///13 – IL PRIMO GOETHEANUM E IL SETTIMO SIGILLO APOCALITTICO

13 – IL PRIMO GOETHEANUM E IL SETTIMO SIGILLO APOCALITTICO

13 – Il primo Goetheanum e il settimo sigillo apocalittico

Il gruppo scultoreo


 

Il primo Goetheanum quale espressione visibile del contenuto del libro La scienza occulta (O.O. 13) e con ciò di tutta la «scienza del Gral» in esso rappresentata, per ciò sta anche in un rapporto particolare con il settimo sigillo apocalittico, specialmente elaborato da Rudolf Steiner per il Congresso di Monaco 1907,115 e che è dedicato ai Misteri del Santo Gral. Fu Assja Turgenieff la prima a metterlo in rilievo.116 Così, nella parte inferiore del sigillo si trova un dado del tutto trasparente, che incorpora l’ideale principio dello spazio, dal quale sono «espulse» tutte le forze inferiori. Questa è la pura manifestazione del «Dal Divino siamo nati» (le lettere EDN – Ex Deo Nascimur – sul bordo del sigillo). Queste forze dell’anima tuttavia devono essere gradualmente superate, ossia trasformate dall’uomo mediante il suo lavoro interiore a se stesso e innalzate ad un grado superiore.

 

Allora da esse nasce la «spirale universale» o il caduceo cosmico, che innalza l’uomo dal mondo dello spazio in quello del tempo.117 Ora egli si trova nel processo del divenire cosmico.118 Per poter entrare in questo processo, l’uomo deve superare in sé le forze della morte, per giungere alla vita superiore. Questo avviene mediante l’unione con il Cristo nell’esperienza interiore dell’«In Christo morimur». L’intero cammino trova la sua conclusione nel regno dell’eterno Spirito (il simbolo della colomba), al quale costituiscono l’accesso i moderni Misteri del Gral. (In riguardo a ciò la coppa è rappresentata aperta verso il basso.119) Nel terzo motto rosicruciano, «Per Spiritum Sanctum reviviscimus» viene ad espressione questo grado evolutivo ancor più alto.

 

 

Con ciò dall’ambito del tempo l’uomo entra nell’ambito della durata o eternità. E questo ingresso viene rafforzato dall’immagine dell’arcobaleno, che tra l’altro è l’espressione della nuova alleanza fra gli uomini e il mondo spirituale – ora nel segno dello Spirito.120

Questo triplice passo (spazio – tempo – Spirito) si trova anche nelle prime tre parti della Meditazione della Pietra di Fondazione121 ed è raffigurato nelle tre forme dei portali del primo Goetheanum: sopra l’entrata Ovest, sopra l’arco del palcoscenico e sopra il luogo del gruppo scultoreo {vedi immagine a pag. 80).

 

L’uomo entra nel Goetheanum venendo dal mondo esterno dello spazio, attraversa la sala grande, che con le sue dinamiche forme in metamorfosi e rappresentazioni plastiche dell’evoluzione cosmica porta ad espressione il processo del divenire dall’essere spirituale del tempo,122 e le vetrate nella loro disposizione a forma di caduceo123 gli indicano l’ulteriore cammino. Dopo l’apertura del sipario lo sguardo dell’uomo viene rivolto al futuro dell’evoluzione della Terra, dove dalle profondità dei Misteri del Gral gli si manifesta il Mistero della morte. Tra l’altro questo Mistero è rappresentato nel gruppo scultoreo, il quale, come abbiamo già visto, porta ad espressione anche l’essere della terza epoca universale, dell’epoca dello Spirito (vedi pagina 15).

 

Possiamo seguire un ulteriore rapporto fra la composizione del settimo sigillo e il gruppo scultoreo, e/o il suo motivo nel dipinto della cupola piccola. Così, i serpenti che si attorcigliano l’uno con l’altro nella parte inferiore del sigillo corrispondono al motivo laterale a sinistra del gruppo. Ora si compie la trasformazione dei serpenti. E da essi sale una forma che ricorda il caduceo, nella quale l’osservatore dalla propria forza dell’Io crea in se stesso il caduceo e poi lo vive come guida interiore che lo conduce alla meta, dove le forze di opposizione devono abbandonare definitivamente l’anima. Poi, dall’ispirazione dello Spirito, avvolto dall’arcobaleno, diventa percepibile il contenuto del Santo Gral, che si pone dinanzi all’uomo nella figura del Rappresentante dell’umanità. Possiamo così presagire che la figura centrale del gruppo è altresì avvolta da un arco di colori, tuttavia invisibile, il quale corrisponde alla manifestazione della nuova Iside, che Rudolf Steiner porta anche in connessione con il gruppo ligneo. (Sulla nuova leggenda di Iside vedi più avanti in questo libro.) E di questa Iside-Sofia del presente Rudolf Steiner dice: • «Nella sua vera figura Iside è diffusa nella bellezza di tutto il cosmo. Questa Iside ci riluce auricamente incontro con la sua aura dal cosmo nei suoi molti colori luminosi. Dobbiamo comprenderla guardando nel cosmo e vedendo auricamente il cosmo nei suoi colori luminosi» (O.O. 202,24.12.1920). E come un’immagine terrestre della bellezza del cosmo nei suoi colori luminosi aurici, sulla Terra ci appare l’arcobaleno, avvolto da stelle splendenti sul settimo sigillo (vedi immagine a pag. 82).123a

 

Ritornando al gruppo scultoreo, quale moderna manifestazione dell’agire dello Spirito vivente che appare sul settimo sigillo nell’immagine della colomba, sopra il gruppo, nel lato Est dell’edifìcio troviamo altresì la forma di una coppa, anche la quale conclude il sigillo in alto. Così qui vediamo, già in collegamento con un pentagono (il motivo sull’arco del portale sopra il gruppo scultoreo), che nella sua punta, mediante la forma rivolta verso l’alto, è collegata con i mondi superiori, la figura di una doppia coppa che si apre verso il basso.124

 

E sotto, immediatamente sopra il posto del gruppo ligneo, troviamo un «baldacchino» intagliato (nel quale come in una concentrazione sono ancora una volta congiunte tutte le forme che lo circondano) nella figura di una coppa (rovesciata), che si apre di nuovo verso il basso, il cui contenuto doveva manifestarsi come la grande scultura sotto di essa (vedi l’immagine a pagina 84). Così, nel settimo sigillo, anche se del tutto in modo germinale, era disposto tutto l’originario pensiero architettonico del primo Goetheanum.125 E questo ci mostra con quanta coerenza interiore Rudolf Steiner ha portato e continuato l’impulso antroposofico dell’arte dal Congresso di Monaco (1907) all’anno 1914, facendo apparire completamente sette anni dopo l’edificio e il gruppo scultoreo quale punto centrale spirituale di esso.

 


 

Note:

115 – Gli altri sei sigilli nei loro tratti principali erano già generalmente conosciuti dalla letteratura occulta di tempi remoti (vedi 0.0.284).

116 – Vedi Rudolf Steiner, Die Goetheanum-Fenster. Sprache des Lichtes (Le vetrate del Goetheanum. Il linguaggio della luce), Testo, Assja Tuigenieff, Einfuhrungzur ersten Auflage 1961 (Introduzione alla prima edizione 1961), Dornach 21 996.

117 – Questa forma a spirale del sigillo, nel primo Goetheanum (e anche nel secondo) corrisponde alla via attraverso i motivi delle otto vetrate colorate. Vedi Rudolf Steiner, Die Goetheanum-Fenster. Sprache des Lichtes (Le vetrate del Goetheanum. Il linguaggio della luce), Testo, Assja Turgenieff, Die Goetheanum-Fenstermotive (I motivi delle vetrate del Goetheanum), Dornach 2 1996.

118 – Le spirali sono di fuoco, formate dal fuoco cosmico nel quale oggi agisce il Cristo (vedi pagina 42).

119 – Vedi 0.0. 97,29.4.1906.

120 – Nei sigilli apocalittici l’immagine dell’arcobaleno appare tre volte. Per la prima volta nel segno del Padre (secondo sigillo) ancora nella forma di un cerchio; poi nel segno del Figlio quale manifestazione dello Spirito solare (quarto sigillo); e sul settimo sigillo esso rappresenta l’alleanza con lo Spirito.

121 – «Mondo dello spazio», «Ritmo del tempo», «Profondità dell’eterno» (0.0. 260, 25.12.1923).

122 – Rudolf Steiner dice che mediante il Mistero del Golgota il Cristo ha portato sulla Terra anche l’essere del tempo spirituale e ha rivelato questo Mistero ai suoi discepoli durante i Dialoghi con loro nei quaranta giorni (At 1,3) dopo la sua resurrezione (vedi 0.0. 236, 4.6.1924).

123 – I motivi principali delle vetrate nel primo Goetheanum (ed è così anche nel secondo Goetheanum) erano disposti in modo tale che per comprenderli in giusta maniera è necessario procedere dall’uno all’altro seguendo la forma di un caduceo. Vedi in merito S. O. Prokofieff, Le dodici notti sante e le gerarchie spirituali, cap. 3, «La scrittura stellare e l’idea costruttiva del primo Goetheanum», Ed. Arcobaleno, Oriago (VE) 1990, come pure S. O. Prokofieff / P. Selg, Das erste Goetheanum und seine christologischen Grundlagen (Il primo Goetheanum e i suoi fondamenti cristologici), Parte: «Das Wesen des Ersten Goetheanum und das Mysterium von Golgotha» («L’essere del primo Goetheanum e il Mistero del Golgota»), Arlesheim 2009.

123a – L’immagine del VII sigillo apocalittico a pag. 82 venne dipinta da Klara Rettich per il Congresso di Monaco 1907. I sigilli originali del Congresso non sono rimasti conservati. Nel 911 secondo l’impulso di Rudolf Steiner, tutti i sette sigilli vennero da lei realizzati di nuovo, questa volta per arredare la stanza del ramo (gruppo di soci, n.d.t.) di Stoccarda. In questa seconda esecuzione le stelle sul VII sigillo sono riconoscibili con chiarezza (vedi la riproduzione nell’o.0.284/285).

124 – Vedi l’immagine a pagina 80. — In questo senso il pentagono indica il quinto principio dell’uomo – il Sé Spirituale (dopo il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e l’Io) -, del quale nel libro Teosofia Rudolf Steiner dice: «Lo Spirito s’irradia nell’Io e vive in esso come nel suo ‘involucro’. … Allo Spirito formatore dell’‘Io’ e vivente quale ‘Io’, daremo il nome di ‘Sé Spirituale’, poiché si manifesta come ‘Io’ o ‘Sé’ dell’uomo» (O.0.9, pagina 40).

125 – Vedi immagine del settimo sigillo a pagina 82.

 

 

By | 2019-12-08T09:34:58+01:00 Dicembre 4th, 2019|IL GRUPPO SCULTOREO DI R. STEINER|Commenti disabilitati su 13 – IL PRIMO GOETHEANUM E IL SETTIMO SIGILLO APOCALITTICO