///07/a – EPILOGO: IL RITORNO ETERICO E I COMPITI DELLA SOCIETÀ ANTROPOSOFICA

07/a – EPILOGO: IL RITORNO ETERICO E I COMPITI DELLA SOCIETÀ ANTROPOSOFICA

Epilogo: Il ritorno eterico e i compiti della Società Antroposofica

L’apparizione del Cristo eterico


 

Alla fine della presentazione del tema di questo libro, vorrei ancora porre in primo piano due aspetti del ritorno eterico del Cristo che possono essere di particolare importanza per l’attuale e per il futuro sviluppo della Società Antroposofica, poiché alla luce dei due aspetti nel periodo odierno essa deve assolvere un compito importante.

Il primo aspetto è già stato messo in rilievo nel secondo capitolo.

Nella conferenza là citata del 26 dicembre 1914, Rudolf Steiner paragona l’Antroposofia con il bambino di Natale e mette in rilievo che è chiamata ad un continuo sviluppo mediante gli uomini uniti ad essa, per un giorno divenire un essere completamente adulto, nel quale può incarnarsi il Cristo eterico.

 

Se ora consideriamo che uno dei principali compiti della Società Antroposofica è quello di coltivare l’Antroposofia, è possibile vedere tutta la vita della Società in una nuova luce: Mediante il lavoro spirituale dei suoi membri, essa è chiamata a divenire un giorno portatrice del Cristo eterico. Osservando il futuro della Società Antroposofica in tale possente prospettiva, è possibile attingerne anche la forza per essere a poco a poco all’altezza di questo compito.

 

Il secondo aspetto, collegato inseparabilmente con il ritorno eterico del Cristo, ma che temporalmente lo oltrepassa di gran lunga, è l’attività del Cristo quale Signore del Karma, che ha inizio nel presente.

Anche qui, in merito, un’esposizione di Rudolf Steiner è di decisiva importanza. Come egli collega l’inizio del ritorno del Cristo con gli anni trenta del XX secolo e per lo sviluppo di esso indica sempre di nuovo un periodo di 3000 anni, così del nuovo ufficio karmico del Cristo egli dice che perdurerà sino alla fine dell’evoluzione della Terra (vedi pag. 24). E come inizio dell’agire del Signore del Karma, Rudolf Steiner indica la fine del XX secolo, vale a dire il periodo attuale.

 

▸ «Come all’inizio della nostra èra si svolse per il piano fisico in Palestina un avvenimento in cui il Cristo ebbe parte essenziale, un avvenimento che ha importanza per l’intera umanità, così nel corso del ventesimo secolo, verso la fine del ventesimo secolo, si svolgerà a sua volta un evento importante, non nel mondo fisico bensì nei mondi superiori, appunto nel mondo da noi indicato come mondo dell’eterico; tale evento avrà un’importanza altrettanto fondamentale per l’evoluzione dell’umanità quanto l’evento di Palestina al principio della nostra èra

Nel secolo ventesimo si verificherà cioè che nell’universo un determinato incarico riguardante l’evoluzione umana passerà al Cristo in un modo più ampio di quanto prima non fosse. La ricerca occulta chiaroveggente ci insegna che nel nostro tempo si presenta il fatto importante che il Cristo diventa il Signore del Karma per l’evoluzione dell’umanità» (O.O. 131, 7.10.1911).

 

Se teniamo conto del fatto che nella nuova fondazione della Società Antroposofìca durante il Convegno di Natale Rudolf Steiner passò ad essa l’importante compito di lavorare coscientemente al portare ordine nel proprio Karma, affinché a poco a poco sulla Terra nasca una prima comunità karmica libera, allora possiamo riconoscere tale compito anche nella prospettiva e nella dimensione spirituale ad esso dovuto.181

 

In merito Rudolf Steiner dice:

▸ «Che cosa unisce i soci della Società Antroposofìca? Li unisce il dover portare ordine nel proprio Karma! … La realtà è che l’uomo anela a rientrare nel proprio Karma, nel suo vero Karma, anela a vivere il suo vero Karma. Questo è il raggio cosmico che, per chi lo riconosce, si effonde con chiarezza nel Movimento Antroposofìco: ristabilire la verità del Karma» – questo però già nel senso del Cristo nel Suo nuovo ufficio karmico. A ciò è legato molto di quanto è destino del singolo nella Società Antroposofica, come anche di quanto è destino della Società stessa» (0.0. 237, 8.8.1924).

 

Possano anche essere compresi in questo senso i molti conflitti passati della Società Antroposofìca che, nonostante la loro profonda tragicità, di per sé possono tuttavia essere compresi come una parte necessaria dell’intero cammino che conduce alla meta qui indicata.182

Da questo punto di vista può apparirci in una nuova luce soprattutto il globale corpo delle conferenze sul Karma, che Rudolf Steiner ha iniziato a tenere già durante il Convegno di Natale. Infatti, esse costituiscono un fondamento di conoscenza, affinché a poco a poco gli uomini divengano coscienti collaboratori del Cristo quale Signore del Karma.

Se a questo punto consideriamo inoltre che Rudolf Steiner definì la ricerca in questo ambito quale suo vero e proprio compito183 e voleva cominciare con ciò già nei primi inizi della sua attività antroposofica, allora comprendiamo quanto profondo e centrale era il collegamento di tale compito con la preparazione all’ufficio del Cristo.

 

È quindi sconvolgente venire a sapere più tardi in una conferenza da Rudolf Steiner stesso che, dopo il tentativo fallito di effettuare «Esercizi pratici sul Karma» già nel 1902 all’interno della Sezione Tedesca della Società Teosofica fondata a nuovo, dovette poi attendere ancora 21 anni per poter iniziare a occuparsi di questo tema centrale dell’opera di tutta la sua vita soltanto durante il Convegno di Natale.

 

In una conferenza sul Karma egli stesso si ricorda:

▸ «Allora (nel 1902) io volevo introdurre ciò che ora deve avvenire».

▸Infatti, «adesso, dopo che sono trascorsi più di due decenni di lavoro preparatorio, si deve finalmente iniziare con il vero elemento esoterico.184 Così potè aver luogo a Dornach il Convegno di Natale durante il quale l’elemento esoterico penetrò nella Società, e ci si può ora riallacciare a quanto allora era stato previsto, introducendo nella Società questa corrente esoterica» (O.O. 240, 16.4.1924).

 

Ciò che però nel 1902 fu impedito dalla non-comprensione degli uomini, diede a certi Spiriti arimanici l’occasione di intervenire e in senso antimicheliano tolse a Rudolf Steiner la possibilità di comunicare al mondo già prima queste verità karmiche.

 

Anche di questo egli parla nelle conferenze sul Karma:

▸ «Specialmente dopo il Convegno di Natale, a tutto quanto in effetti fu possibile dare alla Società Antroposofica, grazie al modo in cui mi fu permesso di operare da allora nella sfera dell’occulto, si è però aggiunto che dovettero tacere i demoni che prima [prima del Convegno di Natale] non permettevano che si dicessero le cose.185 Non sono cose nuove; in campo occulto non si può comunicare subito oggi quel che si è scoperto ieri; sono cioè cose vecchie, sperimentate nel modo che ho descritto» (O.O. 240,12.8.1924).

 

Le conferenze stesse sul Karma culminano indubbiamente nella descrizione del Karma della Società Antroposofìca, tema nominato così da Rudolf Steiner (e non del Movimento Antroposofico, come ci si poteva aspettare). In esse si tratta di rivelare a un gruppo di persone, che già nel prenatale da secoli avevano percorso la via di Michele e avevano partecipato alla sua Scuola soprasensibile e al Culto cosmico, il Karma solare che le unisce a Michele, per conferire loro la forza interiore di superare il loro Karma lunare e con ciò fondare insieme sulla Terra una nuova comunità karmica che deve diventare un cosciente instrumento dell’agire del Cristo nel presente quale Signore del Karma.186

 

Se la Società Antroposofica oggi, dopo aver alla fine del XX secolo il Cristo assunto definitivamente questo ufficio, afferrerà e cercherà di realizzare questo suo compito affidatole da Rudolf Steiner, allora soltanto essa sarà all’altezza della vera e propria meta della sua nuova fondazione a Natale del 1923.

Nella Meditazione della Pietra di Fondazione, che costituisce il punto centrale esoterico del Convegno di Natale e fa parte del fondamento spirituale della Società Antroposofica Universale, è data una chiarissima indicazione di questi due aspetti del Mistero del Cristo nel presente. In questa Meditazione la parola viene indirizzata due volte direttamente all’entità del Cristo, pronunciando il Suo nome. La prima indicazione si trova all’inizio della strofa macrocosmica della seconda parte:

▸ «Poiché la volontà del Cristo domina all’intorno

Nei ritmi universali dispensatrice di grazia alle anime»

(O.O. 260, 25.12.1923).

 

Queste parole si riferiscono direttamente all’attività del Cristo quale Signore del Karma, la cui volontà, portatrice di ordine nel Karma, agisce nell’aura spirituale della Terra e si manifesta nei «ritmi universali», dei quali fa parte anche la grande migrazione dell’uomo attraverso le varie incarnazioni.187 In questo cammino i fili del destino vengono intessuti dal Cristo in modo tale che il pareggio del Karma personale possa servire al massimo benessere possibile dell’umanità.

 

Così l’uomo impara a lavorare in modo nuovo al suo Karma, in libertà e in buona volontà,

cosicché dalla legge della ferrea necessità esso si trasforma in una grazia

che l’UOMO ora sperimenta derivante dal Cristo stesso.188

 

L’altro aspetto dell’agire del Cristo nel presente è indicato nelle parole tratte dalla quarta parte della Meditazione della Pietra di Fondazione, con le quali, come abbiamo già visto, Rudolf Steiner concluse l’intero Convegno di Natale:

 

«Luce divina

Cristo-Sole,

Riscalda

I nostri cuori,

Illumina

I nostri capi!»

 

Qui si tratta del sorgere del Cristo-Sole spirituale

nelle anime degli uomini che hanno trasformato i loro cuori e i loro capi, portandoli all’interiore armonia e accordo,

assolutamente necessari per il risplendere della nuova chiaroveggenza che conduce all’esperienza del Cristo eterico.

 

Nella sequenza «cuore-capo», in queste parole viene anche indicata

la corrente del sangue eterizzato del Cristo nell’uomo,

che mediante il suo collegamento con la corrente del sangue eterizzato dell’uomo,

la quale fluisce parallelamente nella stessa direzione,

conduce altresì alla percezione del Cristo eterico.

 

Affinché tuttavia queste due correnti si possano congiungere nell’uomo,

egli deve «accendere di fuoco» in giusta maniera

la corrente eterizzata del suo sangue con le conoscenze scientifico-spirituali,

vale a dire portare incontro ad esse un vero entusiasmo del cuore.

 

Rudolf Steiner descrive quanto detto nelle seguenti parole:

▸ «Ma l’evoluzione dell’umanità continua a procedere, e per la nostra epoca è importante che l’uomo impari a riconoscere che deve accogliere la conoscenza scientifico-spirituale e infiammare a poco a poco ciò che fluisce dal cuore al cervello, in modo da portare incontro all’Antroposofia la comprensione. Ne verrà di conseguenza che egli si renderà idoneo ad accogliere ciò che comincia a inserirsi nell’evoluzione a partire dal secolo XX: vale a dire il Cristo eterico al posto del Cristo fisico incarnatosi in Palestina» (O.O. 130,1.10.1911).

 

E in questo si trova il terzo compito della Società Antroposofica: essere il luogo nel mondo in cui ciò diviene possibile, dove gli uomini possono accogliere in sé l’Antroposofia in modo tale da infiammare realmente le loro anime con vero entusiasmo per la moderna conoscenza dello Spirito.

E questo può avvenire, se prima afferrano in modo possente le forze del capo in un pensare chiaro e intenso e poi discendono con esso nel cuore, per suscitare là la congiunzione delle due correnti. Ed è questo che significa la vera conoscenza di Michele che oggi conduce l’uomo al Cristo.

 

▸ «L’epoca di Michele è sorta. I cuori cominciano ad avere dei pensieri;

l’entusiasmo non fluisce più soltanto da oscurità mistiche, bensì da chiarezza d’anima sostenuta dal pensiero.

Comprendere ciò vuol dire accogliere Michele nel proprio intimo.»189

 

E quando l’uomo raggiunge questo, allora trova anche il cosciente accesso alla sfera eterica del Cristo,

il quale solo è corrispondente allo Spirito del nostro tempo, infatti

▸è «il suo collegamento con Michele, grazie al quale l’uomo trova anche la via al Cristo.»190

 

I tre compiti esoterici della Società Antroposofica qui indicati, che possono essere assolti soltanto sulla via di Michele al sevizio del ritorno eterico del Cristo e in collegamento con il Signore del Karma, mostrano con quanta intensità Rudolf Steiner vedeva il futuro di questa Società già durante la sua fondazione, in connessione con i più importanti eventi spirituali del nostro tempo e con le entità agenti in essi, e quanto in tal senso cercava di realizzare anche egli stesso con tutte le sue forze. Possa perciò la Società Antroposofica rimanere fedele all’incarico ricevuto da Rudolf Steiner e dal mondo spirituale.

 

 


 

Note:

181 – Vedi S. O. Prokofieff, L ’incontro con il male. La Pietra di Fondazione del bene, Parte VII, «L’inizio del XXI secolo e i compiti della Società Antroposofica», nuova edizione ampliata, Collana Widar Edizioni, Editrice Antroposofica 2013.

182 – Con quanta intensità i tre principali esponenti dei due grandi conflitti della Società, Marie Steiner, Ita Wegman e Albert StefFen, sino alla fine della loro vita rimasero fedeli al Convegno di Natale e con ciò a questo compito, risulta dalle loro proprie testimonianze. Vedi in merito S. O. Prokofieff, Possano udirlo gli uomini. Il Mistero del Convegno di Natale, vol. II, «I componenti della Presidenza di Fondazione sul Convegno di Natale», Widar Edizioni 2004.

183 – Vedi T. Meyer, Rudolf Steiners «eigenste Mission». Ursprung und Aktualitdt der geisteswissenschaftlichen Karmaforschung («La missione peculiare» di Rudolf Steiner. Origine e attualità dell’indagine karmica scientifico-spirituale), Basilea 2009.

184 – E in un’altra conferenza Rudolf Steiner precisa questo tempo di «attesa»: «Così il Movimento Teosofico in Germania rimase piuttosto teorico, come avviene di solito nella Theosophical Society, e l’elemento esoterico vero e proprio dovette attendere. Forse fu un bene, perché trascorsero nel frattempo più di tre volte sette anni» (O.O. 240,24.8.1924-1).

185 – Che qui si tratti dei demoni antimicheliani, consegue dall’osservazione di Rudolf Steiner nella stessa conferenza sui «nemici di Michele» che qui operavano (O.O. 240,12.8.1924). Questi sono in collegamento con gli Spiriti delle tenebre o sono persino identici ad essi. Sono gli Spiriti che intorno all’anno 1879 vennero fatti precipitare da Michele sulla Terra, ossia nel regno degli uomini, e cioè quando Michele si accingeva a divenire lo Spirito del tempo guida della nostra epoca (vedi O.O. 177, 14.10.1917).

186 – In riguardo al Karma solare e lunare, che corrispondentemente sono anche collegati con le forze della libertà (futuro) e della necessità (passato), vedi p. es. O.O. 240,25.1.1924.

187 – Vedi S. O. Prokofieff, Rudolf Steiner e la fondazione dei Nuovi Misteri, cap. 6, «La Meditazione della Pietra Fondamentale», Ed. Arcobaleno, Oriago (VE) 1991.

188 – Vedi in merito anche l’Appendice a questo libro, «Del rapporto con il Cristo oggi».

189 – Articolo «All’inizio dell’epoca di Michele» (O.O. 26).

190 – O.O. 26, Massima 120.

 

 

By | 2018-12-08T19:40:57+01:00 Dicembre 7th, 2018|L'APPARIZIONE DEL CRISTO NELL'ETERICO|Commenti disabilitati su 07/a – EPILOGO: IL RITORNO ETERICO E I COMPITI DELLA SOCIETÀ ANTROPOSOFICA