//////DIFFERENZA FRA L’UNICA APPARIZIONE DEL CRISTO, QUALE ENTITÀ MACROCOSMICA, SULLA TERRA E LE DIVERSE APPARIZIONI DI UN BODHISATTVA QUALE GUIDA REINCARNATA DELL’UMANITÀ.

DIFFERENZA FRA L’UNICA APPARIZIONE DEL CRISTO, QUALE ENTITÀ MACROCOSMICA, SULLA TERRA E LE DIVERSE APPARIZIONI DI UN BODHISATTVA QUALE GUIDA REINCARNATA DELL’UMANITÀ.

Differenza fra l’unica apparizione del Cristo, quale entità macrocosmica, sulla Terra e le diverse apparizioni di un bodhisattva quale guida reincarnata dell’umanità.

O.O. 130 – Cristianesimo esoterico e la guida spirituale dell’umanità – 17.09.1911


 

Accennerò ora, da ultimo, ad un altro evento:

• vi sarà un numero sempre maggiore di uomini che, mossi in un primo momento dalla volontà di compiere una certa azione, sentiranno dopo un forte impulso ad astenersene; apparirà poi una visione e gli uomini avranno sempre più limpida questa percezione: gli eventi che accadranno in futuro saranno la conseguenza karmica delle azioni che ho compiuto. Vi sono già alcuni precursori in grado di avere queste percezioni che, in particolare, si manifestano nei bambini.

 

Le esperienze che vivono i chiaroveggenti iniziati si discostano considerevolmente

da quelle naturali che sto descrivendo ora.

Il chiaroveggente iniziato sperimenta il Cristo da tempi immemorabili grazie a determinati esercizi.

Se incontro una persona sul piano fisico, l’ho davanti a me;

con la chiaroveggenza posso percepirla in tutt’altri luoghi, non vengo a trovarmi direttamente di fronte a lei.

La percezione chiaroveggente del Cristo è sempre stata possibile.

 

Ma l’incontro con Lui, ora che il Suo rapporto con l’umanità è cambiato

– nel senso che adesso Egli soccorre gli uomini dal mondo eterico –

è un fatto che è – fuori di noi – indipendente dalla nostra evoluzione chiaroveggente.

 

A partire dal XX secolo, nel corso dei prossimi tremila anni, certi uomini avranno la possibilità di incontrarlo oggettivamente nella Sua figura eterica. È un incontro diverso, questo, dalla visione del Cristo cui un essere può ascendere grazie alla sua evoluzione interiore.

Così, però, l’essere sublime che noi chiamiamo il Cristo si pone in tutt’altra catena evolutiva, radicalmente diversa da quella che s’intende parlando del Buddha. Il bodhisattva che divenne Buddha nacque nella reggia di Suddhodana. All’età di ventinove anni egli divenne Buddha, il che significa che in seguito non avrebbe più avuto necessità di incarnarsi di nuovo. L’elevazione di un bodhisattva a Buddha o Maestro significa il completamento di un’evoluzione interiore che ogni essere umano può compiere, solo che quella è di grado superiore. Un noviziato esoterico dell’uomo è solo l’inizio del percorso che conduce a divenire Buddha. Ciò non ha nulla a che vedere con gli eventi che accadono intorno agli uomini. Esseri umani come quelli compaiono in determinate epoche per portare avanti il mondo.

Ma questi sono accadimenti diversi dall’evento del Cristo. Egli non provenne da un’altra individualità umana, il Suo avvento procedette dal macrocosmo. Tutti i bodhisattva invece, sono sempre stati uniti alla Terra.

 

Deve esserci, dunque, chiaro che parlando di bodhisattva o di Buddha

non tocchiamo in alcun modo il Cristo,

perché il Cristo è un’entità macrocosmica che si è unita alla Terra solo al momento del battesimo di Giovanni.

Questa fu la manifestazione fisica.

Ora viene la manifestazione eterica, poi verrà l’astrale e dopo una manifestazione ancora più elevata.

 

Allora, però, gli uomini dovranno essersi evoluti al punto da potere sperimentare quel grado superiore. Ciò che gli uomini possono sperimentare rientra nelle leggi generali della Terra. L’entità che noi chiamiamo il Cristo, o che designiamo anche con altri nomi, determinerà anche quella che possiamo definire la salvezza di tutte le anime della Terra che potranno così accedere all’entità di Giove. Tutto il resto, invece, decadrà con la Terra. L’antroposofia non ha nulla di arbitrario, è una cosa importante e doveva venire nel mondo.

 

Il mondo deve comprendere l’Essere-Cristo che visse sulla Terra per tre anni all’inizio della nostra attuale era.

 

Nel mio libro La guida spirituale dell’uomo e dell’umanità potete trovare una trattazione particolareggiata concernente i due Bambini Gesù. L’Evento del Cristo fu preparato da Jeshu ben Pandira, una personalità che era in contatto con la setta degli Esseni. Egli nacque cento anni prima dei due Bambini Gesù nati in Palestina.

Occorre, perciò, distinguere i due Bambini Gesù da Jeshu ben Pandira che Haeckel, tra gli altri, ha denigrato in modo indegno. Risale sostanzialmente a quell’elevatissima entità che fu Jeshu ben Pandira il Vangelo di Matteo inteso in funzione preparatoria dei futuri eventi.

 

Quale rapporto esisteva tra Jeshu ben Pandira e Gesù di Nazareth?

Le due individualità non hanno inizialmente alcun rapporto tra di loro, se non che l’uno è colui che prepara l’avvento dell’altro; ma, come individualità, non sono legate da alcuna parentela. Va invece rilevato che uno dei due Bambini Gesù, il Bambino Gesù del Vangelo di Luca, appare come un’individualità vagamente indistinta, difficile da comprendere per quella sua facoltà che lo rendeva capace di parlare – appena nato – un linguaggio che la madre sapeva intendere. Non era intellettuale questa individualità del Vangelo di Luca, ma immensamente spontanea ed elementare nei sentimenti morali.

 

Nel corpo astrale di questa entità agiva l’individualità del Buddha.

Il Buddha, dopo essere divenuto tale, è un’entità che non ha più necessità di incarnarsi in Terra. Quando era bodhisattva, invece, vi si incarnava. Dal momento della sua elevazione, il Buddha esplica la sua azione dai mondi superiori valendosi, ora, del corpo astrale del Gesù del Vangelo di Luca. Le forze che emanano dal Buddha sono presenti nel corpo astrale di questo Bambino Gesù. Nella corrente di Gesù di Nazareth è, dunque, presente anche la corrente del Buddha.

 

Sono, invece, giuste, anche per l’occultista occidentale, le comunicazioni contenute nei testi orientali sulla successione di un nuovo bodhisattva a quello elevato alla dignità di Buddha. Nel momento in cui il Gautama Buddha diviene Buddha, questa individualità di bodhisattva viene allontanata dalla Terra e un nuovo bodhisattva inizia a svolgere la sua opera. È questo il bodhisattva che a tempo debito diverrà Buddha. L’elevazione del successore del Gautama Buddha, il Maitreya, a Buddha avverrà quando sarà trascorso un preciso arco di tempo: cinquemila anni dopo l’illuminazione del Buddha sotto l’albero del bodhi. Tra circa tremila anni dai giorni nostri, il mondo vedrà l’incarnazione del Maitreya Buddha, che sarà l’ultima reincarnazione di Jeshu ben Pandira. Questo bodhisattva che verrà come Maitreya Buddha, e che si reincarnerà in un corpo fisico anche nel nostro secolo – ma non come Buddha – si porrà la missione di trasmettere all’umanità tutti i veri concetti concernenti l’Evento del Cristo.

 

I veri occultisti riconoscono le incarnazioni del bodhisattva, il futuro Maitreya Buddha. Al pari di tutti gli uomini, anche questa individualità passa attraverso un’evoluzione del corpo eterico. Di pari passo con il procedere dell’umanità incontro a colui che sarà il Maitreya Buddha, questa individualità verrà compiendo una particolare evoluzione che, ai suoi massimi livelli, assumerà una configurazione simile a quella del battesimo di Gesù di Nazareth: avrà luogo una sostituzione di individualità. In entrambi i casi viene accolta un’altra individualità; entrano nel mondo come bambini e dopo un certo numero di anni avviene una sostituzione di individualità. È un’evoluzione che non si svolge in modo continuo, poiché avviene una frattura, come nel caso di Gesù: nel dodicesimo anno ha luogo in lui tale sostituzione di individualità che, poi, si verifica di nuovo al battesimo di Giovanni. Questa sostituzione avverrà in particolare proprio nel bodhisattva che diverrà il Maitreya Buddha. È come se queste individualità venissero improvvisamente fecondate da un’altra.

 

• Il Maitreya Buddha, in particolare, vivrà senza interruzioni in una determinata individualità fino al suo trentesimo anno, quando avverrà una sostituzione simile a quella che si verificò in Gesù di Nazareth durante il battesimo nel Giordano.

Una peculiarità che permetterà sempre di riconoscere il Maitreya Buddha è quella per cui – quando egli è presente – la gente non avrà alcuna nozione di lui prima della sostituzione dell’individualità. Poi avviene la sua improvvisa manifestazione.

 

Una condizione tipica della vita di tutti i bodhisattva è che essi conducono una vita non nota. In futuro l’individualità umana dovrà fondarsi sempre di più su se stessa. Un tratto distintivo del bodhisattva sarà quello di vivere nel mondo molti anni nell’anonimato per poi divenire riconoscibile per il fatto di svolgere la sua azione come singola individualità mosso dalla propria forza interiore.

Per millenni gli occultisti, anche quelli moderni, hanno riconosciuto necessario che il bodhisattva rimanga nell’anonimato durante la giovane età fino alla nascita dell’anima razionale, e anzi, fino a quella dell’anima cosciente, e che si affermi solo per proprio esclusivo merito personale.

 

Per questo è tanto importante essere inflessibili fino ad un certo punto. Qualsiasi vero esperto di occultismo riterrebbe strana l’affermazione secondo cui nel XX secolo si manifesterebbe un Buddha, perché ogni occultista sa che il nuovo Buddha non potrà apparire se non dopo che saranno trascorsi cinquemila anni dal Gautama Buddha. Possibile è, invece, l’incarnazione del bodhisattva, e questa avverrà.

 

Nel bagaglio delle conoscenze basilari dell’occultista rientra la nozione dell’anonimato del Maitreya Buddha in età giovanile. È per questo che vado affermando ormai da anni che occorre rispettare quel principio dell’occultismo che stabilisce che le sedi centrali sono tenute a non conferire a nessuno, prima del compimento di una determinata età, incarichi relativi alla trattazione di dottrine occulte. Sono anni che ne viene ribadita l’importanza. Ove ad esporle fossero persone ancora relativamente giovani, la loro azione divulgativa potrà anche essere mossa da motivazioni positive, ma non avverrà su mandato occulto.

 

Il Maitreya Buddha si afferma per forza propria.

Egli si presenta come un’individualità che nessuno, tranne la forza della sua stessa anima, è in grado di aiutare.

 

Per avvicinarsi alla vera teosofia

è necessario comprendere tutt’intera l’evoluzione della Terra.

Coloro che non svilupperanno questa comprensione riusciranno ad inaridire il movimento teosofico moderno.

 

 

By | 2018-08-12T10:13:43+02:00 Luglio 4th, 2018|BODHISATVA|Commenti disabilitati su DIFFERENZA FRA L’UNICA APPARIZIONE DEL CRISTO, QUALE ENTITÀ MACROCOSMICA, SULLA TERRA E LE DIVERSE APPARIZIONI DI UN BODHISATTVA QUALE GUIDA REINCARNATA DELL’UMANITÀ.