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DEVIAZIONI DELLA DOTTRINA DELL’OTTAVA SFERA E DELLA LUNA

Deviazioni della dottrina dell’ottava sfera e della luna

O.O. 254 – Il movimento occulto nel secolo diciannovesimo e il mondo della cultura – 17.10-1915


 

Nel secolo diciannovesimo apparì un tipo umano

il cui capo è predisposto a pensare in maniera totalmente materialistica,

ma il cui cuore anela allo spirituale.

• Dove tale caso si presenta,

la persona cercherà lo spirituale nella materia

tentando di dare allo spirituale una forma materialistica.

 

Se dietro una persona del genere vi è una personalità che vede il tutto, ha con lei un gioco assai facile. Qualora ne abbia l’interesse, può prepararla in maniera che essa ne seduca altre a vedere lo spirituale in modo materiale e quindi ad attuare cose escogitate per ingannare la gente. Riesce nel modo migliore, se viene fatto al posto giusto, se si trasmettono le cose giuste, aprendo le porte verso ciò a cui gli uomini anelano.

 

Vennero così avvicinate all’umanità certe verità spirituali e si arrivò a una tendenza unilaterale verso una certa direzione, da una parte dando un certo numero di verità con un’intonazione materialistica, ma pur sempre verità. Dall’altra, a un certo punto si mischiò qualcosa che avrebbe indotto in modo particolare all’errore, ma che non poteva venir notato con tanta facilità.

 

• Una cosa simile accadde nella stesura del Buddismo esoterico di Sinnett.

• Il libro ha come autore Sinnett,

ma dietro di lui però sta quello che egli chiama il suo ispiratore

e che noi conosciamo con la successiva maschera di mahatma.

 

Sinnett era giornalista, apparteneva quindi alle tendenze materialistiche del suo secolo: era dunque predisposto a pensare in modo del tutto materialistico, ma l’anelito verso un mondo spirituale era anche in lui. Aveva la migliore disposizione per cercare il mondo spirituale nella forma del materialismo, così chi aveva interesse a usare in modo spirituale il materialismo per raggiungere i propri scopi, aveva facile gioco a esibire nel Buddismo esoterico di Sinnett una apparente dottrina spirituale in cui era preponderante una forte tendenza materialistica.

 

Ora si potrebbe dire: ma Il buddismo esoterico di Sinnett non è affatto una dottrina materialistica! Che non lo si noti è proprio quel che più importa! Era appunto necessario che la cosa fosse così abbellita e occultata, e lo si può comprendere solo con le premesse che poc’anzi ho fatto.

Certo, l’articolazione dell’essere umano, la dottrina del karma e della reincarnazione sono verità. Ma qui vi è uno stretto legame fra la causa materialistica e quelle verità.

 

Nel libro di Sinnett si uniscono concezioni spirituali vere e proprie con una causa materialistica nel senso più eminente; non poteva esser notato con facilità perché non c’era quasi nessuno che in modo giusto vedesse come in una dottrina spirituale fosse fluito qualcosa di assolutamente materialistico, non solo rispetto al raziocinio umano, ma anche rispetto alla concezione spirituale del mondo, a ciò che può venir intuito come spirituale dalla concezione del mondo: tale è la dottrina che viene data nel Buddismo esoterico sull’ottava sfera.

 

• Si tratta dunque di dottrine in grande misura esatte

nelle quali è intessuta, come una frode eminentemente materialistica,

la dottrina dell’ottava sfera che culmina nell’affermazione che l’ottava sfera è la luna.

Tale affermazione si trova nel Buddismo esoterico di Sinnett.

 

Sappiamo che proprio grazie alle qualità giornalistiche, grazie allo stile in cui il libro fu scritto, esso raggiunse ampie cerchie e conquistò molti cuori che accolsero non la dottrina vera e propria dell’ottava sfera, ma la singolare affermazione di Sinnett: la luna è l’ottava sfera.

 

Di questo libro sappiamo che fu redatto nel periodo in cui la Blavatsky, dopo tutte le circostanze che ho descritto, finì col trovarsi nell’orientamento unilaterale degli occultisti indiani, di quegli occultisti di sinistra che avevano propri scopi particolari. Perciò nel Buddismo esoterico compaiono l’articolazione dell’essere umano, la dottrina del karma e della reincarnazione, allo scopo di contrapporsi a coloro che volevano eliminare la dottrina della reincarnazione. Si può comprendere così anche l’intensità del conflitto.

 

La Blavatsky era in collegamento con spiritualisti americani che volevano la scomparsa della dottrina della reincarnazione. Il medianismo ne era il mezzo e quindi se ne assunsero le forme. Lei vi si ribellò e fu scacciata, finendo così sempre più nelle mani degli indiani. Fu spinta nelle loro mani. Da là si tentò di contrapporvi un’altra corrente, e si potrebbe dire che si giunse a un conflitto tra la concezione americana e quella indiana dell’occultismo. Da una parte si aveva la tendenza assoluta a far scomparire la dottrina delle ripetute vite terrene, e dall’altra la tendenza a portarla nel mondo in un modo che tenesse conto delle inclinazioni materialistiche del secolo.

 

Lo si poteva ottenere strutturando la dottrina dell’ottava sfera così come appare nel Buddismo esoterico. D’altro canto vi è un certo numero di fatti forse abbastanza importanti da esser almeno menzionati, poiché non intendo spaventare con queste mie osservazioni, ma portare chiarezza in merito alla prospettiva spirituale in cui ci troviamo.

 

Che II buddismo esoterico di Sinnett contenesse la dottrina dell’ottava sfera, provocò due difficoltà.

• Una fu creata dalla stessa Blavatsky che sapeva come fosse falso

quanto Sinnett aveva scritto. D’altro canto però lei era nelle mani

di chi voleva che la falsa dottrina penetrasse nell’umanità.

Cercò quindi, e lo si può leggere nella sua Dottrina segreta,

di correggere in certo modo proprio la concezione riguardante l’ottava sfera

e quel che vi è connesso, facendolo però in un modo che disorientava il lettore;

così risultò una certa discrepanza tra Il buddismo esoterico di Sinnett e la Dottrina segreta della Blavatsky.

 

La correzione fatta dalla Blavatsky fu tale da sostenere proprio la tendenza unilaterale degli occultisti indiani di sinistra. In modo del tutto singolare (potremo osservarlo più avanti) ella cercò di far trasparire qualcosa di più della verità rispetto all’errore. Doveva però creare di nuovo un contrappeso. Dal punto di vista degli occultisti indiani sarebbe stato infatti molto pericoloso che la verità venisse così alla luce.

 

Per creare il contrappeso (lo comprenderemo a poco a poco) seguì una via particolare, da un lato avvicinandosi più di Sinnett alla verità dell’ottava sfera, ma dall’altro nella Dottrina segreta si scagliò contro tutto ciò che è giudaismo e cristianesimo, inserendolo in una certa dottrina sulla natura di Jahvé. Con tale mezzo cercò di riequilibrare quel che di buono aveva fatto da una parte, in modo che la corrente indiana dell’occultismo non ne avesse troppo a patire. Lei sapeva che simili verità non rimangono teoriche e prive d’effetto come le teorie che si riferiscono al piano fisico. Teorie simili penetrano nell’insieme della vita dell’anima e colorano sensazioni e sentimenti; con quelle teorie si volevano portare le anime in una certa direzione. È come aver dentro un’inestricabile isola di errore.

 

Ovviamente la Blavatsky non sapeva che le forze, che sospingevano entrambi, avevano un interesse, uno scopo preciso nel favorire quel particolare tipo di errore invece della verità; errore conveniente per la corrente materialistica del tempo e che poteva emergere solo sull’onda del materialismo. Questo da una parte.

 

• Ma anche dall’altra la cosa fece una grande impressione. Il buddismo esoterico di Sinnett e in un certo modo La dottrina segreta della Blavatsky colpirono infatti fortemente chi voleva davvero cercare il mondo spirituale. Questo faceva paura a coloro che avevano ragione di temere il successo che potesse avere una corrente occulta così influenzata dall’orientalismo.

 

Ci furono numerose e dissennate polemiche contro la Blavatsky, Sinnett, il movimento teosofico e così via. Ma tra le diverse polemiche apparse nel corso del tempo contro il movimento teosofico talune provenivano da chi conosceva le cose, però in modo unilaterale. La vita spirituale anglicana aveva la tendenza a lasciare affiorare il meno possibile tra la gente ciò che era orientaleggiante e il meno possibile la dottrina delle ripetute vite terrene.

 

Tra coloro che si opponevano alle dottrine orientali considerandole un pericolo per la cultura cristiana in Europa, vi erano senza dubbio gli esoterici cristiani. Da questa prospettiva mossero opposizioni gli occultisti europei, i cristiani esoterici, vicini al partito di una Chiesa Alta inglese. Si ebbero da loro dichiarazioni volte a respingere la corrente orientale proveniente dalla Blavatsky e da Sinnett, ma d’altro canto a coltivare nel mondo esterno un esoterismo che nascondesse in modo particolare la dottrina delle ripetute vite terrene. L’interesse di tale gruppo era quello di aggregare fra loro la forma di cristianesimo cui si era avvezzi in Europa e una certa corrente che non voleva tener conto della dottrina delle ripetute vite terrene, che però doveva venir data. Intrapresero quindi una via simile a quella di Sinnett.

 

Ora devo di nuovo far notare come chi esponeva queste cose con ogni probabilità non fosse del tutto consapevole di essere lo strumento di qualcuno dietro di lui. Proprio come Sinnett non sapeva nulla delle reali tendenze di chi lo ispirava, così pure coloro che erano vicini alla Chiesa Alta inglese non sapevano molto di ciò che vi stava dietro. Sapevano però che quel che facevano doveva produrre grande impressione sugli occultisti e li determinò a dare impulso all’altro orientamento che voleva sopprimere la dottrina delle ripetute vite terrene.

 

Dopo queste comunicazioni introduttive, osservando quel che viene portato ad espressione attraverso l’errore di Sinnett, vediamo che si tratta della seguente dottrina:

• l’ottava sfera si manifesta di preferenza nella luna;

la luna, con i suoi influssi e i suoi effetti sugli esseri umani, rappresenta l’ottava sfera.

Espressa in tale forma è un errore. Ecco ciò che è importante.

 

Se studiando gli influssi della luna si parte da quelle premesse, si incorre in un grave errore

che proviene dalla concezione materialistica del mondo e che non si può subito intuire.

Che cos’era necessario, volendo coltivare la verità?

Era necessario esporre la vera situazione della luna,

di contro alla descrizione erronea che si trova nel Buddismo esoterico.

 

Si legga la mia Scienza occulta: dovevo descrivere come la luna venne espulsa dalla terra e ritenni molto importante descriverlo con particolare chiarezza. Dovevo esporre la verità di fronte all’errore. Rispetto alla corrente indiana era dunque necessario descrivere in modo chiaro la funzione della luna nell’evoluzione della terra. Era una delle cose da realizzare nella mia Scienza occulta.

 

Un’altra risulterà evidente prendendo in considerazione la comparsa delle persone, anche loro sotto una determinata guida, che ho nominato per ultime le quali, ritenendo la dottrina delle ripetute vite terrene in grado di mutare le forme del cristianesimo cui erano abituati in Europa e in America, non volevano che giungesse fra la gente come una verità. Intrapresero così una via particolare che possiamo studiare con chiarezza rappresentandoci il modo in cui tali occultisti, dal canto loro, cercarono di confutare il Buddismo esoterico di Sinnett. Questi occultisti, vicini alla Chiesa Alta inglese, si prefiggevano di confutare il Buddismo esoterico e la Dottrina segreta della Blavatsky.

 

Rispetto a quel che Sinnett dice intorno all’ottava sfera avvenne qualcosa di molto positivo, poiché essi affermarono rigorosamente che gli accenni di Sinnett riguardanti l’ottava sfera e la luna, erano falsi. Al tempo stesso ciò venne unito a un’altra dottrina dicendo che l’essere umano non è collegato con la luna nel modo riferito da Sinnett, ma in uno diverso. Quest’altro modo non fu espresso precisamente, ma la gente vi colse qualcosa di simile all’espulsione della luna descritta nella mia Scienza occulta.

 

Quelle persone sottolinearono in modo particolare quel che segue dicendo: la terra non fu mai collegata, e in particolare non lo fu l’essere umano, con gli altri pianeti del sistema solare. L’essere umano perciò non avrebbe mai potuto vivere su Mercurio, su Venere, su Marte oppure su Giove.

 

Da quella parte fu dunque sottolineato con forza che non esiste connessione tra l’essere umano e gli altri pianeti del sistema solare. Questa è però la via migliore per inserire nel mondo un altro errore e per diffondere la più grande oscurità sulla dottrina della reincarnazione.

 

L’errore di Sinnett in qualche modo esige persino la dottrina della reincarnazione, seppure in una interpretazione materialistica. Ma l’errore che consiste nel dire che l’essere umano non avrebbe mai avuto nulla a che fare, durante la sua evoluzione terrestre, con Mercurio, Venere, Marte, Giove e così via, non fu divulgato da coloro che lo pubblicarono, ma da chi vi stava dietro. Essi agirono sulle anime in modo che mai esse avrebbero potuto credere sul serio alla reincarnazione. Di conseguenza da quella parte fu sottolineato con forza che l’essere umano ebbe a che fare solo con la terra e mai con i pianeti del nostro sistema solare.

 

Considerando l’uomo tra nascita e morte, si può pensare che, in rapporto all’evoluzione, egli sia sotto l’azione degli Spiriti della forma. È descritto anche nella Scienza occulta. Se però si considera anche la vita tra morte e successiva nascita, bisogna tener conto di qualcosa di essenziale, e cioè che la sfera d’azione degli Spiriti della forma si scompone in sette parti, di cui soltanto una in verità è assegnata a Jahvé e riguarda la vita tra nascita e morte. Le altre sei governano la vita tra la morte e una nuova nascita.

 

 

Lo si può scoprire soltanto seguendo la vita tra morte e rinascita.

Come Jahvé ha a che fare con la Terra tanto da arrivare al sacrificio di seguire la Luna per poter impedire da là certe cose nell’evoluzione terrestre, così gli altri Spiriti della forma hanno a che fare con gli altri pianeti. Tuttavia lo si doveva celare, occultare se non si voleva far conoscere la concezione delle ripetute vite terrene, e lo si doveva fare nel concreto: bisognava che gli uomini non avessero sentore di questo mistero. Se infatti vengono sviati da una veritiera riflessione sulla vita tra morte e nuova nascita, giungeranno al punto di considerare la vita tra nascita e morte senza tale mistero, lasciando che i medium raccontino di un essere che così prosegue solo questa vita terrena.

 

In tutte le cose che accadono in tale campo c’è moltissimo calcolo. L’occultista «di sinistra», che intraprende qualcosa del genere, sa in quale direzione deve portare i pensieri per condurvi anche i sentimenti e sviare gli esseri umani da certi misteri perché non emergano.

 

Così accadde, come si può seguire nei loro scritti. Vi si troverà sovente l’affermazione che l’uomo non ha nulla a che fare con gli altri pianeti del nostro sistema solare, ma in realtà significa: nulla a che fare con gli spiriti-guida dei pianeti. Ciò venne sottolineato con molta forza da loro, affinché nessuno mai sviluppasse concetti che potessero rendere plausibile la dottrina della reincarnazione.

 

L’altro mio compito fu porre in proposito la verità di fronte all’errore. Si legga la Scienza occulta e si vedrà come la cosa venga ancora una volta nettamente evidenziata: come l’uomo debba andar via dalla terra per passare su altri pianeti una parte della sua vita. Nella Scienza occulta si considerano a fondo da un lato la relazione con la Luna e dall’altro quella con i pianeti.

 

Si può delineare in breve che cosa quelle persone volevano raggiungere; ancora una volta dalle stesse viene adoperata la concezione materialistica dell’epoca. Se infatti si rappresentano gli eventi come nella mia Scienza occulta, allora nel nostro andamento evolutivo si conferisce alla terra, alla sua connessione con gli altri pianeti, il compito che è proprio dell’evoluzione. Anche gli altri pianeti fanno parte dell’evoluzione della terra, vi appartengono.

 

Per i materialisti i pianeti nuotano nello spazio come puri blocchi di materia. Si doveva risalire alla loro entità spirituale, risalire agli spiriti dei pianeti, descrivendo le funzioni che essi hanno nello sviluppo spirituale dell’umanità.

 

Si vede dunque in che modo, quale movimento spirituale, si fosse per così dire serrati tra due orientamenti, di cui l’uno mirava a travisare la verità concernente la luna, l’altro quella concernente i pianeti. Tale era la situazione, i fatti che si presentavano alla fine del secolo scorso.

 

La Blavatsky voleva, con Sinnett, travisare la verità sulla luna.

Gli altri, che avevano lo stesso genere di intenti,

volevano travisare la connessione dei pianeti con l’evoluzione della terra.

 

Non si creda che sia facile trovarsi serrati tra due correnti simili; si tratta infatti di occultismo, e occultismo significa che, per comprenderne le verità, è necessaria una forza più grande di quella necessaria per comprendere le comuni verità del piano fisico. Esiste perciò anche una forza mistificatrice maggiore che va vista. Da una parte si altera e si oscura la verità sulla luna e dall’altra quella sui pianeti. Non è facile da comprendere perché è necessario contrapporre una forza ancora più grande per capire l’inganno. Si era dunque serrati tra due errori che entrambi erano a favore del materialismo.

 

Si dovevano fare i conti con il materialismo proveniente dall’oriente, con quelli che avevano parlato della Luna in modo da inserirvi la dottrina orientale della reincarnazione. Parlare della reincarnazione era giusto; restano ancora da vedere però le forti concessioni fatte al materialismo dal Buddismo esoterico.

 

Dall’altra parte si voleva proteggere una forma particolare di esoterismo cattolico dall’attacco del gruppo indiano facendo più che mai sparire nel materialismo tutto l’aspetto spirituale dell’evoluzione planetaria. Quel che la scienza dello spirito aveva da dire si trovava rinserrato in mezzo a tutto ciò. Si era di fronte a questa situazione: ovunque erano in gioco potenze vigorose che, come ho descritto, volevano portare alla ribalta l’una o l’altra corrente.

 

Si trattava di mostrare come la dottrina fuorviante, riguardante la luna, fosse una concessione del tutto particolare al materialismo e come poi la correzione apportata dalla Blavatsky rendesse la cosa formalmente ancora peggiore. Se infatti da un lato, possedendo ella un grande talento da occultista, corresse le comunicazioni di Sinnett (che non aveva quel talento), dall’altro si servì di mezzi particolari che più che mai potevano mantenere l’errore.

 

Anzitutto si tratta di capire come mai la dottrina di Sinnett sull’ottava sfera sia un errore. Ci si deve attenere all’insegnamento, correttamente esposto, dell’evoluzione della terra nella sua totalità, vale a dire all’insegnamento del passaggio attraverso l’evoluzione di Saturno, Sole e Luna e poi attraverso quella della Terra. Ci si deve rammentare come l’antica Luna, in sostanza, fosse composta in maniera diversa dalla Terra.

 

Il regno minerale vero e proprio si aggiunse soltanto durante il periodo terrestre e ciò che costituisce il mondo sensibile del piano fisico è del tutto impregnato di elemento minerale. Nei regni vegetale, animale e umano non si scorge altro se non il minerale di cui sono impregnati. Tutto il loro corpo è permeato dall’elemento minerale.

 

Quanto non è minerale, gli elementi lunari e solari, vi si trovano soltanto in modo occulto. Si scorge solo l’elemento minerale, terrestre. A questo ci si deve attenere, se si prendono le mosse da quello che è adesso l’essere umano sulla terra, e si vuole rispondere alla domanda: qual è nell’uomo la parte ereditata dall’antica Luna?

 

Come si vede, tutto era già stato preparato da lungo tempo.

Ci dobbiamo ora dire:

nell’essere umano si cela l’antico uomo lunare, ma non dobbiamo pensare nulla di minerale in lui.

 

Osservando l’uomo sulla terra sì da scorgerne soltanto l’impronta minerale,

ci si deve rappresentare l’uomo lunare racchiuso in esso.

Questi però non ha nulla di minerale, perciò non lo si può vedere con occhi fisici;

si può giungere a lui solo con l’occhio spirituale.

Forse potrei disegnarlo meglio tratteggiando all’interno l’uomo lunare.

Alla base di certe membra vi è una struttura lunare.

 

 

È al loro interno, ma diventa visibile solo a uno sguardo chiaroveggente, mentre era evidente sull’antica Luna. Si ricordi soltanto come lo si sarebbe visto sull’antica Luna: per mezzo della conoscenza immaginativa. Erano immagini fluttuanti, ondeggianti. Le si trova ancora oggi, ma allora esse dovevano quanto meno venir osservate con la chiaroveggenza atavica. L’antico uomo lunare poteva venir compreso soltanto con la chiaroveggenza atavica. A quel tempo essa era il normale modo di vedere. Infine, anche tutto ciò che è connesso con l’evoluzione lunare può venir guardato soltanto in immaginazioni, in chiaro- veggenza visionaria antica.

 

Non si può dar forma all’uomo lunare partendo dalla terra minerale, ma solo partendo dalla Luna afferrabile con chiaroveggenza immaginativa. Dobbiamo anche pensare che nell’antico periodo lunare tutto l’ambiente circostante era visibile all’antico uomo lunare per chiaroveggenza immaginativa, così come quanto ci circonda, piante, animali, fiumi, montagne, è visibile all’occhio fisico.

 

Ora sappiamo che le forze esistenti nell’antica Luna compaiono di nuovo, si ripresentano nell’evoluzione della Terra, si ripetono di nuovo. Come indicai nella Scienza occulta, l’evoluzione della Terra sarebbe però finita se più tardi non fossero state eliminate quelle forze lunari. Esse non potevano rimanere dentro le forze terrestri. Come mai? Si pensi che l’intero pianeta Terra accolse il regno minerale; esso dovette per così dire mineralizzarsi. Nel periodo in cui la Luna era nella Terra, la forza lunare era ancora in essa. Doveva però uscirne e così la Luna si separò dalla Terra. Ho descritto tutto ciò nella Scienza occulta. La Luna si allontanò perché non sarebbe potuto esistere all’interno della Terra mineralizzata, gli esseri umani non avrebbero cioè potuto evolversi come invece fecero.

 

Ma si pensi bene: ho detto che l’antica Luna è afferrabile soltanto per mezzo della chiaroveggenza immaginativa. Se dunque si pensa all’uomo, quale si è evoluto sulla Terra, predisposto a percepire con i sensi fisici, si comprenderà che mai egli avrebbe potuto vedere la Luna allontanarsi. L’allontanarsi e il rimanere in posizione esterna sarebbero stati percepibili soltanto in modo chiaroveggente. La costituzione dell’essere umano era tale per cui avrebbe potuto vedere solo in modo chiaroveggente l’intera Luna che si allontanava; gli effetti che ne fossero scaturiti potevano essere soltanto antichi effetti lunari che agivano sull’essere umano in modo da suscitare in lui tra l’altro la chiaroveggenza immaginativa.

 

Si pensi in quale condizione si venne a trovare allora l’uomo. Si trovò di fronte a una situazione in cui poteva prender forma l’«uomo», in cui l’anima poteva discendere, provenendo dai pianeti e così via. Ma la luna avrebbe agito in quanto luna e cioè in modo che le forze con le quali l’essere umano discendeva fossero le medesime operanti sull’antica Luna che precedette la Terra. Nessun essere umano avrebbe potuto vedere la luna, se non chi aveva sviluppato una chiaroveggenza visionaria.

Come fenomeno materiale concomitante di questo processo, il distacco delle forze lunari, si aggiunse dell’altro.

 

Ho già spiegato la relazione che Jahvé ha con la luna.

In seguito a tale legame con Jahvé, anche la luna fu resa materiale,

minerale, ma di una materialità molto più grossolana di quanto non sia quella terrestre.

L’odierna luna fisica e i presupposti della sua impronta minerale

si devono dunque far risalire all’azione di Jahvé;

all’antica Luna si aggiunse infatti quel che vi inserì Jahvé, è un prodotto di Jahvé.

• Per questo le antiche forze lunari furono paralizzate e ora agiscono in modo del tutto diverso.

 

Se la luna fosse rimasta non mineralizzata, le sue forze avrebbero agito

in modo che, irraggiando, avrebbe sempre richiamato negli esseri umani

l’antica chiaroveggenza atavica, oppure avrebbe agito sulla volontà

in modo che gli uomini diventassero sonnambuli nella forma più ampia.

Questo non avvenne perché anche la luna fu mineralizzata.

Ora le forze antiche non possono più svilupparsi in quel modo.

 

Questa è una verità molto importante, importantissima, poiché ora riconosciamo come la luna dovesse proprio venir mineralizzata affinché non agisse in modo lunare nel senso antico. Se dunque si parla della luna come ripetizione di quella antica, si deve parlare di una sfera cosmica che non è visibile all’occhio fisico, che riguarda il mondo spirituale, anche se soltanto il mondo spirituale subcosciente, visibile alla chiaroveggenza visionaria. Se si parla della ripetizione dell’antica Luna, si deve dunque parlare di qualcosa di spirituale. Quanto di minerale vi è in essa, fu aggiunto allo spirituale. Non ne fa parte, parlando della Luna nel senso antico.

Come si tien conto ora del materialismo del secolo diciannovesimo?

 

Esso non crederebbe certo che dietro la luna materiale vi sia ancora l’importante residuo della Luna antica non mineralizzata. Nessuno lo crederebbe. Si fece dunque una concessione al materialismo, considerando soltanto la luna fisica materializzata. Proprio a proposito della luna, Sinnett trascurò di parlare dello spirito. Disse soltanto (lo si legga nel Buddismo esoterico): la luna ha una materialità molto più grossolana di quella terrestre. L’ha di certo, la deve avere. Ma che là dietro vi sia l’occulto, come ho accennato, egli lo tralasciò completamente. La concessione fu dunque di parlare soltanto della materialità della luna. Lo spirituale che vi sta dietro non venne però preso in considerazione; esso non appartiene alla terra, è molto più vicino all’antica Luna che alla terra.

 

Tale fatto fu del tutto velato ed ebbe una conseguenza enorme.

Così facendo, Sinnett mise infatti in falsa luce una cosa giusta,

ossia che la luna ha qualcosa a che fare con l’ottava sfera, travisandola in maniera quanto mai astuta.

Egli infatti ne tralasciò l’aspetto spirituale,

ossia che l’ottava sfera, di cui la luna viene posta come rappresentante, è ciò che sta dietro la luna,

presentando come ottava sfera quella che fu data come correzione, per paralizzare l’ottava sfera stessa.

 

L’elemento materiale è presente sulla luna

per paralizzare l’ottava sfera, per renderla inattiva.

 

 • Gli esseri umani ignorano come agirebbe l’ottava sfera se si togliesse dalla luna l’elemento materiale. L’intera natura dell’anima umana sulla terra diventerebbe completamente diversa; che non lo sia lo si deve alla circostanza per cui nella luna fu inserita una certa materialità più grossolana.

 

• Quel che rende inattiva l’ottava sfera, la materialità, viene da Sinnett chiamato ottava sfera,

e ciò che costituisce l’ottava sfera, le antiche forze lunari, vien da lui celato.

 

Si tratta di un’astuzia cui si ricorre sovente nell’occultismo: si dice qualcosa, in fondo vera, ma la si dice in modo che essa ciò nonostante sia del tutto falsa (mi si perdoni la contraddizione).

 

È falso dire che l’elemento materiale della luna sarebbe l’ottava sfera, poiché esso è proprio il suo elemento risanatore. Ma è del tutto vero che la luna è l’ottava sfera, poiché questa è davvero lassù, nella luna, ne è al centro, vive in essa. Ora siamo al punto che, in modo più preciso di quanto non lo sia stato finora, possiamo dire che cosa sia davvero l’ottava sfera e che cosa sia tanto intimamente connesso con la sfera spirituale dello sviluppo del secolo diciannovesimo.

 

 

By | 2020-05-31T01:57:05+02:00 Luglio 10th, 2018|L'OTTAVA SFERA|Commenti disabilitati su DEVIAZIONI DELLA DOTTRINA DELL’OTTAVA SFERA E DELLA LUNA