////06 – LE FASI DI SVILUPPO DELLA SOFIA DOPO IL MISTERO DEL GOLGOTA

06 – LE FASI DI SVILUPPO DELLA SOFIA DOPO IL MISTERO DEL GOLGOTA

Le fasi di sviluppo della Sofia dopo il mistero del Golgota

La celeste Sofia e l’essere Antroposofia


 

Così all’inizio della nostra cronologia abbiamo, nel contesto da noi considerato,

due modalità d’azione soprasensibile nell’evoluzione terrestre:

• l’azione continuata delle forze della Sofia che si manifesta nell’ulteriore sviluppo del pensiero umano

e nella sua graduale trasformazione a fattore centrale dello sviluppo della personalità umana,

• e l’impulso di gran lunga più potente e più esteso preveniente direttamente dal mistero del Golgota,

il quale nell’anima dell’uomo non desta solo una vita dei pensieri individualizzata,

bensì l’autocoscienza e il suo depositario: l’io individuale.59

 

Nel libro Gli enigmi della filosofia Rudolf Steiner caratterizza questo secondo «impulso molto più potente», facendo solo cenno alla sua fonte (il mistero del Golgota):

▸«Nei primi tempi del cristianesimo ha inizio una nuova epoca. L’anima dell’uomo ora non può più sentire il pensiero come una percezione proveniente dal mondo esterno. Lo percepisce quale creazione del proprio essere [interiore]. Un impulso molto più potente di ciò che fu la vita dei pensieri, irradia nell’anima dai sostrati del divenire spirituale. Nell’umanità l’autocoscienza si risveglia soltanto ora in un modo che corrisponde alla vera e propria natura di questa autocoscienza. Ciò che gli uomini sperimentavano in precedenza erano solo i sintomi di quanto nel senso più profondo si dovrebbe denominare esperienza interiore dell’autocoscienza. Ci si può affidare alla speranza che una futura osservazione dell’evoluzione spirituale possa denominare il periodo in questione, come «il periodo del risveglio dell’autocoscienza». Soltanto allora l’uomo, nel vero senso della parola, percepirà la totalità della propria vita animica come ‘io’».60

 

La notevole differenza nella forza di azione di questi due impulsi si manifestò già nella prima epoca d’evoluzione cristiana, da noi osservata in tempi di sette secoli (fino al 700/900 dopo Cristo), così che le forze della Sofia, le quali confluirono nell’umanità attraverso l’essere soprasensibile sopra descritto, si rivelarono molto deboli in confronto alla potenza dell’impulso omnicomprensivo emanato direttamente dal mistero del Golgota. Per questo motivo la coscienza individuale dell’io accesa nell’uomo da questo impulso, in un primo momento non potè ancora essere afferrata dai suoi pensieri.

 

Rudolf Steiner scrisse in merito: ▸«L’autocoscienza viene dapprima sperimentata, non ancora afferrata dal pensiero. Il pensiero continua a svilupparsi nell’occulto, nel calore della coscienza religiosa. Così trascorrono i primi sette, otto secoli dopo la fondazione del cristianesimo».

 

Nella conferenza del 10 gennaio 1915 Rudolf Steiner caratterizzò questa prima epoca dell’evoluzione cristiana nel seguente modo: ▸«Nella seconda epoca(18) abbiamo certamente a che fare con un pensare, tuttavia con un pensare che non è ancora propriamente degli uomini, è un pensare che viene suscitato da un impulso proveniente dal mondo spirituale (…) Ora non abbiamo più a che fare con percezioni del pensiero, bensì con l’ispirazione del pensiero suscitata dallo spirito».61

 

Di questo tipo fu la letteratura filosofica, colma di un profondo sentimento religioso, dei primi padri della chiesa fino a Giovanni Scoto Erigena, le cui opere rappresentavano già l’inizio della successiva epoca, caratterizzata da Rudolf Steiner nel seguente modo: ▸«L’epoca successiva ha tutt’altro carattere. I filosofi guida sentono il risveglio della forza di una vita del pensiero. L’anima dell’uomo ha fissato interiormente l’autonomia sperimentata attraverso i secoli. Inizia a cercare ciò che è la sua parte intrinseca primordiale. Trova che questa è la vita del pensiero. Tutto il resto le viene dato dall’esterno; il pensiero lo genera dai sostrati della sua stessa natura, partecipando in piena coscienza a questo generare».62

 

Al centro di questa nuova epoca sta senza alcun dubbio Tommaso d’Aquino, che per la prima volta nella storia spirituale dell’umanità cerca di afferrare con il pensiero e di portare veramente a coscienza il significato centrale della discesa del Cristo sulla Terra e del mistero del Golgota. Ora l’uomo sente sempre più i pensieri come qualcosa che è lui stesso a generare, come qualcosa di soggettivo che egli vorrebbe tuttavia, in piena coscienza, porre al servizio delle più elevate potenze soprasensibili, soprattutto però dell’impulso del Cristo, servendosene come unico mezzo per una comprensione del Cristo stesso.

Questa è l’intrinseca natura del «periodo della scolastica: la scoperta della soggettività del pensiero»,63 ed è al contempo un’epoca «in cui tale impulso interiore proveniente dal cristianesimo [dal mistero del Golgota], inizia ad essere colto dagli uomini stessi».64

Ma per potere gettare le basi di una comprensione pensante, ovvero pienamente cosciente dell’impulso del Cristo, nella seconda epoca cristiana dell’evoluzione filosofica, conquistando un rapporto individuale con il mondo soprasensibile, nell’evoluzione generale storico-spirituale dell’umanità dovette intervenire un secondo fatto, che vogliamo ora considerare.

 

Come abbiamo già osservato, l’essere soprasensibile a cui è dedicata la presente indagine, nella sua evoluzione all’interno dell’umanità, fino all’inizio di questa epoca, cioè fino agli anni dal 700 al 900 d.C., rimane in un certo senso indietro rispetto all’evoluzione generale dell’umanità civilizzata, la quale attraversa uno dopo l’altro i periodi di civiltà. Così questo essere soprasensibile nei due ultimi terzi dell’epoca egizio-babilonese-caldea-ebraica, nella quale l’umanità sviluppa l’anima senziente, attraversa nella propria evoluzione i gradi che nella vita dell’individuo umano corrispondono allo sviluppo del corpo fisico e del corpo eterico.

Un simile restare indietro si ripete nei due primi terzi del successivo periodo di civiltà greco-latino, durante il quale l’umanità sviluppa l’anima razionale o affettiva, mentre questo essere consegue lo sviluppo del suo corpo astrale (corpo delle sensazioni) e della sua anima senziente.

 

Soltanto nell’ultimo terzo dell’epoca greco-latina

le due correnti evolutive si congiungono veramente per la prima volta.

 

A partire dal 700-900 d.C. e sino all’inizio del presente quinto periodo di civiltà postatlantico,65 sia l’umanità, sia l’essere soprasensibile che agisce in essa, sviluppano la stessa parte costitutiva del proprio essere, l’anima razionale o affettiva. Questo si ripete, su un piano più elevato, durante il primo terzo del quinto periodo di civiltà, quando dal 1413 fino all’incirca al 2100 d.C. sia l’umanità della Terra, sia l’essere soprasensibile sviluppano contemporaneamente la successiva parte costitutiva. In seguito (vale a dire dopo il 2100 d.C.) i loro cammini evolutivi si separeranno nuovamente, ma allora l’essere soprasensibile non rimarrà indietro, bensì precederà l’evoluzione dell’umanità; in futuro non rimarrà dietro di essa, bensì la guiderà e la preparerà per lo sviluppo futuro del sé spirituale, dello spirito vitale e dell’uomo spirito nel corso del sesto e del settimo periodo di civiltà postatlantico e del primo periodo della grande epoca successivo.66 (I gradi evolutivi dell’essere soprasensibile che superano l’umanità verranno considerati più avanti.) Tutto questo può essere riassunto nel seguente schema.

 

 

 

 

 

 

 

Così l’essere soprasensibile che è la più recente parte costitutiva della celeste Sofia, si unisce definitivamente all’evoluzione umana per educare l’umanità, partendo dal pensiero umano individuale fino alla cosciente comprensione del mistero del Golgota, penetrando nell’anima di ogni singolo uomo, in un primo momento nella sua anima razionale o affettiva e poi, dall’anno 1413 nella sua anima cosciente.

 

Tutto questo però non è ancora sufficiente per educare l’umanità a comprendere e accogliere in piena, libera coscienza il mistero del Golgota. Così a quel tempo (negli anni dal 700 al 900 d.C.) dovette intervenire ancora qualcos’altro.

Infatti

• per conseguire la piena libertà nel pensiero,

l’uomo non necessita soltanto della presenza dell’essere della Sofia nella sua anima

come una sorta di maestro che lo conduce a una crescente autonomia interiore,

ma deve avere egli stesso a sua completa disposizione la cosmica sostanza del pensiero,

la sostanza che fino ad allora si trovava nel mondo spirituale dove veniva amministrata da Marduk-Michele,

il potente figlio della Sofia.67

 

 


 

Note tra parentesi:

(18) Calcolata dal momento della “nascita del pensiero” nell’antica Grecia fino all’incirca al 700 d.C. (vedi la seconda nota a pagina 70).

 

Note:

59 – Sulla salvazione dell’«Io» individuale umano attraverso il mistero del Golgota O.O. 149, 30.12.1913 e O.O. 152, 1.6.1914

60 – O.O. 18, cap. ‘Zur Orientierung iiber die Leitlinien der Darstellung’ (Orientamento alla guida della rappresentazione) e la seguente citazione

61 – O.O. 161,10.1.1915 e la seguente citazione

62 – nota 60

63 – O.O. 161, 10.1.1915

64 – Ibidem

65 – II quinto periodo postatlantico ebbe inizio nel 1413 e perdurerà fino al 3573 d.C. O.O. 185, 19.10.1918

66 – Sulla connessione delle sette epoche postatlantiche con lo sviluppo delle diverse parti costitutive dell’essere umano O.O. 103, 30.5.1908-1

67 – O.O. 243, 11.8.1924 e II parte cap. 1

 

 

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