/////7 GRADI EVOLUTIVI DI COSCIENZA

7 GRADI EVOLUTIVI DI COSCIENZA

I 7 stati di coscienza

O.O. 104 – L’Apocalisse – 27.06.1908


 

…. Nell’evoluzione cosmica,

abbiamo continuamente dei periodi che si ripetono secondo il numero sette;

perciò noi vogliamo tener presente una specie di schema dell’evoluzione cosmica,

dove il numero sette domina ogni parte dell’evoluzione cosmica stessa.

 

Abbiamo visto che la Terra, prima di esser tale, era Luna, che prima di esser Luna, era il pianeta Sole, e che prima di essere Sole, era Saturno. Dopo che sarà stata Terra, la Terra passerà allo stato di Giove, poi in quello di Venere ed infine in quello di Vulcano; abbiamo così sette susseguentisi incarnazioni planetarie della nostra Terra: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Queste sono le grandi suddivisioni di tutta la nostra evoluzione, quelle che noi possiamo abbracciare chiaroveggentemente fino ad un certo grado. Abbiamo già descritto i tre stadi antecedenti della terra.

Ora vogliamo anche chiarire bene quale sia il significato di tutta l’evoluzione, cioè perché la terra passi attraverso quei sette stadi.

 

I sette stadi coincidono con l’evoluzione della coscienza umana.

Ognuno di questi stadi: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano,

caratterizza un determinato stato di coscienza dell’uomo.

 

Guardiamo ora indietro all’antichissimo periodo di Saturno. Sappiamo che quanto oggi esiste dell’uomo, allora non esisteva ancora, ma vi era soltanto la primissima disposizione del suo corpo fisico. Naturalmente questa prima disposizione dell’uomo non poteva sviluppare una coscienza simile a quella che egli possiede oggi. Altri esseri avevano una coscienza umana, ma l’uomo aveva allora una coscienza simile a quella che oggi ha il mondo minerale, qui sul piano fisico. La denominiamo coscienza di trance profonda. Sull’antico Saturno, la prima disposizione umana aveva una tale coscienza. L’evoluzione di Saturno venne attraversata affinché l’uomo, a poco a poco, potesse avanzare ai suoi stati di coscienza superiore. Allora egli attraversò il suo primo stato.

Abbiamo l’evoluzione di Saturno in corrispondenza alla coscienza di trance profonda.

• È questo il primo stato di coscienza.

Naturalmente non dovete immaginarvi che il grado di coscienza rimanga il medesimo per tutta la durata dell’evoluzione di Saturno, ma in sostanza la coscienza dell’uomo, sull’antico Saturno, può essere caratterizzata come coscienza di trance profonda. È ancora più ottusa di quella che l’uomo ha oggi nel sonno senza sogni, perché in quest’ultimo l’uomo ha oggi la coscienza che egli ha attraversato durante il secondo stadio, durante l’evoluzione solare.

 

•  Durante il secondo stadio, l’evoluzione solare,

l’uomo ha attraversato la coscienza del sonno senza sogni,

la medesima coscienza che oggi possiede il mondo vegetale attorno a noi sul piano fisico.

 

• Nell’evoluzione giunse poi lo stadio lunare.

In questo l’uomo ha attraversato una coscienza che già più facilmente può venir compresa,

perché per lo meno l’uomo, nella coscienza di sogno, ha un ultimo resto della coscienza lunare.

 

L’odierna coscienza di sogno è uno stato intermedio fra il sonno senza sogni e l’abituale chiara coscienza di veglia diurna, che dura dalla mattina alla sera. Il terzo stato di coscienza venne dunque raggiunto sulla Luna, ed esso è paragonabile con l’attuale sonno pieno di sogni, ma con tutt’altra vitalità e vivacità. Il sonno pieno di sogni dà una coscienza composta da singoli squarci di rappresentazioni e di immagini, tale da avere soltanto un limitato rapporto col reale mondo esterno.

 

La coscienza lunare, che era una coscienza immaginativa, sognante,

aveva un grande rapporto col mondo esterno.

Essa corrispondeva esattamente a quanto esisteva nel mondo animico spirituale circostante.

Se ne ebbe una ripetizione durante il periodo atlantico.

La chiamiamo coscienza immaginativa sognante e potremmo anche chiamarla coscienza sonnambolica.

 

• Il quarto stato di coscienza viene raggiunto e vissuto sulla nostra terra,

ed è la coscienza che chiamiamo chiara coscienza diurna o anche coscienza oggettiva.

 

• Ad un più elevato grado di coscienza, del quale la maggior parte degli uomini di oggi non ha idea alcuna,

salirà l’uomo durante il periodo di Giove, quando sarà avvenuto tutto quello che abbiamo già descritto

e che ancora resta da descrivere in relazione all’Apocalisse di Giovanni.

 

Poi, quando sorgerà l’uomo, possiamo dire salvato dall’abisso e sfuggito alla rovina,

quando egli sarà salito ad una terra astralizzata e spiritualizzata,

tutto questo sarà allora la base perché egli raggiunga su Giove quella coscienza

che noi potremmo chiamare la coscienza immaginativa cosciente.

Volendola descrivere, lo si può fare soltanto in base alle esperienze degli iniziati.

 

L’iniziazione non è che il conseguimento della facoltà di raggiungere in un precedente gradino di evoluzione

quello che l’umanità normale raggiunge ad un gradino successivo.

 

Nella coscienza immaginativa cosciente

l’uomo è altrettanto autocosciente quanto lo è oggi dalla mattina fino alla sera,

ma non percepisce soltanto gli oggetti esteriori,

bensì nel campo visivo della sua anima egli ha delle immagini,

immagini nient’affatto collegate ad una certa ottusità, ma piuttosto immerse nella chiara coscienza diurna.

 

Quindi la coscienza di Giove è data dall’unione della chiara coscienza diurna e della coscienza lunare.

L’uomo conserva quello che ha oggi e si conquista in più la facoltà di percepire l’animico spirituale.

Oggi l’iniziato non vede soltanto l’uomo quale è fisicamente,

ma percepisce attorno all’uomo medesimo, come da lui irradianti,

varie formazioni spirituali che sono l’espressione di passioni, istinti, pensieri, in una parola: l’aura.

 

Essa avvolge l’uomo di splendore e lo riveste come di sottili fiammelle, in parte con una nebbia luminosa. Tutto quello che può esser veduto dall’iniziato entro il corpo astrale umano — allo stesso modo come il corpo fisico, coi suoi limiti, può esser visto dall’occhio fisico abituale — tutto ciò è un’immagine di quanto avviene nell’anima. Nell’anima di un iniziato vi è una coscienza che possiamo definire coscienza lunare più coscienza terrestre.

 

• Su Venere viene poi un sesto stato di coscienza

che possiamo chiamare coscienza ispirata, coscienza dell’ispirazione,

per la ragione che a questo gradino di coscienza l’iniziato

non soltanto può percepire tutto quello che l’anima ha di sentimenti, impulsi, passioni e così via,

ma perché egli percepisce l’intimo carattere complessivo dell’anima in un suono unitario.

 

Egli comincia a percepire quello che compenetra il mondo dei colori e delle forme come una musica delle sfere,

in modo che ogni singola entità — in quello che prima era stato percepito come immagine astrale —

gli appare ora come una formazione sonora.

 

• Possiamo denominare coscienza intuitiva il settimo gradino di coscienza, quello che esisterà su Vulcano.

L’intuizione non è quel che volgarmente oggi si intende con quella parola,

quando cioè si crede di aver conosciuto qualcosa grazie ad un oscuro sentimento;

questo è un cattivo uso della parola.

 

Nelle scuole iniziatiche l’intuizione viene intesa per il più alto pensabile gradino di coscienza,

quando l’anima è una cosa sola, è identica con le entità,

quando essa è immersa nell’intimo delle entità e si identifica con esse.

 

L’anima, pur rimanendo del tutto individuale, è immersa in tutte le cose ed entità del suo campo visivo.

I sette gradini di tutta l’evoluzione terrestre ci rappresentano così sette susseguentisi stati di coscienza.

A sua volta, ogni stato di coscienza deve essere raggiunto in sette gradini.

Tali sette gradini, che ogni volta devono esser attraversati, vengono chiamati gradi di vita,

in modo che distinguiamo sette stati di coscienza e per ognuno di essi sette gradi di vita.

 

È difficile trovare nel nostro linguaggio delle parole per questi sette gradi di vita.

Se prendiamo in considerazione soltanto la nostra Terra,

noi possiamo indicare i gradi di vita parlando dei sette regni,

perché i gradi di vita corrispondono sulla terra ai sette regni.

 

E allora indichiamo:

• il primo grado di vita come il primo regno elementare,

• il secondo come il secondo regno elementare,

• il terzo come il terzo regno elementare,

• il quarto come regno minerale,

• il quinto come regno vegetale,

• il sesto come regno animale

• e il settimo come regno umano.

Per ognuno degli stati di coscienza vengono attraversati sette simili gradi di vita, oppure superati sette regni.

 

Ma se noi volessimo indicare i sette gradi di vita di Saturno alla stessa maniera, vale a dire come primo, secondo e terzo regno elementare, e come regni minerale, vegetale, animale e umano, questo susciterebbe soltanto delle rappresentazioni false perché le espressioni per questi regni si sono formate secondo le nostre esperienze terrestri, ed inoltre in quei tempi antichissimi i regni erano conformati in modo del tutto diverso da quanto non lo siano oggi i regni terrestri. Possiamo dire soltanto: analogamente a questi regni vi furono sette regni sull’antico Saturno e sette sul Sole.

 

Già più vicini sono i sette regni della Luna; e i sette gradi di vita della Terra sono diventati proprio i sette regni sulla Terra. Sulla Terra noi possiamo già descriverli più facilmente, malgrado oggi sia straordinariamente difficile dare all’uomo una rappresentazione dei tre regni elementari. L’uomo crede poi di avere una sana rappresentazione dei regni minerale, vegetale, animale e umano, malgrado anche questo non sia vero.

 

Arriverete forse ad avere una specie di rappresentazione dei tre regni elementari, se vi dite quanto segue. Pensate per esempio a pietre, metalli o altro, e immaginate che questi elementi del regno minerale diventino sempre più sottili, in modo che voi li vediate sempre meno ed essi, per così dire, si sciolgano in una sempre più sottile sostanzialità. Immaginate di farli evaporare tutti, in modo che essi non conservino che una molto sottile sostanzialità, attraverso la quale sia possibile guardare non essendo essi più visibili per voi. Se li si portasse ad una sottigliezza ancor maggiore, da quelle formazioni sorgerebbe qualcosa che in definitiva non sarebbe più il regno minerale, bensì appunto il terzo regno elementare. Si salirebbe poi al secondo ed al primo regno elementare. Per le attuali qualità di percezione è difficile farsi delle rappresentazioni di questi regni, celati e condensati nel nostro mondo. Ed è così in realtà, come se i regni elementari, condensati nel nostro mondo, fossero scomparsi. Essi vengono prima del nostro regno minerale. Abbiamo già visto quando il regno minerale stesso si sia formato.

In precedenti periodi dell’evoluzione terrestre,

il regno minerale era appunto nella condizione dei regni elementari.

 

Ed ora gli altri quattro regni. Noi vediamo attorno a noi il regno minerale, ed allo stesso modo i regni vegetale, animale e umano. Dobbiamo però renderci chiaro che queste denominazioni, nel vero senso della scienza occulta, non sono del tutto esatte. Il profano considera i minerali attuali come appartenenti al regno minerale, le piante attuali come appartenenti al regno vegetale, gli animali a quello animale e gli uomini al regno umano. Detto in modo corrente, questo è bensì esatto, è senz’altro sufficiente per tutte le cose correnti della vita, ma non lo è nel senso dell’occultismo.

Infatti oggi l’uomo è compiuto solamente nel regno minerale.

Egli salirà soltanto in futuri periodi dell’evoluzione ai regni vegetale, animale e umano.

Poiché l’uomo ha una coscienza egoica, noi lo possiamo denominare senz’altro uomo,

ma non possiamo ancora dire che, nel senso della scienza dello spirito,

egli sia incarnato nel regno umano, perché a questo scopo è necessario qualcosa d’altro.

E di questo dobbiamo ancora parlare.

 

Oggi l’uomo che cosa può comprendere? La questione dipende infatti da questo. Oggi egli può comprendere soltanto il regno minerale. Appena perviene al regno vegetale egli non lo comprende più. Egli può capire il regno minerale, e con le forze del regno minerale può costruire macchine, case e così via. Soltanto il fatto che egli apprenda ugualmente a vedere quali siano in una pianta le forze che la fanno crescere, potrà elevarlo con la sua coscienza al regno vegetale.

E potrà appartenere al regno animale quando avrà imparato a capire come un animale abbia la possibilità di avere sensazioni: oggi ne può avere soltanto un’idea dal di fuori.

Quando poi egli comprenderà non soltanto il suo proprio-io, ma anche un altro io, quando egli comprenderà un uomo del tutto interiormente, allora soltanto apparterrà al regno umano.

 

Capirete meglio che oggi un uomo può afferrare soltanto il regno minerale, se farete la seguente considerazione. Immaginate per esempio che un gran numero di dotti dica: in realtà le piante e gli animali null’altro sono se non minerali più complicati. Gli stessi dotti si attendono quindi di poter combinare le sostanze in modo che esse diventino piante e animali. Si abbandonano all’illusione di poter comprendere i vegetali quali esseri minerali, perché non hanno il concetto che esista qualcosa d’altro oltre il regno minerale. Molti dicono infatti: voi antroposofi sognate che esista un corpo eterico, qualcosa che vada al di là della pura sostanza minerale, ma non sognerete più quando ci riuscirà di costruire in laboratorio un essere vivente con le singole sostanze, con anidride carbonica, azoto, ossigeno, idrogeno e così via, come oggi si fabbrica dell’acido solforico. Si crede di poter costruire la sostanza vivente come si può combinare per esempio l’acido solforico; si crede che la scienza puramente materialistica possa far questo una volta o l’altra.

 

Si crede che gli antroposofi siano tanto sciocchi

da mettere in dubbio che arrivi anche il momento in cui davvero le piante si produrranno nella storta.

Quel momento verrà. Chi sta sul terreno dell’occultismo lo ha sempre detto.

Gli occultisti sanno che verrà il tempo in cui l’uomo accoglierà nella sua natura il mondo vegetale,

allo stesso modo come oggi egli ha accolto il regno minerale.

 

Come oggi egli costruisce cose con i minerali, come oggi usa le forze del regno minerale,

così l’uomo produrrà nell’avvenire in laboratorio piante e cose ancora superiori

con le forze del regno vegetale che allora gli saranno ben note,

senza aver più bisogno di semi, senza dover più chiedere aiuto all’azione incomprensibile di forze naturali.

 

Ma se la possibilità di produrre in laboratorio un essere vivente avvenisse prematuramente,

si avrebbe quello che, per chi si trova sul vero terreno della scienza dello spirito, si chiama magia nera.

Per ogni passo dell’evoluzione gli uomini devono prima esser maturi.

Una massima occulta dice: soltanto quando il tavolo da laboratorio sarà diventato un altare

e quando il processo chimico sarà diventato un’azione sacra,

soltanto allora gli uomini produrranno esseri viventi sul tavolo da esperimenti,

come oggi essi fabbricano prodotti minerali.

Questa è una massima occulta che fu sempre formulata.

 

Ed in realtà, finché si entra in laboratorio e si crede, con sentimenti non sacri, di poter fare le stesse cose che si possono fare con sentimenti sacri, non si potrà mai produrre in laboratorio un essere vivente in accordo con la volontà di coloro che guidano l’evoluzione nel modo giusto.

Sarà , invece possibile solo quando si saprà che un prodotto minerale può sì venir fabbricato, anche se al tavolo del laboratorio si trova un ribaldo, ma che mai in un caso simile si potrà produrre un essere vivente. Infatti, quando si costruisce un essere vivente, in esso fluisce qualcosa che è dentro l’uomo stesso. Se l’uomo fosse un ribaldo, la ribalderia fluirebbe da lui, e l’essere così prodotto avrebbe l’impronta della medesima ribalderia.

 

• Soltanto quando si capirà che cosa significhi

che l’uomo, come entità complessiva, con tutta la sua interiorità, agisce in quello che egli produce,

soltanto allora il mondo sarà maturo per produrre, in libera attività, esseri viventi, vegetali, animali e uomini.

• L’uomo salirà al regno vegetale

quando egli potrà vedere nel regno vegetale altrettanto bene di come oggi vede nel mondo minerale.

• Egli salirà al regno animale quando potrà vedere nelle sensazioni

in modo da potere produrre con la sua forza spirituale un essere senziente,così come oggi egli produce un oggetto.

• Salirà poi al regno umano quando potrà formare uomini nuovi in libera attività.

 

Così l’uomo oggi è presente nel regno minerale, e questo essere, che noi siamo oggi come uomini, è in sostanza l’unico essere che si sia già formato compiutamente nel regno minerale; gli altri regni, invece, si trovano per molti aspetti ad uno stadio di molto inferiore a quello che in occultismo si, indica quale regno minerale.

Le piante ci mostrano così una specie di gradino precedente di quello che l’uomo sperimenterà quando si troverà lui stesso nel regno vegetale.

 

Le piante non si trovano quindi nel regno vegetale, ma al massimo sono delle prefigurazioni, non degli archetipi, ma piuttosto degli accenni ad un regno futuro nel quale l’uomo si troverà quando si compenetrerà interiormente della natura vegetale, come oggi fa della natura minerale.

 

Questo regno vegetale, nel quale l’uomo si troverà, sarà contrassegnato anche da altre cose. Prima di tutto sarà contrassegnato da una massima morale, oggi a volte ammessa col raziocinio, ma ancor lungi dall’essere capita. Oggi l’uomo vive in maniera che si può dire: il singolo è convinto, se pur non lo ammette, della possibilità di una felicità individuale, anche se accanto ad essa domina l’infelicità di un altro. È senz’altro possibile che oggi qualcuno si senta felice malgrado altri uomini siano infelici. Anche se in base al raziocinio si ammette che la più alta moralità sia quella che rende felici tutti gli uomini, in pratica l’uomo è convinto che la felicità del singolo sia possibile senza che l’altro pure sia altrettanto felice.

 

Quando sarà giunto al regno vegetale, l’uomo avrà raggiunto, in campo morale, un gradino evolutivo nel quale gli sarà impossibile di sentirsi individualmente felice quando altri suoi simili saranno infelici. « La felicità del singolo è indivisibilmente legata alla felicità di tutti » è la massima che varrà quando l’uomo sarà assurto al regno vegetale. Nessun uomo potrà sentirsi comunque felice se la sua felicità non sarà parte della felicità di tutti.

 

Vedete quindi, se noi vogliamo tutto comprendere, che per concetti così sottili, quali dobbiamo avere nell’occultismo, vi è oggi una sensibilità molto scarsa. Ma vedete pure che l’uomo ha ancora davanti a sé molti gradini evolutivi. Egli deve raggiungere tutto questo, ma per ora ne esiste ben poco. Si parla dunque di sette regni attraverso i quali l’uomo stesso passa. Su Giove vi saranno ancora sette regni, in qualche modo ancora simili ai sette terrestri, anche se già ben differenziati da questi. Su Venere ve ne saranno ancora sette, e altrettanti su Vulcano. Su quest’ultimo non li si può nemmeno più chiamare regni, perché il concetto di regno non è più adatto.

 

 

Volendo tener presente tutto questo, dobbiamo dire: prima di tutto abbiamo sette gradi di evoluzione della coscienza: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano; per ognuno dei « gradi di coscienza » abbiamo sette « gradi di vita », attraverso i quali deve evolversi ogni essere che attraversi i gradi di coscienza. Ogni grado di vita deve passare a sua volta sette « gradi di forma », in modo che il cosiddetto grado di forma fisico, che ora attraversiamo, debba esser considerato come il mediano. Prima che qualcosa diventi fisico è astrale, prima che diventi astrale esso si trova a un certo gradino spirituale che si chiama devacian inferiore, e prima che qualcosa discenda a questo gradino si trova a un gradino superiore del devacian. Qui abbiamo tre gradi di forma. Il primo (devacian superiore) lo si può ancora dire privo di forma: il successivo è un grado di forma che indichiamo come devacian inferiore, e poi arriviamo al gradino astrale. Quando quello astrale si condensa, diventa fisico. Quello fisico si scioglie poi di nuovo e ritorna ad un gradino astrale più perfetto; questo passa poi ad un più perfetto gradino devacianico inferiore e quest’ultimo a uno devacianico superiore. Lo stato di forma fisico è il mediano.

Ogni regno attraversa sette stati di forma.

Ma dovete distinguere tra fisico e minerale; non è la stessa cosa.

 

Poiché oggi il fisico coincide col minerale, si possono confondere con facilità. Il regno minerale attraversa tutti i gradi di forma e, come regno minerale, può trovarsi predisposto su nel più alto gradino del devacian. Discende poi al gradino spirituale inferiore, ed è sempre regno minerale; discende poi allo stato astrale, ed ivi si conforma astralmente; e si condensa in seguito allo stato fisico. Abbiamo così sette stati di forma per ognuno dei regni (vedi schema).

 

Ogni stato di coscienza può soltanto trascorrere in modo da attraversare sette stati di vita. Ogni stato di vita trascorre in sette stati di forma. Si hanno così 7x7x7 stati. In realtà un’intera evoluzione, come quella che ha la terra, attraversa 7x7x7 stati. La nostra Terra fu un tempo l’antico Saturno; questi attraversò sette stati di vita, ed ogni stato di vita sette forme di vita, o stati di forma. Si hanno così 49 stati di forma sull’antico Saturno, 49 sul Sole, 49 sulla Luna, e così via; quindi 7 volte 49, cioè 343 stati di forma. L’uomo cammina attraverso 343 stati di forma. Quando, proprio all’inizio della sua evoluzione, l’antico Saturno cominciò nel più alto grado spirituale che possiamo raggiungere, come formazione, esso era nel devacian superiore. Fu questo il primo stato di forma, ed era del tutto minerale. Come tale discese quindi fino al regno fisico, e risalì poi fino al devachan superiore. E qui incomincia la grande difficoltà, perché occorre ora dirsi, se si vogliono usare le espressioni citate: l’uomo passa ora nel prossimo regno. Ma per l’antico Saturno non sono adatte queste espressioni. L’uomo attraversa dunque su Saturno, e in questo modo, i 49 stati. È poi straordinario che ora si possa chiedere: l’uomo dovrebbe dunque, sull’antico Saturno, attraversare degli stati di vita; ma egli ha soltanto sul Sole un corpo eterico. Come è dunque possibile dire che egli attraversa degli stati di vita? — Questi non sono ancora come saranno in seguito quando l’uomo avrà un corpo eterico, ma ne tengono il posto. Così avviene perché esseri superiori vi agiscono dentro.

 

Sull’antico Saturno l’uomo non ha una vita indipendente,

ma esseri superiori lo compenetrano

con il loro corpo eterico, col loro corpo astrale, col loro io, e così via.

 

In ogni caso dovete comprendere che l’uomo attraversò sull’antico Saturno 49 stati, 49 sul Sole e 49 sulla Luna. Sulla Terra, di questi 49 stati, l’uomo ha attraversato soltanto i primi tre stati di vita; si trova oggi quindi nel quarto stato di vita, appunto nel regno minerale. Fu nel primo stato di vita nel primo regno elementare, ed ivi attraversò sette stati di forma; fu nel secondo stato di vita nel secondo regno elementare, ed ivi attraversò sette stati di forma; fu nel terzo regno elementare ed ivi attraversò sette stati di forma; si trova ora nel quarto regno elementare, il regno minerale, ed è circa alla metà di esso. Ha oltrepassato da poco la metà del regno minerale.

 

Avete così visto che, in quello che possiamo considerare uno schema, la Terra tutta attraversa 343 stati. E vi prego di considerare la cosa in questo modo: l’antico Saturno nasce e attraversa 49 stati; è dapprima una massa di fuoco e di calore, e passa così diversi stati; è però sempre la medesima sfera che attraversa i 49 stati. Così è pure il Sole, sempre la medesima sfera, che attraversa i 49 stati di forma. Vi sono poi degli stadi intermedi. È come se fra le diverse incarnazioni vi fosse una specie di intervallo spirituale. Per i pianeti avviene come per l’uomo. Anche i pianeti passano attraverso simili intervalli spirituali che si trovano dappertutto fra questi diversi stati.

 

Se vi sarà chiaro che nel corso della nostra evoluzione noi abbiamo sette stati di coscienza, potrete anche vedere come questo sia in relazione con quello che trovate descritto in diversi libri della letteratura teosofica. Sono sistemi cosmici. Viene detto che la nostra Terra ebbe inizio un tempo e che si è sviluppata da un antico sistema planetario, indicato col nome di Luna. Si dovrebbe ulteriormente risalire dalla Luna al Sole e dal Sole a Saturno. Ognuno di questi stati si suddivide nei sette stati di vita, d’abitudine denominati « ronde ». « Ronda » è la medesima cosa di stato di vita. Quelli che ora vengono denominati stati di forma, si dicono di solito « globi ». Ma ciò porta ad errori. Qualcuno si è fatta l’idea che i globi siano sfere poste le une a lato delle altre:

 

 

Questi stati, dal più lontano ancora in una forma confinante con l’informe, attraverso il fisico e di nuovo verso l’informe, non sono sette sfere esistenti l’una accanto all’altra, ma sono invece sette stati che si susseguono uno dopo l’altro.

Quello che oggi è fisico è la medesima sfera che fu un tempo spirituale e che divenne sempre più densa. È la medesima sfera, soltanto condensata. Una parte divenne astrale, e poi una parte divenne fisica; è sempre la medesima sfera. Si scioglie poi come sale in acqua tiepida e ridiventa astrale. A questo stato astrale siamo arrivati dove, nell’Apocalisse, vengono descritte le « coppe dell’ira ». Allora la terra ridiventa astrale.

Vediamo così che il numero sette domina tutta l’evoluzione; abbiamo ora come uno scheletro, come un’ossatura di quello che nei giorni scorsi abbiamo descritto in diverse immagini – a volte anche con immagini grottesche, ma distanti in ogni caso da quanto oggi l’uomo possa vedere nel mondo fisico. Se vi rappresentate le cose in questo modo, avviene press’a poco come quando si costruisce l’impalcatura per una casa, la parte esterna, quella destinata ai muratori.

Non ha ancor nulla a che fare con l’argomento; per così dire, sono appena pensieri sopra l’argomento stesso.

 

Dobbiamo salire da questo puro schema di pensieri, che ci serve peraltro di aiuto alla comprensione, alla costruzione viva, servendoci ad esempio, per i diversi stati, delle immagini che si possono vedere sul piano astrale; avremo così soltanto allora quella che si chiama la saggezza occulta. Fin tanto che si costruisce l’impalcatura, si resta al pensiero che si è abituati ad avere nel mondo fisico. Tutto lo schema che qui indichiamo è soltanto pensiero fisico. Di fronte alla piena realtà, ciò non si comporta neppure come la struttura interna di una casa nei confronti della costruzione eseguita, ma piuttosto soltanto come appunto l’impalcatura esterna sulla quale si trovano i muratori. Essa deve essere poi tolta, quando la casa è terminata. Allo stesso modo deve essere tolto lo schema di pensieri se si vuol avere davanti a sé la verità, quale essa si comporta in realtà. Se si considera questa astrazione già come la realtà, non si parla di vero occultismo, ma soltanto della rappresentazione che, nell’epoca attuale, l’uomo può farsi dei fatti occulti. Nello schema esposto è contenuto il modo nel quale oggi l’uomo si aggiusta i fatti occulti.

Ma ciò è infruttuoso.

 

Io lo dovetti esporre perché ci occorre uno schema simile.

Ma in sostanza esso non è di aiuto alcuno a chi voglia progredire sul cammino realmente occulto.

Quando, mediante simili schemi, si descrive tutto il mondo fino ai fatti più occulti,

questo ha importanza soltanto per l’incarnazione presente.

Nella prossima, uno schema simile, si dovrà impararlo di nuovo.

 

Lo si può infatti pensare soltanto perché ci si serve del cervello, ed è infatti adatto soltanto per il cervello.

Ma poiché questo viene distrutto con la morte,

vien pure distrutta tutta la descrizione fatta in base allo schema.

Se invece afferrate, dapprima in immagini di fantasia, quanto realmente avviene,

quello che abbiamo descritto come il susseguirsi delle immagini dei suggelli,

come sono date dalla coscienza chiaroveggente, si ha qualcosa che non è legato al cervello fisico,

qualcosa che vi rimane anche dopo la morte

perché non sorge dal pensiero fisico, ma ridà chiaroveggentemente i fatti.

Occorre stare in guardia dal considerare vero occultismo quello cui si tende secondo il modello della comprensione fisica, e che vuol schematizzare anche i mondi superiori. Si hanno allora descrizioni fatte con i mezzi dell’abituale intelletto fisico. Naturalmente l’intelletto fisico ha la sua funzione, e di conseguenza è pure utile porre uno schema simile; e noi possiamo perciò continuare ancora col nostro schema.

 

Abbiamo dunque visto che noi passiamo attraverso 343 stati. Ma ora il problema diventerà più complicato se ci sarà chiaro che la cosa non finisce qui, che cioè, nell’ambito di uno stato di forma, l’uomo deve ancora passare attraverso diversi stati. L’attuale stato di forma fisico è stato preceduto da altri tre e sarà seguito da tre altri ancora. Ora, quello fisico attraversa sette stati, e sono appunto i sette dei quali abbiamo parlato nei giorni passati: il primo, quando il Sole è ancora legato alla Terra, il secondo, nel quale se ne separa, il terzo quando la Luna si distacca, il quarto, quello dell’umanità atlantica. L’umanità atlantica vive nel quarto periodo di evoluzione dello stato di forma fisico. Per ogni stato di forma abbiamo così sette cosiddette razze, malgrado l’espressione di « razza » valga soltanto nello stato intermedio. Al presente abbiamo poi il quinto stato, nel quale noi viviamo: l’epoca postatlantica fra il grande diluvio atlantico e la grande guerra di tutti contro tutti. Noi viviamo in questa epoca. Ne seguirà poi un’altra, la sesta, e poi la settima. Nell’Apocalisse di Giovanni la sesta epoca ci viene indicata dai sette suggelli, e la settima dalle sette trombe. Poi tutto passa nell’astrale. È un nuovo stato di forma che avrà a sua volta sette stati. Il nostro schema non è però ancora alla fine.

 

Dobbiamo cioè suddividere di nuovo in sette periodi ognuna di quelle epoche che trascorrono fra un avvenimento come il grande diluvio e la guerra di tutti contro tutti. Per la quinta epoca essi si chiamano: civiltà indiana, civiltà persiana, civiltà caldeo-babilonese-assiro-egizio-ebraica, civiltà greco-latina, la nostra, poi la sesta, nell’Apocalisse indicata dalla comunità di Filadelfia, ed infine la settima che chiude il ciclo.

Se ora pensiamo tutta l’evoluzione costituita da tanti di questi brevi periodi o stati — peraltro ancor sempre abbastanza lunghi — abbiamo 7x7x7x7x7 gradi evolutivi equivalenti a quelli delle antiche civiltà indiana o persiana. Così, da Saturno a Vulcano, l’uomo attraversa il seguente numero di stati diversi:

 

7X7X7= 343                                 343 X 7 = 2401                                 2401 X 7 = 16807 stati.

 

Vediamo così come il numero sette, edificando in periodi susseguentisi, domini tutta l’evoluzione. Come i suoni musicali si susseguono di ottava in ottava, così scorre tutto il divenire in ottave evolutive.

Ricordiamo ora che nella nostra epoca fra il grande diluvio atlantico e la grande guerra di tutti contro tutti abbiamo sette di quei 16807 stati, e che anche nell’epoca atlantica ne avemmo altri sette. Ma ricordiamoci anche che di questi sette stati dell’epoca atlantica l’uomo ne ha trascorsi quattro in tutt’altre condizioni dei tre successivi. Ora sappiamo dunque quali periodi furono, sappiamo come dobbiamo contarli.

 

Durante l’epoca atlantica l’uomo ha attraversato quattro di questi stati della grande epoca in modo da sentirsi quale anima-gruppo, come sono state indicate in aquila, leone, toro e uomo. Durante queste quattro razze principali dell’epoca atlantica, l’uomo elaborò a poco a poco quelle quattro anime-gruppo. Ora, poiché residuano sempre delle razze, come per esempio quella indiana è rimasta malgrado altre se ne siano evolute (le cose si compenetrano sempre) rimasero anche le quattro teste che, all’inizio del quinto periodo di civiltà atlantico, indicavano le anime di gruppo. Abbiamo dunque la bestia a quattro teste.

 

Quando cominciò ad indurirsi dall’eterico nel fisico, l’uomo andò in pari tempo formando quattro diverse parti del corpo, in modo corrispondente alle quattro anime-gruppo. E per il fatto che quel che prima era coscienza di anima-gruppo si trasmuta in coscienza individuale, per questo, all’inizio del quinto periodo dell’Atlantide, nell’uomo si ha un confluire di quello che prima era quadruplice. Egli porta in sé le quattro teste che si sommano nella sua testa, via via in formazione. Mentre egli si va sviluppando nel corso del quinto periodo, essa si forma dall’insieme delle quattro teste di gruppo. In corrispondenza di quelle quattro teste, l’uomo ha quattro parti del suo corpo fisico. E sono dunque le quattro « corna »; si può così pensare:

in quanto l’uomo era eterico, egli aveva quattro teste, quattro teste di animale (soltanto l’ultima è già di animale-uomo), così bisogna intendere la cosa; egli era a quattro teste, ed ognuno dei sistemi di forze corrispondenti alle singole teste formò degli organi fisici. Abbiamo visto ieri che uno dei sistemi di forze formò il nostro cuore, e precisamente quello che è in relazione con la testa del leone. I singoli organi umani sono condensazioni delle corrispondenti parti del corpo eterico.

Così pensa lo scrittore dell’Apocalisse. Egli conclude: quel che è fisico è condensazione dell’eterico.

 

Come voi potreste pensare: la pelle s’ispessisce e forma un callo, così lo scrittore dell’Apocalisse pensa: l’uomo esiste etericamente, e si ispessisce, diventa fisico. — Poiché l’uomo esiste poi in quattro modi, in quattro anime-gruppo, si formano quattro di tali condensazioni. Esse costituiscono il suo corpo fisico. È questa la ragione per la quale si indica come « corno » quello che, nel corpo fisico, corrisponde al corpo eterico: il corno è un ispessimento calloso. Si indica quindi l’uomo, come appunto egli è diventato nel quarto periodo dell’epoca atlantica, quale animale con quattro teste e quattro corna.

 

E quindi si evolve ulteriormente verso l’uomo individualizzato. Questo avviene nelle vicinanze dell’odierna Irlanda. L’uomo attraversa i tre ultimi periodi in modo da avere la disposizione per l’io umano. Seguendo esteriormente il corso della sua evoluzione fisica, egli non forma un corpo animalesco, ma sale al gradino umano. Egli forma sempre più il grado umano, fino ad accogliere il principio del Cristo. Se guardiamo l’uomo odierno, ci diremo: l’uomo non era un tempo come appare oggi davanti a noi. Affinché potesse diventare così, egli dovette attraversare quattro anime-gruppo di animali, dovette essere incarnato in corpi che corrispondono all’attuale figura del leone, del toro, dell’aquila e dell’uomo. Poi egli salì più in alto e divenne sempre più simile all’uomo mentre spariva la figura della precedente anima-gruppo. Essa più non esiste, l’uomo ha assunto aspetto d’uomo.

 

Ma ora dovete ben comprendere un avvenimento importante che avvenne allora, quando l’uomo divenne simile ad uomo, un avvenimento della massima importanza, senza la cui comprensione mai si potrà capire l’Apocalisse di Giovanni. Fino a quell’avvenimento, fino all’avvento della vera animicità umana, al suo sguardo era del tutto nascosto quanto più tardi gli si manifestò. L’uomo aveva una specie di coscienza ottusa, crepuscolare. Quando si svegliava la mattina egli vedeva tutto come contornato di nebbia, e quando si addormentava si trovava nel mondo spirituale. Questo gli appariva in immagini, perché così è la natura del mondo spirituale. Voglio ora descrivere qualcosa di quello che avveniva prima che l’uomo fosse passato fisicamente allo stato umano, prima che egli fosse giunto dall’appartenenza all’anima-gruppo alla piena coscienza dell’io.

 

Qui sulla terra l’uomo viveva soltanto un certo numero di esperienze. Poi si addormentava e, durante il sonno, era con una coscienza ottusa in un mondo spirituale, dove viveva fra dèi e spiriti; un riflesso di tutto questo esiste nei miti e nelle saghe. Egli sperimentava là poderose immagini, per esempio l’immagine nella quale egli incontrava due altri esseri che gettavano pietre dietro di loro; dalle pietre gettate sorgevano dalla terra altri esseri simili a loro stessi. Si trattava di esperienze che l’uomo aveva ancora per tutto il quarto periodo dell’epoca atlantica. Se vogliamo chiarire questa esperienza, dobbiamo dire: la riproduzione umana non avveniva nella coscienza di veglia, ma nella coscienza di sonno.

 

Quando era nel mondo spirituale fuori del suo corpo fisico, l’uomo, in quello stato di coscienza nel quale tutto gli appariva in immagini, vi trasportava per così dire quello che avveniva in realtà ai fini della riproduzione, e tutto l’atto riproduttivo rimaneva avvolto nello spirituale, gli appariva nell’immagine del gettar pietre dietro a sé. Tutto l’atto riproduttivo rimaneva avvolto nella coscienza spirituale, era dietro la coscienza diurna. L’uomo nulla sapeva della sessualità. Nella coscienza diurna non si accorgeva che esistessero due sessi, e la sua anima non era sfiorata da alcun pensiero relativo al sesso. Non che il sesso non esistesse, esisteva invece, ma riposava nell’oscurità di una coscienza spirituale e non esisteva per l’uomo nella coscienza diurna.

Soltanto con la conquista della prima disposizione per la coscienza dell’io l’uomo divenne cosciente della sessualità.

 

È il momento che ci viene esposto dalla Bibbia, quando Adamo ed Èva si accorgono che esiste qualcosa di simile alla sessualità. Dobbiamo porre quell’importante e drammatico momento in questo punto dell’evoluzione terrestre. E se si guarda indietro chiaroveggentemente al tempo che precedette, dell’uomo si vede appunto soltanto quanto fu strumento dello spirito. Il resto semplicemente non lo si vedeva. L’uomo era visibile soltanto nella sua parte superiore. Dal momento ricordato, invece, si cominciò a vederlo tutto. Così comprendiamo anche perché ora gli uomini si coprano. Prima non vedevano quello che avrebbero dovuto coprire. In questo modo l’uomo procede a poco a poco nell’esteriorità.

Se consideriamo la figura esteriore dell’uomo come la condensazione dell’eterico, nel quarto periodo atlantico, oltre le quattro teste delle anime di gruppo, abbiamo le quattro corna.

 

Per i tre ultimi periodi atlantici comincia però ora a formarsi nel fisico una dualità. Per ognuna delle epoche, nelle quali si doveva formare una testa di anima di gruppo, si ebbe uno sdoppiamento fisico, la parte maschile e quella femminile. Per i primi quattro periodi l’uomo è dunque costituito con quattro teste, e la parte eterica ispessita con quattro corna. Ora invece abbiamo tre ulteriori teste che non sono visibili perché la figura umana esteriore le assorbe, perché esse non arrivano a presentarsi. Queste tre teste eteriche sono percepibili soltanto per il chiaroveggente, sono le tre principali teste umane; e ciascuna ha vicino due corna come ombre, come doppie ombre. Quando irrompe il diluvio atlantico, abbiamo dunque sette teste di specie o di anima-gruppo, delle quali le tre ultime appaiono sempre in maniera da avere la loro parte fisica in duplice aspetto, sempre come maschile e femminile. Vedete così che, alla fine dell’epoca atlantica, se anche le formazioni più tarde rimangono invisibili, tutta l’essenza complessiva delle anime-gruppo dell’uomo ha sette teste e dieci corna. Per quanto riguarda le corna le prime quattro teste non risultano divise in parte maschile e femminile, mentre le ultime tre hanno, separate, la parte maschile e quella femminile.

 

L’uomo ha in sé le sette teste e le dieci corna. Mediante l’accoglimento del principio del Cristo, egli deve ora elaborare tutto ciò in modo che esse vengano per così dire annullate, poiché oggi, ogni volta che l’uomo muore, nel suo corpo astrale sono ben riconoscibili la settemplicità delle teste e la decuplità delle corna.

Tutto questo viene solo tenuto assieme come gomma che sia plasmata a quel modo. Immaginiamo che, durante la nostra epoca, l’uomo si indurisca contro il principio del Cristo e che arrivi al momento della guerra di tutti contro tutti senza aver avuto l’esperienza del Cristo, immaginiamo che vi arrivi avendo allontanato da sé il Cristo; allora, quando la terra ridiventerà astrale, quello che vi era una volta, al punto in cui egli l’aveva portato e che avrebbe dovuto trasformare, risorgerebbe, risorgerebbe nella sua figura antica. La bestia riapparirebbe con le sette teste e le dieci corna, mentre per chi ha accolto il principio del Cristo verrebbe di nuovo superata la sessualità. Chi invece si sarà indurito conserverà la sessualità delle sei corna ed apparirà nella sua interezza quale bestia dalle sette teste e le dieci corna, quelle che erano state predisposte nell’epoca atlantica. Esse possono venir trasformate mediante l’accoglimento dell’impulso del Cristo.

 

Ma se il Cristo viene respinto,

esse rimarranno e riappariranno al tempo che viene contrassegnato dal rovesciamento delle coppe dell’ira;

e la Terra riapparirà divisa in due parti:

• la parte dove gli uomini del Cristo, in bianche vesti, appaiono come gli eletti già al tempo dei suggelli,

• e l’altra parte nella quale gli uomini appaiono nella figura della bestia con le sette teste e le dieci corna.

In seguito appare poi anche un’altra bestia con due corna, simboleggiata dal numero 666.

 

 

By | 2018-10-02T15:38:25+02:00 Ottobre 2nd, 2018|EV. COSCIENZA|Commenti disabilitati su 7 GRADI EVOLUTIVI DI COSCIENZA