/////CRISTO PENETRA FIN NELL’IO

CRISTO PENETRA FIN NELL’IO

 

Cristo penetra fin nell’io

O.O. 110 – Gerarchie spirituali – 18.04.1909 sera


 

Quando l’uomo scese sulla Terra, egli dovette anzitutto cadere in balìa della grande potenza degli spiriti luciferici.

Essi compenetrarono con le loro forze il suo corpo astrale, per la qual cosa anche l’io venne poi impigliato.

 

Durante l’evoluzione lemurica e atlantica, e ancora più tardi, abbiamo così l’io come avvolto e nascosto in una nuvola che è stata prodotta dalle forze di Lucifero.

L’uomo è stato salvato dall’esser sopraffatto dalle forze che lo attiravano in basso, solo per il fatto che entità preesistenti lo protessero, che gli angeli rimasti in alto e gli arcangeli s’incarnarono in individui speciali e lo guidarono.

Ciò avvenne fino al tempo in cui subentrò qualcosa di speciale, in cui un essere che fino allora era stato congiunto soltanto con l’esistenza solare, raggiunse un punto tanto elevato da poter penetrare non solo, come i precedenti esseri spirituali dei mondi superiori, nel corpo fisico, nel corpo eterico, e nel corpo astrale dell’uomo,ma fin dentro l’io.

 

Si ricorderà che ho descritto come in tempi passati entità spirituali superiori siano discese ad animare il corpo fisico umano, l’eterico e l’astrale.

Ora, in un tempo a ciò destinato, sorse un’individualità che accolse in sé l’essere più sublime che prima era congiunto con la nostra esistenza solare, e poi penetrò ad agire inspirando fino all’io, fin dentro tutte le forze dell’io.

 

L’io trova la sua espressione nel sangue.

Come il sangue, quale sostanza materiale, è l’espressione dell’io, così il calore del sangue, il fuoco del sangue, il sopravvissuto residuo dell’antico fuoco di Saturno, è l’espressione dell’io negli elementi.

In due modi doveva esprimersi fisicamente quell’essere; in primo luogo nel fuoco.

Egli si annunziò nel fuoco; si annunziò a Mosé nel roveto ardente e nella folgore sul Sinai. È infatti lo stesso essere che potè poi penetrare nell’io umano quello che parlò a Mosé dal roveto ardente, dal baleno e dal tuono sul Sinai. Egli prepara il suo avvento, e appare poi in un corpo portatore di sangue, in Gesù di Nazareth. Con ciò l’essere del Sole entra in un individuo terreno.

Quanto più l’io si andrà compenetrando e pervadendo della forza che allora penetrò in esso, tanto più raggiungerà la facoltà d’innalzarsi per forza propria al di sopra di tutte le influenze che potrebbero trascinarlo in basso, perché l’essere che penetra fino all’io è d’altra natura che non gli esseri che in passato discesero sulla Terra e che animarono il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale.

 

Prendiamo gli antichi santi risci: come abbiamo visto, nel loro corpo eterico dimorava lo spirito di un essere superiore, perché essi avevano ereditato quel corpo eterico da grandi predecessori atlantici, nei quali quell’essere superiore aveva dimorato. Quel corpo fu loro trasmesso, e col loro corpo astrale e col loro io essi non potevano assolutamente seguire ciò che sorgeva dall’ispirazione del corpo eterico. Così avvenne d’epoca in epoca.

Quegli uomini venivano ispirati, e in quei momenti vi era sempre come una potenza superiore in loro, vi era qualcosa che potentemente li afferrava. Si modificava in parte per loro quello che era il destino dell’uomo (di essere abbandonato a se stesso) e ciò per renderli migliori, poiché allora venivano ispirati da un essere superiore.

Così fu per tutti i fondatori di religioni: s’incorporava in loro un essere che viveva ancora in sfere superiori alla lotta celeste, sicché non fossero completamente abbandonati a loro stessi.

Poi nel Cristo apparve un essere di natura del tutto differente, un essere che anzitutto non fece nulla, assolutamente nulla per attrarre a sé gli uomini in virtù di una qualsiasi costrizione. Questo è l’essenziale!

 

Considerando tutta la diffusione del cristianesimo, essa sarà una prova vivente del fatto che il Cristo, durante la sua vita, non fece in realtà ciò ch’è avvenuto per la diffusione del cristianesimo. Guardiamo i fondatori di religioni dell’antichità! Essi sono i grandi maestri degli uomini; essi insegnano a cominciare da una data epoca della loro evoluzione, e i loro insegnamenti agiscono in modo portentoso sugli uomini. Guardiamo invece il Cristo. Agisce Egli forse per mezzo delle sue dottrine?

Chi crede che le dottrine siano la cosa principale, non comprende il Cristo.

Il Cristo non agì affatto per virtù dei suoi insegnamenti, ma per virtù della sua azione.

• E l’azione più grande del Cristo fu quella che finì con la morte: fu la sua morte.

L’essenziale è che il Cristo agì per mezzo di un’azione, per diffondere la quale nel mondo Egli non doveva più essere fisicamente presente.

Questa è la grande differenza tra l’azione del Cristo e quella degli altri fondatori di religioni.

Questa differenza non è quasi ancora compresa, ma è l’essenziale.

 

Si possono esaminare tutte le dottrine del cristianesimo, tutti gli insegnamenti che in esso vengono predicati e si vedrà che tutte le dottrine cristiane si possono trovare anche in altri sistemi religiosi. Ma ha forse il cristianesimo agito per il contenuto delle sue dottrine?

Chi per primo compì ciò ch’era essenziale per la diffusione del cristianesimo, si è forse appoggiato sugli insegnamenti? Guardiamo un po’ l’apostolo Paolo! È forse il contenuto dei Vangeli che lo mutò da Saulo in Paolo? Egli perseguitava i seguaci del Cristo Gesù e li perseguitò fino a quando chi era morto sulla croce non gli apparve dalle nuvole, fino a tanto che egli, Paolo, non acquistò l’esperienza personale occulta che il Cristo viveva.

L’effetto della morte, l’effetto dell’azione, diedero a Paolo l’impulso; questo è ciò che importa.

 

Altri sistemi religiosi agiscono per mezzo dei loro insegnamenti, e i loro insegnamenti sono gli stessi che anche il cristianesimo contiene; ma nel cristianesimo non si tratta delle dottrine, bensì di ciò che è accaduto; si tratta dell’azione.

• E l’azione è tale che nessuno la subisce se egli medesimo non si decide da sé a lasciarla operare su di sé, vale a dire se non è conciliabile col carattere assolutamente libero del suo io individuale.

Non basta che il Cristo divenga presente nel corpo astrale; per essere veramente compreso.

Egli deve venire a dimorare nell’io dell’uomo. L’io deve liberamente decidersi ad accogliere in sé il Cristo. Questo è l’importante.

 

Ma appunto perciò, se si unisce al Cristo, l’io umano accoglie in sé una realtà, una forza divina,e non solo una dottrina.

Perciò si può cento volte provare che tutti gli insegnamenti del cristianesimo si possono già trovare qua e là, ma questo non importa; l’essenziale, nel cristianesimo, è l’azione che può diventare nostro possesso solo mediante un’ascesa nei mondi superiori liberamente voluta.

Solo liberamente l’uomo può dunque accogliere in sé la forza del Cristo, e nessuno può accoglierla se non l’accoglie liberamente e volontariamente.

Questo fu reso possibile all’uomo soltanto perché Egli divenne uomo sulla Terra, perché fu destinato a divenire uomo sulla Terra.

 

In diversa posizione sono gli angeli caduti, che giunsero sulla Terra come esseri luciferici. In realtà essi sarebbero dovuti diventare uomini sulla Luna, ma rimasero indietro nella loro evoluzione; possono penetrare nel corpo astrale, ma non nell’io, e sono ora in una strana posizione, in una posizione che possiamo raffigurarci solo graficamente, anche se può sembrare pedantesco.

 

 

Prescindendo dal corpo eterico e dal corpo fisico, poniamo per un momento che il corpo astrale dell’uomo, durante l’evoluzione lemurica, sia il circolo esterno nel disegno e il suo io sia un circolo incluso nel corpo astrale. L’io si insinuò lentamente nel corpo astrale. Che cosa accadde allora?

Durante l’evoluzione lemurica le forze luciferiche penetrarono dappertutto nel corpo astrale dell’uomo e lo compenetrarono con le loro azioni, che in lui si estrinsecarono come basse passioni.

Ciò per cui egli può soccombere all’errore e al male ha la sua sede nel corpo astrale: gli spiriti luciferici gliel’hanno innestato.

Se non gliel’avessero innestato, l’uomo non avrebbe mai avuto la possibilità dell’errore, del male; si sarebbe elevato a ricevere il suo io intatto dalle influenze ostacolatrici.

Invece l’uomo ha questa possibilità; ma le grandi guide lo proteggono, per quanto è necessario dallo sprofondare troppo in basso.

 

Ora ha luogo l’evento del Cristo.

Poniamo qualcuno che accolga volontariamente in sé il Cristo.

Il cristianesimo è appena al suo inizio, ma prendiamo il caso ideale che l’io umano abbia volontariamente fatto entrare in sé la forza del Cristo.

Quando l’io è compenetrato dal Cristo, la forza del Cristo s’irradia anche nel corpo astrale.

Nello stesso corpo astrale, nel quale hanno precedentemente innestato le loro azioni le forze luciferiche, irradia da dentro la forza del Cristo.

 

E che cosa avviene in seguito?

• Per il fatto che con l’aiuto del Cristo e solo con l’aiuto del Cristo, noi cancelliamo tutte le qualità umane che provengono da Lucifero, come uomini noi liberiamo a poco a poco anche le forze luciferiche.

• Verrà poi un tempo nel quale le forze luciferiche, che durante l’evoluzione lunare dovettero scendere a un’evoluzione inferiore per dare all’uomo la libertà, e non ebbero l’occasione di sperimentare esse stesse sulla Terra la forza del Cristo, verrà un tempo nel quale esse, per opera dell’uomo, conosceranno la forza del Cristo e saranno redente.

L’uomo redimerà Lucifero, accogliendo in sé, nella maniera voluta, la forza del Cristo.

Con ciò l’uomo diverrà a sua volta più forte di quanto sarebbe stato altrimenti, poiché se l’uomo non avesse ricevuto le forze luciferiche, la forza del Cristo, irradiando, non avrebbe incontrato gli ostacoli delle forze luciferiche, e all’uomo sarebbe stato impossibile progredire nel bene, nel vero, nella saggezza, nell’alto grado che potrà raggiungere avendo avuto quelle forze avverse da superare.

 

 

By | 2018-07-11T18:32:52+02:00 Giugno 1st, 2018|L'IO DELL'UOMO|Commenti disabilitati su CRISTO PENETRA FIN NELL’IO