////05 – RUDOLF STEINER E LA PRESIDENZA DI FONDAZIONE

05 – RUDOLF STEINER E LA PRESIDENZA DI FONDAZIONE

Rudolf Steiner e la Presidenza di Fondazione

Del rapporto con Rudolf Steiner


 

Il triangolo esoterico

Osservando la costellazione delle Personalità componenti la Presidenza esoterica istituita da Rudolf Steiner durante il Convegno di Natale, notiamo subito che essa era formata da un cerchio interno e da un cerchio esterno. Del cerchio interno facevano parte: Marie Steiner, Ita Wegman e Albert Steffen, e di quello esterno in aggiunta Elisabeth Vreede e Guenther Wachsmuth. Al centro dei due cerchi si trovava Rudolf Steiner e cioè per il cerchio interno, quale Maestro spirituale e guida delia Scuola Esoterica e per il cerchio esterno, quale guida della Società Antroposofica.

In questo senso durante un dialogo privato Rudolf Steiner definì il «triangolo spirituale nel pentagramma»48 come figura esoterica, che egli aveva posto alla base della costellazione interiore della Presidenza di Fondazione.

 

Come già illustrato dettagliatamente in un’altra opera dell’autore49, queste parole di Rudolf Steiner possono essere comprese nel seguente modo:

Il triangolo spirituale della costellazione esoterica della Presidenza di Fondazione:

 

 

La sua costellazione exoterica, che è rivolta di più all’attività nel mondo esteriore, forma un pentagramma:

I nomi nei disegni non si riferiscono agli angoli, bensì ai lati delle figure.

 

 

 

Che significato aveva il triangolo esoterico intorno a Rudolf Steiner nella Presidenza di Fondazione? Il suo compito era quello di formare sulla Terra con le forze delle tre individualità che lo costituivano, un involucro spirituale di protezione intorno al Maestro e di rendergli possibile, dopo la sua morte, di essere presente in modo soprasensibile e di agire attraverso i citati componenti della Presidenza nella guida spirituale della Scuola Esoterica e della Società Antroposofica.

 

Alla comprensione dell’essere di tale involucro esoterico giungiamo soltanto mediante il suo supremo archetipo macrocosmico, del quale Rudolf Steiner parlò nelle conferenze del 30 maggio 1912 (O.O. 155).

 

Secondo le sue parole,

• nell’ulteriore evoluzione dell’umanità sulla Terra,

mediante le azioni morali degli uomini,

a poco a poco devono essere formati tre involucri

per l’Io del Cristo, quale supremo Io di gruppo dell’umanità.

• Il suo involucro fisico-spirituale

deve nascere dalle azioni della coscienza morale degli uomini;

• il suo involucro eterico dalle azioni d’amore e di compassione

• e l’involucro astrale «mediante tutte le azioni morali di stupore, fiducia, rispetto, fede,

in breve mediante tutto ciò che sta alla base del cammino di conoscenza soprasensibile.»

 

Questo comune lavoro degli uomini con il Cristo durerà fino alla fine dell’evoluzione della Terra. Infatti, all’inizio l’Impulso-Cristo che mediante il Mistero del Golgota si era unito all’evoluzione della Terra «ora tuttavia sulla Terra non trovò nulla con cui rivestirsi.»

Unicamente per mezzo dell’ulteriore evoluzione degli uomini sulla Terra, secondo le parole di Rudolf Steiner, esso conseguirà i suoi nuovi involucri per diventare il punto centrale spirituale dell’intera umanità (il suo vero lo) alla fine della sua evoluzione, intorno al quale essa poi si unirà nella sua intera molteplicità.

▸ «Così gli uomini, per mezzo dell’evoluzione della Terra costituiranno il fondamento per una grande comunità, che può essere completamente compenetrata, mistificata dall’Impulso-Cristo».

 

Ciò che più avanti può e deve essere realizzato nell’ambito dell’intera umanità,

può essere preparato già oggi in gruppi più piccoli

da coloro che, mediante la loro vera iniziazione cristiana

hanno già conseguito sulla Terra la piena coscienza del Cristo,

vale a dire nel loro io individuale hanno accolto qualcosa

della sostanza dell’Io universale del Cristo.50

 

Proprio questo doveva accadere sul piano umano-microcosmico ancora negli anni di vita di Rudolf Steiner con il suo Io e continuare dopo la sua morte, grazie al comune lavoro esoterico di Marie Steiner, Ita Wegman e Albert Steffen nella Presidenza di Fondazione.

 

Marie Steiner

Il principale compito esoterico di Marie Steiner consisteva sin dall’inizio della sua collaborazione nel creare un involucro «fisico-spirituale» intorno a Rudolf Steiner per la sua successiva globale attività spirituale sulla Terra. È per questo che la principale condizione di Rudolf Steiner, quando gli chiesero di dirigere la Sezione tedesca della Società Teosofica appena fondata (1902), era quella che Marie von Sivers partecipasse a tale direzione. E dopodiché egli le trasferì l’intero lavoro organizzativo della Sezione, che gli permise di concentrare tutte le sue forze nella sua attività puramente scientifico- spirituale ed esoterica.

 

Rudolf Steiner stesso lo ricordò nel seguente modo:

▸ «A queste conferenze [sulla mistica del medioevo, che egli tenne l’inverno del 1900 nel salone teosofico del conte Brockdorff] comparve un giorno come ascoltatrice Marie von Sivers, che poi fu scelta dal destino ad assumere con mano ferma la direzione della ‘Sezione tedesca della Società Teosofica’ fondata poco dopo l’inizio delle mie conferenze» (O.O. 28, cap. XXX, pag. 302).

 

E nella più importante rivista in lingua tedesca della Società Teosofica «Vàhan» in quel periodo Rudolf Steiner pubblicò la seguente notizia:

▸ «Il 20 settembre [1902] la Signorina M. von Sivers assumerà tutte le attività della Società Teosofica tedesca e della Biblioteca.»51

 

Così Rudolf Steiner potè rimanere fedele all’importante «legge occulta», secondo la quale un iniziato non può collegare il suo lavoro spirituale con un’attività amministrativa e organizzativa.52

 

Marie Steiner, colma di abnegazione, assunse inoltre questo ruolo protettivo-difensivo, che consisteva soprattutto nell’impedire la troppa affluenza di desideri e richieste da parte dei soci della Società Antroposofica e di persone estranee ad essa, che avrebbe recato danno a Rudolf Steiner nel suo lavoro esoterico. Perciò egli la definì più di una volta la sua «Signora delle pulizie spirituale» e sottolineò sempre a nuovo quanto doveva proprio al suo aiuto, vale a dire all’involucro di protezione fisico-spirituale creato intorno a lui.

 

In un senso più profondo Marie Steiner, nelle sue immediate vicinanze costituì una sorta di voce della «coscienza morale cosmica», le cui azioni erano simili ad un «giudizio cosmico» e spesso avevano conseguenze catastrofiche per coloro che cercavano l’accesso a Rudolf Steiner per motivi impuri o egoistici. Infatti, era l’unica nelle sue vicinanze, ad avere la forza di dire «No» a tutti coloro che si avvicinavano a Rudolf Steiner in modo non adeguato. Così si prese costantemente cura di respingere da lui, come un muro spirituale, tutti gli influssi negativi e gli ostacoli che avrebbero potuto disturbarlo nel suo lavoro spirituale. Persino nei casi in cui la sua protezione senza compromessi verso Rudolf Steiner causò ostilità nei suoi confronti, nonostante tutto lei adempì fino alla fine questo compito assunto in libertà.

 

Tutto questo getta una luce particolare sul carattere del primo incontro di Marie von Sivers con Rudolf Steiner. Sin dal primo momento, in certo qual modo per ordine della voce interiore della coscienza morale superiore, riconobbe in lui il portatore della principale missione del cristianesimo esoterico per il nostro tempo e prese la decisione di dedicare alla sua missione tutte le proprie doti e forze. Lei conservò sino alla fine della sua vita questa certezza interiore del suo giudizio. Perciò, poco prima della sua morte, Rudolf Steiner le scrisse ancora: «Concedo la competenza interiore per me soltanto al Tuo giudizio» (O.O. 262, Lettera del 27.2.1925, corsivo di Rudolf Steiner).

 

Forse la qualità più caratteristica in tale connessione era la sua totale abnegazione. L’euritmista russa Tatjana Kisseleff, che aveva lavorato per molti anni sotto la direzione di Marie Steiner, si ricorda di lei: • «Quale tratto fondamentale del suo essere sperimentai l’abnegazione: essere portatrice per le supreme mete spirituali sovrapersonali. Dove altri a volte percepivano arbitrio, soggettività, ingiustizia, mancanza di competenza o di conoscenza dell’uomo, io potei sperimentare come attraverso la mediazione di Marie Steiner parlasse una sorta di giudizio cosmico, avesse luogo un giudizio cosmico.»53

 

Agli occhi di Rudolf Steiner lei era una «sacerdotessa» spirituale,54 che predestinata dal destino, nei mondi spirituali custodiva l’altare invisibile al quale egli serviva lo Spirito. Il suo carattere retto, il suo senso della verità incorruttibile e specialmente la possente forza della sua anima, costituivano un solido fondamento per questo difficile compito.

Proprio sulla forza spirituale che stava dietro di lei, si espresse una volta Rudolf Steiner in un dialogo con Klara Walter:

▸«Vede … dietro alla Signora Steiner sta un’intensa forza spirituale, questo molti non riescono a sopportarlo.»55

 

Marie Steiner aveva tuttavia bisogno di una tale eccezionale forza spirituale per formare dalle forze della coscienza morale un involucro fisico-spirituale per il Maestro, che fosse sufficientemente forte, per proteggerlo da colpi e attacchi occulti. Infatti, come nessun’altra nelle sue vicinanze, lei sapeva dell’inesorabile ostilità nei suoi confronti da parte di alcune Società segrete occulte della Massoneria e di membri dell’Ordine dei Gesuiti, come pure del reale pericolo derivante da essi, che a volte minacciava persino la sua vita.56

 

Ita Wegman

Ita Wegman, nelle vicinanze di Rudolf Steiner rappresentava un impulso del tutto diverso. Dalle più pure forze della compassione e dell’amore, nella Presidenza esoterica lei doveva formare l’involucro eterico intorno all’Io di Rudolf Steiner, l’involucro che conteneva le forze risanatrici necessarie per il suo lavoro spirituale. La sua esperienza professionale come medico doveva giovarle particolarmente nell’adempimento di questo difficile compito. Perciò negli ultimi anni della sua vita terrena, nel suo lavoro spirituale Rudolf Steiner si reggeva soprattutto sulle forze del suo sacrificio d’amore. Nella sua lettera del 14 giugno 1924 a Ita Wegman egli scrisse: ▸ «Io medito con te nella tua meditazione e mi reggo sul tuo amore.»57

 

Ita Wegman che si trovava nel Movimento Antroposofico sin dai suoi primissimi inizi – divenne socia della Sezione tedesca della Società Teosofica e là incontrò Rudolf Steiner già nel 1902 a Berlino – dovette attendere il suo risveglio spirituale sino all’incendio del primo Goetheanum. Quando vide le possenti fiamme divampare verso il cielo oscuro, alla sua esperienza interiore si dischiuse non solo il collegamento del primo Goetheanum con il tempio di Artemisia a Efeso, bensì anche il suo proprio collegamento karmico con Rudolf Steiner, che risalì alla loro comune incarnazione nell’ambito dei Misteri di Efeso e oltre. Da questo momento, condotta dal sentimento dell’amore e della compassione con il Maestro, decise di consacrare completamente il suo lavoro e la sua vita a Rudolf Steiner e glielo comunicò nel 1923 durante il suo ciclo di conferenze a Penmaenmawr (Galles).

 

Così avvenne sulla Terra l’incontro del Maestro con il suo allievo più importante, che lo aveva accompagnato nel corso di molte incarnazioni sulla Terra e il cui risveglio al comune lavoro spirituale fu l’inizio del rinnovamento dell’intero impulso antroposofico, compiuto durante il Convegno di Natale.

 

Tale libera decisione dell’allievo più importante di Rudolf Steiner, di mettergli a disposizione, in base alla conoscenza del Karma, tutte le sue forze e capacità dal sacrificio d’amore e dall’infinita compassione dopo questa più grande tragedia, aprì a Rudolf Steiner la possibilità di indagare ambiti del mondo spirituale completamente nuovi e di guidare il Movimento Antroposofico in un modo del tutto nuovo.

 

Inoltre ora Rudolf Steiner potè reggersi anche sulle forze del proprio amore per questo suo allievo, quando nel mondo spirituale percepì come le potenze micheliane, che guidano il Movimento Antroposofico, guardarono con crescente benevolenza alla rinnovata collaborazione spirituale del Maestro con il suo allievo, che aveva le sue radici nel loro Karma comprendente millenni.

 

Così Rudolf Steiner nella lettera dell’11 giugno 1924 a Ita Wegman scrisse:

▸ «E ora posso parlare agli uomini diversamente da prima. Le potenze spirituali, la cui espressione è l’Antroposofia, vedono con benevolenza, con amore, come ora mi reggo sull’amore, che coltivo per la tua anima da me stimatissima. Essa mi è il più forte sostegno.»58

 

Da questo sacrificio d’amore e da questa compassione, che dopo essersi ammalato il Maestro diventarono ancor più profondi, Ita Wegman doveva creare intorno a Rudolf Steiner un involucro protettivo e risanatore, sufficientemente forte per proteggerlo dai Demoni, ai cui attacchi era esposto soprattutto durante la sua malattia, e la cui presenza Ita Wegman sperimentava in modo così forte intorno a lui.

 

In tale connessione Ita Wegman scrisse:

▸ «Si inserivano Demoni, che fecero minacce. Sapevo di molte di queste minacce, in parte compresi, in parte non compresi. Comprendere tutto sarebbe terribile, cosicché la questione mi rimane nascosta.»59

Così apparteneva ai compiti importanti di Ita Wegman contrapporsi con coraggio, faccia a faccia a questa terribile realtà, per essere accanto al Maestro in questa lotta invisibile.60

 

Albert Steffen

Albert Steffen, un grande poeta ed esoterista di sentimento straordinariamente fine, apparteneva ai pochi allievi nelle vicinanze di Rudolf Steiner, con esperienze spirituali originali. Perciò di lui Rudolf Steiner disse che non solo gli antroposofi, bensì anche l’Antroposofia stessa può imparare molto sulle vie reali nel mondo spirituale da Albert Steffen.

 

Meno di quaranta giorni prima della sua morte Rudolf Steiner scrisse di lui:

▸ «Egli [Steffen] non ha bisogno di imparare la via al mondo spirituale dall’Antroposofia. Ma l’Antroposofia può conoscere da lui un vivente ‘pellegrinaggio’ nel mondo dello Spirito, predisposto nella vita animica. Un tale Spirito di poeta, se viene percepito nel modo giusto, all’interno del Movimento Antroposofico deve essere percepito quale portatore di un messaggio dalla sfera dello Spirito. Deve essere sentito come destino buono il fatto che egli vuole agire all’interno di questo Movimento» (O.O. 36, 22.2.1925).

 

Infatti, nella Personalità di Albert Steffen agiva, secondo le parole di Rudolf Steiner nello stesso articolo, «la luce di questa verità», della verità dell’Antroposofia stessa (ibidem).

 

Una tale luce di verità antroposofica agisce nella pura luce astrale, nell’interiorità di un uomo che possiede nella propria anima una predisposizione innata e un successivo senso, educato coscientemente, per lo stupore, la venerazione e la fede nel mondo spirituale e nella scienza dello spirito, mediante la propria esperienza creativa in venerazione del suo contenuto. È possibile sentire queste qualità dell’anima non solo nelle opere artistiche di Albert Steffen, nella sua prosa, nei suoi drammi e nelle sue poesie, bensì anche nei suoi dipinti, specialmente nei suoi acquerelli. Assomigliano alla percezione del mondo di un bambino infinitamente saggio, colmo di stupore in venerazione per i Misteri dell’esistenza e con la più delicata sensibilità per la presenza e le azioni onnipresenti del mondo soprannaturale e delle entità spirituali che vivono in esso. Soprattutto nello straordinario dono della composizione, propria soltanto di Albert Steffen, con il suo carattere veramente immaginativo – i suoi acquerelli non si confondono con nessun altro artista -, nella sua particolare sensazione per i colori e nella capacità di esprimere nel mondo con i puri mezzi della pittura l’incrollabile fiducia, a lui propria sin dall’inizio, nelle forze buone dell’esistenza e la profonda fede manichea nella loro vittoria finale, che può avere soltanto un bambino o un grande saggio – in tutto ciò sono evidenti le qualità animiche di altissimo grado, proprie di Albert Steffen, delle quali si è parlato sopra.

 

Albert Steffen coltivava questi sentimenti non solo nei confronti delle comunicazioni della scienza dello spirito, ma soprattutto anche nei confronti del Maestro stesso. Da questi sentimenti, nella sua anima nacque l’immaginazione luminosa, della quale egli parlò nel suo discorso commemorativo durante la cerimonia funebre di Rudolf Steiner:

 

▸ «Allora questa immagine mi sorse dinanzi: l’universo, inondato di luce, un infinito oceano di Sole che lancia verso l’alto onde sempre lievi e tranquille, flutti che potrebbero essere ali di Angeli.

I miei occhi videro questa vita dell’astro solare e scorsero davanti ad esso la Luna crescente come un viso sorridente, un viso eternamente giovane, il volto di Rudolf Steiner. Guardava nel Sole, scambiava con esso parole.

Il suo capo, che era stato fino all’ultimo istante un sacro recipiente dei pensieri ed il suo cuore che aveva battuto tutta la vita pieno d’amore mi apparvero come la Luna innocente ed il Sole d’amore.

Quello che Rudolf Steiner volle trattenere fino all’ultimo nel suo corpo per servirci, egli, il servitore di Dio – quel pensare pienamente cosciente e quel cuore ardente d’amore si trovavano nel cielo dello Spirito, come una coppia di gemelli.

E come vidi ciò, mi dissi: Non ricadremo mai più nelle consuetudini del secolo oscuro. Per quanto falsità, bruttezza e cattiveria possano ancora gettarsi tanto spaventosamente su di noi, tali potenze non potranno più nuocerci nell’intimo fintantoché innalzeremo lo Spirito a questa immagine e ce ne ristoreremo e ne faremo una bevanda per noi vitale.

Poiché questo è il Gral e Rudolf Steiner il realizzatore di Parzival.»61

 

Chi sperimenta veramente questa reale immaginazione del mondo spirituale contemplata da Albert Steffen, può altrettanto sentire che le forze spirituali dell’anima di Albert Steffen, che gli avevano reso possibile questa percezione, erano proprio quelle forze, per le quali nella Presidenza esoterica egli era specialmente chiamato a prendersi cura del terzo involucro, quello astrale, dell’Io di Rudolf Steiner.

 

La particolare costellazione delle forze animiche

La straordinaria possibilità di collaborazione dei tre principali membri della Presidenza di Fondazione, in base alle loro qualità animico-spirituali che si suppliscono reciprocamente, si mostra con particolare chiarezza se osserviamo il comune agire di queste tre forze nell’anima umana.

 

Da questo punto di vista Marie Steiner rappresenta l’agire delle forze del pensare nella volontà, che secondo le indicazioni scientifico-spirituali di Rudolf Steiner è la costellazione magica dell’anima umana. Perciò l’individualità di Marie Steiner agiva veramente in modo magico sulle persone nei suoi dintorni e queste sperimentavano qualcosa di sovrumano in lei. Con ciò le forze del suo sentimento formavano come uno spazio interiore per produrre e sviluppare nella sua anima gli impulsi del pensare e della volontà.

Possiamo dire che le forze del sentimento in lei agivano entrando dalla periferia, mentre il pensare e la volontà provenivano dal centro del suo intimo essere, vale a dire dal suo Io.

 

In Ita Wegman invece le forze del pensare provenivano principalmente dalla periferia, mentre dal centro del suo Io agivano le forze della volontà e del sentimento. Questo nella sua anima rappresentava una costellazione d’iniziazione, che aveva portato con sé dalle sue precedenti incarnazioni. E per questo che Rudolf Steiner destinò proprio lei a dirigere insieme a lui la Prima Classe della Scuola Esoterica.62

 

Albert Steffen infine, nella cui anima le forze della volontà agivano dalla periferia e le forze del sentimento e del pensare dal suo Io, portava in sé una particolare disposizione allo sviluppo della nuova chiaroveggenza cosciente, e questo nella sua vita di poeta nutriva costantemente la sua fantasia creativa.

 

Così queste tre Personalità nella loro globalità rappresentavano i tre principali aspetti di tutti i veri Misteri, dei quali Rudolf Steiner dice:

▸ «In tutte le antiche Scuole occulte esistevano tre modi per raggiungere i più alti ambiti della conoscenza. Il primo modo era quello dell’iniziato, il secondo modo era quello del chiaroveggente e il terzo modo era quello del mago. Questi sono tre aspetti in origine fondamentalmente diversi l’uno dall’altro: l’iniziazione, la chiaroveggenza e la magia» (O.O. 101,21.10.1907-11).

 

Quanto detto vuole ora essere spiegato con tre esempi della vita di Marie Steiner, Ita Wegman e Albert Steffen.

In numerose memorie abbiamo la testimonianza che Marie Steiner disponeva effettivamente di una certa forza magica che agiva sulle persone intorno a lei, cosicché molti dopo averla incontrata avevano l’impressione che mediante lei agisse un certo essere superiore, sovrumano.63 Per cui le persone intorno a lei diventavano o suoi amici e ammiratori o appunto suoi nemici. Difficilmente una persona poteva sottrarsi alla forza interiore che scaturiva da lei.

 

È da ciò che trae origine il suo rapporto del tutto particolare con l’Impulso-Cristo che le rese possibile, già ai primissimi inizi della sua attività antroposofica, porre a Rudolf Steiner la decisiva domanda riguardo la necessità di compenetrare la saggezza teosofica con l’esoterismo cristiano, vale a dire riguardo la Teosofia «considerando l’Impulso-Cristo.»64

Questa particolarità animica di Marie Steiner portava in sé anche il suo profondo collegamento con Novalis e il suo individualismo magico, che non era fondato né sull’afferrare il Cristo in modo intellettuale-teologico, né sull’afferrarlo soltanto con i sentimenti in modo mistico, bensì su di un particolarissimo accesso «magico» al Cristo, raggiungibile soltanto in futuro al resto dell’umanità.

 

Il seguente episodio testimonia che Marie Steiner disponeva di queste forze magiche già sin dalla gioventù. Un giorno Marie e la sua amica durante una passeggiata in un bosco isolato nel Baltico incontrarono una muta di cani selvaggi affamati, che si precipitarono verso di loro abbaiando e digrignando. Per proteggere la sua amica Marie si fece avanti e sbarrò la via alla muta di cani. In questo momento di massimo pericolo, sperimentò nella sua anima un sentimento di completa quiete, dalla quale le derivò una possente forza interiore che, come attraverso una magia fece scappare i cani furiosi.65

 

Uno degli eventi centrali nella vita di Ita Wegman, che senza dubbi aveva il carattere di una vera iniziazione, vale a dire il risveglio dell’uomo alla soglia del mondo spirituale, o, ciò che è la stessa cosa, alla soglia della morte, avvenne durante la sua grave malattia nell’anno 1934. Nel tempo in cui si recò alla soglia del mondo spirituale, secondo la propria dichiarazione, sperimentò un incontro con l’entità del Cristo e Rudolf Steiner, «che mi mandarono di ritorno sulla Terra e attendono da me che io faccia qualcosa di diverso da ciò che ho fatto sinora.»66

 

Espresso diversamente, attendevano da Ita Wegman che da questo momento incominciasse ad operare sulla Terra dalla comprensione dell’essere dell’iniziazione da lei vissuta e dai suoi impulsi. Sebbene questa esperienza d’iniziazione ebbe luogo soltanto dopo la morte di Rudolf Steiner, lei aveva già la disposizione ad essa nel periodo della sua vita, quale fondamento interiore del loro rapporto.

 

Riguardo Albert Steffen ci sono numerosi esempi delle sue esperienze soprasensibili ed è sufficiente indicarne uno che ebbe luogo durante la sua esperienza del «sacramento della consacrazione dell’uomo» in occasione della fondazione della Christenge-meinschaft (Comunità dei cristiani) il 16 settembre 1922 nella Sala Bianca del primo Goetheanum.

Albert Steffen descrisse questa esperienza in un diario:

▸ «Oggi ha avuto luogo la prima consacrazione dell’uomo sulla Terra compiuta dallo Spirito, mentre era presente il Cristo risorto … Mi è lecito dire, che era presente il Cristo, poiché quando vennero pronunciate le parole pane e vino io contemplai il suo corpo vitale di luce risorto. È la prima volta che vidi dinanzi a me il Cristo quale essere.»67

 

Così queste tre individualità nelle immediate vicinanze di Rudolf Steiner dovevano rappresentare le tre principali direzioni di tutti i veri Misteri, quale fondamento per un nuovo impulso di rinnovamento di questi Misteri stessi, che era stato dato da Rudolf Steiner.

 

 

Tale connessione può essere riassunta anche in uno schema.

 

 

Soltanto mediante questa straordinaria costellazione di forze animiche, nel caso di un armonico agire comune e di un’armonica collaborazione di queste tre eminenti individualità, nel contempo polarmente l’una di fronte all’altra, avrebbe potuto essere formato un recipiente animico-spirituale unico nel suo tipo, per accogliere le ispirazioni mediante l’Io spirituale di Rudolf Steiner, persino ancora dopo la sua morte fisica.

Inoltre questo lavoro del cerchio interno doveva essere ampliato verso l’esterno dalle altre due Personalità della Presidenza Elisabeth Vreede e Guenther Wachsmuth (come possibilmente anche da un’altra persona, che tuttavia non era stata nominata68), per garantire anche la Direzione exoterica della Società Antroposofica.

 

L’attuale via a Rudolf Steiner

Dalla connessione illustrata consegue che era stata formata la Presidenza di Fondazione, quale archetipo di una nuova comunità esoterica – capace di agire insieme a Rudolf Steiner, indipendentemente dal fatto che egli dimorasse sulla Terra in una nuova incarnazione o nel mondo spirituale. Anche se tragicamente questa stessa Presidenza non è stata in grado di assolvere il compito, l’archetipo posto alla base da Rudolf Steiner rimane comunque in vigore sino ad oggi, se soltanto gli antroposofi lo vogliono realizzare sulla Terra nella loro libera volontà.69

 

Detto diversamente, anche oggi gli allievi di Rudolf Steiner possono creare i tre involucri descritti per le azioni del loro Maestro dal mondo spirituale sulla Terra. Infatti, l’archetipo più alto di questa azione occulta-sociale dato dal Cristo all’intera umanità, secondo le parole di Rudolf Steiner conserva la sua forza sino alla fine dell’evoluzione terrestre, vale a dire, può essere realizzato in ogni momento nella sua forma microcosmica-umana, mediante la comprensione spirituale e la volontà di sacrificio degli uomini che aspirano ad esso.

 

Se formiamo i descritti involucri animico-spirituali per l’Io di Rudolf Steiner, ci inoltriamo in una via che conduce all’esperienza della sua individualità nel nostro tempo. Questa è una via reale all’individualità spirituale di Rudolf Steiner. E nel contempo è una moderna via al Cristo, poiché le parole del Cristo «Tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me.» (Mt 25,40) conseguono il loro pieno significato, quando si tratta di un vero iniziato cristiano, che è portatore di un’impronta dell’Io del Cristo e con ciò anche un rappresentante umano dell’Impulso-Cristo sulla Terra.70

 

Così sul piano microcosmico gli antroposofi possono imparare già oggi ad operare coscientemente a ciò che alla fine dell’evoluzione terrestre sarà realizzato nell’intera umanità, quale totale compenetrazione con l’Impulso-Cristo.

 

 


 

Note:

47 – Conferenza tenuta al Goetheanum di Dornach il 30 marzo 2006 in occasione della cerimonia per l’anniversario della morte di Rudolf Steiner.

48 – Vedi dettagli in S. O. Prokofieff, Possano udirlo gli uomini. Il Mistero del Convegno di Natale, cap. 5 «L’archetipo esoterico della Presidenza di Fondazione», vol. II, Widar Edizioni, Venezia-Marghera 2004.

49 – Vedi nota 48.

50 – Vedi dettagli in S. O. Prokofieff, Possano udirlo gli uomini. Il Mistero del Convegno di Natale, cap. 1 «La vita di Rudolf Steiner alla luce del Convegno di Natale», voi. I, Widar Edizioni, Venezia-Marghera 2003.

51 – Vedi H. Wiesberger, Aus dem Leben von Marie Steiner-von Sivers. Biographische Beitrdge und e ine Biographie (Dalla vita di Marie Steiner-von Sivers. Contributi biografici e una biografia), Dornach 1956, pag. 28.

52 – Più tardi Rudolf Steiner osservò tale legge in modo così conscguente, che a Natale del 1912, durante la fondazione della Società Antroposofica indipendente dalla Società Teosofica, non solo non entrò nella Presidenza, ma non divenne ancora nemmeno socio. I motivi per cui egli più tardi lese questa «legge occulta», mettendosi egli stesso durante il Convegno di Natale al vertice della Società Antroposofica Universale, vennero da me osservati in un’altra opera. Vedi opera citata nella nota 50.

53 – Marie Steiner-von Sivers im Zeugnis von Tatjana Kisseleff, Johanna Mìieke, Walter Abendroth, Ernst von Schenk (Marie Steiner-von Sivers nella testimonianza di Tatjana Kisseleff, Johanna Miicke, Walter Abendroth, Ernst von Schenk), Basilea 1984, pag. 55.

54 – Lettera dell’8 aprile 1904, (O.O. 262), pag. 36.

55 – H. Wiesberger, «Marie Steiners Geistgestalt» (La figura spirituale di Marie Steiner), Nachriehtenblatt / Notiziario 51-52/1998.

56 – Riguardo l’operare comune di alcune Società segrete della Massoneria e dell’Ordine dei Gesuiti, vedi O.O. 167, 4.4.1916 e O.O. 198.3.7.1920.

57 – J. E. Zeylmans van Emmichoven, Wer war Ita Wegman. Eine Dokumentation (Chi era Ita Wegman. Una documentazione), vol. I, Heidelberg 1992, pag. 209.

58 – Vedi nota 57, pag. 207.

59 – Vedi fonte citata pag. 320.

60 – Ita Wegman portò già nell’anima le premesse per l’assunzione di un tale compito, perché un tempo nel mondo spirituale aveva già partecipato una volta ad una tale lotta spirituale e dovuto assumere in essa un ruolo di guida (Vedi O.O. 238, 16.9.1924).

61 – Albert Steffen, In memoria di Rudolf Steiner, Ed. Arcobaleno 1988.

62 – Marie Steiner invece, quale portatrice di forze magiche, era predestinata a dirigere più tardi insieme a Rudolf Steiner la Seconda Classe, che doveva avere un carattere rituale, vale a dire magico.

63 – Vedi op. cit. nella nota 48.

64 – Vedi op. cit. nella nota 48.

65 – Vedi Marie Savitch, Marie Steiner-von Sivers. Mitarbeiterìn von Rudolf Steiner (Marie Steiner-von Sivers. Collaboratrice di Rudolf Steiner), Dornach 1965.

66 – Dalla lettera a W. J. Stein del 9 gennaio 1935. Citata da J. E. Zeylmans van Emmichoven, Wer war Ita Wegman. Eine Dokumentation (Chi era Ita Wegman. Una documentazione), vol. 2, Heidelberg 1992, pag. 205.

67 – Citato da Rudolf F. Gàdeke, Die Grtinder der Christengemeinschaft. Ein Schicksalsnetz (I fondatori della Comunità dei cristiani. Una trama di destino), Dornach 1992, pag. 31.

68 – Questa individualità non deve essere stata in ogni caso Edith Maryon, nominata da Rudolf Steiner durante il Convegno di Natale Dirigente della Sezione delle arti figurative (tuttavia non alla presentazione della Presidenza durante l’assemblea, vedi O.O. 260).

69 – Questo naturalmente non riguarda soltanto la Presidenza a Dornach, bensì ogni gruppo antroposofico, che oggi cerca il contatto spirituale e la guida di Rudolf Steiner.

70 – Vedi precisazioni nell’op. cit. nella nota 50.

 

 

By | 2018-12-12T10:47:28+01:00 Dicembre 12th, 2018|I - DEL RAPPORTO CON R. STEINER|Commenti disabilitati su 05 – RUDOLF STEINER E LA PRESIDENZA DI FONDAZIONE