////10 – L’ANTROPOSOFIA QUALE GUIDA SULLA MODERNA VIA DI INIZIAZIONE

10 – L’ANTROPOSOFIA QUALE GUIDA SULLA MODERNA VIA DI INIZIAZIONE

L’AntropoSofia quale guida sulla moderna via di iniziazione

La celeste Sofìa e l’essere Antroposofia


 

Nel processo evolutivo dell’essere AntropoSofìa, il passaggio dallo sviluppo delle parti costitutive animiche a quello delle parti costitutive spirituali, si dimostra anche in se stesso come qualcosa di totalmente nuovo. Si può dire che in un certo senso esso ora sta portando a compimento il grande ciclo della propria evoluzione, al cui centro ebbe luogo la nascita del suo io, quando sulla Terra si verificò il mistero del Golgota. A partire da questo punto centrale, passato e futuro stanno l’uno di fronte all’altro in una sorta di immagine riflessa, poiché il successivo sviluppo dell’anima senziente è collegato con il precedente sviluppo del corpo senziente; in modo simile sono collegati lo sviluppo dell’anima razionale o affettiva e il corpo eterico, così come lo sviluppo dell’anima cosciente e quello del corpo fisico. Quindi oggi l’essere AntropoSofìa torna di nuovo spiritualmente alle origini della propria esistenza terrestre, alla sua nascita terrestre, ma a un grado completamente diverso, per iniziare ora qualcosa di nuovo, per iniziare uno sviluppo che per esso, in riferimento all’odierno eone terrestre anticipa qualcosa delle sue future parti costitutive spirituali: il sé spirituale, lo spirito vitale e l’uomo spirito, i futuri eoni di Giove, Venere e Vulcano, ovvero, il che ha lo stesso significato, i gradi nei quali oggi si trovano gli angeli, gli arcangeli e le archai.103 Questo dà all’essere AntropoSofìa, a partire dal nostro periodo, la possibilità di agire nell’umanità in un modo completamente nuovo. Infatti, partendo dal principio del sé spirituale, esso è in grado di operare nell’umanità in un modo completamente nuovo.

 

Partendo dal principio del sé spirituale, esso può agire nell’umanità non soltanto individualmente, bensì anche in qualità di nuova anima di gruppo, incarnandosi animicamente in quegli uomini che vogliono diventare i suoi allievi e servitori.

Come già visto alla fine della prima parte, è proprio questa la prossima e più importante méta dell’AntropoSofìa. Per la parte dell’umanità unita nella Società Antroposofica Universale, così come questa fu fondata nel Convegno di Natale del 1923/1924 da Rudolf Steiner, l’AntropoSofìa vorrebbe essere una nuova anima di gruppo, rappresentando con ciò una sorta di archetipo della futura evoluzione, dando inizio contemporaneamente al processo generalmente umano caratterizzato da Rudolf Steiner come segue: «Per il fatto che gli uomini si trovano insieme unendosi in libera volontà, essi si raggruppano intorno a dei centri. I sentimenti che in tal modo confluiscono in un centro, danno ora nuovamente l’occasione a delle entità di agire come una sorta di anima di gruppo, ma in un senso totalmente diverso dalle vecchie anime di gruppo. Tutte le precedenti anime di gruppo furono entità che resero l’uomo non libero. Queste nuove entità invece sono in accordo con la totale libertà e la conservazione dell’individualità dell’uomo».104 E l’essere AntropoSofìa vorrebbe essere oggi il primogenito fra loro; tale realizzazione però non dipende più soltanto da esso, bensì anche dall’uomo.

Così gli antroposofi in tutto il mondo, unendosi nella Società Antroposofica Universale, per amore verso l’AntropoSofìa e per il desiderio di porsi al suo servizio quale reale essere vivente, devono insieme formare sulla terra un qualcosa di simile a un’ampia coppa animica, nella quale possa scendere l’essere soprasensibile che è la più recente parte costitutiva della celeste Sofìa.

E ciò non significa altro che l’inizio dell’incarnazione della celeste Sofìa stessa sulla Terra.

Soltanto partendo da questa prospettiva veramente grandiosa, possiamo comprendere il significato interiore dell’atto compiuto da Rudolf Steiner durante il Convegno di Natale, un atto che rappresenta il culmine dello sviluppo del movimento antroposofico nel corso di ventuno anni (1902-1923). Si tratta infatti della nascita del suo io negli involucri della Società Antroposofica Universale sulla Terra. E con ciò fu posta la base, o si può anche dire la possibilità, affinché d’ora in poi l’AntropoSofìa possa agire nel suo centro come nuova anima di gruppo.

Nel Convegno di Natale, questa volta nel mondo terrestre, qualcosa di simile a quello che l’essere AntropoSofìa sperimentò soprasensibilmente alla svolta dei tempi come ‘nascita’ del proprio io. Perciò già il primo giorno del Convegno di Natale Rudolf Steiner disse: «Vogliamo vivificare nel nostro cuore, nel nostro sentimento, nella nostra volontà il Natale primigenio che ebbe luogo duemila anni fa».105

E al contempo il Convegno di Natale si rivela una testimonianza vivente del fatto che l’essere AntropoSofìa ha definitivamente compiuto il passaggio dall’anima cosciente al sé spirituale, che gli rende possibile di divenire l’anima di gruppo della Società Antroposofica Universale appena fondata. Possiamo considerare i ventun’anni che precedettero questo evento come il verificarsi di questo passaggio oppure, detto con più precisione, come un periodo in cui questo passaggio iniziò a mostrarsi esteriormente, mentre fino ad allora era rimasto piuttosto nascosto, per così dire nell’ombra. È fu da questa fonte soprasensibile che Rudolf Steiner attinse gli impulsi per le sue prime opere così dette ‘pre-antroposofiche’.

Se però vogliamo veramente trovare l’origine o il punto di partenza del passaggio dell’AntropoSofìa dall’anima cosciente al sé spirituale, dobbiamo considerare degli, eventi soprasensibili.

In questa parte è già stata descritta la partecipazione dell’essere AntropoSofìa alla discesa sulla Terra dell’intelligenza cosmica, amministrata in precedenza da Michele nella sfera solare. Da allora, essendo rimasto sul Sole, Michele fu privo di qualsiasi possibilità di intervenire sugli ulteriori destini terrestri di essa. Di conseguenza nell’umanità si verificò una situazione del tutto particolare in cui gli spiriti arimanici non si lasciarono sfuggire l’occasione per approfittarne. Infatti, …

… dopo che sulla Terra con l’inizio dell’epoca dell’anima cosciente,

l’intelligenza cosmica era stata lasciata al completo dominio degli uomini,

essa si trovò del tutto recisa dalle sue origini cosmiche.

Quindi, sia dinanzi a Michele, sia dinanzi agli spiriti arimanici

emerse il quesito fondamentale:

come utilizzerà l’umanità questa intelligenza, sulla base della propria libertà?

Lo farà nel senso di Michele,

vale a dire nel conoscere coscientemente il mondo soprasensibile e l’impulso del Cristo,

oppure nel senso di Arimane,

e cioè soltanto nella conoscenza del mondo fisico-sensibile, materiale?

Con ciò l’umanità nell’epoca dell’anima cosciente divenne il campo di battaglia delle potenze micheliane e arimaniche per il possesso dell’intelligenza cosmica divenuta terrestre. Ma la posizione di Michele e di Arimane in questa lotta fu fin dall’inizio completamente diversa. Infatti Michele dovette attendere la successiva possibilità di partecipare direttamente agli avvenimenti terrestri, e questa possibilità gli si sarebbe presentata soltanto con l’inizio della sua attuale epoca di reggenza nell’umanità in qualità di Spirito del tempo. Quest’epoca ebbe inizio nell’anno 1879 e perdurerà da tre a quattro secoli. Ma anche oggi Michele, rispettoso della libertà umana, continua in un certo senso ad attendere che gli uomini decidano di usare essi stessi l’intelligenza nel senso di Michele.

Arimane invece non tiene mai conto della libertà umana, ma piuttosto la odia in massimo grado. Per cui cercò di avvalersi in modo particolarmente attivo del periodo che va dall’inizio dell’epoca dell’anima cosciente fino all’inizio della attuale reggenza di Michele (dal 1413 al 1879) per riuscire, per così dire ‘durante l’assenza’ di Michele, ad impadronirsi del tutto dell’intelligenza cosmica per guidare così l’intera evoluzione terrestre nella direzione a lui necessaria.106 Fino a che punto egli ci sia riuscito è testimoniato dal carattere prettamente materialistico della civiltà moderna.

Questa aspirazione di Arimane di afferrare l’intelligenza appartenente all’uomo e dirigere con essa l’intera umanità nella corrente evolutiva arimanica, la quale alla fine intende distruggere tutta la terra, appare in maniera chiarissima nell’assoluto materialismo del marxismo, sorto nel XIX secolo sulla base dell’idealismo assoluto di Hegel. Proprio questo esempio dimostra con chiarezza che la filoSofìa hegeliana (il culmine della filoSofìa terrestre in generale)107 non è in grado di proteggere l’umanità dal soccombere alle potenze arimaniche, se essa stessa non trova l’accesso alla moderna scienza della spirito o antropoSofìa, la quale conduce direttamente al mondo spirituale. Infatti ciò che vive nei pensieri hegeliani, sebbene rivolto alla parte ideale del mondo, rimane comunque soltanto pensiero, il quale di per sé non ha la forza di trovare la via che conduce a concrete percezioni soprasensibili, a una coscienza immaginativa.

Per rendere accessibile all’umanità questa nuova prospettiva nel mondo soprasensibile,

dovette accadere qualcosa di eccezionalmente significativo:

Michele stesso è dovuto scendere alla guida dell’umanità sulla Terra.

Così, mentre Michele inizia la sua nuova epoca di reggenza in qualità di Spirito del tempo, dovrebbe diventare possibile ciò che non era ancora possibile nei secoli precedenti.

Il processo tramite il quale Michele assunse gradualmente la guida dell’umanità terrena ebbe inizio nel 1841 e fu portato a compimento nel 1879, e fu caratterizzato da Rudolf Steiner come una via soprasensibile all’imitazione del Cristo:

«All’inizio degli anni quaranta del XIX secolo (…) l’arcangelo Michele

si apprestò a divenire progressivamente, da semplice arcangelo, Spirito del tempo,

conseguendo un’evoluzione tale da potere intervenire nella vita degli uomini

non soltanto dal punto di vista spirituale, bensì direttamente dal punto di vista terrestre.

L’arcangelo Michele dovette prepararsi a scendere esso stesso sulla Terra,

a rivivere in certo qual modo il grande evento del Cristo Gesù stesso (…)

a stabilire il suo punto di partenza qui sulla Terra

continuando ad agire dal punto di vista della Terra».108

Naturalmente questa «discesa di Michele sulla Terra» è una discesa soprasensibile e non fisica. Ma, come viene poi aggiunto, per la sua nuova azione spirituale Michele dovette stabilire il suo «punto di partenza sulla Terra per continuare ad agire dal punto di vista della Terra». Questo «punto di partenza» però non è un qualsiasi luogo spaziale, bensì un concreto essere il quale, per sua ‘natura’, doveva essere un’entità soprasensibile simile a Michele, ma anche unito in modo particolarmente stretto all’evoluzione dell’umanità sulla Terra, vale a dire doveva «agire sulla Terra» già da molto tempo. E questo essere è l’AntropoSofìa.

Abbiamo dunque a che fare con un duplice processo soprasensibile: una volta con la discesa di Michele, dell’odierno Spirito del tempo, nei dintorni spirituali adiacenti alla Terra; un’altra volta con l’inizio dello sviluppo del principio del sé spirituale nell’essere AntropoSofìa, il che diede ad essa la possibilità di diventare, a partire dal 1879, mediatrice tra Michele e l’umanità. Il risultato di questa mediazione o, espresso meglio, della comune azione delle due entità, fu la nascita del movimento antroposofico o scientifico-spirituale sulla Terra, il cui portatore umano e realizzatore fu Rudolf Steiner quale diretto inviato dell’AntropoSofìa e più grande servitore della celeste Sofìa nel XX secolo.

Perciò già nelle sue primissime opere, a partire dal commento alle opere scientifiche di Goethe e in particolare nella sua «FiloSofìa della libertà»,109 abbiamo una prima manifestazione terrestre, certo in un primo momento in forma exoterica, dell’impulso fondamentale diffuso dal 1879 da Michele quale nuovo Spirito del tempo tramite l’AntropoSofìa.

Nell’anno 1899, con la fine del periodo oscuro del Kali Yuga durato 5000 anni, ebbe luogo un altro evento di eccezionale significato nella storia spirituale dell’umanità. In conseguenza …

… Rudolf Steiner, il 29 settembre 1900,

primo giorno di Michele della nuova epoca luminosa,

partendo dai principi rosicruciani-micheliani

della fiaba di Goethe del serpente e della bella Lilia,

iniziò l’esposizione della saggezza antroposofica

nella forma scientifico-spirituale ad essa appropriata.110

Questa annunciazione della saggezza antroposofica, che fluisce dalle sorgenti ispirative di Michele e dell’essere AntropoSofìa che agiscono insieme nel mondo spirituale adiacente alla Terra, raggiunse la successiva tappa nell’anno 1902. In questo periodo venne chiesto a Rudolf Steiner di diventare responsabile della sezione tedesca della Società Teosofica, il che gli conferì una ulteriore possibilità di diffondere la saggezza antroposofica. Da quel momento anche il movimento antroposofico sulla Terra entrò in uno sviluppo organico articolato in settenni, come descritto più volte da Rudolf Steiner nelle sue conferenze del 1923, che si completò con il Convegno di Natale con una sorta di «nascita dell’io superiore» della Società Antroposofica, dopo che il movimento antroposofico aveva compiuto 21 anni.111

Ma in cosa consiste, osservato da un punto di vista più interiore, questo divenire terrestre dell’AntropoSofìa a partire dalle primissime opere di Rudolf Steiner? Consiste soprattutto nell’incessante lotta per l’intelligenza micheliana discesa sulla Terra, nella lotta per la sua completa spiritualizzazione, conformandola in modo tale che, dopo il superamento delle forze arimaniche penetrate in essa, possa nuovamente essere accolta da Michele nel suo regno solare. Questo significa che …

… l’uomo stesso potrà entrare coscientemente nel regno di Michele

con l’intelligenza come base dell’autocoscienza individuale

e dare così inizio a una nuova azione comune tra uomini e Dei.

Rudolf Steiner lo descrisse nel seguente modo.

Dopo che Michele si è elevato al grado di Spirito del tempo,

avvicinandosi contemporaneamente all’umanità,

nella nostra epoca tende all’umanità le sue mani dal mondo spirituale limitrofo alla Terra,

nella speranza che questa a sua volta riesca a tendergli le proprie mani in piena libertà

riportando nella sua sfera l’intelligenza cosmica un tempo discesa sulla Terra.

Questo però può avvenire soltanto se l’uomo,

anzitutto con l’aiuto della scienza dello spirito,

impara a pensare lo spirito in tutto il mondo che lo circonda,

in tutti i suoi processi e in tutti i suoi esseri,

e quindi a intraprendere coscientemente il cammino che conduce

dalla comprensione con il pensiero dei princìpi spirituali del mondo visibile,

alla sua conoscenza immaginativa.

Con ciò l’uomo compirà un’ascesa interiore dall’esperienza spaziale dell’universo nelle sue tre dimensioni, fino a cogliere le sue immagini spirituali (immaginazioni), che ora non soggiacciono più alle leggi dello spazio, bensì a quelle del tempo, secondo le quali vivono e agiscono le entità dei mondi spirituali.

Per comprendere meglio il carattere di questo processo, è necessario osservarlo ancora sotto un altro aspetto. Come abbiamo visto, l’attività cosmica della celeste Sofìa sul Sole consisteva nella creazione dello spazio dalla sostanza puramente spirituale del tempo. Questo processo, in seguito al mistero del Golgota, fu soggetto a una totale trasformazione. Infatti scendendo dal Sole sulla Terra, vale a dire discendendo dal regno del tempo spirituale totale, il Cristo portò l’impulso di questo nello spazio terrestre che andava gradualmente morendo.

Con il mistero del Golgota,

attraverso la morte nello spazio terrestre

(e con la resurrezione attraverso le forze del tempo spirituale),

il Cristo pose la base per lo sviluppo opposto,

per il superamento (spiritualizzazione) dello spazio e delle forze di morte ad esso collegate.

Dalle sue indagini nella cronaca dell’Akasha, Rudolf Steiner riferisce di un insegnamento esoterico del Cristo per i suoi discepoli più progrediti: «Sì, ai suoi intimi discepoli il Cristo disse: (…) ma io devo annunciarvi che sono venuto dal Sole, dal tempo, da quel tempo che accoglie l’uomo soltanto dopo la morte. Vi ho portato me stesso dal tempo. Accoglietemi, disse il Cristo, così accogliete il tempo e non soccombete allo spazio».112

Così per il fatto che il Cristo venne sulla Terra e si unì all’evoluzione terrestre attraverso il mistero del Golgota, si compì un potente capovolgimento nuovamente dallo spazio al tempo, ovvero dall’involuzione all’evoluzione (dalla materia allo spirito). Questo significa anche una nuova direzione dell’azione di tutte le parti costitutive della celeste Sofìa entro l’evoluzione terrestre.

Tuttavia soltanto con l’inizio dell’epoca dell’anima cosciente (1413) ed in modo del tutto particolare con l’inizio della prima epoca di reggenza postcristiana dell’arcangelo Michele (1879), anche gli uomini della Terra dovrebbero partecipare con coscienza crescente a questa nuova evoluzione portata dal Cristo e realizzata dalla celeste Sofìa.

Abbiamo già visto nella prima parte che in virtù del mistero del Golgota, furono inoculati nell’io umano i germi viventi del nuovo cosmo, vale a dire le forze spirituali dalle quali a poco a poco deve svilupparsi il futuro stato di Giove. Questi germi spirituali in un primo momento devono maturare e schiudersi nell’anima umana attraverso un cosciente lavoro interiore, per poi unirsi alle forze della celeste Sofìa che fluiscono dal cosmo.

Il primo passo su questo cammino sarà la trasformazione della coscienza umana da coscienza spaziale a coscienza temporale, vale a dire da una coscienza legata alla materia a coscienza spirituale (immaginativa), e nella nostra epoca la guida a tale coscienza sarà l’essere AntropoSofìa.

Oggi Michele chiede a tutta l’umanità di superare il pensiero,

che nelle sue categorie spaziali è in grado di afferrare soltanto l’aspetto materiale del mondo

e deve perciò soccombere ineluttabilmente al materialismo,

attraverso l’impulso spirituale del puro tempo, che spiritualizza lo spazio

e apre all’uomo la possibilità di entrare coscientemente nel mondo spirituale;

e l’antropoSofìa è chiamata a esaudire tale richiesta.

Questo nuovo rapporto dei princìpi del tempo e dello spazio, nel quale il primo spiritualizza e supera il secondo e perciò non gli soccombe, rispecchia il successivo grado di evoluzione raggiunto dalla celeste Sofìa sotto l’influsso del mistero del Golgota che comprende anche il rinnovamento della «legge solare» (l’azione della celeste Sofìa, che si estende dagli Spiriti della saggezza agli arcangeli o Spiriti del fuoco). In questa nuova forma la «legge solare» deve apparire anche nel nostro periodo, entrando oggi nella coscienza degli uomini grazie alla scienza dello spirito o antropoSofìa, denominata da Rudolf Steiner stesso più di una volta un «dono di Michele».113

E il principale collaboratore a questo processo è l’essere vivente AntropoSofìa, che opera con il principio del sé spirituale, agisce in qualità di mediatore tra l’umanità e Michele, e ha come principale compito quello di condurre gli uomini alla sua sfera cosmica attraverso la nuova scienza di iniziazione, i nuovi misteri.

L’essere ricondotti nella sfera di Michele da parte dell’AntropoSofìa, oltre la necessità di superare nel presente il pensare limitato allo spazio, comprende anche quanto segue. Rudolf Steiner sia nella sua conferenza del 10 gennaio 1915, sia in Enigmi della filoSofìa114 caratterizzò l’attuale quarta epoca d’azione settecentennale dell’essere soprasensibile (a partire dalla «nascita del pensiero» nell’antica Grecia) come un periodo nel quale nell’evoluzione terrestre si manifesta con tutta la potenza il contrasto tra l’io e il mondo. In un certo senso …

…l’uomo moderno con il suo io racchiuso entro l’anima cosciente,

non è in grado di afferrare il rapporto tra il proprio essere e la vita del cosmo esterno

ed è perciò posto esteriormente di fronte ad esso.

Per questo motivo oggi l’uomo fatica a trovare l’accesso

alla sfera che esiste oggettivamente nel mondo spirituale adiacente alla Terra

e nella quale dimora e opera lo Spirito del tempo Michele.

Ma l’essere AntropoSofìa può aiutare l’uomo anche a superare questo problema. Infatti, essendo passato attraverso l’uomo (attraversando la sua anima cosciente e in parte anche la sua anima razionale o affettiva (vedi schema a pag. 76) può, avendo ora raggiunto il grado del sé spirituale, avvicinarsi all’uomo ‘dall’esterno’ e mostragli in forma oggettiva il proprio essere animico-spirituale. Così l’uomo odierno, grazie all’AntropoSofìa, può riconoscere se stesso e i suoi veri rapporti con l’intero cosmo gerarchico, con la celeste Sofìa ed il figlio di essa, l’attuale Spirito del tempo, Michele.

Questo significa che ora l’essere AntropoSofìa, dopo avere attraversato l’uomo ed averlo dotato dell’intelligenza cosmica, la quale si trovava prima al di fuori di esso, diventa la sua guida dal pensare intellettuale (spaziale) al grado di conoscenza immaginativa nel mondo spirituale oggettivo. Detto con altre parole, …

… l’essere AntropoSofìa nel nostro periodo vorrebbe condurre l’umanità

a conseguire quella nuova facoltà che Rudolf Steiner nominò

«chiaroveggenza intellettiva» o cosciente,

la quale è fondata sulla metamorfosi dell’anima cosciente in anima immaginativa.115

Di questa metamorfosi Rudolf Steiner disse il 18 novembre 1911: «Così dunque l’intero carattere spirituale della nostra epoca si rivela nell’intellettualità, ma c’è una differenza tra come essa si manifesta nel pensare materialistico del mondo circostante e nella scienza dello spirito. C’è progresso solo se gli uomini non sviluppano un’intellettualità superiore soltanto per loro stessi, bensì la innalzano anche al mondo astrale. Attraverso un tale sviluppo della chiaroveggenza intellettiva, all’uomo progredito in tal senso può avvicinarsi e si avvicinerà sempre maggiormente e con più chiarezza nel corso dei prossimi tre millenni, il Cristo visibile nell’eterico».116

Questo cammino scientifico-spirituale verso la «chiaroveggenza intellettiva» sul quale l’AntropoSofìa oggi vuole condurre l’umanità, è quindi nel contempo anche il moderno cammino verso una cosciente esperienza del Cristo eterico nel mondo soprasensibile (immaginativo) adiacente alla Terra.(24)

Ancora di più, …

… la méta vera e propria di questo cammino nel mondo immaginativo

è la cosciente percezione del Cristo nel corpo eterico.

Si ripete quindi ciò che duemila anni prima della nascita del Cristo avvenne con l’ingresso nell’evoluzione terrestre della più recente parte costitutiva della celeste Sofìa e che condusse al passaggio dalla coscienza immaginativa, a quel tempo tuttavia ancora istintiva-atavica, a una coscienza pensante, a partire dal XX secolo, ma adesso nella direzione inversa, come passaggio da una coscienza intellettuale a una nuova coscienza immaginativa del tutto consapevole. Questo processo può essere anche riassunto come segue:

1° grado: chiaroveggenza atavica quale base

dell’antica conoscenza del mondo

antica epoca di Abramo

2° grado: pensiero individuale che conduce

all’esperienza della coscienza dell’io

nuova epoca di Abramo

3° grado: autocoscienza che conduce alla

nuova coscienza immaginativa.

Rudolf Steiner definì questo processo anche un ritorno all’epoca di Abramo o una sua ripetizione nel nostro tempo, tuttavia con sintomi rovesciati:

«Il significato dell’epoca abramitica fu, per così dire, la perdita dell’antica chiaroveggenza e il conferimento all’uomo di una coscienza divina strettamente connessa alle facoltà umane (…) Nella nuova epoca abramitica invece percorriamo il cammino esattamente contrario (…) Percorriamo il cammino che permetterà nuovamente agli uomini di riacquisire lo stato di chiaroveggenza naturale [immaginativa], forze chiaroveggenti naturali (…)

Con Abramo la coscienza divina è stata introdotta nel cervello;

entrando in una nuova epoca abramitica

la coscienza divina viene ricondotta fuori dal cervello

e nei prossimi 2500 vedremo sempre più uomini acquisire

ciò che deriva dai sublimi misteri dell’iniziazione

nella forma dei grandi insegnamenti spirituali dei misteri universali».118

«In modo contrario di quanto avvenne con Abramo, poiché lo spirito, il Dio, poteva essere trovato soltanto nel mondo dei sensi, gli uomini adesso supereranno il mondo sensibile e si immedesimeranno nel mondo spirituale».119

Sulla via della moderna disciplina spirituale, a questa esperienza corrisponde il grado della conoscenza immaginativa, il quale rappresenta soltanto l’inizio della vera iniziazione. Gli ulteriori gradi consistono nella cosciente conquista dell’ispirazione e dell’intuizione, che conducono il discepolo dello spirito a una comprensione sempre più profonda del Cristo. Ma al contempo sarà per lui anche un cammino verso un’unione sempre più totale e compiuta con la celeste Sofìa al servizio del Cristo nel mondo spirituale, attraverso l’esperienza delle gerarchie ascendenti ad essa appartenenti.

La corrispondenza tra il moderno cammino di iniziazione120 e la conoscenza della celeste Sofìa può essere illustrata come segue:

Conoscenza intellettuale (scientifica)(25) – Uomo odierno del mondo materiale

 

 

 

 


 

Note tra parentesi

(24) – Grazie al fatto che l’Antroposofia ha raggiunto il grado del sé spirituale, si apre ad essa la possibilità di porgere aiuto all’opera del Cristo nel mondo in un modo del tutto nuovo, poiché sono proprio le forze del sé spirituale che aprono l’accesso a quella sfera spirituale dalla quale pepi adisce il Cristo eterico. Nella conferenza del 20 5.1912 viene citata la connessione tra lo sviluppo del sé spirituale!; l’esperienza del Cristo in forma eterica.117

(25) – Oggi Arimane si è già appropriato in grande misura della moderna conoscenza scientifica (materiale), il cui fondamento è l’intelligenza cosmica divenuta terrestre, la quale deve perciò essere liberata attraverso la scienza dello spirito (antroposofia).

 

Note:

103 – O.O. 121, 7.6.1910

104 – O.O. 102, 1.6.1908

105 – O.O. 260, 25.12.1923

106 – In relazione a questo, Rudolf Steiner parlò di una «scuola arimanica» organizzata da Arimane direttamente sotto la superficie terrestre, il cui compito vero e proprio fu quello di raggiungere le citate mete anti-micheliane (O.O. 240, 20.7.1924)

107 – O.O. 161, 10.1.1915 e la conf. del 3.2.1913 (nota 31)

108 – O.O. 174a, 17.2.1918

109 – O.O. 1, O.O. 2, O.O. 3, O.O. 4

110 – Sui retroscena rosicruciani e micheliani della «Fiaba» di J. W. von Goethe

vedi la conferenza del 27.11.1904, pubblicata nella raccolta Goethes geheime Offenbarung in seinem ‘Màrchen von der griinen Schlange und der schóene Lilie’, (La rivelazione segreta di Goethe nella sua ‘Fiaba del serpente verde e della bella Lilia’), Dornach 1982 e O.O. 240, 19.7.1924

111 – O.O. 257, 6.3.1923 e 0.0. 258, 14,15,16.6.1923

112 – O.O. 236, 4.6.1924

113 – O.O. 152, 2.5.1913

114 – O.O. 161, 10.1.1915 e 0.0. 18

115 – O.O. 145, 29.3.1913

116 – O.O. 130, 18.11.1911

117 – O.O. 133. La citazione da questa conferenza è indicata a pag. 177 e segg. nella parte III

118 – O.O. 118, 6.3.1910

119 – O.O. 118, 15.3.1910

120 – l’intera descrizione nell’O.O.13, cap. ‘La conoscenza dei mondi superiori (Dell’iniziazione)’

 

 

By | 2020-01-23T23:03:43+01:00 Novembre 24th, 2018|PARTE II°|Commenti disabilitati su 10 – L’ANTROPOSOFIA QUALE GUIDA SULLA MODERNA VIA DI INIZIAZIONE