/////12/d – GESÙ DI NAZARETH / GESÙ DI NAZARETH QUALE RICETTACOLO DEL CRISTO

12/d – GESÙ DI NAZARETH / GESÙ DI NAZARETH QUALE RICETTACOLO DEL CRISTO

Gesù di Nazareth / Gesù di Nazareth quale ricettacolo del Cristo

L’aurora della rivelazione


 

Volendo ora ricapitolare quanto si è detto,

in modo da ravvisare nella figura complessiva di Gesù di Nazareth

il risultato di tutte le forze e le entità di cui si è parlato,

lo si potrà fare solamente considerandola quale ricettacolo del Cristo.

 

• Il compito di accogliere il Cristo diede infatti un’impronta unitaria alla molteplicità di forze che agivano in Gesù.

• Esse avevano origini diverse, ma si trovarono concordi nel compito di formare il ricettacolo del Cristo.

 

• A ciò mirava la libera risoluzione dell’Io di Zarathustra, che a tal fine entrò nell’entità del dodicenne Gesù natanico, per poi abbandonarla al momento del battesimo nel Giordano, lasciando l’organizzazione dell’Io al Cristo.

• Tale fu anche l’anelito del corpo astrale, in cui viveva l’antica dedizione dell’Arcangelo Gesù al Cristo, e in cui l’irradiare del Buddha, quale maestro della saggezza, della compassione e dell’amore, manifestava l’essenza vivente della compassione e dell’amore nella chiarezza del cuore.

• Tale fu anche la necessità vitale dell’innocente anima gemella di Adamo presente nel corpo eterico: l’innocente essere solare amava con tutte le forze della propria natura l’entità guida del Sole.

• Tale fu anche il linguaggio del sangue, spiritualizzatosi nel corso di molte generazioni, e in cui erano attivi i grandi impulsi della tradizione di Jahvè.

 

Nessun arto costitutivo dell’entità di Gesù subiva una costrizione; ogni parte della sua natura tendeva liberamente (frei) a congiungersi a Cristo. Colui da cui principia tutto l’amore che è nell’universo, non poteva infatti servirsi di alcunché mediante costrizione, neppure di un corpo fisico, se non era esso ad offrirsi per proprio impulso.

Tale era la meraviglia dell’entità di Gesù di Nazareth: tutti i suoi arti costitutivi erano in grado di accogliere liberamente il Cristo. Affinché potesse sorgere una simile entità, fu necessaria l’azione preparatoria dell’Antico Testamento.

• Questa fu, ed è, la missione del vero occultismo eugenetico: l’uomo libero.

 

Ciò che Goethe espresse in forma immaginativa nella sua Fiaba della bella Lilia e del Serpente verde, ciò di cui trattò Schiller con il linguaggio del pensiero nelle sue Lettere Estetiche, ciò che Leo Tolstoi pose innanzi all’umanità come tragico problema di destino – aveva trovato una soluzione vivente nell’entità di Gesù.

 

Qual era il vero contenuto delle immagini di Goethe, degli ideali di Schiller, della tragedia della vita di Tolstoi? Era Gesù di Nazareth, in quanto entità, in cui il corpo non contraddiceva la verità e la bontà del cuore, in cui la bontà del cuore era vera, e la verità buona, e in cui la verità del cuore si esprimeva con intimo calore nella carne e nel sangue.

È impossibile non amare Gesù di Nazareth, se si considera il suo essere alla luce della conoscenza. Egli è infatti la realizzazione di tutto ciò cui anela la parte migliore dell’uomo, nel corpo, nell’anima e nello spirito. Il mero dominio dello spirito sull’anima e sul corpo non può, a lungo andare, soddisfare l’uomo.

 

Ogni ‘ascetismo’ dello spirito nei riguardi del corpo è infatti cinico,

e ogni ‘ascetismo’ dello spirito nei riguardi dell’anima è crudele.

 

Chi vuole seguire dirittamente ‘solo la verità’, diventa severo e crudele verso se stesso, poi verso gli altri. Potrà forse, in vista di grandi idee e intenzioni, trascurare senza riguardo molte realtà che hanno diritto a vivere e a prosperare.

Neanche l’‘ascetismo’ dell’anima nei riguardi del corpo può soddisfare: esso si risolve infatti in un morboso misticismo o moralismo.

Del pari l’‘ascetismo’ dell’anima nei riguardi dello spirito – giacché esiste anche questo – conduce, nel presente, non ad una ‘santa semplicità’, ma alla furbizia e all’ipocrisia.

 

Chi nega a se stesso lo sviluppo di una libera vita di pensiero, inizia a pensare col proprio subconscio,

ossia si fa astuto, e la sua ‘anima pura’ diventa per lui un mezzo per conseguire altri scopi.

Tutto ciò cui aspira una vera e sana umanità, è invece

un libero accordo tra corpo anima e spirito, nell’amore.

 

Tale accordo era perfetto in Gesù di Nazareth.

Perciò la sua natura era, ed è, l’oggetto conscio o inconscio

delle aspirazioni dei migliori rappresentanti dell’umanità.

 

Questo fu anche il motivo per cui Cristo, il Cuore del mondo, potè prender dimora in lui:

la discesa del Cristo fu la risposta del cielo all’amore

– dello spirito, dell’anima e del corpo – che viveva nel Gesù natanico.

 

Se ora, a conclusione dell’intero lavoro sull’Antico Testamento,

vogliamo provare a considerare l’entità di Gesù di Nazareth come un calice

predisposto ad essere riempito dal Cristo, possiamo vedere la sua parte come

• costituita dal corpo astrale dell’entità arcangelica di Gesù,

• e plasmata all’interno dall’Io di Zarathustra

• e all’esterno dal Buddha.

• Il calice era sostenuto dallo stelo del corpo eterico, in cui risiedeva l’innocente anima gemella di Adamo.

• Il piede era costituito invece dal corpo fisico, elaborato nel tempo dall’azione di Jahvè.

 

Il calice, nel suo insieme, era avvolto da tre veli ,espressione dell’attività dell’Io, rispettivamente

• dell’Arcangelo Gesù,  • dell’entità di Elia   • e della Sofia.

 

Al momento del battesimo nel Giordano, questo calice, formato da sette entità spirituali,

fu riempito del contenuto ad esso destinato.

Accogliendo in sé, con il battesimo del Giordano, il Cristo, esso accolse in sé anche l’immortalità.

Il meraviglioso calice che Giuseppe d’Arimatea portò dalla collina del Golgota al lontano Occidente,

era quello stesso calice che avrebbe conservato per sempre la proprietà di ricolmarsi dello spirito del Cristo.

 

Il mistero del Santo Graal è il mistero degli arti costitutivi di Gesù, che hanno accolto in sé il Cristo.

Le “impronte” – come le chiama Rudolf Steiner – di questi arti

costituiscono, nel loro insieme, il mistero totale del Graal.

Esse formano il sacro calice che può ricevere il ‘Santo Graal’, ossia l’impronta dell’Io del Cristo Gesù.

 

Questi temi fanno però parte delle ‘Considerazioni sul Nuovo Testamento’,

le quali seguiranno immediatamente a questo capitolo conclusivo delle ‘Considerazioni sull’Antico Testamento’.

 

• Nel momento in cui, con il battesimo del Giordano,

si odono risonare spiritualmente sopra Gesù di Nazareth, le parole:

“Questo è il mio Figlio prediletto, oggi io l’ho generato”,

si chiude la storia dell’Antico Testamento e inizia quella del Nuovo.

 

 

By | 2018-12-17T23:33:29+01:00 Dicembre 13th, 2018|L’AURORA DELLA RIVELAZIONE|Commenti disabilitati su 12/d – GESÙ DI NAZARETH / GESÙ DI NAZARETH QUALE RICETTACOLO DEL CRISTO