////06 – LENIN E LE BASI OCCULTE DELL’INIZIAZIONE BOLSCEVICA

06 – LENIN E LE BASI OCCULTE DELL’INIZIAZIONE BOLSCEVICA

06 – Lenin e le basi occulte dell’iniziazione bolscevica

L’incontro con il male


 

La rivoluzione bolscevica in Russia fu legata fin dall’inizio al nome di Lenin, il fondatore del bolscevismo in quanto corrente politica occulta. Egli nacque nel 1870 a Simbirsk, una città situata lungo il basso corso del Volga, cioè precisamente in quella regione in cui, all’inizio dell’era cristiana, si trasferirono sul piano eterico quegli esseri demoniaci che nella conferenza «Un’immaginazione dell’Europa» Rudolf Steiner caratterizza quali fauni e satiri dell’antica Grecia completamente degradati. In tutto il territorio degli Urali e dei Preurali questi esseri astrali, concludendo in certo qual modo una sorta di matrimonio soprasensibile con altri esseri astrali portatori dell’intellettualità occidentale, generarono terrificanti ibridi, dotati di un intelletto brillante ma totalmente luciferico e di una potente volontà arimanica. Proprio da questi esseri demoniaci furono posseduti anche personalità come Lenin e i suoi compagni di lotta.67

 

Quando Lenin compì 17 anni, nella sua vita accadde un fatto decisivo. Il fratello maggiore, che era stato membro dell’organizzazione terroristica che aveva progettato e compiuto l’assassinio di Alessandro III fu arrestato, processato, condannato a morte e impiccato. Questo evento impressionò profondamente il fratello minore. Per alcune settimane egli fu letteralmente fuori di sé, finché non maturò la più importante decisione della sua vita: da allora in poi seppe che sarebbe stato un rivoluzionario.

Cominciò la sua attività sovversiva fin da quando era studente alla facoltà giuridica dell’università di Kazan. Dopo le prime manifestazioni studentesche fu espulso dall’università e, per quasi un anno, mandato al confino. Nel 1888 tornò dal confino già rivoluzionario di professione, ossessionato da una sola idea: abbattere lo zarismo e contemporaneamente vendicare la morte del fratello. Adottò per tutta la durata della sua carriera politica il principio: per ogni goccia di sangue versato rispondere con fiumi di sangue. Gli riuscì di vendicare appieno il fratello solo nel 1918 quando a Katerinenburg, su suo ordine, furono barbaramente uccisi lo Zar e la sua famiglia.

 

La pseudoscienza fondata da Lenin, chiamata in seguito «leninismo», aveva lo scopo principale di creare artificialmente nella figura del bolscevico «l’uomo nuovo», capostipite di una razza umana senza precedenti. Per avere un’immagine adeguata di quel che sarebbe dovuto diventare quest’uomo nuovo, è necessario prendere in considerazione le parole di Rudolf Steiner, il quale asserisce che nel bolscevismo abbiamo a che fare con la particolare iniziazione di una terribile forza demoniaca68 che scaturisce dalla sfera dell’abisso, cioè dalla sfera d’azione della bestia dell’Apocalisse.

 

Nel ciclo di conferenze sull’Apocalisse, tenute nel 1924 per i sacerdoti della Comunità dei Cristiani, Rudolf Steiner indicò che attraverso i bolscevichi agiva il demone solare Sorat in persona.69 In queste dichiarazioni è contenuta l’ulteriore conferma del legame da noi individuato tra i bolscevichi che presero il potere e l’impulso dell’Accademia di Gondishapur.

 

Qui, tuttavia, ci dobbiamo chiedere: che tipo di iniziazione era quella dei bolschevichi, e in che cosa consisteva? Perché com’è noto tutti, nessuno escluso, erano convinti materialisti e atei, e di conseguenza la loro iniziazione non poteva essere basata su un rapporto cosciente con quel mondo demoniaco dal quale essa proveniva. E, tuttavia, la loro iniziazione era tale che essi venivano progressivamente privati dell’«io» umano, diventando così armi obbedienti di quegli esseri demoniaci che servivano: «il drago e i suoi Angeli».

 

Coloro che, come l’autore di queste pagine, essendo già antroposofi trascorsero la gioventù in Russia ancora in regime bolscevico, poterono ben osservare come tale iniziazione avvenisse in pratica e quali forme concrete assumesse.

«Il partito comunista dell’Unione Sovietica» era, fin dall’inizio, organizzato in base ad un determinato principio, mediante il quale si determinava e si regolava severamente qualunque avanzamento nello stato di servizio dei suoi membri, cioè la loro promozione a posti sempre più elevati nella struttura gerarchica della nomenclatura di partito. In questo principio si può vedere la base di un’iniziazione infernale, completamente arimanica. Il meccanismo di questo processo consisteva in quanto segue.

Inizialmente un gruppo di partito di livello superiore affidava ad un gruppo di livello inferiore un determinato compito, consistente nella realizzazione di questo o quel programma. In tale programma erano definiti obiettivi concreti del partito relativi a quel dato stadio «di edificazione del comunismo», i quali obiettivi dovevano essere conseguiti dal gruppo di partito inferiore o da più gruppi «in tempi brevissimi».

 

Nel programma erano definiti anche gli orientamenti principali da seguire per raggiungere gli scopi prefissati. Al contrario, nel programma non erano espressi i mezzi concreti e i singoli passaggi pratici atti a conseguire gli obiettivi prefissati: essi venivano lasciati a discrezione dei membri del gruppo. Costoro, per individuarli, avevano bisogno di una determinata ispirazione. Poiché gli scopi e i compiti che il partito poneva loro dinanzi erano sempre di tipo arimanico, ne consegue che l’unica ispirazione che consentisse loro di raggiungere l’obiettivo fosse un’ispirazione arimanica. In tal modo, nulla sapendo di Arimane a livello cosciente i bolscevichi, senza sospettarlo, si rivolgevano continuamente a lui per averne aiuto e consigli e, ottenendoli, diventavano i suoi servi più coerenti e fedeli. Poiché, secondo le parole di Rudolf Steiner: ► «Questi programmi di partito nel mondo spirituale corrispondono a degli esseri; di conseguenza, quelli che si legano ad un programma di partito divengono seguaci di un determinato essere nel mondo soprasensibile».70 I bolscevichi, nel loro processo di iniziazione, divennero seguaci di questo potente essere demoniaco.

 

Da questo punto di vista acquistano un particolare significato tutte le adunanze «rituali» dei bolscevichi e, innanzitutto, le loro riunioni di partito e i congressi a tutti i livelli. Rudolf Steiner si espresse una volta in modo molto radicale a proposito di quel tipo di riunioni di materialisti: ► «Perché si tengono queste riunioni di materialisti? Per supplicare i diavoli [di Arimane]! E questo nel senso proprio del termine; solo che le persone non lo sanno».

Queste parole furono pronunciate quattro anni e mezzo prima della presa del potere da parte dei bolscevichi in Russia.71

 

Ma torniamo ad esaminare la natura della loro iniziazione. Come già detto, dopo aver ricevuto «dall’alto» un determinato compito, il gruppo di partito doveva poi trovare da sé il modo più veloce ed efficace per realizzarlo nella pratica. Pertanto, per risolvere con successo la questione, tutti i partecipanti dovevano sviluppare in sé due qualità interiori senza le quali l’ottenimento dell’ispirazione arimanica era impossibile. Una di queste consisteva nello sviluppo di un’intellettualità fredda e astratta, libera da qualunque sentimento e completamente priva di coscienza. Questa qualità si coltivava dunque coerentemente e sotto ogni aspetto in tutte le scuole bolsceviche, nelle scuole di partito, negli innumerevoli corsi di marxismo-leninismo, ecc. La seconda qualità era lo sviluppo, nell’uomo, di una volontà criminale e – per sua stessa essenza – bestiale, tale da non fermarsi davanti a nulla sulla via del conseguimento dei propri scopi.

Erano dunque queste le due colonne principali su cui si fondava l’iniziazione bolscevica. Che cosa esse significassero in pratica, lo si sarebbe scoperto fino in fondo più tardi, nella cosidetta epoca di Stalin.

 

Come nell’immagine rovesciata di una vera iniziazione, queste due qualità congiunte furono capaci di annientare velocemente e con efficacia nell’anima tutto quanto è collegato a sentimenti come amore, compassione, coscienza, sacrificio, gli unici a rendere un uomo essere umano in senso compiuto. Nell’iniziazione bolscevica questi sentimenti furono progressivamente sostituiti dall’interazione meccanica di un’intellettualità astratta e di una volontà fraudolenta e malvagia, capace di qualunque crudeltà e delitto pur di raggiungere gli scopi posti, spesso in forma anonima, dalle istanze superiori del partito.

 

Questa è l’essenza della moderna iniziazione della bestia, a causa della quale lo Spirito del male assoluto, lo Spirito di Sorat, uccidendo l’anima umana e occuppandone il posto ha trasformato l’uomo in un suo docile strumento. Dopo che il gruppo prima menzionato aveva svolto il compito assegnatogli, seguiva immediatamente la verifica del partito che doveva stabilire chi dei partecipanti alla realizzazione del programma si era mostrato più «coscienzioso» e attivo, contribuendo più degli altri al successo finale. Un tale lavoratore appartenente al partito dimostrava con le sue azioni che il principale incentivo ai suoi pensieri e comportamenti era unicamente l’impulso a facilitare la realizzazione della «missione» del partito, con tutti i mezzi a sua disposizione. Da un punto di vista occulto, egli dimostrava con ciò la massima capacità di assimilare l’ispirazione arimanica, e poteva così essere promosso e avanzare quindi al livello successivo della nomenclatura.

 

La procedura si ripeteva poi nuovamente, ma ad un livello superiore. Di nuovo «dall’alto», ma stavolta ad un gruppo di partito più potente, veniva attribuito un nuovo «compito», la cui esecuzione richiedeva dai suoi membri azioni ancor più radicali e un intelletto ancor più raffinato. Dopo di che, questa procedura di «selezione occulta» si ripeteva ancora e ancora, fino ad arrivare al «politburo», all’ufficio politico stesso. Così, in modo sistematico, cresceva in seno al partito «l’uomo nuovo», l’uomo del «radioso» futuro comunista.

 

Nel cammino già descritto, come potente metodo educativo doveva servire lo sconfinato terrore nel quale erano tenuti costantemente gli adepti dell’iniziazione arimanica. Il terrore non era peraltro infondato. Poiché colui il quale, in questo artificioso processo selettivo, identificandosi con le forze del male più radicali arrivava al limite delle sue possibilità di recepire l’iniziazione arimanica, improvvisamente diventava una persona non affidabile per il partito, veniva in breve dichiarato «nemico del popolo» e privato delle sue cariche; dopo di che, di norma, veniva liquidato fisicamente. Per questo sempre nuove ondate di purghe sanguinose dilagavano a tutti i livelli della gerarchia di partito e gli infiniti processi dimostrativi contro «i nemici del popolo» servivano a terrorizzare gli altri, cioè ad accelerare in modo significativo il processo di iniziazione arimanica.

 

L’unione di un intelletto raffinato con una volontà animalesca portò in breve tempo, nell’essere umano, alla completa atrofia della regione mediana o del cuore quale fonte principale dei suoi impulsi morali.

Contemporaneamente questo causò uno sviluppo ipertrofico degli istinti più bassi, non più contenuti, sia nella sfera intellettuale, sia in quella volitiva. Forze spirituali come la meraviglia, la compassione, la coscienza alle quali è legato il divenire, nell’uomo, della sua morale individuale e della responsabilità personale per ciò che accade nel mondo, dovevano essere completamente estirpati nell’«uomo nuovo».

Di fatto si annientava nell’uomo nuovo ciò che gli dava il diritto di definirsi uomo, il suo «io» individuale al quale, in quanto portatore del suo spirito, spettava la direzione di tutte le forze dell’anima.

 

Rudolf Steiner chiamava vita nell’anima cosciente una siffatta sovrana direzione permeata di Spirito delle forze spirituali nel pensare, sentire e volere da parte dell’«io» individuale, mentre il pieno dispiegamento delle sue forze nell’uomo è il compito principale dell’attuale quinto periodo di civiltà postatlantico.

L’iniziazione bolscevica, al contrario, portò al completo annientamento dell’anima cosciente, con la conseguenza che l’«io» umano non fu più in grado di condurre in essa un’esistenza degna dell’uomo, sprofondando inesorabilmente nel demoniaco subumano.

 

Nel vangelo di Matteo questa situazione si caratterizza con le parole del profeta Daniele a proposito dell’«orrore della devastazione, posta nel luogo santo» (24; 15). A questo punto si parla già della penetrazione dei demoni nel vero e proprio sancta sanctorum dell’essere umano, dove possono agire a buon diritto unicamente le forze dell’«io». Se esse ne vengono scacciate, l’uomo diventa nient’altro che un animale dal pensiero affinato, diventa cioè un essere il cui subcosciente è interamente sostenuto dai demoni di Sorat. Tale è dunque il frutto dell’iniziazione bolscevica.

 


 

Note:

67 – Rudolf Steiner, Drei Perspektiven der Anthroposophie. Kulturphànomene, geisteswissenschaftlich betrachtet (Fenomeni culturali. Tre prospettive dell’Antroposofia), O.O. 225, conferenza del 15 luglio 1923.

68 – Rudolf Steiner, Cegensatze in der Menschheitsentwicklung. West und Ost – Materialismus und Mystik – Wissen und Clauben (Contrasti nell’evoluzione dell’umanità. Occidente ed Oriente – Materialismo e mistica – Conoscenza e fede), O.O. 197, conferenza del 13 giugno 1920.

69 – Rudolf Steiner, Apokalypse und Priesterwirken (Apocalisse e agire sacerdotale), O.O. 346, conferenza del 12 settembre 1924.

70 – Rudolf Steiner, Ceisteswissenschaft als Erkenntnis der Crundimpulse sozialer Cestaltung (La scienza dello spirito come conoscenza dei principali impulsi per una formazione sociale), O.O. 199, conferenza del 7 agosto 1920.

71 – Rudolf Steiner, Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue quattro parti costitutive, (O.O. 145), conferenza del 28 marzo 1913.

 

 

By | 2019-12-03T11:39:43+01:00 Dicembre 3rd, 2019|IL BOLSCEVISMO QUALE PRINCIPIO DI INIZIAZIONE DEL MALE|Commenti disabilitati su 06 – LENIN E LE BASI OCCULTE DELL’INIZIAZIONE BOLSCEVICA