07– MORTE E RISVEGLIO DELLA SOFIA

Morte e risveglio della Sofìa

La celeste Sofia e l’essere Antroposofia


 

Con la fine del quinto periodo di civiltà postatlantico e l’inizio della cosiddetta era moderna,

il quinto periodo di civiltà, che segna il passaggio dell’umanità allo sviluppo dell’anima cosciente,

ebbe inizio il processo di fusione della più recente parte costitutiva della celeste Sofìa

con le anime degli uomini della Terra.

 

In conseguenza di questa unione della Sofìa con l’uomo,

le due forze spirituali che alla svolta dei tempi compaiono nei magi e nei pastori

vennero sottoposte a una radicale metamorfosi,

si può persino dire che subirono un completo rivolgimento interiore,

così che ciò che era esteriore divenne interiore, e ciò che era interiore uscì all’esterno.

 

• Così le possenti immaginazioni cosmiche

che i magi contemplavano ancora dall’esterno nelle costellazioni stellari,

si trasformarono a poco a poco, con l’inizio dell’era moderna, nei concetti dell’astronomia moderna.

Questi tuttavia, si basano sulle leggi della matematica e della meccanica, afferrabili tramite il pensiero

che in questo tempo è divenuto del tutto astratto e che si radica interamente nello strumento fisico del cervello.

 

La facoltà dei pastori di percepire interiormente le ispirazioni, di udire profeticamente con il cuore i futuri eventi,

si trasformò invece progressivamente nella moderna scienza naturale,

poggiata soltanto sull’osservazione sensibile e la sperimentazione esteriore.59

 

Si può anche dire che con l’inizio dell’era moderna

svanirono definitivamente dall’orizzonte dell’uomo occidentale,

• sia la voce dell’ispirazione divina nell’ambito morale,

• sia l’esperienza immaginativa dei misteri universali cosmici.

 

Le famose parole di Immanuel Kant rappresentano un ultimo, oscuro ricordo di quest’epoca passata:

▸«Due cose colmano l’animo di ammirazione e riverenza sempre nuova e crescente, quanto più spesso e assiduamente sono oggetto di riflessione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me. Entrambi non posso cercarli e meramente congetturarli come se fossero avvolti dalle tenebre oppure come se oltrepassassero il mio orizzonte: li vedo davanti a me e li connetto direttamente con la consapevolezza della mia esistenza».60

Qui Kant concepisce la legge morale innanzitutto come «imperativo categorico» che per la sua natura ricorda molto le rappresentazioni dei comandamenti divini dell’Antico Testamento.

 

Ma nonostante tutto in queste parole del filosofo di Kònigsberg troviamo gli ultimi ricordi delle correnti spirituali immaginative e ispirative come apparvero alla svolta dei tempi nei magi e nei pastori, i quali vennero per adorare il Cristo che stava entrando nell’esistenza terrestre.

 

Come abbiamo visto, il passaggio dalla saggezza immaginativa-ispirativa delle scienze antiche ai metodi teorico-sperimentali delle scienze “moderne, era collegato per gli uomini alla percezione di un lento morire dell’intero cosmo, cominciando dalle lontane stelle fino ad arrivare alla natura circostante e infine al proprio mondo animico-spirituale.

Ciò che alla fine del medioevo veniva ancora considerato pieno di forza vitale traboccante e soprasensibile, vale a dire il cosmo quale totalità compenetrata dalla gloria di intelligenze razionali (gerarchie), e la natura terrestre piena di esseri elementari buoni e malvagi, guidata dalla dea natura con i suoi aiutanti, questa natura animata e questo cosmo spiritualizzato ‘muoiono’ nel passaggio all’era moderna e divengono uno scheletro abbandonato da anima e spirito, ormai assoggettato soltanto alle leggi calcolabili e misurabili della matematica e della meccanica.61 La tesi dell’origine meccanica del sistema solare, avanzata da Kant (1755) e completata dall’astronomo Laplace (1796) è certamente la prova più evidente di questo processo di morte.

 

Rudolf Steiner illustrò questa nuova situazione spirituale nella raffigurazione immaginativa della Leggenda della nuova Iside, la santa Sofìa, dicendo:

▸«La divina Sofìa, la celeste saggezza (…) non ha potuto trapiantarsi nell’era moderna; è stata sopraffatta, è stata uccisa per mezzo di Lucifero». Cosicché «l’entità di Iside uccisa da Lucifero, la divina Sofìa è stata portata fuori, negli spazi universali».

Oggi come uomini moderni ci rivolgiamo al cosmo morto, privo di vita, che circonda la Terra

▸«e vediamo le connessioni stellari soltanto secondo linee matematiche: in esse è sepolto ciò che sostiene spiritualmente questo mondo, uccisa la divina Sofìa, uccisa la seguace di Iside».62 (58)

 

La recente evoluzione dell’umanità illustrata nella Leggenda della nuova Iside si compì in senso occulto

contemporaneamente all’unione dell’ultima parte costitutiva della celeste Sofìa con l’anima cosciente in via di sviluppo.

 

Accadde così qualcosa di duplice aspetto:

la percezione della celeste Sofìa quale entità vivente e soprasensibile

svanì a poco a poco dall’orizzonte degli uomini della Terra,

• mentre nel contempo la sua ultima parte costitutiva continuò ad agire nelle profondità delle loro anime,

ma in modo non più percepibile a loro, quale sorgente della nuova facoltà di pensiero autonomo

oppure, ed è la stessa cosa, quale guida verso la libertà individuale.

Questo però provocò una sorta di distacco

tra la parte costitutiva più recente della Sofìa che si immerge nell’anima cosciente umana

e le restanti sei parti costitutive gerarchiche che rimangono al di fuori dell’uomo,

fatto che si esprime nella perdita del rapporto con la celeste Sofìa da parte dell’odierna umanità

e che nel linguaggio immaginativo della Leggenda della nuova Iside significa ‘l’uccisione’ di Iside da parte di Lucifero.

 

Il senso interiore di questo processo consiste nel fatto che l’umanità, anche se soltanto per un certo tempo, doveva

essere separata dalla celeste Sofìa quale sorgente dell’antichissima saggezza immaginativa-ispirativa dell’umanità,

per raggiungere sulla terra in modo autonomo, completamente separata dal mondo divino-spirituale e dalla sua guida,

il grado del pensiero indipendente, e in virtù di questo l’esperienza della libertà nell’io individuale.

 

Ma affinché questa separazione dalla celeste Sofìa, vale a dire dall’intero cosmo spirituale, non fosse definitiva,

essa assegnò all’umanità, nel suo difficile e rischioso cammino attraverso il mondo della materia morta,

quell’essere soprasensibile che le apparteneva, come una sorta di accompagnatore e mediatore in questo cammino,

quell’essere soprasensibile che è anche la sua più recente parte costitutiva ‘umana’.

 

Ma in seguito a un evento non prevedibile, il distacco tra l’umanità e la celeste Sofìa,

che è una condizione per la conquista della libertà individuale,

divenne molto più profondo e significativo di quanto previsto in origine dalle potenze spirituali

le quali, a favore della meta indicata, avevano permesso l’insorgenza di questa forza.

 

• Nella conferenza dell’8 agosto 1924 Rudolf Steiner menzionò questo evento di importanza straordinaria avvenuto nel mondo spirituale, illustrandolo come una sorta di separazione, di scisma all’interno della gerarchia degli angeli, quella più vicina all’uomo, che riguarda il loro rapporto con il regno solare di Michele.63

 

La natura di tale separazione consiste in quanto segue: come già osservato in quest’opera, in seguito all’allontanamento del Cristo dal Sole e alla sua unione con la Terra quale conseguenza del mistero del Golgota, Michele prese la decisione di sacrificare all’umanità l’intelligenza cosmica che lui amministrava dal principio nel nostro universo, per concedere all’umanità la possibilità di afferrare coscientemente e in libertà il significato cosmico-terrestre dell’impulso del Cristo.

A questa intelligenza cosmica, guidata da Michele dalla sfera solare nel mondo spirituale, erano particolarmente legati degli esseri che lo servivano e appartenevano alla gerarchia degli angeli. Di fronte al sacrificio o più precisamente alla rinuncia di Michele di continuare ad amministrare e guidare l’intelligenza celeste, ponendola da allora sotto il dominio degli uomini, questi angeli presero posizioni diverse.

• Alcuni accettarono il sacrificio e mantennero il loro legame con il regno solare di Michele;

• altri invece si dimostrarono legati troppo fortemente all’intelligenza celeste come tale, non furono in grado di rinunciare ad essa insieme con Michele, e preferirono lasciare il regno di Michele per seguire l’intelligenza cosmica sulla Terra divenendo così da «angeli celesti, angeli terrestri».

Rudolf Steiner ne diede la seguente descrizione:

▸«Una delle schiere [di angeli] si rivolse all’intelligenza terrestre, l’altra schiera rimase fedele alla sfera di Michele, per portare in tutto il futuro ciò che Michele amministra come eterno (…) Vediamo quindi tra gli angeli che una volta erano uniti a Michele, una scissione causata da eventi cosmici».64 «Una parte degli angeli (…) rimase con Michele, l’altra discese sulla Terra».

 

All’incirca nel IX secolo d.C. l’intelligenza celeste raggiunse definitivamente la Terra e con essa anche gli angeli ribelli a Michele, che iniziarono subito a influenzare i concreti eventi storici di quel tempo.

Tra questi abbiamo anche il concilio dell’anno 869, in cui nella dottrina ufficiale della chiesa venne negato il principio dello spirito e fu proclamato il dogma secondo cui l’uomo è un essere duale, composto solo di corpo e anima, dove quest’ultima dispone solo di alcune qualità spirituali.

▸«Il fatto che i padri della Chiesa nell’anno 869 si misero a discutere se si dovesse parlare di spirito, fu la conseguenza della separazione di un numero di entità angeliche dal regno di Michele, presso il quale dimoravano, che concepirono di avere a che fare da allora in poi soltanto con le potenze terrestri, di dovere guidare gli uomini avvalendosi solo delle potenze terrestri».

 

• Così, in seguito alla loro discesa sulla Terra, queste entità angeliche si dimostrarono tali da essere «secondo il loro karma di angeli, più vicini alle potenze arimaniche».

Questo significa che le forze arimaniche poterono servirsi di loro in modo del tutto particolare per rendere da temporanea a permanente la separazione dell’umanità dalla celeste Sofìa, condannando così l’intera umanità a soccombere totalmente e definitivamente all’assoluto potere della materia terrestre (al materialismo).

Ma poiché gli angeli, quali guide dei singoli uomini sono anche le guide sulla via della concreta realizzazione del karma terrestre, la scissione della loro schiera in angeli fedeli a Michele (che volevano cioè continuare a realizzare il karma nel senso della guida universale della Sofìa e del Cristo) e angeli ribelli al suo regno, doveva ineluttabilmente portare alla distruzione e quindi al caos nei nessi karmici generali tra gli uomini sulla terra, con conseguenze tragiche:

▸«Ed il caos nella storia moderna, ciò che nella storia moderna porta sempre maggiore caos sociale e di altro tipo, caos culturale, che non permette di raggiungere una meta, è il disordine che è stato portato nel karma perché si è verificata una scissione nella gerarchia degli angeli appartenenti a Michele».65

 

Accanto alla diffusione generale del materialismo nel nostro tempo,

in questa uscita di una intera schiera di entità angeliche dalla sfera di Michele dobbiamo vedere

uno dei più grandi ostacoli per il processo di riunificazione della celeste Sofìa con l’umanità terrestre

che ha inizio nel XX secolo.

 

Ma come si può superare questo grande ostacolo del nostro tempo? Dal punto di vista occulto è possibile solo nella comune opera di tutti gli antroposofi, quali allievi sulla terra dell’essere soprasensibile AntropoSofìa (vedi parte I): infatti accogliendo nella propria anima la saggezza antroposofica, l’uomo moderno ha spiritualmente la possibilità non solo di rafforzare il proprio angelo custode, ma anche l’intera sfera angelica, favorendo così la creazione di un nuovo ponte tra il mondo degli uomini e la sfera degli angeli.

 

Rudolf Steiner dice: ▸«Prendiamo il caso che il karma sia predisposto in modo che qualche personalità ora viene afferrata dagli impulsi antroposofici nel senso più eccelso, con il cuore e con i sensi, vorrei dire afferrata con lo spirito e con l’anima. Allora, sì allora è necessario qualcosa che suona particolarmente strano, paradossale, e tuttavia è necessario: allora il suo angelo deve imparare qualcosa. E questo vedete, è qualcosa di estremamente significativo. Il destino dell’antroposofo (…) getta le sue onde entro il mondo degli angeli. L’angelo che accompagna l’antroposofo alle prossime incarnazioni impara ad inserirsi ancora più profondamente nei regni spirituali, di quanto non fosse capace prima».66

Questo significa che grazie al fatto che gli uomini si occupano di antropoSofìa, gli angeli nei mondi spirituali hanno la possibilità di penetrare più profondamente nell’essere della celeste Sofìa e di ristabilire un nuovo legame tra essa e l’umanità della terra.

 

Nelle immagini della Leggenda della nuova Iside questo processo può essere descritto come un graduale risveglio di Iside-Sofìa uccisa da Lucifero e nel contempo come il ritorno dell’umanità, dopo avere conseguito la libertà individuale nel mondo della materia e della morte, nella totalità gerarchica a cui era collegata in origine.

L’uomo deve questa possibilità a quell’essere soprasensibile che già da molti millenni è legato alla sua evoluzione terrestre, e che in quest’opera abbiamo descritto da un lato come la più recente parte costitutiva della celeste Sofìa e dall’altro lato quale essere vivente AntropoSofìa.

 

Così nella moderna scienza dello spirito,

quale venne data dall’essere soprasensibile AntropoSofìa all’umanità mediante Rudolf Steiner,

abbiamo una forza magica che oggi è la sola in grado di risvegliare la Iside-Sofìa dal sonno della morte.

Questo può avvenire nel seguente modo.

 

• Come abbiamo visto, l’Iside-Sofìa venne uccisa nell’era moderna da Lucifero e portata da lui nello spazio universale, il che nell’evoluzione terrestre si manifestò soprattutto nel fatto che l’uomo divenne totalmente incapace di riconoscere qualunque aspetto spirituale nella natura circostante e nel cosmo.

Ciò significa che nell’era moderna la facoltà di conoscenza dell’uomo è totalmente sottomessa alle potenze arimaniche, il che d’altra parte rese possibile a Lucifero di ‘uccidere’ la Iside-Sofìa, di distruggere il legame originale tra l’umanità e il mondo spirituale (la celeste Sofìa).

L’AntropoSofìa però pone di fronte a questo processo di morte delle forze di conoscenza, una conoscenza del tutto nuova, fondata sull’inserimento, nella sfera della conoscenza umana come tale, le forze di risurrezione emanate dal mistero del Golgota. Così la scienza dello spirito, integrando la scienza materialistica, può gettare le basi per la grande opera di risveglio della Sofìa nell’umanità.

 

Per questo motivo Rudolf Steiner spiegando l’azione della Sofìa nel nostro tempo, sia nella Leggenda della nuova Iside, sia nel ciclo di conferenze dal titolo La ricerca della nuova Iside, la divina Sofìa,67 parlò sempre della nuova Iside-Sofìa, vale a dire di un’entità che ha già attraversato il processo della morte e della resurrezione, del «morire e divenire».

In questo senso possiamo comprendere anche le parole da lui pronunciate dopo il Convegno di Natale:

«L’AntropoSofìa deve aggiungere al pensiero della morte il pensiero della resurrezione. Essa stessa deve diventare come una festa di resurrezione interiore dell’anima dell’uomo. Essa deve portare un’atmosfera pasquale nella concezione del mondo dell’uomo».68

 

L’inizio del processo di risveglio della Sofìa mediante la fondazione e la divulgazione della moderna scienza dello spirito o antropoSofìa sulla terra nel primo quarto del XX secolo, il cui evento centrale fu il convegno di Natale, rappresenta la terza tappa di altre due precedenti, che però non si sono verificate sulla terra, ma nei mondi spirituali.

Rudolf Steiner ne parlò nelle conferenze sul karma tenute nell’estate e nell’autunno del 1924.69 In queste conferenze viene svelato il mistero per cui all’inizio dell’era moderna o più precisamente all’inizio del quinto periodo di civiltà postatlantico nell’anno 1413, sulla terra si spezzò definitivamente il legame tra la celeste Sofìa e l’umanità (il che dal punto di vista terrestre si presentò come la sua uccisione da parte di Lucifero e fu il risultato della penetrazione sempre maggiore degli impulsi arimanici nell’interiorità umana),70 ma nel mondo spirituale, nell’alta sfera solare, ebbe già inizio la preparazione al suo futuro risveglio. Questa preparazione doveva consistere nel superamento del pericolo principale che ora incombeva con sempre maggiore intensità sull’umanità della terra: rimanere per sempre senza la Sofìa, sprofondare irreparabilmente nel vortice dell’oscuro materialismo. Questo pericolo può essere superato soltanto mediante la costruzione di un ponte già sulla Terra, un ponte che unisce nuovamente l’umanità alla celeste Sofìa; e l’AntropoSofìa doveva diventare questo ponte.

 

Per questo l’arcangelo solare Michele radunò nell’alta sfera solare tutti gli esseri a lui uniti della terza gerarchia nonché molte anime umane disincarnate, per la loro preparazione soprasensibile e per costituire poi sotto la sua diretta guida una vasta «scuola soprasensibile» operante nell’arco di vari secoli.71 Nell’ambito solare però, questa scuola si trovò nella sfera d’azione della seconda gerarchia, ed era perciò collegata con l’intera entità di settemplice costituzione della celeste Sofìa.

 

In connessione all’inizio dell’attività di questa scuola superiore, Rudolf Steiner descrive un evento cosmico del tutto particolare, consistente nel fatto che proprio allora, alcune entità della più alta gerarchia, la prima gerarchia, portarono l’intelligenza cosmica dal cuore nella testa dell’uomo.

Secondo le sue parole ciò fu paragonabile a un «temporale universale» con «lampi e tuoni». Questo avvenne con l’aiuto della seconda gerarchia.

▸«Vediamo che i serafini, i cherubini e i troni

conducono lo spirituale dall’ambito di exusiai, dynamis e kyriotetes giù nel fisico,

inoculano mediante la loro potenza, lo spirituale nel fisico».

 

Ciò significa che hanno compiuto questa azione cosmica per mezzo delle tre parti costitutive superiori della celeste Sofìa.

Di conseguenza «l’uomo venne completamente trasformato»,

«se prima era un uomo di cuore», «poi [egli] divenne un uomo di testa»,

processo questo che avrà conseguenze ancora «per secoli e millenni» nell’evoluzione della Terra.

 

Il contenuto della scuola di Michele tuttavia, ciò che Michele stesso insegnò ai suoi allievi umani e gerarchici,

non fu altro che la fondazione del nuovo cristianesimo cosmico.72

 

• Nella scuola solare di Michele esso venne fondato principalmente nella forma ispirativa.

• Più tardi, nel passaggio tra il XVIII e il XIX secolo,

esso venne trasformato nelle forme di un possente culto immaginativo

che ebbe luogo nel mondo spirituale adiacente alla Terra, vale a dire nella sfera lunare,

preparando con ciò definitivamente la sua discesa sulla terra.

▸Allora «nel mondo soprasensibile furono depositate possenti immaginazioni cosmiche,

le quali rappresentano ciò che potrei definire il nuovo cristianesimo».73

 

• A quel tempo questo culto immaginativo

era collegato maggiormente alle parti costitutive inferiori della celeste Sofìa (alla terza gerarchia).

 

Questi due eventi costituirono due gradi di preparazione soprasensibile dell’AntropoSofìa:

▸«Così abbiamo una doppia preparazione soprasensibile

per quello che sulla Terra deve diventare AntropoSofìa:

• la preparazione nella grande scuola soprasensibile a partire dal XV secolo;

• poi quella (…) che si configurò nel soprasensibile come un culto immaginativo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX, quando in possenti raffigurazioni immaginative fu plasmato ciò che gli allievi di Michele avevano allora imparato nella scuola di insegnamento sopra-sensibile».

▸«Così furono preparate le anime che poi discesero nel mondo fisico, e che da tutte queste preparazioni dovevano ricevere l’impulso a dirigersi verso ciò che poi deve operare come AntropoSofìa sulla Terra».74

 

Di tutte le parti costitutive della celeste Sofìa, partecipò ad entrambi i gradi soprasensibili con particolare intensità l’essere AntropoSofìa, la sua parte costitutiva più recente e più vicina all’umanità, poiché esso proprio in quel periodo si stava preparando a intraprendere il suo cammino nell’anima cosciente degli uomini sulla terra. E queste anime dovevano essere proprio quelle che avevano partecipato ai due eventi soprasensibili citati.

A ciò corrisponde anche il fatto che i contenuti della scuola di Michele nel mondo soprasensibile vennero elevati nei partecipanti «alla coscienza intelligente, all’anima cosciente», «ciò che una volta, nei tempi antichi, nell’anima razionale (affettiva) e così via, fu proprietà di saggezza degli uomini».75

Mediante questa partecipazione esse avevano creato in sé i presupposti karmici per sperimentare questo processo in modo del tutto cosciente, più tardi, sulla terra. Dovevano trovare nella loro incarnazione terrestre, partendo dal loro karma micheliano, la moderna scienza dello spirito e diventare con ciò allieve dell’AntropoSofìa, vale a dire suoi collaboratori e aiutanti nell’opera di risveglio della Sofìa nell’umanità, e in seguito nella realizzazione della sua missione sulla terra, nella forma adeguata all’attuale epoca dell’anima cosciente.

 

Questo processo di risveglio della Sofìa è ancora molto distante dal suo compimento.

Il suo inizio ebbe luogo soltanto mediante la fondazione della moderna scienza dello spirito nel XX secolo da parte di Rudolf Steiner.76 Il portare al culmine questo processo, ciò che oggi possiamo definire anche la culminazione dell’antropoSofìa nel mondo, che Steiner mise in relazione con la fine di questo e l’inizio del prossimo secolo,77 è il compito più importante degli antroposofi oggi viventi ed operanti sulla terra, quali allievi dell’essere soprasensibile AntropoSofìa, a loro inviata come guida nel cammino di unione con la celeste Sofìa.

 

Questa unione avverrà nel nostro periodo in modo tale che l’essere AntropoSofìa, dopo essere penetrato all’inizio del nostro secolo nell’anima cosciente dell’umanità al punto da potersi ora collocare davanti ad essa come un essere oggettivo del mondo spirituale, il cui prossimo compito è quello di condurre tutti gli uomini di buona volontà dall’anima cosciente al sé spirituale, condurrà con ciò nuovamente ad una nuova, cosciente unione con l’intero macrocosmo (la celeste Sofìa).

Rudolf Steiner descrive questo processo anche nelle immagini della Leggenda della nuova Iside: «Ciò che conquistiamo grazie alla Iside ritrovata [AntropoSofìa], dobbiamo porcelo dinanzi in modo vivente, così che spiritualmente divenga per noi l’universo celeste, il cosmo».78

 

Ma per potere realmente entrare in questo «universo celeste», questo cosmo della Sofìa colmo di saggezza universale, è anzitutto necessario trovare realmente questo essere nel mondo spirituale. Nell’attuale epoca questo può avvenire soltanto mediante l’unione con ciò che esso inviò all’umanità in forma di moderna scienza dello spirito, la sola che è in grado di stabilire un collegamento tra l’uomo della terra e questo essere soprasensibile, e attraverso di esso con la sfera della celeste Sofìa. Di questo ci parla oggi La leggenda della nuova Iside, «questa leggenda di Iside, dell’uccisione di Iside per mezzo di Lucifero, dell’espulsione nello spazio universale, divenuta astrazione matematica, vale a dire sepolcro della Iside, della ricerca di questa Iside, del ritrovamento di questa Iside attraverso lo stimolo delle forze di conoscenza spirituali interiori».

 

In che cosa però consiste concretamente oggi questa ricerca della nuova Iside attraverso «lo stimolo delle forze di conoscenza spirituali interiori»?

Abbiamo detto sopra che le due correnti dei magi e dei pastori subirono una decisiva metamorfosi come conseguenza dell’unione dell’essere AntropoSofìa, la più recente parte costitutiva della celeste Sofìa, con l’anima cosciente dell’uomo.

La corrente dei pastori, da corrente interiore e ispirativa del cuore si trasformò in una corrente di osservazione sensibile-esteriore della natura, basata su esperimenti scientifici, i quali oggi sono l’orgoglio della scienza; e la corrente cosmico- immaginativa dei magi divenne la spiegazione astratta e meccanicistica, puramente intellettuale, della nascita e della composizione visibile dell’universo. Entrambe le correnti servirono così, nella loro metamorfosi, come base per la definitiva emancipazione dell’uomo dal mondo spirituale e rappresentano dall’inizio dell’era moderna una premessa indispensabile per la libertà individuale.

 

• Oggi tuttavia entrambe le correnti, dopo che l’essere AntropoSofìa (la nuova Iside) ha compiuto il suo passaggio attraverso l’anima cosciente dell’uomo e ha raggiunto il grado del sé spirituale collocandosi nuovamente avanti all’uomo come un’entità oggettiva del mondo spirituale, con l’aiuto della moderna scienza dello spirito devono subire un’ulteriore metamorfosi, che questa volta però non conduce dall’alto al basso, dal mondo spirituale al mondo materiale, ma segue AntropoSofìa dal basso verso l’alto, dal mondo materiale nuovamente al mondo spirituale.

 

Questo cammino che segue AntropoSofìa, che conduce a una cosciente unione con la celeste Sofìa nel mondo spirituale, fu chiamato da Rudolf Steiner «la ricerca della nuova Iside, della divina Sofìa».

Nel ciclo così intitolato, dedicato a questa ricerca, egli disse:

▸«Dopo tutto potrebbe essere che questa comunità antroposofica sia una comunità di uomini uniti nell’amore, perché sentono che spetta loro una comune ricerca. Rendiamoci conto di questo nostro intimo, profondissimo compito!»79

 

Nello stesso ciclo Rudolf Steiner descrisse poi in modo del tutto concreto questa moderna ricerca della nuova Iside-Sofìa e la metamorfosi ad essa collegata delle due vie, quella dei magi e quella dei pastori.

• In merito alla metamorfosi della prima via disse:

▸«Dobbiamo trovare nuovamente la via del ritorno, dobbiamo ritrovare la possibilità di intensificare in modo plastico fino all’immaginazione, l’interiorità che oggi è soltanto arida matematica. Dobbiamo imparare a comprendere l’immaginazione che ci fornisce la scienza d’iniziazione [antropoSofìa]. Qual è il contenuto di queste immaginazioni? Ebbene, esse sono la continuazione di quello grazie a cui i magi dell’oriente hanno riconosciuto l’avvicinarsi del Cristo».80

• E in merito alla metamorfosi del cammino dei pastori disse:

▸«La forza che nei pastori dell’annunciazione si trovava ancora nell’interiorità, nei cuori, oggi si trova soltanto negli occhi, nelle orecchie. Si è inserita del tutto nella parte esteriore dell’uomo e percepisce soltanto l’esteriorità, la superficie dei sensi. Eppure deve uscire ancora di più all’esterno. Per questo però l’uomo deve abbandonare il proprio corpo per poter dare all’ispirazione (…) dalla scienza d’iniziazione, la stessa cosa che l’annunciazione [dell’angelo] diede all’ingenua conoscenza interiore dei pastori nei campi».

 

Poi Rudolf Steiner continua, riassumendo oggi il carattere e le mete delle due vie trasformate:

▸«Se, come era un tempo per l’astrologia dei magi e per l’umana concezione del cuore dei pastori, nell’uomo moderno coopera ciò che nella scienza d’iniziazione proviene tramite l’immaginazione e l’ispirazione, allora l’uomo mediante le conoscenze dell’immaginazione e dell’ispirazione, si eleverà di nuovo per cogliere spiritualmente il Cristo vivente».

 

In altre parole, l’unione dell’anima con le immaginazioni ed ispirazioni date oggi dall’AntropoSofìa, le quali svelano il mistero dello spirito operante nella natura, nel cosmo e soprattutto nell’uomo, nell’anthropos, non è altro che l’attuale «ritrovamento della nuova Iside, della celeste Sofìa, che l’uomo deve trovare se vuole che la forza del Cristo, che possiede dopo il mistero del Golgota, diventi vivente in lui, completamente vivente, vale a dire si compenetri di luce», si compenetri della luce della Sofìa, la luce della nuova conoscenza e della nuova sapienza del Cristo.

 

Così, come abbiamo descritto nella prima parte di quest’opera,

oggi lo studio della scienza dello spirito, se viene svolto nello spirito,

conduce al ritrovamento della nuova Iside, al concreto incontro con l’essere vivente AntropoSofìa, c

he solo oggi è in grado di compenetrare con la luce della conoscenza cosciente

l’attuale azione del Cristo entro l’umanità, che altrimenti rimarrebbe nascosta.

 

Come risultato si apre per l’uomo la possibilità

di sperimentare coscientemente il mistero centrale del Cristo nel nostro tempo,

la nuova rivelazione del Cristo in forma eterica che ha inizio nel XX secolo.

 

 


 

Note tra parentesi:

(58) – Nell’antica letteratura gnostica l’uccisione della Sofia per mezzo di Lucifero fu già presagita profeticamente e rappresentata come caduta, paragonabile al peccato originale dell’uomo. Gli gnostici denominarono Achamot questa Sofia caduta o dal punto di vista del mondo spirituale, questa Sofia uccisa.

 

Note:

59 – Vedi ibidem

60 – Immnuel Kant, Critica della ragion pura, ‘Conclusione’ ;

61 – I maestri della scuola di Chartres nel XII secolo e Tommaso d’Aquino nel XIII secolo scrissero e parlarono ancora delle «intelligenze razionali» (gerarchie), che vivono nelle sfere planetarie, come pure della dea natura e degli spiriti elementari al suo servizio. Residui di questa tradizione li troviamo in Brunetto Latini e nel suo allievo Dante Alighieri.

62 – O.O. 202, 24.12.1920

63 – O.O.237

64 – O.O.237, 8.8.1924, e la seguente citazione

65 – Ibidem

66 – O.O.237, 3.8.1924

67 – O.O.180, 6.1.1918 e O.O.202, 23,24,25,26.12.1920

68 – O.O.233, 19.4.1924

69 – O.O.237 e O.O.240

70 – O.O.184, 22.9.1918 e 5.10.1918

71 – O.O. 237, 28.7.1924; O.O.240, 20.7.1924 e 21.8.1924

72 – O.O.237, 28.7.1924, e le seguenti citazioni

73 – O.O.240, 18.7.1924 e 21.8.1924

74 – O.O.240, 18.7.1924

75 – O.O.240, 20.7.1924

76 – O.O.237, 28.7.1924

77 – In merito al culmine del movimento antroposofico per la fine del XX secolo e inizio del XXI secolo Vedi O.O.237, 28.7.1924; 8.8.1924; e O.O.240, 14.8.1924, 27.8.1924

78 – O.O.202, 24.12.1920, e la seguente citazione

79 – Ibidem

80 – O.O.202, 25.12.1920 e le seguenti citazioni

 

 

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