01 – IL CONVEGNO DI NATALE 1923/24

Il convegno di Natale 1923/24

Rudolf Steiner e la Fondazione dei Nuovi Misteri


 

Ecco perchè questo Convegno di Natale

è niente oppure tutto per la causa antroposofica.

Rudolf Steiner, 6.2.1924

 

Il 24 dicembre 1923 venne solennemente inaugurato il Convegno «per la fondazione in una nuova forma della Società Antroposofica.»1

• Questo avvenimento doveva essere di importanza fondamentale per tutto l’ulteriore sviluppo dell’antroposofia.

 

Il giorno seguente, il 25 dicembre, un martedì, alle ore 10 del mattino, venne eseguita la posa della pietra fondamentale della Società Antroposofica Universale, con centro a Dornach.

 

Rudolf Steiner iniziò la cerimonia con un testo meditativo,

che è un appello del mondo spirituale all’anima umana nel nostro tempo: «Anima umana…»

 

Prima di leggere questo testo per la prima volta, Rudolf Steiner disse:

«Anzitutto possano le nostre orecchie esser toccate da queste parole,

per rinnovare in senso nostro, traendolo dai segni del presente,

l’antico motto misterico: “Conosci te stesso! »

 

• Queste parole introduttive colme di profondo significato, parlano non solo della continuità della vita dei misteri,

bensì ci conducono subito anche all’essenza propria del mistero fondamentale del nostro tempo,

nel quale, per la prima volta entro l’umanità, all’inizio dell’epoca della libertà umana,

venne compiuto apertamente sul piano fisico una vera funzione misterica,

che doveva rinnovare tutta l’antica entità dei misteri «secondo il segno del tempo presente» ossia

sotto il segno dello spirito del tempo, conduttore dell’epoca presente, Michele stesso.

 

Zeylmans van Emmichoven, nel suo libro «La pietra fondamentale» presenta così il suo ricordo di questo inizio:

• «Già nel suo primo discorso, dal modo in cui Rudolf Steiner lo tenne, cominciandolo con un segno speciale, fu subito evidente che si stava compiendo un’azione che inaugurava una nuova fase nella storia dei misteri dell’umanità3

 

Immergiamoci nelle possenti parole, colme di forze cosmiche, che risuonarono allora nell’aura terrestre con la meditazione della pietra fondamentale, e potremo ancora oggi, quasi 60 anni dopo quell’evento, sperimentare interiormente che tale avvenimento è in realtà imperituro, che

 

• fu allora compiuto, in sette ritmi, davanti ai 700-800 soci presenti della Società Antroposofica,

un reale atto di iniziazione, che può essere spiritualmente ripetuto nell’animo di ogni uomo

che cerchi di rivivere coscientemente gli eventi sensibili e soprasensibili avvenuti quel giorno sulla collina di Dornach.

Perchè quel che allora avvenne è un reale fatto mistico,

il fatto che da allora esiste per gli uomini una via moderna di iniziazione,

che conduce direttamente al Tempio dei nuovi misteri cristiani.

 

Ma quello che ebbe luogo in quelle giornate natalizie, sul piano fisico tra le umili pareti della falegnameria e animicamente nei cuori e nelle anime dei presenti, si svolse pure spiritualmente nel mondo soprasensibile confinante con la Terra, laddove avviene oggi, tra le potenze luminose e quelle tenebrose, il combattimento decisivo per la direzione dell’umanità, combattimento che ha trovato la sua espressione figurata nella grande immaginazione del combattimento di Michele con il drago.

 

Così quello che durante il Convegno di Natale si è svolto su tutti e tre i piani,

quello fisico, quello animico e quello spirituale, formando però nello stesso tempo una unità indissolubile,

era qualcosa di completamente nuovo, era un inizio,

un primo tentativo della umanità media di partecipare coscientemente,

dalla parte delle potenze luminose,

a quella grave lotta che si svolge dietro le quinte degli eventi terreni.

 

Rudolf Steiner stesso caratterizzò, nell’ultima conferenza, la sera del 1 gennaio 1924,

il segreto di natura soprasensibile del Convegno di Natale come

« Inizio universale della svolta dei tempi,

al quale ci vogliamo dedicare per il culto devoto della vita spirituale. »4

In queste parole, cui fece seguito la lettura completa della meditazione della pietra fondamentale, abbiamo un’indicazione diretta al ponte spirituale, che fu eretto nel Convegno di Natale e che congiunge gli avvenimenti dei giorni natalizi del 1923 con il Natale primordiale, quello della svolta dei tempi.

 

• Dal sommo «Essere del Creatore dei MONDI»

che è rappresentato nel nostro universo dagli spiriti della prima gerarchia (I parte),

• dalle forze della seconda gerarchia, quella del Sole,

che crea «il ritmo del TEMPO» traendolo dai «cosmici ritmi»

nell’incessante servire la cosmica «volontà del Cristo» (II parte)

• e dalla sua piena realizzazione nella «SVOLTA dei tempi» (IV parte),

• che significa l’INIZIO del nuovo eone dello spirito,

del quale gli spiriti della terza gerarchia danno l’annuncio

«al singolo Io» dell’uomo «per il suo libero volere» (III parte)5;

da questo grande insieme cosmico fluisce la realtà spirituale che sta dietro alle quattro parole che contengono l’essenza,

potremmo dire la quintessenza, di quanto segue poi nel testo completo della meditazione della pietra fondamentale.

 

Questa meditazione vuole formare per ogni uomo anelante allo spirito, la porta a quella realtà 

con la quale l’impulso del Convegno di Natale è inscindibilmente collegato.

La seguente esposizione ha per scopo di mostrarlo.

 

Con le parole che seguono Rudolf Steiner indica una speciale particolarità del Convegno di Natale;

renderci conto di essa può servirci di punto di partenza per proseguire nelle nostre considerazioni:

 

▸ «Per il fatto che io stesso mi dovetti decidere a divenir presidente della Società Antroposofica,

qualcosa che ho sempre affermato si è, per così dire, capovolto.

Avevo sempre detto:

• da un lato c’è il movimento antroposofico,

che è da intendere come il compimento esteriore di quei contenuti di veggenza spirituale

che possono aver luogo nel modo che vi è noto. Questo era il movimento antroposofico.6

• C’era poi la Società Antroposofica, che era motivata alla realizzazione, a suo modo,

di ciò che proviene dall’antroposofia.

 

Si doveva quindi distinguere tra movimento antroposofico e società antroposofica.

Non è più così a partire dal Convegno di Natale, poiché da allora

movimento antroposofico e società antroposofica sono una cosa sola, sono divenuti del tutto identici.

 

Perciò dopo il Convegno di Natale si deve dire:

prima c’era la dottrina antroposofica che era coltivata dal movimento antroposofico.

A partire dal Convegno di Natale

la Società Antroposofica è diventata un fatto antroposofico, persino esoterico,

che dobbiamo intendere in modo che in essa non solo vien insegnata l’antroposofia,

ma che tutto quello che vi si fa è antroposofia.

• L’azione antroposofica non è scindibile, a partire dal Convegno di Natale, dalla Società Antroposofica.»7

 

• L’unione del movimento antroposofico con la società antroposofica in un tutto unico, a seguito dell’assunzione, da parte di Rudolf Steiner, della presidenza della Società, significa che, per le incombenze e la responsabilità di tutte le faccende terrene della Società Antroposofica, venne creato, mediante una vera funzione misteriosofica, qualcosa di assolutamente nuovo.

 

• Con ciò venne congiunto per la prima volta nella storia spirituale dell’umanità

una pura corrente spirituale ed esoterica con le forme terrestri, exoteriche,

come si addicono a qualunque libera associazione di uomini.

 

• Ne conseguì che il principio esoterico potè ora penetrare direttamente nella vita sociale degli uomini sul piano fisico,

poiché una società pienamente pubblica era sorta in mezzo a loro,

mediante la quale si riversò in loro nello stesso tempo una corrente profondamente esoterica.

▸ «Perciò al Convegno di Natale dovette esser pretesa per la Società la piena pubblica apertura,

(ma) senza che questo fosse in contraddizione con il fatto che essa divenne peraltro tanto più esoterica.»8

 

Non possiamo trovare altrimenti un tale collegamento di piena pubblicità e di vero esoterismo,

in nessun luogo della storia del movimento spirituale occulto dell’umanità.

 

• Con questo atto venne conferito a tutta l’evoluzione futura

la possibilità di far fluire il principio esoterico, senza eccezione,

in tutti i singoli settori del sapere umano e dell’attività umana,

creando così le premesse per la trasformazione in senso micheliano

dell’attuale struttura e dell’attuale vita spirituale.

 

Perchè è dalla sfera di Michele che giunge oggi l’impulso

a compenetrare di legittimo e sano esoterismo

non solo la vita spirituale, ma anche, e soprattutto, la vita sociale.

 

Questa è la differenza principale tra il Convegno di Natale

e quelle forme di lavoro esoterico che c’erano state, prima della prima guerra mondiale, nella Società Antroposofica.

• Nè si può qui parlare, naturalmente, di «due specie» di esoterismo:

c’è una e una sola corrente principale di vita spirituale occidentale

che si connette tanto con le tradizioni cristiane rosicruciane, quanto con la nuova epoca di Michele.

 

Rudolf Steiner stesso, nel trattare, durante il Convegno di Natale, il V paragrafo degli Statuti della Società Antroposofica, ha accennato a questo fatto, in rapporto con la Libera Università per la scienza dello spirito al Goetheanum, che avrebbe dovuto consistere in futuro di tre classi.

Allora egli disse:

▸ «Per favore, cari amici, non vi spaventate per queste tre classi. Esse erano contenute, già all’origine, nella Società Antroposofica, solamente in un’altra forma, e fino dall’anno 1914.»9

 

Così questo esoterismo era, per sua intima natura, sempre lo stesso (come risulta dalle parole di Rudolf Steiner), ma appariva ora in una forma essenzialmente diversa da come appariva prima della guerra.

Dobbiamo ora approfondire il significato di questa differenza.

 

Se prendiamo in considerazione le forme in cui scorreva il lavoro esoterico che Rudolf Steiner aveva iniziato al principio del secolo, ancora in seno alla Società Teosofica, possiamo sentire che fin da principio procedeva assolutamente nel quadro delle tradizioni occidentali rosicruciane.

Si lavorava in piccoli gruppi a carattere per un verso abbastanza esclusivi, che per l’altro verso erano tuttavia accessibili (come lo richiedeva lo spirito del tempo) a chiunque in quell’epoca cercava nella Società Teosofica, di approfondire, nello spirito rosicruciano, i segreti universali.

Nella via di iniziazione che allora venne data a piccoli gruppi, abbiamo già a che fare, per quanto riguarda contenuto e principi, con l’antroposofia più pura, cioè con la scienza dello spirito come essa poteva originarsi solamente a partire dall’anno 1879, inizio della nuova epoca di Michele.

Nondimeno in questi piccoli gruppi, distribuiti in paesi e città diversi, tutto aveva ancora un carattere privato e individuale. Rudolf Steiner agiva in essi come libero docente di occultismo che, nella sua qualità di rappresentante ideale della sapienza soprasensibile, acconsentiva ai bisogni attuali dei suoi discepoli, dando minor sviluppo a iniziative proprie. Si tennero perciò delle cosiddette «lezioni esoteriche» per coloro che cercavano un maggior approfondimento.

 

Più tardi vi si aggiunse una azione di culto che, pur attenendosi ad un contenuto antroposofico puro, aderì nella forma a delle correnti occulte a orientamento massonico che esistevano allora in Europa.

• Le forme principali di tutti questi inizi esoterici si riferivano a tradizioni rosicruciane dell’Alto medioevo, quando dei discepoli cui non bastava più il cristianesimo più esteriore delle Chiese, e che cercavano di sostituirlo con una vera conoscenza del mondo e dell’uomo, si schierarono intorno a un maestro, in piccoli gruppi distribuiti per l’Europa.

Così la vita esoterica dell’occidente si era effettivamente nascosta profondamente per molti secoli allo sguardo esterno. Rudolf Steiner si allacciò a tali tradizioni e vi si attenne fermamente fino al 1914.

 

• Quello che venne fondato nel Convegno di Natale era, di fronte a questo, qualcosa di completamente diverso.

Qui l’esoterismo penetrò nella vita sociale,

non fu più riservato a una cerchia relativamente piccola di uomini che si volevano unire al mondo spirituale.

• D’ora in poi non è più una faccenda personale dell’uomo

che ha da rispondere solamente della propria evoluzione,

• bensì adesso l’uomo che si unisce all’esoterismo si assume anche una responsabilità sociale

per la realizzazione dell’impulso soprasensibile di Michele

che dal Convegno di Natale in poi agisce direttamente attraverso la Società Antroposofica.

 

Perciò Rudolf Steiner si è così espresso il 25 dicembre 1923:

▸ «Il terreno giusto nel quale dobbiamo trasferire l’attuale pietra fondamentale,

è quello dei nostri cuori nella loro armonica cooperazione, nel loro buon volere permeato d’amore,

volto a portare in comune la volontà antroposofica per il mondo.»10 

 

• Con quanto è stato compiuto con il Convegno di Natale,

la Società Antroposoficacon il suo nucleo formato dalla Libera Università per la scienza dello spirito,

è divenuta un organismo sensibile-soprasensibile, nel quale ogni individualità è perfettamente libera

e nello stesso tempo porta la piena responsabilità per tutto quanto è in rapporto con la realizzazione nel nostro mondo

delle intenzioni di Michele così come queste ci sono state comunicate dalla scienza dello spirito moderna.

 

• Si è preparato così il terreno per una comunità sensibile-soprasensibile di uomini

che agiscono attivamente nel campo sociale

e nello stesso tempo sono uniti nel mondo spirituale da un legame invisibile,

per il fatto che ogni singolo partecipa al lavoro della prima classe della Libera Università

per la scienza dello spirito.

 

Poiché questo lavoro è una continuazione dell’impulso esoterico del Convegno di Natale,

la Società Antroposofica, che forma un’unità con il movimento antroposofico,

riunisce da quel tempo, su pure basi spirituali, le anime, tanto degli antroposofi che si trovano in Terra,

quanto anche di quelli che si trovano già, o ancora, nel mondo spirituale.

 

Da allora, per amore dell’evoluzione futura,la libera disponibilità al sacrificio degli uomini

può preparare il terreno per la cooperazione del mondo fisico con il mondo spirituale,

come mèta del perfezionamento terrestre.

 

• Questo lavoro cosciente e libero degli uomini alla formazione di nuovo karma,

come base per l’azione comune del mondo umano e del mondo animico,

è divenuto possibile soltanto con l’inizio della nuova epoca di Michele,

e al Convegno di Natale si è presentato come compito specialmente importante e necessario

davanti a tutti gli antroposofi.

 

Così il risultato più importante del Convegno di Natale

è quello che il mondo spirituale può operare nell’umanità

attraverso ogni antroposofo compenetrato dello spirito del Convegno di Natale stesso.

 

• Nell’epoca mondiale della libertà umana, all’inizio dell’èra luminosa,

ci spetta – in tutta modestia e abnegazione – di imparare a collaborare con gli dèi

e altresì con le anime che si trovano nel mondo spirituale.

 

Ma nonostante la posizione eccezionale che il Convegno di Natale assume per il suo significato nella vita spirituale dell’umanità moderna, e anche senza tener conto del suo diverso principale carattere in paragone con le tradizioni misteriche del passato, c’è tuttavia nella storia del mondo un evento che, in un certo senso, può esser riconosciuto come il suo prototipo.

Troviamo una descrizione esauriente di questo evento nel libro di Rudolf Steiner «Il cristianesimo come fatto mistico» e anche nel ciclo di Amburgo sul Vangelo di Giovanni

In entrambe queste opere ci viene data dapprima una descrizione minuziosa dell’antica iniziazione precristiana, la cui essenza consisteva nel fatto che il discepolo, dopo una lunga pratica e dopo molte prove, veniva, dal sacerdote ierofante, immerso in un sonno profondo simile a morte. Questo procedimento formava la conclusione di un lungo processo di iniziazione e rischiava di essere straordinariamente pericoloso per il singolo, essendo collegato con la fuoriuscita quasi completa del corpo eterico dal corpo fisico.

Nella quarta conferenza del ciclo suddetto Rudolf Steiner si esprime a riguardo come segue:

▸ «Era un processo che si è svolto spesso nei misteri: un iniziando viene portato dal sacerdote iniziatore in un sonno simile a morte, dal quale viene condotto nei mondi superiori, dopodiché vien richiamato dal sacerdote iniziatore nel suo corpo fisico, e ormai egli è per propria esperienza un testimone dei mondi spirituali.»11

 

Ma questa epoca dell’antica iniziazione doveva volgere al termine. Al posto del percorso pericoloso attraverso il sonno nel tempio, simile a morte, raggiungibile solo da pochi eletti, doveva divenir possibile giungere all’iniziazione a tutta l’umanità, ciò che vuol dire a ogni singolo uomo.

 

Ciò avvenne per opera del Cristo Gesù:

• grazie al Mistero del Golgota può venir trovato,

per pura via interiore, mediante l’unione con l’impulso del Cristo,

il giusto accesso ai mondi superiori.12

• É questa la grande svolta nella complessiva vita spirituale dell’umanità terrestre.

 

Ogni grande evento dell’evoluzione del mondo è tuttavia preceduto da un grado mediano,

poiché l’antico non deve essere soppresso dal nuovo, ma deve trasformarsi in qualcosa di superiore.

Perciò dovette venir creata tra l’antica iniziazione precristiana e quella nuova cristiana,

una transizione, nella quale il passato e il futuro potessero ritrovare una armonica unità.

 

In altri termini

• quello che nell’antichità era occultato nelle profondità del tempio dei misteri ed era accessibile a pochi prescelti,

dovette «alla svolta dei tempi» universale (IV, 1) divenir raggiungibile da tutta l’umanità,

vale a dire, avvenire liberamente come azione sociale occulta, entro di essa.

 

Ci si prospetta così, come un primo raggio di luce della nuova epoca, l’iniziazione di Lazzaro,

condotta dal Cristo Gesù ancora nella forma antica, ma essendo nello stesso tempo già una pura iniziazione cristica.

• Infatti Lazzaro fu il primo iniziato nell’evoluzione terrena che, mentre si trovava sulla Terra,

dopo aver percorso per tre giorni un sonno del tempio simile a morte, venne iniziato dal Cristo Gesù stesso.

• E così come una volta il Cristo compì su Lazzaro quanto altrimenti avveniva solo nel santissimo sacrario del tempio,

rivelando così all’umanità l’essenza del sonno di tre giorni nel tempio come segreto fondamentale dell’antica iniziazione,

possiamo cercare nell’iniziazione di Lazzaro il prototipo

di quanto Rudolf Steiner compì al Convegno di Natale.

 

• Ma che cosa compì Rudolf Steiner?

Per capirlo dobbiamo rivolgerci all’inizio della sua attività pubblica come maestro dell’umanità, allorché parlò per la prima volta sulla nuova via di iniziazione cristiano-rosicruciana, alla cui descrizione è dedicato anzitutto il suo libro «L’iniziazione» e il quinto capitolo della «Scienza occulta». Da quel tempo ogni uomo può percorrere quella via se applica le indicazioni di quei libri sulla propria vita animica.

 

• Abbiamo qui dunque la forma corrispondente al nostro tempo

di realizzare la capacità insita nell’umanità grazie al Mistero del Golgota,

che ogni uomo, in maniera assolutamente individuale,

mediante il suo collegamento con l’impulso Cristo, possa trovare l’accesso alla via di iniziazione cristica.

 

• Ma oltre a questo, che avvenne nel Convegno di Natale?

Allora Rudolf Steiner rivelò ai presenti

quelle esperienze che l’anima prova percorrendo la via di iniziazione,

e li guidò realmente come ancora mostreremo, attraverso tali esperienze.

 

• Quasi come su di un piano storico universale, Rudolf Steiner guidò le anime degli astanti

attraverso processi altrimenti decorrenti nelle profondità nascoste del tempio delle singole anime.

• Non furono date solo indicazioni sulla nuova via dello spirito, bensì l’iniziazione come tale

venne sostanzialmente realizzata per la prima volta in mezzo all’umanità,

come base per la futura introduzione del principio di iniziazione in tutti i campi della vita e della prassi umane,

affinchè possa divenire in esse un fattore di azione sociale poiché oggi, nello spirito della nuova epoca di Michele,

il principio di iniziazione deve divenir di nuovo parte integrante dell’umana civiltà.13

 

Quello che Rudolf Steiner ha ripetutamente descritto nei suoi libri e nelle sue conferenze,

venne compiuto qui come reale funzione mistica, come processo unitario, in sè perfetto, della nuova iniziazione.

In che cosa consisteva dunque questo processo iniziatico?

 

Se ci rivolgiamo ancora una volta agli antichi misteri, possiamo descrivere nel seguente modo il loro punto culminante dell’esperienza di tre giorni da parte del neofita, del sonno templare simile a morte: il discepolo trovava in quello spazio di tempo l’accesso diretto al mondo spirituale e vi sperimentava quello che, senza l’iniziazione, avrebbe normalmente provato soltanto dopo la sua morte fisica.

Egli attraversava dunque, durante il sonno templare di tre giorni, il mondo della sua vita dopo la morte.

Un tale sonno «simile a morte» (vale a dire, un sonno in cui non solo il corpo astrale e l’io fuoriescono dal corpo fisico, bensì anche il corpo eterico) non era più necessario dopo il Mistero del Golgota.

• Perciò, per esempio l’iniziato scandinavo Olaf Asteson14 potè, mediante il suo collegamento con l’impulso Cristo, sperimentare nell’epoca dopo il Mistero del Golgota, quella via attraverso i mondi del dopo-morte che il neofita degli antichi misteri percorreva durante tre giorni negli antichi misteri, senza provare il pericoloso distacco del corpo eterico dal corpo fisico, peraltro con una coscienza parzialmente attutita, ciò che viene a espressione in forma figurativa, nel fatto che Olaf ebbe quelle esperienze durante un sonno di dodici giorni nell’epoca natalizia.

 

• Infatti allora, prima della fine del Kali Yuga e prima dell’inizio della nuova epoca di Michele,

non era ancora possibile sperimentare tutto questo con chiara coscienza di veglia.15

• Ma dopo il 1879 questa possibilità c’è,

perciò fu necessario che Rudolf Steiner rinnovasse l’antica sapienza dei misteri nel segno del presente.

• Infatti l’uomo del nostro tempo doveva venir condotto in stato di chiara coscienza diurna di veglia,

attraverso le esperienze che il neofita percorreva negli antichi misteri in stato di sonno «simile a morte»

• e che Olaf Astenson sperimentava ancora con coscienza attenuata «durante il sonno».

• Fu ciò che fece Rudolf Steiner durante il Convegno di Natale nell’anno 1923/24.

 

Perciò (e questo è un motivo basilare del Convegno) egli si appellò sempre di nuovo alla prontezza,

al rinvigorimento e all’attivazione della coscienza.

A riguardo Rudolf Steiner si esprime esplicitamente il 29 dicembre 1923, un sabato, giorno di Saturno,

nella sua conferenza serale, nella quale parla con speciale minuziosità del rapporto tra antica e nuova iniziazione.

 

▸ «Vi ho già detto spesso, in luoghi diversi, che questa nuova vita spirituale potè avere inizio nei suoi primi accenni proprio alla fine degli anni settanta del XIX secolo, e poi sempre di più con la fine del secolo.

Oggi abbiamo il compito di captare la piena corrente della vita spirituale che, vorrei dire, ci giunge dalle altezze. Stiamo così oggi entro un reale periodo di transizione nello sviluppo dell’umanità, e se non diverremo coscienti di questi notevoli contesti (dell’azione aristotelica fino all’anno 1879) e di questo allacciarsi al passato, allora DORMIAMO VERAMENTE di fronte agli eventi più importanti che si svolgono intorno a noi nella vita spirituale.

Quanto si dorme oggi realmente di fronte ad eventi importantissimi!

Ma l’antroposofia dovrebbe pure essere presente per risvegliare gli uomini.

E io credo che per tutti coloro che sono adesso riuniti qui per questo Convegno di Natale ci sia un impulso per un possibile risveglio.»16

 

• Ma queste parole che furono pronunciate in una forma corrispondente all’epoca mondiale della libertà umana, ci ricordano altre parole che furono pronunciate in altro tempo e in altre circostanze, e tuttavia agiscono da quel tempo nell’umanità come nuovo principio di iniziazione: «Lazzaro, il nostro amico, dorme, ma io vado per risvegliarlo» (Giov., 11,11).

 

• Così la comprensione del Convegno di Natale dovrebbe risvegliare gli uomini,

affinchè essi sperimentino, in desta coscienza, nell’età luminosa che ora è cominciata,

un nuovo incontro con il mondo spirituale

e possano percorrere coscientemente quello che nei secoli trascorsi

non era ancora raggiungibile dalla piena coscienza umana diurna.16a

 

Del mistero iniziatico del Convegno di Natale

Rudolf Steiner parlò agli antroposofi solo nella sua conferenza conclusiva del 1 gennaio 1924,

ove presentò, come senso dell’intero Convegno di Natale, l’esperienza della soglia,

ciò vuol dire la giusta entrata, conforme ai tempi, nel mondo spirituale.

• Per la prima volta accennò qui all’importante segreto del nostro tempo

che si connette al fatto che tutta l’umanità vive l’incontro con il Guardiano della soglia.

 

• Finché tuttavia gli uomini non avranno le forze interiori per incontrare coscientemente il «Guardiano della soglia»

devono effettuare questo incontro in stato di sonno.

Ma allora il Guardiano non può lasciarli entrare nei mondi spirituali superiori,

perché la loro vita animica è rimasta troppo lontana da tutto ciò che è veramente spirituale.

 

Nel tempo attuale l’iniziato ha senza posa davanti a sè tale immagine penosa e opprimente:

anime di tendenze materialistiche che, mentre dormono, stanno intorno al severo Guardiano,

il quale sbarra loro l’entrata nei mondi superiori, che esse inconsapevolmente ricercano.

 

A conclusione della descrizione di questa scena profondamente tragica, Rudolf Steiner dice:

▸ «Se ora, in questo Convegno si è seriamente convenuto questo nel cospetto della propria anima,

allora il Convegno di Natale stesso invierà in essa un energico impulso,

che la induca ad un forte operare, come oggi occorre all’umanità,

affinchè la  p r o s s i m a  incarnazione trovi gli uomini

in grado di incontrare realmente il Guardiano della soglia,

vale a dire, che la civiltà diventi tale da poter essa stessa far fronte, come civiltà, al Guardiano della soglia.»17

 

In queste parole troviamo l’indicazione diretta

alla missione sociale nella via di iniziazione del Convegno di Natale,

quella di preparare la civiltà umana a stare coscientemente di fronte al Guardiano della soglia,

grazie al giusto agire degli antroposofi nel mondo.

 

Questa attività in favore di tutta l’umanità, al servizio rigoroso degli impulsi del Convegno di Natale, troverà la sua espressione spirituale nel fatto che il Guardiano della soglia parlerà così alle dormienti anime materialistiche di oggi: «Rimani fuori dal paese dello spirito…», agli antroposofi dirà invece:

▸ «Nel percepire la voce che viene dal paese dello spirito

devi sviluppare un forte coraggio di aderire a questa voce, poiché hai cominciato a destarti.

Il coraggio ti manterrà desto; solo la pusillanimità ti può portare all’addormentarti.»

 

Ma questa voce che viene dal paese dello spirito risuona al Convegno di Natale, anzitutto nei sette ritmi della meditazione della pietra fondamentale, della quale Rudolf Steiner disse al mattino del 26 dicembre:

▸ «Perciò vorrei… anche oggi ripetere davanti a voi, almeno una parte delle parole che vi sono state dette ieri, per volere del mondo spirituale.»

 

Ma il coraggio, che ogni antroposofo deve avere, di aderire apertamente a questa «voce», è il coraggio di servire gli impulsi stessi del Convegno di Natale, che sono venuti nel mondo direttamente da quella sfera alla cui soglia sta il severo Guardiano. Perchè quanto è avvenuto al Convegno di Natale non sottostà al tempo, così come tutto quello che viene dagli ambiti che stanno al di là della soglia. Rudolf Steiner vi accenna con le seguenti parole:

▸«Se tornerete col pensiero a questo Convegno di Natale, dovrete dirvi: vi è successo qualcosa che venne dal mondo spirituale stesso…»18

 

Confrontiamo due dichiarazioni di Rudolf Steiner: una del 29 dicembre 1923, durante la conferenza serale:

▸ «Io credo che per tutti coloro che sono qui riuniti per questo Convegno di Natale, ci sia l’impulso per un possibile risveglio»;

e l’altra nella conferenza del 1 gennaio 1924, nella quale Rudolf Steiner parla di quelle parole con le quali il Guardiano della soglia si rivolge oggi a ogni antroposofo che gli si avvicina nel sonno:

▸ «Al percepire la voce che viene dal paese dello spirito, devi sviluppare il forte coraggio di aderire a questa voce, perchè hai cominciato a destarti.»

Prese insieme queste due frasi dicono chiaramente da dove venga l’impulso del Convegno di Natale, che fa appello alla veglia e al risveglio!

 

Se accoglieremo ogni parola di Rudolf Steiner con grande attenzione, sentiremo che questo impulso viene dall’ambito della soglia, che parte dal Guardiano della soglia stesso, il quale fece giungere il Convegno di Natale nel mondo e nella nostra epoca, affinchè l’uomo in quanto «aderisca» ad esso, cominci a «destarsi». Ecco perché

 

• gli impulsi del Convegno di Natale, purché l’uomo voglia realmente destarsi,

sono efficaci oggi altrettanto come allora, più di mezzo secolo fa.

Infatti il risveglio ci deve condurre nel mondo spirituale, dal quale il Convegno di Natale è derivato

e dal quale il severo Guardiano dice ad ogni uomo che si accosta coscientemente alla sua soglia:

▸ «Sto oggi visibile davanti a te, così come sono stato sempre invisibile accanto a te nell’ora della morte. Quando avrai superato la mia soglia, percorrerai i regni che tu altrimenti hai percorsi dopo la morte fisica. Se li percorri con pieno sapere, mentre ti aggiri sulla Terra in maniera visibile esteriormente, sarai d’ora innanzi nello stesso tempo anche nel regno della morte, che è anche il regno della vita eterna19

 

Così il Convegno di Natale che ha origine dal «regno della vita eterna»,

si mostra come l’impulso più forte di tutti, che non solo preparò singoli uomini,

bensì, in rappresentanza dell’intera umanità, preparò la comunità riunita in suo nome

a entrare comunitariamente e coscientemente, superando la soglia, nel mondo spirituale,

ciò che vuol dire, a realizzare in sè quell’obiettivo

per il quale Rudolf Steiner pose la base in sette ritmi principali, nel corso dei sette giorni del Convegno di Natale.

 

Poiché dunque il Convegno di Natale ha carattere di eternità,

così esso deve necessariamente contenere anche quelle cognizioni

accessibili all’anima che vive coscientemente nei mondi spirituali.

 

Nel nostro ciclo di sviluppo però tali cognizioni come risulta dalle parole del Guardiano della soglia,

sono possibili solo in due casi:

• o in maniera naturale quando si sale in questi mondi dopo la morte,

• oppure mediante un discepolato spirituale direttamente percorso.

 

Così anche questi due aspetti di un unico e solo processo,

devono formare il centro del contenuto esoterico del Convegno di Natale, partendo dal quale Rudolf Steiner

condusse in quei giorni natalizi i soci presenti, e con loro tutte le anime collegate alla corrente antroposofica,

• attraverso le sette tappe più importanti della vita dopo la morte tra due incarnazioni,

• e attraverso i sette gradi principali della nuova via di iniziazione cristiano-rosicruciana.

 

Ma queste sono le stesse esperienze che in tempi antichi percorrevano gli iniziati durante il sonno templare di tre giorni.

Ecco come in verità è stata rinnovata l’antica formula misteriosofica del «Conosci te stesso»!

 


 

Note:

1 – «Il Convegno di Natale per la fondazione della Società Antroposofica Universale 1923/24», O.O. 260, 24/12/1923 pag. 27.

2 –       Anche le seguenti parole, che Rudolf Steiner pronunciò nel giorno della posa della pietra fondamentale della «Società Antroposofica Universale», accenna a questa relazione della dirigenza di Michele con l’essenza del Convegno di Natale:

▸ «Così i greci poterono credere di cogliere l’uomo intero secondo spirito, anima e corpo, quando sentivano echeggiare l’antico motto solare, il monito di Apollo: “Conosci te stesso”. Ma noi dobbiamo dire, se vogliamo rinnovare rettamente questo motto secondo i segni del tempo-, o anima, conosci te stessa nel tuo tessuto essenziale in spirito, anima e corpo.» (O.O.260, pag.57)

In queste parole abbiamo in primo luogo l’indicazione dell’essenza esoterica dei misteri solari dell’antica Grecia, che allora ricevevano la loro rivelazione direttamente dalla sfera di Michele. (Questa è pure la ragione per cui essi fiorirono proprio nella precedente epoca della sua signoria cosmica) In secondo luogo queste parole si riferiscono al rinnovamento degli antichi misteri, che deriva dai «segni del tempo».

Questa espressione «I segni del tempo» concorda con il titolo della conferenza del 17/2/1918 a Monaco: «Die Zeichen der Zeit. Der Kampf Michaels und seine Wider- spiegelung auf der Erde» (I segni del tempo. Il combattimento di Michele e il suo rispecchiamento sulla Terra) (O.O. 174a); è un termine occulto che si riferisce al mistero contemporaneo di Michele.

Per quanto concerne l’integrazione dell’antica frase misterica «Conosci te stesso» nella frase: «conosci te stesso nel tuo tessuto essenziale, in spirito, anima e corpo», anche questo denota la diretta ispirazione di Michele, perchè è proprio lui che suscita nell’uomo della nostra epoca la triplice esperienza del proprio sè in conformità con spirito, anima e corpo, (vedi O.O. 223/229, 2/4/1923, e O.O.194, 30/11/1919 EAM 1981 pag. 105).

3          – Zeylmans van Emmichoven, op. cit. EAM 1982 pag. 21.

4          – O.O. 260, pag. 266.

5          – La suddetta relazione delle quattro parole che caratterizzano il contenuto esoterico del Convegno di Natale, con le quattro parti della meditazione della pietra fondamentale, corrisponde all’articolazione di questa meditazione come è stata intrapresa a pag. 305.

6          – Nella conferenza del 18/7/1924 ad Arnheim, Rudolf Steiner, parlando dell’unificazione del movimento antroposofico con la Società Antroposofica mediante il Convegno di Natale, ne illustra l’essenza con le seguenti parole: «Fino a questo Convegno di Natale ho sempre potuto fare una distinzione tra il movimento antroposofico e la Società Antroposofica. Quest’ultima deve rappresentare quasi la proiezione terrena di qualcosa esistente nei mondi spirituali in una certa corrente della vita spirituale. Ciò che viene insegnato qui in Terra, ciò che viene comunicato come sapienza antroposofica, dovrebbe essere appunto il riflesso di ciò che sgorga dai mondi spirituali in conformità alla fase di sviluppo dell’umanità dell’epoca presente. Sicché la Società Antroposofica era, in un certo senso, l’amministratrice di quanto fluiva, come oggetto di insegnamento antroposofico, attraverso il movimento antroposofico. (O.O. 240,18/7/1924)

7          – O.O. 260a, 7/6/1924.

8          – O.O. 240, 6/2/1924 (Dornach 1977 pag. 92).

9          – O.O. 260, pag. 45.

10        – Id. pag. 58.

11         – O.O.103, 22/5/1908, Ed. scientifica 1956 pagg. 59/60.

12        – II passaggio nei mondi superiori veniva raggiunto dall’iniziato nei misteri, nella giusta maniera, cioè per il bene dell’evoluzione della Terra, sempre solamente mediante la sua unione con l’impulso-Cristo.

Fino al Mistero del Golgota ciò si compiva con la salita degli iniziati nella sfera solare, perchè solo ciò dava loro la possibilità di istituire, per il bene dell’evoluzione terrena, quella saggezza cosmica che, nei tempi precristiani, essi potevano accogliere solo dalla mano di Lucifero.

Rudolf Steiner si esprime in merito con le frasi seguenti:

▸ «Proprio quando si retrocede fino all’origine dell’umanità, si trova che le fonti della saggezza pagana si devono cercare sempre in entità luciferiche… Le entità luciferiche inculcano nell’uomo la loro saggezza, ma vorrebbero che egli perciò deviasse dalla Terra senza percorrerne l’evoluzione. Lucifero vuol abbandonare la Terra al suo destino, non più popolata dagli uomini; vorrebbe guadagnare l’umanità ad un regno speciale, estraneo al regno del Cristo. I saggi dei tempi antichi che avevano ricevuto la loro saggezza primordiale dalle mani di Lucifero, dovettero contrarre l’obbligo, non di cedere a Lucifero, bensì di accogliere la sua saggezza, ma di adoperarla al servizio dell’evoluzione terrena. Questo è quanto è stato essenzialmente effettuato dai misteri dei tempi precristiani.» (O.O. 191, 15/11/1919).

Tuttavia, come è stato osservato, ciò potè venir raggiunto dagli iniziati in questi misteri solo mediante un collegamento con l’impulso-Cristo nella sfera solare.

13        – Rudolf Steiner parla, nella conferenza del 13/1/1924 a Dornach, del fatto che

• LA PIÙ IMPORTANTE ESIGENZA della nuova epoca di Michele

è l’inclusione incondizionata del  P R I N C I P I O   D I  I N I Z I A Z I O N E

nei principi fondamentali della civiltà contemporanea

(ciò che è possibile solo mediante la realizzazione

di un esoterismo agente socialmente nell’umanità),

e lo fece con le seguenti parole:

▸ «Il mondo deve poter ritornare ad accogliere tra i principi della civiltà quello dell’iniziazione, perchè solo così può verificarsi che l’uomo, qui sulla Terra, raccolga nella sua anima quel che occorre per potersi presentare a Michele e riceverne lo sguardo approvatore, che gli dica: “Si, questo è giusto di fronte al mondo”. Da ciò la volontà sarà rafforzata, e l’uomo inserito nel progresso spirituale del mondo. Egli diventerà così un collaboratore nella realizzazione di ciò che ora, all’inizio della nuova epoca micheliana, dev’essere inserito da Michele nell’evoluzione della Terra e dell’umanità.»

(O.O. 233a, 13/1/1924 EAM 1984 pag. 95).

14        – Vedi O.O.158.

15        – Si può qui rammentare che Rudolf Steiner, nella conferenza del 13/1/1924, (O.O. 233a), dice che,

prima dell’inizio della nuova epoca di Michele perfino a Christian Rosenkreutz non era possibile ricevere dal cosmo, se non in uno stato di coscienza attenuato, delle irradiazioni di quanto era stato inscritto dall’etere di calore nella luce astrale, e soltanto a partire dal 1879 è possibile sperimentarlo in piena coscienza di veglia mediante l’incontro cosciente con Michele nel mondo spirituale.

16        – O.O. 233, 29/12/1923, EAM 1982 pagg. 101102.

16a  – Dicemmo sopra (pag. 221) che

• un compito essenziale degli antroposofi, a partire dal Convegno di Natale, consiste nel creare nella Società Antroposofica le condizioni per una azione comune degli uomini incarnati e non incarnati, collegati da un karma comune micheliano-antroposofico (maggiori precisazioni sulla partecipazione di anime disincarnate al Convegno di Natale si trovano nel VII capitolo).

Questo aspetto è realmente presente anche nell’iniziazione di Lazzaro, poiché, secondo le parole di Rudolf Steiner, la sua entità venne permeata «dall’alto» fino all’anima razionale, dall’entelechia, che stava nel mondo spirituale, di Giovanni Battista, il quale agiva allora soprasensibilmente nella cerchia degli Apostoli come loro anima di gruppo. (Vedi conferenza del 28/9/1924, ultimo discorso, e i chiarimenti che Rudolf Steiner dette in merito al Dr. Ludwig Noli, collaboratore della Dr. Wegman nel curare Rudolf Steiner. (O.O. 238) Vedi inoltre la conferenza del 20/9/1912 (O.O. 139).

17        – O.O. 260,1/1/1924 pag. 26L

18        – O.O. 37/260a 18/1/1924.

19        – O.O. 10 cap. «Il Guardiano della soglia», Laterza 1926 pag. 174.

 

 

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