06 – III° RITMO / VENERDÌ 28 DICEMBRE 1923

III° ritmo / venerdì 28 dicembre 1923

Rudolf Steiner e la Fondazione dei Nuovi Misteri


 

In una sfera ancora più elevata

ci conduce il ritmo del giorno seguente, il 28 dicembre, un venerdì.

Rudolf Steiner legge di nuovo il primo capoverso delle parti da I a III,

aggiungendovi però questa voltai due primi versi del secondo capoverso delle parti corrispondenti;

con ciò egli indica che nel gradino precedente, quello della conoscenza immaginativa,

le esperienze potevano avere un carattere più o meno soggettivo.

 

Il discepolo entra invece in questo momento nel regno dell’obiettività,

dove i segreti del macrocosmo vogliono rivelarsi a lui;

in particolare Rudolf Steiner dà il seguente ritmo:

in primo luogo i tre  e s e r c i z i    f o n d a m e n t a l i  antroposofici45

• «Pratica il memorare dello spirito»

• «Pratica la riflessione dello spirito»

• «Pratica la visione spirituale» (I, II, III, 5),

ai quali vengono aggiunti rispettivamente i seguenti versi (I, II, III, 14-15):

• «Poiché lo Spirito Padre delle Sommità domina nelle cosmiche profondità»

• «Poiché la volontà del Cristo domina nella cerchia entro i cosmici ritmi»

• «Poiché i cosmici pensieri dello Spirito abitano nell’essere cosmico luce imploranti»

 

Si può capire l’essenza di questo nuovo ritmo,

se lo facciamo precedere dalla considerazione di come prosegue la vita dell’anima dopo la morte,

poiché, avendo terminato nella tappa precedente la sua purificazione nel mondo animico,

entra ora nel paese dello spirito, nel Devachan inferiore.

 

Nel libro «La scienza occulta», e in diverse conferenze, Rudolf Steiner descrive come il Devachan inferiore

consista di tre regioni che l’anima percorre allora una dopo l’altra.

 

La prima regione forma il cosiddetto «terreno solido» del mondo spirituale,

nel quale si trovano i prototipi di tutto quello che è solido, minerale, cristallino, o in altri termini,

tutto quello che noi in Terra congiungiamo con il concetto della spazialità, dell’estensione, di quanto ha peso e forma.

 

Se ora, partendo da tale caratteristica di questa regione,

consideriamo il corpo umano, il quale rispecchia, quale microcosmo, tutti i regni della natura,

e ci domandiamo quali prototipi delle parti costitutive del corpo

dobbiamo cercare nella prima regione del Devachan inferiore,

si dimostra che noi vi troviamo, in primo luogo, i prototipi del nostro sistema delle membra,

cioè i prototipi di quanto viene richiamato all’inizio della prima parte della meditazione (1,2).

 

Infatti in questo ambito le forze formatrici spaziali raggiungono la loro espressione più alta e più perfetta che si mostra nello straordinario equilibrio, caratteristico del regno umano, che si concentra nelle membra, equilibrio tra pesantezza e leggerezza, la cui principale conseguenza è l’andamento eretto e anche la capacità di orientarsi nello spazio (1,2).

Dopoché abbiamo così stabilito il rapporto del «terreno solido» del paese spirituale con la prima parte della meditazione, possiamo proseguire, poiché in detta parte possiamo constatare che, non solo le forze della prima regione del Devachan inferiore sono impegnate nella costruzione delle nostre membra, ma pure che in loro vennero posti gli impulsi spirituali che raggiungono in alto la sfera cosmica del Padre.

 

Si produce con ciò, allargando il nostro campo di osservazione, il seguente quadro d’insieme:

dalle somme sfere del Padre, che domina nelle sommità (I,14)

scorrono continuamente nel terreno solido del Devachan inferiore

delle correnti spirituali come «corpi-germe», come essenziali forze divine originarie,

per formarvi i prototipi di quello che poi sulla Terra,

nelle cosmiche profondità diventa «ragione d’essere» (I,15) delle nostre membra

e di tutto quanto è spazio, forma e peso nei quattro regni della natura.

• In tale grande e sublime lavoro

hanno una parte particolarmente importante gli spiriti della Forma, come già lo dice il loro nome.

 

Poi l’anima, nella sua ascesa dopo la morte, si eleva nella seconda regione del Devachan inferiore,

chiamata da Rudolf Steiner «la regione del mare e dei fiumi»,

che contiene i prototipi di tutto quello che sulla Terra ha vita, che ha cioè un corpo eterico;

perciò Rudolf Steiner stesso dice anche nella «Scienza occulta»

che il paragone con la circolazione sanguigna nel corpo umano, che è l’espressione organica della sua vita eterica,

sia ancora più valido di quello con la multiformità dei mari e delle correnti.46

 

Questo fatto ci indirizza direttamente a quel sistema del corpo umano che corrisponde a questa regione

e che, come manifestazione fisica delle forze eteriche nell’uomo, ha il suo centro nel cuore.

 

Ne parla la IIª parte della meditazione:

▸ «Anima umana, tu vivi nel battito del cuore…» (II,1-2).

 

Ma come nel caso precedente, anche questa parte ci conduce oltre, verso le alte sfere del Figlio,

alle sorgenti spirituali delle forze eteriche che sono alla base dell’attività del nostro cuore e della circolazione sanguigna.

Risulta così il seguente quadro:

dalle alte sfere cosmiche del Cristo scorrono incessantemente

correnti spirituali di volontà nell’ambiente terreno (II,4),

che formano, nel percorrere la suddetta regione del Devachan inferiore,

i prototipi di tutto ciò che sulla Terra si converte

• nelle basi eteriche del sistema umano del cuore e della circolazione sanguigna,

• e nelle forze basilari dei processi vitali eterici nei regni naturali delle piante, degli animali e dell’uomo.

 

E a tutti questi processi viventi, ritmici, in perpetuo mutamento (II,15),

cooperano in particolare misura gli spiriti del movimento.

 

Poi l’anima si eleva ancora più in alto nel suo pellegrinaggio dopo la morte:

si trova ora nella terza ragione del Devachan inferiore,

che Rudolf Steiner chiama l’«atmosfera» o «sfera aerea» del mondo spirituale.

 

Qui stanno i prototipi di tutto quanto sulla Terra possiede la facoltà interiore di provare sentimenti e sensazioni.

Nell’uomo a questo sistema corrisponde quanto si connette col processo di respirazione,

perciò nella seconda parte della meditazione, dice anche:▸ «Anima umana, tu vivi… nell’ansito del respiro» (II,2).47

 

Addentriamoci più profondamente in questa IIª parte della meditazione, allora si formerà l’immagine sublime di come, attraverso l’operare del Cristo nella cerchia, dalla sfera del Figlio (II,14) fluiscono correnti cosmiche, a formare nella terza regione del Devachan inferiore, i prototipi della respirazione e dei polmoni nella loro natura astrale così come i prototipi di tutte le esperienze animiche che si riferiscono al regno animale e al regno umano. Qui agli spiriti del movimento tocca un ruolo speciale nella formazione dei polmoni, come prima era stato nella formazione del cuore.

 

Il ritmo di questa giornata contiene un dettaglio insolitamente raffinato, dove dice:

« entro i  c o s m i c i   r i t m i  dispensiera di grazia alle anime ».

Qui la parola ritmo si riferisce particolarmente alla «regione dei mari e dei fiumi»,

della quale Rudolf Steiner dice in «Scienza occulta»

che la «vita fluente» di questa regione è percepita come un suono spirituale,48 come una musica, vale a dire, come ritmo.

 

L’espressione «dispensiera di grazia alle anime» si riferisce invece più alla «atmosfera» del mondo spirituale,

all’ambito dei prototipi di tutta la vita animica,

la quale, quando è chiarificata e purificata, può ricevere le forze di benedizione del Cristo stesso.

 

Infine l’anima sale nella più alta regione del Devachan inferiore.

Qui si trovano i prototipi di quanto l’uomo stesso crea sulla Terra, anzitutto con le forze del capo (III,2)

in quanto il capo è portatore di pensieri creatori, i quali per parte loro

sono l’ultima fase della discesa in Terra dei pensieri universali dell’intelligenza cosmica di Michele (III,14).49

 

Qui, in quest’ultima regione del Devachan inferiore,

i cosmici pensieri dello spirito, che devono divenire i prototipi dei pensieri terreni degli uomini,

«implorano» luce dall’alto alle potenze della luce (III,15)

che appartengono già agli esseri del Devachan superiore,

nelle cui sfere, come dice Rudolf Steiner nella «Scienza occulta», domina la più pura luce di sapienza.50

 

In questa regione l’anima accoglie dopo la morte

anche i primi impulsi dalla sfera situata al di là della sfera di Saturno,

quella delle stelle fisse, dalla sfera dell’eternità,

la cui copia fisica è il capo umano con il cervello,

ciò che viene ad espressione fisiologica nella sua indipendenza dalle forze terrestri di gravità (III,2).

 

Così dalla IIIª terza parte della meditazione risulta la seguente immagine sublime:

dalle sfere spirituali cosmiche

discendono i pensieri universali nella quarta regione del Devachan inferiore,

per divenirvi i prototipi dei pensieri creatori dell’uomo,

pensieri che si formano in Terra con l’aiuto della testa umana,

questa meravigliosa costruzione, che è una copia della saggezza di tutto il nostro cosmo.

 

E come già prima, nelle tre precedenti regioni spirituali,

così anche a questa attività cosmica partecipano delle entità gerarchiche,

qui specialmente gli spiriti della saggezza.

 

Così il ritmo di questo giorno  mostra l’essenza delle quattro correnti universali

che, specialmente con la cooperazione della seconda gerarchia,

fluiscono dalla sfera del Padre, del Figlio e dello Spirito nelle quattro regioni del Devachan inferiore,

chiamando a esistenza i quattro regni della natura e dando loro la possibilità di esistere e di svilupparsi.

 

L’anima stessa sperimenta in queste regioni del Devachan inferiore quali siano i frutti della sua vita trascorsa,

frutti che essa aveva raccolto nei suoi involucri e che ora trasforma gradualmente in vista della sua futura vita terrena.

 

Quando il discepolo spirituale, nel corso della sua iniziazione, nel ritmo di questa giornata entra coscientemente nelle quattro regioni del Devachan inferiore,

allora egli giunge nel regno dell’ispirazione, nel regno del ritmo divino, e può sperimentare nel loro risuonare le quattro correnti cosmiche.

Esse si trasformano per la sua percezione in una musica possente delle sfere, risuonante in armonica sinfonia,

i cui ritmi si possono paragonare, nelle prime due regioni, con l’elemento ritmico musicale terrestre, nelle altre due con l’elemento ritmico parlato terrestre.

 

Perciò Rudolf Steiner dice del ritmo di questa giornata:

▸ «… queste parole risuonano proprio come provenienti da ritmi universali51

 

Nel prossimo capitolo si considererà più esattamente il significato di questi due versi della meditazione della pietra fondamentale. (III,14-15)

 

Nella sfera dell’ispirazione il discepolo può riconoscere

• tanto il segreto del suo corpo eterico, la cui origine è da ricercarsi nel Devachan inferiore,

• quanto anche l’antico stato solare della nostra Terra,

quando il corpo eterico stesso venne inserito per la prima volta nell’evoluzione dell’umanità

dai Kyriotetes o Spiriti della saggezza.

 

Se il discepolo spirituale ha raggiunto questo nuovo gradino di iniziazione, può d’ora in poi lavorare in piena coscienza, alla trasformazione del suo corpo eterico nello spirito vitale. A ciò contribuiscono essenzialmente anche le forze di Venere, che sono particolarmente efficienti in questo giorno della settimana – un venerdì – e rivelano al discepolo i segreti di un ancor più lontana incorporazione della Terra, lo stato di Venere che già si prepara nel Devachan inferiore.52

Che il Nome del Cristo (II,14) venga fatto in questo ritmo, ci indirizza alla sua attività durante l’antica epoca solare, così come al suo rapporto con il principio dello spirito vitale e alla possibilità di incontrarlo direttamente nella figura del grande Guardiano della soglia.

Il discepolo spirituale deve sperimentare questo incontro sulla sua via di iniziazione, altrettanto come fa l’anima quando, nelle sue peregrinazioni dopo la morte, sale a questa sfera; poiché solo il Cristo può rendere possibile un giusto ingresso nella sfera del Sole.52a

 

 


 

Note:

45        – In relazione ai primi tre ritmi c’è da tener presente che i tre esercizi antroposofici fondamentali,

come sono formulati nella meditazione della pietra fondamentale, (I, II, III, 5)

• compaiono come tali soltanto nel ritmo del terzo giorno,

• mentre mancano completamente nel ritmo del secondo giorno,

• e in quello del primo giorno sono dati, ma non come esercizi,

bensì come caratteristiche di tre diversi tipi di attività animiche dell’uomo, che vengono presentati come

• «memorare dello spirito», – «riflessione dello spirito» e – «visione spirituale».

 

• Tale accorciamento di quelle frasi della meditazione nel primo ritmo,

e la loro completa assenza nel secondo ritmo, hanno un profondo significato,

poiché il primo ritmo corrisponde (come verrà ancora indicato)

al primo grado della via di iniziazione cristiano-rosicruciana,

che si limita allo studio delle comunicazioni della scienza moderna dello spirito,

mediante facoltà umane abituali di conoscenza.

• Questo grado precede l’inizio della pratica esoterica propriamente detta,

della concentrazione, meditazione e contemplazione.

 

• Ecco perchè dette frasi della meditazione  non sono date nel primo ritmo nella forma di esercitazioni animiche,

come avviene nella meditazione stessa (I, II, III, 5),

bensì nella forma che caratterizza quel tipo di attività dell’anima (procedimenti animici)

che conducono gradualmente il discepolo spirituale a esperienze dirette nei mondi soprasensibili.

• Poi, come già detto, nel secondo ritmo non compare più alcun accenno a quelle frasi,

mentre invece compaiono completamente nel terzo ritmo.

• Tutto questo è in relazione con il fatto che

• il secondo ritmo ci conduce nel mondo dell’immaginazione, • il terzo però nel mondo dell’ispirazione.

 

Rudolf Steiner indica più volte nelle sue conferenze,

che a partire dall’inizio del XX secolo, sorgerà a poco a poco nell’uomo la visione immaginativa,

e invero in maniera naturale, senza precedenti esercitazioni come quelle che si svolgono nell’istruzione occulta.

Ciò seguirà principalmente in tre direzioni: • come visione dell’aura e del mondo elementare;

• come visione in immagini delle conseguenze karmiche di un’azione compiuta;• come incontro con il Cristo eterico.

A questo accenna l’insolita assenza degli esercizi nel secondo giorno;

• la loro nuova comparsa nel ritmo del terzo giorno e oltre, corrisponde alle indicazioni di Rudolf Steiner

che, in determinate condizioni, è possibile ricevere delle vere immaginazioni,

senza aver percorso il normale sviluppo occulto,

mentre è impossibile ottenere in questo modo delle vere ispirazioni, nella cui sfera il discepolo entra con il terzo grado.

 

Perchè l’«audizione spirituale», accolta senza una preparazione occulta, cioè senza aver seguito la via del discepolato spirituale, non può venir giustamente compresa. (O.O. 350, 18/7/1923) –

Nel senso dell’esistenza dell’anima dopo morte, l’assenza degli esercizi nel ritmo del secondo giorno, allude anche al fatto che, dopo la morte, il vero ingresso nella sfera del Sole, il cui ambito inferiore di azione spirituale si trova ancora nel mondo dell’immaginazione, cioè nel mondo animico (vedi la conf. dell’1/4/1913, O.O. 141) non è possibile con le forze proprie all’uomo nel ciclo attuale dell’evoluzione terrestre, senza l’ausilio dell’impulso-Cristo, che sia stato accolto dall’uomo stesso sulla Terra.

46       – Nella «Scienza occulta» si legge;

▸ «Per l’occhio spirituale la vita è un ente fluente che permea la regione dello spirito, come fossero mari e fiumi. Un paragone migliore è quello con la circolazione del sangue nel corpo, perchè mentre i mari e i fiumi si presentano nel mondo sensibile distribuiti irregolarmente, nella distribuzione della vita scorrente nel mondo dello spirito domina una certa regolarità, come appunto nella circolazione del sangue.» (O.O.13 Laterza 1932 pag. 57, 58)

47        – A entrambe queste azioni reciproche,

• da un lato tra l’ambito dei «mari e fiumi» del Devachan inferiore, che contiene gli archetipi dell’elemento eterico (vivente), e l’organizzazione della nostra circolazione sanguigna (del cuore), vale a dire dell’uomo liquido in noi,

• e dall’altro lato tra la cerchia d’aria del Devachan inferiore, che contiene gli archetipi dell’elemento astrale (emotivo),e l’organizzazione dei nostri polmoni, vale a dire dell’«uomo d’aria» in noi, alludono le seguenti espressioni di Rudolf Steiner;

▸ «Queste sono le cose che hanno potuto in primo luogo condurci

alle tre parti della natura umana, al corpo fisico, al corpo eterico, al corpo astrale,

che si manifestano mediante l’uomo aeriforme, l’uomo liquido, l’uomo solido,

che hanno le loro contro-figure fisiche nelle forme del solido, nelle formazioni mutevoli dell’uomo liquido,

in ciò che permea l’uomo aeriforme come una musica interna, sperimentabile in sentimenti.»

(O.O. 234, 1/2/1924 EAM 1965 pagg. 75 76); e

▸ «Così si può realmente percepire • il fisico nella materia solida, direi terrosa;

• l’eterico nel liquido, specialmente nella sua azione entro l’uomo; • e l’astrale già nell’aeriforme.»

(id. 2/2/1924, EAM 1965 pag. 81)

 

48       – Nella «Scienza occulta» ove si descrive la seconda regione del Devachan inferiore, stanno testualmente le parole: «Appunto questa “vita fluente” è nello stesso tempo percepibile come un suono spirituale».

49       – Rudolf Steiner descrive nella «Scienza occulta» la quarta regione del mondo spirituale con le seguenti parole; «Si pensi il pensiero così come si trova nell’uomo, come estratto dall’uomo stesso, come un essere agente attivamente, dotato di una vita interiore propria, si otterrà così un pallido simbolo di quanto riempie la quarta ragione del mondo spirituale»

(O.O. 13, Laterza 1932, pag. 58) vedi anche la nota 28 del VI cap.

50        – Rudolf Steiner scrive nella «Scienza occulta»:

▸ «Ciò che si trova nella V regione può esser paragonato alla luce fisica:

è nella sua figura primordiale saggezza che si manifesta». (O.O.13, Laterza 1932, pag. 59)

51        – O.O. 260, pag. 128.

52        – Vedi nota 44 di questo cap.

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