20 – LO SCAMBIO VIVENTE TRA I VIVI E I MORTI – II

20 – Lo scambio vivente tra i vivi e i morti – II

O.O. 140 – Ricerche occulte sulla vita fra morte e nuova nascita – 11.10.1913


 

VENTESIMA CONFERENZA

 

Quando ci si avvicina gradualmente alle conoscenze antroposofiche possono venirci poste talune domande su questo o quell’argomento. È giustificato che ci vengano poste certe domande. Oggi vogliamo occupare parte delle nostre considerazioni ponendo tali domande a noi stessi. La risposta a tali domande è talora idonea ad introdurci più profondamente nell’intera connessione dei fatti cosmici, nella misura in cui il mondo spirituale opera dentro questi fatti e specialmente nelle correlazioni dei fatti riguardanti la stessa natura umana.

Si può perciò sollevare una questione allorché si perviene gradualmente a comprendere l’importanza ed il grande significato della cosiddetta reincarnazione: come mai l’individuo, della vita normale del nostro tempo, non può raggiungere la consapevolezza delle precedenti vite terrene?

 

La coscienza chiaroveggente può in effetti giungere a dilatare in certo qual modo la memoria, per cui le vite terrene precedenti riemergono in essa come un ricordo. Nella vita normale dell’umanità attuale non è però presente la coscienza delle vite terrene precedenti. Ora, se si pone la domanda per così dire dal punto di vista della ricerca chiaroveggente, si ricava l’immagine seguente.

Ci è chiaro che la forza che occorre per la ricerca chiaroveggente scaturisce veramente dall’interiorità umana e dalla sua anima. Si evolve dal punto di vista abituale dell’individuo a quello chiaroveggente: perciò le forze, grazie a cui è possibile riandare alle precedenti vite terrene, devono essere naturalmente presenti in ogni essere umano. La domanda è allora questa: che cosa accade a queste forze, che cosa fa la natura umana di queste forze che sono presenti, che nascono con l’individuo e che egli non porta tuttavia fino al punto da poter giungere ad un ricordo delle vite terrene precedenti?

 

Se si esamina il problema in modo chiaroveggente, volgendo lo sguardo alle forze che vengono considerate, l’osservazione va orientata verso un’età infantile già molto precoce, poiché soltanto allora si vedono al lavoro queste forze che possono essere usate nella chiaroveggenza per la visione retrospettiva delle precedenti vite terrene. Queste forze vengono infatti impiegate per l’umanità attuale nella costruzione della laringe umana e di tutto quanto è in relazione ad essa. Vengono proprio usate per tutto quello che mette successivamente in grado la laringe di imparare a parlare. Sono quindi presenti in ogni uomo le forze che gli darebbero la possibilità di guardare retrospettivamente alle precedenti vite terrene. Ma tali forze vengono oggi impiegate in tale misura per formare gli organi vocali dell’essere umano per cui lo stesso non può ancora avere tale ricordo in condizioni normali. Vi furono tuttavia epoche terrestri precedenti in cui gli individui avevano tale ricordo retrospettivo delle precedenti vite terrene su quasi tutta la Terra. Ciò dipende dal fatto che per la visione retrospettiva delle vite terrene non vanno tuttavia perdute tutte le forze impiegate per la costruzione degli organi vocali, poiché certe forze vengono ancora trattenute in tale costruzione.

 

L’evoluzione dell’umanità è tale per cui il linguaggio ha assunto lentamente una struttura che fa appello, nell’attuale ciclo dell’umanità, ad una quantità molto superiore di forze del corpo eterico rispetto alle epoche precedenti.

Perciò l’uomo del nostro tempo non giunge affatto a prendere in considerazione ciò che rimane delle forze, la cui maggior parte viene utilizzata per la costruzione degli organi vocali. Se facesse questo come deve farlo il chiaroveggente potrebbe guardare retrospettivamente alle precedenti vite terrene.

Avviene perciò quello cui ho accennato anche in conferenze pubbliche: quando si riesce a sviluppare quella attività del corpo eterico, che viene altrimenti sviluppata soltanto nell’applicazione degli organi vocali, quando si liberano le forze del linguaggio dagli organi vocali, quando si giunge a potersi in un certo senso ascoltare interiormente senza parlare esteriormente, sentendo sempre più ciò, allora l’esercizio di queste forze e idoneo a creare il ricordo delle vite terrene precedenti.

 

Accade nell’umanità attuale che l’individuo non faccia assolutamente attenzione alle forze della propria formazione del linguaggio che rimangono indietro e possono essere impiegate per la visione retrospettiva delle precedenti vite terrene. È possibile dimostrare mediante la ricerca chiaroveggente dove vanno nella vita normale le forze che consentirebbero altrimenti agli individui di avere visioni della vita spirituale.

Accade questo anche alle forze che vengono impiegate nell’individuo del nostro tempo per creare la sostanza grigia del cervello, che costituisce principalmente l’organo del pensiero. Questo pensiero non è naturalmente qualcosa che viene creato dal cervello, ma occorre il cervello come strumento per pensare. E quelle forze di pensiero che metterebbero in grado l’individuo, se le avesse completamente a disposizione, di giungere per esempio con facilità a quello che si trova nella mia Scienza Occulta, queste forze che consentono di pervenire in modo facile all’intera esposizione della scienza occulta, vengono oggi impiegate dall’uomo normale per strutturare in modo corrispondente la sostanza grigia cerebrale. Questa strutturazione della sostanza grigia non era ancora presente in tale misura – come accade oggi per l’uomo medio – nell’individuo dell’antica Grecia nel 6° e 5° secolo. A questo proposito la natura umana varia più rapidamente di quanto si pensi. Perciò era del tutto naturale per i greci della preistoria, nei secoli 12°, 11° e 10°, che sorgesse in una determinata età della vita quella chiaroveggenza che si può oggi presentare di nuovo come scienza occulta. E si devono impiegare per esercitarsi nel modo descritto, per avere in modo puro, chiaro, la visione di ciò che per esempio è descritto nella mia Scienza Occulta, le forze che vengono risparmiate nell’elaborazione della sostanza grigia.

 

Su che cosa si basa ciò che viene descritto in questo libro?

Le condizioni necessarie per le descrizioni del mondo spirituale non sono veramente tanto difficili da conseguire anche per l’uomo attuale. Voglio quasi dire che ci si potrebbe stupire del fatto che oggi non molti individui giungano da soli alla visione di questi fatti – e ci si potrebbe stupire per il fatto che tali descrizioni trovino un’opposizione tanto forte. Infatti è relativamente facile giungere a quel livello di chiaroveggenza necessario per avere la visione di queste cose. Occorre soltanto fare quanto segue… benché si possa applicare a queste cose la parola di Faust: « È vero che è facile, però il facile è difficile ».

Lo sviluppo del cervello avviene nel modo più vivace nei primi anni della vita umana; mediante la chiaroveggenza si vedono il corpo eterico ed anche quello astrale operare al massimo alla articolazione, alla strutturazione del cervello. Ma questo lavoro sul nostro cervello dura relativamente molto a lungo. E non è detto troppo se si asserisce che l’individuo diviene veramente sempre più intelligente grazie alle esperienze della vita, anche se negli anni più tardi ciò procede più lentamente.

 

Nella sostanza cerebrale si svolge sempre un lavoro.

• Ma non si osserva quanto segue e non lo si può neanche osservare:

se in un anno determinato ci si prefigge di non esercitare un’attività spirituale preferita che si è esercitata

– questa dovrebbe però riferirsi soltanto a condizioni esteriori poiché grazie a queste si struttura la sostanza grigia,

l’antroposofia può essere naturalmente studiata, se non la si studia come una qualsiasi altra scienza –

se quindi ci si prefigge di non esercitare per sette anni qualcosa che si è esercitato come attività preferita

e lo si fa veramente in modo rigoroso e si cerca di risvegliare mediante una calma meditazione

le forze che si sono risparmiate in tal modo, forze che sarebbero state impiegate diversamente

se si fosse continuata quella attività, che ora sono risparmiate, separate:

allora si può giungere in modo relativamente facile, per lo meno in grado elevato,

all’autoconoscenza di quelle cose che sono descritte nella mia Scienza Occulta.

 

Il fatto che tanto poche persone giungano a ciò testimonia soltanto quanto poco venga fatto in questa direzione. In effetti non viene fatto poiché colui il quale ha veramente un’attività preferita farà raramente il sacrificio di non occuparsene affatto per sette anni. – Si vede quindi che una parte di quanto può essere oggi annunciato potrebbe essere acquisito in modo relativamente facile.

Se si considera la nostra cultura attuale con tutto quanto di enorme ha prodotto esteriormente, non ci si stupirà affatto che molte forze del corpo eterico vengano utilizzate per l’elaborazione del cervello, poiché questa cultura esteriore è quasi soltanto il risultato del lavoro cerebrale; le forze vengono completamente assorbite dall’elaborazione del cervello. Ora qualcuno potrebbe dire: ma io non ho affatto partecipato a questo lavoro culturale, non ho fatto nulla!

Qualcuno può veramente illudersi, ma le cose stanno diversamente.

 

Oggi non è quasi possibile trovare sulla Terra un luogo tanto solitario in cui non sia penetrata la cultura esteriore, per cui si partecipa con il pensiero a questa cultura esteriore. E ciò è già sufficiente per distogliere le forze da quello che si potrebbe chiamare: conseguimento della coscienza chiaroveggente.

Qualcuno potrebbe dire naturalmente: ora, i selvaggi non si occupano di ciò che il cervello elabora in tal modo. Ma non si può nemmeno dire oggi a proposito dei selvaggi che essi sviluppino particolari forze chiaroveggenti in questa direzione. Ciò accade poiché esiste una legge spirituale del tutto determinata. Ciò che si deve conseguire in tal modo chiaroveggentemente deve avere una determinata preparazione. Il selvaggio potrebbe forse sviluppare forze chiaroveggenti del tutto diverse.

Ma le forze chiaroveggenti necessarie per vedere quello che è descritto nella mia Scienza Occulta non potrebbero essere sviluppate dal selvaggio poiché non ne ha la preparazione. Queste forze devono essere infatti a loro volta il rovesciamento di altre forze.

 

Si potrebbe dire per esempio: molte persone hanno però risparmiato ciò che io ho avuto come occupazione preferita! Perché queste non sono divenute chiaroveggenti? – Ciò dipende dal fatto che lo sviluppo delle forze chiaroveggenti non proviene dal nulla, ma proviene dal rovesciamento di ciò che è presente.

Devono già essere state sviluppate forze in una certa direzione, si deve già essere presa la rincorsa verso quella intelligenza che è oggi l’intelligenza della nostra cultura, si deve rinunciare per un periodo di tempo a queste forze… allora queste vengono per così dire rovesciate. Ed in tal modo ne deriva ciò che mette in grado di seguire chiaroveggentemente i fatti della Scienza Occulta.

Sono usate per tali descrizioni proprio le forze che nel normale sviluppo umano abilitano preferibilmente il cervello alle forze superiori più intelligenti. Si conseguirà invece mediante il rovesciamento di altre forze e capacità umane ciò che non raggiunge questi grandi punti di vista generali descritti nella Scienza Occulta, ma che raggiunge situazioni più particolari. Per esempio, la capacità di guardare retrospettivamente alle vite terrene precedenti viene ottenuta per il fatto di trattenere nel modo descritto certe forze che vengono altrimenti impiegate completamente per la formazione degli organi del linguaggio.

 

Sono di massimo ostacolo agli individui, per la penetrazione nei mondi spirituali, certe forze che non vengono solitamente affatto prese in considerazione. Ho indicato ora due specie di forze che mettono in grado l’individuo di guardare chiaroveggentemente nei mondi spirituali. Ho accennato alle forze che vengono oggi impiegate per la formazione della sostanza cerebrale; ma quelle forze che mettono l’uomo in grado di guardare retrospettivamente alle vite terrene precedenti sono le forze che hanno a che fare con la formazione del linguaggio.

Ma vi sono ancora altre forze che mettono l’individuo in grado di vedere più in dettaglio ciò che si trova tra morte e nuova nascita, di vedere nei dettagli che cosa fa il singolo. Nella Scienza Occulta si trova maggiormente l’aspetto generale. Ma questa è una cosa di nuovo un po’ diversa: si tratta di guardare veramente nel mondo spirituale; sono necessarie allo scopo forze diverse che quasi non vengono considerate nella vita.

Vi è qualcosa per cui l’uomo deve impiegare moltissime forze: è che non va carponi per tutta la vita, ma giunge a mettersi in posizione eretta nel periodo della prima infanzia. Le forze che fanno dell’uomo un essere verticale sono forze che riempiono di profondo rispetto chi è penetrato nel mondo spirituale. Guardare come un bimbo impara a camminare racchiude un meraviglioso mistero per chi compie una ricerca chiaroveggente.

 

Le forze che si impiegano da bambino per mettersi in posizione eretta lasciano come residuo – ma si prendono troppo poco in considerazione tali residui – le forze che mettono in grado di guardare nel mondo tra morte e nuova nascita. Se si giunge al punto – (vi sono anche altri metodi allo scopo, ma questo è uno di essi) – da ricordare come si è imparato a camminare, quali sforzi si sono fatti allora: si scoprono in sé le forze risparmiante nel proprio corpo eterico. È questo infatti che si deve sforzare allo scopo. Quando si cercano in sé queste forze risparmiate allora – sono ancora presenti in tutti gli individui – si trae per tale via dall’uomo molto di ciò che lo mette in grado di guardare indietro alla vita trascorsa tra la sua ultima morte e la nascita.

 

Si può domandare: come si giunge a ciò? Se avremo la fortuna di portare avanti il nostro Movimento antroposofico, avremo già fatto qualcosa di iniziale cercando tali forze. E se le cose vanno bene, queste forze diventano solitamente attive soltanto dopo sette anni… ma vi è un inizio, e questo inizio continuerà nella natura umana. Le forze risparmiate non vengono solitamente considerate. Ora l’uomo può favorire la percezione di queste forze in sé esercitando un certo tipo di danza secondo natura.

 

Possono essere certamente suscitate anche con la meditazione… ma non ancora da un anno intero viene esercitata in certi nostri ambienti l’euritmia, partendo dai principi dei movimenti del corpo eterico. Non si tratta di qualcosa di analogo alla modalità consueta della ginnastica e della danza – che non porta a niente di speciale – ma sono movimenti indicati completamente nel senso dei movimenti del corpo eterico. Mediante questi movimenti l’individuo percepisce gradualmente le forze ancora presenti in lui; queste forze vengono scoperte mediante questo libero movimento di danza. Vengono create in tal modo disposizioni che risvegliano le forze presenti nell’individuo per guardare veramente in quei mondi spirituali che stanno tra l’ultima morte e la sua nascita.

 

L’antroposofia può quindi lavorare in modo del tutto pratico per la cultura umana. E si può essere certi del fatto che l’antroposofia non si arresterà semplicemente ad insegnare singole verità in modo astratto, ma tratterà anche l’intero individuo in modo tale da risvegliare le forze che ora sonnecchiano in lui, affinché l’individuo impari veramente ad elevarsi ad un sentimento spirituale della vita.

 

Sono strane queste cose che si debbono dire, ma sono così:

allorché si scopre ciò che resta delle forze che l’uomo utilizza per imparare a camminare,

si viene messi in grado di guardare chiaroveggentemente ai mondi in cui si vive tra la morte ed una nuova nascita.

 

Anche con la meditazione è possibile conseguire ciò, ma questa dev’essere fatta in modo tale da divenire anche sentimento, ma i sentimenti sono la cosa più difficile da formarsi mediante la meditazione. Si devono quindi trovare le forze che mettono l’individuo in grado di guardare nel mondo tra morte e nuova nascita. In tal caso vengono ritrovate in special modo le forze grazie alle quali si guarda a quello che ha preceduto lungamente la nascita. Vi è molto in questo campo di ciò che la vita soltanto ci rende comprensibile.

 

Per esempio, veniamo colpiti da una disgrazia. Per prima cosa abbiamo la sensazione: è una disgrazia. La sopportiamo difficilmente. Ma se sapessimo perché prima della nascita abbiamo predisposto tutto, per decenni e decenni, affinché questa disgrazia ci colpisse, allora molte cose ci sarebbero più sopportabili! Sapremmo infatti che questa disgrazia è una prova affinché diveniamo più perfetti. Ma anche altro si sperimenta allorché si guarda proprio quella parte del mondo spirituale in cui si effettua in certa misura la preparazione della vita attuale.

 

Non descriverò qui quelle che sono le condizioni generali, che sono riportate nei miei scritti. Vorrei tuttavia mostrare con alcuni esempi come la vita prima della nascita influisca sulla vita dopo la nascita.

Vedete, per quanto strano possa suonare, allorché abbiamo attraversato la metà della vita tra la morte ed una nuova nascita – tra la morte ed una nuova nascita trascorre solitamente un certo numero di secoli e vi è naturalmente una metà – l’esperienza interiore dell’anima nel mondo spirituale si rivolge soprattutto alla Terra. E quando si vive dopo questa metà si ricevono sempre più dalla Terra impressioni di ciò che viene fatto laggiù, di ciò che gli individui laggiù pensano e sentono; ed accade proprio ad ogni anima di ricevere impressioni del tutto determinate.

 

Per esempio un’anima può vivere nella seconda metà della vita spirituale volgendosi alla nuova nascita e guardare sempre più laggiù agli individui, diciamo così, che preparano laggiù l’epoca successiva: gli individui spiritualmente attivi. Alcuni tra questi individui spiritualmente attivi diventano particolarmente preziosi per l’anima. Sì, capita che si guardino in modo del tutto particolare dal mondo spirituale uno o due personaggi che agiscono sulla Terra. Per esempio, un individuo nato nella seconda metà del 19° secolo si trovava – mettiamo – all’inizio del 19° e nella seconda metà del 18° secolo nel mondo spirituale; ma guardava giù alle persone significative che influenzavano allora la cultura. Alcune le trova particolarmente preziose, le sono particolarmente care. Questa è un’esperienza: si guarda sulla Terra agli individui che evolvono laggiù. Ma guardando giù si influisce anche su questi individui, però non in modo da comprometterne la libertà; li si influenza nel senso che certe cose che vivono nella loro anima, emergono più facilmente nella loro anima per il fatto che una certa anima li guarda dal mondo spirituale. Accade quindi che individui sulla Terra vengono stimolati alla creazione, all’attività, da anime che nasceranno soltanto dopo questi individui e che li guardano. Ciò può avvenire anche per questioni più intime.

 

È accaduto per esempio il caso che qualcuno sia vissuto nel mondo spirituale come anima nel 18° e nella prima metà del 19° secolo ed abbia preso come proprio ideale una persona eminente del mondo terreno: come ha poi voluto diventare, come l’ha voluta imitare dopo la propria nascita… si vedono per esempio i libri di tale individuo che si vuole emulare dopo la nascita. Si guarda quindi con una certa nostalgia interiore, con un certo impulso interiore dal cielo alla Terra, come si guarda con nostalgia l’aldilà, il cielo, in quanto uomo vivo – tuttavia con una sensazione un po’ diversa. Vi è soltanto la notevole differenza per cui, quando si guarda il cielo come individuo terrestre senza conoscere l’antroposofia, la cosa rimane abbastanza indefinita.

 

Ma l’individuo in cielo, quello che vive nel mondo spirituale, ha la peculiarità di vedere in modo particolarmente esatto dal mondo spirituale le condizioni della Terra, l’anima umana che venera in modo speciale, di cui vuole forse leggere gli scritti. In breve, nella seconda metà della propria esistenza tra morte e nuova nascita si conoscono nei dettagli le anime umane, si impara a guardare nelle anime umane.

E noi stessi che viviamo ora possiamo renderci conto che vivono lassù nel mondo spirituale anime che attendono di nascere nei prossimi decenni, che guardano nelle nostre anime con uno sguardo appassionato e scoprono nelle nostre anime ciò che occorre loro per la preparazione al mondo terreno. Vedono tanto esattamente le nostre anime in questo periodo della loro vita spirituale quanto poco precisamente l’uomo terrestre vede il cielo. Questa è nuovamente un’immagine che ci mostra come noi, quand’anche conosciamo soltanto un po’ i mondi spirituali, giungiamo veramente alla sensazione: siamo osservati. Poiché lo siamo sotto molteplici aspetti.

 

Gli sguardi degli esseri spirituali, soprattutto di quelli che devono nascere, si dirigono verso le nostre anime. Rileviamo da questo che la scienza dello spirito non dà assolutamente qualcosa di negativo agli individui anche sotto questo profilo, poiché grazie ad essa l’uomo viene educato ad essere degno di ciò che viene osservato nella sua anima dalle anime non ancora nate.

Quando la ricerca chiaroveggente si mette in relazione con tali cose si sperimentano cose significative, spesso toccanti. E rientra tra le cose toccanti veramente in misura elevata il guardare nei mondi spirituali alle anime che stanno per essere generate ed il vedere come esse guardano alla Terra per scorgere quelli che potrebbero divenire i loro genitori. Nei tempi più antichi la cosa era ancora più importante; per il nostro tempo è divenuta meno importante. Ma fa pur sempre parte degli eventi più toccanti l’osservare tali anime. Se ne possono ricavare le impressioni più diverse. Indicherò ora un’impressione che vorrei descrivere secondo realtà!

Un’anima che si accinge ad incarnarsi sa per esempio che le occorre un certo tipo di educazione per la sua prossima vita terrena, un certo tipo di conoscenze che deve apprendere già nella prima giovinezza. Ora vede: sì, qua e là posso trovare la possibilità di acquisire tali conoscenze! Ma ciò è spesso possibile soltanto se si rinuncia nel tempo ad una coppia di genitori che potrebbe dare un’esistenza felice sotto un altro aspetto e se si cerca asilo presso una coppia di genitori che non può forse offrirgli una vita felice. Se si preferisse un’altra coppia di genitori ci si dovrebbe dire: non potrai proprio conseguire la cosa più importante. Non ci si devono immaginare le condizioni della vita spirituale tanto diverse da quelle sulla Terra.

 

Si vedono quindi anime che si trovano nella lotta più terribile prima della nascita, si vede per esempio un’anima che si dice: Verrò forse maltrattata nella mia giovinezza da una coppia di genitori rozzi. – Allorché tale anima giunge a questa condizione vi sono spaventose lotte interiori per lei. E si vedono nel mondo spirituale molte anime che avanzano nella preparazione alla nascita, che si procurano queste enormi lotte. Si deve ritenere in proposito che nel mondo spirituale si hanno dinnanzi a sé tali lotte come una specie di mondo esterno.

 

Nel mondo spirituale ciò che ho testé descritto esiste non soltanto come lotta animica interiore, non solamente come lotta del sentimento, ma queste lotte si proiettano all’esterno, si hanno per così dire attorno a sé. Si vedono in tutta la loro evidenza metaforica le immaginazioni che presentano come queste anime debbano avanzare verso la loro prossima incarnazione interiormente divise. – Se ci poniamo tali condizioni dinnanzi agli occhi possiamo giungere naturalmente con facilità al perché tanti individui non gradiscano affatto la scienza dello spirito. Gli individui gradirebbero massimamente che fosse vero che dopo la morte si giungesse subito alla eterna beatitudine per sempre. Ma non è così. Ed è bene che le cose stiano come stanno, poiché in tali condizioni il mondo conseguirà il grado di perfezione che deve raggiungere.

 

– Veniamo curiosamente abilitati a guardare nella nostra o nell’altrui vita entro il mondo spirituale dalle forze che risparmiamo nel corpo eterico quando impariamo a camminare.

Queste forze però, se vengono realmente sviluppate, presentano un certo vantaggio – come mostra la chiaroveggenza pratica – rispetto alle forze chiaroveggenti che vengono sviluppate per guardare retrospettivamente alle precedenti vite terrene. Vi prego di considerare molto bene questa differenza poiché è illuminante sotto molti aspetti per talune cose.

 

Una chiaroveggenza pericolosa viene sviluppata più facilmente mediante lo sviluppo delle forze a disposizione dell’uomo odierno per gli organi di formazione del linguaggio che gli consentono, se le trattiene, di guardare retrospettivamente alle precedenti vite terrene. Queste forze sono infatti per lo più correlate nella natura umana con gli istinti e le passioni più bassi. E con nient’altro si giunge tanto vicino a Lucifero ed Arimane quanto con lo sviluppo di queste forze che, ad un certo livello, consentono tuttavia di guardare retrospettivamente alle precedenti vite terrene proprie e di altri.

Esse provocano forze ingannatrici; ma soprattutto fanno sì che, se non vengono sviluppate in modo giusto, il chiaroveggente possa scendere anziché salire sul piano morale sotto l’influsso di queste forze – cosicché queste forze che consentono di guardare alle precedenti vite terrene sono le più pericolose. Si possono sviluppare queste forze soltanto se si mira pienamente allo sviluppo della moralità pura nell’uomo.

 

Quindi, essendo tenuti a vedere la moralità più pura nell’uomo quando si voglia addestrare tali forze, i maestri esperti non accondiscenderanno facilmente a sviluppare sistematicamente le forze che fanno guardare alle precedenti incarnazioni. E si può dire: per quanto sia diffusa una certa bassa chiaroveggenza che guarda agli altri mondi e che può dare descrizioni delle regioni spirituali, tanto poco è sviluppata una visione reale ed oggettiva delle precedenti incarnazioni che prenda in considerazione soltanto le forze del linguaggio. Di solito vengono quindi adottati ancora altri mezzi se si vogliono portare gli individui a guardare retrospettivamente alle precedenti incarnazioni.

 

Giungiamo ora ad un punto interessante che ci mostra come l’individuo debba del resto fare attenzione a cose che si tengono solitamente poco in considerazione.

Accadrà raramente che qualcuno venga portato a guardare alle precedenti vite terrene, dalla propria guida spirituale, semplicemente mediante lo sviluppo delle forze del linguaggio. Vi sono tuttavia nel presente molti individui che lo possono; ciò viene conseguito normalmente con altri mezzi. Ed uno di questi mezzi è tale per cui apparirà strano, ma è proprio basato su di una verità profonda.

Qualcuno si familiarizza con la vita interiore. Gli costerebbe troppa fatica o gli procurerebbe forse tentazioni troppo forti il guardare karmicamente alle precedenti vite terrene soltanto mediante l’addestramento delle forze del linguaggio. Perciò le potenze spirituali ricorrono ad un altro mezzo.

 

La cosa assume l’aspetto del caso: questa persona sperimenta per esempio che un altro individuo lo incontra e gli indica un nome oppure un determinato periodo o un determinato popolo. Questo agisce dall’esterno sull’anima in modo tale per cui questa sviluppa mediante tale rappresentazione le forze d’appoggio per la chiaroveggenza. Egli osserva poi che questo nome o indicazione, senza che lo sappia quello che l’ha detto, lo porta a ciò che gli consente di guardare nelle precedenti vite terrene. Si ricorre quindi ad un mezzo esteriore.

La persona in questione ode un nome od un’epoca oppure il nome di un popolo e viene indotta dall’esterno a guardare nelle precedenti vite terrene. Tali stimoli esterni sono talvolta straordinariamente importanti per la considerazione chiaroveggente del mondo. Si sperimenta qualcosa di apparentemente casuale, ma emana da ciò uno stimolo per le forze chiaroveggenti che si sarebbero altrimenti sviluppate soltanto in modo rudimentale.

Questi sono accenni a carattere aforistico che vorrei dare in merito al manifestarsi del mondo spirituale nel nostro mondo terreno. Questa manifestazione è infatti molto complicata.

 

La visione retrospettiva delle precedenti vite terrene ha quindi a che fare con forze relativamente pericolose in quanto tentatrici.

Invece non sarà facile che qualcuno che addestra le forze chiaroveggenti per avere una visione della vita nello spirito, che ha preceduto la nascita, possa essere tentato a fare uso indebito proprio di queste forze chiaroveggenti. Saranno di norma anime con una certa purezza, con una certa moralità naturale che guarderanno con una certa sicurezza alla vita spirituale che ha preceduto l’attuale vita terrena.

Ciò è correlato al fatto che le forze che vengono usate come forze chiaroveggenti per guardare proprio in questo periodo, sono le forze infantili, quelle forze che vengono risparmiate quando si impara a camminare. Sono le forze più innocenti che l’individuo ha nella propria natura.

 

Prego di fare attenzione a questo perché è molto importante: le forze più innocenti sono nel contempo quelle grazie alle quali, se le si addestra, si guarda alla vita che precede la nascita. Questo è anche quello che rende tanto incantevole e soddisfacente lo sguardo del bimbo, poiché il bimbo è circondato nell’aura dalle forze la cui maggior parte viene utilizzata per imparare a camminare, da quelle forze che illuminano ancora ciò che ha preceduto la nascita.

Ed a questo proposito il bambino, sul cui volto si esprime l’innocenza e l’inesperienza del mondo, può in effetti esprimere nella propria aura, considerata in modo chiaroveggente, qualcosa di veramente più interessante di ciò che si esprime nell’aura di molti adulti.

 

Le lotte sostenute nel mondo spirituale, che hanno preceduto la nascita e determinano il destino, fanno di ciò che circonda auricamente il bambino qualcosa di enormemente grande e pieno di saggezza. E la saggezza che circonda il bambino nella propria aura è veramente spesso molto maggiore di quella che l’individuo può esternare con le sue parole in età avanzata. La fisionomia del bambino può essere ancora indefinita, ma chi, in quanto chiaroveggente vede il bambino, può imparare enormemente dal bambino se può vedere con sguardo chiaroveggente ciò che lo circonda.

 

E se poi ciò che è presente come forze in età infantile viene successivamente addestrato in modo chiaroveggente, allora si vedono proprio le condizioni concrete che precedono lungamente la nascita dell’individuo. Non è forse tanto soddisfacente per l’egoismo guardare in questo mondo. Ma per chi vuole comprendere l’intera connessione dell’universo questa visione è anche particolarmente interessante.

E l’indagine nella cronaca dell’akasha in merito a certi individui della storia universale non consiste soltanto nel fatto di ricercare ciò che essi sperimentano sul piano fisico, ma anche come preparano in quanto anime, nel mondo spirituale tra morte e nuova nascita, la loro vita sul piano fisico.

Invece le forze che, se vengono mantenute pure, illuminano le precedenti incarnazioni, vengono risparmiate meno nell’età infantile, ma proprio nell’età umana in cui si sviluppano nell’uomo la passionalità e talvolta proprio le passioni peggiori. Queste forze, che hanno anche altri compiti nella natura umana, vengono sviluppate a lungo dopo le forze di formazione del linguaggio. Sono in relazione con ciò che si sviluppa nell’individuo come sentimenti collegati all’amore sensuale ed a tutto quello che è ad esso connesso.

 

Esiste un’affinità assoluta tra quello che porta all’amore sensuale e quello che conduce al linguaggio, la cui correlazione si esprime anche nella natura maschile con la mutazione della voce. Ed in questa epoca della vita vengono risparmiate molte di queste forze. Se vengono mantenute pure, conducono alla visione retrospettiva delle precedenti vite terrene. Se non vengono mantenute pure, vengono avvicinate agli istinti sessuali dell’individuo e possono poi provocare i più gravi vizi occulti. Proprio questa specie di forze chiaroveggenti che deriva dai risparmi fatti in questa età della vita è anche esposta nel modo più facile alla tentazione.

Comprenderete perciò l’intera correlazione, miei cari amici antroposofi!

 

Il chiaroveggente che parla volentieri del periodo tra morte e nuova nascita – forse qualcuno di voi ha già notato che altrimenti se ne parla poco – questo chiaroveggente ha addestrato in sé soprattutto le forze risparmiate nel primissimo periodo infantile.

Vi è anche il chiaroveggente che – per lo più dicendo stupidaggini – parla molto delle precedenti incarnazioni di talune persone, il che accade molto frequentemente, scodellando affermazioni relative a precedenti incarnazioni; con questi si deve essere diffidenti per il motivo che troppo facilmente possono essere utilizzate in questo campo le forze che possono soggiacere al massimo grado alla tentazione. Infatti le forze che si possono risparmiare allo scopo vengono risparmiate in quell’epoca in cui si sviluppa l’amore sensuale e non si fa ancora parte della vita sociale. Queste forze portano talvolta a molte sciocchezze, portano in particolar modo a determinate sciocchezze occulte poiché contribuiscono massimamente a suscitare illusione dopo illusione nel campo del mondo spirituale.

 

Perché allora i dati di tali chiaroveggenti, esposti alle tentazioni, sono tanto spesso erronei? Poiché con le forze risparmiate in tal modo in questa età della vita e grazie al loro impiego sorgono nel contempo dall’individuo come una nebbia le pulsioni e gli istinti più bassi. E quando questi sorgono, giungono Arimane e gli spiriti arimanici e formano fantasmi con ciò che sorge, cosicché è possibile vedere tali fantasmi e prenderli per le incarnazioni precedenti.

Il tipo di chiaroveggenza necessario per descrivere le condizioni prospettate nella Scienza Occulta potrà essere sviluppato in modo particolarmente facile se si risparmieranno le forze che possono essere trattenute soltanto in età più avanzata. E poiché in questa età della vita, dal 21° al 28° anno, si sviluppano di norma quelle forze che si riferiscono maggiormente alla vita intellettuale, alla vita che si considera già con una certa obiettività, le indagini in questo campo saranno esposte al minimo grado all’errore ed all’inganno.

 

Abbiamo visto quindi che

le grandi relazioni universali spirituali vengono afferrate mediante l’addestramento di quelle forze che operano nella natura umana per l’elaborazione del cervello.

La visione delle vite terrene precedenti viene conseguita mediante l’addestramento di quelle forze che vengono risparmiate soprattutto in età giovanile, allorché le forze per la formazione del linguaggio non vengono più impiegate per questa e dominano nel regno delle pulsioni sensuali e dei loro organi.

Il campo spirituale vero e proprio, il campo che diviene particolarmente interessante laddove si forma la nuova vita può essere indagato mediante le forze che risparmiamo soprattutto nella primissima età infantile, nell’età in cui per così dire si impara a camminare.

 

Questi sono fatti sorprendenti, ma ci si deve abituare, se si vuole penetrare nei mondi spirituali, ad accettare molte idee che si considerano inizialmente come paradossali. Ma il mondo spirituale non esiste veramente per essere una semplice continuazione del mondo fisico-sensibile, ma è un mondo che è, sotto molti aspetti, proprio opposto al mondo fisico.

E l’uomo ci appare un essere presente in modo tanto significativo nel cosmo proprio se guardiamo da un lato a quello che attraversa nella vita terrena come destino, capacità ed abilità, e dall’altro – appunto mediante la conoscenza della spiritualità – se vediamo come viene vissuto dall’uomo, tra morte e nuova nascita, qualcosa di una vita del tutto diversa da quella terrena. Allora l’individuo ci appare nel suo vero significato e nella sua reale destinazione se prendiamo in considerazione ciò!

 

In queste due conferenze volevo dare una descrizione di diverse cose del mondo spirituale. Volevo farlo in modo più aforistico, poiché ci trovavamo qui insieme per la prima volta in questa città, la maggior parte dei presenti già conobbero anche le descrizioni sistematiche contenute nei libri e negli scritti ed io volevo fornire ancora un’integrazione di questo o quel punto. Ciò mi parve più utile per i nostri amici di questa città che se avessi scelto un capitolo di scienza dello spirito più correlato a ciò.

Si vorrebbe – me lo si lasci dire al termine di questo nostro incontro anche per me tanto lieto – si vorrebbe nel nostro tempo per la scienza dello spirito che penetrasse i più possibile nei cuori e nelle anime degli individui! Due cose sono infatti importanti.

 

Primo, se consideriamo la vita intorno a noi e guardiamo i fatti di questa vita, vediamo come gli uomini, persino mediante le più grandi conquiste della cultura, divengano sempre più materialisti… allora ci si mostra come questa scienza dello spirito sia sempre più necessaria all’umanità, come gli individui ne abbiano bisogno, proprio perché la vita esteriore rende l’uomo materialistico. Proprio per il motivo che i fatti più importanti della vita esteriore devono rendere l’uomo materialista, è necessario il contrappeso della scienza dello spirito.

La scienza dello spirito è una necessità della vita terrena dell’umanità e lo sarà sempre più nel prossimo futuro. E chi pensa a come la vita esteriore dovrebbe intristire nel materialismo a causa delle più grandi conquiste della cultura umana, dovrebbe lentamente estinguersi, scoprirà in sé il desiderio ardente che la scienza dello spirito possa penetrare nei cuori e nelle anime degli uomini.

 

La nostra cultura farà progressi sempre maggiori; ma come è vero che molti uccelli canori che popolavano un tempo le regioni, scompaiono là dove si elevano le ciminiere delle fabbriche, così è vero che – nonostante abbiamo bisogno delle ferrovie, delle navi a vapore e di tutto quello che ci può dare la cultura, telefono, aeronavi, ecc., nonostante non si debba esprimere nulla contro i progressi della cultura esteriore – com’è vero che gli uccelli canori vengono scacciati dal fumo delle ciminiere – la felicità animica e la vivacità, l’armonia e la vita dell’anima dovrebbero morire sotto l’influsso della cultura materialistica se la scienza dello spirito non apportasse la spiritualità alle anime umane. Perciò colui che penetra le situazioni con lo sguardo deve avere un profondissimo desiderio che la scienza dello spirito si diffonda, poiché ciò è una necessità.

 

D’altro canto vi è il fatto che gli individui non hanno mai respinto, odiato, tanto intensamente come oggi la scienza dello spirito a causa di questa cultura materialistica.

Ed oggi ci troviamo dinnanzi a questi due fatti della necessità ed anche del malinteso come di fronte a due colonne attraverso cui dobbiamo passare se vogliamo fare avanzare la scienza dello spirito nel mondo. Ma per noi che vogliamo cercare di rendere le nostre anime mature per questa scienza dello spirito si troverà su ognuna di queste colonne un’esortazione, una intensa esortazione: fare tutto ciò che avvicina noi stessi e quegli individui che lo vogliono alla scienza dello spirito.

 

Volevo anche parlare da questo punto di vista, la prima volta che parlo in questa città.

E da questo punto di vista vorrei esprimere le parole seguenti come saluto di commiato: che qualcosa di ciò che potrei dire possa essere passato ai vostri cuori e sentimenti, non soltanto alla vostra intelligenza! Così che per tale mezzo ci si senta ancora più profondamente legati a noi ed a tutti quelli che vorrebbero portare volentieri questo movimento nel mondo, più di quanto non abbiano fatto sinora! Dato che non avevamo ancora potuto essere spazialmente insieme, e che lo siamo stati in questi giorni per la prima volta, auspichiamo che questa presenza abbia reso più intimi e più solidi i nostri vincoli animici.

 

Augurando ciò vorrei prender commiato da voi, miei cari amici e da questa bella città con la consapevolezza che, se ciò è accaduto, allora questa vicinanza nello spazio ha dato un impulso ad un essere insieme, non dipendente dallo spazio e dal tempo. Mi si lasci dire come saluto di commiato: possa il nostro essere insieme nello spazio aver dato l’impulso ad un essere insieme duraturo nello spirito.

 

 

By | 2018-09-17T19:05:58+02:00 Settembre 17th, 2018|RICERCHE OCCULTE|Commenti disabilitati su 20 – LO SCAMBIO VIVENTE TRA I VIVI E I MORTI – II