//////DOVE VI È LO SPIRITO, VI È ANCHE COSCIENZA

DOVE VI È LO SPIRITO, VI È ANCHE COSCIENZA

Dove vi è lo spirito, vi è anche coscienza.

O.O. 178 – Il mistero del doppio – 18.11.1917


 

Si ricorderanno le considerazioni con cui abbiamo tentato di inquadrare le affermazioni e gli scritti degli psicoanalisti attuali. Intendevo allora chiarire come il concetto di inconscio, quale predomina in psicoanalisi, sia in realtà senza fondamento.

Fin quando non si andrà oltre questo concetto di inconscio – che è puramente negativo – si sarà costretti a dire che la psicoanalisi affronta con mezzi conoscitivi inadeguati un fenomeno fra i più rilevanti del presente.

 

Poiché gli psicoanalisti da una parte si sforzano di indagare l’elemento spirituale-animico e, come abbiamo visto, lo ricercano anche nella vita sociale, dobbiamo ammettere che qui vi è uno spunto ben più significativo di quel che riesce a produrre in questo campo la cultura ufficiale accademica.

Ma d’altro canto la psicologia analitica tenta attraverso la pedagogia, la terapia, e probabilmente fra non molto anche attraverso la politica sociale, di incidere nella vita; perciò i pericoli legati a queste cose vanno considerati come molto seri.

 

Poniamoci la domanda: che cos’è in realtà quel che i ricercatori di oggi non riescono e non vogliono raggiungere?

Essi sanno che vi è un aspetto dell’anima estraneo alla coscienza e ne sono alla ricerca,

ma non riescono ad elevarsi alla conoscenza dello spirito.

Lo spirito infatti non può mai venir afferrato con il concetto di inconscio,

perché uno spirito inconscio sarebbe come un uomo senza testa.

 

Ho già parlato di quelle persone che, a causa di una condizione isterica, quando camminano per la strada vedono gli altri solo come corpi, senza la testa. Non vedere la testa di qualcuno è una precisa forma patologica. Così fra gli attuali ricercatori vi sono persone che ritengono di vedere lo spirito nella sua interezza: ma poiché lo fanno passare come inconscio, mostrano al contempo di essere preda di una visione delirante, come se potesse esistere uno spirito inconscio, uno spirito senza coscienza, quando si oltrepassa la soglia della coscienza, sia nel modo corretto che abbiamo sempre descritto sulla base della ricerca scientifìco-spirituale, sia in modo patologicamente abnorme com’è sempre nei casi che si presentano agli psicoanalisti.

 

Quando si oltrepassa la soglia della coscienza si giunge sempre nel campo dello spirito:

è del tutto indifferente se si giunga in una sfera subconscia o superconscia, si entra comunque in una regione spirituale,

ma in una regione in cui lo spirito è cosciente in un certo modo, qualunque forma di coscienza abbia sviluppato.

Dove vi è lo spirito, vi è anche coscienza.

 

Si tratta di scoprire a quali condizioni sia sottoposta;

si deve avere la possibilità di conoscere attraverso la scienza dello spirito

quale tipo di coscienza abbia quella determinata spiritualità.

 

Qualche giorno fa abbiamo considerato il caso di quella signora che, uscita da una festa, si getta correndo davanti ai cavalli di una carrozza, viene trattenuta dal buttarsi in un fiume e poi è ricondotta nel palazzo da cui era uscita. Il suo fine era incontrare di nuovo il padrone di casa, di cui era confusamente, inconsciamente innamorata. Allora non si può dire che lo spirito, di cui quella signora non è conscia, ma che la sospinge e la conduce, sia uno spirito inconscio: è al contrario molto cosciente.

 

Questo spirito demonico ben consapevole che riconduce la signora accanto al suo amore illecito, questo demone è addirittura molto più acuto nella propria coscienza che non quella signora nella sua testolina – volevo dire coscienza!

E questi spiriti, se l’uomo in qualche modo oltrepassa la soglia della sua coscienza, diventano vivi, attivi, non sono spiriti inconsci, sono spiriti che diventano coscientemente vivi e attivi in modo molto vantaggioso per loro.

 

L’espressione “spirito inconscio”, usata dagli psicoanalisti, non ha alcun senso;

allora allo stesso modo, se parlassi tenendo conto solo di me,

potrei dire di tutte le rispettabili persone qui riunite che esse sono il mio inconscio, se non ne so nulla.

 

Altrettanto poco si possono definire spiriti inconsci le entità spirituali che sono intorno a noi e che in taluni casi afferrano la personalità come nell’episodio che ho narrato. Rimangono nel subconscio, non vengono percepiti dalla coscienza che vive in noi, ma per quanto riguarda loro stessi sono pienamente coscienti.

 

È straordinariamente importante sapere questo, proprio per il compito della scienza dello spirito nel nostro tempo, perché la conoscenza della sfera spirituale che si trova oltre la soglia, la conoscenza delle individualità reali, coscienti di loro stesse, non è semplicemente una conquista dell’attuale scienza dello spirito, ma è in realtà un’antica conoscenza. Prima lo si sapeva nel senso della primigenia chiaroveggenza atavica. Oggi lo si conosce con altri mezzi, lo si impara gradualmente.

 

La conoscenza degli spiriti reali che si trovano al di fuori della coscienza umana,

che vivono una condizione diversa da quella umana ma che sono continuamente in relazione con gli uomini,

dai quali l’uomo può anche venir afferrato nel suo pensare, sentire e volere, questa conoscenza è sempre esistita.

 

Essa venne sempre considerata un bene segreto da determinate confraternite che la conservavano al loro interno come qualcosa di strettamente esoterico. Perché la conservarono in quel modo? Esaminare a fondo la questione ci porterebbe in questo momento troppo lontano, ma bisogna però dire che talune confraternite erano animate dall’onesta convinzione che la maggior parte degli uomini non fosse matura per tali conoscenze.

 

Fino ad un certo grado era proprio così, ma molte altre confraternite, che vengono definite di sinistra, cercavano di tenere per sé queste conoscenze che, possedute da un piccolo gruppo, gli davano potere sugli altri. Vi è sempre stato il desiderio da parte di certi gruppi di assicurarsi il potere sugli altri. Questo lo si poteva ottenere trattando certe conoscenze come un tesoro esoterico, utilizzandole per estendere il proprio potere.

Nel tempo attuale è particolarmente necessario fare reale chiarezza su queste cose.

 

Sappiamo (ne ho parlato proprio nell’ultima conferenza) che dal 1879

l’umanità vive in una situazione spirituale molto peculiare.

Dal 1879 potenti Spiriti delle tenebre

si sono trasferiti dal mondo spirituale al regno dell’uomo,

e coloro che avevano abusivamente serbato all’interno di piccoli gruppi i segreti legati a tale evento

sono in grado di utilizzarli per ogni sorta di cose.

 

 

By | 2018-06-19T05:42:20+02:00 Giugno 19th, 2018|SPIRITO|Commenti disabilitati su DOVE VI È LO SPIRITO, VI È ANCHE COSCIENZA