Comprensione del Cristo, qui sulla Terra, come preparazione alla fase solare nel dopo morte.

O.O. 140 – Ricerche occulte sulla vita fra morte e nuova nascita – 27.04.1913


 

Oggi noi entriamo in una nuova epoca.

Il modo in cui il cristianesimo ha operato nei secoli passati non opera più. E la nuova comprensione del cristianesimo, della quale abbiamo bisogno, va però prima prodotta mediante la concezione del mondo antroposofica.

La visione del mondo antroposofica è, a questo riguardo, uno strumento per il cristianesimo. Tra le religioni apparse sulla Terra, il cristianesimo è stata l’ultima a comparire. Non si possono più fondare nuove religioni, anche queste fondazioni hanno fatto il loro tempo. Si susseguirono l’una all’altra, e come ultima fioritura produssero il cristianesimo.

 

Oggi, però, la missione è quella di sviluppare sempre più il cristianesimo nei suoi impulsi. Per questo con il nostro movimento scientifico-spirituale cerchiamo di interessarci amorevolmente – in modo più consapevole di quanto sia finora accaduto – di tutte le religioni della Terra. Perché così ci predisponiamo anche a quel periodo, tra morte e nuova nascita, nel quale ci sentiamo soli, non riuscendo a percepire anime che sono lì presenti, ma alle quali non abbiamo accesso alcuno. Se quaggiù misconosciamo l’induismo, di là ci limitiamo a sentire l’hindu, avvertiamo la sua presenza, ma non troviamo alcun accesso a lui.

 

Vedete, questo momento è anche quello nel quale abbiamo dilatato così tanto il nostro corpo astrale da essere divenuti, tra morte e nuova nascita, abitanti del Sole. Entriamo allora nel Sole. Infatti, ci estendiamo veramente fuori, nell’intero macrocosmo, e a quel punto siamo così ampi che tocchiamo l’essere del Sole, nella fase in cui ci occorre l’amore umano universale. Questo incontro con il Sole si manifesta in quel che segue.

Per prima cosa nel fatto che perdiamo la possibilità di portare comprensione verso tutti gli esseri umani, se non abbiamo conseguito legami per mezzo dell’impulso: “Sempre, dove due sono uniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro”. Cristo non intendeva: “Sempre, dove due hindu, o un hindu e un cristiano sono insieme, Io sono in mezzo a loro”, ma: “Sempre, dove sono insieme due che hanno una vera comprensione dei miei impulsi, Io sono in mezzo a loro”.

 

Fino a un certo momento questo Essere era sul Sole. Là c’era il suo “trono”. Poi si è unito alla Terra. Per questo dobbiamo sperimentare l’impulso di Cristo qui sulla Terra e, allora, lo portiamo anche su nel mondo spirituale. Se infatti giungiamo sul Sole senza l’impulso di Cristo, per noi là non c’è nient’altro che un’incomprensibile iscrizione nella cronaca dell’akasha.

Da quando Cristo si è unito alla Terra, si deve acquisire comprensione per lui sulla Terra. Si deve portare con sé la comprensione di Cristo, altrimenti non si può trovare Cristo dall’altra parte.

Quando ci evolviamo verso il Sole, se quaggiù abbiamo conseguito una comprensione per lui, comprendiamo allora cosa è iscritto nella cronaca dell’akasha. Egli, infatti, ha lasciato indietro ciò sul Sole.

Questo è l’importante: che la comprensione di Cristo va suscitata qui sulla Terra e allora la si può serbare anche nei mondi superiori. Alcune cose diventano chiare solo quando si possono prendere in considerazione certi nessi.

 

Ci sono correnti teosofiche che non riescono a capire che l’impulso di Cristo sta nel centro dell’evoluzione terrena come un fulcro, a partire dal quale si va sempre più in alto. Se perciò vengono delle persone a dire che Cristo può comparire più volte sulla Terra, è come se si dicesse che un giogo della bilancia deve venir appeso a due punti. Con una bilancia del genere non si può pesare. Così come questo sarebbe assurdo nel mondo fisico, altrettanto lo è l’affermazione di certi occultisti riguardo alle ripetute vite terrene di Cristo. Si dimostra di aver conseguito una comprensione dell’impulso di Cristo solo se si è in grado di capire che Cristo è l’unico Dio che ha attraversato la morte, e che per questo dovette scendere sulla Terra.

 

Per chi si è appropriato quaggiù di una comprensione di Cristo, un trono non se ne sta vuoto dall’altra parte, sul Sole. In tal caso egli è anche capace di riconoscere un altro incontro che ora sopraggiunge in questa fase: all’uomo si accosta allora anche Lucifero e, per la precisione, adesso non come tentatore ma come potenza giustificata, che deve essere al suo fianco se l’uomo ha da trovare il suo ulteriore progresso nel mondo spirituale. Le stesse qualità sono dannose solo al posto sbagliato.

 

Qui nel mondo fisico Lucifero allaccia un rapporto che è pernicioso,

ma dopo la morte, a partire dal Sole, egli deve assistere l’uomo.

• L’uomo deve incontrare Lucifero.

• Egli deve compiere l’ulteriore cammino tra Lucifero e Cristo.

 

Cristo preserva la sua realtà animica, mantiene il suo animico con tutto ciò che ha già acquisito nelle incarnazioni precedenti.

Il compito della forza luciferica è di sostenere l’uomo affinché impari a utilizzare nel modo legittimo anche le forze delle altre entità delle Gerarchie, per la sua nuova incarnazione.

 

Non importa quando, un giorno giunge all’uomo la necessità di stabilire, anzitutto, in quale punto della Terra e in quale Paese debba avvenire la sua prossima incarnazione. Questo deve succedere già a metà del periodo tra la morte e una nuova nascita.

Che vengano stabiliti con molto anticipo il luogo e il Paese in cui l’anima umana si reincarna è addirittura la prima cosa che deve avvenire.

L’uomo vi si prepara con l’allacciare già quaggiù relazioni con i mondi spirituali. Ma deve venir aiutato da Lucifero. Ora egli prende da un certo tipo di entità delle Gerarchie superiori le forze che lo guidano al luogo e al momento destinati.

Se vogliamo scegliere un esempio eminente, allorché dovette comparire Lutero, la sua comparsa dovette venir preparata nell’ottavo-nono secolo. Già allora le forze dovettero venir guidate entro il popolo nel quale egli doveva operare. E deve collaborare Lucifero perché il luogo e il tempo della nostra rinascita possano venir stabiliti.

 

Portando Cristo nella propria anima, l’uomo preserva quello che si è guadagnato lavorando, ma non è ancora maturo per sapere dove il suo karma possa esplicare i suoi effetti nel modo migliore – in questo deve aiutarlo Lucifero.

Poi trascorre di nuovo un po’ di tempo. Il fatto successivo è che c’è da risolversi riguardo a come debba essere fatta, nelle sue qualità di carattere, la coppia di genitori che deve effettivamente generare l’essere umano, che deve venir condotto sulla Terra in un determinato luogo e in un determinato tempo – e questa risoluzione è un’attività sconvolgente, ma davvero non si può far altro che caratterizzare le cose con parole comuni. Tutto ciò deve venir stabilito già molto tempo prima.

 

La scienza fisica crede che l’uomo prenda le qualità dai suoi antenati. In realtà è l’uomo, dai mondi soprasensibili, a influire sulle caratteristiche dei propri avi. In qualche modo, siamo responsabili noi di com’era il nostro quadrisavolo. L’uomo naturalmente non può cagionare tutte le qualità, ma di certo tra le altre devono esserci anche quelle delle quali poi avremo bisogno. Ciò che si possiede di ereditato dai propri padri, lo si deve prima aver fatto affluire entro di loro.

 

Prima, dunque, vengono stabiliti il luogo e il tempo della nascita. Poi viene prescelta una genealogia. In fondo, ciò che si chiama amore filiale non è altro che il manifestarsi di questo: che ci si unisce a ciò cui, da secoli, dal mondo soprasensibile si è dato forma. E quel che si presenta come concepimento è il fatto che l’uomo allora concepisce le forze che insieme lavorano al suo corpo, specialmente al capo e alla forma generale del corpo. Dobbiamo perciò figurarci che, da quel momento in poi, perlopiù si lavora a noi stessi in una più profonda struttura del capo – non tanto a mani e piedi, o al tronco, piuttosto al capo andando verso il tronco. Questo, lo ceselliamo finemente.

 

Proseguiremo poi il lavoro dopo la nascita. Prima però incorporiamo tutto nel corpo astrale, predisponiamo astralmente la forma del capo. La cosa procede a tal punto, che possiamo dire: nel modello astrale, che poi si unisce alla forma del corpo, viene foggiato proprio alla fine quello che in seguito darà la forma della scatola cranica.

La forma del cranio è individuale per ogni essere umano. Viene cesellata alla fine quella che è la forma del cervello. E quanto ci viene poi dato sulla Terra con l’ereditarietà è, in fondo, ciò che attraverso la propria sostanza è in grado di riunirsi con quanto portiamo con noi dal mondo soprasensibile.

 

Immaginatevi che quel che proviene dal mondo soprasensibile sia una coppa: l’acqua che la riempie viene data dalla sostanza ereditaria. Tramite la mera ereditarietà viene fornito soltanto quello che per così dire è la peculiarità del nostro sistema corporeo più indipendente dal sistema dei nervi e del sangue. Se abbiamo ossa grandi e forti, oppure deboli e sottili, dipende meno dalle forze che riceviamo dalle potenze preparatrici che non dall’ereditarietà.

L’individualità che deve nascere in quel tempo e in quel luogo, affinché il suo karma esplichi i suoi effetti, nasce da persone con ossa forti o coi capelli biondi, e così via – è questo che viene reso possibile mediante la linea ereditaria. Se le teorie naturalistiche dell’ereditarietà fossero vere, verrebbero fuori uomini con il sistema nervoso atrofizzato e solo gli abbozzi delle mani e dei piedi.

 

Solo lo sguardo veggente conduce alle cose che sono realmente significative. Vi posso raccontare un caso: mi capitò di incontrare una persona che aveva un’idrocefalia. Si differenziava in modo essenzialissimo dal resto della famiglia. Perché era idrocefalo? Perché il concilio degli esseri superiori con Lucifero suonò pressappoco così: “Sì, questo essere umano deve nascere là, quella è la miglior coppia di genitori. Ma egli non può influire adeguatamente sulla genealogia, così da poter produrre ciò che può dargli la giusta sostanza, così che il capo venga indurito correttamente. Solo nel corso della vita deve adattare il cervello alla struttura”. Riguardo a quest’uomo non poté venir trovato il modo di predisporre gli antenati così che il capo venisse indurito adeguatamente.

Queste sono cose molto importanti, e in esse vediamo quasi la tecnica, il modo in cui ci introduciamo nel mondo. Se ciò verrà osservato giustamente dalla scienza, si avvertirà l’entrare in azione del mondo superiore.

 

Se procediamo insieme a Lucifero e Cristo,

giungiamo così al giusto rapporto con l’evoluzione progressiva.