/////ANGELI, ARCANGELI, ARCHAI E POTESTÀ COOPERANO ALL’EVOLUZIONE DELL’UOMO

ANGELI, ARCANGELI, ARCHAI E POTESTÀ COOPERANO ALL’EVOLUZIONE DELL’UOMO

Angeli, Arcangeli, Archai e Potestà cooperano all’evoluzione dell’uomo

O.O. 102 – L’Agire di entità spirituali nell’uomo – 20.04.1908


 

Noi sappiamo che l’uomo è divenuto quale è oggi attraverso una lunga evoluzione,

e che egli si è sviluppato fino all’altezza attuale attraverso vari stadi planetari.

 

Sappiamo pure che nel futuro egli s’innalzerà a gradi evolutivi anche più alti. Ci siamo già familiarizzati col pensiero che una volta, quando sull’antico Saturno l’uomo era ancora in uno stato di coscienza affatto oscuro, esistevano anche delle entità che già allora erano altrettanto elevate come lo è oggi l’uomo, ed anche vi erano già delle entità che erano assai più elevate di quanto non sia l’uomo odierno. Sappiamo pure che anche oggi esistono entità che al presente hanno raggiunto un grado evolutivo che l’uomo raggiungerà soltanto in futuro.

 

Così possiamo alzare lo sguardo ad una gerarchia – come viene chiamata in linguaggio occulto – di entità superiori all’uomo, che stanno sempre di un grado più su dell’uomo. Queste entità che stanno subito al disopra dell’uomo le chiamiamo, con nome esoterico, Angeli. Dunque per noi gli Angeli sono entità che nello stadio lunare – stadio planetario che ha preceduto la nostra Terra – hanno raggiunto la coscienza umana, e che perciò oggi si trovano un gradino più su dell’uomo.

 

L’uomo stesso, quando sarà pervenuto allo stadio di Giove, avrà la medesima coscienza che hanno oggi le entità che chiamiamo Angeli. Ecco che così abbiamo davanti agli occhi quelle entità che stanno al grado immediatamente superiore all’uomo. Noi conosciamo già, per altri rapporti, i gradi seguenti: sappiamo che sopra gli Angeli abbiamo gli Arcangeli, e poi l’ordine delle Forze Primordiali che chiamiamo anche Archai; poi conosciamo le Rivelazioni o Potestà ovvero le Exusiai; le cosiddette Virtù o Dynamis, e quindi le Dominazioni o Kyriotetes; e infine i Troni, i Cherubini e i Serafini.

 

E poi, al di sopra dei Serafini, dovremmo parlare di quella che, in senso cristico, è chiamata la vera e propria Divinità. Poiché il vero occultismo, la vera scienza dello spirito, non può partecipare alla solita usuale rappresentazione che crede che l’uomo possa guardare immediatamente alla più alta Divinità; ma noi dobbiamo riconoscere che per elevarsi ad essa vi è frammezzo tutta una schiera di entità, che abbiamo chiamato Angeli, Arcangeli e così via. E sotto un certo aspetto, se oggi in vari modi si sente dire: “Oh, a cosa ci occorrono tutti questi gradi di entità? L’uomo può giungere ad un rapporto immediato con la Divinità!”, questa pigrizia che vuole tutto comodo, il teosofo e l’occultista non può farla sua; giacché le entità sono realmente esistenti, e noi oggi vogliamo parlare un po’ delle particolarità e delle qualità di questi esseri e dei loro compiti.

 

Per prima cosa vogliamo provare a farci una rappresentazione di quelle entità che vengono chiamate Angeli. Sullo stato di coscienza di queste entità ci faremo una rappresentazione nel modo più facile, se ricorderemo che l’uomo, nella sua coscienza fisica esteriore, abbraccia oggi quattro regni della natura, che egli per così dire può percepire: entità minerali, entità vegetali, entità animali e il regno umano stesso, sì che noi, dal suo contenuto, possiamo descrivere la coscienza umana come quella che abbraccia questi quattro regni percepibili ai sensi esteriori.

 

Tutto quanto l’uomo percepisce attraverso ai suoi sensi, qualunque cosa sia, appartiene ad uno di questi quattro regni. Se ora ci chiediamo: “Com’è la coscienza delle entità angeliche?”, riceviamo questa risposta: sotto un certo aspetto essa è una coscienza più alta, e si può caratterizzarla come coscienza superiore per il fatto che essa non arriva giù fino al regno minerale. Fin là dove sono i sassi, i minerali, la coscienza angelica non arriva. Per contro in questa coscienza angelica sono comprese entità vegetali, entità animali, entità umane e il regno proprio degli Angeli, che ha lassù lo stesso ruolo che ha per noi il regno umano.

 

Perciò possiamo dire:

questi Angeli, con la loro coscienza, comprendono pure quattro regni:

quello delle piante, quello degli animali, quello degli esseri umani e quello degli Angeli.

 

Questa è la particolarità delle entità angeliche; esse non hanno un corpo fisico, e per tale ragione dunque non posseggono alcun organo fisico, né occhi, né orecchi e così via. Quindi non percepiscono il mondo fisico. Esse hanno quale loro corpo inferiore il corpo eterico. E per questo hanno una certa parentela con le piante; possono ancora percepire le piante. Invece, dove vi è un minerale, percepiscono uno spazio vuoto; proprio come abbiamo descritto per gli uomini durante lo stato devacianico, in cui l’uomo percepisce come spazio vuoto quello che qui, sul piano fisico, è riempito da una sostanza minerale. Così gli Angeli, ovunque si trovi qualcosa che appartenga al regno fisico, percepiscono uno spazio vuoto. Per contro la loro coscienza spazia fin là dove la coscienza umana oggi non giunge ancora.

 

Ma noi sappiamo che oggi anche gli uomini si trovano già l’uno di fronte all’altro in modo che alcuni fanno da guida ed altri invece sono condotti. Voglio solo parlare dei bambini e dei maestri: i bambini devono essere condotti fino a che non siano maturi quanto i maestri, che sono adulti. Gli uomini avanzano dall’evoluzione attuale alla coscienza di Giove. Questa sarà uguale a quella che gli Angeli possiedono oggi.

 

Per ciò gli Angeli sono oggi realmente le guide degli uomini, sono i loro conduttori;

ed esiste un rapporto interiore

fra quanto un po’ alla volta si configura nell’uomo e ciò che costituisce il compito di questi esseri angelici.

 

E cosa si elabora nell’uomo per il resto della sua esistenza terrestre? Lo abbiamo detto sovente. Abbiamo detto che l’uomo ha un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un io, e che egli è al punto di elaborare il proprio corpo astrale in modo da portarlo, un poco alla volta, al sé spirituale. L’uomo lavora anche agli altri suoi corpi, ma l’essenziale dell’evoluzione terrestre consiste nel fatto che verrà pienamente sviluppato il sé spirituale. Gli Angeli oggi hanno il sé spirituale sviluppato in modo completo; lo avevano già sviluppato all’inizio dello stadio terrestre.

 

Perciò sono gli Angeli quelli che, nella gerarchia dell’evoluzione,

aiutano gli uomini ad elaborare il corpo astrale fino al sé spirituale.

Ed ora chiediamoci: come lo fanno?

 

Ricordiamoci ciò che ho più volte detto:

quando l’uomo muore, allora egli ha intorno a sé, come prima cosa dopo la morte,

ciò che abbiamo chiamato il grande quadro mnemonico della vita trascorsa.

Questo dura da due a tre giorni; per ogni singolo uomo questa esperienza è qualcosa di diverso.

Generalmente essa perdura tanto a lungo quanto l’uomo in questione potè stare nella vita senza dormire.

I diversi uomini differiscono molto in questo.

 

L’uno è abituato a dormire dopo dodici ore, e allora gli si chiudono gli occhi;

altri invece possono vegliare fino a quattro o cinque giorni.

Il quadro mnemonico dura per un periodo tanto lungo

quanto quello in cui l’uomo potè mantenersi sveglio senza addormentarsi.

Poi il corpo eterico si scioglie e ne rimane indietro soltanto un estratto – il frutto dell’esistenza passata.

 

Tale estratto l’uomo lo porta con sé per tutti i tempi susseguenti,

ed esso s’incorpora alla sua propria entità e forma la sostanza da cui egli, nella successiva incarnazione,

può costruire il proprio corpo fisico.

Per questo l’uomo è in grado di costruire perfettamente il proprio corpo futuro,

perché può usufruire dei frutti della propria vita passata.

Dunque l’uomo ha questa essenza di vita, e da essa egli foggia nella vita seguente il proprio corpo.

 

Noi però sappiamo anche qualcosa d’altro. Sappiamo che nel devacian l’uomo non si limita a foggiare il proprio corpo, ma si dedica anche ad altro. Ci faremmo una rappresentazione falsa se credessimo che l’uomo avesse da fare solo con se stesso.

 

Il mondo non è basato unicamente sull’egoismo.

Esso è fatto in modo che l’uomo, in ogni condizione, ha da lavorare alla Terra;

ed egli, in ogni momento del devacian lavora alla configurazione della superficie terrestre.

 

Noi sappiamo bene che per esempio il suolo sul quale siamo oggi, solo qualche secolo fa era molto diverso da quello che è ora. La Terra viene continuamente elaborata. Al tempo in cui il Cristo Gesù camminava ancora sulla Terra, qui vi erano possenti foreste, piante ed animali affatto diversi. L’aspetto della Terra muta continuamente.

 

Come gli uomini, mentre costruiscono le città e così via, lavorano con le forze che agiscono nel fisico, ugualmente essi dal devacian agiscono con quelle forze che conformano la fisionomia della Terra, come pure il regno vegetale e quello animale. Per questo, ad ogni nuova incarnazione, l’uomo trova un suolo che gli offre tutt’altro aspetto, di modo che egli sperimenti sempre qualcosa di nuovo.

 

Non invano quindi si nasce in una nuova incarnazione, ma al fine di vivere qualcosa di nuovo. L’uomo stesso collabora alla conformazione di questa Terra, ma non può farlo senza una direzione: egli non può determinare le proprie incarnazioni seguenti, perché se no non avrebbe bisogno di vivere in precedenza quanto deve accadere in futuro.

 

E le entità che dirigono gli uomini

e che lavorano insieme ad essi alla configurazione della Terra per mezzo delle forze del devacian,

le entità che procurano l’accordo fra le singole individualità umane e l’evoluzione della Terra,

in modo tale che essa corrisponda a queste singole individualità, tali entità spirituali sono gli Angeli.

 

Alle pietre, alla dura crosta terrestre esse non possono collaborare,

perché la loro coscienza non può scendere fino ai sassi.

Giunge però sino al regno vegetale che si distende sulla Terra.

Qui gli Angeli non sono propriamente entità creatrici, bensì conformatrici.

 

E in realtà è proprio così: insieme a ogni individualità umana

agisce un essere angelico che conduce l’uomo e lo guida nel suo lavoro a formare il sé spirituale entro il corpo astrale.

 

Per questo, in una parte della dottrina cristiana si parla dell’Angelo custode degli uomini. Questa è una rappresentazione che corrisponde a realtà. Sono questi gli esseri che preparano l’accordo fra le singole individualità umane e il procedere dell’evoluzione terrestre; finché l’uomo stesso, alla fine dell’evoluzione terrestre, sarà giunto tanto avanti da poter sostituire in tale compito il proprio Angelo, perché egli stesso avrà la coscienza di un Angelo.

 

Ora capirete facilmente che gli Arcangeli giù fino al regno vegetale, ma soltanto fino al regno animale. Le piante, per così dire, non esistono per loro; sono per essi un regno troppo subordinato, troppo insignificante. Nell’animalità invece essi hanno ancora punti di contatto; il regno animale lo percepiscono. Gli Arcangeli non hanno corpo eterico, ma, quale corpo inferiore della loro entità, hanno il corpo astrale; perciò essi agiscono fin dentro ai corpi astrali degli animali. Poi percepiscono il regno umano, quello degli Angeli e il loro proprio regno. Ciò a cui essi dicono io, e che è come ciò che per gli uomini è l’io umano, è il regno arcangelico.

 

Anche queste entità hanno una missione essenziale, e dal fatto che hanno una coscienza superiore di due gradi a quella dell’uomo potete immaginarvi che questa missione debba essere molto alta. Tanto alta è la coscienza degli Arcangeli, che essi hanno completamente elaborato il buddhi, lo spirito vitale; e perciò essi possono agire nell’evoluzione terrestre indirizzandola e guidandola da una sfera che corrisponde allo spirito vitale, al buddhi. Ciò si manifesta nel fatto che questi Arcangeli sono dapprima le guide che conducono intere stirpi dei popoli. Quello che vien chiamato “spirito di popolo”, quello che dunque è lo Spirito comune di un popolo, questo, in concreto, è uno degli Arcangeli.

 

E ora troverete logico che quei popoli che avevano ancora una coscienza di tali rapporti spirituali non guardassero fin su, alle massime entità, ma avessero davanti agli occhi, per così dire, le entità più prossime, quelle che li guidavano e conducevano.

 

Prendiamo l’antico popolo ebreo. Esso onorava Jahve o Jehova come massimo Dio. Ma questo Dio-Jahve apparteneva per lui alla sfera delle Rivelazioni. Era un’entità elevata, quella che gli ebrei riconoscevano come loro Dio. Ma essi dicevano: Colui che ci guida e conduce quale vero messaggero di Jehova è Michele – in tedesco significa “quello che sta davanti a Dio” -, uno degli Arcangeli. Nell’antica lingua ebraica lo si chiamava anche il Volto di Dio, perché l’appartenente all’antica comunità religiosa, quando sollevava lo sguardo al suo Dio, trovava che Michele stava davanti a Dio e ne esprimeva l’essere, così come il volto umano esprime l’essere umano. Lo si chiamava perciò letteralmente il Volto di Dio.

 

Se si parla di Spirito di popolo in senso esoterico, non si parla di un’entità inafferrabile. Se oggi nella nostra era materialistica si parla di Spirito di popolo, con questo termine non si indica proprio niente, perché con esso si intende un riassunto astratto ed esteriore delle qualità del popolo.

 

In verità un rappresentante spirituale c’è, e si chiama Arcangelo, ed egli conduce e guida il popolo come un tutto. Questa entità domina fin giù nel regno animale. Anche i popoli lo sentivano. Giacché, si potrebbe dire, è facile sentirlo attraverso l’istinto stesso del popolo. Un popolo abita qui, un altro là. A seconda della località, i vari popoli devono servirsi di questo o di quell’animale; e i popoli sentivano istintivamente che ciò veniva loro assegnato dallo Spirito del loro popolo. Questi agiva fin nel mondo animale, sì che l’antico egizio, che lo sentiva molto bene, diceva: se osserviamo l’evoluzione delle piante, vediamo l’azione degli Angeli; se osserviamo gli animali, questi vengono assegnati a noi dallo Spirito che guida tutto il popolo! Per questo riguardavano come una forza santa la forza che veniva loro offerta dal regno animale; ed il modo in cui essi si rivolgevano agli animali era un’espressione di questa coscienza. Non parlavano di Arcangeli, ma ne avevano ugualmente il sentimento.

 

Questo è il sentimento peculiare che l’egizio collegava al culto degli animali; e alla base di questo vi è proprio il fatto che là dove viveva la coscienza di un tale rapporto spirituale, questi Spiriti non furono mai rappresentati con immagini di animali terrestri, bensì con immagini quali la Sfinge ed altri animali alati che vedete nelle svariate rappresentazioni usate da questi popoli. Era così, come se dentro tali figure splendessero gli Arcangeli guida. Così, nei differenti gruppi di animali potete vedere raffigurata l’espressione esoterica degli Arcangeli reggenti, e molte delle immagini di idoli egiziani ci riportano alla rappresentazione del fatto che l’Arcangelo, lo Spirito conduttore del popolo, regna giù fino agli animali. Questo è in sostanza il compito degli Arcangeli; ma ce n’è un altro ancora.

 

Ancora oggi sono conosciuti i nomi di Uriele, Gabriele e Michele, anche se per l’odierna coscienza umana sono solamente come una saga del tempo più remoto. Ma basta guardare nel libro di Enoch per trovare i nomi di altri Arcangeli ancora. Così vi è anche un Arcangelo Fanuele; è un Arcangelo importante, che non ha soltanto il compito di guidare una stirpe umana, ma ne ha ancora un altro. Noi sappiamo già che l’iniziazione consiste nel fatto che l’uomo si sforza di salire a una coscienza sempre più alta, e già oggi, nel corso dell’evoluzione terrestre, egli sale ad una coscienza superiore.

 

Ora, nelle sedi dei misteri la gente sapeva molto bene che a tale evoluzione partecipano anche forze direttive e conduttrici. Perciò, quelli che dovevano essere iniziati erano portati sotto la protezione di quell’Arcangelo che essi chiamavano Fanuele. Costui era il protettore che veniva invocato da quelli che aspiravano all’iniziazione.

 

Altre entità Spirituali che si trovano a questo grado hanno compiti differenti. Così, alla base del procedere di tutta l’evoluzione del mondo, sta realmente una somma di forze che viene guidata da certe entità. Così vi è l’Arcangelo Sariele, come lo si chiamava un tempo, il cui compito è quel lo di cancellare e riportare alle virtù i corrispettivi vizi dilaganti in modo speciale in una città o in un intero territorio. Chi conosce questo rapporto, intravvede anche come quella che, in parole astratte, viene chiamata la Provvidenza è veramente una realtà guidata da forze attive. Se una volta si è incominciato a imparare a conoscere i mondi spirituali, non ci si deve accontentare di astrazioni generali, ma bisogna andare incontro a questi casi speciali. Poiché le entità più alte di cui l’uomo possa ancora farsi una rappresentazione conducono il corso dell’evoluzione dei mondi appunto per mezzo di questi esseri mediatori che abbiamo imparato a conoscere. E in ciò consistono i diversi compiti degli Arcangeli.

 

Ora veniamo all’ordine delle Forze primordiali. Sono entità ancora più elevate, la cui coscienza non scende nemmeno più sino agli animali. Allorché l’iniziato si innalza a comunicare con le Forze primordiali, con la sua coscienza umana non può partecipare loro com’è la forma degli animali sulla Terra. Perché Esse stesse con la loro coscienza arrivano giù solo fino all’uomo; poi conoscono il regno degli Angeli, il regno degli Arcangeli ed il loro proprio regno; dicono “io” a sé stesse, e gli uomini sono la gerarchia più bassa che esse percepiscono.

 

L’uomo rappresenta per le Forze primordiali

quello che la pietra, ovvero il regno minerale, è per l’uomo: il regno inferiore.

 

Con ciò è già detto che esse guidano il cammino dell’umanità da una grandissima altezza.

Gli uomini qua e là sentono che vi è qualcosa come una specie di Spirito del tempo,

che è diverso a seconda delle diverse epoche.

Gli uomini sentono che c’è uno Spirito epocale.

 

Abbiamo detto per esempio, che nel primo periodo di civiltà dell’epoca postatlantica, nell’antico popolo Indiano,

lo Spirito del tempo si riconosceva nel fatto che gli uomini avevano un’ardente nostalgia dei passati tempi atlantici,

nei quali essi percepivano ancora in modo crepuscolare dei regni più alti intorno a sé.

Così sorse il sistema yoga, col quale quei popoli volevano tornare su, in alto, ai mondi più eccelsi.

A questo era legato il fatto che essi tenevano poco alla realtà esteriore, al piano fisico.

Il piano fisico divenne per quegli uomini maya, illusione.

 

L’antichissima civiltà indiana aveva per così dire un interesse assai limitato per il piano fisico. Vi sembrerà straordinario, ma è proprio vero! Se l’antichissima civiltà indiana fosse durata, le ferrovie, i telefoni e cose simili – che oggi si trovano sul piano fisico – non ci sarebbero mai state, perché non sarebbe sembrato così importante occuparsi tanto fortemente delle leggi del mondo fisico, per popolare tale mondo fisico di tutte quelle cose che oggi ci si presentano quali ritrovati della tecnica moderna.

 

Poi venne lo Spirito del periodo di civiltà persiano.

L’uomo imparò, per suo mezzo, a riconoscere nella materia un elemento di opposizione,

che egli doveva elaborare, trasformare.

• Egli si unisce con lo Spirito buono Ormuzd, contro lo Spirito della materia, Arimane.

Ma il persiano aveva già interesse al piano fisico.

 

Poi segue lo Spirito di quell’epoca

che da una parte si manifesta nella civiltà babilonese-assiro-caldaica

e dall’altra parte in quella egiziana.

Viene fondata la scienza umana. Con la geometria si cerca di rendere la Terra adatta agli uomini.

Nell’astrologia, nell’astronomia, si cerca il senso del corso delle stelle

e si comincia a dirigere secondo il corso delle stelle quanto avviene sulla Terra.

Nella vita sociale egizia ci si dirigeva proprio secondo il corso delle stelle.

Ci si regolava secondo i segreti che si leggevano nelle stelle.

 

• Mentre l’antico indiano cercava la via verso gli dèi e distoglieva del tutto l’attenzione dalla realtà esteriore,

• l’egizio studiava le leggi che regnavano nella realtà esteriore,

per ricercare come si portino ad espressione nelle leggi della natura esteriore la volontà e lo spirito degli dèi.

E questa fu un’epoca del tutto diversa.

 

Così per ogni epoca avete un determinato Spirito,

e di conseguenza l’evoluzione della Terra avviene in modo che uno Spirito epocale succeda ad un altro Spirito epocale.

Questo è quanto accade nella realtà specifica.

 

Gli uomini si elevano ad una data visione dei vari tempi,

ma essi non sanno che dietro a tutto questo procedere dei tempi stanno gli Spiriti epocali;

e gli uomini non sanno di essere qui sulla Terra per portare ad espressione lo Spirito della propria epoca

e che sono soltanto gli strumenti di questi Spiriti epocali, che stanno dietro a loro.

 

Pensate un poco a Giordano Bruno. Se Giordano Bruno fosse nato nell’ottavo secolo, non sarebbe divenuto quello che è divenuto al tempo in cui regnava lo Spirito epocale di cui egli divenne l’espressione. Egli era lo strumento dello Spirito del tempo allora reggente – e questo avviene anche per gli altri Spiriti. E così pure sarebbe impossibile anche il contrario: impossibile cioè, se Giordano Bruno fosse nato nell’ottavo secolo, trovare per lo Spirito epocale un’espressione tale quale ha trovato in Giordano Bruno. In queste cose noi vediamo che gli uomini sono gli strumenti degli Spiriti epocali, che sono le entità guida delle grandi epoche ed anche degli spiriti che presiedono alle “opinioni e ai modi di vedere” delle età minori.

 

Tutto questo sono le Forze primordiali. Esse regnano giù fino agli uomini. Non guidano però ciò che porta gli uomini a contatto con gli altri regni della natura, perché la loro coscienza non arriva nemmeno al regno animale.

 

Gli ordinamenti secondo cui gli uomini si configurano la loro vita sono tratti dagli Spiriti del tempo.

Con essi fondano città, fondano scienza, lavorano i loro campi;

tutto quanto vien creato dall’uomo, questo progredire della civiltà dal principio alla fine,

sta sotto la guida delle Forze primordiali.

Esse conducono gli uomini nella misura in cui questi hanno a che fare con altri uomini.

 

In diverse occasioni ho potuto farvi notare come, di ogni Gerarchia di spiriti, restino indietro certe entità che non sono salite tanto in alto come le altre; e come queste entità siano rimaste, per così dire, stazionarie durante il corso dell’evoluzione. Ora vi potete facilmente rappresentare che vi sono entità che durante la evoluzione lunare avrebbero dovuto salire all’ordine delle Rivelazioni o Potestà, e che sono arrivate soltanto al grado di Forze primordiali. Sono Forze primordiali diverse da quelle salite nel giusto e regolare corso dell’evoluzione sino al grado superiore. Vi sono dunque delle Forze primordiali che sulla Terra sono in realtà delle Potestà camuffate. Noi impariamo ora a conoscere sotto un altro aspetto qualcosa della quale abbiamo già inteso parlare.

 

Dietro alle Forze primordiali si nascondono dunque

anche certe entità che avrebbero già potuto essere Potestà.

E a quelle Forze primordiali che si trovano a tale grado arbitrariamente, appartiene

– e ciò è comprensibile soltanto per quelli che osservano dal punto di vista della scienza dello spirito –

quell’essere che a ragione viene chiamato Satana.

 

Satana, l’arbitrario principe di questo mondo – giacché quello legittimo è una Potestà è Jahve o Jehova -,

questo principe di opposizione appartiene all’ordine delle Forze primordiali.

Ed egli opera così da portare continuamente confusione fra gli uomini e lo Spirito del tempo;

infatti, egli porta gli uomini ad opporsi continuamente allo Spirito epocale.

• Tale è la vera entità di quello Spirito che viene anche chiamato Spirito delle tenebre,

ovvero il principe arbitrario di questa nostra Terra,

colui che accampa la pretesa di condurre e guidare gli uomini.

 

Ora voi potete afferrare quale sia il potente significato dell’apparizione del Cristo che con la sua missione versa la sua luce su tutta l’evoluzione successiva, e come Egli dovette assumersi la lotta contro tale principe, usurpatore di questo mondo. Proprio dietro a ciò sta la più profonda sapienza che si esprime in questa meravigliosa parte del Vangelo.

 

È ben poca cosa quanto oggi potete sentire su Satana, non solo da parte di gente orientata materialisticamente, ma anche da parte di quelli in cui vivono ancora certe antiche rappresentazioni, che essi fraintendono, poiché di Satana si parla da gran tempo con tono di burla. Ed anche gli uomini che riconoscono volentieri altre entità spirituali, non vogliono attribuire realtà a Satana, lo negano. Ciò deriva dal fatto che già dal Medioevo gli uomini avevano delle vedute assai speciali su Satana, ed in modo speciale ne parlavano.

 

Satana è esattamente uno spirito ritardatario dell’ordine gerarchico delle Potestà,

ma in quanto è uno Spirito delle serie delle Potestà, egli è un ritardatario.

Dove sono gli Spiriti delle Potestà?

Essi si esprimono in tutto quanto si manifesta nel mondo come spirito.

 

Satana lo si chiamava dunque Spirito delle tenebre, e si diceva: la tenebra è soltanto una negazione della luce;

la luce è reale, la tenebra non è reale.

Gli uomini intendevano ciò anche in senso spirituale.

Così, agli spiriti che si manifestano nella luce si conferiva piena realtà,

ma riguardo a Satana, che si manifesta nelle tenebre, non si parlava più di realtà.

 

La cosa è altrettanto saggia come se qualcuno, dopo aver ascoltato un fisico, sostenesse che il freddo è soltanto una mancanza di caldo e che dunque esso non è propriamente nulla di reale: più diminuiamo il caldo, più fa freddo, ma se anche portassimo via tutto il caldo, il freddo non sarebbe una realtà – dunque, non temiamo l’inverno!

 

Tuttavia, malgrado il freddo sia soltanto una negazione del calore, lo si sente in realtà molto bene, se non si accende la stufa! E altrettanto è reale Satana, anche se è soltanto la negazione della luce.

 

Con ciò ci siamo innalzati fino a quegli altissimi spiriti che vengono chiamati Rivelazioni, Exusiai. Ad essi appartiene per esempio l’entità che abbiamo imparato a conoscere in altre occasioni come Jahve o Jehova, e così anche i suoi compagni, gli Elohim. Gli Spiriti della luce appartengono all’ordine delle Potestà o Rivelazioni. Noi sappiamo che Jahve aveva sei compagni i quali scelsero per loro dimora il Sole. Jahve se ne andò con la Luna, la quale riversa sulla Terra la luce riflessa dal Sole, ma egli è un compagno degli altri Elohim. Se voi ora provate a figurarvi la coscienza di tali Potestà secondo l’analogia di quanto ha preceduto, allora vi direte: questi Spiriti non si occupano più del singolo uomo.

 

Il singolo uomo 

viene guidato dagli Spiriti che abbiamo chiamato Angeli, Arcangeli, Archai,

fino a quelli che abbiamo chiamato Spiriti epocali.

• Tutto ciò in cui l’uomo è coinvolto, la direzione e guida del pianeta e tutto quanto da esso proviene,

è ora compito delle Rivelazioni o Potestà.

 

Infatti tutta l’evoluzione odierna dell’uomo non avrebbe potuto procedere, se non vi fossero

• da una parte le forze solari che operano attivamente e continuamente a mandare avanti l’evoluzione sulla Terra,

• e dall’altra parte le forze lunari di opposizione, che la ostacolano.

 

Le Rivelazioni o Potestà non hanno più nulla da fare col singolo uomo, ma solo con i gruppi di uomini.

Esse guidano le potenze esteriori e quelle entità che configurano il nostro pianeta

e che sono necessarie all’uomo per compiere la sua evoluzione su questo pianeta.

 

Ora, da ultimo, guardiamo su ad un’altissima entità, che sta al di sopra di tutto quanto abbiamo appunto detto, all’entità stessa del Cristo, che porta alla Terra qualcosa che non ha solo a che vedere con il singolo uomo, ma con la conduzione dell’umanità intera.

 

E la via al Cristo, l’uomo la deve trovare da solo;

poiché, se è guidato, giungerà ancora soltanto alle Archai: al Cristo deve pervenire liberamente.

 

Così dapprima ci siamo fatti una visione dei primi gradi delle gerarchie superiori all’uomo, degli Angeli, Arcangeli, e anche un poco delle Forze primordiali e delle Potestà, mentre possiamo appena presagire un’entità ancora più alta: il Cristo. Un’altra volta potremo utilizzare l’occasione per porci d’innanzi agli occhi quanto vi sia da dire sui Troni e così via. Oggi ho voluto raccontarvi qualcosa della compagine spirituale nella quale l’uomo è coinvolto, dato che Angeli, Arcangeli, Archai e Potestà cooperano alla sua evoluzione.

 

 

By | 2018-07-22T09:25:47+02:00 Luglio 22nd, 2018|GERARCHIE SPIRITUALI|Commenti disabilitati su ANGELI, ARCANGELI, ARCHAI E POTESTÀ COOPERANO ALL’EVOLUZIONE DELL’UOMO