota. … Noi uomini dobbiamo compenetrarci con l’Impulso-Cristo» (ibidem).

 

Con ciò questa «sfera mediana» nell’uomo

oggi deve appartenere soltanto al Cristo e a nessun altro.

 

Nella citata conferenza Rudolf Steiner mette in rapporto la coscienza pensante dell’uomo, come pure la sua vita rappresentativa, con la sfera del capo, e la sua coscienza ispirativa con le profondità del volere. Ma con la sfera che si trova tra queste è col legata la coscienza immaginativa, che a partire dal nostro tempo deve servire quale fondamento per la nuova chiaroveggenza cosciente, mediante la quale diventa percettibile il Cristo eterico nella sfera spirituale adiacente alla Terra.

Questo può essere reso più chiaro con l’aiuto di un’altra conferenza di Rudolf Steiner, nella quale egli usa la forma di un quadrato per rappresentare l’essenza di tale conferenza, riferendosi il quadrato appunto alla stessa sfera dell’essere umano – alla sfera del suo cuore.

 

 

Il titolo di questa conferenza è «L’eterizzazione del sangue. L’intervento del Cristo eterico nell’evoluzione della Terra» (o.o. 130, 1.10.1911). Qui Rudolf Steiner espone che nel cuore umano ha costantemente luogo un processo del «divenire eterico del sangue», che poi sale in forma eterizzata dal cuore alla testa e da là si collega con il mondo eterico (il macrocosmo) che circonda l’uomo. Ma l’aspetto più importante in questa conferenza è l’indicazione del fatto decisivo, che dal mistero del Golgota in ogni uomo accanto alla corrente umana o microcosmica del sangue eterizzato si muove una seconda corrente, macrocosmica, che fluisce nella stessa direzione dal cuore alla testa – una corrente del sangue eterizzato del Cristo.35

 

Nella conferenza Rudolf Steiner rappresenta inoltre che in generale queste due correnti del sangue eterizzato fluiscono in parallelo l’una con l’altra, senza toccarsi, per cui generalmente l’uomo non sa nulla della loro esistenza. Se tuttavia egli inizia ad accogliere attivamente le comunicazioni della scienza dello spirito, che favoriscono la spiritualizzazione del suo pensare, in special modo quelle che gli indicano il mistero del Cristo, allora prima o poi avverrà quanto segue:

Quando la spiritualizzazione del suo pensare sarà progredita in misura sufficiente, allora a poco a poco nella sua sfera del cuore avrà luogo la congiunzione delle due correnti del sangue eterizzato e si dischiuderà la facoltà della nuova chiaroveggenza, così da essere in grado di vedere il Cristo nel corpo eterico36:

► «Questa congiunzione delle due correnti si effettua però solo se l’uomo porta una giusta comprensione incontro a ciò che è contenuto nell’Impulso-Cristo; altrimenti le due correnti si urtano, cozzano tra loro e rimbalzano quali erano prima, senza unirsi.»

 

Perciò ► «per la nostra epoca è importante che l’uomo impari a riconoscere, ad accogliere la conoscenza scientifico-spirituale, per infiammare, via via, ciò che fluisce dal cuore al cervello, in modo da portare incontro all’antroposofia la comprensione. Ne verrà la conseguenza che egli si renderà idoneo ad accogliere ciò che comincia a inserirsi nell’evoluzione a partire dal secolo XX: vale a dire il Cristo eterico al posto del Cristo fisico incarnatosi in Palestina» (o.o. 130, 1.10.1911).

 

In un’altra conferenza Rudolf Steiner rappresenta come l’uomo può continuare a sviluppare e a spiritualizzare la sua intelligenza (vale a dire l’intelligenza cosmica di Michele divenuta terrena in lui), sino alla possibilità di portarla nel mondo astrale, mediante gli esercizi antroposofici nell’ambito spirituale. Questa intelligenza portata così nel mondo spirituale, dopo essersi trasformata in una nuova «chiaroveggenza intellettiva» o, ciò che è la stessa cosa, nella facoltà di un vedere immaginativo compenetrato di pensieri, ora è in grado di condurre l’uomo a una cosciente esperienza del Cristo eterico.37

 

► «Il progresso risiederà unicamente nel fatto che gli uomini non svilupperanno una superiore intellettualità soltanto per sé, ma la eleveranno al mondo astrale. Nel corso dei prossimi tremila anni, lo sviluppo di questa chiaroveggenza intellettiva consentirà agli uomini in tal senso progrediti di contemplare sempre più, e in modo sempre più chiaro, il Cristo visibile etericamente» (0.0. 130, 18.11.1911).

 

Così oggi sono necessari due elementi per congiungere le due correnti del sangue eterizzato nella sfera centrale:

la spiritualizzazione del pensare

• e la comprensione corrispondente al tempo dei misteri del Cristo.

• La prima prepara alla congiunzione la corrente microcosmica del sangue eterizzato

• e la seconda la sua corrente macrocosmica.

 

Dalla somiglianza dei disegni nelle conferenze del 1 ottobre 1911 e 21 novembre 1914 – in entrambi i casi Rudolf Steiner illustrò «l’ambito del cuore» con la forma di un quadrato – risulta con chiarezza la connessione dei processi spirituali descritti in esse. Dal loro reciproco rapporto si può quindi riconoscere: quando un uomo percorre la via della spiritualizzazione del suo pensare e guida poi questo coscientemente alla comprensione del Cristo, allora rompe o separa l’agire di Lucifero e Arimane nella direzione sinistra-destra e trasforma il quadrato in un cubo. Con ciò in piena libertà egli ristabilisce in sé lo spazio originario, nel quale Jahve nella creazione dell’uomo soffiò «l’alito vitale».

 

Dopo il Mistero del Golgota il ripristino di tale spazio interiore nella sfera centrale significa la congiunzione delle due correnti del sangue eterizzato, che conduce all’esperienza del Cristo in forma eterica.

• È il comune agire di Lucifero e Arimane in direzione sinistra-destra a soggiogarsi nell’intero spazio lungo l’asse simmetrica dell’essere umano, vale a dire lungo la via ascendente delle due correnti, così che all’uomo odierno non diventa sperimentabile nella sua interiorità la presenza del sangue eterizzato del Cristo e, non giungendo alla coscienza della Sua presenza, non è in grado di vedere il Cristo in forma eterica mediante la nuova «chiaroveggenza intellettiva».

*

Il processo di formazione di uno spazio all’interno del cuore, da un lato del tutto nuovo, getta una luce sulla straordinaria importanza dello sviluppo del pensare nel cammino di conoscenza antroposofico.

Infatti, in questo cammino il pensare non è soltanto importante nell’ambito della conoscenza, ma è anche il necessario e l’unico strumento corrispondente al carattere fondamentale del nostro tempo per creare ora coscientemente una dimora per Michele e il Cristo nel cuore dell’uomo.38

 

Come abbiamo visto,

dal mistero del Golgota

il Cristo è presente in ogni cuore umano grazie al Suo sangue eterico che fluisce in esso,

• mentre Michele nella sua attuale epoca di reggenza vuole entrare nel cuore dell’uomo,

poiché soltanto così egli può assolvere il suo compito sulla Terra.

 

Rudolf Steiner lo mise in rilievo con le parole: ► «Prima gli uomini congiunti a Michele lo vedevano svolgere la sua attività nei domìni dello Spirito; ora essi riconoscono di dover lasciare che Michele dimori nel loro cuore; ora gli consacrano la loro vita spirituale sostenuta dal pensiero» (o.o. 26, 17.8.1924).

Mediante i pensieri spiritualizzati di un uomo, dell’«elevata» intelligenza di Michele, Michele entra nel suo cuore.

 

► Egli «libera i pensieri dal dominio della testa; apre loro le vie del cuore» (ibidem).

Questo è l’inizio dell’epoca di Michele non solo nel cosmo, ma anche nell’uomo,

e cioè nel suo cuore quale nuova patria di Michele.

«L’epoca di Michele è sorta. I cuori cominciano ad avere pensieri» (ibidem).

Il cuore dell’uomo diventa un nuovo organo di percezione per Michele-Cristo.39

 

Questo confuta anche l’opinione che siccome l’antroposofia mette in rilievo la prioritaria importanza dello sviluppo del pensare, ad essa manca il calore del cuore e per ciò questo debba essere portato all’antroposofia da correnti spirituali ad essa estranee. In realtà invece, il calore del cuore non manca all’antroposofia, ma agli uomini che coltivano una tale opinione.

Infatti, nel cammino di conoscenza antroposofico c’è proprio bisogno del pensare pienamente sviluppato e spiritualizzato per edificare una tale dimora nel cuore, come pure per la sua trasformazione in un nuovo organo di conoscenza per Michele-Cristo.40 Qui il pensare è assolutamente necessario quale fondamento dell’intero processo, se questo deve svilupparsi coscientemente dall’inizio alla fine, come corrisponde all’anima cosciente divenuta matura.

 

Quando tuttavia l’uomo, dalle forze del pensare spiritualizzato, ha formato in sé uno spazio interiore, nel quale sono presenti il Cristo e Michele, allora in lui questo spazio diventa il luogo dal quale può risuonare il «No» sopra descritto nei confronti delle potenze del male. Infatti, nell’istante in cui il cuore dell’uomo risvegliato all’attività di conoscenza sperimenta in sé le parole «Non io, ma il Cristo in me», avviene quanto segue:

• Quando gli Spiriti luciferici e arimanici cercheranno di penetrare nello spazio interiore da destra e da sinistra, incontreranno in esso Michele e Cristo e ciò rappresenterà per questi Spiriti l’inizio della loro redenzione.41

 

La presenza di Michele e Cristo nell’uomo è inoltre un’immagine riflessa microcosmica dell’incontro macrocosmico che a partire dal nostro tempo vivrà un crescente numero di uomini direttamente prima della loro nascita (vedi O.O. 218, 19.11.1922).

► «Nella nostra epoca Michele è destinato a divenire sempre più l’entità al servizio del Cristo; così che l’espressione “la reggenza di Michele entra ordinando nei destini degli uomini” nel contempo significa che deve divenire vera la parola: ‘La reggenza del Cristo deve estendersi sulla Terra.’ – Michele porta in certo qual modo davanti la luce della conoscenza spirituale e dietro il Cristo porta le richieste del generale amore umano

 

• Queste richieste, poste oggi da Michele e dal Cristo all’umanità e che sono un richiamo

a coltivare in sé «la  l u c e  della conoscenza spirituale» e il  c a l o r e  «del generale amore umano»,

devono essere realizzate nel cuore di ogni uomo.

 

Questo spazio nel cuore può essere nominato anche spazio morale, poiché in base alla sua natura non è accessibile alle forze del male.42 Può essere inoltre nominato cubo manicheo.43 Infatti, soltanto l’uomo che crea questa dimora nella sua anima, dove può essere sperimentata coscientemente la presenza di Michele-Cristo, è in grado di iniziare la trasformazione del male in bene nel senso del principio fondamentale dei misteri manichei, che viene ad espressione nella parola «Ama bene il male!»

 

Questa parola oggi appare ampiamente quale ideale del futuro. Infatti, i veri misteri manichei si dischiuderanno all’umanità soltanto quando la corrente rosicruciana avrà assolto il suo compito, la cui forma corrispondente al tempo è rappresentata dall’antroposofia.44 E tuttavia l’antroposofia, accanto al suo compito principale di aprire all’umanità un nuovo cosciente accesso ai mondi superiori, è anche chiamata già oggi a indicare la via sulla quale può essere creato questo spazio nel cuore.

 

Infatti, esso non è soltanto il fondamento per i futuri misteri manichei, ma assume anche una posizione veramente centrale nei nuovi misteri fondati durante il Convegno di Natale, poiché in questo spazio morale del cuore può essere posta la «dodecaedrica pietra dell’amore» creata in esso.

Se tuttavia questo spazio nel cuore non viene creato, allora effettivamente non sarebbe possibile tenere la pietra di fondazione nel terreno del proprio cuore. Come ogni essere vivente, anche la pietra di fondazione ha bisogno dell’ambiente corrispondente al suo essere interiore o del giusto «terreno propizio», che l’uomo stesso in propria libertà può creare per essa, formando intorno al suo cuore uno spazio morale con l’aiuto del pensare spiritualizzato.

 

Come rappresentato nel secondo capitolo di quest’opera, la pietra di fondazione, quando si trova in questo spazio del cuore non accessibile alle forze di opposizione, serve, non solo quale sorgente di forze per il singolo uomo nella sua lotta individuale con il male, ma anche quale sorgente dei nuovi cristificati impulsi di formazione di comunità.

 


 

Note:

35 – Per questo motivo Rudolf Steiner creò la pietra di fondazione del Convegno di Natale in duplice forma – microcosmica e macrocosmica – inserendola poi nel cuore eterico dell’uomo, là, da dove provengono le due correnti del sangue eterizzato. La stessa struttura fu anche posta alla base della meditazione della pietra di fondazione, le cui strofe microcosmiche delle tre parti, mediante la quarta ed ultima parte, il cui punto centrale è costituito dal «Cristo-Sole» (che nell’essere umano corrisponde appunto alla sfera del cuore), vengono collegate con le strofe macrocosmiche. Nella quarta parte della meditazione inoltre, viene indicata anche tre volte la direzione dal cuore alla testa e da qui, oltre nel mondo (le ultime righe della quarta parte), che corrisponde esattamente alla direzione delle due correnti del sangue eterizzato nell’uomo.

36 – Questo dimostra che un tale risveglio della nuova chiaroveggenza, che conduce al vedere il Cristo eterico mediante il lavoro con la pietra di fondazione e la sua meditazione, può essere notevolmente accelerato. Vedi anche l’Articolo «L’apparizione del Cristo nell’eterico e l’essenza della pietra di fondazione del Convegno di Natale 1923/24» nella raccolta Wege zur Christus-Erfahrung (Vie all’esperienza del Cristo), vol. 3, Dornach 1991.

37 – Rudolf Steiner ci comunica che nel nostro tempo il Cristo si manifesta nell’umanità in forma eterica sul piano astrale (vedi 0.0. 130, 4.11.1911).

38 – Rudolf Steiner ha descritto più volte questo processo nei suoi libri e nelle sue conferenza. Esso è conosciuto in altra forma nella mistica ortodossa, in particolare tra gli esicasti, che praticavano una «concentrazione dell’intelletto e del cuore». Vedi S. O. Prokofieff: «Die Esoterik im òstlichen Christentum» («L’esoterismo nel cristianesimo orientale»). Relazione dell’autore pubblicata nella raccolta Esoterik der Weltreligionen (L’esoterismo delle religioni del mondo), Dornach 2001.

39 Rudolf Steiner usò questo doppio nome, nell’Articolo «Come l’uomo sperimenta Michele-Cristo» (0.0. 26, 9.11.1924).

40 – Del cuore quale organo di conoscenza, Rudolf Steiner parlò anche durante il Convegno di Natale nell’atto cultico di posa della pietra di fondazione il 25.12.1923 (0.0. 260).

41 – Vedi dettagli nell’introduzione del libro Die prophetische Byline. Wie die heiligen Berge aus ihren felsigen Hóhlen die machtigen russischen Helden entliessen (La Byline profetica. Come le montagne sacre fecero uscire dalle loro grotte rocciose i possenti eroi russi), Dornach 1992.

42 – Qui viene preparato sul piano microcosmico, ciò che nel futuro eone di Giove sarà realtà macrocosmica.

43 – Si confronti ciò con la descrizione fatta sopra in questo libro del settimo sigillo apocalittico, connesso con i misteri del Gral. Qui l’indicazione di Rudolf Steiner al nesso karmico del fondatore del manicheismo con Parzival è di particolare importanza (vedi 0.0. 264).

44 – Nella conferenza dedicata al manicheismo dell’11.11.1904 (0.0. 93) Rudolf Steiner disse: «Mani intende creare una corrente spirituale che superi, che vada oltre quella rosicruciana. La corrente di Mani tende alla sesta epoca [alla grande epoca che avrà inizio dopo la fine del conclusivo settimo periodo di civiltà], che viene preparata sin dalla fondazione del cristianesimo.» Vedi anche 0.0. 262, Manuskript von Barr (Manoscritto di Barr), Parte II.

 

 

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