////02 – LA VIA D’INIZIAZIONE MODERNA E IL SUO RIFLESSO NELLE SETTE MAGGIORI FESTE CRISTIANE

02 – LA VIA D’INIZIAZIONE MODERNA E IL SUO RIFLESSO NELLE SETTE MAGGIORI FESTE CRISTIANE

La via d’iniziazione moderna e il suo riflesso nelle sette maggiori feste cristiane

Il corso dell’anno come via di iniziazione – San Giovanni


 

Abbiamo sin qui cercato di considerare dal punto di vista esoterico

fino a che punto le tappe principali della moderna iniziazione stiano alla base del corso dell’anno.

 

Il legame interiore che abbiamo rilevato

tra i sette gradi di iniziazione e il ritmo dell’anno non è causale, ma è espressione di leggi universali.

 

Tale via di iniziazione rispecchia fedelmente la vita del macrocosmo,

ed è perciò contenuta in modo occulto nel ritmo dell’anno: dobbiamo solo prenderne coscienza.

Essa è qualcosa di oggettivo, indipendente da inclinazioni o simpatie.

 

Con ciò possiamo anche dire: l’intero universo fu creato dagli Dei sulla base delle leggi dell’iniziazione.

• E quando l’uomo intraprende la via dell’iniziazione, egli non fa altro che diventare consapevole di queste leggi,

acquistando così la possibilità di penetrare in piena coscienza nel grande ordine gerarchico.

• Egli diviene strumento, «laringe» per le divinità del cosmo,

portatore cosciente di quelle leggi sulle quali gli Dei hanno creato il mondo.

 

Nella nostra ricerca dei fondamenti spirituali del corso dell’anno, abbiamo messo in evidenza sette feste cristiane.

• Esse introducono nel ritmo duodecemplice dell’anno il ritmo settemplice dello sviluppo interiore dell’anima.

Queste feste sono: San Michele, Natale, Epifania, Pasqua, Ascensione, Pentecoste e San Giovanni.

 

Le tappe principali del cammino iniziatico non hanno una scadenza categorica nel corso dell’anno, poiché sono in relazione con interi periodi dell’anno di cui le rispettive feste sono solo i momenti culminanti. Ciò nonostante, considerando le relative corrispondenze, possiamo tentare un collegamento più diretto tra le festività principali e le tappe fondamentali dell’iniziazione contemporanea. Tale collegamento deriva fino a un certo grado direttamente da quanto fin qui esposto. Nondimeno è necessario un ulteriore chiarimento al fine di ottenere un quadro compiuto.

 

Se esaminiamo il ciclo dell’anno nella sua interezza,

vi ritroviamo non uno, bensì tre ‘natali’, o per meglio dire tre nascite divine.

 

Il primo è il Natale propriamente detto:

è la nascita sulla Terra dell’uomo Gesù di Nazareth (anima natanica) e viene festeggiato il 25 dicembre.

Si tratta di una nascita lunare

in quanto la nascita fisica di ogni uomo sulla Terra dipende dalle forze della Luna, ovvero dalle forze dell’ereditarietà.

Esse sono dirette nel cosmo soprattutto dall’arcangelo Gabriele5

e il tempo dell’anno in cui la sua azione sugli avvenimenti terreni è particolarmente accentuata

è il solstizio d’inverno, ovvero il Natale.6

 

Nei tempi antichi l’uomo non aveva ancora il pieno potere sul processo della concezione e della nascita,

che erano invece controllate soprattutto nelle sedi dei misteri.

Il concepimento doveva attuarsi in modo tale che il bambino nascesse necessariamente verso il periodo natalizio7

e cioè potesse scendere sulla Terra dalla sfera lunare sotto la direzione di Gabriele.

 

Un esempio classico di tale nascita l’abbiamo proprio nella nascita dell’anima natanica, il 25 dicembre e nell’annunciazione fatta da Gabriele, l’arcangelo lunare.8 Peraltro, nel caso dell’anima natanica, l’influsso delle forze lunari venne significativamente aumentato per il fatto che alla svolta dei tempi scendeva sulla Terra una entità umana alla sua prima incarnazione dopo l’epoca lemurica, epoca che a sua volta era stata la ripetizione dell’antica incarnazione lunare della Terra stessa.

 

L’anima natanica

era portatrice dell’immacolata sostanza dell’io non tocca dalla tentazione 9

infusa nell’uomo all’epoca lemurica dall’ehloim lunare Jahve,

che era il principale antagonista di Lucifero nel nostro universo,10

l’avversario di quello spirito che era rimasto indietro proprio sull’antica Luna

e aveva portato all’umanità il peccato originale.

 

Dunque dalle più diverse angolature abbiamo indicazioni secondo cui la festa del Natale è correlata a una nascita lunare, si trova cioè ancora totalmente sotto l’influsso delle forze lunari.(1)

Questo è anche il motivo per cui la conoscenza esoterica del Natale è accessibile soprattutto alla conoscenza immaginativa, che ha un profondo legame sia con l’antica, sia con l’attuale Luna (vale a dire con la sfera lunare circostante la Terra). E se il Natale è il soggetto preferito dei pittori dall’inizio dell’epoca cristiana, è sia perché la pittura è particolarmente prossima al mondo immaginativo, sia perché i residui dell’atavica chiaroveggenza si sono conservati in Europa fino al principio del secolo XIX mentre le facoltà ispirative ed ancor più intuitive erano scomparse pressoché totalmente già verso il quarto secolo dell’era cristiana.11

Infine secondo i dati della moderna investigazione spirituale il vangelo di Luca, che contiene la fondamentale annunciazione del Natale, fu scritto sostanzialmente sulla base di una conoscenza immaginativa e per ciò stesso fu sempre accessibile anche alle anime più semplici ed ingenue.12 Allo stesso modo il Natale è in Europa la festa dell’anno in genere meglio compresa e più amata.

 

La seconda ‘nascita’ è quella dell’Epifania.

È la festività della discesa del Cristo nei tre involucri di Gesù di Nazareth al Battesimo del Giordano.

Si tratta di una nascita puramente solare, in cui lo spirito solare del Cristo si incarna sulla Terra.

Fino al momento della sua discesa sulla Terra

il Cristo apparteneva completamente alla grande sfera solare

e dirigeva tutta l’evoluzione planetaria attraverso possenti ritmi cosmici

e con l’ausilio di ciò che viene chiamata «la musica delle sfere» la cui sorgente è il Sole medesimo:

 

« Gareggia il sole, con l’antico suono

tra le sfere sorelle, in armonia;

e col rombante impeto del tuono

va ricompiendo la prescritta via »

(Goethe, Faust)13

 

Quindi per comprendere la natura del battesimo al Giordano (cioè della seconda nascita, quella solare),

era necessaria non solo la conoscenza immaginativa ma anche quella ispirativa.

 

In altre parole: non basta più una semplice chiaroveggenza, ma è necessario un certo grado di iniziazione.14 Ed è quel grado di iniziazione che possedeva Giovanni il Battista. Secondo quanto ci comunica la scienza dello spirito egli aveva raggiunto quella che viene definita «iniziazione acquario», in virtù della quale potè ricevere ispirazioni da parte di una determinata entità della gerarchia degli angeli.

▸ «Lo sguardo di Giovanni il Battista venne educato in modo tale per cui, nottetempo, egli poteva guardare la costellazione dell’acquario attraverso la Terra fisica. Egli possedeva dunque quel grado di iniziazione per cui l’angelo prese possesso della sua anima, processo che viene definito «iniziazione acquario».15

 

Ecco perché Giovanni viene inviato a preparare la strada al Cristo Gesù.

Infatti grazie alla sua iniziazione egli poteva penetrare fino alla sfera dell’ispirazione e così riconoscere nel Cristo il grande spirito solare e, con l’aiuto dell’immaginazione ispirata affermare:

«Ho veduto lo spirito scendere come colomba dal cielo, e restare legato a lui;16e più avanti: …quando, rivolto lo sguardo a Gesù che passava, disse: Ecco l’agnello di Dio».17

 

Nella conferenza del 28 luglio 1922 Rudolf Steiner tratta ampiamente il significato esoterico di queste due passi, sottolineando che le parole del Battista traggono origine dalla sfera della conoscenza ispirativa. Egli dice:

▸ «Corrisponde assolutamente a questo tipo di conoscenza il fatto che lo Spirito Santo venisse raffigurato, da coloro che si appellavano all’ispirazione, in forma di colomba. Come dobbiamo intendere al giorno d’oggi il fatto che si parli dello Spirito Santo in forma di colomba? Coloro che parlavano in tali termini erano uomini ispirati secondo l’antica veggenza atavica. Essi scorgevano lo Spirito Santo in questa forma quale ispirazione, nella regione ove esso si mostrava in forma puramente spirituale. E come avranno caratterizzato il Cristo questi contemporanei del mistero del Golgota dotati di ispirazione atavica?

Forse lo hanno veduto esteriormente, e lo hanno quindi raffigurato come uomo. Per vederlo come uomo nel mondo spirituale avrebbero avuto bisogno di intuizioni.

Ma al tempo del Golgota non vi era nessuno [con l’eccezione di Giovanni-Lazzaro]

che fosse in grado di vedere il Cristo nel mondo dell’intuizione, sotto forma di io.

Ma vi era chi poteva scorgerlo in virtù delle forze ataviche di ispirazione. E costoro si servivano di forme animali per caratterizzare il Cristo: “Ecco l’agnello di Dio!” Questo è per quel tempo un linguaggio appropriato, un linguaggio che dobbiamo usare se penetriamo nel mondo spirituale grazie all’ispirazione».18

 

Ma oltre a queste parole di Rudolf Steiner, c’è un altro dato riferito dall’odierna ricerca spirituale che ci indirizza al carattere ispirativo del battesimo al Giordano.

È il fatto che il Cristo, attraversando le gerarchie durante la sua discesa dal Sole sulla Terra,

giunto alla sfera degli arcangeli, si incarnò direttamente negli involucri di Gesù di Nazareth

‘saltando’ la sfera degli angeli, cioè la sfera lunare.19

Perciò le parole che risuonarono come un’armonia delle sfere al Giordano: «Questo è il mio figlio, che io amo: oggi l’ho generato»20 erano comprensibili solo agli uomini legati alla sfera degli arcangeli, che sono i geni della parola.21

 

E per concludere questa caratterizzazione del mistero del battesimo al Giordano, si deve dire che il suo carattere ispirativo è reperibile anche nel fatto che l’arte più adatta ad esprimere l’essenza della nascita del Cristo in Gesù di Nazareth, è la musica.

Rudolf Steiner dice che nel futuro il massimo compito della musica sarà quello di esprimere la natura del mistero dell’incarnazione del Cristo sotto forma puramente musicale.

 

• Così come l’impulso di Gesù può essere reso nel modo migliore con l’elemento plastico-figurativo,

• così «l’impulso del Cristo, può essere trovato nell’elemento musicale».22

 

La terza ‘nascita’ infine, è quella del Golgota.

È la nascita del Cristo nella sfera spirituale della Terra.

 

Nel ciclo di conferenze Da Gesù a Cristo Rudolf Steiner la definisce come

«il parto di un nuovo organo della natura umana, di un corpo incorruttibile»,23

ovvero in termini scientifico-spirituali, del «fantoma» del corpo fisico dell’uomo.

 

E poiché «il germe di questo fantoma, per così dire la prima pietra, fu posto dai troni durante l’eone di Saturno…»24

ne deriva che esso ha rapporto

• da un lato con l’attuale Saturno quale pianeta più esterno del sistema solare,25

• e dall’altro con l’intero mondo stellare al quale appartengono le entità della prima gerarchia,26 compresi i troni.(2)

 

Già trattando del mistero pasquale dicemmo che il fantoma del corpo fisico,

sorto dal sepolcro del Golgota e collegato con l’intero cosmo stellare

nonché con il fine supremo dell’evoluzione terrestre,

rappresenta la realizzazione del principio dell’uomo spirituale su Vulcano,

quale controimmagine dello stato dell’antico Saturno.

 

Possiamo allora dire riassumendo:

• questa terza nascita può in verità essere definita «nascita saturnia, o stellare»,

• così come il battesimo al Giordano può essere definito come una «nascita solare»,27

• e il Natale del vangelo di Luca «nascita lunare».

 

Tuttavia,

poiché la sfera delle stelle fisse, del grande uomo macrocosmico (l’Adamo-Kadmon)

è al tempo stesso la sfera in cui opera il Logos, il verbo universale,

il supremo aspetto dell’entità universale del Cristo,

ecco che l’uomo che voglia penetrare in tale sfera

e sperimentare il mistero cosmico del verbo e di conseguenza il mistero del Golgota,

deve elevarsi fino alla sfera dell’intuizione, fino alla conoscenza intuitiva.

 

E l’arte più adatta a far risuonare nella sfera terrestre

qualche cosa del mistero del Logos è l’arte del linguaggio, della parola,

che raggiunge il suo culmine nel vangelo dell’apostolo Giovanni,

l’unico dei discepoli del Cristo Gesù che potè rimanere sotto la croce in piena coscienza

(cioè con la coscienza più elevata, quella intuitiva).

 

A proposito del carattere soprasensibile delle fonti spirituali del quarto Vangelo,

Rudolf Steiner dice:

▸ «È dunque lecito dire che il vangelo di Giovanni è scritto dal punto di vista ‘intuitivo’, cioè di un iniziato innalzatosi ai segreti del cosmo fino all’intuizione e che descrive perciò l’evento del Cristo come esso si presenta all’intuizione (…) sicché possiamo chiamare l’autore del vangelo di Giovanni (…) come colui che annuncia il Cristo attraverso la parola interiore elevata al grado dell’intuizione. Infatti in sostanza egli ci descrive i misteri del regno del Cristo dotato della parola interiore ovvero del Logos. Alla base del vangelo di Giovanni sta dunque la conoscenza intuitiva-ispirativa».28

 

Riassumendo:

Nel corso dell’anno abbiamo tre nascite,

• quella lunare, quella solare e quella saturnia o stellare,

corrispondenti rispettivamente alle feste • di Natale, di Epifania e di Pasqua.

 

Dal punto di vista del moderno cammino di iniziazione29 possiamo dire:

• per comprendere realmente il Natale,

la nostra coscienza deve ‘nascere’ alla sfera dell’immaginazione;

• per conoscere l’Epifania la coscienza deve nascere alla sfera dell’ispirazione e infine,

• per acquisire la conoscenza del mistero del Golgota, è necessario nascere alla sfera dell’intuizione.30

 

Questo è il senso concreto delle parole dell’iniziato cristiano contemporaneo:

▸ «A ciascun grado della conoscenza soprasensibile ci si presentano i grandi segreti connessi con quello che chiamiamo l’evento del Cristo; cosicché sia la conoscenza immaginativa, sia l’ispirazione, sia l’intuizione hanno molte, infinite cose da dire intorno a all’evento del Cristo».31

 

In conclusione vogliamo riprendere brevemente la festa autunnale di Michele

per evidenziarne una particolarità che la differenzia da tutte le altre feste dell’anno.

Tale particolarità è questa:

le altre sei feste, nella loro forma cristiana, esistono in seno all’umanità già da circa duemila anni

e sono state solo rinnovate dalla scienza dello spirito ad indirizzo antroposofico;

la festa di Michele invece è stata fondata nel XX secolo(3) quale nuova festa cristiana.

 

In tal modo tutte le feste trovano il loro pieno compimento e significato,

cosa che si manifesta esotericamente nel numero sette.

 

 


 

Note tra parentesi:

(1) – Naturalmente l’anima natanica era anche collegata col Sole (vedi il capitolo ‘Da San Michele a Natale’) ma la sua nascita fisica sulla terra, come ogni nascita fisica d’uomo, si trovava sotto il segno delle forze lunari.

(2) – Per tale motivo il fantoma del corpo fisico dell’uomo risanato dal Cristo, può anche essere definito «corpo stellare».

(3) – La sua istituzione è avvenuta nel 1923, quarantaquattro anni dopo l’inizio della nuova reggenza di Michele.

 

Note:

5 O.O.240, 19.7.1924

6 O.O.229, 13.10.1923

7 O.O.229, 7.10.1923

8 Vedi Lc. 1,26-38

9 Nel Gesù del vangelo di Luca dobbiamo vedere un essere umano, ancorché in un certo modo anche angelico, o persino arcangelico (vedi pag. 41) «Questo io [l’anima natanica] aveva significative particolarità: anzitutto non era stato toccato da niente di tutto ciò che un io umano poteva allora sperimentare sulla Terra; era mondo da ogni influsso luciferico e arimanico; era qualcosa che nei confronti degli altri io umani è per noi una sfera vuota, qualcosa di assolutamente vergine per ogni esperienza terrena, un niente, un negativo dell’esperienza terrena. Perciò quel bambino Gesù natanico appariva come se non avesse alcun io umano, come se consistesse solo di un corpo fisico, uno eterico e uno astrale (…) ordinati però così armoniosamente da rappresentare la sintesi perfetta dell’evoluzione di Saturno, Sole e Luna» (12.10.1911, O.O.131).

10 O.O.120, 22.5.1910

11 – Cf. anche la conferenza del 15.9.1909, O.O. 114

12 – O.O. 114, 16.9.1909

13 – Citato da O.O. 121, 11.6.1910

14 – O.O. 114, 15.9. 1909

15 – O.O. 124, 6.12.1910

16 – Gv. 1,32

17 – Ibidem

18 – O.O.214, 28.7.1922

19 – Si può quindi anche dire che il Cristo scese direttamente dal Sole sulla Terra. Per questo Mosè potè contemplare il Cristo nella sfera lunare solo indirettamente, attraverso l’elohim lunare Jahve (cf. O.O.114, 21.9.1909)

20 – Lc. 3,22; citato da O.O.114, 21.9.1909

21 – Lc. 3,22. Citato da O.O.114, 21.9.1909

22 – O.O.243, 22.8.1924

23 – O.O.131, 11.10.1911

24 – O.O.131, 10.10.1911

25 – Per il rapporto fra l’antico e l’odierno Saturno vedi O.O.110, 17.4.1909. Dal punto di vista del cosmo gerarchico è Saturno il pianeta più esterno del nostro sistema solare.

26 – O.O.110, 14 e 15.4.1909, nonché O.O.233, 4.1. 1924

27 – Perciò il Gesù di Matteo, vale a dire il rinato Zarathustra, nacque nello stesso giorno in cui più tardi doveva avvenire la grande natività solare del Cristo. Infatti Zarathustra era il grande araldo terreno e il maestro della

saggezza ispirativa dei misteri solari.

28 – O.O.114, 15.9.1909

29 – Per il significato di queste tre nascite nei misteri antichi vedi conferenza del 20.4.1924, O.O.233a

30 – Nella conferenza del 12.8.1908 (O.O.105) Rudolf Steiner caratterizza la coscienza immaginativa come planetaria, quella ispirativa come coscienza dell’intero sistema solare e quella intuitiva come coscienza universale, vale a dire tale da superare i limiti del sistema solare e penetrare nella sfera delle stelle fisse.

31 – O.O.114, 15.9.1909

 

 

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