/////11 – NUOVA RIVELAZIONE DEGLI SPIRITI DELLA PERSONALITÀ NELL’UMANITÀ MODERNA

11 – NUOVA RIVELAZIONE DEGLI SPIRITI DELLA PERSONALITÀ NELL’UMANITÀ MODERNA

Nuova rivelazione degli spiriti della personalità nell’umanità moderna

O.O. 186 – Esigenze sociali dei tempi nuovi – 20.12.1918


 

Sommario: Nuova rivelazione degli spiriti della personalità nell’umanità moderna. L’azione di spiriti oscuri attraverso la macchina. Funzione positiva delle rappresentazioni meccanicistiche moderne. Impulsi spirituali e morali nella vita di tutti i giorni. Lotta fra saggezza e amore. La nuova rivelazione spirituale.

 

Nelle considerazioni delle ultime settimane abbiamo esaminato dai più diversi punti di vista il grande problema del nostro tempo: quello sociale. Abbiamo cercato di vederlo su uno sfondo scientifico-spirituale poiché solo in tal modo è possibile avere un orientamento su quanto in effetti questo problema include. E sarà possibile arrivare ad impulsi e punti di vista validi per il nostro tempo così tormentato e per il prossimo futuro, solo tenendo conto di ciò cui si è accennato nelle nostre considerazioni. Tornerò sull’argomento domani. Oggi vorrei inserire come fatto a sé, qualcosa che sarà come la continuazione di indicazioni date altre volte; ne risulterà l’atteggiamento che la scienza dello spirito qui coltivata assumerà nei confronti di quello che posso ben chiamare stato di coscienza interiore del presente e del prossimo futuro.

 

L’altro giorno, alla fine della conferenza, ho citato alcuni elementi basilari a questo riguardo. Ho fatto presente che chiunque abbia la volontà di esaminare e di distinguere, con il sano raziocinio sviluppatosi fino al tempo presente, ciò che si persegue fra di noi con la scienza dello spirito, troverà che la scienza dello spirito antroposofica è realmente capace di tener conto della coscienza e del modo di pensare del nostro tempo. Ciò risulta proprio dalle nostre considerazioni sociali. Pertanto, parlando di qualsiasi argomento della nostra scienza dello spirito, si può far sempre rilevare che volendo si può controllare col pensiero del presente, anche con quello scientifico in particolare, tutto ciò che diciamo. Si potrebbe perfino dire che un gran numero degli attacchi contro la scienza dello spirito derivi dal fatto che essa può venir controllata dalla coscienza attuale e del prossimo futuro in modo così sorprendente. Ciò spiace e risulta scomodo per qualcuno. Appunto perché, tutto corrisponde alle esigenze e ai modi di pensare scientifici attuali, e poiché tuttavia in molte menti ed in particolare in molte anime si riscontra una certa avversione verso una cosiffatta conoscenza spirituale, sorgono avversari ai quali risulta semplicemente sgradevole che si manifesti qualcosa di interamente controllabile proprio secondo le esigenze scientifiche del nostro tempo. La scienza dello spirito tiene però conto di un interiore dato di fatto dell’evoluzione umana e cioè che nel nostro tempo, e sempre meglio in avvenire, si vede penetrare del nuovo attraverso il velo dei fenomeni e degli eventi. L’umanità è vissuta a lungo con pensieri conformi unicamente alle sensazioni. Quanto andava al di là di quei pensieri erano in fondo dei fenomeni antichi derivati da un’epoca in cui l’umanità aveva una chiaroveggenza atavica, in cui la saggezza penetrava nell’umanità per vie diverse da quelle che essa prenderà in avvenire. Molto si è mantenuto di quella saggezza adeguata ai tempi passati; essa è tutt’ora per molta gente l’unica saggezza, perfino per gli attuali scienziati. Osservando attentamente possiamo accorgercene. Ma da lungo tempo non vi è più traccia di una elementare rivelazione della saggezza come quella esistente nel passato. Per l’evoluzione terrestre dell’umanità era subentrato come un oscuramento, un torpore nel quale non si rivelava nulla di spirituale. Ora inizia il tempo in cui penetrano nell’orizzonte spirituale ed animico umano nuove rivelazioni attraverso il velo degli eventi. Di conseguenza per molte cose deve avvenire un rinnovamento. A questo riguardo dobbiamo per l’appunto riferirci al più importante evento terrestre: al mistero del Golgota. Certamente l’evoluzione della terra ha proprio un senso dal mistero del Golgota in poi. Dal lato spirituale-animico il pianeta terrestre non sarebbe quello che è, se su di esso non si fosse svolto il mistero del Golgota. Ma l’evento del Golgota è una cosa, ed un’altra le relative dottrine cristiane che hanno dominato nei secoli. Chi non riesce a capirlo, difficilmente sarà in grado di adattarsi ai problemi fondamentali del nostro tempo.

 

Prendiamo a titolo di confronto un fenomeno semplicissimo. Sono certo due cose distinte un fatto che si svolge davanti ai propri occhi e ciò che raccontano, ciò che dicono due o tre persone che hanno veduto lo svolgimento dello stesso. In senso spirituale superiore gli uomini non hanno saputo altro del mistero del Golgota come evento se non ciò che è stato detto nel corso dei secoli. Ma quel che è stato detto di un evento spirituale – il mistero del Golgota lo era quando si è svolto sul piano fisico – esprime il punto di vista dell’antica saggezza. Come si sa dal mio libro Il cristianesimo quale fatto mistico, perfino i Vangeli sono stati scritti dal punto di vista dell’antica saggezza. Vale a dire si avevano certe rappresentazioni derivate dagli antichi misteri o addirittura dalle antiche rappresentazioni ereditate. Ciò che si era svolto sul Golgota veniva espresso col linguaggio di quelle rappresentazioni. Esse però appartengono appunto al periodo umano atavico. Per poter almeno farlo capire, si dovette dapprima raccontare il mistero del Golgota con quel linguaggio. Ora però viviamo in un tempo in cui è disusato il modo di osservare spiritualmente il mondo, giusto per i tempi antichi. Infatti anche se la gente non lo vuole ancora riconoscere, nuove rivelazioni di ordine spirituale, che man mano assumono lo stesso valore delle antiche ataviche, penetrano nel mondo. Pertanto, se si deve tener conto delle esigenze del tempo, bisogna anche parlare del mistero del Golgota come evento col nuovo linguaggio, con le nuove rappresentazioni. Ciò significa che anche le rappresentazioni cristiane dovranno tener conto di quello che penetra nell’evoluzione dell’umanità, altrimenti il cristianesimo è destinato a rimanere una somma di vecchie rappresentazioni, e tutto quanto vive nell’interiorità dell’uomo come esigenza del tempo si estinguerebbe, non troverebbe alimento, a causa delle antiche rappresentazioni. La scienza spirituale ad orientamento antroposofico vuole appunto tener conto del fatto che le nuove rivelazioni spirituali devono essere rese comprensibili, e che il più grande evento terrestre, il mistero del Golgota, deve essere espresso con le rappresentazioni della nuova rivelazione.

 

Ora ci si può domandare, e si tratta di una domanda importantissima: quale entità del mondo spirituale si nasconde in realtà dietro le manifestazioni del mondo spirituale che ora penetrano nella storia dell’umanità attraverso il velo degli eventi? È nota la successione delle varie gerarchie da me descritta nei miei libri, e pertanto si conosce che cosa siano nell’ordinamento gerarchico spirituale i cosiddetti spiriti della personalità. Si sa che gli spiriti della personalità stanno nell’ordine gerarchico spirituale di un gradino al di sotto dei cosiddetti spiriti della forma. Fra questi ultimi annoveriamo Jahve. Ormai, anche se in via preparatoria, e non con la potenza con la quale si sono manifestati gli spiriti della forma, gli spiriti della personalità vogliono prendere posto accanto a questi ultimi. Se cercassimo un termine per definire che cosa sono in realtà gli spiriti della forma, potremmo anche usare il ben noto termine di «creatori». Il termine biblico creatori comprende quasi tutto quel che dobbiamo collegare con gli spiriti della forma, osservando il loro influsso sull’uomo dai tempi lemurici ad oggi e fin entro i tempi futuri. Naturalmente essi non smetteranno la loro azione, ma dovranno svolgerla per così dire su un altro piano.

 

Considerando tutto quel che si può osservare in modo scientifico-spirituale, possiamo chiamare appunto creatori gli spiriti della forma. L’uomo deve ad essi anzitutto la sua esistenza di uomo terreno. Fino al nostro periodo di civiltà gli spiriti della personalità non sono stati però creatori. Sono stati spiriti che dal mondo spirituale ordinavano varie cose. Si può vedere nella mia Scienza occulta quale fosse l’attività degli spiriti della personalità. Sta iniziando il tempo in cui essi devono veramente intervenire anzitutto nell’elemento creativo dell’evoluzione umana. Più tardi interverranno anche nella creazione degli altri regni.

 

Anche nelle gerarchie si verifica infatti un’evoluzione. Gli spiriti della personalità salgono ad un’attività creatrice. Qui c’è un accenno ad un importante mistero dell’evoluzione dell’umanità. Chi cerca di comprenderla, non in base ad una superficiale osservazione della natura, com’è invalso al giorno d’oggi, ma la considera intimamente con impulsi scientifico-spirituali, sa che qualcosa incomincia a spegnersi a poco a poco nell’uomo a partire dall’inizio del quinto periodo postatlantico di cui abbiamo già spesso parlato da vari punti di vista. Con questo progressivo spegnersi, col contrarsi di qualcosa nella nostra natura, è collegato in fondo tutto il nostro progresso, anche in campo animico e spirituale.

 

Volendo esprimermi in maniera grossolana, noi non siamo più vivi esseri umani allo stesso modo in cui lo erano gli uomini secoli o perfino millenni addietro. Essi avevano maggiore vitalità, maggiore forza, una forza che derivava dalla corporeità. L’uomo conosce invero la morte soltanto quando essa si manifesta in forma radicale con la cessazione della vita terrestre. Ma si sa dalle considerazioni scientifico-spirituali che qualcosa muore continuamente in noi. Se non morisse continuamente qualcosa non avremmo coscienza. La coscienza è connessa proprio col progressivo spegnersi di qualcosa in noi. Ma questo spegnersi progressivo, questo processo di progressivo spegnersi, ha attualmente maggior forza di quanto avesse per esempio nel primo secolo dopo Cristo, o anche negli ultimi secoli avanti Cristo. Ciò che nell’uomo deriva dagli spiriti creatori in quanto spiriti della forma, se mi è consentita l’espressione, incomincia a morire vigorosamente, e un elemento creativo nuovo deve venir inserito nell’uomo, un elemento creativo che all’inizio deve emanare dallo spirituale. Avviene effettivamente che, a partire del nostro periodo di civiltà, all’uomo che non vi si oppone, forze creative fluiscono dallo spirito. La scienza dello spirito cerca di capirle. Essa cerca di capire pensando, osservando il nuovo elemento spirituale che si insinua nell’evoluzione, penetrando da mondi che finora non facevano fluire i loro impulsi nell’evoluzione umana. Ecco che cos’è in realtà la scienza dello spirito in senso veramente moderno: essa non si manifesta cioè come qualsiasi altro programma, scientifico o di altro genere, ma si palesa perché, i cieli inviano agli uomini nuove rivelazioni e perché, nuove rivelazioni devono essere comprese.

 

Chi non afferra in questo senso il compito della scienza dello spirito ad orientamento antroposofico non lo capisce affatto, perché la scienza dello spirito ad orientamento antroposofico tacerebbe se non avesse da comunicare delle novità, mi si consenta l’espressione, che dai cieli si manifestano agli uomini, novità che appunto ora incominciano ad arrivare impetuosamente.

 

Quel che si manifesta attraverso il velo dei fenomeni è l’espressione di un nuovo principio creativo amministrato dagli spiriti della personalità. Da ciò dipende che il nostro periodo di civiltà, che come abbiamo detto incomincia appunto nel secolo quindicesimo dopo Cristo, abbia come caratteristica lo sviluppo degli impulsi della personalità. Se posso usare un’espressione banale, la personalità vuol stare sulle proprie gambe, e lo vorrà sempre più man mano che ci si inoltrerà nel terzo millennio; poi, quando la personalità sarà completata, si manifesteranno altri impulsi.

 

Nel ripensare a quanto ho detto or ora, si osservi il modo in cui la nuova rivelazione degli spiriti della luce, gli spiriti della personalità, si avvicina agli uomini. A questo però si oppongono, per l’appunto dall’inizio del nuovo quinto periodo di civiltà postatlantico, anche certi spiriti delle tenebre. Infatti, non appena guardiamo al di là del velo dei fenomeni, vediamo subito come altri spiriti, contrari, si oppongano ad un certo settore di spiriti. Da un lato guardiamo verso gli spiriti della personalità che si manifestano come ho appunto esposto, e dall’altro vediamo palesarsi di fronte a loro certi spiriti oscuri che hanno interesse ad impedire con ogni mezzo che la nuova rivelazione, proveniente dagli spiriti della personalità, diventi attiva nella umanità. A questi altri, agli spiriti ottusi, oscuri, si offre l’occasione di realizzarsi attraverso un fenomeno al quale qui ho già accennato qualche settimana fa, fenomeno al quale purtroppo l’umanità fa troppo poco caso.

 

Per esempio, se attualmente si chiede il numero degli abitanti della terra, ci si sente rispondere abitualmente: 1500 milioni. Ciò significherebbe anche che sulla terra viene eseguita solamente la quantità di lavoro che i 1500 milioni di abitanti possono espletare. Ma non è così perché dall’inizio del quinto periodo postatlantico, si è sviluppata la possibilità che, oltre ai 1500 milioni di abitanti della terra di cui solitamente si parla, vi siano ulteriori cinquecento milioni di unità lavorative. Sono le macchine! Se il lavoro eseguito dalle macchine venisse eseguito da uomini, lo dovrebbero eseguire cinquecento milioni di persone.

 

Si vede da ciò che, per modo di dire, il lavoro umano ha trovato un surrogato sulla terra, che esiste qualcosa che opera come un uomo, non però in carne ed ossa. Questo fatto è straordinariamente importante per l’evoluzione di tutta l’umanità, ed è in relazione con altri fatti dell’evoluzione presente. I cinquecento milioni di uomini presenti in realtà non in qualità di uomini in carne ed ossa, ma come operai (le macchine eseguono il lavoro come se venisse espletato da uomini), con le loro prestazioni di lavoro danno occasione agli spiriti oscuri, agli spiriti avversari degli spiriti della personalità portatori della nuova rivelazione, di realizzarsi nell’àmbito dell’evoluzione della nostra umanità.

 

Così vi sono da un lato le nuove rivelazioni dei cieli che penetrano per dare una nuova chiaroveggenza, e dall’altro, quasi uscisse dal sottosuolo, la materialità per gli avversari, per certi spiriti demoniaci, per spiriti delle tenebre, che non si realizzano per mezzo di uomini di carne ed ossa, che però sono nondimeno fra di noi dato che forze umane vengono sostituite per mezzo di meccanismi, per mezzo di macchine.

 

Da qui tutte le disarmonie del nostro tempo in campo sociale. Oggi derivano inoltre da ciò certe deviazioni del pensare umano, deviazioni che a loro volta sono fonte di aberrazioni sociali, poiché il pensare umano nel corso degli ultimi secoli si è adeguato in certo modo all’ordine meccanicistico. Il pensare umano è pervaso, è impregnato di rappresentazioni adeguate all’ordine meramente meccanicistico. Si può dire che in molti campi dell’indagine scientifica, ma anche in molti campi della vita e dell’attuale pensiero sociale o socialistico, non si usano se non pensieri utili per comprendere il funzionamento di meccanismi, ma inutili per comprendere quel che sta al di là dei meccanismi. Tuttavia, poiché nel mondo manifesto ogni cosa ha due aspetti, non si può dire che le rappresentazioni meccanicistiche, in quanto esiste questo dato di fatto, abbiano assunto nell’evoluzione umana un aspetto che si deve evitare. Sostenerlo sarebbe errato. Per quanto siano pericolose le rappresentazioni meccanicistiche, cioè l’ordinamento da cui esse derivano, perché, danno occasione a certi spiriti delle tenebre di avversare gli spiriti della personalità che si rivelano, altrettanto benefico è il pensiero che si accosta alle rappresentazioni meccanicistiche. È infatti compito del tempo moderno compenetrare la nostra capacità animica con le rappresentazioni che vivono nel pensiero scientifico moderno, nel pensiero moderno in genere; noi però dobbiamo mettere tali pensieri al servizio della nuova rivelazione dei cieli. In altre parole le rappresentazioni meccanicistiche hanno insegnato all’umanità a pensare con contorni chiari e precisi. Prima non si pensava come ora, nell’àmbito delle rappresentazioni meccanicistiche. Le rappresentazioni dei tempi antichi avevano sempre contorni sfumati. Lo sa chi segue la storia spirituale del tempo. Perfino studiando spiriti acuti come Platone si trova che i suoi concetti sono sfumati. L’uomo ha potuto acquistarsi la capacità di formulare pensieri acutamente definiti soltanto quando è caduto nell’unilateralità col formarsi rappresentazioni meccanicistiche del mondo. Le rappresentazioni meccanicistiche unilaterali hanno un contenuto straordinariamente povero per quanto riguarda il mondo; contengono in fondo soltanto il perituro. Sono però mezzi educativi straordinari. Lo si nota anche al presente: al giorno d’oggi pensa in modo particolarmente acuto chi ha fatto proprie certe rappresentazioni scientifiche. Gli altri sono indotti a pensare in modo impreciso.

 

Con l’educazione acquistata mediante il pensiero a contorni precisi, l’umanità deve ora rivolgersi verso la nuova rivelazione spirituale e comprendere ora i mondi spirituali con la medesima chiarezza con la quale ci si è assuefatti a comprendere il mondo scientifico. Senza questa comprensione l’umanità non ce la farà, non sarà in grado di risolvere i problemi importantissimi del presente e del prossimo futuro. Ecco ciò che esige la moderna coscienza intellettualistica: acuto pensare, educato alle più moderne rappresentazioni scientifiche, rivolto però al mondo spirituale che ora si manifesta. Questa è in sostanza anche la configurazione della scienza spirituale antroposofica. Essa vuol essere così perché, tiene conto delle necessarie esigenze del tempo attuale. Per questo motivo essa è in grado di scendere da certi livelli spirituali e di comprendere ciò che quotidianamente occorre all’uomo. Va fatto sempre presente che la scienza dello spirito vuol essere un nuovo aiuto in questa direzione per il lavoro e le prestazioni degli uomini.

 

Degli antichi elementi tradizionali, sviluppatisi in tempi passati, si considerino le varie confessioni religiose. Certamente le confessioni religiose bastano oggi ad una quantità di persone quando esse cercano una certa edificazione. Le religioni narrano alla gente di regni celesti divini, di ciò che si cela dietro il velo dei fenomeni sensibili. Esse scendono al punto di predicare alla gente la bontà, l’amore reciproco e così via. In altre parole arrivano fino a certe esigenze morali.

 

Dall’altro lato al giorno d’oggi, in merito ai bisogni quotidiani, si cerca di conquistare un punto di vista che è quasi all’altro polo della vita. Si cerca di acquistare la conoscenza della natura. Si sa che in rarissimi casi i preti o i predicatori, nei sermoni domenicali, trovano modo di parlare alla gente di botanica, di zoologia, come di rivelazioni superiori. Ciò che viene divulgato dei regni celesti non arriva fin giù sulla terra. Sotto la spinta delle esigenze immediate che ad ogni ora, ad ogni momento ci si pongono, si cerca la spiegazione all’altro estremo. Si è così manifestato un pensare sulle esigenze sociali che chiamerei scientifico. Si immagini però in che modo coesistano i pensieri che la gente si fa sulle esigenze della vita quotidiana e ciò che il prete divulga dei regni celesti. Sono due mondi che non si toccano. La gente vuol lavorare, quando è il caso, vuol anche avere dei pensieri relativi al proprio lavoro; a lavoro finito vuol sentire che cosa è la morte, l’immortalità, il divino. Ma questi sono campi del tutto staccati. Il grande guaio del presente è che i settori sono staccati, che la gente non sente il bisogno di collegarli, che in certo qual modo succede quello che nelle precedenti considerazioni ho spiegato da altri punti di vista: che la gente da un lato vuol pensare al capitale, al denaro, al credito, alla forza-lavoro e così via, e dall’altro alle esigenze morali ed etiche, senza però suscitare la forza di pensiero capace di portare il discorso da quanto si riferisce allo spirito anche alla vita quotidiana, dove Dio o gli dei non si manifestano meno che in altri campi. È questo che bisogna capire anzitutto se si vuole comprendere perché, questo tempo catastrofico si è abbattuto sull’umanità. La gente ha di nuovo bisogno di una scienza capace di trattare le esigenze quotidiane, mentre parla delle elevatezze divine, altrimenti le esigenze quotidiane rimangono nell’ordine caotico come lo vedono Lenin e Trotzki, e le dottrine che annunciano i misteri dei cieli restano infeconde per la vita esteriore, anche se riscaldano il sentimento egoistico delle anime.

 

In avvenire non dovrà essere così. Non dovranno esserci sermoni domenicali per dar modo alla gente di elevarsi al disopra della vita quotidiana, semplicemente per edificarsi, per infervorare le proprie egoistiche esigenze religiose e poi tornare alle cose giornaliere, viste con occhio profano senza comprenderne il lato spirituale, con un insufficiente pensare comune. Le grandi esigenze, proposteci dal nostro tempo, appartengono al campo spirituale. Non vi sarà ordine nel nostro tempo fin tanto che la gente non ammetterà che bisogna tener conto di quello che ho appunto caratterizzato.

 

A questo si connette però una serie di altri importanti impulsi del nostro tempo. Vi siamo nel mezzo, non alla sua fine. Lo dico con piena coscienza: non siamo alla fine, ma nel centro di un tempo di lotte, di un tempo in cui, nell’àmbito dell’evoluzione dell’umanità, si svolgono caoticamente eventi l’ho detto spesso che dovrebbero servire di lezione alla gente. Purtroppo vi sono moltissimi che, pensando come quattro anni e mezzo fa, non hanno imparato oggi ancora nulla dagli eventi degli ultimi quattro anni e mezzo. Si svolgono fatti in cui si vede l’umanità, o piuttosto la vita dell’umanità, in difficoltà e in lotte. Naturalmente difficoltà e lotte vi sono state anche in altri tempi. Ma le difficoltà e le lotte nel nostro tempo hanno un carattere diverso. Lo rileviamo guardando non solo in superficie, ma anche in profondità; accorgendoci che molte cose si svolgono al di fuori degli uomini, mentre in realtà per il loro carattere dovrebbero svolgersi nell’interiorità. Si può facilmente immaginare che per poter ricevere la nuova rivelazione dei cieli sia necessaria una interiorità approfondita della natura umana. L’interiorità approfondita della natura umana introdurrà certe lotte interiori nella natura umana stessa, nelle anime. La previsione che gli uomini avranno lotte animiche interiori non ci deve far diventare pessimisti perché, soltanto passando attraverso tali lotte animiche l’uomo potrà diventare forte in avvenire. L’uomo che al presente non vuole che ci avvenga ancora, chiede ai rappresentanti della sua fede, ai preti, di annebbiargli la mente in merito a problemi che gli vivono inconsci nell’anima. Senza la sua partecipazione, i preti dovrebbero riscaldargli l’anima, consolarlo, e raccontargli belle cose circa le intenzioni di Dio nei confronti dell’uomo. L’uomo deve invece attraversare lotte animiche che lo rendano forte. Non dobbiamo mirare ad un avvenire più comodo del passato o del presente.

 

Ideali apparenti del genere, che sono soltanto moderni narcotici, non sono la verità, sono semplicemente dei prodotti wilsoniani. Parlare del fatto che un’èra del tutto diversa possa risultare da qualche doppia serie di sette punti non so se sia intesa in modo mistico, ma se lo fosse sarebbe un misticismo in senso cattivo è una forma particolarissima di superstizione moderna.

 

Per quanto riguarda l’avvenire la vita non sarà più comoda. Nel rimanente dell’evoluzione terrestre l’umanità dovrà sopportare scomodità anche maggiori di quelle che oggi si possano immaginare. Ma essa le sopporterà perché, interiori lotte animiche la renderanno più forte, ognuno nella propria personalità. Se guardiamo attraverso il velo dei fenomeni, non vediamo un mondo nel quale gli dèi se ne stiano favolosamente fermi a dormire e a condurre una vita pacifica, ognuno nel suo letto, come gli uomini desidererebbero; non sarebbe altro che una diversa forma di vita oziosa. Non è così! Guardando attraverso il velo dei fenomeni, non rivolgiamo lo sguardo ad una vita di sonno divino-spirituale, ma proprio a un lavoro di gerarchie divino-spirituali. Ciò che anzitutto ci sorprende è la grande lotta che ha luogo dietro la scena del mondo fisico-sensibile fra la saggezza e l’amore. E l’uomo è posto in mezzo a questa lotta. Per lungo tempo non ne ha avuto coscienza; in avvenire dovrà intervenire sempre più coscientemente nella lotta che avviene nel mondo fra saggezza ed amore, in quanto l’uomo deve essere il risultato della continua oscillazione pendolare della saggezza e dell’amore: ora dal lato della saggezza, ora dell’amore. Difatti dipende dalle ritmiche oscillazioni del pendolo, non dall’assonnata calma, che nel mondo vi sia l’esistenza.

 

Da tempi antichissimi, e fino ai nostri giorni, si svolge la lotta fra saggezza ed amore nel sottofondo incosciente dell’anima umana. Là, dove pulsano gli istinti incoscienti, si fronteggiano lo spirito della saggezza opposto allo spirito dell’amore e lo spirito dell’amore opposto allo spirito della saggezza. Tale fronteggiarsi sale alla coscienza all’inizio del periodo di evoluzione dell’anima cosciente. L’uomo deve portare a termine in sé questa lotta. Deve diventare sempre più forte la forza che si deve sviluppare nelle nature umane in base alla lotta interiore. Oggi gli uomini fanno però ancora resistenza contro l’evoluzione interiore. La subodorano e la temono, ma non hanno il coraggio di affrontare la lotta interiore. Il contenuto del mio libro Iniziazione deve condurre l’uomo a superarla vittoriosamente. Ciò è scomodo per gli uomini. Indietreggiano spaventati, non hanno il coraggio di affrontare la lotta interiore. Che gli uomini non vogliano affrontare questa lotta interiore, che la fuggano ancora, che non la vogliano, è un fenomeno del tempo. E poiché non la vogliono interiormente, essa si proietta attualmente all’esterno. Ne ho accennato nei miei Misteri drammatici, dove si può vedere che le lotte esterne che si svolgono fra gli uomini sono l’espressione di una lotta interiore. È noto che quei drammi furono scritti molto tempo prima dello scoppio di questa catastrofe bellica, ma proprio ciò dimostra la verità di quel che vi sta scritto. Si accenna al fatto che tutte le lotte esteriori che avvengono oggi sono lotte espulse dall’interiorità (in tempi passati le lotte avevano un carattere diverso, dato che tutto muta ed attraversa metamorfosi). Deve avvenire che gli uomini facciano entrare nell’intimo ciò che credono di dover superare lottando oggi in campo esterno. Un campo di battaglia nell’intimo delle anime umane sarà il rimedio per ci* che ha apportato tanta rovina agli uomini. Non prima dell’ingresso nell’interiorità umana di tale campo di battaglia potrà spegnersi ciò che è avvenuto esteriormente in modo così catastrofico fra gli uomini; l’esteriorità infatti non è se non ciò che essi proiettano verso l’esterno dato che non lo vogliono tenere nella loro interiorità. Tutto il resto è solo apparenza, ma questa è la realtà.

 

Questa è un’altra circostanza di cui tiene conto la scienza dello spirito antroposofica. Ne tiene conto per il fatto che non accoglie soltanto delle antiche dottrine, ma perché, vuole portare effettivamente fra gli uomini ciò che si afferma, direi, come nuova rivelazione dei cieli adeguata al presente e all’avvenire. Bisogna conoscere questa distinzione altrimenti si confonderà sempre la scienza dello spirito qui intesa con altre cose ad essa estranee. La scienza dello spirito antroposofica non può annunciarsi come molte correnti del tempo attuale che riguardano in realtà il passato. La scienza dello spirito antroposofica deve parlare alla piena chiara coscienza dell’umanità. Ma dicendo questo si offende soltanto la vanità di molti perché, al giorno d’oggi tutti credono di avere un pensare straordinariamente chiaro, luminoso. Basterebbe che si guardassero intorno per vedere come agiscono per l’appunto in campo spirituale, e allora si accorgerebbero che quanto al chiaro luminoso pensare non c’è molto da vantarsi. Il problema sociale e, volendo, il problema attuale dovuto alla guerra non possono venire risolti se non per mezzo di pensieri chiari, educati dal pensare moderno, che si orientano verso la nuova rivelazione del mondo spirituale, emanazione dei buoni spiriti della personalità. Dato che a questo riguardo la scienza dello spirito ha un’impostazione così nuova, le sono contrari tutti quelli che non vogliono fare lo sforzo di penetrare realmente nel nuovo, poiché per fare un interiore sforzo animico occorre veramente buona volontà.

 

Il filo conduttore della scienza dello spirito qui intesa è diverso da quello derivato da rivelazioni precedenti. Già ripetutamente ho fatto presente che spesso della gente, che vuole aggiornarsi sugli enigmi dell’esistenza, consulta vecchi libri che contengono l’antica dottrina sulla chiaroveggenza atavica. Come si sentono felici se trovano dei libri che, senza essere pervasi dalla moderna coscienza scientifica, dovrebbero rivelare qualcosa che attualmente non si può sapere e che gli antichi sapevano, libri in cui si parla di sale, mercurio, zolfo e di cose simili. Naturalmente questi libri contengono cose venerabili ed elevate. Nel mondo però esiste l’evoluzione, e ciò che era valido per epoche precedenti non va bene per il nostro tempo. Epoche recedenti hanno potuto appropriarsi a modo loro del contenuto delle parole sale, mercurio, zolfo. Il tempo presente deve trovare del nuovo. Poiché spiriti portano incontro del nuovo per la salvezza dell’umanità, non lo si deve trascurare. Il nuovo deve essere del tutto diverso dall’antico. Vi è una differenza fondamentale fra il nuovo e l’antico. L’antico aveva una meravigliosa comprensione per il mondo, per quanto è al di fuori dell’uomo. L’antica sapienza, pervenuta ancora a spiriti come Paracelso e Jakob Bohme, era una profonda comprensione del mondo utilizzata anche per capire l’uomo. Il carattere fondamentale dell’antica saggezza è che si è capito l’uomo stesso partendo dal mondo. Per mezzo della chiaroveggenza atavica si poteva capire come lo spirituale, ed anche i vari gradi delle entità spirituali, si rivelassero nella natura esterna attraverso i vari elementi. Oggi ciò non è più possibile. Nella grande, vasta natura si conosceva anzitutto la parte planetaria, la vita stellare; poi, attraverso gli elementi, attraverso sale, mercurio e zolfo, ci si poteva domandare come tutto ciò si manifestasse nell’uomo. Si passava dal mondo all’uomo.

 

Questa non è più la via attraverso la quale l’uomo possa evolversi nel tempo attuale e nel prossimo futuro. Jakob Bohme poteva ancora dire: sale, mercurio, zolfo. Noi dobbiamo esprimerci diversamente perché, dobbiamo percorrere la via inversa; la via inversa è quella dell’avvenire. Noi partiamo dall’uomo, comprendiamo prima l’uomo, e dalla comprensione dell’uomo passiamo alla comprensione del mondo. Questa è la via da me battuta nella mia Scienza occulta in un certo settore, l’unica via che si dovrà battere in avvenire. Noi non parliamo di sale; parliamo di ciò che nell’organismo umano è la parte regressiva del sistema neuro-sensoriale; comprendiamo il sistema neuro-sensoriale come un’involuzione. Gli antichi osservavano la natura esterna; in tutto ciò che si attua nell’elemento salino vedevano ciò che noi vediamo quando dal punto di vista della scienza spirituale osserviamo il sistema neuro-sensoriale. Per capire il mondo gli antichi guardavano fuori, nel mondo del mercurio. Noi guardiamo entro l’uomo e troviamo il ritmo. La vita ritmica è nell’uomo l’abbiamo fatto spesso rilevare ciò che all’esterno di esso è mercurio. Noi guardiamo l’uomo, cerchiamo di comprenderlo, e con la comprensione dell’uomo cerchiamo di comprendere il mondo.

 

Ecco la grande rivelazione secondo la quale dobbiamo vivere per comprendere ogni elemento spirituale. Le antiche religioni e le tradizioni che si sono mantenute nelle vecchie concezioni sono sorte dalle antiche rivelazioni, passate dalla comprensione del mondo alla comprensione dell’uomo. Esse serviranno all’umanità solo come oggetto di osservazione storica, ed a far sentire come venerande le cose antiche. Da ciò derivano, in fin dei conti, anche le fedi religiose. Oggi siamo agli inizi del nuovo, della comprensione dell’uomo che deve allargarsi alla comprensione del mondo.

 

Questo deve essere il nuovo corso ed esso è collegato a molti elementi. Si può vedere per esempio che esso è collegato con molti fattori dal modo in cui si è tentato di costruire questo edificio. Come è noto, ho posto più volte in particolare rilievo che è una calunnia obiettiva dire che l’edificio simboleggia qualcosa (anche se forse molti non calunniano soggettivamente benché gli incompetenti in effetti non dovrebbero parlare del nostro edificio). Si cerchi un singolo simbolo in questo edificio: non lo si troverà da nessuna parte. Attingendo direttamente al mondo spirituale si è tentato di creare non qualcosa di simbolico, ma la realtà spirituale, entro i limiti in cui essa si può manifestare nel presente. In passato si parlava simbolicamente all’umanità. Il progresso dell’evoluzione dell’umanità sta appunto nel fatto che l’osservazione attraverso i simboli, che agivano sugli istinti, viene sollevata alla piena coscienza dove viene osservata la realtà, quella spirituale.

 

L’osservazione della realtà spirituale richiede una certa attività degli uomini. L’osservazione dei simboli, direi, faceva addormentare la gente. Recentemente ho detto che per esempio vi sono dei massoni i quali dicono di essere contentissimi di non ricevere la spiegazione dei loro simboli, così ognuno può immaginare ciò che vuole; quasi tutti poi spiegano il fatto dicendo che non pensano a nulla e inconsciamente lasciano agire su di loro i simboli. Ecco quel che è rimasto dei tempi antichi, quel che deve trasformarsi nel nuovo! Il simbolismo, come si sa, non ha un ruolo radicale, essenziale, in quella che qui si chiama scienza dello spirito antroposofica. Perciò qui si deve parlare, in certo modo, in una maniera nuova. E se nel corso del tempo si è accennato a simboli, essi furono come presi a prestito, per esemplificare qualcosa o per dimostrare la coincidenza delle nuove scoperte, che possono essere di aiuto all’umanità nuova, con quel che di antiquato esiste sin da tempi lontani.

 

È però insito nella natura umana – e quanto sto dicendo ci ricondurrà domani all’osservazione della vita sociale – che per così dire ci si rivolti a tutta prima contro il realmente nuovo. Più di tutti vi si oppongono coloro che si considerano i custodie i guardiani dell’antico. Da ciò deriva che sono oppositori predestinati della scienza dello spirito antroposofica proprio quelli che si considerano custodi dell’antico. Questo fatto non può però trattenere la scienza dello spirito antroposofica dal continuare per la sua strada, appunto quella necessaria e naturale dell’umanità moderna.

 

Alcuni dei presenti sanno che, anche fra di noi, per chi ha potuto occuparsene non ci si è veramente trattenuti dall’esporre i rituali e il simbolismo, retaggi di tempi antichi; ma lo si è fatto sempre con uno spirito diverso da quello usato per questo genere di cose negli ambienti in cui simboli e rituali godono grande considerazione in senso tradizionale. Al giorno d’oggi, per salvaguardare la continuità dell’evoluzione dell’umanità, bisogna allacciarsi ancora ai rituali e al simbolismo; essi però non sono stati mai presentati fra di noi altrimenti che come mezzi per l’inserimento diretto della realtà spirituale in valori del presente. Da qui deriva appunto il fatto che proprio nell’ambito della scienza dello spirito antroposofica si spiegano molti fenomeni, in particolare il simbolismo e i rituali del passato. Così si può far vedere come l’umanità abbia accolto per altre vie una saggezza che oggi è antiquata, che ha reso non liberi gli uomini; al presente si devono seguire invece altre strade per raggiungere la saggezza. Queste altre strade sono scomode per molti, scomodissime per coloro che vorrebbero soltanto custodire l’antico, che vorrebbero addormentare gli uomini in mezzo agli antichi tesori della sapienza. Non serve dire all’uomo di quarant’anni che egli può diventare savio, che può di nuovo acquistare la capacità d’imparare, e che a tal fine deve diventare ventenne. Certo potrebbe imparare se diventasse ventenne. Ma ciò non può essere. Non si può far regredire l’umanità. Non si può raccomandare all’umanità di fare qualcosa che era adatto per tempi passati della terra. Tuttavia molti seguaci di confessioni religiose o di aderenti ad altre antiche comunità vorrebbero diffondere oggi ciò che era adatto per tempi passati. Ciò che porta ai catastrofici processi del nostro tempo dipende in gran parte dalla contrapposizione dell’antico a ciò che vuol penetrare fra gli uomini e che soltanto può servire al bene dell’umanità.

 

È molto importante tenerlo presente. Al giorno d’oggi bisogna essere capaci di essere uomini nel senso più profondo, uomini che si leghino con ciò che le nuove rivelazioni dei cieli chiedono all’evoluzione terrestre. Oggi occorre semplicemente una scienza dello spirito tale da avere concetti abbastanza forti ed efficaci, perché, ciò che commuove le anime su tutta la terra commuova anche nel quotidiano, senza far naufragare i problemi esteriori, exoterici; beninteso nel modo differenziato che ho esposto. In avvenire non potrà più essere che da un lato si viva nella vita quotidiana considerandola povera e profana, e poi ci si ritiri in chiesa o nel tempio massone lasciando separati i due mondi in modo che né l’una né l’altro abbiano un’idea del modo di ordinare la vita sociale esteriore; in modo che poi la vita sociale percorra vie proprie, priva di un’aspirazione interiore o di quanto per mezzo di rituali e simboli parli al subcosciente degli uomini. In avvenire si dovrà parlare alla coscienza degli uomini. Ciò è più importante di tutte le simpatie ed antipatie per l’antico o il nuovo, perché, quel che deve avvenire, deve avvenire per comprensione e non per simpatia ed antipatia.

 

Il filo conduttore per la comprensione del mondo spirituale sta nell’interiorizzare tutto quel che proviene da tempi antichi, nel- l’interiorizzare il mondo esterno, perché, in tal modo esso viene portato nella coscienza e mantiene lo stesso carattere sacro di prima. Questa tendenza deve inserirsi nell’evoluzione moderna. Questa tendenza soltanto è il cristianesimo del secolo ventesimo. Contro di essa, contro le intenzioni qui intese, si rivolge ovviamente l’elemento conservatore. Una gran parte dell’umanità sta attaccata all’antico con certe, consuetudini di pensiero e di sentimento. L’antico è più comodo agli uomini perché, non richiede di essere capito. Ecco ciò che rende così scomoda la scienza dello spirito agli uomini: che deve essere capita e che la si può capire soltanto servendosi del sano raziocinio, tutto intero. La si può capire, ma volentieri se ne farebbe a meno! Su molti argomenti oggi non si cerca di capire, ma di non capire. Per questo motivo per molto tempo ancora aumenterà il numero degli oppositori della scienza dello spirito qui intesa. Vari di questi oppositori sono magari ben disposti, ma gli oppositori ben disposti possono anche trasformare il loro atteggiamento nel suo contrario. Ho fatto spesso presente che i seguaci degli indirizzi che tendono ad antiche fedi chiesastiche, a certe antiche associazioni massoniche o similari, si riveleranno oppositori della scienza dello spirito perché, essa vuol parlare agli uomini in modo libero ed imparziale dei più alti problemi spirituali. Questi sono, direi, gli oppositori naturali. Si possono capire pienamente gli oppositori! Anche in questo campo naturalmente la comprensione è ciò che si addice alla scienza dello spirito: non la oscura, ottusa incomprensione. Non occorre affatto che la scienza dello spirito antroposofica si presenti come un tempo quale ordinatrice di società, e non dobbiamo meravigliarcene; non le servono infatti i metodi adottati dalle antiche società segrete e accettati anche oggi. L’umanità moderna vuole appunto espellere dal suo seno gli antichi metodi. Nel mondo esterno, exoterico, si parla dell’eliminazione della diplomazia segreta. Credo a ragione, a giusta ragione. Dopo aver studiato la storia diplomatica si sa che la diplomazia segreta non è altro che l’ultimo rimasuglio dell’antico modo di concepire le società segrete.

 

Molti altri fenomeni che parecchia gente considera esigenze fondamentali devono essere ancora superati. È curioso come in questo campo si possa incontrare molta incomprensione. Tutti i presenti sanno che ho scritto una Scienza occulta. Un signore, già da me spesso ricordato, mi ha fatto avere in proposito un manoscritto che incominciava press’a poco con l’asserzione che veramente non può esistere una scienza occulta, dato che una scienza deve essere palese; che pertanto sarebbe un abuso del termine parlare di scienza occulta. Naturalmente è un’assurdità completa perché, non ho inteso il titolo nel senso di una scienza che resta occulta il che corrisponderebbe ad intendere la scienza naturale come una scienza che resta naturale. Come naturalmente non vi è una scienza che resta naturale, ma vi è una scienza elaborata, come per esempio la scienza naturale, così esiste anche una palese scienza occulta, cioè una scienza di ciò che si può chiamare intimo, segreto. Ma è un’assurdità interpretare l’espressione in quel modo. Inoltre non bisogna credere che con l’essere palese tutto sia già risolto. Parecchie cose rimarranno esoteriche per lungo tempo ancora, anche se sono dette exotericamente, dato che molti libri exoterici che si possono facilmente comperare sono ben esoterici per molte persone e per essere cortese non dico per la maggior parte della gente. Il contenuto di parecchi libretti, magari in edizioni popolari che si possono comperare per pochi soldi, per molti contengono argomenti singolarmente esoterici. L’importante dunque non è questo, ma si tratta del tipo di legame che l’anima umana vuol avere con le cose. Questo è detto solo fra parentesi, perché, quel che mi interessa è di far presente che l’antico motivo dell’occulto deve essere sostituito da altro.

 

La scienza dello spirito vivrà anche nell’umanità in modo diverso da quello praticato da certe sette segrete. Le sette segrete, la cui anima naturalmente possa essere oggi esaminata, e che non sono affatto segrete per chi se ne interessa, conservano appunto in modo improprio il principio segreto; lo conservano anche, direi, negli usi e nel comportamento, ed è qualcosa di molto più importante di tanti altri aspetti. Tutti sanno che esistono società segrete di vario genere, società che derivano da confessioni religiose o da altre società che insegnano a configurare il rapporto da uomo a uomo, a immettere segretamente determinati elementi nella vita. È del tutto naturale che nel corso del tempo si siano formate società segrete delle più varie sfumature le quali si combattono aspramente, e in cui a volte si riscontrano anche cose che a buon diritto possono essere combattute. Ciò che però vive in una comunità umana che si riconosce nella scienza dello spirito antroposofica, non di necessità va difeso nello stesso modo in cui talvolta occorre difendere le emanazioni di società segrete con usanze segrete. Non vi è alcuna necessità di difendere con arti o con mezzi particolari ciò che si manifesta nell’ambito del movimento spirituale antroposofico. Posso comunicare il mezzo più semplice per difendere il movimento spirituale antroposofico. Per sostener ciò che è stato fatto dal movimento spirituale antroposofico non occorre fare altro che dire la verità e non mentirei. Chi dice il vero sul conto della scienza spirituale antroposofica – ed ognuno ha l’obbligo di dire la verità – la difende. So che lo si può sostenere. Alla scienza spirituale antroposofica non è necessaria una difesa diversa, perché, tutti hanno il dovere di respingere il falso.

 

Con questo metto in rilievo qualcosa di importantissimo connesso col principio della scienza spirituale antroposofica. La scienza dello spirito antroposofica non prende vie traverse ma parla alla gente allo stesso modo della scienza attuale. Con i metodi della scienza, se così posso esprimermi, essa solamente comunica ciò che i cieli rivelano agli uomini a partire da ora. Ma questo è da comprendere, è qualcosa che pone in risalto la scienza dello spirito come tale e non la vita sociale, che pone in risalto la parte obiettiva, e che fa dell’elemento sociale soltanto il portatore della prima.

 

Qui, all’incirca otto giorni fa, dissi che è necessario distinguere fra la scienza spirituale antroposofica ed altre correnti di pensiero. Bisogna però esserne coscienti, altrimenti si pecca contro un elemento importante dell’evoluzione attuale dell’umanità. Non si deve peccare contro di esso quando ci si vuole dedicare in modo onesto agli impulsi più necessari che possono avere un effetto benefico nel nostro presente catastrofico e nell’avvenire.

 

Si desidererebbe che venisse trovato un nuovo modo di giudicare, una nuova capacità di distinguere il nuovo che deve inserirsi nell’evoluzione umana; in tal modo non si metterebbe sullo stesso piano il vecchio e ciò che, in base alle stesse esigenze fondamentali dell’evoluzione della terra, cerca di produrre nel presente e nel prossimo avvenire il necessario per poter sostituire, sotto l’influsso di nuovi impulsi, il vecchio derivato da impulsi del passato.

 

Si consideri soltanto un fatto. L’antico cristianesimo si è voluto in circa duemila anni. Nei primi secoli era diverso da oggi; lo sa chiunque studi il cristianesimo. Il cristianesimo del presente deve diventare diverso. Chi però studi i passati quattro anni e mezzo può notare da questo periodo, preso come campione, quale prova abbia fatto, o piuttosto non abbia fatto, questa antica propaggine non del cristianesimo, ma di una certa concezione cristiana. Naturalmente se ci si limita ad astrazioni e ad aspetti generali si può dire di tutto, perché, l’essenziale delle concezioni astratte è che possono adattare tutto nelle loro formule astratte. Arrivando a concetti ed idee come la fondamentale idea sociale del futuro, l’idea della triarticolazione da me recentemente esposta, come ho spiegato domenica scorsa, si ha un’idea adeguata alla realtà stessa, un’idea che si estende alla realtà per la sua stessa capacità di adattamento. Con un’idea astratta si può abbracciare tutto. Di un’idea vera si può parlare come ho parlato esponendola a diversa gente. Ho parlato dell’idea triarticolata, l’ho spiegata. Ma non ne ho parlato come chi, convinto di un dogma, dice che lo si deve accettare, altrimenti non c’è salvezza. Non è così quando si tratta di idee conformi alla realtà. Perciò ai miei interlocutori ho esposto le cose in altro modo. Ho spiegato che non c’era bisogno di credere a queste idee come a dogmi, ma di avviare qualche applicazione nella realtà; si sarebbe osservato, mettendole in pratica, che la realtà sarebbe diventata malleabile; forse alla fine dell’azione, anche se essa fosse stata espletata in un limitato settore della realtà, qualcosa si sarebbe modificato. Non mi meraviglierei affatto se, una volta posta in atto l’idea, proprio durante l’applicazione la realtà sovvertisse tutto quanto originariamente era stato avviato. Se non si procede in modo dogmatico, non ci si attiene così strettamente ai programmi, come i programmatori che elaborano programmi e statuti per la società, ma si provvede alla realizzazione di ciò che appunto si vede prospettarsi nella realtà; in tal caso è possibile la sua applicazione alla realtà. Ma si dia mano all’applicazione! Forse sorgerebbero delle idee del tutto diverse da quelle descritte. È conforme alla realtà ciò che appunto si muta con la vita, e la vita si modifica continuamente. Non occorre avere belle idee, ma idee conformi alla realtà. Esse non vengono enunciate astrattamente, ma si cerca di enunciarle in modo che siano vive, che si inseriscano nella realtà. Perciò chi vive di astrazioni può attaccarle facilissimamente. La novità della scienza spirituale antroposofica è non solo che nel suo àmbito si pensa del nuovo, ma che si pensa in modo nuovo. Questo è il motivo per cui tanta gente non è in grado di avvicinarsi al modo nuovo di pensare. L’importante è però il pensare in modo nuovo, il pensare di cui si può dire che il pensiero si immerge nella realtà e vive con essa. Con l’astrazione si può dimostrare tutto. Con un’astrazione, quella stessa di Dio, da bravo suddito monarchico si può dire che il re viene messo sul trono per grazia di Dio. Il tempo attuale può insegnare però che il re viene a sua volta anche spodestato dalla grazia di Dio. Con le astrazioni si può abbracciare tanto il bianco quanto il nero. Con astrazioni si può sostenere che Dio guida entrambi gli eserciti che si stanno di fronte. L’importante dello sforzo di arrivare alla vera realtà che sta alla base della scienza spirituale antroposofica è appunto che una vita astratta e un discorrere astratto, rovine della realtà, vengono sostituite da un pensare conforme alla realtà, da un discorrere che amorevolmente si immerge nella realtà e parla attraverso la realtà stessa. Il pensare che non solo pensa qualcosa di diverso, ma che pensa diversamente, cerca di raggiungere l’ideale del detto paolino: «Non io, ma il Cristo in me», perché il Cristo ricercava l’armonia fra la parte esterna dell’uomo e la sua interiorità.

Questo deve diventare un ideale per tutti gli sforzi umani.

 

 

By | 2018-11-13T15:06:32+01:00 Novembre 13th, 2018|ESIGENZE SOCIALI|Commenti disabilitati su 11 – NUOVA RIVELAZIONE DEGLI SPIRITI DELLA PERSONALITÀ NELL’UMANITÀ MODERNA