/////11 – L’AZIONE CONGIUNTA DEGLI ELEMENTI, DEGLI ETERI E DELLE FORZE FISICHE

11 – L’AZIONE CONGIUNTA DEGLI ELEMENTI, DEGLI ETERI E DELLE FORZE FISICHE

11 – L’azione congiunta degli elementi, degli eteri e delle forze fisiche


 

Gli elementi e le forze sono stati sinora descritti singolarmente secondo la loro azione fisica. Nella natura e nell’uomo essi cooperano però nei modi più svariati. Siamo in presenza di una loro particolare cooperazione quando agiscono in campo organico. In questa sfera le quattro triadi agiscono sempre insieme. Il corpo di ogni essere vivente sussiste per mezzo dell’azione congiunta dei quattro elementi e dei quattro eteri, e diventa percepibile ai sensi per l’aggiungersi del corpo fisico. In ogni corpo vivente si può distinguere il corpo elementare e il corpo eterico. Entrambi sono oggi sconosciuti alla scienza naturale. Essa tiene conto soltanto del corpo fisico, che è poi il cadavere.

 

1 – L’AZIONE CONGIUNTA DEI QUATTRO ELEMENTI

Nelle culture antiche si aveva una conoscenza del corpo elementare. Questa era ben sviluppata nell’antica scienza greca. La si trova ad esempio nella medicina ippocratica dove si parla dei quattro succhi e dei quattro temperamenti. Ciò indica che nei tempi antichi gli uomini non solo erano a conoscenza dei quattro elementi ma ne avevano esperienza. L’uomo del passato sperimentava in modo intensivo l’azione dei quattro elementi nella natura e in se stesso. Nelle sue opere Aristotele parla in modo particolareggiato dei quattro elementi spiegandone il significato per il mondo e per l’uomo.

 

Rudolf Steiner diede una volta una descrizione di come Aristotele trasmise ad Alessandro Magno le conoscenze sui quattro elementi:

• «Alessandro apprese da Aristotele che gli elementi terroso, acqueo, aeriforme e igneo che sono presenti nel mondo vivono anche nell’uomo: l’uomo è sotto tale riguardo un vero microcosmo. Nelle sue ossa vive l’elemento solido, terroso, nel suo sangue e negli altri succhi vive l’elemento acqueo; nella respirazione e nel linguaggio opera l’elemento aeriforme, e nei pensieri l’elemento fuoco. Alessandro sapeva ancora di vivere entro gli elementi del mondo».

 

Oggi questa esperienza è scomparsa. L’uomo moderno si sente completamente isolato dal mondo. Non ha più esperienza delle qualità dello spazio terreno. Al tempo dei Greci era assolutamente diverso. L’uomo sperimentava ancora in modo intensivo, come percezione nel suo corpo, le diverse direzioni dell’estensione geografica. Andando verso nord sentiva aumentare il freddo. Verso sud sentiva più caldo. Questo gli uomini lo avvertono ancora oggi. Essi però non sentono più che andando verso Oriente si sente il corpo come diventare interiormente più secco, e verso Occidente, più umido. Freddo, caldo, secco, umido erano le qualità delle direzioni geografiche. Un’eco di ciò è rimasta fino ai nostri giorni, ad esempio quando sulla porta di casa ci si chiede: è caldo o freddo fuori? È secco o devo prendere il mio ombrello? Queste quattro qualità rappresentano oggi le quattro categorie fondamentali del tempo atmosferico. In passato erano sperimentate in modo intenso nelle direzioni geografiche, e a ciò si aggiungeva l’esperienza degli elementi che si collocavano tra queste qualità. Una tale esperienza non era, come nel caso del freddo e umido, qualcosa di corporeo sensibile ma si destava nell’interiorità dell’anima. Gli uomini di epoche passate sentivano che da nord-ovest, dalla regione posta tra il freddo e l’umido, giungevano forze da loro percepite nell’interiorità come esseri dell’elemento acqua (Ondine, Ninfe). Nel periodo dei Greci la facoltà di avere tali esperienze si andava estinguendo. A seguito dell’insegnamento di Aristotele, Alessandro Magno sperimentò ancora in questo modo gli elementi.

Rudolf Steiner parla di ciò nel medesimo contesto:

«Ecco dunque il discepolo di Aristotele volgersi verso nord-ovest e dire: da questa parte io sento agire sulla Terra gli spiriti delle acque. Quando guardava a sud-ovest diceva: da lì sento provenire gli spiriti dell’aria; da nord-est vedeva avvicinarsi prevalentemente gli spiriti della terra e da sud-est, verso l’India, scorgeva nel loro elemento gli spiriti del fuoco» (fig. 7).

 

 

A quel tempo era ancora possibile scorgere negli elementi gli esseri elementari:

gli Gnomi nell’elemento terra

le Ondine (Ninfe) nell’elemento acqua

le Silfidi (Fate) nell’elemento aria

le Salamandre nell’elemento fuoco

 

L’esperienza degli elementi era poi messa in relazione alle quattro direzioni geografiche. Ne risultò uno schema basato su due croci ad angolo retto (fig. 8). Questo ordinamento non era frutto di speculazione bensì fondato sull’esperienza. Esso esprime le leggi secondo cui questi fatti della natura sono ordinati nel mondo sensibile e nell’uomo. Una volta trovato l’ordinamento lo si potè applicare anche senza una diretta relazione con le direzioni geografiche, e ciò si è dimostrato ampiamente fruttuoso in tutta la vita conoscitiva dell’antichità e del Medioevo.

Le esperienze vive scomparvero già subito dopo il periodo di Alessandro Magno, ma lo schema della doppia croce rimase e costituì la base delle conoscenze sull’uomo e la natura per tutto il Medioevo fino all’Evo Moderno, in particolare nella medicina.

Non si parlò più di esseri elementari bensì di qualità: gli elementi furono chiamati qualità primarie e caldo, freddo ecc. qualità secondarie.

 

Nel Medioevo si ampliò questo insegnamento dividendo in gradi le qualità secondarie; ad esempio si diceva che la rosa è freddo in primo grado e secco in secondo grado. In base a tali indicazioni si ricercarono e impiegarono i medicamenti. A seguito dell’esagerazione nella suddivisione in gradi e poiché affiorarono altri indirizzi conoscitivi, anche l’insegnamento sui quattro elementi e le quattro qualità scomparve gradualmente dal campo della scienza.

Questi fatti reali non sono per nulla scomparsi dalla natura e dall’uomo, ma certo si devono di nuovo comprendere percorrendo vie adeguate alla coscienza moderna. L’uomo moderno non è più in grado di avvertire nel proprio corpo queste qualità, né di percepire gli esseri spirituali. Ciò sarebbe una chiaroveggenza atavica. L’uomo d’oggi dispone di percezione e pensiero. Per loro tramite non si possono percepire gli elementi come esseri, ma possono essere pensati come idee.

«Nel nostro pensiero le idee sono in rappresentanza degli esseri».

Gli elementi non sono percepibili in modo sensibile; essi appaiono nel nostro mondo dei sensi attraverso le quattro qualità secondarie. Ciascuna di esse porta a manifestazione l’azione congiunta dei due elementi confinanti. N e W umido ad esempio si manifesta il cooperare degli elementi acqua e aria; nel secco quelli di Terra e Fuoco. Gli altri risultano dallo schema di fig. 8.

 

 

La conoscenza del corpo elementare riacquista la sua importanza quando si apprende dalla scienza dello spirito che :

● il corpo dell’uomo consiste di una quadruplice organizzazione elementare:

un’organizzazione di calore e di aria un organismo di acqua e terra.

Queste quattro organizzazioni sono il fondamento corporeo per le quattro parti costitutive dell’uomo, come enunciate dalla scienza dello spirito. Il calore è il fondamento corporeo per l’agire dell’io, l’aria è il fondamento per il corpo astrale, l’acqua per l’eterico e l’elemento terra per il corpo fisico. Non è compito di questo libro sull’eterico ampliare le conoscenze in quella direzione, si rimanda perciò il lettore alle esposizioni date nell’antropologia e medicina antroposofiche.

 

2. L’AZIONE CONGIUNTA DEI QUATTRO ETERI

Siccome i quattro elementi sono a loro volta accompagnati da un etere è giustificato ordinare anche gli eteri in modo ciclico come è stato fatto con gli elementi. A questo punto possiamo chiederci: agiscono gli eteri insieme tra loro, e in quali fenomeni ciò si manifesta nel mondo dei sensi? Una tale azione comune si ha nella sfera organica.

 

Cosa si manifesta dall’azione congiunta di etere di calore e etere di luce?

L’etere di luce è la forza che estende e produce lo spazio,

l’etere di calore è a base del tempo che genera.

Si prenda ad esempio un seme di grano che germoglia nella terra.

Cresce e si allunga, in otto settimane raggiungendo forse l’altezza di una spanna. Nelle successive otto settimane cresce fino a raggiungere la piena altezza. Che cosa si è prodotto dall’azione congiunta dei due eteri? La crescita della pianta, la sua lunghezza o la grandezza.

 

Che cosa si manifesta dalla cooperazione tra etere di luce e etere chimico, o del suono?

L’etere di luce             ► rende spaziale,

l’etere del suono        ► separa e ordina.

La pianta in crescita non rimane solo una linea, uno stelo, ma mette foglie, rami, fiori, frutti. Si ha una conformazione spaziale riccamente differenziata. L’etere di luce e del suono fanno apparire un’ordinata suddivisione spaziale, danno origine a parti costitutive, e ciò significa separazione e ordinamento nell’unità spaziale.

 

● Che cosa si manifesta quando etere del suono e etere di vita agiscono insieme?

L’etere di vita crea una totalità ed è la forza che vivifica e racchiude entro una pelle, al cui interno l’etere del suono porta una ripartizione ordinata. Ciò che si forma in questo modo sono totalità parziali e cioè organi, ad esempio fegato, polmoni, reni ecc. che sono delimitati da una pelle e svolgono al loro interno una vita e un chimismo specifici.

 

Che manifestazioni si hanno quando agiscono insieme etere di vita e etere di calore?

Si ha una completezza nel tempo: l‘età della vita. In un uomo di 70 anni la totalità è stata sempre preservata nel tempo per tutti i 70 anni dall’etere di calore. Per tutto quel periodo si è in lui generato calore e dissipato calore.

 

 

Ci si può ora chiedere, che cosa si manifesta quando agiscono insieme gli eteri collocati in posizione opposta?

Dalletere di calore e etere chimico risulta un chimismo fruttificante;

ad esempio quando la ciliegia acerba si trasforma nel frutto dolce e maturo.

Oppure quando le cellule della sessualità, già presenti con la nascita dell’uomo,

cominciano nella pubertà a moltiplicarsi e gli ormoni sessuali divengono attivi.

 

I processi che si verificano tra etere di calore e etere chimico si possono chiamare processi di maturazione.

Tra l’etere di luce e l’etere di vita si dispiegano la crescita e la metamorfosi dell’unità vivente,

ad esempio tutte le trasformazioni plastiche dell’uovo di rana fino alla rana completa.

Si può parlare di formazione plastica o formazione in metamorfosi.

 

Queste riflessioni sull’azione congiunta delle coppie eteriche portano alla conclusione che in realtà i quattro eteri agiscono sempre insieme, pur nelle combinazioni più diverse. Si perviene così al fondamento della vita.

Non c’è alcun essere vivente che non si riveli con queste manifestazioni:

grandezza differenziazione organi età conformazione processi

Con ciò abbiamo caratterizzato in senso generale l’azione delle forze eteriche nelle manifestazioni viventi della pianta, dell’animale e dell’uomo.

 

 

Gli eteri sono le vere e proprie forze della vita che agiscono in modo congiunto.

Questi risultati corrispondono alle descrizioni fatte dalla scienza spirituale antroposofica.

A fondamento di tutti gli esseri terreni viventi

c’è l’azione quadruplice degli eteri che cooperano in modo concertato.

Rudolf Steiner parla di un corpo eterico o corpo vivente costituito da questi quattro eteri,

ed è il principio della vita di tutti gli esseri viventi.

 

Sono state così caratterizzate le forze vitali.

Esse agiscono in un corpo eterico solo in modo generale.

I quattro eteri possono dare origine a parti costitutive, organi, forme ecc., ma solo in senso generico.

Costituiscono il fondamento quadruplice del corpo eterico

che agisce nello stesso modo nel seme di grano, nella rana, nell’uomo.

Perché si formi un determinato organo, un fegato, una foglia, un fiore ecc.,

devono aggiungersi ai quattro eteri altre forze.

Queste ultime sono le vere forze formatrici di cui si parlerà più ampiamente nella seconda parte del libro.

 

La distinzione tra forze eteriche e forze eteriche formatrici

è una necessità per una scienza naturale ampliata antroposoficamente.

 

Con ciò è dato il motivo che ha portato alla concezione della seconda parte di questo libro. (Sulla necessità di fare distinzione tra le forze eteriche formatrici e i tipi di etere, Ernst Marti scrisse già nel 1960 e 1966 due articoli (25, 26) e nel 1974 pubblicò un libretto dal titolo I quattro eteri (27). Il suo intento era di mettere alla prova criticamente l’opinione di Gùnther Wachsmuth secondo cui le forze formatrici e gli eteri erano la stessa cosa. A ciò Marti oppose i risultati delle sue ricerche).

 

3. L’AZIONE CONGIUNTA DELLE QUATTRO FORZE FISICHE

In modo analogo agli elementi e agli eteri, anche le relazioni tra le diverse forze fisiche possono essere indagate collocandole nello stesso ordinamento ciclico e a croce.

Che cosa risulta dall’azione congiunta della forza di densità ed estinzione?

Ci si rappresenti una mela appena staccata dall’albero in autunno.

 

È turgida e liscia. Ma ora non ha più un proprio tempo organico. L’etere di calore non genera più futuro per essa. È affidata ormai al calore esterno e al tempo che consuma. Da questo momento possono agire le forze fisiche finora assoggettate agli eteri. Se guardiamo la mela più avanti nel tempo la troveremo cambiata, sarà appassita. Hanno agito insieme la forza di estinzione e quella di densità e il risultato è visibile nel l’appassimento. L’appassimento è una manifestazione generale degli esseri viventi che subentra con l’invecchiamento. Nella pianta appassiscono le foglie, il fiore ecc., l’uomo vecchio diventa rugoso e si indurisce.

 

In quali fenomeni è visibile l’agire comune delle forze di densità e immobilizzazione?

Si prenda in considerazione la caduta delle foglie in autunno.

Cadono e si accartocciano al suolo formando un ammasso caotico che inizialmente è ancora poco compatto, ma che lo diventa sempre più. Si osservi il sedimentare e precipitare di sostanze in una soluzione o il depositarsi dello sporco. Si ha un deposito che in seguito si addensa e indurisce.

Sedimentazione e indurimento sono il risultato visibile di queste due forze.

In ogni organismo si ha una sedimentazione, ad esempio del calcare nelle ossa. Quando ciò si verifica con un certo ordine si ha uno stato di salute. Se invece avviene in modo disordinato subentrano sclerosi e malattie da sedimentazione.

 

Che cosa accade tra immobilizzare e scindere?

Si guardi a quel che avviene in seguito dell’ammasso di foglie.

Diventa sempre più compatto, le foglie perdono forma e struttura sbriciolandosi in piccoli frammenti. Esse si decompongono come il legno morto che giace nel bosco.

Quanto si è decomposto mediante lo sbriciolarsi e il giacere immobile si disperde completamente mediante l’azione congiunta delle forze di scissione e estinzione. Tutta la sostanza che un essere vivente ha edificato è distrutta e dispersa.

Distruggere e polverizzare sono i processi ultimi nel disfacimento della forma e delle sostanze.

 

 

 

Riassumendo in un unico schema quanto è emerso dalle nostre considerazioni risulta la doppia croce di fig. 12.

Le forze fisiche sono forze di distruzione nel mondo e nella natura.

Si tratta di forze terrene, mentre le forze eteriche sono forze costruttrici cosmiche.

Finché un organismo vive, le forze di distruzione sono assoggettate alle forze costruttrici e con esse in equilibrio.

In natura il corpo di ogni essere vivente, pianta, animale o uomo, è il risultato di queste forze di costruzione e distruzione. La fig. 13 mostra i risultati, rappresentati ancora una volta in collegamento fra loro.

 

 

 

 

By | 2018-09-25T18:12:43+02:00 Settembre 25th, 2018|L'ETERICO|Commenti disabilitati su 11 – L’AZIONE CONGIUNTA DEGLI ELEMENTI, DEGLI ETERI E DELLE FORZE FISICHE