09 – VI° RITMO / LUNEDÌ 31 DICEMBRE 1923

VI° ritmo / lunedì 31 dicembre 1923

Rudolf Steiner e la Fondazione dei Nuovi Misteri


 

Il VI ritmo, che contiene il terzo sacrificio, il sacrificio eterico del Cristo,

venne dato da Rudolf Steiner il 31 dicembre, ultimo giorno del 1923, e ci si accorge con meraviglia

che questo ritmo si ricongiunge con quanto era successo esattamente un anno prima, al 31 dicembre 1922,

con l’incendio del Goetheanum, nel cui elemento di fuoco

le forze eteriche immolate da Rudolf Steiner erano allora trapassate nelle lontananze dell’etere cosmico.

 

Ma questo ritmo non ci ricorda solo la rovina del Goetheanum,

ma anche la sua fondazione, avvenuta il 20 settembre 1913,

quando Rudolf Steiner iniziò il mistero della posa della sua pietra di fondazione,

rivolgendosi agli spiriti elementari nelle quattro direzioni del cielo, c

ome a degli spiriti che sono già compenetrati dal Cristo, e li esortò a partecipare all’avvenimento.90

 

Anche all’inizio del Convegno di Natale Rudolf Steiner si rivolse ad essi, il 25 dicembre,

giorno in cui la meditazione della pietra fondamentale fu letta per la prima volta,

e anche quella volta li invitò alla partecipazione.

Al settimo giorno, quello della Luna, si rivolse ancora una volta ad essi, per svelare finalmente

il segreto fondamentale della loro trasformazione e del loro collegamento con l’Entità del Cristo.

 

Il rapporto già accennato con il principio del sacrificio eterico,

ci può avvicinare alla realtà spirituale che sta dietro al ritmo di questa giornata, solo se teniamo conto di quanto segue.

 

Nel III capitolo di questo libro (vedi a pag. 105 e ss.) abbiamo parlato del fatto che il principio del sacrificio eterico

è profondamente collegato, nel nostro cosmo, con l’essere e l’operare dell’anima natanica,

quella che fu per tutti i misteri dell’antichità fino al Mistero del Golgota, il prototipo cosmico del Cristoforo,

che dopo il Mistero del Golgota divenne invece il prototipo cosmico per il grado corrispondente della nuova iniziazione.

 

Infatti da quel tempo l’anima natanica è il vero prototipo di «chi accoglie il Cristo»,

come potè esser visto dall’apostolo Paolo davanti a Damasco,

quando gli apparve l’anima natanica quale involucro risplendente del Risorto.91

 

Il ritmo di questa giornata ci rimanda direttamente al mistero di questa nuova relazione dell’anima natanica

con l’Entità-Cristo dopo il Mistero del Golgota,

mediante i due seguenti versi, che vennero pronunciati come un tutto unico:

 

«Luce divina

Sole del Cristo».

 

Zeylmans van Emmichoven indica nel suo libro che, delle cinque volte in cui la parola «luce» viene nominata nella IV parte della meditazione della pietra fondamentale, il termine «Luce divina» si riferisce all’anima natanica.92

 

Così questa stessa anima è presente come puro essere eterico nel VI ritmo del Convegno di Natale,

e il lunedì (giorno della Luna), nel quale il ritmo stesso venne dato,

ci richiama alla memoria la trascorsa incorporazione del nostro pianeta e la sua ripetizione nell’epoca lemurica,

nella quale le forze eteriche dell’anima natanica furono trattenute dalle potenze buone del cosmo,

dal discendere ulteriormente nella sfera terrestre.

 

La presenza immediata dell’anima natanica in quel giorno si esplicò

anche perchè Rudolf Steiner, nel leggere la IV parte della meditazione, pronunciò solo quella volta,

al posto della parola «a piena mèta» la parola «a piena luce» (IV,24).

Venne così portato a espressione il particolare modo di agire dell’anima natanica dopo il Mistero del Golgota,

come involucro luminoso e risplendente del Cristo risorto. (Vedi le parole di Rudolf Steiner a pag. 83)

 

In quelle righe essa ci viene incontro come prototipo soprasensibile dell’uomo, tutto compenetrato dal Cristo,

e ci muove a fare quello che è già divenuto realtà nel mondo degli spiriti elementari,

che «udirono» le forze solari del Cristo e le accolsero nel loro regno,

cosicché essi possono compenetrarne l’intera natura terrestre.93

 

Oggi anche gli uomini devono compierlo per libera volontà.

Poiché del nostro tempo l’uomo è chiamato a sperimentare la natura come tutta compenetrata dal Cristo,

per acquisire mediante questa esperienza, la forza e l’ausilio a trovare la via del risveglio del Cristo nella propria anima.

 

A far questo ci invita il ritmo di questa giornata (I, II, III, 23):

«possano uomini udirlo!»94

 

Per concludere la descrizione di questo ritmo, si deve considerare di nuovo

il processo in esso contenuto della continua discesa dell’anima nel suo percorso verso una nuova incarnazione,

che ripete in maniera microcosmica

il percorso macrocosmico dell’Entità-Cristo verso l’incarnazione nel corpo di Gesù di Nazaret;

quel processo di graduale avvicinamento alla Terra

è nello stesso tempo anche un’immagine del discendere dell’Antroposofia sulla Terra.

 

Ecco dunque che ogni antroposofo che si immerga nel ritmo di questo giorno,

può sperimentare il II grado della sua preparazione soprasensibile, e cioè quel culto immaginativo

che al punto di svolta tra il XVIII e il XIX secolo ebbe luogo nella sfera soprasensibile confinante con la Terra,

nel quale culto l’Antroposofia venne definitivamente preparata alla sua seguente incorporazione nell’umanità,

quale nuova sapienza cosmica del Cristo-Michele.95

 

 


 

Note:

90       – Vedi le parole misteriche pronunciate da Rudolf Steiner alla posa della pietra fondamentale del primo Goetheanum in Dornach il 20/9/1913 e che furono pubblicate per la prima volta da Rudolf Grosse in «Die Weihnachtstagung als Zeitenwende» (il Convegno di Natale come svolta dei tempi).

91        – Vedi la nota 54 del III cap. di questo libro.

92        – Zeylmans van Emmichoven «La fondazione della Società Antroposofica» EAM 1982, cap. «La stella a cinque punte e il Cristo-Sole».

93        – Dal ritmo del 31 dicembre in cui si parla dell’unione del Cristo-Sole con la sfera degli spiriti elementari della Terra, derivano direttamente i pensieri che sono riportati nel nostro commento. Così che

• da un lato gli spiriti della Terra, nella qualità di custodi della saggezza dell’antica Luna nella sfera terrena,

sono anche i custodi del Logos lunare, il quale, proprio nel ritmo di questo giorno,

si trasforma nel Cristo-Sole, cioè nel Logos solare.

 

• Dall’altro lato, qui diviene palese il segreto stesso della redenzione degli spiriti elementari:

grazie all’attività del Cristo nella cerchia eterica della Terra, gli spiriti elementari sono diventati da questo momento

dei veri accoglitori del Cristo nella sfera della natura.

Entrambi questi eventi profondamente significativi, che si sono già compiuti nel mondo elementare

devono divenire per gli uomini, attraverso una comprensione cosciente,

i prototipi per la loro evoluzione propria;

a tanto ci invita l’invocazione della meditazione: «possano uomini udirlo».

 

94       – Una rappresentazione particolarmente precisa

della vita dell’anima tra morte e nuova nascita, nel periodo in cui essa

si trattiene nel mondo spirituale dopo l’esperienza della mezzanotte dell’essere,

nasce dal confronto dell’itinerario interiore nei ritmi del sabato, domenica e lunedì,

con la descrizione della vita dell’anima dopo la morte,

che venne data da Rudolf Steiner nella seconda conferenza del ciclo del 1923 a Oslo,

dal titolo «L’uomo, il destino dell’uomo e l’evoluzione del mondo» (O.O. 226).

 

In questa conferenza Rudolf Steiner espone particolarmente i seguenti tre gradini, profondamente diversi tra di loro, per i quali l’anima discende a poco a poco dalle sommità spirituali, prima della nuova incarnazione fisica:

1All’inizio l’anima sosta nel più alto regno spirituale (nel Devachan superiore),

laddove, come spirito tra gli spiriti, si confronta, per così dire, faccia a faccia con gli spiriti delle gerarchie superiori.

• In quella sfera collabora con essi, ma anche con altre anime umane,

alla creazione del prototipo cosmico del suo corpo fisico e all’elaborazione del suo karma futuro.

• Questa condizione dell’anima dopo morte corrisponde esattamente

al IV ritmo del Convegno di Natale, quello del sabato, giorno di Saturno.

 

2 – Poi l’anima discende nella sfera successiva, quella più propriamente solare

(o più esattamente nelle sfere inferiori del regno solare, che corrispondono all’esistenza del Devachan inferiore),

laddove la percezione dei singoli esseri delle gerarchie divino-spirituali

si trasforma a poco a poco in quella di una spiritualità solare unitaria.

• Rudolf Steiner caratterizza questa condizione come quella della «manifestazione degli esseri spirituali»

(a differenza dall’esperienza diretta degli stessi nel grado precedente).

• In conseguenza di questo parziale oscuramento dell’orizzonte spirituale,

si rafforza nell’anima l’esperienza di se stessa, e come risultato di ciò

si desta in lei, per la prima volta, un interesse per il mondo terreno.

• Ciò viene ad espressione nel fatto che l’anima ora «mentre il mondo spirituale diventa manifestazione,

prova un notevole interesse per determinate linee di discendenza».

• Così da questo gradino della sfera solare essa guarda in giù verso la serie delle generazioni,

«…al cui termine stanno i propri genitori, quelli che la metteranno al mondo quando discenderà sulla Terra».

• Poi l’anima si trova di fronte alla transizione dall’ambito solare a quello lunare,

nella quale transizione, secondo le parole di Rudolf Steiner,

l’Essere del Cristo ha un ruolo importante.Ecco che l’esperienza di questo gradino corrisponde in pieno

al V ritmo del Convegno di Natale, che venne dato di domenica, giorno del Sole.

 

3 – E finalmente l’anima discende sul III gradino,

quello della sfera lunare propriamente detta (mondo delle anime o piano astrale)

laddove si congiunge con il risultato morale della sua vita terrena trascorsa;

conforme a ciò deve formare il suo nuovo corpo eterico, traendolo dalla sostanza dell’etere cosmico.

• Queste esperienze dell’anima corrispondono al VI ritmo dei Convegno di Natale,

che venne dato di lunedì, il giorno della luna.

• Al VII ritmo, che venne dato il martedì, corrisponde

il mistero dell’incarnazione dell’anima nel corpo fisico terrestre stesso,

nel quale operano specialmente le forze di Marte, che sono congiunte con l’elemento del ferro nel sangue umano,

che forma a suo modo la base fisiologica per l’io umano, vero punto centrale dell’uomo incarnato.

 

95     – Al rapporto di questo ritmo con il culto soprasensibile, come seconda fase della preparazione in cielo dell’antroposofia, accennano particolarmente le seguenti dichiarazioni di Rudolf Steiner sul contenuto di quel culto.

Così nella conferenza del 8/7/1924 (O.O. 237, EAM 1988 pag. 57), quando descrive le esperienze che ebbe, nel partecipare al culto sopra-terreno uno dei due gruppi di anime umane che poi avrebbero preso parte al movimento antroposofico, egli dice:

▸ «Anche quelle anime si trovarono di fronte a una specie di culto soprasensibile costituito di poderose immaginazioni,

di un culto soprasensibile che, attraverso poderose immaginazioni

presentava allo sguardo spirituale il mistero solare del Cristo.»

 

Da queste parole vediamo che il più importante contenuto di questo culto era il mistero solare del Cristo. Questo è confermato anche dalle seguenti parole di Rudolf Steiner riguardanti ancora il culto soprasensibile:

▸ «ciò che Michele aveva prima insegnato nella scuola soprasensibile

venne configurato in poderose immaginazioni». (28/7/1924, O.O. 237, EAM 1988 pag. 105)

 

E come venne già mostrato nella nota 83 di questo capitolo, quelli che i discepoli di Michele imparavano nella scuola soprasensibile, erano soprattutto i segreti dei misteri solari, al centro dei quali stava sempre il «mistero solare del Cristo».

A questo dobbiamo aggiungere le seguenti parole di Rudolf Steiner:

▸ «Alla fine del XVIII e all’inizio del XIX secolo, nelle immediate vicinanze del mondo fisico sensibile

– in senso naturalmente qualitativo – alita un’occorrenza soprasensibile

che rappresenta delle azioni pure soprasensibili di culto,

poderose esplicazioni immaginative della vita spirituale di entità cosmiche delle gerarchie,

in relazione con le grandi azioni eteriche del cosmo e con le azioni umane sulla Terra». (O.O. 238,16/9/1924)

Vediamo così da tutte le parole di Rudolf Steiner che abbiamo citate, che questo culto immaginativo ebbe luogo una volta nell’ambito soprasensibile più vicino alla Terra (cioè nella sfera degli spiriti elementari) e che il suo punto centrale fu il «mistero solare del Cristo», vale a dire che abbiamo qui a che fare con le due caratteristiche che corrispondono proprio al ritmo di questo giorno.

 

 

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