/////DOPO LA SEPARAZIONE DELLA LUNA TUTTO IL SENSO DELL’EVOLUZIONE SI CAPOVOLGE

DOPO LA SEPARAZIONE DELLA LUNA TUTTO IL SENSO DELL’EVOLUZIONE SI CAPOVOLGE

Dopo la separazione della Luna tutto il senso dell’evoluzione si capovolge

O.O. 112 – Il Vangelo di Giovanni in relazione agli altri 3 – 27.06.1909


 

Consideriamo ancora una volta l’evoluzione prima della scissione lunare.

• Abbiamo dovuto indicare l’uomo come il primogenito della nostra creazione.

• Esso venne creato già durante il periodo di Saturno.

• Sul Sole si aggiunse il regno animale, sulla Luna il regno vegetale, e il regno minerale sopraggiunse sulla Terra.

• Ma dall’espulsione della Luna in poi la cosa si modifica.

 

Se la Luna non fosse uscita, tutto sarebbe morto sulla terra.

Prima gli uomini, poi gli animali, ultime le piante.

La Terra sarebbe stata come mummificata.

La Terra è stata salvata da quella fine a seguito dell’uscita della Luna.

Tutto si vivificò nuovamente, sperimentò una rigenerazione.

 

Ma come si attuò quella rinascita?

• Al regno più basso, quello minerale, occorreva poco per riaversi.

• Il regno vegetale era sì, in certo qual modo inaridito, ma potè anche riprendersi rapidamente.

• Anche il regno animale, sotto certi riguardi, potè gradatamente proseguire la propria evoluzione.

• Ultime a potersi far valere furono le figure umane che dovevano accogliere le anime affluenti verso di loro

dalle superiori regioni del cosmo.

Dopo la scissione lunare l’intera evoluzione si è dunque capovolta.

 

Mentre precedentemente era stato creato per primo il regno umano, poi quello animale, poi quello vegetale e in ultimo quello minerale, ora invece il regno minerale è il primo ad esser in grado di avvalersi delle forze rigeneratrici; poi viene il regno vegetale, e si evolve fino a forme superiori, dopo il regno animale, e solo per ultimo il regno umano può evolversi fino alle forme più elevate. Dopo la separazione della Luna tutto il senso dell’evoluzione si capovolge.

 

E le entità che poterono attendere più a lungo, prima di unire il loro spirito alla forma fisica,

sono quelle che, nel senso più elevato della parola, sono salite in una sfera più spirituale dopo la separazione della Luna.

Quelle che sono giunte più presto al termine della loro evoluzione spirituale

rimasero indietro ad un gradino meno progredito.

Dopo la scissione lunare i ritardatari compaiono per primi, e se ne potrà facilmente comprendere la ragione.

 

Osserviamo una qualsiasi anima umana, oppure un qualsiasi essere animico che non abbia voluto incarnarsi nel passato a causa dell’indurimento dei corpi. Esprimendo la domanda in un linguaggio umano, quell’essere avrebbe potuto domandarsi se doveva incarnarsi subito oppure attendere ancora.

 

Supponiamo che la Luna si sia staccata da poco tempo, e che tutto si trovi ancora in uno stato di forte solidificazione. Ma l’essere che vuole incarnarsi ha fretta, discende perciò malgrado le condizioni poco propizie, e si accontenta di un corpo non ancora molto evoluto. Per questo fatto esso deve però rimanere ad un gradino inferiore.

 

Un altro essere stima piuttosto di aspettare ancora e di rimanere nello spazio cosmico fino a che la terra non avrà ulteriormente alleggerito e raffinato la sua essenza fisica. Un tale essere aspetta dunque più a lungo, e perciò riesce a conformare fisicamente l’entità nella quale si incarna, a renderla fisicamente a propria immagine.

 

• Tutti gli esseri che si incarnano troppo presto devono arrestarsi a gradini inferiori;

quelli che possono aspettare giungono ai gradini più elevati.

• I nostri animali superiori si sono arrestati al gradino animale

perché non hanno potuto aspettare dopo il distacco della Luna.

• Essi si sono accontentati dei corpi che hanno appunto potuto ottenere.

 

• Quelli che discesero più tardi poterono formare corpi soltanto di razze umane inferiori,

quelle che si spensero o che erano sul punto di estinguersi.

• Venne poi il momento adatto all’unione delle anime con i corpi,

e da allora venne creato ciò che era capace di evoluzione umana.

 

Vediamo dunque

• un inaridimento della terra fino alla scissione della Luna,

• poi un rifiorire delle condizioni terrestri in seguito a detta scissione,

• e da quel momento nuovamente una discesa

degli esseri che si erano allontanati dalla terra, perché non più adatta per loro.

 

Ma questo non si riferisce soltanto agli esseri che formano l’uomo superiore,

ma anche alle altre entità, che scesero per tutt’altre ragioni e non per formare uomini.

Anche qui occorre aspettare il momento propizio perché un tale essere possa entrare in un corpo sulla Terra.

 

Ritorniamo ora al periodo indiano. Vi erano allora uomini ad un alto gradino di evoluzione.

Come le anime che scendevano da Marte, Saturno e Giove cercavano i loro corpi,

così entità superiori cercavano dei corpi più evoluti, per poter influire sull’interiorità dell’uomo.

Per esempio i grandi e santi maestri degli antichi indiani, i risci: essi misero a disposizione una parte del loro essere;

determinate entità superiori presero dimora in loro.

 

Ma altre entità superiori stabilirono di aspettare finché sulla terra non vi fossero stati altri esseri che avessero attraversato essi stessi un’evoluzione superiore; non volevano ancora discendere, ma volevano restare su, finché gli uomini non avessero meglio maturato la loro interiorità; allora sarebbero scesi, mentre adesso l’interiorità dell’uomo non era ancora preparata per loro.

 

Durante la civiltà persiana

alcune entità superiori si dissero che ora potevano discendere nell’interiorità umana,

grazie all’evoluzione da essa conseguita.

Così accadde pure durante il periodo egizio.

Ma la suprema entità solare continuava ad aspettare.

 

Dal di fuori irradiava in giù le sue forze sui santi risci. I santi risci alzavano lo sguardo verso Colui che chiamavano Vishva Karman, e del quale dicevano: « Vishva Karman è al di fuori dalla nostra sfera ».

Egli aspettava, dicendosi che l’interiorità umana non era ancora abbastanza progredita per potervi trovar posto.

 

Venne poi la civiltà persiana: Zarathustra alzava lo sguardo al Sole e vi scorgeva Ahura Mazda.

Ma quell’entità elevata ancora non scendeva sulla sfera terrestre.

 

Quindi venne la civiltà egizia e la civiltà del popolo che aveva atteso più lungamente.

 

•  E venne l’uomo che aveva atteso più a lungo di tutti,

e che aveva preparato la sua interiorità attraverso molte incarnazioni.

• Allora l’Essere solare guardò in basso,

vide l’interiorità dell’uomo che viveva nel corpo di Gesù di Nazareth e che aveva preparato la propria interiorità.

•  Il supremo Essere solare guardò in giù e si disse

che come nel passato le entità inferiori erano discese per costruire dei corpi,

così ora Egli sarebbe disceso per occupare l’interiorità dell’uomo che aveva atteso più a lungo.

 

Certamente anche nel passato entità superiori si erano unite agli uomini; ma chi aveva atteso più a lungo accolse il Cristo in sé; al momento del battesimo nel Giordano egli era tanto progredito che lo Spirito, che fino allora si era trattenuto nelle sfere dello spazio cosmico, potè discendere e unirsi alla sua interiorità. Dal battesimo di Giovanni in poi, il Cristo fu nel corpo di Gesù di Nazareth perché l’individualità di questi, attraverso molte incarnazioni, aveva ottenuto la maturità di accogliere quello Spirito altissimo nel suo corpo spiritualizzato.

 

Lo Spirito-Cristo è sempre esistito, ma dopo la scissione della Luna era necessario che tutte le entità maturassero.

Per primi riapparvero a poco a poco gli esseri inferiori la cui parte spirituale aveva potuto aspettare meno a lungo;

e poi entità sempre più elevate.

 

• Quando l’uomo potè sviluppare sempre maggiormente la propria interiorità,

e quando giunse il tempo in cui Gesù di Nazareth fu abbastanza progredito da accogliere in sé il Cristo,

allora chi aveva la capacità della veggenza superiore potè dire:

« Io ho veduto come lo Spirito è disceso su di Lui! ».

 

E che poteva dire colui sul quale lo spirito era disceso, lasciando parlare ciò che era adesso nella sua interiorità?

Era il medesimo essere che i risci conoscevano sotto il nome di Vishva Karman.

Cosa avrebbe detto Vishva Karman di sé, non se avessero parlato i risci, ma se lui stesso avesse parlato?

Poiché egli è l’alto spirito solare che opera come spirito nella luce,

egli avrebbe dovuto dire: «Io sono la luce del mondo!».

 

Che cosa avrebbe dovuto dire Ahura Mazda, volendo parlare di sé? «Io sono la luce del mondo!».

E che cosa disse quel medesimo spirito, quando un uomo fu maturo per accoglierlo?

Come si è espresso attraverso un uomo, quello che prima era nello spazio cosmico, sul Sole?

«Io sono la luce del mondo»!

 

Ciò che dalle altezze cosmiche è risuonato sulla terra,

quale intima autocaratterizzazione dello Spirito cosmico dirigente,

noi udiamo nuovamente risuonare da un’interiorità umana,

poiché l’Essere sublime stesso ha eletto la sua dimora in una interiorità umana.

E con diritto, poiché il Cristo è in lui, da Gesù di Nazareth risuonano le parole: «Io sono la luce del mondo!».

 

 

By | 2019-11-12T07:49:36+01:00 Giugno 21st, 2018|L'EVOLUZIONE DELL'UOMO|Commenti disabilitati su DOPO LA SEPARAZIONE DELLA LUNA TUTTO IL SENSO DELL’EVOLUZIONE SI CAPOVOLGE