Sesto ritmo

Possano udirlo gli uomini


 

Il sesto ritmo ci conduce nella periferia spirituale della terra,

dove l’anima durante il secondo passaggio nella sfera lunare

si prepara direttamente alla prossima incarnazione terrena.

 

Adesso tutta la sua attenzione è rivolta all’«archetipo» dell’uomo terrestre

formato da essa nella sfera solare, che ora con l’aiuto delle forze lunari

vuole unirsi presto alla corrente ereditaria, alla cui fine sulla terra si trovano i suoi genitori.

• È per questo che Rudolf Steiner in questo ritmo

diede lettura delle tre parti microcosmiche della meditazione

aggiungendo ancora una volta come parte integrante la quarta parte.

 

Con ciò egli indicò il dato di fatto, che l’anima

viene guidata dallo Spirito Santo o Spirito di Cristo anche nella sfera lunare

come viene guidata fino a qui nella sfera solare.

• Questo emerge con particolare chiarezza dal ritmo stesso,

consistente nelle due righe più importanti della quarta parte,

che si rivolgono direttamente all’essere solare del Cristo

e in quattro righe rivolte agli spiriti elementari (i portatori delle forze lunari)

negli adiacenti dintorni soprasensibili della terra.

 

Visto globalmente è quindi possibile illustrare il ritmo di questo giorno

con una raffigurazione simbolica: la mezza luna che porta in sé il disco del sole

e viene illuminata da raggi di luce, che fluiscono dall’alto, dai mondi stellari:

 

 

Dalle comunicazioni scientifico-spirituali di Rudolf Steiner sappiamo,

che questa figura è l’immaginazione cosmica del Gral nella «scrittura stellare»

o la comunione peregrinante nel cielo,

laddove «in verità lo spirito solare riposa nella coppa lunare» (O.O. 149, 2.1.1914).

Ma questa figura contiene oltre all’aspetto macrocosmico

anche un aspetto del Gral microcosmico, che indica la natura della sua iniziazione.

 

• In molte conferenze Rudolf Steiner ha illustrato il processo di iniziazione nei misteri del Gral. Nel nostro contesto è di particolare importanza la descrizione data in una delle lezioni esoteriche dal titolo «La missione dell’uomo sulla terra».63 Qui, Rudolf Steiner illustra che l’uomo nel percorso dell’iniziazione del Gral «entra nel luogo dei misteri del proprio cuore», dove, in seguito ad una corrispondente preparazione, può essere raggiunto il Santo Gral. Nella stessa lezione si parla inoltre dell’essere del Cristo, il quale «vive nella luce spirituale, che irradia la coppa santificandola». Del Gral nel cuore dell’uomo viene però detto che esso «fu preparato per epoche, affinché, quando fosse giunto il tempo, potesse essere in grado di contenere in sé il sangue di Cristo, la vita del Cristo». Visto globalmente, in questa descrizione di Rudolf Steiner possiamo trovare gli stessi tre elementi fondamentali come nel sesto ritmo: la luce del Cristo, il contenuto della sacra coppa (il sangue e la vita del Cristo) e la coppa stessa che si forma nel cuore dell’uomo. Premesso ora, che anche oggi gli spiriti elementari al servizio del Cristo, i quali nella meditazione della Pietra di Fondazione si rivolgono agli uomini per tre volte, partecipiamo a questa «preparazione», possiamo illustrare il ritmo come segue:

 

 

Nell’esperienza del Gral, come descritto nella letteratura dedicata ad esso,

si possono pure distinguere tre gradi costituenti l’intero uomo tripartito.

• Così la prima esperienza del ricercatore del Gral è la contemplazione del Gral,

in cui partecipa prevalentemente il sistema del capo.

• Nel secondo grado le forze del Gral penetrano fino nel sistema ritmico,

colmando il cuore di una beatitudine indescrivibile (esso giubila).

• Nel terzo grado infine si compie la comunione

che conduce alla penetrazione delle forze del Gral nel sistema del ricambio (e nel sistema delle membra),

è ciò che spesso viene descritto come l’alimentazione mediante il Gral, vale a dire

quale vivificazione delle forze fisiche dell’uomo in modo puramente spirituale

(tutto ciò corrisponde anche alla penetrazione delle forze del Gral nelle rispettive forze del pensare, sentire e volere).

 

Nella sua prima visita alla fortezza del Gral,

Parzival vive soltanto la prima e in parte la seconda esperienza, ma non la terza;

mosso dalla compassione, nonostante tutto egli non pone la domanda,

la quale non deve avere un carattere intellettuale, bensì un carattere di volontà.

In questi tre gradi si può vedere con chiarezza che

• nel primo grado l’uomo contempla la luce del Gral, la quale però proviene ancora dall’esterno,

• nel secondo grado il sole spirituale sorge nel suo cuore, colmandolo di una gioia indescrivibile,

• e nel terzo grado egli si congiunge con gli spiriti elementari al servizio del Cristo,

che sostengono e rafforzano le sue forze morali fino entro le forze fisiche (lo alimentano).

 

Ma il ruolo degli spiriti elementari collegati alla sfera del Cristo non si limita a questo.

Rudolf Steiner illustra il secondo aspetto della loro azione nel «Nuovo mito di Iside»,

dove gli spiriti elementari rivestono anche un ruolo importante.

Questo mito venne raccontato da Rudolf Steiner in una conferenza il 6 gennaio 1918.

• Esso si conclude rivelando che sono gli spiriti elementari a restituire alla nuova Iside

(alla Sofia) il suo «rampollo» perduto:

«Ma venne un giorno in cui essa potè accoglierlo nella sua vera figura…

dalle mani di una serie di spiriti, che erano spiriti elementari della natura» (O.O. 180).

 

Questo «rampollo» della nuova Iside è connesso allo sviluppo delle forze dell’io superiore nell’uomo.

Per cui, quando le fu restituito in modo così meraviglioso,

nella sua anima si svilupparono le forze di una nuova chiaroveggenza,

grazie alla quale le si «rivelò il significato giovanneo del Mistero del Golgota»

e la sua «corona di carta» venne trasformata «in una reale corona d’oro di vera saggezza» (ibidem).

 

Da ciò si può dedurre, che a partire dal nostro tempo, sono proprio gli spiriti elementari al servizio del Cristo

che cercano di trasmettere all’uomo la conoscenza esoterica o «giovannea» del Mistero del Golgota,

invocando incessantemente: «Possano udirlo gli uomini! »

• Troviamo un riferimento a questi spiriti elementari

anche nelle parole dell’immaginazione di Michele data da Rudolf Steiner

nel suo «Ultimo discorso» alla vigilia di San Michele:

«Voi chiari esseri del mondo eterico, Portate all’uomo la Parola del Cristo» (0.0. 238, 28.9.1924).

 

La loro partecipazione quindi, sia nel «Mito della nuova Iside», sia nelle righe citate della meditazione,

indica il collegamento di questi spiriti elementari al servizio del Cristo, con Sofia e Michele.

 

Possiamo approfondire ulteriormente il loro collegamento con l’attuale spirito del tempo se osserviamo quanto segue. Nell’osservazione del precedente ritmo abbiamo già rivelato che Michele dal XV al XVIII secolo nella sfera solare condusse una scuola soprasensibile, alla quale, come illustrato da Rudolf Steiner, accanto alle anime umane convocate e a tutti gli spiriti della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Arcai) collegati con la corrente solare di Michele «parteciparono» anche «numerosi esseri elementari» (O.O. 240, 27.8.1924).

Durante il passaggio dal XVIII al XIX secolo, ora nei dintorni spirituali adiacenti alla terra (nella sfera lunare), Michele diede continuazione alle istruzioni nella sua scuola soprasensibile in un «possente culto immaginativo» (0.0. 237, 1.8.1924), al quale senza alcun dubbio parteciparono anche gli spiriti elementari al servizio del Cristo, poiché la sfera lunare, è il loro originario luogo di dimora.64

Al culto immaginativo era collegata inoltre l’esigenza di considerare la natura in un modo nuovo, vale a dire la sfera d’azione degli spiriti elementari.

 

Rudolf Steiner dice:

• «E questo è l’impulso di Michele: di condurre nuovamente gli uomini ad aprire di nuovo il grande libro della natura, a leggere nel ‘libro della natura’» (0.0. 237, 1.8.1924),

e ciò significa «trovare i retroscena spirituali della natura» (ibidem).65

Oggi, essendo il più importante evento spirituale l’inizio dell’apparizione del Cristo nella sfera eterica, alla quale appartengono anche gli spiriti elementari, questo significa che:

«Prima del Mistero del Golgota l’umanità vedeva la natura tutta compenetrata di anima e di spirito. Dopo il Mistero del Golgota l’umanità deve sforzarsi affinché la natura compenetrata di anima e di spirito costituisca il seguito del Cristo, affinché gli spiriti della natura vengano veduti tutti al seguito del Cristo, poiché senza di Lui, non possono essere veduti» (0.0. 226, 21.5.1923).66

E dopo queste parole Rudolf Steiner richiamò l’attenzione al ruolo speciale che rivestirà l’Arcangelo Widar in questo processo, • «quando ricomparirà in rinnovata figura,… dopo che egli stesso si sarà convertito al cristianesimo» (ibidem).67

 

Così il ritmo di questo giorno ci parla del fatto, che nei dintorni spirituali della terra (la sfera lunare) vivono gli spiriti della natura che appartengono ai dintorni eterici del Cristo. Sono gli esseri elementari, i quali hanno già udito il suo appello, che risuona in tutte le quattro regioni del cielo e i quali hanno accolto l’impulso del sole spirituale, che grazie al Mistero del Golgota risplende nell’oscurità della natura terrena. A questi spiriti elementari, al servizio del Cristo già dalla svolta dei tempi, alla fine dell’epoca oscura, il Kali Yuga, nell’anno 1899, si aggiunsero ancora altri spiriti elementari, «nati» in quell’istante dell’evoluzione del mondo per formare il seguito del Cristo eterico nei dintorni soprasensibili adiacenti alla terra a partire dagli anni trenta del XX secolo.

• «Coloro che avranno risvegliato lo spirito, nei processi della natura potranno vedere nuove entità», così lo illustrò Rudolf Steiner.

Gli uomini, nei quali «si risveglieranno le forze chiaroveggenti, vedranno emergere dalla natura morente nuove entità elementari… Con ciò va considerato, che alla svolta del XX secolo avverrà per così dire in ogni caso la nascita di un nuovo regno di esseri della natura,68 che scaturirà dalla natura quale sorgente spirituale e diverrà visibile e sperimentabile per gli uomini» (O.O. 130, 19.9.1911).

 

Rudolf Steiner definì l’apparizione di questi spiriti elementari nella sfera eterica della terra un «grande capovolgimento» ed egli rilevò, che «tutti questi eventi si raggruppano intorno al futuro evento del Cristo» (ibidem).

Se dunque nel sesto ritmo si parla del fatto che gli spiriti elementari dall’oriente, occidente, nord e sud odono il Cristo-Sole e perseverano nel loro appello agli uomini: «Possano udirlo gli uomini!», possiamo apprendere che moltissimo nell’evoluzione della terra dipende dal fatto, che gli uomini odano o non odano il loro appello.

Rudolf Steiner, già in riferimento alla nascita di questi esseri elementari, rileva:

«Sta infatti nella volontà degli uomini che essi vogliano accogliere in sé tali cose per la salvezza dell’umanità o vogliano lasciarsele sfuggire; ciò [condurrà poi] alla catastrofe» (ibidem).

 

Nell’ultimo caso, sarebbe particolarmente grande il pericolo per gli uomini, di passare accanto all’apparizione eterica del Cristo, ignorandola. Se l’umanità tuttavia non dovesse accorgersi di questo evento centrale del nostro tempo, di cui oggi parla la scienza dello spirito e il quale viene annunciato dai nuovi spiriti elementari, essa «sprofonderà nel fango materialistico» (0.0. 118, 20.2.1910), «si devasterà e si dissecherà» (0.0. 118, 30.1.1910).

Affinché questa catastrofe non irrompa nell’umanità è venuta nel nostro mondo la scienza dello spirito, la cui meta principale è rafforzare negli uomini terrestri l’impulso spirituale che è in grado di condurli a una nuova esperienza chiaroveggente del Cristo-Sole nell’esistenza terrestre. Infatti, oggi l’umanità, nella sua evoluzione spirituale è giunta al seguente bivio fatale:

«O giù o su; o in qualcosa, che come un Kamaloka universale, si trova ancora più sotto del Kali Yuga» (0.0. 116, 9.3.1910), o nella sfera spirituale adiacente alla terra, dove oggi può essere sperimentato il Cristo eterico.

 

Ciò significa in senso del sesto ritmo: O l’umanità percepisce l’appello degli spiriti elementari per rafforzare l’impulso spirituale nella civiltà terrestre, il quale conduce ad un incontro cosciente con il Cristo eterico, o altrimenti le potenze degli ambiti inferiori della sfera lunare si manifestano sulla terra con tutta la loro forza demoniaca e trasformano ogni vita in un «Kamaloka universale».

Nel nostro periodo, alla svolta del secolo, sembra che l’umanità si trovi già sulla via verso il «Kamaloka universale». Al cospetto di questa spaventosa prospettiva, l’impulso esoterico del Convegno di Natale, rivolto a rafforzare l’impulso spirituale nell’evoluzione terrestre, acquista particolare importanza come pure l’appello degli spiriti elementari di udirlo.

 

Già durante il Convegno di Natale stesso, la partecipazione attiva degli spiriti elementari ad esso si manifestò fino a provocare un improvviso cambiamento delle condizioni atmosferiche intorno a Dornach. Soltanto nel sesto ritmo Rudolf Steiner si appellò quindi direttamente ad essi quali «spiriti elementari» anziché indirizzare la parola agli «spiriti degli elementi» come egli aveva fatto durante la Posa della Pietra di Fondazione, ed egli ripetè questo appello anche l’ultimo giorno del Convegno di Natale (1.1.1924). Secondo comunicazioni di Ernst Lehrs, a una domanda in merito posta da Ita Wegman, Rudolf Steiner replicò: «Nella sfera di questi spiriti, come si manifesta anche nelle condizioni atmosferiche subentrate, sarebbe sorta un’irrequietezza in riguardo al fatto che ciò che egli aveva intrapreso [nel Convegno di Natale] venga accolto in modo giusto anche dagli uomini. È per questo che egli dovette appellarsi direttamente ad essi» (Lehrs, pag. 262).

 

E questo mostra l’intero significato dell’alternativa dinanzi alla quale

è posto ogni antroposofo dopo il Convegno di Natale:

• o seguire l’invocazione degli spiriti elementari al servizio del Cristo,

• o diventare testimoni di come l’umanità sprofonda definitivamente nel «Kamaloka universale».

 

Possiamo resistere a questo terribile futuro soltanto, se portiamo a coscienza

che non sono le forze lunari, ma sono le forze solari

che guidano l’evoluzione terrestre dopo il Mistero del Golgota e che

«la prima spinta per diventare sole è stata data alla nostra terra allora,

quando sul Golgota fluì il sangue dalle ferite del Redentore.

Allora la terra incominciò a risplendere…» (O.O. 112, 6.7.1909).

 

Nel nostro tempo

ogni uomo può partecipare a questo processo oggettivo,

affinché la terra divenga un nuovo «centro cosmico» (ibidem),

purché egli sia disposto a colmare la sua anima

di una nuova conoscenza del Cristo, datagli oggi dall’Antroposofia.

 

Allora accadrà ciò che Rudolf Steiner illustra come segue:

«I corpi eterici degli uomini che hanno trovato un rapporto con l’impulso del Cristo,

sono stati compenetrati dai raggi, hanno accolto in sé – se hanno compreso il Cristo

la forza risplendente che da allora [dal Mistero del Golgota] è nella terra,

la nuova forza luminosa della terra. Essi hanno accolto nei corpi eterici la luce del Cristo!

La luce del Cristo fluisce nei corpi eterici degli uomini» (ibidem).

 

E questa luce conduce i loro corpi eterici alla «resurrezione», come sopra descritto in connessione con il i primo ritmo.

I corpi eterici così «risorti» mediante la luminosa forza del Cristo,

formano poi intorno alla terra una sorta di anello eterico

che accoglie la luce del Cristo proveniente dal suo centro e la riflette.

Allora, in questa luce riflessa apparirà e agirà lo Spirito di cui abbiamo parlato prima,

per entrare da qui nella coscienza degli uomini.

 

Con le parole di Rudolf Steiner:

«Come la luce del Cristo irradia dalla terra,

così abbiamo una specie di riverbero della luce del Cristo nella sfera circostante la terra.69

Ciò che qui viene rispecchiato quale luce del Cristo, e che è entrato come conseguenza dell’evento del Cristo,

è quello che il Cristo chiama Spirito Santo» (ibidem).70

 

Le seguenti due righe della quarta parte della meditazione

indicano questo processo nel sesto ritmo:

Luce divina,

Cristo-Sole,

come riferimento reciproco quale periferia e centro.

 

Al centro il Cristo-Sole risplendente dal punto centrale della terra

e intorno ad esso «l’anello eterico» che si sta formando,

il quale riflette la luce divina o luce del Cristo, in cui si rivela lo Spirito

«Alla svolta dei tempi La luce dello spirito universale entrò / Nella corrente dell’essere terreno».

 

• Sebbene nel sesto ritmo non viene pronunciata la parola «Spirito»,

questo ritmo è comunque collegato con il principio dello Spirito Santo

come il precedente quinto ritmo è collegato con il principio del Figlio

e il quarto ritmo con il principio del Padre.

• Infatti, lo Spirito Santo, che agisce nella luce del Cristo riflessa dall’«anello eterico»,

entra nella coscienza dell’uomo in modo tale da non spegnere il suo io,

bensì al contrario, lo rafforza offrendogli la possibilità di entrare coscientemente  nel mondo spirituale.

 

E non solo:

quando l’uomo ha accolto in sé le forze dello Spirito Santo, egli può operare con le entità assegnate allo Spirito Santo,

le entità della terra gerarchica, gli spiriti del tempo, gli spiriti di popolo e gli Angeli custodi,

che nella sfera spirituale adiacente compiono la loro azione affinché a poco a poco la terra divenga un nuovo sole.

• E così, quando l’uomo si è compenetrato dello Spirito, egli può iniziare

a partecipare in piena coscienza al processo del divenire-sole della terra.

Gli spiriti elementari al servizio del Cristo lo fanno già

e invocano gli uomini a collaborare a tale processo: «Possano udirlo gli uomini!»

 

Rudolf Steiner indicò la possibilità di collaborazione dell’uomo a tale metamorfosi della terra, quando disse:

«Con l’evento sul Golgota, quando fluì il sangue dalle ferite del grande Redentore, quando il sangue cosmico del cuore compenetrò la terra e le sue forze si riversarono fino nel punto centrale, allora la terra divenne luminosa, dall’interno irraggiò la luce nei suoi dintorni. Allora, fu data anche la possibilità per ogni individualità umana, di sperimentare questa luce in se stessa» (O.O. 265), vale a dire la stessa luce in cui può essere trovato lo Spirito.

«Allora il grande spirito solare ha preceduto nell’umanità la vita in un corpo umano, ciò che in sé ogni uomo può vivere in conformità. Mediante lui è data la possibilità. Colmarsi dello Spirito del Cristo, riconoscere se stesso come punto centrale, vivente in questo Spirito, attraverso il quale la luce spirituale, la forza spirituale e il calore spirituale può fluire nella terra, questa è la missione del singolo uomo e dell’intera umanità, poiché è così che potrà riscattare la terra ed innalzarla alle regioni spirituali» (0.0. 265),

e questo significa condurla alla spiritualizzazione e alla futura unione con il sole.

Infatti, • «con l’evento sul Golgota… fu posto il germe per la riunificazione di sole e terra» (ibidem).

 

Nell’apocalisse, l’immagine della celeste Sofia indica tale futuro (vedi 0.0. 104, 26.6.1908): «una donna, vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo» (cap. 12, 1).

Nel sesto ritmo questa immagine emerge dalla «luce divina» delle sfere stellari, dal «Cristo-Sole» e dall’azione degli «spiriti elementari» nei dintorni lunari della terra. Con ciò la nostra precedente comunicazione sulla partecipazione della Sofia in questo ritmo ottiene un’ulteriore conferma.

Tutto ciò può essere trovato nel ritmo di questo giorno, grazie al commento che lo accompagna.

 

In un primo momento Rudolf Steiner rilevò il significato centrale del Mistero del Golgota per l’evoluzione della terra e poi diede lettura all’intera quarta parte della meditazione. Come preparazione egli commentò:

«E riassumendo il tutto nel ricordo dell’evento del Golgota, che all’intera evoluzione della terra dà il suo significato.»

Non molto prima del Convegno di Natale, in una conferenza del 17.5.1923 (O.O. 226) Rudolf Steiner si espresse su tale «significato della terra»:

«Prima del Mistero del Golgota il significato della terra si trovava sul sole. Dal Mistero del Golgota il significato della terra è unito alla terra stessa. Questo vorrebbe portare l’Antroposofia all’umanità come un perpetuo mistero della Pentecoste».

 

Nel ritmo stesso, tale mistero della Pentecoste, consistente nella conoscenza del significato delle terra, che dal Mistero del Golgota contiene il fatto che la terra diviene il nuovo sole universale e il punto centrale del futuro cosmo dell’amore (vedi 0.0. 13), viene portato ad espressione anche nelle due righe citate della quarta parte della meditazione.

Nel ritmo di questo giorno, Rudolf Steiner collegò inoltre a tale mistero, il riferimento agli spiriti elementari che partecipano a questo processo:

Questo odono gli spiriti elementari

da oriente, occidente, nord, sud.

Dopodiché egli concluse l’intero ritmo con l’appello degli spiriti elementari all’uomo di partecipare coscientemente a questo lavoro:

Possano udirlo gli uomini!

 

Ciò che si dischiude all’uomo, se egli ode questo appello, fu caratterizzato da Rudolf Steiner nel suo commento a questo ritmo, quando egli rilevò «come questa luce divina, questo Cristo-Sole risplendono in maniera tale che essi possono essere uditi quali soli risplendenti da oriente, occidente, nord, sud». L’indicazione della parola «sole» in plurale dirige nuovamente la nostra attenzione al processo del rispecchiamento sopra descritto del Cristo-Sole centrale mediante «l’anello eterico» che circonda la terra.

Infatti. In questo processo la «luce divina» riflessa, che agisce dalla periferia, rese multipla la forza del sole, trasformandola per la percezione immaginativa in numerosi soli e nella sua totalità • «questa forza formerà una sfera intorno alla terra che è nel divenire del sole» (0.0. 112, 6.7.1909).

 

Per tale motivo Rudolf Steiner in questo sesto ritmo rivelò il dato di fatto, che qui gli uomini non odono soltanto un’annunciazione degli spiriti elementari, i quali agiscono nelle diverse regioni del mondo: «in oriente, occidente, nord, sud», bensì che questi, insieme agli uomini che vogliono partecipare coscientemente al processo di spiritualizzazione della terra, odono anche la voce dello Spirito e attraverso di essa la voce del Cristo stesso, che risuona loro da tutti i lati della sfera solare che si forma intorno alla terra, quale nuovo regno terrestre del Cristo.71

Dal ritmo di questo giorno è rilevabile che l’esperienza dei numerosi soli risplendenti nell’«anello eterico» fu di tale intensità, che Rudolf Steiner quando pronunciò l’ultima strofa della quarta parte della meditazione, trasformò «diretto alla meta» in «colmo di luce» rilevando così ancora una volta la necessità della cosciente partecipazione di ogni uomo a questo divenire-sole della terra.

 

Nelle conferenze sul ritorno eterico del Cristo, Rudolf Steiner nominò questo nuovo regno solare, che a poco a poco si sta formando intorno alla terra, la vera Shamballa o la sfera in cui la terra è già concepita nel divenire-sole. Così ciascun uomo, che oggi vuole essere partecipe coscientemente a tale processo, deve trovare la via che conduce a questa terra soprasensibile («l’anello eterico» in cui agisce, quale punto centrale il corpo eterico unico dell’anima natanica).

«E ciò che vedranno per primo gli uomini, quando Shamballa si mostrerà di nuovo

sarà il Cristo nella sua figura eterica» (O.O. 118, 6.3.1910).

 

Il seme del nuovo «Cristo-Sole», immerso nel centro della terra mediante il Mistero del Golgota, la cui «luce divina» riflessa dall’«anello eterico» diviene la luce del ritorno,72 che si rivela «da oriente, occidente, nord, sud» in una moltitudine di soli risplendenti e risuonanti, la cui luce e il cui suono ricolmano Shamballa – tutto questo appartiene oggi ai misteri del Cristo eterico, di cui ci parla il ritmo di questo sesto giorno.

 

Questo ritorno viene descritto nei vangeli con le seguenti parole:

«Allora si vedrà il Figlio dell’uomo giungere tra le nuvole con grande forza e gloria.

E poi manderà i suoi Angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti,

dall’estremità della terra all’estremità del cielo» (Mc 13,26-27).

 

• La parola «nuvola» indica i dintorni eterici della terra,

infatti la nuvola è composta di acqua, ciò che è l’espressione fisica dell