/////09 – LA VIA DEL MAESTRO DELL’UMANITÀ – NONA EPOCA (56-63/UOMO SPIRITO)

09 – LA VIA DEL MAESTRO DELL’UMANITÀ – NONA EPOCA (56-63/UOMO SPIRITO)

La via del maestro dell’umanità – Settima epoca (56-63/uomo spirito)

Rudolf Steiner e la Fondazione dei Nuovi Misteri


 

Quando Rudolf Steiner iniziò il suo nono settennio, che sta sotto la speciale influenza delle forze di Saturno,

egli si avvicinò a un certo compimento del suo pellegrinaggio cosmico-terrestre attraverso le sfere planetarie,

e così si avvicinò spiritualmente ai confini del sistema solare.

 

Qui possono venir accolte le ispirazioni dell’intero macrocosmo divino, e solamente qui giunsero fino a lui, nella loro forma originaria, i grandi segreti universali della sfera solare di Michele, che formano le basi per l’intera evoluzione dell’umanità:

«Perchè se si vuol penetrare in quanto si riferisce proprio ai segreti di Michele, a ciò che opera dalla regione spirituale del Sole, bisogna, dalla Terra, guardare in su nei segreti universali attraverso la sapienza di Saturno. Poi si deve poter provare e vivere quel crepuscolo nel mondo spirituale, che deriva da Orifiele che domina su Saturno, Orifiele che fu l’arcangelo guida al tempo del Mistero del Golgota e che lo sarà di nuovo dopo che sarà trascorso il tempo di Michele.»106

 

Ma nel nostro tempo Michele influisce direttamente dalla sfera terrestre, nella quale egli è disceso nell’anno 1879, influisce sugli avvenimenti terreni e in particolare nella sfera sociale, stando immediatamente tra gli uomini. Qui si dispiega ora la lotta decisiva per il destino futuro dell’umanità: è il vero combattimento di Michele con il drago, al quale anche gli uomini devono partecipare, poiché viviamo nell’epoca della libertà. Infatti l’esito di questo combattimento sta soprattutto nelle mani degli uomini.

Perciò è necessario riconoscere come, nella nostra epoca della libertà, la situazione si è fatta critica, e qui dobbiamo portare a coscienza con la massima serietà che oggi non solo gli uomini dipendono dagli dèi, bensì anche gli dèi dagli uomini.107

Per questo l’antroposofia, che fu inviata in Terra da Michele, deve sempre essergli a lato, laddove il suo combattimento con le potenze dell’ostacolo è particolarmente grave e dove gli uomini, per mancanza di comprensione per i veri nessi tra gli avvenimenti, gli vengono troppo poco in aiuto, cioè non solo nell’ambito del pensiero come nel caso della «Filosofia della libertà», ma anche nell’elemento sociale.

 

In questo tempo l’attività di Rudolf Steiner dovette spiegarsi in due direzioni principali:

• da un lato c’erano da inserire gli impulsi spirituali micheliani in diversi campi, della vita culturale, in special modo nella vita sociale, che nel nostro tempo è stato usurpato in alto grado dalle potenze che combattono Michele.

• Dall’altro lato Rudolf Steiner fondò la nuova scienza della «sociologia occulta» che potesse dimostrarsi forza conduttrice per lo sviluppo della giusta attività esterna e che, provenendo dall’esoterismo cristiano del tempo presente, aveva come scopo di sviluppare, almeno per alcuni uomini, una reale comprensione sociale occulta per gli eventi del tempo.

 

Questo tema sociale occulto divenne, a partire dalla seconda metà dell’anno 1916, il tema principale delle conferenze di Rudolf Steiner. Ciò comportò l’esigenza di una ricerca comprensiva delle basi spirituali della nostra epoca. Per quanto in tali conferenze, di ampio contenuto, tenute dal 1916 al 1921, in gran parte a Dornach, il tema propriamente cristologico non venga sempre in primo piano, tutte le conferenze di quell’epoca si possono raggruppare sotto il titolo, comune a tutte: «L’operare dell’impulso del Cristo nel XX secolo, considerato dal punto di vista della sfera di Michele». Perchè proprio nel nostro tempo nel quale il Cristo è presente nella vita degli uomini, il suo detto: «Dovunque due o tre sono radunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro», assume un significato del tutto particolare. Così l’impulso Cristo vive attualmente anzitutto nell’elemento sociale, cioè nella convivenza degli uomini. Là egli opera nella forma in cui Michele la presenta, lui che è il nunzio del Cristo futuro e del cristianesimo dell’epoca della libertà umana.

 

Per queste ragioni Rudolf Steiner, in questa nuova epoca della sua vita, che si può particolarmente chiamare micheliana, propone a se stesso, come compito principale, quello di sviluppare una giusta comprensione sociale occulta per gli avvenimenti fondamentali dell’epoca e di scoprire le intenzioni delle potenze spirituali agenti in essa, le quali, nei confronti di Michele, vogliono disputarsi il diritto di guidare l’umanità. Proprio il contenuto di queste conferenze è adatto a destare la giusta vigilanza e la comprensione degli impulsi spirituali che lotteranno uno contro l’altro fino alla fine del XX secolo e fino nel XXI; e nonostante che noi, come è già stato detto, non troviamo in esse tanto spesso il nome del Cristo o quello di Michele, si può tuttavia sentire come, letteralmente, da ogni parola risuoni la voce invitante alla vigilanza di Michele-Cristo (vedi Massime antroposofiche O.O. 26): «Perchè dormite? Alzatevi e pregate, affinchè non entriate in tentazione.»

«Alzatevi e siate svegli» era questo il motivo spirituale principale delle conferenze di quegli anni. Ciononostante la vigilanza si dimostrò insufficiente.

 

Naturalmente Rudolf Steiner non poteva parlare apertamente su molto di quanto si rivelava al suo sguardo interiore: fin troppo Dornach richiamava alla mente l’immagine di una fortezza assediata, non solo in senso fisico, ma anche in senso spirituale. E le forze spirituali degli uomini erano ancora troppo deboli.

Tuttavia risulta da singole osservazioni, che si possono trovare nelle molteplici conferenze di quell’epoca, un quadro quasi completo delle potenze spirituali che allora, nel primo quarto del secolo, determinavano e guidavano gli eventi da dietro le quinte, e anche molto di quanto oggi, nell’ultimo quarto del secolo XX, si può scorgere quanto a influssi spirituali dominanti.

 

In tali conferenze sono state poste molte profezie indicanti al futuro, che a quel tempo solo pochi antroposofi potevano capire completamente. Rudolf Steiner si rivolse allora, con una veggenza molto anticipata, agli antroposofi dell’ultimo quarto del secolo XX, dell’epoca in cui appariranno finalmente quelle potenze e correnti spirituali di cui noi cerchiamo le fonti, partendo dall’ultimo terzo del secolo XIX, e la cui comprensione dobbiamo cercare di conquistarci.

In questo senso queste conferenze sono attuali anche nel nostro tempo, forse anche più attuali di allora, mezzo secolo fa.

 

Accanto al tema sociale degli anni 1916-1921, iniziò; circa a partire dal 1921, il tema cosmologico,

che formò quasi l’altro lato delle rivelazioni di Michele, poiché

Michele è soprattutto uno spirito solare cosmico

che, nella sua qualità di spirito del tempo guida dell’epoca presente,

sta al centro di tutte le correlazioni cosmiche del nostro sistema.

 

Da questo punto di vista il tema sociale occulto e il tema cosmologico

sono oggi le basi per una giusta condotta dell’uomo nel mondo,

nella quale l’uomo stesso deve prendere l’avvio da una vera comprensione

del suo rapporto con gli uomini da un lato, e con il cosmo spirituale dall’altro.

 

«Ama il Signore Iddio tuo» e «Ama il tuo prossimo»110

questi due fondamentali comandamenti cristiani possono esser realizzati

in una nuova maniera in corrispondenza all’epoca della libertà umana:

non in quanto gli uomini si sottopongono a un comandamento, ma per loro intelligenza.

Tale impulso giunge loro direttamente da Michele, dalla sfera solare.

 

Questo è l’inizio del nuovo cristianesimo micheliano, alla cui base deve stare

la completa concordanza tra l’elemento terreno e quello celeste,

poiché solo questa può recare la giusta azione sociale,

la quale, siccome risulta dalla libertà umana,

si trova in piena armonia con le potenze spirituali cosmiche che guidano l’umanità.

 

Ma in questa epoca micheliana della sua vita Rudolf Steiner scopre anche il mistero cosmico di Michele. Le comunicazioni su questo mistero, che hanno inizio in quel tempo, si fanno, fino alla fine del cammino terreno di Rudolf Steiner, sempre più frequenti, più comprensive e più potenti. Esse raggiungono il loro apice nella rivelazione dei fondamentali segreti cosmici di Michele nelle conferenze sul karma, nelle lettere di Michele e nella fondazione della prima classe della Libera Università, la quale, come ordinamento celeste-terreno, sta sotto la guida diretta di Michele. Si può dire che questo «tema Michele», presente fin da principio nel movimento antroposofico110a, acquista in questa epoca una concretezza e un significato senza pari.

 

Così Rudolf Steiner espone, il 17 febbraio 1918 a Monaco (O.O. 174a), in una conferenza dal tema «Segni del tempo. Il combattimento di Michele e il suo riflesso in Terra», la ripetizione degli avvenimenti nell’evoluzione storica dell’umanità, e nell’ottobre dello stesso anno tiene a Dornach un ciclo di sei conferenze dal tema «L’andamento evolutivo dell’umanità nelle sue tre correnti di forza. Il rapporto tra l’impulso luciferico-arimanico con l’impulso Cristo-Jahve» (0.0. 184). Vi delinea l’azione reciproca di questi tre impulsi nel divenire storico dell’umanità e descrive con particolare chiarezza il compito di produrre, mediante il principio Cristo, un equilibrio tra l’elemento luciferico e quello arimanico.

 

Un po’ di tempo dopo, circa alla metà del nono settennio della vita di Rudolf Steiner, verso la fine del 1919, il tema di Michele raggiunge una speciale intensità. Da un lato, nel corso del 1919, Rudolf Steiner parla in molte città della futura incarnazione terrena di Arimane, alla svolta tra i due millenni, e delle conseguenze di questo evento per il destino dell’intera cultura mondiale. Dall’altro lato egli tiene, nel novembre dello stesso anno, il primo grande ciclo di conferenze completamente dedicato a Michele: «La missione di Michele. La manifestazione dei segreti dell’essere umano» (0.0.194).

 

Questo ciclo viene tenuto da Rudolf Steiner esattamente un anno dopo le conferenze sopra «L’andamento evolutivo dell’umanità nelle sue tre correnti di forze…» (vedi qui sopra), di cui sembra essere fino a un certo grado la continuazione, poiché qui l’equilibrio tra Lucifero e Arimane mediante l’impulso Cristo forma di nuovo il tema, ma quasi sotto l’aspetto delle nuove rivelazioni su Michele, lo spirito che conduce gli uomini a questo equilibrio. L’ulteriore destino dell’evoluzione terrena dipende dal fatto se tale equilibrio sarà trovato.110b

 

«Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi», Rudolf Steiner prende queste parole del Cristo come fondamento e prosegue commentandole:

▸ «Ciò significa: non mi sono rivelato a voi solo nei giorni nei quali furono scritti i Vangeli, io vi parlerò sempre attraverso Michele, il mio spirito diurno, ogni qual volta cercherete la via verso di me.»111

In queste due righe diventa visibile il carattere della nuova rivelazione di Michele nell’epoca attuale. Nella conferenza seguente, Rudolf Steiner dice di tale rivelazione:

▸ «Adesso noi viviamo nell’epoca della rivelazione di Michele. Essa è pure presente come le altre rivelazioni, ma non si impone più all’uomo, perchè questi è entrato nell’epoca di sviluppo della libertà. Noi dobbiamo andare incontro alla rivelazione di Michele… Non disconosciamo l’apporto della rivelazione di Michele per gli uomini di oggi e del prossimo futuro che sapranno accostarvisi in libertà.»

 

Dopo queste parole Rudolf Steiner rivolge a se stesso delle frasi concrete, come:

۰ che cosa significa «pensare michelianamente»,

۰ che cos’è «la via di Michele, che trova la sua continuazione nella via del Cristo?»

۰ E che significa «cultura di Michele» come vera cultura del futuro dell’umanità,

nella quale «non si avrà materia astratta e spirito astratto, bensì spirito, anima e corpo agenti uno nell’altro.»

 

Tuttavia l’apice interiore di questo ciclo è senza dubbio la fine della seconda conferenza, quella del 22 novembre, nella quale Rudolf Steiner descrive il segreto delle due missioni cosmiche più importanti di Michele, l’antica e la nuova, dalle quali sono risultate due tra le sue più significative rivelazioni.

۰ Una preparava il Mistero del Golgota; di essa parlano i primi versi del Vangelo di Giovanni: «in antico la Parola visse in maniera spirituale, ma la Parola si fece carne e abitò tra di noi.»

۰ La seconda ha avuto inizio soltanto nel 1879, al principio della nuova epoca di Michele; essa annuncia: «e la carne dell’uomo deve di nuovo venir spiritualizzata, per divenir capace di abitare nel regno della Parola, per contemplare i misteri divini.»

Così ▸ «L’incarnazione della Parola è la prima rivelazione di Michele,

la spiritualizzazione della carne deve essere la sua seconda rivelazione.»

 

Con queste parole si esprime essenzialmente il profondo mistero del corpo fisico umano e del suo futuro rapporto con l’impulso Michele-Cristo; completamente, questo mistero si rivelò a Rudolf Steiner soltanto in questa epoca della sua vita, quando egli stava sotto il segno dell’uomo spirituale.112

Ora lo sguardo di Rudolf Steiner nella sfera di Michele acquista una particolare forza e profondità, e ne riceve sempre nuove rivelazioni, cosicché proprio questo lato delle sue ricerche spirituali risulta specialmente chiaro e ci manifesta, sviluppandosi ulteriormente, ancora un aspetto della sua missione: ci mostra Rudolf Steiner come il nunzio dell’attuale spirito guida.

 

Emil Bock disse una volta di Rudolf Steiner che egli sia stato la mano destra dell’arcangelo Michele. Questo è un reale dato di fatto occulto. Già nelle conferenze del maggio 1910 Rudolf Steiner indica che ciò è possibile in linea di principio. Allora egli con l’esempio di Milziade, il condottiero greco, aveva dichiarato:

▸ «Guardiamo ad esempio Milziade o una qualsiasi altra personalità: esse dovevano attenersi al grande piano della storia del loro popolo; ogni cosa era condizionata dal karma delle potenze superiori, e là esse vennero collocate nel loro posto. Nel loro conto karmico singolo fluì ciò che doveva toccare a tutta l’umanità. E in quanto esse vi collegavano azioni e opere, questo divenne loro karma singolo. In tal modo noi pure col nostro karma singolo viviamo e tessiamo nel macrocosmo come un piccolo mondo, come un microcosmo.»113

 

Da questo esempio possiamo vedere come, nei grandi eventi universali, il karma della singola individualità umana si allacci al karma delle entità superiori: e così anche il karma di Rudolf Steiner si collegò al karma di Michele.

In altre parole,

Michele dovette prendere su di sè il karma di Rudolf Steiner per poter operare attraverso lui,

perchè senza l’attività terrena di questo suo grande discepolo e messaggero,

la situazione di Michele nel XX secolo, in rapporto al mondo degli uomini e al mondo di determinati dèi,

sarebbe divenuta estremamente difficile.

• Così nella nuova epoca della libertà,

l’uomo è destinato ad anticipare quasi profeticamente il suo futuro

e a lavorare coscientemente con quei dèi, i quali, seguendo l’esempio del Cristo,

vogliono legare i propri destini soprasensibili ai destini dell’umanità terrena.

 

Come già detto, Rudolf Steiner in quel tempo, oltre che ai temi sociali occulti che dovevano abilitare gli antroposofi a sviluppare una retta comprensione delle basi spirituali degli avvenimenti contemporanei, si dedicò al compito di dare nuovi impulsi alle più importanti sfere della vita pratica, specialmente a quelle nelle quali operavano intensamente le potenze avverse a Michele. Ciò avvenne soprattutto negli ambiti sociale, pedagogico, scientifico, medico e religioso, vale a dire là dove in tempi antichi erano giunti gli impulsi fondamentali provenienti dalle sedi dei misteri.

Questa attività di Rudolf Steiner portò alla Società anche l’affluenza di un gran numero di giovani membri, che speravano di poter applicare l’antroposofia negli ambiti scientifici specializzati. Rispondendo a queste esigenze che venivano da fuori, seguì l’inizio di uno sviluppo impetuoso delle cosiddette istituzioni affiliate.

 

Oltre a ciò inizia alla fine del 1918 lo sviluppo della triarticolazione sociale, della quale Rudolf Steiner diceva che era voluta da Michele stesso.114

L’idea della triarticolazione venne poi ulteriormente sviluppata l’anno seguente nel libro «I punti essenziali della questione sociale» e in una serie di dissertazioni che escono nel 1920 con il titolo «In margine alla triarticolazione dell’organismo sociale».

 

Dal 1919 in poi vengono intrapresi dei tentativi di realizzare l’idea della triarticolazione nella vita pratica dell’Europa di allora.

A metà del 1919 vennero dati anche i primi impulsi per il rinnovamento scientifico-spirituale dell’arte dell’educazione, dai quali si svilupperà la pedagogia delle scuole Waldorf. Alla fine dell’anno 1919 Rudolf Steiner tiene quindi il primo corso di scienze naturali. La continuazione e l’approfondimento di questo campo apre negli anni seguenti delle considerevoli prospettive di rinnovamento scientifico-spirituale delle scienze naturali. Nel 1920 inizia lo sviluppo della medicina antroposofica che condusse poi alla fondazione dell’Istituto clinico-terapeutico di Arlesheim, sotto la direzione di Ita Wegman.

Nel 1921115 il nuovo impulso dell’antroposofia, quale nuova manifestazione del Cristo nel XX secolo, divenne operante anche nel campo religioso, e nel 1921/22 venne fondata la Comunità dèi cristiani, sotto la guida di Friedrich Rittelmeyer.

Così nel 1922 gli impulsi antroposofici avevano già messo radici profonde e promettenti nei più diversi settori tecnici e scientifici.

 

Ma mentre molte di queste istituzioni affiliate cominciarono presto a portare i più bei frutti, la diffusione dell’antroposofia incontrò notevoli difficoltà, che sorsero non solo per l’aumento dell’opposizione esterna, bensì soprattutto per il fatto che molti antroposofi, nell’introdurre entusiasticamente gli impulsi antroposofici negli ambiti più importanti della vita e delle attività, per insufficiente preparazione, non avevano riconosciuta la vera essenza dell’antroposofia. Non avevano capito che, fin dal suo inizio, era ed è peculiare dell’antroposofia un carattere profondamente esoterico, che essa conserva anche là dove i suoi impulsi operano negli ambiti della vita pratica.

 

Per questa insufficiente comprensione dell’essenza dell’antroposofia, si giunse in misura crescente ad errori, le cui conseguenze furono distruttive per la Società. L’ostilità crescente al movimento antroposofico fu l’espressione di questo fatto.

Vi accenna Rudolf Steiner nella conferenza del 12 aprile 1924 a Dornach:

▸ «Infatti nel 1918 non avevamo ancora questa opposizione. Avevamo beninteso dei singoli avversari, dei quali non ci curavamo, nè dovevamo preoccuparci. Ma soltanto dopo il 1918 i nemici sono veramente aumentati.»

E il 16 aprile 1924 dice:

▸«Avvenne che, a partire circa dal 1919 – dopoché durante gli anni di guerra la guida della Società Antroposofica era stata difficile – sono comparse ogni genere di tendenze entro la Società Antroposofica, che derivavano dalle molteplici ambizioni sorte nella cerchia dei soci, le quali hanno operato svantaggiosamente per la causa propriamente antroposofica, nel senso che, proprio per questo, vorrei dire, l’ostilità del mondo esterno si è fatta avanti in misura rilevante.»116

 

Rudolf Steiner spiega poi perchè dovette allora dare ai singoli antroposofi la possibilità di commettere quegli errori, affinchè quando in seguito si sarebbero accorti delle conseguenze funeste da essi stessi suscitate, le potessero riconoscere come tali, in piena libertà di giudizio. Il nuovo esoterismo richiede infatti il rispetto della libertà di ognuno; ma si deve aver ben chiaro quanto questo ebbe a costare a Rudolf Steiner! Basta rammentarsi del naufragio del movimento per la triarticolazione nell’anno 1919!

Gli errori e le difficoltà che derivarono dall’estendersi dei campi di attività dell’antroposofia, furono tra l’altro la conseguenza del fatto che, all’inizio della prima guerra mondiale, ogni attività esoterica dovette venir interrotta in seno alla Società, proprio quando la situazione richiedeva un puro confronto esoterico con la Società stessa.

Ciò gravò pesantemente su Rudolf Steiner, in quanto allora, dopo cinque anni, l’antroposofia entrò in quelle sfere nelle quali erano particolarmente forti le potenze in lotta contro Michele. Sarebbe stato necessario collegarsi all’antroposofia, non solo come ad una corrente spirituale culturale, ma di assumerla come una pura corrente esoterica.

 

In quel tempo ciò non si verificò incondizionatamente in ogni caso.

In quegli anni risultò per Rudolf Steiner il compito di effettuare nella realtà sociale, sul piano storico-spirituale,

quella alta sintesi dell’elemento esteriore con l’elemento interiore,

che egli aveva già compiuto in se stesso verso la fine del XIX secolo, fino al 1899,

durante la sua via di iniziazione cristiano-rosicruciana,

dopodiché era potuto comparire, nel 1901, come Maestro al cospetto dell’umanità.

 

Ma questa alta sintesi potè venir realizzata nel movimento antroposofico

solamente mediante un nuovo impulso esoterico.

Dovette perciò venir richiamato in vita, su di un nuovo gradino,

quel puro lavoro esoterico che era stato interrotto dalla guerra:

poiché solo esso poteva produrre la piena armonia

tra le pure fonti originarie spirituali dell’antroposofia

e il suo estendersi nei diversi settori specializzati del sapere umano.

 

Inoltre si doveva dare al lavoro esoterico, dal carattere fondamentale rosicruciano,

un deciso orientamento verso la sfera di Michele, poiché da quando Michele operava nella sfera terrena,

i veri impulsi esoterici dovevano venir introdotti in tutte le attività sociali e nella vita pratica degli uomini.

 

La spiegazione del fatto misterioso che il primo Goetheanum, fino alla sua tragica fine, non fu mai nè inaugurato nè consacrato, può ben essere trovata in relazione a questo nuovo compito; lo confermò espressamente Rudolf Steiner quando, nel settembre 1920, tenne un corso universitario al Goetheanum, e disse che questo non era assolutamente da considerare come l’inaugurazione del Goetheanum:

▸ «Il 26 settembre (inizio del corso) non avrà luogo l’inaugurazione del nostro Goetheanum… L’inaugurazione del Goetheanum sta ancora in un lontano futuro»,117 così disse allora.

• Sulle condizioni nelle quali avrebbe potuto avvenire una solenne inaugurazione del Goetheanum, Rudolf Steiner si espresse soltanto dopo l’incendio.

 

Nell’articolo del 18 marzo 1923 «Il Goetheanum e i suoi dieci anni di vita» Rudolf Steiner scrisse:

L’inaugurazione del Goetheanum

▸ «avrebbe potuto aver luogo soltanto quando fosse stata possibile una manifestazione

che nel suo insieme potesse stare in pieno accordo con l’idea originaria di costruzione».118

 

Ma in cosa consiste l’«idea originaria» del Goetheanum?

Questa idea è l’antroposofia stessa, perchè Rudolf Steiner disse più volte che il Goetheanum

era, sul piano fisico, l’antroposofia visibile,

e che l’idea originaria di questo edificio aveva le medesime fonti soprasensibili di tutta la scienza dello spirito,

e che con il termine «manifestazioni» nel Goetheanum di cui si parla qui,

è da intendersi tutta la complicata e multiforme vita della Società,

la quale era allora la mediatrice tra l’antroposofia nel suo aspetto spirituale ideale

(come veniva ad espressione nelle forme del Goetheanum stesso) e il restante mondo esterno,

nel quale dovevano trovare accesso gli impulsi antroposofici,

sia direttamente, sia con l’ausilio di libri o di conferenze pubbliche,

oppure per mezzo del rinnovamento delle diverse direzioni scientifiche, artistiche o religiose dell’epoca.

 

Così l’attività esteriore proveniente dal Goetheanum avrebbe dovuto col tempo corrispondere completamente

a quei profondi impulsi esoterici che avevano plasmato le forme esteriori dell’edificio.

Da tutto questo possiamo desumere che cosa doveva diventare il Goetheanum:

collegando in piena armonia l’esteriore con l’interiore, ciò che è possibile solo mediante un reale lavoro esoterico,

avrebbe dovuto essere inaugurato e consacrato come centro misterico della nostra epoca,

come punto centrale dell’esoterismo occidentale, al servizio del Cristo-Michele.

 

Tuttavia, nonostante tutte le fatiche di Rudolf Steiner in questa direzione, la vigilanza dei soci si dimostrò troppo debole, le loro forze spirituali non furono sufficienti e vennero ostacolate dagli eventi catastrofici e dalle difficoltà di quel tempo, mentre le potenze avversarie si dimostrarono le più forti. E nella notte di S. Silvestro del 1922 avvenne la tragedia: il Goetheanum fu inghiottito da un mare di fuoco.

 

Così non potè venir raggiunta, attraverso una evoluzione in continuo progresso,

la sintesi, a coronamento di un lungo cammino e di un immenso lavoro.

Eppure la sintesi dovette essere realizzata lo stesso,

ma ora come puro atto di sacrificio, risultante da un immane dolore, al confine della disperazione.

Perciò si può dire che questa sintesi appare ancor più grande e più significativa.

 

Il nuovo centro dei misteri dovette nascere dalle fiamme che consumarono il Goetheanum,

e le sue fondamenta dovettero essere create attraverso il massimo sacrificio che si possa attribuire a un uomo,

che Rudolf Steiner compì per l’intera umanità.

 

Nell’accostarci a questo tragico capitolo della storia del movimento antroposofico, ci imbattiamo nell’interrogazione che è spesso sorta tra gli antroposofi: «Non sarebbe stato possibile evitare la tragedia? Il Dottore non lo sapeva?»

Se ci basiamo su tutto quanto è stato addotto nei capitoli precedenti, dobbiamo dare la risposta univoca: Rudolf Steiner sapeva dell’incombere della sventura (O.O. 125).

Lo sapeva anzitutto perchè, già al momento della posa della pietra fondamentale, il destino del Goetheanum era stato legato intimamente con il destino del corpo eterico di Rudolf Steiner stesso, destino che egli doveva evidentemente conoscere. Perchè allora egli tacque?

 

É questa la seconda interrogazione che può esser posta, ma anche ad essa può venir data risposta. Il Goetheanum non poteva venir protetto da fuori. Fin dall’inizio della guerra esso venne sorvegliato giorno e notte. Erano state prese tutte le precauzioni esteriori possibili a protezione del Goetheanum. Ma non era lì il pericolo maggiore, bensì nella vigilanza fattasi sempre più debole dei membri della Società, la cui attività spirituale era diminuita sotto la pressione dei gravi avvenimenti esteriori e per le accresciute difficoltà – erano come addormentati… Nonostante tutti i suoi sforzi degli anni tra il 1916 e il 1921, non era riuscito a Rudolf Steiner di risvegliare nei soci, mediante la sua attività di conferenziere, la necessaria coscienza e la giusta comprensione sociale. E ora se ne mostravano le fatali conseguenze.

 

Il Goetheanum e le forze eteriche di Rudolf Steiner ad esso collegate,

perdettero la necessaria protezione spirituale da parte degli antroposofi di fronte alla crescente potenza degli avversari.

• Perchè il Goetheanum che era stato fondato e costruito secondo leggi spirituali occulte,

non poteva venir semplicemente annientato dal di fuori per circostanze esterne,

altrimenti ciò sarebbe già avvenuto da lungo tempo prima del 1922,

bensì soltanto quando mancò la difesa interiore da parte dei membri della Società.

In tal caso la tragedia poteva sopravvenire in ogni momento,

quindi era impossibile evitarla mediante qualsiasi provvedimento esteriore.

Rudolf Steiner lo sapeva, più di chiunque altro.

 

Ma che cosa poteva fare? Non era possibile che egli parlasse apertamente, a piena voce del pericolo incombente, e non solo perchè avrebbe violata una legge fondamentale esoterica che, nell’epoca della libertà, proibisce di influire direttamente sulla volontà di un uomo, ma perchè non sarebbe servito a nulla. Infatti solo l’attività interiore dei membri della Società avrebbe potuto portare la salvezza, e di quella non ve ne era a sufficienza.119 Tuttavia Rudolf Steiner ebbe una volta a parlare apertamente del pericolo incombente: avvenne il 23 gennaio 1921, e lo ricordò egli stesso cinque giorni dopo l’incendio, nella sua prima conferenza per gli operai del Goetheanum:

▸ «É difficile esprimermi sul dolore che provo. So bene che prendete parte interiormente ad esso, perciò non dovrò spendere molte parole in merito. Ma si può invero richiamare un po’ di attenzione sul fatto che già il 23 gennaio 1921 ho letto in questa stessa sala un brano di un libello, per portare un esempio di come era composta una proposizione di un avversario – anzi, si può proprio dire, di un nemico – che suonava così:

Di scintille di fuoco spirituale, che pari a lampi sibilano verso le trappole di legno, ce n’è a sufficienza, e occorrerà un bel po’ di intelligenza di Steiner, che si adoperi per l’espiazione, affinchè un giorno una vera scintilla di fuoco non prepari alla magnificenza di Dornach una fine ingloriosa.»

 

Asja Turgenieff, che visse questi avvenimenti ed era presente quando queste parole furono lette, le cita nelle sue memorie, e scrive a proposito di quella sera del 23 gennaio 1921:

• «Quanto stava dietro a quelle parole non venne compreso da noi, nel nostro opaco sentimento di impotenza, e venne meno la forza di resistenza di fronte al destino che si approssimava, una mancanza come quella dei primi giorni della guerra, quando il Dr. Steiner cercava di richiamarci alla vigilanza di fronte agli avvenimenti.»

 

In tale situazione Rudolf Steiner poteva fare solo una cosa: continuare a richiamare a esser vigili e responsabili, dandoci le corrispondenti basi di conoscenza; e fu quanto fece in quegli anni con speciale intensità. Basta ricordare in proposito gli ampli cicli di conferenze che tenne nel 1922, per esempio quello del Congresso di Vienna in giugno, il «Corso francese» in settembre (Filosofia, cosmologia e religione nell’antroposofia), il «Corso pedagogico per i giovani» in ottobre, e altri numerosi cicli e conferenze in varie città europee.

Ciononostante anche questa volta, come nei primi giorni di guerra, l’appello di Rudolf Steiner non fu ascoltato in misura sufficiente, e la tragedia non potè essere evitata. Dobbiamo perciò ammettere il dato di fatto che i membri della Società antroposofica non poterono preservare il Goetheanum fisico, e neanche le forze in esso sacrificate del Maestro stesso! E fu Rudolf Steiner il maggiormente toccato da questo colpo, perchè venne inferto al suo proprio corpo eterico, ciò che le potenze delle tenebre ben sapevano. Ma fu Rudolf Steiner che, nel caos di nullità e di disperazione che si propagò dopo l’incendio, non permise che il lavoro spirituale fosse interrotto, neanche per un solo istante.

 

Tutto quanto era stato programmato prima, per i giorni che seguirono l’incendio, venne eseguito nel modo stabilito; perchè Rudolf Steiner sapeva meglio di chiunque altro, che le forze che poche ore prima avevano annientato il Goetheanum, andavano in cerca di una frattura anche nel suo lavoro antroposofico. Possiamo solo lontanamente immaginarci di quanto costò a lui, come uomo e come iniziato, continuare il lavoro senza interruzione, e riconosciamo in questo suo agire l’inconsueta elevazione e l’autocontrollo che egli raggiunse in quei frangenti.

 

Ma quanto Rudolf Steiner riuscì a sopportare, la Società non potè reggerlo, perciò si rafforzarono, dopo l’incendio, i processi che testimoniavano della sua decadenza interiore. Egli dovette constatarlo all’inizio del discorso con il quale inaugurò, il 24 dicembre 1923, il Convegno di Natale:

▸ «Lo sguardo che avete potuto volgere ai nostri luoghi, salendo la collina del Goetheanum di Dornach, cadde sul mucchio di macerie del Goetheanum, andato in rovina or è un anno. Nel vero senso della parola questa vista è il simbolo, parlante tanto profondamente ai nostri cuori, dell’evidenza non solo del nostro lavoro e delle nostre aspirazioni qui e verso il mondo sul terreno antroposofico, bensì questa vista di un mucchio di macerie è oggi piuttosto sintomatica per la situazione generale del mondo.»122

 

Si può supporre che la scissione nella Società tedesca e la secessione della cosiddetta «Libera Società Antroposofica» alla quale aderirono specialmente i membri più giovani, furono all’origine di queste parole piene di profonda tragicità.

Durante il convegno di Stoccarda della fine di febbraio 1923, Rudolf Steiner, posto di fronte a questo fatto compiuto, aveva dovuto dare il suo consenso, e mentre ancora nel novembre 1923, in Olanda, in presenza di Zeylmans van Emmichoven, aveva espresso il suo profondo dubbio se avrebbe potuto continuare a restar legato alla Società123, al Convegno di Natale confessò:

▸ «Era una grave decisione, perchè, in fondo, una tale risoluzione era in contraddizione con le fondamenta stesse della Società Antroposofica…Era un’anomalia, ed era forse uno dei sintomi più significativi che poi confluirono nella mia decisione di annunciarvi che potrò continuare a guidare il movimento antroposofico nella Società antroposofica, soltanto se potrò assumere la presidenza della Società Antroposofica che deve venir rifondata in questa sede.»124

 

Ma malgrado tutti questi avvenimenti deprimenti, Rudolf Steiner diresse la sua attività, più energicamente che mai, al superamento delle difficoltà e degli ostacoli in aumento, mediante un lavoro positivo e specialmente continuando a sviluppare l’antroposofia stessa. Così, a partire dal marzo 1923 e fino alla fine dell’anno, sviluppò il tema del rinnovamento antroposofico delle festività annuali cristiane più importanti: cominciò con il ciclo «Il corso dell’anno come processo di respirazione della Terra e le quattro grandi festività» (0.0.223). Con ciò Rudolf Steiner contrappose alla corrente negativa che veniva da fuori, tanto di positivo quanto solo ne poteva attingere dalle sorgenti spirituali dell’antroposofia. In queste conferenze egli svelò ai suoi uditori i veri fondamenti occulti delle grandi festività cristiane. Il giusto sperimentare del corso dell’anno doveva risvegliare le forze interiori atte a risolvere la tragicità e l’intollerabilità della situazione.

 

Nell’elaborazione di questo tema, occupa un posto particolare l’esposizione del significato occulto della festività autunnale di Michele: si può dire che, per la prima volta anche nella storia esteriore del cristianesimo, questa festa ottiene il contenuto e il significato che le spettano. Da allora la festività di Michele, acquisita da Rudolf Steiner per tutta l’umanità, appartiene come elemento essenziale alla vita interiore di ogni antroposofo, altrettanto quanto le altre festività rinnovate: Natale, Pasqua, Pentecoste e S. Giovanni. In una grandiosa immaginazione Michele stesso, come nuovo spirito del tempo, si presenta all’umanità, additando imperiosamente con la sua spada fiammeggiante all’io superiore dell’uomo, al quale egli si volge d’ora in poi.125

 

• Alla fine del gennaio 1923 Rudolf Steiner comincia con una serie di conferenze singole, destinate a risvegliare una comprensione profonda dell’essenza e dei compiti del movimento antroposofico e della Società Antroposofica, così come una maggior consapevolezza del loro reciproco rapporto. Nell’autunno dello stesso anno egli tiene su questo tema, a Dornach, un intero ciclo di otto conferenze intitolato «La storia e le condizioni del movimento antroposofico in relazione con la Società antroposofica» (0.0. 258), nel quale dà uno sguardo d’assieme sullo sviluppo dell’antroposofia, dai suoi primi passi in seno alla Società Teosofica, fino al 1923.

• A metà di luglio di quell’anno emerge per breve tempo ancora una volta il tema sociale (O.O. 225), dopodiché segue di nuovo un’intera serie di poderosi cicli e di singole conferenze, che trattano da aspetti diversi la multiformità dei rapporti tra uomo e cosmo. Vi appartengono «Conoscenza iniziatica» (Penmaenmawr, 0.0. 227), «L’uomo, sintesi armonica delle attività creatrici universali» (Dornach, 0.0. 230), «L’uomo soprasensibile alla luce dell’antroposofia» (L’Aia, 0.0. 231).

• Per tutto l’anno Rudolf Steiner prepara inoltre la completa riorganizzazione della Società. L’attività si estende alla fondazione e all’organizzazione di Società nazionali in diversi paesi, dalle quali, nel Convegno di Natale 1923/24, doveva risultare la Società Antroposofica Universale, con il suo centro a Dornach.

• E finalmente, questo anno colmo di straordinarie fatiche e di lavoro intensissimo, si conclude con uno dei cicli più significativi di Rudolf Steiner «Aspetti dei misteri antichi» (O.O. 232) nel quale, per la prima volta nella storia dell’umanità, viene svelata l’essenza dei più importanti misteri occidentali, il cui valore, fino al tempo del loro tramonto all’inizio della nostra èra, era stato accuratamente custodito e protetto nei santuari segreti e nei templi del passato, cui avevano diritto di ingresso solo gli iniziati.

• In queste conferenze vengono palesati dei segreti che anche dopo il tramonto definitivo della vita dei misteri europei, non erano entrati nella storia esteriore, perchè erano stati portati dai loro ultimi ierofanti in quei mondi, provenendo dai quali, erano una volta comparsi sulla Terra. Le immagini delle più importanti sedi di misteri dell’antichità, ci vengono prospettate con sorprendente concretezza: i misteri di Ibernia, Samotracia, Eleusi, Efeso, che determinarono lo sviluppo della cultura occidentale fino all’inizio dell’èra cristiana, e trovarono la loro continuazione nella Rosacroce medievale.

 

Solo dopo il Convegno di Natale, Rudolf Steiner svelò nelle conferenze sul karma da dove aveva derivato questo profondo sapere degli antichi misteri della Terra: lo aveva preso direttamente dalla scuola soprasensibile di Michele. Infatti, quello che esponeva in questo ciclo era la ripetizione in Terra di quanto Michele stesso aveva attuato davanti al consesso di anime umane e di potenze spirituali che appartenevano a lui.126

 

Nella conferenza del 20 luglio 1924 ad Arnheim, Rudolf Steiner parlò con un accento più che umano, quasi cosmico, del discorso universale che Michele tenne una volta ai suoi seguaci, nella alta scuola soprasensibile, quando annunciò il tramonto degli antichi misteri e la necessità di nuovi misteri sulla Terra, nel quale discorso egli si rivolse anzitutto a colui che, come suo maggiore discepolo, doveva realizzarli sulla Terra stessa, vale a dire, a colui che al Natale 1923 pose le basi per il centro terreno del nuovo mistero di Michele:

▸ «Da quando il genere umano, in forma umana, popola la Terra, ci sono stati in Terra dei misteri: misteri del Sole, di Mercurio, di Venere, di Marte, di Giove, di Saturno. In essi gli dèi hanno inviato i loro segreti, là sono stati iniziati uomini atti ad esserlo, cosicché si potesse sapere sulla Terra quello che ha luogo su Saturno, Giove, Marte, ecc., e come interviene nell’evoluzione umana terrena. Di iniziati che, entro i misteri, comunicavano con gli dèi, ce n’è sempre stati: in maniera istintiva, e per antica chiaroveggenza, essi hanno accolto in quei misteri gli impulsi che giungevano a loro. “Detto ciò – così disse Michele ai suoi – è ora scomparso dalla Terra, salvo quel che rimane in poche tradizioni; non c’è più. Gli impulsi non possono più fluire in Terra.

 

Unicamente nella regione subordinata della riproduzione, Gabriele ha ancora il potere di far arrivare gli influssi lunari entro lo sviluppo dell’umanità. Le antiche tradizioni sono più o meno scomparse dalla Terra e con ciò la possibilità di coltivare gli impulsi entrati nel subconscio e quindi nelle diverse corporeità degli uomini. Ma noi contempliamo ormai a ritroso quanto una volta, nei misteri, è stato portato agli uomini come dono dal cielo, contempliamo questo meraviglioso quadro, scorriamo con lo sguardo il corso del tempo, e vi troviamo le sedi dei misteri, vediamo come vi è fluita la saggezza celeste, come ad essa sono stati iniziati degli uomini, come proprio dalle nostre sedi consacrate al Sole è discesa sugli uomini l’intelligenza cosmica, così che i grandi maestri dell’umanità hanno avuto idee, pensieri, concetti, che erano spirituali, ma erano stati ispirati in loro dalle nostre sedi consacrate al Sole. Ciò è ora scomparso dalla Terra.

 

Se guardiamo indietro ad antiche epoche della Terra, lo vediamo a poco a poco sparire dall’evoluzione terrena nell’epoca alessandrina e nei suoi effetti, e vediamo giù, tra gli uomini, diffondersi lentamente l’intelligenza divenuta terrena. Ma possediamo pure questa vista che ci è rimasta: guardiamo ai segreti, nei quali sono stati un tempo introdotti gli iniziati dei misteri. Portiamoceli a coscienza! Portiamoli a coscienza di quelle entità spirituali che stanno intorno a me e non compaiono mai in corpi terrestri, ma vivono solo in maniera eterica. Ma portiamoli anche a quelle anime che furono spesso sulla Terra in corpi terrestri, che ora sono proprio qui e appartengono alla comunità di Michele, e portiamoli a coscienza di queste anime umane. Concepiamo la grande dottrina iniziatica che discese un tempo sulla Terra alla maniera antica dei misteri e presentiamola alle anime di coloro che sono collegati a Michele per via di intelligenza.»127

E Rudolf Steiner prosegue:

▸ «E qui venne ripassata, se posso valermi di un termine terra a terra, che suona quasi triviale in tale contesto, venne ripassata l’antica saggezza iniziatica.»

 

Questa antica saggezza misteriosofica, appartenente ancora all’epoca della discesa dell’umanità, all’epoca del Padrenostro macrocosmico, doveva ora venir comunicata all’uomo, affinchè essa, nella grande funzione misterica del Convegno di Natale del 1923, potesse venir trasformata nella saggezza dei nuovi misteri, quelli che conducono alla realizzazione del Padrenostro microcosmico, nell’epoca della libertà dell’uomo.128

 

Quando ebbe luogo il Convegno di Natale, Rudolf Steiner aveva quasi 63 anni. Secondo le leggi di sviluppo dei settenni di vita, in questa epoca l’uomo oltrepassa i confini della sfera di Saturno. Ormai aperto di fronte all’influire dell’intero cosmo, Rudolf Steiner si trovava davanti alla inevitabile necessità di prendere la più grave decisione della sua vita, poiché egli, il rappresentante terreno della saggezza spirituale, che si era manifestata nel movimento antroposofico, vide proprio allora l’impossibilità di continuare a guidare questa corrente antroposofica entro l’umanità. La Società, il cui compito principale sarebbe stato di amministrare i frutti di questo movimento antroposofico, e di portarli nel mondo, si era dimostrata uno strumento inadatto: la Società Antroposofica «non è risultata rispondente alla genuina, vera amministrazione di quanto concerne l’antroposofia»,129 disse Rudolf Steiner stesso, cosicché egli si trovò davanti alla grave alternativa di sciogliere la Società e rinunciare così a introdurre l’antroposofia in ampie cerchie umane, oppure di trasformarla radicalmente, assumendo nelle proprie mani, con la presidenza, anche le sue faccende terrestri.

 

Decidere lo scioglimento della Società

significava rinunciare, già all’inizio della nuova epoca,

al raggiungimento di quelle grandi mete sociali che Michele stesso,

come spirito del tempo, aveva proposto all’umanità.

 

Rudolf Steiner si decise per la seconda alternativa e con ciò offrì se stesso in sacrificio.

 

Non è possibile accostarsi al mistero del corso della vita di Rudolf Steiner,

se non si riesce a comprendere il pieno significato di questa decisione e la grandezza del sacrificio che ne derivava.

Perchè con questa decisione Rudolf Steiner si trovò davanti al vero Golgota della sua vita.

 

É già stato più volte descritto il significato di quella decisione di Rudolf Steiner, quando egli, che fino a quel momento era stato il rappresentante della saggezza spirituale, e come tale era stato il Maestro e il consigliere, dovette ora, come presidente, rispondere di tutte le faccende terrestri della Società. Sappiamo anche che, in risposta a questo suo passo, quelle potenze spirituali che avevano diretto e condotto il movimento antroposofico per mezzo di lui, avrebbero potuto ritirarsi da tale guida.

 

Il 18 luglio, in una conferenza ad Arnheim, Rudolf Steiner espose questo fatto come segue:

▸ «Si può ben dire che l’impegno preso a Natale è stato, in un certo senso, un rischio. Perchè esisteva una certa possibilità che forse – per il fatto che la direzione della Società Antroposofica è stata collegata direttamente con il rappresentante della sapienza spirituale – le potenze spirituali che dirigono il movimento antroposofico nel mondo spirituale, si ritirassero dalla loro partecipazione.»

 

Queste parole dimostrano chiaramente che Rudolf Steiner dovette, con questa decisione, rischiare per intero la sua missione in Terra. Doveva compiere qualcosa di cui egli stesso, il grande iniziato, non conosceva le conseguenze; e qui sorge la domanda: perchè non le conosceva?

 

A questo punto tocchiamo l’essenza più profonda dei nuovi misteri cristici e nello stesso tempo il germe nascosto dell’evoluzione futura dell’umanità come decima gerarchia. Perciò dobbiamo vedere in questa azione di Rudolf Steiner qualcosa che ci indirizza potentemente al futuro. Perchè qual è l’essenza dell’umanità come decima gerarchia, come quella che deve rappresentare il principio cosmico della libertà e dell’amore? Rudolf Steiner la descrive così, che l’uomo del futuro potrà operare nel cosmo solo quanto nasce, non da qualsiasi comando esterno, bensì solamente dal suo nucleo essenziale interiore, compenetrato dal Cristo.

 

Già dalla creazione del mondo da parte degli Elohim ci viene incontro questo grande principio delle gerarchie:

▸ «…e gli Elohim dissero: ‘Sia la luce! ” E la luce fu. E gli Elohim videro che la luce era buona.»130

Un verace agire di gerarchia, che parta dalla libertà, realizza prima un puro impulso proveniente dall’interiorità, cui fa seguire conoscenza e giudizio. Sono questi anche i presupposti dell’agire per amore; e questo è il grande principio gerarchico della libertà e dell’amore, che è stato portato dal Cristo in Terra attraverso il Mistero del Golgota, ed è stato inculcato nell’uomo, affinchè possa continuare a svilupparsi, attraverso le future incarnazioni della Terra, su Giove, Venere e Vulcano.

Ma come poteva il Cristo introdurre questo principio divino nella evoluzione della Terra? Solo se la tradizione cristiana si collega con la scienza dello spirito, essa può dare al nostro tempo una risposta a questo interrogativo.

 

Per compassione divina il Cristo è disceso dal Sole sulla Terra e si è incorporato negli involucri di Gesù, attraverso il battesimo nel Giordano. L’entità cosmica del Cristo passò tre anni sulla Terra per condividere fino in fondo il destino dell’umanità. Il Cristo, da Dio si è fatto uomo: il figlio di Dio è divenuto figlio dell’uomo.

Questo processo grandioso, che fu reso possibile solo per amore sconfinato e per infinita compassione verso l’uomo, raggiunge il suo apice nella scena, colma di profonda drammaticità, nel giardino del Getsemani, quando il Cristo fu abbandonato, non solo dai suoi discepoli, bensì, a seguito della sua definitiva unificazione agli involucri di Gesù, da quelle forze paterne macrocosmiche che egli aveva deciso di sacrificare per amore della salvazione degli uomini. Egli è solo: il mondo degli dèi e il mondo degli uomini si ritirano da lui.

 

Nell’assoluta libertà di questa solitudine egli decide di realizzare in Terra il principio del puro amore cosmico. E quando questa somma decisione dell’intera evoluzione del nostro cosmo si è consumata, ecco che il Padre stesso, nella cui divina Persona sono racchiuse tutte le gerarchie, risuscita il Cristo a una pienezza di forza cosmica, più grande di quella che questi, con la sua discesa sulla Terra a redenzione del mondo, aveva sacrificato.

 

• Solo mediante l’azione macrocosmica del Cristo, il germe di quella forza divina di amore che si manifesta in piena libertà, potè essere posta negli uomini, affinchè da allora in poi preparasse a poco a poco l’umanità alla sua missione nel cosmo, come decima gerarchia, quella che un giorno sarà chiamata al creare cosmico, e solamente per virtù propria. Perciò, dopo il Mistero del Golgota, quell’alto principio gerarchico della libertà e dell’amore è anche la base di ogni vera iniziazione cristiana.

 

Incontriamo più tardi un’immagine di questo principio in Parsifal, quando, nel castello del Gral, deve porre per primo la domanda, cioè deve fare il primo passo in piena libertà interiore, facendosi guidare soltanto dal principio dell’amore e della compassione.

Se avviene che l’uomo compia questo passo partendo dalle proprie solitudine e libertà, in modo da servire così gli scopi universali, allora il mondo spirituale gli risponde, se ciò non avviene, il mondo spirituale tace.

Analogamente l’umanità opererà in futuro creativamente nel cosmo, su propria responsabilità.

 

Rudolf Steiner ha descritto questo principio nel libro «L’iniziazione», come terza prova, detta «prova dell’aria», laddove il discepolo spirituale, in piena libertà interiore, deve agire mosso solo da compassione e da amore. Soltanto quando questa prova è stata superata, l’aspirante può entrare nell’ambito del mondo spirituale, detto «il tempio della conoscenza superiore».

 

Rudolf Steiner ha superato più volte questa prova ai diversi gradini della sua via di iniziazione.

• La prima volta nella prima giovinezza, quando non era ancora avvenuto l’incontro con il Maestro,

• poi alla fine dell’epoca berlinese,

• infine alla posa della pietra fondamentale del primo Goetheanum;

e ogni volta, quando l’azione sacrificale si era compiuta,

il mondo spirituale rispondeva con manifestazioni spirituali specialmente significative.

• Ora doveva avvenire sul grado più alto raggiungibile da un uomo incarnato.

 

L’iniziato doveva compiere un’azione che fosse l’immagine microcosmica

di quanto compì macrocosmicamente il Cristo con il Mistero del Golgota.

• Sul piano storico, nel cospetto di tutti gli uomini

e per la prima volta dall’inizio dell’epoca della libertà, che cadde al principio del XV secolo,

Rudolf Steiner eseguì un’azione scaturita dalle più nobili forze

che, dopo il Mistero del Golgota, possono destarsi nell’uomo

e che lo identificano come appartenente alla decima gerarchia.

 

In libertà e per amore,

senza appoggiarsi su un fatto esterno, nè sul mondo degli uomini,

nè su quello degli dèi, ma solo per impulso del Cristo nel proprio cuore,

Rudolf Steiner prese la decisione di assumere la presidenza nella Società,

e con ciò di legare ad essa il suo destino spirituale, qui sulla Terra e nei mondi spirituali.

 

Nel considerare questo gesto, tocchiamo il segreto decisivo della vita di Rudolf Steiner e dobbiamo porre la domanda: che cosa significava per Rudolf Steiner, in senso occulto, prendere su di sè la guida delle faccende terrene della Società, e così portare ad unificazione la Società Antroposofica e il Movimento antroposofico, fino ad allora rimasti separati? Significa, nel vero senso della parola, che Rudolf Steiner, da quel momento prese su di sè la piena responsabilità occulta, di fronte al mondo spirituale, per l’operato di ogni membro della Società.

 

Ogni socio è libero come prima. Il suo collegamento con il movimento antroposofico e con la Società antroposofica, fusi insieme, poggia unicamente sulla sua comprensione dell’essenza del Convegno di Natale. Ciononostante le conseguenze di ogni azione non giusta, in rapporto con il Movimento, persino di ogni azione passata, colpiscono direttamente anche il destino di Rudolf Steiner. Questo è il significato del fatto che Rudolf Steiner ha preso su di sè il karma della Società Antroposofica.

 

In accompagnamento alla sua prima pubblicazione dei documenti sul Convegno di Natale, scrive Marie Steiner:

۰ «Chiunque ha partecipato a questo convegno si è sentito in primo luogo come sollevato al di sopra di se stesso, riscaldato nel suo intimo e nello stesso tempo scosso. Ma su tutto dominava un destino che ha dovuto essere deciso in altre sfere di esistenza, L’esito ha dimostrato quanto è costato al Dr. Steiner di prendere su di sè il nostro karma. In ciò consiste il profondo esoterismo che è collegato con quell’azione sacrificale.»

 

Ma chiediamoci ancora una volta: che cosa significa – in senso occulto –

prendere su di sè il karma di un uomo, di un gruppo di uomini, di tutta una Società?

 

Dovremo allora rivolgerci, siccome si tratta di un’azione misterica cristiana, al modello macrocosmico, al corso della vita del Cristo Gesù stesso. Infatti che cosa avvenne alla morte in croce di Cristo, nell’attimo in cui il sangue sgorgò dal corpo del Redentore perforato dalla lancia?

In quell’attimo il Cristo prese su di sè il karma di tutta l’umanità. Ferito dalla lancia del karma, gravemente appesantito dai peccati dell’umanità, fece fluire sulla Terra, come libero sacrificio, il suo sangue che, secondo le parole di Rudolf Steiner, è l’immagine del «sangue egoistico eccedente»132 dell’umanità. Egli ha dato all’umanità la possibilità di non incorrere irrimediabilmente nelle forze di morte, in conseguenza dei propri peccati.

 

Considerando questo evento macrocosmico, possiamo capire che un evento microcosmico simile a quello, deve sempre mostrarsi come una copia del suo grande modello originale, e possa essere comprensibile solo per suo mezzo.

 

Quello che il Cristo fece per tutta l’umanità quando prese su di sè il karma di essa,

lo fece al Convegno di Natale Rudolf Steiner, quale vero discepolo del Cristo Gesù,

per i membri della Società Antroposofica.

Così il macrocosmo si rispecchia nel microcosmo.

Così il Maestro terreno segue le orme del suo Maestro cosmico.

Di tanto deve essere consapevole ogni membro della Società Antroposofica.

 

Allora soltanto possiamo comprendere esattamente quanto Marie Steiner scrive di seguito:

▸ «Ma il nostro karma umano e societario si scaricò su di lui immediatamente dopo la chiusura del Convegno di Natale. Infatti nell’ultimo giorno, il 1° gennaio 1924, all’improvviso, egli si ammalò gravemente. Fu come un colpo di spada che ferì la sua vita…»132a

 

La malattia che lo ferì come un colpo di spada – questa è una rappresentazione immaginativa conforme a realtà – era il karma pesante della Società Antroposofica che produceva i suoi effetti fino entro il corpo fisico. E in piena serietà, pari alla nostra convinzione, dobbiamo dire: se comprendiamo realmente quel che significa, nel senso occulto più profondo, prendere su di sè il karma di altri uomini, allora capiremo che Rudolf Steiner dovette ammalarsi, poiché ci sono due fatti che non si possono scindere uno dall’altro: così come una volta il Cristo in croce fu trafitto dalla lancia del pesante karma dell’umanità, così anche il corpo fisico del suo discepolo fu trafitto dalla «spada» del pesante karma della Società Antroposofica.

 

La malattia che lo colpì nell’ultimo giorno del Convegno di Natale era dunque di un tipo speciale, non era una comune malattia. In essa Rudolf Steiner visse fin giù nel suo corpo fisico il karma di altri uomini.133 Nella sofferenza corporale del Maestro entrarono le colpe karmiche della Società, gli sbagli in essa commessi; gli errori e le insufficienze dei singoli soci, nella loro apparenza esteriore, furono fisicamente visibili.133a Solo se noi comprendiamo questo, e non solo con la mente, ma se lo accogliamo nei più profondi impulsi della nostra anima e del nostro cuore, solo allora impareremo a valutare il sacrificio che Rudolf Steiner consumò nel Convegno di Natale, il cui mistero più profondo è quello che egli offerse le forze del suo corpo fisico per la fondazione di un centro dei nuovi misteri di Michele che riconducano l’umanità alla riunione con lo spirito e possano quindi rinnovarne la vita spirituale e culturale.

 

• Con questa quarta e sublime tappa del cammino di sacrificio di Rudolf Steiner,

venne pure raggiunto sul piano storico e sociale

quella sintesi universale dell’esteriorità e dell’interiorità,

dell’exoterismo e dell’esoterismo, di cui abbiamo parlato sopra.134

• Da allora in poi l’esoterismo micheliano potè fluire direttamente nei diversi ambiti del sapere umano,

e condurre, nel corso del tempo, al rinnovamento della cultura occidentale secondo lo spirito micheliano stesso.

 

Nella cooperazione al Goetheanum della Presidenza esoterica con le Sezioni pervase di esoterismo, come furono fondate nel Convegno di Natale, abbiamo il completo e armonico collegamento di due modi di attività spirituale, in una fondazione che è, nello stesso tempo, anche un centro per i nuovi misteri.135

In profonda solitudine, distaccato dalle potenze spirituali che lo avevano guidato fino allora, solamente compenetrato dallo Spirito-Cristo, Rudolf Steiner ha compiuto, nell’ultimo giorno del Convegno di Natale, per amore dell’umanità, la sua azione sacrificale, giungendo fino alle sue ultime conseguenze nel suo corpo fisico.136

 

Il mondo spirituale rispose a questa azione con un potente cosmico sì! Come se d’un tratto si fossero aperte le cateratte del cielo, Michele, il sublime conduttore dell’epoca presente, regalò di nuovo al suo maggiore servitore sulla Terra, una pienezza a malapena immaginabile di rivelazioni che fece fluire per bocca di lui nell’umanità.

Chi si dedichi totalmente alla profondità e multiformità delle nuove rivelazioni che, attraverso lui, sgorgarono dalla sfera di Michele, chi faccia rivivere in sè questo periodo di tempo di mezzo secolo fa, può ancora oggi trovare il sentimento di quello che avvenne allora. Ma chi allora ebbe la fortuna di poter guardare Rudolf Steiner direttamente negli occhi, attraverso il suo involucro fisico, che non era già più il suo involucro, potè mirare il mondo spirituale che gli stava dietro e per mezzo suo parlava, e dinnanzi a tutti vedere Michele e i suoi.

 

Da allora in poi, così scrive Rudolf Grosse, «…Rudolf Steiner era stato assunto e confermato alla reggenza dei destini dell’umanità e condotto ad una nuova dignità spirituale, ciò che significa un innalzamento e una investitura di pieni poteri, in una maniera che si sottrae alla nostra capacità di rappresentazione…»137

 

Le parole di Rudolf Steiner stesso, con le quali egli parlò della sua grande vittoria, dell’avvenimento più importante della sua vita, della grande risposta del cosmo spirituale alla sua azione sacrificale in nome dell’umanità, ebbero il seguente tenore:

Parigi 23 gennaio 1924:

▸ «Posso già oggi volgere lo sguardo verso il fatto straordinariamente importante …che dopo il Convegno di Natale, l’impulso spirituale che deve scendere dai mondi spirituali, affinchè il movimento antroposofico proceda nel modo giusto, è interamente all’altezza del fatto che il nostro movimento antroposofico, a partire dal Convegno di Natale, potè divenire sempre più esoterico, e sempre più continuerà a diventarlo…»138

Dornach 22 giugno 1924:

▸ «Oggi si può affermare che nei mondi spirituali è stata presa la decisione che, proprio a partire dal Convegno di Natale, le sorgenti del mondo spirituale siano più aperte di prima.»139

Arnheim 18 luglio 1924:

▸ «Si può affermare che le potenze spirituali si fanno incontro con maggior grazia

e con più alta benevolenza a quanto fluisce dal movimento antroposofico.»140

Torquay 12 agosto 1924:

▸ «Si può dire che con piena benevolenza ci guardano ininterrottamente, dopo la fondazione della Società Antroposofica al Goetheanum, quelle potenze spirituali dalle quali riceviamo le nostre rivelazioni, con una benevolenza ancor più grande di prima esse guardano verso di noi…»141

Londra 24 agosto 1924:

▸ «Ma ora può essere detto che i fatti si presentano assolutamente così che, non solo dopo il Convegno di Natale non c’è alcun intoppo al fluire della rivelazione dal mondo spirituale, bensì al contrario il mondo spirituale guarda giù perfino con una ancor maggiore compiacenza verso quanto succede nella Società Antroposofica per opera del movimento antroposofico, e che in particolare i doni provenienti dal mondo spirituale si son fatti sostanzialmente più ricchi dopo il Convegno di Natale, cosicché anche in rapporto esoterico possiamo riguardare con piena soddisfazione al Convegno di Natale stesso.»142

 

Quella di cui parlava ora Rudolf Steiner era la rivelazione di quei profondi segreti della sfera di Michele che si erano dischiusi al suo sguardo interiore già negli anni ottanta e novanta del XIX secolo dei quali però non era stato possibile parlare. Soltanto ora, dopoché aveva consumato il sacrificio del Convegno di Natale, i demoni arimanici in lotta con Michele non poterono più impedire a Rudolf Steiner di svelare agli uomini, l’intera profondità dei misteri di Michele, quale spirito del tempo, i quali accennano ai più importanti segreti del divenire storico-spirituale dell’umanità nel tempo presente.

 

Rudolf Steiner si espresse a riguardo nel modo seguente:

▸ «Vedete, anche nel grembo del movimento antroposofico si dovette portar via ulteriormente quanto è rimasto, in certo modo, un segreto di Michele. Vi appartenevano soprattutto quelle verità che si riferivano a certi nessi storici. Da qualche tempo si possono palesare senza riserva queste cose. Ce n’è ora, da alcuni mesi, la possibilità – è divenuto possibile anche a me – di parlare senza riserva di queste cose. Perciò succede, è già successo, e anche qui deve succedere… Infatti ciò sta in rapporto con la rivelazione dei segreti di Michele, che si svolsero nel modo che vi ho descritto…Poiché attraverso tutto quello che è stato possibile dare, particolarmente dopo il Convegno di Natale, per il modo in cui mi è stato permesso di lavorare occultamente da quel tempo in poi – perchè non sono cose nuove; nell’ambito occulto non si possono comunicare già oggi dei fatti che si sono scoperti appena ieri, sono cose vecchie… – ma si è aggiunto il fatto che ora devono tacere i dèmoni (gli avversari di Michele) che prima non (mi) hanno lasciato esprimere quelle cose.»143

 

Così attraverso un più grande sacrificio fu conquistato il diritto di portare all’umanità quelle rivelazioni, senza le quali essa non avrebbe potuto svilupparsi ulteriormente.

Soltanto dopo che Rudolf Steiner, nel Convegno di Natale, ebbe congiunto il suo karma con quello degli antroposofi, potè ancora, durante il Convegno stesso, svelare agli antroposofi il suo proprio passato e, nelle conferenze seguenti, il loro passato, poiché ora egli parlava, quando parlava del loro karma, nel contempo di qualcosa che dipendeva indissolubilmente dal suo proprio destino.

Ora poteva comunicare loro i segreti della sfera di Michele, fin dove essi riguardano il divenire storico-spirituale dell’umanità, oppure i destini degli antroposofi in quanto micaeliti, ossia veri seguaci di Michele. Poi egli rivelò loro i misteri dell’entità cosmica dello spirito del tempo conduttore, raggiungendo così un grado ancora più alto nella realizzazione del suo compito e nel suo servire.

Perchè, che cosa portò a compimento Rudolf Steiner in quel tempo?

 

Se consideriamo l’inaudita attività di conferenziere, senza pari per profondità e vastità, che seguì il Convegno di Natale, se ci rappresentiamo con chiarezza che cosa significa tenere, durante nove brevi mesi, 338 conferenze e 68 discorsi, su quasi tutti i rami dello scibile, in modo da trasformare ogni singolo settore, col provvederlo di potenti impulsi riguardanti il futuro, e aprendo così sterminati orizzonti agli antroposofi, e attraverso loro a tutta l’umanità, se consideriamo tutto questo, comprenderemo quello che avvenne allora.

 

Rudolf Steiner ha realizzato con la propria vita, dopo il Convegno di Natale,

la seconda rivelazione cosmica di Michele sulla Terra,

della quale egli aveva parlato quattro anni prima, nella conferenza del 22 novembre 1919:

▸ «L’incarnazione della Parola è la prima rivelazione di Michele.»144

▸ «E deve venire il tempo in cui la carne diventi di nuovo Parola e insegni ad abitare nel regno della Parola»,

questa è la seconda rivelazione di Michele.

 

Essa vale per la vita di Rudolf Steiner dopo il Convegno di Natale. Perchè le sue forze fisiche si esaurivano ogni giorno di più, il suo corpo terreno andavasi quasi dissolvendo, scompariva, ma attraverso di lui la Parola universale risuonava sempre più possente, la parola stessa di Michele, che ormai parlava per suo mezzo, e che fondò per suo tramite la prima classe della Libera Università per la scienza dello spirito, come vero punto centrale dei nuovi misteri di Michele, che da allora stanno sotto la sua guida diretta.

 

Dopo aver percorso nove settenni e nove sfere planetarie e gerarchiche, Rudolf Steiner entrò, dopo il Convegno di Natale, nella decima sfera, la sfera della futura umanità spirituale. É l’enigma della sua ultima epoca di vita, in cui egli, con il poco tempo che gli restava da vivere, ha mostrato agli uomini che cosa significa realizzare sulla Terra la seconda rivelazione di Michele, dalla quale dipende il futuro dell’umanità.

 

Dobbiamo ora addentrarci più accuratamente negli ultimi mesi di vita di Rudolf Steiner e nel tragico enigma del suo trapasso. Perchè mai Rudolf Steiner, fino all’ultimo istante, non parlò, non solo del suo trapasso, bensì parlò ripetutamente e insistentemente della propria guarigione, accennando al proseguimento della sua attività, in quanto c’era ancora tanto da fare e perchè doveva aggiungere molte importanti comunicazioni a quelle già fatte, allo scopo di svilupparle e arricchirle? Fino all’ultimo, tutti nella Società credevano nella sua guarigione, ed egli nutriva le loro speranze… E improvvisamente se ne andò, inaspettatamente: fu profondamente tragico il suo assoluto tacere, non una parola sulle varie questioni, nessun accenno, oppure un «no» cosciente.

Il trapasso di qualsiasi uomo è un enigma, tuttavia quando si tratta di quello di un grande iniziato, allora l’enigma diventa un mistero. Ma tutto quanto è stato detto può forse aiutarci nel tentativo di chiarirlo un poco.

 

Riflettiamo ancora una volta sul carattere particolare della malattia di Rudolf Steiner, e potremo riconoscere che non era la sua propria malattia, bensì la malattia spirituale della Società, solo esteriormente visibile nella sofferenza fisica del Maestro. Questa malattia karmica della Società, malattia di un karma grave e non redento, consumava a poco a poco il corpo fisico di Rudolf Steiner.

Ciò dimostra chiaramente che la guarigione dalla malattia di Rudolf Steiner non dipendeva più da lui. Non poteva guarire se stesso perchè, dal Convegno di Natale in poi, il suo involucro fisico non gli apparteneva più. Nè gli si potevano prescrivere aiuti medicamentosi esterni. Aveva certo bisogno delle cure dei medici suoi amici – Ita Wegman, Ludwig Noli e altri potevano lenire temporaneamente le sue sofferenze, ma non erano in grado, nonostante la loro abnegazione, di guarirlo integralmente, perchè non potevano rimuovere la causa della sua malattia, poiché questa non stava in lui, ma nella Società.

Si comprende perciò perchè, subito dopo il Convegno di Natale, a Rudolf Steiner premesse tanto svelare ai membri della Società il loro proprio passato. Perchè le persone che si erano unite nella Società Antroposofica provenivano dalle più disparate correnti, che in passato avevano non di rado, persino combattuto una contro l’altra. Esse avevano portato seco un karma spesso non redento e proprio questi impulsi di karma non risolto, agenti nell’inconscio, avevano portato al punto che la Società del 1923 non poteva servire come strumento per la realizzazione degli impulsi spirituali del movimento antroposofico nel mondo, ma piuttosto si rivelava un ostacolo, che aggravava la sua giusta diffusione tra gli uomini.

 

Fin dapprincipio, quando funzionava come maestro,

Rudolf Steiner aveva saputo, dalla sua visione dei segreti della sfera di Michele,

che solo mediante l’unione di rappresentanti di tante correnti e di tanti misteri del passato,

poteva essere posto il vero germe per la futura spiritualizzazione dell’umanità.

 

Perciò aveva tentato, fin dall’inizio della sua attività antroposofica, ancora in seno alla Società Teosofica, di risvegliare nel suo ambiente una forte coscienza per questi problemi. Ancora nel 1924, Rudolf Steiner ricorda più volte nelle sue conferenze, i suoi tentativi di tenere, nel 1902, un ciclo di conferenze su «esercitazioni pratiche sul karma». Tali tentativi naufragarono allora per l’ostilità di molti dirigenti teosofici. Malgrado questo primo insuccesso, Rudolf Steiner si è adoperato più tardi, specialmente dopo il 1905, ad organizzare il proprio lavoro, affinchè gli antroposofi acquisissero la possibilità di pareggiare e regolare questo vecchio karma. Perchè le oscure potenze avversarie utilizzavano per i loro scopi il karma non pareggiato. Nel futuro poi, Rudolf Steiner voleva procedere a che, mediante la fondazione sul piano fisico dei misteri di Michele, potesse prodursi, questa volta in maniera cosciente, del nuovo karma tra gli antroposofi, nello spirito dell’impulso micheliano. L’intensa attività esoterica che si svolse sotto la guida di Rudolf Steiner, prima entro la Società Teosofica e poi nella Società Antroposofica, fino alla tragica rottura causata dallo scoppio della prima guerra mondiale, fu il suo più importante tentativo di quel tempo, di dare agli antroposofi la possibilità di lavorare in questo senso al loro karma.

 

Il tentativo successivo fu la costruzione del Goetheanum.

Perchè il lavoro collettivo e comunitario a questo edificio incomparabile per la nuova vita spirituale, offrì di nuovo un’occasione di sistemazione del vecchio karma, e di motivarne del nuovo.145

Ma il Goetheanum venne tragicamente tolto agli antroposofi sul piano fisico… Ora, dopoché Rudolf Steiner ebbe preso su di sé, a prezzo di sofferenze fisiche, il karma degli antroposofi, poteva comunicare ad essi il loro proprio passato, nella speranza che così sarebbe loro riuscito di lavorare al loro karma. Egli sperò che tali conoscenze avrebbero conferito loro la forza di superare gli impulsi di inimicizia e di disarmonia sorgenti da antiche epoche, così da espiare, se non completamente, il loro karma, per lo meno da pareggiarlo in parte, da sistemarlo, illuminandolo, e lavorare consapevolmente alla produzione di un nuovo karma, quello che egli aveva rivelato loro, dopo il Convegno di Natale, come comune karma micheliano.146 Questo lavoro avrebbe anche potuto portare la guarigione a Rudolf Steiner, poiché proprio il karma non risolto della Società era la vera origine della sua malattia.

 

Rudolf Steiner sperò fino all’ultimo soffio della sua vita terrena, che ciò sarebbe stato compreso. Egli parlò della sua guarigione, poiché credeva che la Società, attraverso la propria comprensione dell’impulso del Convegno di Natale, si sarebbe adoperata per la sua realizzazione, che gli antroposofi, seguendo la principale richiesta di Michele, avrebbero promosso tra di loro un nuovo karma, dando così a lui la possibilità di guarire e di rimanere tra di loro ancora per qualche tempo.

Ma questo non si è avverato. La Società non potè superare il suo vecchio karma in misura sufficiente e spingersi fino alla fondazione di un nuovo karma. La Società non seppe offrire a Rudolf Steiner la possibilità di restare ancora sul piano fisico. Perchè qui l’amore per lui non era sufficiente. Qui sarebbe stato necessario, mediante la giusta comprensione di quanto era avvenuto nel Convegno di Natale, sviluppare la volontà di superare ogni elemento personale e aiutare Rudolf Steiner a portare la sua croce, vale a dire, diventarne il collaboratore cosciente nella sfera karmica.

 

Nell’attimo in cui le premure della Società si dimostrarono insufficienti a questo riguardo, Rudolf Steiner dovette abbandonare questo mondo, nel più completo silenzio, senza una sola parola di approvazione o di biasimo. Ma il suo silenzio dichiarava: quello che non siete stati capaci di fare mentre io ero tra di voi, ora lo dovrete compiere senza di me, in piena libertà e solitudine, senza la mia guida diretta. Dovete compierlo mediante quanto può nascere dai vostri cuori, se si compenetreranno degli impulsi di Michele-Cristo, che furono posti per mio tramite nel Convegno di Natale, perchè in questi impulsi continuerò a rimanere collegato con voi, dato che dopo il Convegno di Natale, il mio karma è indissolubilmente legato al vostro karma. E se rimarrete fedeli agli impulsi del Convegno di Natale, e li realizzerete in misura sufficiente, allora potrò completare insieme a voi quello che è rimasto incompiuto.

 

Da questa partenza dal piano fisico di Rudolf Steiner, partenza silenziosa, ma tanto più chiaro-parlante, ogni antroposofo che si senta unito a lui e, per suo tramite, a quelle potenze spirituali che guidarono e continuano a guidare il movimento antroposofico, con le quali Rudolf Steiner rimase unito anche dopo la sua morte, ogni antroposofo dovrebbe accogliere dalla tragicità e dalla grandezza di questo avvenimento, l’impulso più energico a lavorare alla realizzazione delle mete del Convegno di Natale, nella consapevolezza di creare così a Rudolf Steiner la reale possibilità di ritornare a noi e anche sulla Terra, tra di noi, per attuare il compimento della sua «opera».

 

Nella conferenza del 29 agosto 1923 a Penmaenmawr, Rudolf Steiner si è espresso sulla possibilità che il successore dell’antico Bodisattva operi anche in futuro tra gli uomini:

▸ «L’umanità aspetta dunque invano l’arrivo di un successore dell’antico Bodisattva;

che un Bodisattva vi sia o non vi sia, dipende dal fatto che l’umanità sappia muovergli incontro con comprensione.»148

E più oltre:

▸ «Il problema non è oggi che gli uomini abbiano da aspettare il Bodisattva,

ma che questi debba aspettare che l’umanità gli muova incontro con comprensione,

prima di poterle parlare col suo linguaggio; l’umanità è infatti entrata nell’epoca della libertà.»

 

Queste leggi di governo dell’universo valgono tuttavia su tutti i piani di esistenza, e così la possibilità per Rudolf Steiner di agire pubblicamente sulla Terra alla fine del XX secolo dipende anche oggi dal fatto se gli viene portata incontro una sufficiente comprensione, soprattutto comprensione per il Convegno di Natale del 1923/24, che fu il suo più importante atto di fondazione tra gli uomini. Poiché oggi non siamo noi che abbiamo da attendere Rudolf Steiner, ma è Rudolf Steiner che deve attendere noi Ed egli ci attende!

 

Ma siccome Rudolf Steiner, dal Convegno di Natale in poi, è legato col proprio karma con i destini della Società Antroposofica sulla Terra, è solo la Società Antroposofica che può creare le condizioni reali per un suo ulteriore operare in essa, per fondare la seconda e la terza classe esoterica e per completare la sua missione, e cioè il completamento del nuovo centro micheliano dei misteri cristiani, fondato al Convegno di Natale. Infatti questo centro è stato fondato, ma non ancora portato a termine, e la possibilità di completarlo dipende oggi dai membri della Società Antroposofica, dalla loro comprensione per l’impulso fondamentale del Convegno di Natale, e dalla loro disponibilità a continuare a lavorare nel suo spirito.150

 

Infatti Rudolf Steiner parlò sempre di nuovo della continuità di azione del Convegno di Natale.150a Ed è questa continuità di azione, fino ai nostri giorni, il segno sicuro della presenza spirituale di Rudolf Steiner, un segno che fu in verità accompagnato per tutti questi anni dalla Società Antroposofica, alla quale appartengono anime che, nel lavorare antroposoficamente, cercano sinceramente di restar fedeli a questo impulso fondamentale. Perchè dobbiamo offrire a Rudolf Steiner la possibilità di operare di nuovo tra di noi!

 

Il destino dell’antroposofia nel mondo dipende oggi dalla realizzazione degli impulsi del Convegno di Natale. Perciò non può stupirci che riguardo a questo importantissimo evento sul piano fisico del XX secolo si sia giunti, entro la Società Antroposofica, a tragiche affermazioni. Ma quegli antroposofi che parlano oggi dell’«insuccesso» del Convegno di Natale, incoraggiano, consapevolmente o no, gli impulsi delle potenze avverse, quelle che volevano impedire a Rudolf Steiner di completare la sua missione, e con ciò volevano separare l’antroposofia dalle potenze spirituali che la guidano a partire dal Convegno di Natale, togliendo loro la possibilità di realizzare quello per cui la avevano inviata in Terra, e per cui le avevano impartita la loro benedizione mediante il Convegno di Natale.150b

 

Il nostro comportamento rispetto al Convegno di Natale è perciò la pietra di paragone per il nostro comportamento rispetto a Rudolf Steiner stesso e all’antroposofia nella sua più profonda essenza esoterica.

 

Concludendo questo schizzo del corso della vita di Rudolf Steiner,

vogliamo tornare indietro al punto di vista dal quale è partita la nostra considerazione.

 

Dicemmo che l’altezza spirituale raggiunta da un iniziato riposa sul grado fino al quale la sua vita

è la manifestazione delle grandi leggi che stanno alla base del nostro cosmo.

• Durante l’evoluzione dell’umanità, queste ultime poterono arrivare completamente sul piano fisico,

solo durante quei tre anni in cui l’Entità-Cristo dimorò negli involucri di Gesù di Nazaret.

• Perciò, dopo quell’evento, la grandezza di un iniziato,

soprattutto quella di un iniziato cristiano che ha percorso la via della Rosacroce,

dipende dal grado in cui egli ha potuto fare della sua vita

una vera copia microcosmica della via macrocosmica del Cristo Gesù.

 

Poiché Rudolf Steiner ha percorso quella via, dobbiamo ancora occuparci brevemente della seconda metà della sua vita e vedere in che rapporto sia a questo modello originario macrocosmico della nuova iniziazione, che, nell’attuale epoca di Michele, è raggiungibile per la prima volta dall’umanità.

 

Come dicemmo anche prima, la grande via sacrificale del Cristo consiste nel fatto

che egli, in risposta all’invocazione dell’umanità che sprofondava nell’abisso, decise di discendere a lei per salvarla.

 

Nel suo percorso cosmico verso la Terra, il Cristo si manifesta

• in primo luogo, nelle forze macrocosmiche dell’Io universale, come Vishva-Karman,

mentre si trova al di là della sfera zodiacale,

• poi come Ahura-Mazdao nelle forze astrali macrocosmiche,

la cui sfera si estende tra il Sole e le stelle fisse,

• infine nella sfera delle forze eteriche macrocosmiche

come «Ejeh asher ejeh» l’«Io sono l’io sono»; qui egli opera già negli elementi,

che stanno sotto l’influsso della sfera lunare, la più vicina alla Terra.

 

• Queste sono le tre tappe cosmiche, attraverso le quali il Cristo si avvicinò alla Terra,

finché, dopo il battesimo nel Giordano, il suo grande ente solare

si immerse, nel corso di tre anni, negli involucri di un uomo, legandosi gradualmente a loro.

Dio si fece uomo.

Per amore degli uomini l’essere divino del Cristo è pronto a sacrificare

le forze che gli appartengono dalla creazione del mondo

e a consacrarsi a quell’ineffabile somma di dolore e di sofferenza, che ci ha rivelato il Quinto Vangelo.

 

Infatti, al battesimo nel Giordano,

per entrare come io nei tre involucri terreni di Gesù di Nazaret,

il Cristo dovette abbandonare le forze macrocosmiche del suo Io.

Erano le stesse forze che i santi Risci presagirono al di là dei confini della loro sfera.

 

Quando il Cristo si immerse nel corpo astrale di Gesù di Nazaret,

sacrificò le forze del suo corpo astrale macrocosmico,

quelle che una volta Zaratustra aveva contemplato come lucente aura solare

(questa è anche la ragione per cui il Cristo Gesù apparve agli apostoli di notte, camminando sulle acque).

 

Più tardi, quando il Cristo entrò pienamente nel corpo eterico di Gesù,

rinunciò al suo corpo eterico macrocosmico, quello che Mosè aveva scorto nelle fiamme del Sinai

(per questa ragione Mosè ricompare nella Trasfigurazione).

 

Infine il Cristo rinunciò a tutte le sue forze essenziali macrocosmiche,

quando nel giardino del Getsemani si unì completamente con l’involucro fisico di Gesù di Nazaret.151

 

Egli rinunciò alla sua dimensione macrocosmica,

a tutte le forze del Padre, che gli erano appartenute dall’inizio del mondo,

e da Figlio di Dio divenne figlio dell’uomo,

e si unì completamente con il corpo fisico di un uomo, per sacrificarlo sul Golgota;

poiché solo in quanto il Cristo provò la morte, potè vincerla,

e congiungersi perciò con l’intera sfera della Terra!

 

Noi vediamo come quattro sacrifici macrocosmici formano la via di redenzione del Cristo.

• Partendo dal battesimo nel Giordano, egli sacrifica, una dopo l’altra,

le forze cosmiche del suo io, poi quelle del suo corpo astrale, dopo

quelle del suo corpo eterico, e come ultimo il suo corpo fisico nel Mistero del Golgota,

quello che, dopo la notte del Getsemani, è realmente il suo corpo,

poiché egli è l’unico tra gli dèi del cosmo

a conoscere fino in fondo il mistero dell’incarnazione, della morte e della risurrezione.

• Così ci si presenta il percorso macrocosmico del Cristo per tre anni della sua vita

negli involucri di Gesù di Nazaret, così come ce lo indica la scienza dello spirito.

 

Con somma venerazione possiamo ora percepire l’armonia tra questa via e il corso della vita di Rudolf Steiner, il quale, con i suoi quattro sacrifici vitali, si è dimostrato come un grande «seguace» terreno del Cristo Gesù, poiché sacrificò alle potenze conduttrici dell’evoluzione terrena, guidate dal Cristo stesso dopo il Mistero del Golgota, intorno al 1899 le forze del suo io, intorno al 1907 le forze del suo corpo astrale, dal 1913 in poi le forze del suo corpo eterico, e infine nel giorno del Natale 1923/24, le forze del suo corpo fisico, così che possiamo affermare: in verace grandezza e bellezza ci si rivela il corso della vita di Rudolf Steiner, il quale visse tra noi come uomo, tra gli uomini del XX secolo, la cui vita noi possiamo confrontare con quella dei più grandi iniziati dei tempi passati, iniziati che ci sono noti dalle leggende e dalle tradizioni, le quali tuttavia acquistano per noi forma e forza concrete soltanto grazie alla scienza dello spirito

 

Così nel corso della vita di Rudolf Steiner

abbiamo il più profondo mistero del secolo XX,

una via che ci può servire quale reale prototipo della nuova iniziazione.

 

Possiamo quindi affermare che colui il quale potè seguire in maniera così elevata

la via triennale di sacrificio del Cristo Gesù sulla Terra,

segue ora, anche dopo la sua morte, senza alcun dubbio,

il Cristo sul suo ulteriore cammino attraverso i mondi spirituali.

 

Possiamo allora concludere questo schizzo del mistero della vita di Rudolf Steiner

con le parole con le quali Rudolf Grosse conchiude il penultimo capitolo

del suo libro «Il Convegno di Natale come svolta dei tempi»:

▸«Mentre nel XX secolo il Cristo eterico passa attraverso l’umanità,

si accompagna a lui colui che ha posto il Convegno di Natale nel nostro mondo,

nello spirito del Sole-Cristo, come inizio della svolta universale dei tempi.»

 


 

Note:

106 – O.O. 240, 20/7/1924.

107 – Questa nuova relazione vicendevole tra dèi e uomini nell’epoca della libertà, fu espressa da Angelo Silesio, già nel XVII secolo con le seguenti parole: «Nulla esiste se non Io e Tu; e se noi due non siamo, Dio non è più Dio e il Cielo crolla.» – «Senza di me Dio non può fare neppure un piccolo verme, e se io non concorro a conservarlo, tosto esso perisce.» – «Io so che, senza di me, Dio non potrebbe esistere neppure un momento: se io fossi annientato, egli per tale angoscia, dovrebbe rendere lo spirito.» (O.O. 7 – Bocca 1940 pagg. 153 154).

108 – Matt. 18,20.

109 – Luca 22,46.

110 – Matt. 22,37-39, e Marco 12,29-31.

11Oa – Vedi per es. la conferenza del 3/11/1905 (O.O. 93) e gli appunti dalla ES (lezione esoterica) del 9/10/1907 (O.O. 245) e specialmente 5/12/1907.

11Ob – Nella conferenza del 2/4/1923 (O.O. 223/229), Rudolf Steiner parla del fatto che la vera conoscenza del principio della triade è la base del «Pensiero di Michele».

111 – O.O. 194, EAM 1981, 22/11/1919, pag. 37 e inoltre 23 (pag. 53 56), 30,22 (pagg.37 38)/U/1919.

112 – Qui dobbiamo osservare che, in sostanza, Rudolf Steiner ricevette già prima (1911) questa seconda rivelazione di Michele, tuttavia, quella volta, non immediatamente dalla sfera di Michele stesso, bensì dal Bodisatva che agiva nel suo corpo astrale. Ne parla Rudolf Steiner (O.O. 130, 21/9/1911, Milano RA 1953/237) «…se esistesse per lui, allora, un evangelista Giovanni, dovrebbe parlare diversamente dall’evangelista Giovanni che parlò del Cristo. Questi dice: ‘E il verbo è divenuto carne”. L’evangelista del Maytreya Buddha dovrebbe dire: ‘E anche la carne è divenuta verbo”.» – Dal confronto delle due citazioni, delle conferenze del 1911 e del 1919, si possono chiaramente distinguere le fasi di quella via ascendente di sviluppo, percorsa da Rudolf Steiner in quel tempo.

113 – O.O, 120, 28/5A910, EAM 1974 pagg.238 e 239.

114 – Rudolf Steiner parla del fatto che l’impulso per la realizzazione della triarticolazione dell’organismo sociale nell’attuale umanità, derivi dalla sfera di Michele, il 2/4/1923 (O.O. 223/9) (D. Baker Dornach, pag. 22).

115 – In relazione all’anno 1921, considerato come l’anno di preparazione alla fondazione della Comunità dei cristiani, dobbiamo fare, la seguente annotazione: se prendiamo come punto di partenza l’anno 1910, quello della prima apparizione del Cristo eterico nell’umanità, che è il più importante avvenimento del XX secolo, si ottiene, tornando indietro di 11 anni, l’anno 1899, di cui si è già molto parlato in rapporto al corso della vita di Rudolf Steiner. Se invece si va avanti di 11 anni si arriva all’anno 1921, nell’estate e nell’autunno del quale Rudolf Steiner tenne i suoi tre primi cicli per i sacerdoti. Con questo era creata la premessa per la fondazione della Comunità dei cristiani, che avvenne a Dornach nel settembre del 1922.

116 – O.O. 37/260a, 12/4/1924 e 16/4/1924.

117 – Citato da Grosse «Die Weihnachtstagung… » (Il Convegno di Natale) pag.65.

118 – Articolo di Rudolf Steiner del 18/3/1923 (O.O. 36).

119 – Del fatto che al Goetheanum occorresse ricevere anzitutto dagli antroposofi quella difesa interiore, che consiste nella capacità di intervenire realmente nelle faccende antroposofiche sulla Terra, parla Rudolf Steiner con le parole seguenti: «Vorrei dire che non potremmo provare alcuna gioia, alcuna soddisfazione per il nostro edificio, se nello stesso tempo non facessimo tutti gli sforzi per intervenire in favore della causa antroposofica. Perchè l’edificio diverrebbe motivo di distruzione della nostra causa, se non si trovassero sufficienti forze difensive.» (O.O.184, 20/9/1918).

120 – «Rudolf Steiner und die Zivilisationsaufgaben der Anthroposophie, ein Riickblick auf das Jahr 1923» (Rudolf Steiner e i compiti civilizzatori dell’antroposofia, uno sguardo retrospettivo all’anno 1923). Discorsi e risposte a domande (O.O. 259, edizione del 1943 pagg. 15 e 16).

121 – Assja Turgenieff: Erinnerungen an Rudolf Steiner und die Enstehungszeit der Dornacher Baues (Ricordi su Rudolf Steiner e del tempo di costruzione dell’edificio di Dornach), Stuttgart 1972, pag. 101 e seg.

122 – O.O. 260. Discorso di Rudolf Steiner per l’inaugurazione del Convegno di Natale, il 24/12/1923. – In altra occasione Rudolf Steiner aveva espresso questi stessi pensieri nel modo seguente: «E oggi stiamo di fronte alla nostra terribile sventura, ci sta davanti la straziante rovina del Goetheanum, e ci sta davanti pure la Società Antroposofica; seppure il numero dei suoi soci si è infinitamente ingrandito, abbiamo una Società Antroposofica priva di fermezza interiore, anch’essa con qualcosa di rovinoso in sè.» (O.O. 257, 23/1/1923).

123 – Zeylmans van Emmichoven, «La fondazione della Società Antroposofica» EAM 1982. Più tardi, nella conferenza del 4/3/1923 (O.O. 257), Rudolf Steiner parlò della possibilità per sè di staccarsi dalla Società Antroposofica, per cercare nel mondo altre vie di realizzazione dell’impulso antroposofico, come lo aveva già preso in considerazione con particolare veemenza all’Assemblea dei delegati a Stoccarda (nel febbraio 1923).

124 – O.O. 260.

125 – O.O. 229,15/10/1923.

126 – Gli impulsi per accedere all’essenza degli antichi misteri, vennero dati da Rudolf Steiner, derivandoli direttamente dalla scuola di Michele. Egli ne parla nei termini seguenti: «Con grandiosa evidenza…in ispirazioni soprasensibili (nella scuola di Michele) venne descritto quello di cui ebbi spesso l’occasione di presentare come un riflesso, parlando degli antichi misteri.» (O.O. 237,1/8/1924, EAM 1988 pagg. 110-111).

127 – O.O. 240, 20/7/1924.

128 – Così come una volta, nell’alta scuola soprasensibile, venne da principio «ripassata» ancora una volta «l’antica sapienza iniziatica» la base delle «grandi dottrine degli iniziati», così anche al Convegno di Natale venne descritta dapprima l’essenza degli antichi misteri (vedi il ciclo «Aspetti di misteri antichi» O.O. 232) e poi venne posta la pietra fondamentale per i nuovi misteri. Così il Convegno di Natale è la vera copia terrestre degli eventi spirituali della scuola soprasensibile di Michele.

129 – O.O. 240,18/7/1924.

130 – «Genesi», 1 libro di Mosè, 1,3 e ss.

131 – O.O. 260.

132 – Vedi le due conferenze pasquali di Rudolf Steiner a Berlino del 25/3/1907 (RA 1957/66) e del 1/4/1907 (RA 1957/97) (O.O. 96), e la conferenza del 2/12/1906 (O.O. 97).

132a – Ita Wegman scrive sulla malattia di Rudolf Steiner nel suo articolo «In Erinnerung an die Weihnachtstagung» (Ricordando il Convegno di Natale) (26/4/1925): «Poi il Maestro si ammalò. Dapprima era solo un esaurimento del corpo, poi si vide che la malattia aveva origini più profonde, che era il karma che produceva i suoi effetti. Dopo il gennaio 1925, egli non parlò più di esaurimento, ma di effetti karmici.» («Agli amici») Vedi anche le parole che disse Rudolf Steiner nel luglio 1924 ad Amheim rispondendo alla domanda di alcuni antroposofi che si informavano sulla sua malattia. (Secondo le comunicazioni di Pieter de Haan, pubblicate in H.P.van Manen, «Christus-sucher und Michaeldiener» (Cercatore del Cristo e servitore di Michele)

133 – Quanto è detto sopra non è in contraddizione con il fatto che l’inizio della malattia di Rudolf Steiner abbia coinciso anche con un avvelenamento esteriore. Vi accennano in particolare le seguenti parole conclusive del seguente brano di lettera di Rudolf Steiner a Marie Steiner del 15/10/1924: ▸ «Mia c. M., ti dissi già tanto tempo fa che dal gennaio 1923 in poi il collegamento con il mio corpo fisico delle parti superiori della mia entità, non era più completo: nella vita nello spirito, persi, in certo modo, il rapporto diretto con il mio organismo fisico.

Non con il mondo fisico, al contrario: la mia sana possibilità di giudizio su di esso divenne sempre più forte e anche più comprensiva. Ma appunto perchè nel campo spirituale tutto procedeva senza il minimo sconcerto, anche riguardo al mondo fisico, le potenze avverse tentarono con il corpo fisico.» (O.O. 262, lettera 210)

A queste frasi di Rudolf Steiner si può aggiungere la descrizione dell’inizio della sua malattia, nell’ultimo giorno del Convegno di Natale (1/1/1924) che Dona Schubert, testimone personale di quei tragici eventi, fa nel suo libro «Selbsterlebtes im Zusammensein mit Rudolf Steiner und Marie Steiner» (Esperienze dirette in compagnia di Rudolf Steiner e Marie Steiner); vedi anche la conclusione poetica delle frasi finali poste da Marie Steiner a chiusura della prima edizione dell’autobiografia di Rudolf Steiner. Qui c’è però da osservare che la necessità di riordinare e migliorare il karma della Società, insieme all’incapacità dei soci di prendere in mano questo compito con l’intensità occorrente, rese possibile che questo avvenisse. A seguito non-poter-volere, il corpo fisico di Rudolf Steiner rimase, dopo il Convegno di Natale, senza la necessaria protezione dalle potenze oscure in agguato, e per tale situazione abbiamo un esempio macrocosmico, quello del Cristo che permette di esser tradito, mentre i suoi discepoli dormono intorno a lui.

133a – Quando si dice che «Rudolf Steiner prese su di sè il karma della Società Antroposofica» oppure che «prese su di sè le conseguenze degli errori dei singoli soci» non si intende il karma personale degli antroposofi – ciò va affermato con la massima determinazione – bensì il loro karma in relazione con la corrente spirituale di Michele che venne al mondo nel XX secolo quale movimento antroposofico. Di tale relazione abbiamo un esempio macrocosmico nel rapporto tra il principio del karma personale con il processo obiettivo della redenzione di tutta l’umanità per opera del Cristo Gesù, come è descritto nella conferenza del 15/7/1914 (O.0.155).

Infatti il Cristo, in quanto passa per il Mistero del Golgota, prende su di sè, non il karma personale del singolo uomo, che questi deve pareggiare da sè nella sequenza delle incarnazioni secondo la legge della giustizia universale, bensì prende su di sè le conseguenze obiettive delle azioni umane per l’intero macrocosmo spirituale.

134 – Se vogliamo caratterizzare questa sintesi dal punto di vista della tradizione esoterica rosicruciana, dobbiamo dire: a Rudolf Steiner è riuscito, con il Convegno di Natale, di unificare sul piano storico-sociale le due correnti di Abele e di Caino in una sola corrente.

135 – Non è il caso, in questa sede, di parlare di quelle difficoltà terrestri che sorsero in seno alla Presidenza dopo la morte di Rudolf Steiner, nè delle loro conseguenze su tutto l’ulteriore sviluppo nel mondo della Società Antroposofica e del movimento antroposofico. Alla base di tali difficoltà sta quel complicato e non ancora superato karma individuale degli antroposofi, di cui parlò Rudolf Steiner nelle sue conferenze sul karma. Qui invece si tratta della fondazione della Presidenza e delle Sezioni, quali realtà spirituali di ordine superiore. Per quanto il terrestre e lo spirituale si sviluppino parallelamente, non possono in alcun caso venir scambiati uno con l’altro.

Perciò, se non ci si rendesse coscienti del carattere puro esoterico di queste istituzioni, non si potrebbe capire perchè Rudolf Steiner, tanto durante come dopo il Convegno di Natale, abbia messo a disposizione della loro organizzazione tanto tempo e tante forze, così come per la diffusione di una retta comprensione del carattere e della realtà della loro azione tra gli antroposofi. (O.O.240)

136 – A quel tempo Rudolf Steiner raggiunge, anche nel suo sviluppo individuale, quel grado di iniziazione che Christian Rosenkreutz aveva raggiunto nel XV secolo, seppure in forma corrispondente al suo tempo, e che più tardi venne descritto in maniera figurativa nel libro di Valentin Andreae «Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, anno 1459». Questo getta luce sulla seguente immaginazione che Rudolf Steiner diede quando, dopo il Convegno di Natale, gli venne richiesto quale fosse la relazione dell’antroposofia con la rosacroce: a sinistra sta Christian Rosenkreutz con una stola azzurra, a destra Rudolf Steiner con una stola rossa; in questa immaginazione essi stanno uno accanto all’altro (vedi B.CJ. Lievegoed «Le correnti di misteri in Europa e i nuovi misteri» EAM 1983).

137 Grosse, op. citata, pag. 144.

138 – O.O. 239, 23/5/1924.

139 – O.O. 236, 22/6/1924 EAM 1987 pag. 233.

140 – O.O. 240,18/7/1924.

141 – Id., 12/8/1924.

142 – Id. 24/8/1924. Nella conferenza del 5/9/1924, a Dornach, accennando per l’ultima volta al Convegno di Natale, Rudolf Steiner riassume come segue l’evoluzione degli ultimi otto mesi: «Ma questo può essere detto, dopoché siamo stati per molti mesi sotto l’effetto del Convegno di Natale, che dobbiamo adoperarci per mantenerci fedeli a quanto noi allora abbiamo inteso di fare con la posa spirituale della pietra fondamentale della Società Antroposofico, questo possiamo dire a noi stessi: quanto (di rivelazione spirituale) è fluito per anni, continua a fluire in misura ancora più ricca. E possiamo aggiungere che cuori si sono aperti ancora di più ovunque fluisce, a partire dal Convegno di Natale, una corrente più esoterica in tutto il lavoro antroposofico, ovunque appunto c’è un corso più esoterico. Accogliete, cari amici, nei vostri cuori l’intero significato di questa parola, che ho tratta dalle esperienze degli ultimi mesi!» (O.O. 238, 5/9/1924).

143 – O.O. 240,12/8/1924.

144 – O.O. 194, 22/11/1919, EAM 1981, pag. 38.

145 – Qui dobbiamo osservare che la singolarità della forma architettonica e plastica del primo Goetheanum consisteva nel fatto che la sua contemplazione avrebbe dovuto guidare a poco a poco l’uomo alla visione reale dei nessi karmici. Nella conferenza del 27/4/1924, Rudolf Steiner dice: «Oltre a tutte le altre cose già da noi rilevate, l’edificio del Goetheanum, con tutta l’antroposofia che sempre di più vi si sarebbe coltivata, avrebbe veramente educato alla percezione del karma; e l’educazione alla percezione del karma deve penetrare nella civiltà moderna.» (O.O. 236, EAM 1987, pag. 80).

146 – Sulla necessità di pareggiare il karma in seno alla Società Antroposofica: «Ma da che cosa proviene che esistano anche le forze per cui persone, che altrimenti nel mondo odierno sarebbero estranee le une alle altre, si trovino insieme sotto l’azione di principio puramente spirituali? Dove risiedono le forze che portano a ciò? Sono un effetto della reggenza di Michele… che introduce sulla Terra le forze che devono ristabilire ordine nel karma di coloro che gli sono rimasti fedeli. Possiamo così chiedere: che cosa unisce i soci della Società Antroposofica? Li unisce il dover portare ordine nel proprio karma.» (O.O. 237, 8/8/1924 EAM 1988, pag. 157).

147 – Da tutta l’argomentazione deriva anche che l’entrata nella Società Antroposofica è una seria decisione karmica, anche se negli statuti di essa non è richiesto per un tale passo quasi nient’altro che il riconoscimento della giustezza degli impulsi del Convegno di Natale (1 degli Statuti); tuttavia un tale passo, se avviene coscientemente, è una decisione seria, che influisce profondamente sul destino dell’uomo. Rudolf Steiner si esprime in proposito con le seguenti parole: «Nella Società Antroposofica non si può entrare, o per lo meno non si può entrare in maniera del tutto onesta e che afferri l’anima nel profondo, senza che il destino ne venga profondamente influenzato nel suo contenuto essenziale.» (O.O. 237, 3/8/1924, EAM 1988, pag. 126) In questo senso c’è una profonda incomprensione per il Convegno di Natale, e in conseguenza per il nucleo essenziale dell’antroposofia, se ci si occupa abbastanza intensamente di antroposofia, ma si preferisce di non entrare nella Società Antroposofica. Certo, il karma della Società Antroposofica è difficile, ma l’antroposofo che comprende l’essenza del Convegno di Natale, sa pure che da allora Rudolf Steiner stesso è al primo posto nel portare questo karma nel mondo spirituale; chi non desidera di condividerlo con lui, non può dichiararsi suo discepolo e con ciò anche servitore di quelle potenze spirituali che, attraverso Rudolf Steiner, hanno dato vita all’antroposofia.

148 – O.O. 227, 29/8/1923 EAM 1985, pagg. 189 e 190.

149 – Le seguenti parole di Rudolf Steiner trattano del fatto che i nuovi misteri sono sulla Terra già dal Convegno di Natale, perchè l’impulso di Natale è anche l’impulso dei nuovi misteri; (O.O. 233, 22/4/1924 EAM 1984, pag. 144):

▸ «Dobbiamo proprio dire che se l’impulso partito da qui, dal Goetheanum, durante il recente Convegno di Natale, prenderà veramente radice nella Società Antroposofica, questa rappresenterà il fondamento dei nuovi misteri mediante lo sviluppo delle diverse sue classi, la cui istituzione ha avuto già inizio. La Società Antroposofica ha il compito di curare consapevolmente lo sviluppo ulteriore dei misteri.»

In queste frasi di Rudolf Steiner si può anche sentire che solo lui poteva porre le basi per i nuovi misteri. La possibilità del loro completamento però non dipendeva soltanto da lui, ma anche dai soci della Società Antroposofica stessa; e così è rimasto fino al giorno d’oggi.

150 – Un triste sintomo della preparazione manchevole di alcuni antroposofi all’azione a venire di Rudolf Steiner, è questo «cercare» oggi così diffuso, la sua nuova incarnazione. Questo fatto rivela una essenziale incomprensione del reale stato delle cose, e dimostra anche la presenza di una inclinazione non ancora del tutto esaurita, verso determinate forme di materialismo.

L’azione di Rudolf Steiner alla fine del secolo è un enigma profondamente misterioso, e si dovrebbe rendersi coscienti che la sua attività esteriore non potrebbe continuare nella stessa forma in cui si manifestava all’inizio del secolo. Rudolf Steiner ha lasciato in eredità, in libri e in quasi 6000 conferenze, un tesoro spirituale, la cui giusta acquisizione da parte di una cerchia sufficientemente ampia di antroposofi è lungi dall’essere realizzata, mentre soltanto questa potrà render possibili degli ulteriori impulsi di questa direzione.- Per quanto concerne il vero impulso esoterico nel senso della fondazione del nuovo centro di misteri, esso può venir realizzato in più ampie cerchie della Società Antroposofica, solo nella misura in cui saranno compresi e realizzati gli impulsi dati nel Convegno di Natale e nella prima classe della Libera Università di scienza dello spirito, che ne è derivata. Se però questa comprensione dovesse rimanere insufficiente fino alla fine di questo secolo, si deve fare attenzione al fatto che Rudolf Steiner, quando parlò della possibilità dell’istituzione di una seconda classe, limitò il numero dei suoi partecipanti a 36. (O.O. 37/260 a: conversazione di Rudolf Steiner con il conte Polzer-Hoditz, U/U/1924).- In questo contesto possono servire di base reale per un giusto sbocco le seguenti parole di Rudolf Steiner:

Wer stets zum Geiste strebt, der darf unverzagt hoffen, dass er zur rechten Zeit nicht ohne des Geistes Fuhrung ist.

Chi aspira sempre allo spirito, può intrepido sperare,

di non restar al momento giusto, senza la guida dello spirito. Wahrspruchwort (Parole di verità) O.O. 40

Stando allo spirito di queste parole non è importante per noi di fare congetture sulle possibili forme di tale guida, è nostro compito invece di «aspirare allo spirito» con tutte le forze della nostra anima. Se adempiremo sufficientemente a questo compito, potremo esser sicuri che non resteremo «senza la guida dello spirito»!

150a – Rudolf Steiner parla di questo continuare ad agire del Convegno di Natale, tra l’altro, con le seguenti parole: «Il Convegno di Natale riceve il suo contenuto soltanto dalla vita dei diversi settori della Società, è una realtà soltanto grazie a quello che avviene per suo mezzo, per quello che per esso continua ad avvenire nella vita della Società Antroposofica. Il Convegno di Natale riceve la sua realtà soltanto da quanto diviene in lui… Se come Convegno di Natale sarà attivo per la vita, dipenderà dal fatto che venga continuato.» (O.O.37/260a, 6/2/1924).

150b – Di questa «nuova alleanza» che fu stretta al Convegno di Natale con le potenze spirituali che guidano il movimento antroposofico nel mondo spirituale, Rudolf Steiner parla con le parole che seguono, mentre nello stesso tempo indica che questa «nuova alleanza» è una forza reale capace di difendersi dagli attacchi, aumentati dopo il Convegno di Natale, delle potenze avverse al movimento antroposofico: «Ma c’è assolutamente buona speranza che le forze dell’alleanza che potemmo stringere al Convegno di Natale con le potenze spirituali buone, siano in grado in futuro di levar di mezzo tutte quelle potenze avverse nel campo spirituale, le quali si servono però dell’uomo sulla Terra per raggiungere i loro scopi.» (O.O. 37/260a, 23/5/1924).

 

 

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